Milano

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Milano
comune
Milano – Stemma Milano – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Milano – Veduta
In senso orario dall'alto: Porta Nuova, Galleria Vittorio Emanuele II, Teatro alla Scala, Castello Sforzesco, Progetto CityLife, Arco della Pace e Duomo di Milano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Città metropolitanaProvincia di Milano-Stemma.svg Milano
Amministrazione
SindacoGiuseppe Sala (Indipendente di centro-sinistra) dal 21-6-2016
Data di istituzionenell'anno 1117[N 1][1]
Territorio
Coordinate45°27′50.98″N 9°11′25.21″E / 45.464161°N 9.190336°E45.464161; 9.190336 (Milano)Coordinate: 45°27′50.98″N 9°11′25.21″E / 45.464161°N 9.190336°E45.464161; 9.190336 (Milano)
Altitudine122 m s.l.m.
Superficie181,67[3] km²
Abitanti1 366 180[4] (31-12-2017)
Densità7 520,12 ab./km²
FrazioniNessuna
Comuni confinantiArese, Assago, Baranzate, Bollate, Bresso, Buccinasco, Cesano Boscone, Cologno Monzese, Cormano, Corsico, Cusago, Novate Milanese, Opera, Pero, Peschiera Borromeo, Rho, Rozzano, San Donato Milanese, Segrate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Trezzano sul Naviglio, Vimodrone
Altre informazioni
Cod. postaleda 20121 a 20162
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT015146
Cod. catastaleF205
TargaMI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 404 GG[5]
Nome abitantimilanesi o meneghini
Patronosant'Ambrogio
Giorno festivo7 dicembre
PIL(nominale) 39 mld [2]
PIL procapite(nominale) 30 000 [2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Milano
Milano
Milano – Mappa
Posizione del comune di Milano all'interno della città metropolitana omonima
Sito istituzionale

Milano (/miˈlano/ ascolta[?·info]; Milàn in dialetto milanese[6], /miˈlãː/[7]) è un comune italiano di 1 366 180 abitanti[4], capoluogo della regione Lombardia, dell'omonima città metropolitana, e centro di una delle più popolose aree metropolitane d'Europa[8][9][10][11][12].

Fondata da una tribù celtica appartenente alla cultura di Golasecca all'inizio del VI secolo a.C.[13], forse con il nome di Medhelan[14][15][16], fu conquistata dai Romani nel 222 a.C. e in seguito da loro ridenominata Mediolanum[17]. Con il passare dei secoli accrebbe la sua importanza sino a divenire capitale dell'Impero romano d'Occidente, nel cui periodo fu promulgato il celebre editto di Milano, che concesse a tutti i cittadini, quindi anche ai cristiani, la libertà di onorare le proprie divinità.

In prima linea nella lotta contro l'Imperatore in età comunale, divenne prima signoria per essere innalzata a dignità ducale alla fine del XIV secolo, rimanendo al centro della vita politica e culturale dell'Italia rinascimentale. All'inizio del XVI secolo perse l'indipendenza a favore dell'Impero Spagnolo, per passare, quasi due secoli dopo, sotto la corona austriaca: grazie alle politiche asburgiche, Milano divenne uno dei principali centri dell'illuminismo italiano[18]. Capitale del Regno d'Italia napoleonico, dopo la restaurazione fu tra i più attivi centri del risorgimento fino al suo ingresso nel Regno d'Italia.

Principale centro economico e finanziario della penisola, Milano ne guidò lo sviluppo industriale, costituendo con Torino e Genova il "Triangolo industriale", in particolar modo durante gli anni del boom economico quando lo sviluppo industriale e urbanistico coinvolse anche le città limitrofe, creando la vasta area metropolitana milanese. In ambito culturale, Milano è il principale centro italiano dell'editoria ed è ai vertici del circuito musicale mondiale grazie alla stagione lirica del Teatro alla Scala e alla sua lunga tradizione operistica. Milano è inoltre tra i principali poli fieristici europei e del design industriale ed è considerata una delle quattro capitali mondiali della moda.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Idrografia di Milano.
Vista aerea di Milano

La città poggia su un'unica tipologia di terreno di origine fluvio-glaciale a cemento carbonatico, comune a tutta la pianura padana. La caratteristica principale è quella di essere facilmente carsificabile. Tale roccia è ricoperta dai sedimenti fluviali quaternari ed è visibile lungo i principali corsi d'acqua, costituendo dei conglomerati che in Lombardia sono conosciuti come "ceppi"[19].

Milano occupa un'area di 181,76 km² a occidente della Lombardia, a 25 km a est del fiume Ticino, a 25 km a ovest dell'Adda, a 35 km a nord del Po e a 50 km a sud del lago di Como, lungo la cosiddetta "linea delle risorgive", laddove cioè vi è l'incontro, nel sottosuolo, tra strati geologici a differente permeabilità, cosa che permette alle acque profonde di riaffiorare in superficie[20].

La roggia Balossa in piazza della Repubblica verso via Tarchetti prima della sua copertura

L'idrografia di Milano e della zona dei comuni confinanti è particolarmente complessa, sia per cause naturali, vista la cospicua presenza fiumi, torrenti e fontanili, che formano un vero e proprio groviglio idrico, sia per questioni legate ai lavori di canalizzazioni e di deviazione dei corsi d'acqua eseguite dall'uomo, aventi il proprio inizio durante l'epoca romana, che hanno portato alla realizzazione di numerose rogge, canali e laghi artificiali. Visto che l'acqua era abbondante e facilmente raggiungibile, a Milano gli antichi Romani non realizzarono mai acquedotti[21].

I corsi d'acqua più importanti che interessano la Milano moderna e la sua area metropolitana sono i fiumi Lambro, Olona e Seveso, i torrenti Bozzente, Garbogera, Lura, Merlata e Pudiga, i canali navigabili Naviglio della Martesana, Naviglio Grande, Naviglio Pavese, Naviglio di Bereguardo, Naviglio di Paderno e Vettabbia, e i corsi d'acqua artificiali Canale Ticinello, Canale Vetra, Cavo Redefossi, Cavo Ticinello e Lambro Meridionale. A Milano sono anche situati due importanti bacini artificiali, la Darsena di Porta Ticinese e l'Idroscalo di Milano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Clima di Milano, Stazione meteorologica di Milano Brera e Stazione meteorologica di Milano Linate.
Estate lungo il Naviglio Grande.

Milano è situata a occidente del bacino della Val Padana ed è caratterizzata da un clima temperato umido, con una sensibile escursione termica annua (estate calda e inverno freddo)[22][23], Cfa secondo la classificazione dei climi di Köppen[24][25].

Milano, come gran parte della Pianura Padana, accusa una scarsa ventilazione favorendo il ristagno delle nebbie e degli inquinanti anche in ragione della sua alta densità abitativa[26]. Gli inverni milanesi sono più freddi rispetto a quelli delle città costiere, senza però raggiungere gli estremi tipici dell'Europa centrale, grazie alla latitudine più meridionale e alla protezione fornita dalla catena delle Alpi. Le estati sono calde, decisamente afose e poco ventilate (come in tutta la Pianura Padana soprattutto occidentale) ma interessate da diversi temporali che attenuano l'atmosfera rovente: i mesi compresi tra giugno e agosto sono infatti discretamente piovosi.

Neve e nebbia a Milano in una foto del 1960

Nel complesso, le precipitazioni nell'area milanese sono ben distribuite nel corso dell'anno anche se la stagione invernale registra periodi relativamente lunghi senza precipitazioni con un minimo di circa 40 mm a febbraio: sono piovose anche le stagioni intermedie e specialmente il medio autunno e la primavera. Leggermente più scarse le precipitazioni nella periferia sud e maggiori in quella nordest. Tuttavia negli ultimi anni i giorni di piogge sono andati diminuendo a favore di fenomeni più intensi ma più brevi.

Prima degli anni settanta le nevicate invernali sono state più frequenti che negli anni successivi. Considerando il periodo che va dagli anni '60 agli anni '90, la media nivometrica della città di Milano (i cm totali medi di accumulo nevoso annuo) è più bassa di alcune città del nord-ovest e dell'Emilia (come Piacenza, Parma, Bologna, Torino), ma più elevata di altre città del nord-est (come Udine, Verona, Venezia) e si ferma a 25,2 cm annui in città[27] ma nei comuni dell'hinterland può avvicinarsi anche a circa 30 cm[28][29][30].

Gli estremi termici di Milano dal 1763 a oggi sono stati di -17,3 °C nel 1855 e 39,8 °C nel 2003 a Brera Duomo[31]. L'umidità è statisticamente presente durante tutto l'anno in special modo nei mesi invernali e durante la notte. Tuttavia i giorni di nebbia si stanno facendo via via meno frequenti[32]. Le nebbie sono favorite sia dal cielo sereno, che consente il raffreddamento da irraggiamento, sia dal suolo superficialmente umido, dalla tipica scarsa ventilazione della Pianura Padana occidentale e da particolari configurazioni bariche invernali come i regimi altopressori che in questo periodo dell'anno tendono a presentarsi con una certa frequenza.

Milano Brera[33](1961-1990) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 5,48,113,017,621,826,329,227,623,917,410,66,46,617,527,717,317,3
T. mediaC) 3,15,49,513,617,621,724,623,320,014,38,34,04,213,623,214,213,8
T. min. mediaC) 0,82,76,19,613,317,119,919,016,211,26,01,61,79,718,711,110,3
Nuvolosità (okta al giorno) 7665554455766,35,34,35,75,4
Precipitazioni (mm) 6658807093696285661029450174243216262895
Giorni di pioggia 7687875757861923192081
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,93,74,65,66,97,18,17,35,24,12,42,33,05,77,53,95,0
Radiazione solare globale media (centesimi di MJ/) 5508601 3601 7302 0402 2602 2701 9301 4309605904301 8405 1306 4602 98016 410
Vento (direzione-m/s) NW
2,3
SE
2,4
SE
2,6
SE
2,8
SW
2,7
SW
2,6
SW
2,5
SE
2,4
E
2,3
E
2,3
SE
2,3
NW
2,2
2,32,72,52,32,4

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mediolanum (toponimo).
Panorama di Châteaumeillant, comune francese della regione del Centro-Valle della Loira, il cui nome ha la stessa etimologia di "Milano".

Nel toponimo Mediolanum, da cui deriva "Milano", i linguisti riconoscono, tradizionalmente, un termine composto formato dalle parole medio e planum ("in mezzo alla pianura" o "pianura di mezzo", con planum divenuto lanum per influsso della lingua celtica. Indicativa è infatti la caduta della p- di inizio di parola, che è tipico della parlata celtica[34]).

Mediolanum potrebbe derivare dall'originario toponimo celtico Medhelan[14][15][16], con il significato di "in mezzo alla pianura", vista la sua posizione centrale nella Pianura Padana, oppure di "luogo fra corsi d'acqua" (celt. medhe = "in mezzo, centrale"; land o lan = "terra"), data la presenza dei fiumi Olona, Lambro e Seveso; altre ipotesi individuano invece il significato di Medhelan in "santuario centrale" (celt. medhe = "in mezzo, centrale"; lanon = "santuario") oppure in "terra fertile" (celt. med = "fertile"; land o lan = "terra")[34][35][36].

Vi sono state decine di Mediólanon (nome dato dagli etnografi greci alle varie Medhelan) in tutta l'Europa celtica, tutte accomunate dalla medesima etimologia[37].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia di Milano.

L'epoca celtica: la fondazione della città[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fondazione di Milano e Scrofa semilanuta.
Bassorilievo della scrofa semilanuta su un piedritto del Palazzo della Ragione di Milano, testimoniante le origini celtiche della città.

Milano fu fondata, forse con il nome di Medhelan[14][15][16], da una tribù celtica facente parte della tribù degli Insubri e appartenente alla cultura di Golasecca all'inizio del VI secolo a.C.[13]. Il primigenio insediamento celtico, che fu in seguito, da un punto di vista topografico, sovrapposto e sostituito da quello romano, venne successivamente ridenominato dagli antichi Romani, come è attestato da Tito Livio[38][39], Mediolanum. La città romana fu poi a sua volta gradualmente sovrapposta e rimpiazzata da quella medievale. Il centro urbano di Milano è quindi costantemente cresciuto a macchia d'olio, fino ai tempi moderni, attorno al primo nucleo celtico.

Secondo invece la tradizione leggendaria riportata da Tito Livio e poi ripresa in epoca medioevale da Bonvesin de la Riva[40] la fondazione di Milano avvenne nel VI secolo a.C. nel luogo dove fu trovata una scrofa semilanuta, per opera della tribù celtica guidata da Belloveso, che sconfisse gli Etruschi[41], popolazione che fino ad allora avevano dominato la zona.

In base ai ritrovamenti archeologici, l'oppidum celtico doveva avere medesima localizzazione ed estensione dell'insediamento golasecchiano, che era più antico, ma non sono mai venute alla luce opere difensive urbane, probabilmente costruite in legno e terra, evento che spiega l'attribuzione della definizione di "villaggio" da parte di Polibio e Strabone. La carta di distribuzione dei ritrovamenti della prima età del ferro mostra che l'insediamento golasecchiano (V secolo a.C.) di Medhelan occupava un'area di circa 12 ettari attorno al futuro foro romano di Milano (quindi nei pressi della moderna piazza San Sepolcro)[42].

L'epoca romana: Mediolanum[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mediolanum.
L'antica Milano romana (Mediolanum) con le mura e le porte, il forum (piazza principale), il teatro, l'anfiteatro, il circo, il palazzo imperiale, la zecca, le terme Erculee, il mausoleo imperiale, la Via Porticata con l'arco trionfale, l'horreum e le basiliche paleocristiane.

Dopo essere stata la più importante città dei Celti Insubri, Milano fu occupata nel 222 a.C., in seguito ad un aspro assedio, dai consoli romani Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello, la conquista fu contrastata dalla discesa di Annibale al quale la popolazione locale si alleò[43][44]. Fu solo nei primi anni del II secolo a.C. che gli Insubri e i Boi si assoggettarono alla dominazione romana[45].

Per via della sua favorevole posizione di retrovia Milano fu di strategica per le campagne di Cesare durante la conquista della Gallia. Negli anni dal 58 a.C. al 50 a.C. Milano divenne il più importante centro della Gallia Cisalpina e, sull'onda dello sviluppo economico, nel 49 a.C. venne elevata, nell'ambito della Lex Roscia, allo status di municipium[46].

Dopo che Giulio Cesare aprì la Britannia ai commerci e all'influenza romani[47] con soldati mediolanensi, alla crescita dell'importanza militare si accompagnò il riconoscimento politico. Al momento della suddivisione dell'Impero romano effettuata da Diocleziano nel 286 (Tetrarchia), Milano divenne, con Treviri, capitale dell'Impero romano d'Occidente.

A Milano, nel 313 d.C. Costantino si accordò con Licinio per consentire, con l'Editto di Milano o Editto di Costantino, la pratica del culto cristiano. Subito si iniziarono a costruire numerose basiliche. Ecco cosa racconta Ausonio della Mediolanum del 380-390:

« A Mediolanum ogni cosa è degna di ammirazione, vi sono grandi ricchezze e numerose sono le case nobili. La popolazione è di grande capacità, eloquenza ed affabile. La città si è ingrandita ed è circondata da una duplice cerchia di mura. Vi sono il circo, dove il popolo gode degli spettacoli, il teatro con le gradinate a cuneo, i templi, la rocca del palazzo imperiale, la zecca, il quartiere che prende il nome dalle terme Erculee. I cortili colonnati sono adornati di statue di marmo, le mura sono circondate da una cinta di argini fortificati. Le sue costruzioni sono una più imponente dell'altra, come se fossero tra loro rivali, e non ne diminuisce la loro grandezza neppure l'accostamento a Roma. »

(Ausonio, Ordo urbium nobilium, VII.)

Nel periodo del vescovo Ambrogio e dell'imperatore Teodosio I, che dichiarò il Cristianesimo l'unica religione dell'impero con un suo editto, Milano fu il centro più influente della Chiesa d'Occidente[48] (qui Sant'Agostino si convertì al cristianesimo nel 386 e ricevette il battesimo l'anno seguente).

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Milano all'epoca di Federico Barbarossa

Milano seguì poi le vicende della decadenza dell'edificio imperiale romano. Nel 402 d.C., dopo un lungo assedio, la città riuscì a respingere i Visigoti comandati dal re Alarico: dopo questi fatti l'imperatore Onorio prese la decisione di spostare la sede della capitale dell'impero da Milano a Ravenna[49]. Allo sfaldamento della società tardo-antica e alla conseguente crisi demografica, fece da contraltare il primo insediamento di un popolo germanico: quello degli Eruli di Odoacre.

Nel 493, in questo contesto, i Goti guidati da Teodorico sconfissero Odoacre[49], che aveva poco prima deposto l'ultimo imperatore romano d'occidente, Romolo Augusto, ponendo fine alla storia della civiltà romana in questa parte d'Europa. La sempre più precaria situazione politica e militare causò però alla città diverse ferite e Milano conobbe, nel 539, la sua prima distruzione: l'imperatore romano d'Oriente Giustiniano I (527-565), deciso a riconquistare i territori imperiali d'occidente, attaccò il re goto Teodato inviando in Italia al comando delle sue truppe i generali Belisario e Narsete, dando inizio a quella che diventerà la lunga Guerra gotica.

Raffigurazione della battaglia di Legnano, importante per la risurrezione della città.

Nel 539 Milano, per dissensi tra i due generali, si trovò alla mercé dei Goti di Uraia che la incendiarono e massacrarono la popolazione. A questo evento si deve la distruzione dei marmi e dei grandi edifici della Milano ex capitale dell'Impero, dalla basilica ai templi pagani, fino alle grandi e ricche ville patrizie che vennero letteralmente e sistematicamente spogliate e infine date alle fiamme con tutta la città. Milano fu poi riconquistata (entro il 559) da Narsete, per opera di quest'ultimo ricostruita[N 2], e nel breve periodo bizantino potrebbe essere stata elevata a capitale della diocesi italiana (Italia del Nord), anche se ciò non è certo[50].

Nel VI secolo, con la discesa dei Longobardi nella Pianura Padana, Milano subì saccheggi e spoliazioni durati diversi decenni[51], ai quali seguì un primo impulso di rinascita. Capitale del dominio longobardo era la vicina Pavia ma anche Milano rivestì, per un breve periodo, questa funzione sotto il regno di Agilulfo e Teodolinda e del loro figlio Adaloaldo, dal 604 circa al 626 circa. Il regno longobardo finì nel 774 con la conquista di Pavia da parte di Carlo Magno che fatti prigionieri l'ultimo re Desiderio e la moglie, si proclamò Gratia Dei rex Francorum et Longobardorum e, nell'800, incoronato a Roma da Leone III, divenne il primo imperatore del Sacro Romano Impero, erede di quello romano d'Occidente.

Un "Ambrosino", moneta milanese del XIV secolo. Oggi la città premia con gli Ambrogini i cittadini benemeriti.

L'importanza di Milano fu confermata quale sede di un conte imperiale e di un vescovo. Con la deposizione di Carlo il Grosso (887), viene meno la capacità di governo centrale e sono proprio conti e vescovi a esercitare il potere locale: la città evolve in libero comune estendendo gradualmente la sua influenza su gran parte della Lombardia (XI secolo). In particolare, l'istituzione del moderno comune di Milano avvenne nel 1117: in tale anno fu infatti attestata per la prima volta l'attività dei consoli di Milano[1]. L'accresciuta importanza e indipendenza portarono all'inevitabile scontro con l'Impero. Distrutta nell'aprile del 1162 da Federico Barbarossa, rinacque dopo la vittoria della Lega Lombarda nella battaglia di Legnano (29 maggio 1176).

Nel frattempo, come già accennato, Milano aveva scelto di autogovernarsi mediante dei consoli. Tuttavia, anche per questioni di discordie interne, tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, si passò al regime dei Podestà, che, nella speranza che fossero super partes, erano chiamati da altre città, quali: Brescia, Lodi, Piacenza, Bologna, Como, Vercelli, Bergamo, Mantova, Genova, Parma, Venezia, Modena, Cremona, Pavia, Reggio Emilia, Forlì[52]. Le provenienze, quindi, ricoprono la gran parte dell'Italia settenrionale, mentre la città più lontana da cui venne chiamato un Podestà risulta essere Forlì.

Ducato di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Milano.
Il Ducato di Milano ed i domini dei Visconti (segnati in verde brillante) all'inizio del XV secolo, all'apice della loro potenza, durante il regno del duca Gian Galeazzo

Nel tardo Medioevo Milano vide la lotta delle famiglie Della Torre (o Torriani) e Visconti per il possesso della città con il predominio di quest'ultima, che avrebbe lasciato il passo alla famiglia Sforza solo alla metà del XV secolo, all'alba del Rinascimento[N 3].

La signoria dei Visconti, diventata Ducato di Milano nel 1396, perseguì con successo una politica espansionistica e la città divenne la capitale di uno Stato esteso, potente e ricco che aveva bisogno anche di simboli per sancire il proprio ruolo egemone. Gian Galeazzo Visconti volle per la sua città una cattedrale che rivaleggiasse con le maggiori d'Europa, il Duomo di Milano, la cui costruzione iniziò nel 1386.

L'economia della città era andata crescendo: nel XIII secolo Milano era una delle poche città europee ad avere più di 100.000 abitanti, l'artigianato era in pieno sviluppo, soprattutto per la lavorazione dei metalli[N 4] e dei tessuti, agricoltura e allevamento erano fiorenti ed i traffici intensi, anche grazie alla costruzione del Naviglio Grande, che favorì gli scambi e irrigò sapientemente le campagne.

A manifestare l'orgoglio per questa crescita furono compiute opere come il Castello Sforzesco (già esistente in epoca viscontea con il nome di Castello di Porta Giovia, ma riadattato, ingrandito e completato dagli Sforza) e l'Ospedale Maggiore. Gli Sforza inoltre riuscirono ad attrarre a Milano personalità come Leonardo da Vinci, il quale riprogettò e migliorò la funzione dei navigli e dipinse l'Ultima Cena, e Bramante, che lavorò alla chiesa di Santa Maria presso San Satiro, alla basilica di Sant'Ambrogio e alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, condizionando lo sviluppo del rinascimento lombardo.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Milano come appariva nel 1573, durante il governo di Filippo II.

Anche la Francia, però, avanzava diritti di successione sul ducato e Luigi XII[N 5] nel 1499 invase il ducato scacciandone Ludovico il Moro. Carlo V d'Asburgo in quanto imperatore del Sacro Romano Impero, vi intronò Francesco II Sforza che morì senza eredi nel 1535 e Carlo V, con "diploma imperiale" nominò duca il proprio figlio Filippo II[N 6].

I diritti spagnoli sul ducato furono riconosciuti definitivamente con la pace di Cateau-Cambrésis (1559). La dominazione spagnola ha inizio con un lungo periodo di pace (1535-1620). Carlo V emana le Costitutiones Mediolanensis Dominii che lasciano al ducato un'ampia autonomia di governo, con l'unico vincolo di fedeltà al sovrano[N 7], ma creano un pernicioso dualismo con gli uffici regi che non sarà mai completamente superato. Fa anche redigere l'estimo del Ducato[N 8], che dovrebbe consentire una migliore esazione fiscale: in realtà provoca resistenze nelle oligarchie che controllano il governo cittadino e ducale e nel clero, che non vogliono rinunciare a privilegi e immunità. Incomincia così un inasprimento fiscale che non cesserà che nel 1706[53].

La Torre del Filarete con lo stemma degli Sforza e la statua di Sant'Ambrogio.
L'ingresso a Milano di Napoleone, il 15 maggio 1796, dipinto da Giuseppe Pietro Bagetti.

La devastante peste del 1629-1630 segnò profondamente la città e la sua cultura, tanto da essere stata in seguito ripresa dal Manzoni, sia ne I promessi sposi sia nella Storia della colonna infame, scritto d'alto pregio storico e sociale - sebbene poco conosciuto - nel quale il Manzoni propone una riflessione profonda sugli errori commessi dai giudici per arrivare a una sentenza di condanna per due dei presunti untori, abusando del loro potere.

Pochi sono i segni evidenti rimasti a Milano della dominazione spagnola: i bastioni, demoliti però tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo[N 9]; la chiesa barocca di San Giuseppe, in via Verdi, e il collegio Elvetico in via Senato[N 10]. Infine, la Darsena di Porta Ticinese, fatta scavare dal conte di Fuentes nel 1603.

Il XVIII secolo vide Milano passare dalla dominazione spagnola a quella austriaca che continuò fino all'epoca napoleonica, eccezion fatta per una parentesi di tre anni in cui la città passò sotto il controllo del Regno di Sardegna tra il 1733 e il 1736. Fu un periodo di rifiorimento culturale che conobbe l'opera di intellettuali come Pietro Verri, Cesare Beccaria e Paolo Frisi.

Con la morte di Carlo II di Spagna, dilagò la grande guerra per la successione. Il 24 settembre 1706 Eugenio di Savoia fu alle porte di Milano e il governatore spagnolo, il principe di Vaudémont, abbandonando precipitosamente la città la lasciò in balia della nuova dominazione austriaca. Seguì il governatore Massimiliano Carlo Alberto di Löwenstein-Wertheim-Rochefort che venne ricordato per aver ricostruito il teatro di corte distrutto in un incendio. L'Austria fu sovrana di Milano fino al 9 maggio 1796 data in cui l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este lasciò la città a causa dell'arrivo di Napoleone impegnato nella campagna d'Italia.

Dal 1796 al 1797 Milano fu capitale della Repubblica Transpadana, dal 1797 al 1802 capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del Regno Italico.

L'arrivo di Napoleone Bonaparte suscitò un'ondata d'entusiasmo nei milanesi che videro in lui la realizzazione dei nuovi ideali rivoluzionari francesi tanto attesi durante il periodo conservatore degli Asburgo. L'esercito repubblicano entrò a Milano il 15 maggio e, dopo circa un anno di disordini di ispirazione giacobina, ne seguì la costituzione della Repubblica Cisalpina nel 1797. Essa tuttavia non ebbe vita facile perché, partito Napoleone, Milano ricadde nel giacobinismo e non riuscì a opporre alcuna resistenza al ritorno degli austriaci nel 1799 che intrapresero una cieca repressione. Dopo la nomina di Napoleone a primo console, grazie alla vittoria sul campo di Marengo, Milano torna a essere il fulcro politico e culturale d'Italia, grazie alla fondazione del Regno d'Italia, con capitale proprio il capoluogo lombardo.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione di un episodio delle Cinque giornate.

Alla caduta del Bonaparte, con il Congresso di Vienna (1815), Milano tornò sotto il dominio austriaco, non più come ducato, ma come capitale del neonato Regno Lombardo-Veneto[N 11] e vi rimase fino al 1859 quando in seguito alla seconda guerra d'indipendenza, entrò a far parte del Regno di Sardegna che divenne Regno d'Italia dal 1861.

Dopo l'annessione di Roma allo Stato italiano e la sua trasformazione in capitale, per diverso tempo Milano venne qualificata con il titolo di Capitale morale; la definizione è attribuita da Ruggiero Bonghi come parola d'autore coniata negli anni in cui dirigeva La Perseveranza[54], e conobbe una certa diffusione sulla scia del successo della Fiera industriale del 1881[55][56]. Con essa si alludeva al carattere milanese dall'epoca decisamente più avanzato nell'industrializzazione e nella modernità[N 12].

Nel 1883[57] fu inaugurata a Milano, in via Santa Radegonda, la prima centrale elettrica d'Europa[58][N 13][59], la seconda al mondo dopo quella di New York[N 14]. La costruzione, guidata da Giuseppe Colombo, è ricordata su una colonna della via omonima da una targa posta successivamente da Luigi Dadda.

A cavallo del XIX e XX secolo, Milano conobbe uno straordinario sviluppo industriale e del terziario che la pose al centro delle vicende economiche del Paese. Fu sede dell'Esposizione universale del 1906[60], che celebrava l'apertura del Traforo del Sempione. Lo sforzo bellico durante la prima guerra mondiale fece registrare un forte sviluppo dell'industria non solo pesante, con conseguenti difficoltà nella riconversione postbellica; ciò si unì alla delusione per le molte aspettative di maggiore benessere e democrazia ingenerate, non solo in Italia, dalla propaganda per l'arruolamento: dapprima le tensioni sociali sfociarono in quello che gli storici chiamano il biennio rosso, in reazione al quale trovò nuova linfa il fascismo.

Panoramica di Milano nella seconda metà dell'Ottocento. In primo piano Porta Ticinese sottopassata dal Cavo Ticinello ancora a cielo aperto

Milano era, all'inizio del XX secolo, per la sua composizione sociale, una città a forte connotazione socialista: Filippo Turati[N 15] vi aveva fondato nel 1889 la Lega Socialista Milanese e fu tra i fondatori, nel 1892 del Partito Socialista Italiano. L'organo del partito, il quotidiano Avanti!, ebbe qui a partire dal 1911 la sua sede e Benito Mussolini ne fu uno dei direttori (1913-1914). Socialisti furono gli ultimi due sindaci eletti democraticamente, Emilio Caldara[61] nel 1914 e Angelo Filippetti[62] nel 1920.

Il 14 febbraio 1916, in piena guerra, Milano subì il primo bombardamento aereo della sua storia; due bombardieri da guerra, modello Etrich Taube, della Imperial-regia Aviazione austro-ungarica sganciarono numerose bombe nelle zone di Porta Romana e Porta Vittoria provocando 16 morti e circa 40 feriti. I due bombardieri si ritirano indisturbati alla base aerea di Gardolo (in Trentino, allora parte dell'Impero austro-ungarico), da dove erano partiti[63].

Piazza San Sepolcro nel 1919, Benito Mussolini fonda i Fasci italiani di combattimento.

Gli anni immediatamente successivi alla Grande Guerra furono densi di tensioni sociali culminate nel biennio rosso con scontri sanguinosi fra movimenti anarchici, operai e comunisti e il nascente movimento fascista di cui Milano fu la culla e che ne vide la fondazione il 23 marzo 1919 col nome di Movimento dei Fasci italiani di combattimento nella sala del Circolo dell'Alleanza Industriale in piazza San Sepolcro[N 16]. Il 12 aprile 1928 la città fu scossa dal grave attentato a Vittorio Emanuele III, in cui 20 persone rimasero uccise dallo scoppio di un ordigno esplosivo mentre erano in attesa di assistere al passaggio del Re in occasione della cerimonia di inaugurazione della VIII edizione della Fiera Campionaria. Nel biennio 1929-30 si procedette alla copertura dei Navigli, cambiando così radicalmente l'aspetto di molti paesaggi urbani della città.

Resti della Galleria Vittorio Emanuele II bombardata nel 1943.

Durante la seconda guerra mondiale Milano registrò i più gravi bombardamenti aerei mai subiti da una grande città italiana. Nell'agosto del 1943 nell'arco di una settimana Milano subì numerose incursioni aeree, che distrussero un terzo dell'area edificata e colpirono il 50 per cento degli edifici, lasciando 150 000 persone senzatetto[64]. Gli aerei sganciarono le bombe da quote molto elevate, colpendo a caso gli edifici del centro storico. Il Teatro alla Scala, Palazzo Marino, la Rinascente, la sede del Corriere della Sera, gli stabilimenti della Pirelli e della Breda vennero pesantemente bombardati mentre la Galleria Vittorio Emanuele fu scoperchiata. Il Duomo fu risparmiato nonostante il crollo di decine di statue. Colpiti pure il Castello Sforzesco, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Reale, la Pinacoteca Ambrosiana e l'ospedale Fatebenefratelli. Tragica fu la strage dei 184 bambini della scuola elementare di Gorla, il 20 ottobre 1944. Diciassette aerei del 451º Bomb Group, fallito il bersaglio (gli stabilimenti Breda) perché fuori rotta, sganciarono 170 bombe da duecento chili sui quartieri di Gorla, Precotto e Turro. Una di queste colpì le scale della scuola mentre i bambini, gli insegnanti e il personale cercavano di raggiungere i rifugi: quel giorno si contarono 614 vittime[65].

Il 29 aprile 1945 i corpi di 18 gerarchi fascisti tra cui Mussolini stesso vennero esposti in Piazzale Loreto. I gerarchi erano stati fucilati da un gruppo di partigiani comandati da Walter Audisio il pomeriggio del 28 aprile. La folla incominciò a calpestare e colpire i corpi ricoprendoli di sangue e sputi, e solo grazie all'intervento di vigili del fuoco e partigiani i cadaveri furono sottratti all'ira della folla e appesi " a testa in giù" sulla pensilina del distributore presente nella piazza[66].

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Funerali delle vittime della strage di piazza Fontana nel 1969.

Città emblema della Resistenza (il 25 aprile, festa nazionale della Liberazione, ricorda l'insurrezione generale partigiana del 25 aprile 1945 che ha portato alla liberazione della città), fu, nel secondo dopoguerra, dopo la fine del regno sabaudo (1946), uno dei motori della ricostruzione industriale e culturale dell'Italia repubblicana.

A Milano si svolsero alcuni dei maggiori scontri del '68 italiano e qui ci fu il primo episodio della cosiddetta Strategia della tensione (il 12 dicembre 1969 con la strage di piazza Fontana). Dalla fine degli anni ottanta la città venne spesso ricordata come "Milano da bere", denominazione derivante da uno slogan pubblicitario diventato simbolo di un'epoca in cui essa e l'intera nazione potevano godere di un benessere diffuso[67].

Torre Diamante e altri grattacieli del Progetto Porta Nuova

Nell'ultimo quarto di secolo la città fu al centro della politica italiana: con l'ascesa al governo della classe dirigente milanese del PSI - guidata da Bettino Craxi - al governo nazionale, poi con lo scandalo di Tangentopoli[N 17], poi ancora con l'ascesa dell'imprenditore milanese Silvio Berlusconi, a guida di una coalizione di centrodestra[N 18].

Oggi Milano è un importante centro commerciale e industriale sia all'interno dell'Unione europea sia a livello internazionale oltre che essere il maggior polo Italiano per i servizi e il terziario, la finanza, la moda, l'editoria e l'industria. È inoltre sede della Borsa valori (in Piazza Affari), gestita da Borsa Italiana S.p.A, uno dei più importanti centri finanziari d'Europa ed è un grande polo di attrazione per le sedi amministrative di decine di multinazionali[8]. È uno dei maggiori centri universitari, editoriali e televisivi d'Europa. È sede del polo fieristico con la maggior superficie espositiva d'Europa[68].

Dopo l'assegnazione ufficiale da parte del Bie (Bureau International des Expositions) il 31 marzo 2008, dal 1º maggio al 31 ottobre 2015 la città ha ospitato l'Expo 2015, sul tema dell'alimentazione.

La città di Milano è presente nelle pubblicazioni del Globalization and World Cities Study Group dell'Università di Loughborough, dove nel 2004 è stata classificata come incipient global city insieme ad Amsterdam, Boston, Chicago, Madrid, Mosca e Toronto[69].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Simboli di Milano.
La bandiera di Milano, costituita come lo stemma da una croce di San Giorgio rossa in campo bianco. Riprende fedelmente il vessillo del Ducato di Milano, che fu usato dal 1395 al 1797

« 1. Il gonfalone storico, insignito della medaglia d'oro della Resistenza, e raffigurante Sant'Ambrogio, vescovo eletto dal popolo, è il gonfalone di Milano.
2. Lo stemma della Città di Milano è araldicamente così descritto: d'argento (bianco) alla croce di rosso, cimato di corona turrita (un cerchio d'oro aperto da otto pusterle), e circondato ai lati nella parte inferiore da fronde verdi di alloro e di quercia annodate con un nastro tricolore.
3. La bandiera del Comune di Milano è costituita da una croce rossa su sfondo bianco. »

(Blasonatura del gonfalone, dello stemma e della bandiera di Milano riportata nello statuto del comune[70])
Da sinistra, il lato anteriore e quello posteriore del gonfalone di Milano, che è custodito all'interno di Palazzo Marino, municipio della città, nella Sala dell'Alessi.

I simboli di Milano sono lo stemma, il gonfalone e la bandiera, così come riportato nello Statuto comunale[71].

La bandiera utilizzata dalla moderna città di Milano riprende fedelmente quella usata dal Ducato di Milano dal 1395 al 1797, ovvero un vessillo bianco con una croce di San Giorgio di colore rosso[72]. A seconda del periodo storico e – in particolare – della dinastia regnante che dominava la città, si sono succeduti diversi stendardi civici (il cosiddetto Vexillum civitas), che di volta in volta rappresentava la famiglia nobiliare che governava il ducato milanese, fermo restando la conservazione della primigenia bandiera cittadina bianca con croce di San Giorgio di colore rosso come vessillo ufficiale dello Stato (il cosiddetto Vexillum publicum)[72][73].

Lo stemma di Milano è costituito da uno scudo sannitico di color argento (bianco) su cui è sovrapposta una croce di San Giorgio rossa. Il tutto è racchiuso ai lati da un ramo di alloro e uno di quercia, legati insieme da un nastro tricolore. Lo scudo, che è timbrato da una corona turrita colore oro o nero, simbolo del titolo di città, è in uso, nella sua forma moderna, dal 19 marzo 1934, quando fu emanato il relativo decreto di concessione da parte dello Stato. La croce di San Giorgio rossa su campo bianco come simbolo della città meneghina nacque nel Medioevo: tale soggetto, che è stato riportato per la prima volta sulla bandiera di Milano, è stato poi l'ispirazione per la realizzazione dello stemma cittadino.

La Madonnina, statua presente sulla sommità del Duomo di Milano
Il biscione scolpito nell'androne della stazione di Milano Centrale

Il primo gonfalone di Milano è stato un arazzo realizzato intorno al 1565 dai ricamatori Scipione Delfinone e Camillo Pusterla su disegno di Giuseppe Arcimboldi e Giuseppe Meda. Restaurato una ventina di volte nei successivi tre secoli, è custodito all'interno del Castello Sforzesco, nella Sala del Gonfalone[74]. Una sua copia, che è custodita a Palazzo Marino, nella Sala dell'Alessi, viene esibita nelle ricorrenze ufficiali più importanti per rappresentare la città di Milano. Entrambi i gonfaloni menzionati raffigurano, al centro, sant'Ambrogio, vescovo di Milano e santo patrono della città.

Altri simboli di Milano sono la scrofa semilanuta, animale legato alla leggenda della sua fondazione e primo simbolo della città di Milano, la cosiddetta "Madonnina", una statua d'oro collocata sulla guglia più elevata del Duomo di Milano rappresentante Maria, madre di Gesù Cristo (questa statua è anche la protagonista della canzone dialettale milanese O mia bela Madunina di Giovanni D'Anzi, che è di fatto considerata l'inno della città), il biscione (in dialetto milanese el bisson), ritratto nell'atto di ingoiare o proteggere, a seconda delle interpretazioni, un fanciullo o un uomo nudo[N 19] e sovrastato da una corona d'oro[N 20], originariamente simbolo del casato dei Visconti, Signori e poi Duchi di Milano tra XIII e XV secolo, e infine Meneghino, maschera legata alla città dopo avere soppiantato quella più antica e tradizionale di "Baltramm de Gaggian". Il nome "meneghino" viene talvolta usato, a mo' di aggettivo, come sostituto di "milanese" (si veda ad esempio la nota istituzione culturale Famiglia meneghina)[75].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

l gonfalone di Milano è decorato da due onorificenze. Milano è stata la prima, tra le ventisette città decorate di medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale", a essere insignita da questa onorificenza per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo risorgimentale (inteso dalla Casa regnante dei Savoia, che concesse a Milano questa onorificenza, come il periodo compreso fra il 1848 e il 1918)[76].

Il capoluogo lombardo è anche tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione; in particolare è insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici subiti della sua popolazione e per la sua attività nella Resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale[77].

Le motivazioni della concessione delle due onorificenze sono:

Medaglia alle città benemerite del Risorgimento nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle città benemerite del Risorgimento nazionale
«A ricordare le azioni eroiche compiute dalla cittadinanza milanese nelle cinque giornate del 1848. L'insurrezione popolare milanese divampò il 18 marzo 1848, alla notizia della rivoluzione a Vienna e dell'insurrezione di Venezia. Il 23 gli insorti costrinsero il maresciallo Radetzki ad abbandonare la città e a ritirarsi verso Verona. Fra gli insorti si contarono circa trecento morti.»
— Roma, 18 marzo 1898
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Nelle epiche "Cinque Giornate", insorgendo e scacciando dalle sue mura un esercito potentemente armato, dimostrò quanto valga contro la tirannide l'impeto popolare sorretto da sete inestinguibile di giustizia, di libertà, di indipendenza. Presente con i suoi martiri ed i suoi eroi nelle congiure mazziniane e nelle battaglie del primo Risorgimento, negli anni dal 1943 al 1945, pur mutilata ed insanguinata dalle offese belliche, oppose allo spietato nemico di ogni tempo, la fierezza e lo slancio di un'implacabile lotta partigiana, nella quale fu prodiga del sangue dei suoi figli migliori, e lo travolse infine nell'insurrezione vittoriosa del 25 aprile 1945. Mirabile esempio di virtù civiche e guerriere che la Repubblica onora. 18-22 marzo 1848, 6 febbraio 1853, 9 settembre 1943, 25 aprile 1945.»
— Roma, 15 marzo 1948

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumenti di Milano, Barocco a Milano, Neoclassicismo a Milano e Liberty milanese.

Gran parte del patrimonio artistico-architettonico di Milano si trova nel centro storico, che deve il suo aspetto attuale a numerosi rimaneggiamenti urbanistici effettuati tra l'unità d'Italia e il primo dopoguerra[78].

Il monumento simbolo della città è la cattedrale di Santa Maria Nascente, più conosciuta con il nome di Duomo di Milano, situata nell'omonima piazza, centro della vita economica e culturale cittadina. A breve distanza si trova il settecentesco Teatro alla Scala, uno dei teatri lirici più famosi al mondo[79]. A collegare Piazza della Scala e Piazza del Duomo è la galleria Vittorio Emanuele II, un passaggio coperto con strutture di ferro e vetro a vista in stile eclettico.

Altro monumento simbolo di Milano è il Castello Sforzesco, originariamente concepito come struttura esclusivamente militare, fu poi ridisegnato come elegante corte per i signori della città[80]. Poco lontano si trovano la basilica di Sant'Ambrogio, considerata la seconda chiesa più importante della città[81], e il complesso ospitante la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo leonardesco, dichiarato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[82]. Altro sito di notevole interesse artistico è il Cimitero monumentale, che ospita le tombe dei cittadini milanesi più illustri; di più moderna realizzazione si possono trovare la Stazione Centrale, costruita in uno stile che unisce la maestosità delle strutture fasciste a decorazioni in stile liberty[83], e lo stadio Giuseppe Meazza, chiamato La Scala del calcio[84].

La città inoltre è ricca di musei e gallerie d'arte; il più famoso è certamente la pinacoteca di Brera che assieme al museo Poldi Pezzoli e alla pinacoteca Ambrosiana costituisce la rete delle più famose gallerie d'arte milanesi. Un altro notevole circuito di musei è formato dalle case museo milanesi. La Triennale di Milano, sede di esposizioni di arte moderna[85], forma con il PAC le sedi espositive per l'arte moderna a Milano. A questi vanno aggiunti i musei a carattere scientifico, il Planetario di Milano e l'Osservatorio astronomico di Brera, nonché le decine di musei minori, come i musei del Castello Sforzesco.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Milano.
Il Duomo di Milano, simbolo della città

Milano è ricca di antiche chiese di grande importanza, tra le quali la più celebre è certamente il Duomo, cattedrale gotica divenuta nel mondo simbolo della città. Il capoluogo lombardo ospita però molti altri edifici religiosi di grande valore storico e artistico e tra questi in particolare sono da ricordare le quattro basiliche paleocristiane: Sant'Ambrogio, considerata da sempre il massimo esempio dell'architettura romanica lombarda[86], è certamente uno dei più antichi monumenti dell'arte cristiana, la Basilica di San Lorenzo, edificio a pianta centrale bizantino conosciuto anche per la vicinanza con le famose colonne, San Nazaro e San Simpliciano, legate come le precedenti alla figura del vescovo Ambrogio.

La basilica di Sant'Ambrogio, seconda chiesa per importanza di Milano

Il centro storico milanese ospita inoltre la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, contenente un celebre ciclo di affreschi di autori quali Bernardino Luini e Simone Peterzano[87] tale da essere definita la cappella sistina lombarda[88], la chiesa di Sant'Antonio Abate, riedificata alla fine del XVI secolo secondo i canoni della controriforma e sede di opere di Giulio Cesare Procaccini e del Cerano; la barocca chiesa di Sant'Alessandro si affaccia invece su una delle piazze meglio conservate della Milano precedente agli interventi ricostruttivi postbellici[89].

La chiesa di San Giuseppe, a poca distanza dal Teatro alla Scala, è considerata il primo edificio genuinamente barocco della città[90], mentre Santa Maria presso San Satiro rimane celebre per il finto coro progettato da Bramante tramite la tecnica del trompe-l'œil[91]; sono da ricordare la Chiesa di San Marco e la Basilica di Sant'Eustorgio, che ospita la cappella Portinari, considerata uno dei capolavori del Rinascimento lombardo[92]. Celebre in tutto il mondo è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, inclusa con il Cenacolo Vinciano nell'elenco dei patrimoni dell'umanità redatto dall'UNESCO[82].

Esternamente all'area urbana sorgono due importanti complessi monastici: la Certosa di Garegnano con i suoi importanti affreschi opera di Simone Peterzano e l'Abbazia di Chiaravalle, uno dei primi esempi di gotico in Italia[93]. Di grande rilevanza artistica è inoltre il Cimitero monumentale con il proprio famedio, ricchissimo di sculture funerarie di varie epoche e stili[94].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ville e palazzi di Milano.
Il Palazzo della Banca d'Italia, situato in via Cordusio

Il centro di Milano è ricco di palazzi, costruiti soprattutto nei secoli XVII e XVIII come dimore private delle maggiori famiglie della città; gli stili architettonici rappresentati nel centro cittadino sono moltissimi, dal neogotico, barocco ed eclettico sino al liberty e al razionalismo del dopoguerra. La storia degli edifici civili milanesi si estende però fino ai giorni nostri, comprendendo le numerose architetture moderne caratterizzanti le zone di più innovativa concezione del territorio cittadino.

Milano non ha mai avuto un centro di potere civile adeguato alla propria importanza: tale fatto è dovuto principalmente alla mancanza di una corte all'interno della città a partire dal XVI secolo, quando venne perduta l'indipendenza. Fra i palazzi pubblici, infatti, vanno ricordati solo il medievale Palazzo della Ragione (inserito nel complesso di piazza Mercanti) e il successivo Palazzo Reale, per secoli sede rappresentativa del governo della città[N 21]; dopo la costruzione del Castello Sforzesco, evidentemente catalogato tra le architetture militari, Milano non diede più alla luce un edificio di concezione pubblica sino al 2010, quando fu inaugurato Palazzo Lombardia. Maggiore importanza avevano le dimore private, fra le quali vanno ricordati Palazzo Marino (ora sede dell'Amministrazione Comunale), Palazzo Litta, Palazzo Belgioioso. Interi quartieri, come quello intorno a via Monte Napoleone o a Corso Venezia, sono composti di palazzi nobiliari in stile neoclassico[N 22].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mura di Milano.

Le mura di Milano si sono evolute negli anni con la città: dal primo nucleo romano, si passa alla cinta medievale, per finire con l'ultima cinta più esterna, più conosciuta come "mura spagnole". Delle mura romane rimangono solo delle rovine; delle mura medievali rimangono dei rarissimi tratti scoperti che sopravvissero alla conversione delle mura in abitazioni una volta costruite le mura spagnole, all'epoca della loro costruzione le più estese d'Europa[95], abbattute per gran parte fra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento per ragioni viabilistiche[96].

Oltre ad alcuni tratti delle antiche mura spagnole lunghi in totale circa un chilometro, restano a ricordare le cinte murarie alcune delle porte urbiche sulla cinta medievale, come Porta Nuova e porta Ticinese, mentre sulla cinta esterna le porte sono state quasi tutte conservate: dalla manierista Porta Romana, le rimanenti risalgono alla sistemazione austriaca dei bastioni in stile neoclassico.

L'architettura militare più imponente è il Castello Sforzesco[97], architettura militare convertita nel rinascimento a elegante corte da partedei duchi di Milano: la fortezza era comunque tra le maggiori dell'epoca, tanto che il castello non fu mai espugnato in battaglia, bensì ogni volta grazie al tradimento del castellano. Usato esclusivamente come caserma militare dai governi stranieri, fu restaurato e trasformato a fine Ottocento in un grande complesso museale, e ornato dai giardini dell'omonima piazza e dal Parco Sempione.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Parchi e giardini di Milano.

Tre sono i parchi urbani storici della città: i Giardini pubblici (oggi dedicati a Indro Montanelli), il Parco Sempione e il Parco Ravizza. Fino agli anni trenta del XX secolo il centro storico era ricco di giardini privati, oggi molto ridotti e sostituiti da lottizzazioni residenziali[N 23]. Altri parchi urbani di medie dimensioni, di realizzazione più recente, sono il Parco delle Basiliche, il Parco Don Giussani[N 24], il Parco Vittorio Formentano[N 25].

Parchi di estensione maggiore si trovano fuori dall'area edificata: il Parco Lambro, il Parco Forlanini, il Parco delle Cave, il "Boscoincittà" e il Parco di Trenno.

Il laghetto di Parco Sempione verso l'Arco della Pace

Per la sua particolarità, si segnala il "Monte Stella", ricavato dalle macerie degli edifici bombardati nella seconda guerra mondiale[98].

Nella zona nord del territorio comunale è posto il Parco Nord, a carattere sovracomunale[N 26]. Un'ampia parte del territorio, a est, sud e ovest, è invece compresa nel Parco agricolo Sud Milano, una vasta area a carattere naturalistico e agricolo che circonda la città dai tre lati[99]

A est della città, presso l'Aeroporto di Linate, nel territorio dei comuni di Segrate e Peschiera Borromeo, si trova l'Idroscalo, un vasto bacino artificiale scavato nel 1928-1930 per l'ammaraggio e il decollo degli idrovolanti, e riconvertito già nel 1934 ad area per gare e attività sportive e uso balneare pubblico. Molto frequentato nei mesi estivi, l'Idroscalo è un po' "il mare dei milanesi"[100]. Nell'arco dell'anno l'area viene ancora utilizzata per manifestazioni sportive nautiche, come canottaggio, motonautica o sci d'acqua.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al momento dell'unità d'Italia Milano era già il secondo comune italiano per numero di abitanti[101]. Successivamente, secondo il censimento del 1931, sottrasse a Napoli il primo posto, per poi cederlo a Roma (1936)[101]. Nel dopoguerra fu interessata da un fortissimo flusso migratorio da tutte le regioni d'Italia, fino a raggiungere il suo massimo di 1 743 427 abitanti al 31 dicembre 1973[102] Successivamente l'area milanese ha conosciuto un forte fenomeno di suburbanizzazione, dato dal trasferimento di molti abitanti verso i comuni della città metropolitana. La popolazione residente al 30 settembre 2014 è di 1 332 516 abitanti.

La popolazione storica è indicata senza considerare i Corpi Santi: si evidenza l'incidenza della peste del 1630 sulla popolazione cittadina.

Popolazione storica (migliaia)[103][104][105]

Abitanti censiti (migliaia)[106]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[107] al 1º gennaio 2018 la popolazione straniera residente era di 262521 persone, pari al 19,21% della popolazione. Questo fa di Milano la città più multietnica d'Italia e con una percentuale di stranieri tra le più alte d'Europa. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano[107]:

Nei dati ufficiali non sono considerati gli stranieri irregolari, che secondo il XV rapporto sull'immigrazione straniera in provincia di Milano del 2013, sarebbero 23 700[108].

Inoltre nella città si sta affacciando il fenomeno dei quartieri ad alto indice straniero, in particolare il caso della comunità cinese, insediata da decenni nell'area fra le vie Canonica (a ridosso dei bastioni di porta Volta) e Paolo Sarpi, interna a corso Sempione, colloquialmente nota come Chinatown[109].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La prima confessione religiosa a Milano è quella cattolica. La liturgia differisce da quella tipica della maggior parte del mondo cattolico in quanto Milano segue un proprio rito, chiamato rito ambrosiano e che deriva dalla tradizione che si è stratificata nella liturgia milanese. Anticamente vi erano vari riti locali, che furono via via aboliti. Il rito ambrosiano sopravvisse e si assestò nel corso dei secoli sia per l'importanza della sede milanese sia perché, nel momento di massima uniformazione della liturgia, ovvero in corrispondenza del Concilio di Trento, regnava un papa milanese, Pio IV, e perché l'anima del Concilio fu san Carlo Borromeo vescovo di Milano e nipote di Pio IV[110].

La seconda comunità religiosa è quella musulmana, che si ritrova in moschee come quella di Viale Jenner (vedi UCOII) e quella di Segrate (vedi Moschea di Segrate), che si trova in realtà sul territorio del comune di Milano, anche se in un suo punto estremo.

Da tempo a Milano esistono degli edifici di culto per protestanti, come la Chiesa Valdese in via Francesco Sforza[111], la Chiesa Evangelica delle Assemblee di Dio in Via delle Forze Armate, ortodossi, quali la chiesa rumena di via De Amicis, il tempio di via Giulini che fa capo al patriarcato di Mosca[112], la Chiesa ortodossa bulgara[113].

Milano è sede anche della seconda comunità ebraica italiana per numero di fedeli[114], almeno 7000, seconda solamente alla comunità ebraica di Roma.

A Milano fa capo anche la comunità Armena più importante d'Italia[115][116], presente sia con la chiesa armeno-cattolica sia con la chiesa apostolica armena.

Dal 1978 è presente anche la comunità di Scientology con una sede principale nella zona 9, in viale Fulvio Testi[117].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ospedale che si ricorda è quello del Brolo, non il primo in assoluto, ma al servizio dell'intera città: era il 1158, quattro anni prima della resa al Barbarossa, e funzionò per oltre tre secoli. Cedette il suo ruolo primario dopo il 1456[N 27] alla Ca' Granda che divenne, per incorporazioni di altre opere benefiche, per lasciti e donazioni, una delle più importanti istituzioni milanesi. L'antica denominazione è ancora portata dall'ospedale di Niguarda.

Attualmente il sistema sanitario a Milano, come in tutto il paese, non dipende più dall'autorità locale ma è di competenza della regione, che agisce sul territorio tramite le aziende sanitarie locali. Il sito ufficiale della regione Lombardia[118] registra a Milano 31 ospedali, tra pubblici e convenzionati, specialistici o generali che coprono a 360° le patologie previste dai protocolli nazionali e a essi ricorrono sovente pazienti provenienti da altre regioni. La sanità lombarda è tra quelle "virtuose", che non hanno cioè deficit di bilancio. Tra gli ospedali sono diversi quelli che appartengono alla categoria degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, IRCCS[119]. Ricordiamo l'Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta e la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Istituto Europeo di Oncologia, l'Istituto ortopedico Gaetano Pini e il Centro cardiologico Monzino tra quelli specialistici. L'Ospedale Maggiore di Milano, l'Ospedale Niguarda Ca' Granda, l'Azienda ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico e l'Istituto scientifico universitario San Raffaele tra quelli a indirizzo generale.

Accanto alla cura caritatevole degli ammalati, la filantropia milanese si è fatta carico, nel tempo, di fondare e sostenere istituzioni diventate poi storiche e familiari nel panorama sociale cittadino per l'assistenza agli anziani e agli orfani: la Baggina, i Martinitt e le Stelline: caratteristica delle tre iniziative era il fatto che i beneficati dovessero, nelle loro possibilità, praticare o imparare un mestiere per mantenere o crearsi la dignità personale. A questo tema, si riallacciano le numerose iniziative per l'alfabetizzazione e per l'insegnamento delle arti e mestieri che troverà un largo seguito tra i protagonisti dell'industrializzazione. Un importante ruolo filantropico è anche svolto dalla Fondazione Cariplo.

Fra le istituzioni scientifiche con sede a Milano si possono ricordare l'Istituto lombardo accademia di scienze e lettere, l'Osservatorio astronomico di Brera e l'Orto botanico di Brera. Milano è sede di numerose organizzazioni di cooperazione allo sviluppo che hanno uffici legali o operativi nella città e che operano a livello internazionale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Biblioteche di Milano.
Facciata della Biblioteca comunale centrale di Milano, che si trova in corso di Porta Vittoria

La tradizione bibliotecaria di Milano si rispecchia nelle sue tre storiche biblioteche, la veneranda Ambrosiana, la nazionale braidense e la Biblioteca Trivulziana, che conserva il Codice Trivulziano di Leonardo da Vinci.

L'Ambrosiana, fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo[120], fu anche la prima biblioteca in Italia a essere stata aperta e resa fruibile al pubblico; conserva un patrimonio notevole di codici miniati e il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci[121]. La Braidense, voluta nel 1770 da Maria Teresa d'Austria[N 28], fu pensata per equilibrare con un vasto numero di libri a stampa la grande quantità di manoscritti dell'Ambrosiana. Nel 1890 viene istituita la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani[122], sede principale del sistema bibliotecario di Milano che si articola in ventiquattro punti di prestito e lettura situati in altrettanti quartieri della città[123].

Fra le biblioteche universitarie vanno citate la Biblioteca Centrale di Ingegneria del Politecnico di Milano, a oggi la più importante biblioteca scientifica in Italia, e quella dell'Università degli Studi, particolarmente ricca e articolata soprattutto per quanto concerne le facoltà di Giurisprudenza, Scienze Politiche e Lettere, contenendo circa 500 000 volumi[120]. Di grande interesse per la storia della musica e del teatro è la Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi, istituita nel 1807 da Napoleone, che durante il Regno Lombardo-Veneto divenne l'archivio musicale dello Stato con l'obbligo di conferirvi copia di tutte le opere musicali pubblicate[N 29][124]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Università a Milano.

Il sistema di istruzione superiore di Milano comprende 39 centri universitari (44 facoltà, 174 000 nuovi studenti l'anno, pari al 10% dell'intera popolazione universitaria italiana), e ha il maggior numero di laureati e studenti post-laurea (34 000 e più di 5000, rispettivamente) in Italia[125]. È la prima città in Italia per offerta di facoltà[126]. Un consorzio tra gli atenei (escluse le Accademie e il Conservatorio) ha dato luogo alla nascita di un "collegio di eccellenza" nel 2003: il Collegio di Milano.

Quattro atenei milanesi sono presenti nel QS World University Rankings, Università degli Studi di Milano Statale, Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore e Università commerciale Luigi Bocconi, garantiscono un'eccellenza accademica riconosciuta dai datori di lavoro in tutto il mondo[127]. Secondo un sondaggio del Comune di Milano effettuato nel 2012, Milano è anche la meta del 40% dei laureati italiani all'estero che tornano in Italia[128].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Musei di Milano.
Cortile della Pinacoteca di Brera.

Milano possiede un notevole tesoro artistico ripartito in più collezioni; la città è un centro estremamente vitale di mostre e attività culturali, con iniziative e centri d'apprendimento legati alla storia e alla scienza.

La Pinacoteca di Brera è sicuramente la galleria d'arte più completa e celebre di Milano: ospita al suo interno una collezione tra le più ricche al mondo[129], contenendo opere dei più importanti artisti del panorama italiano e internazionale, dal quattordicesimo al ventesimo secolo[130]. La più antica galleria d'arte milanese è invece la pinacoteca Ambrosiana, fondata nel seicento dal cardinale Federico Borromeo assieme alla Biblioteca Ambrosiana, che espongono il Musico e il Codice Atlantico Leonardo da Vinci, oltre alla celebre Canestra di Caravaggio.

Il Palazzo Reale, in sinergia con il Palazzo della Ragione e la rotonda della Besana, è la principale sede espositiva di mostre temporanee. Il castello Sforzesco è invece sede di musei permanenti[131], come il Museo d'arte antica, con la Pietà Rondanini di Michelangelo e la Sala delle Asse di Leonardo, il Museo degli strumenti musicali, il Museo del mobile, la collezione d'Arti applicate e una pinacoteca che raccoglie oltre 200 dipinti della pittura italiana dal XIII al XVIII secolo[132], con capolavori di Canaletto, Antonello da Messina, Mantegna, Tiziano.

Il patrimonio archeologico dalla preistoria all'età romana è esposto principalmente al Museo archeologico presso i resti dell'antico Circo, oltre che all'Antiquarium nel parco dell'Anfiteatro, mentre alla storia della Milano Cristiana sono dedicati il Museo diocesano e il Museo dell'Opera del Duomo.

Tra i musei a carattere scientifico si possono annoverare il museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, celebre tra le altre cose per la mostra permanente su Leonardo da Vinci e il sottomarino Enrico Toti, e il museo civico di Storia Naturale, il più grande museo di storia naturale italiano e tra i più importanti musei naturalistici d'Europa[133].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mass media di Milano.
L'antenna Rai situata all'interno dello storico centro di produzione di Milano di corso Sempione

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Milano fu, insieme a Roma e Torino, uno dei centri principali per l'introduzione della televisione in Italia[134]; nei primi anni trenta furono presentati nel capoluogo lombardo i primi esperimenti televisivi di tutto il paese, mentre nel decennio successivo cominciarono a essere distribuite trasmissioni sperimentali giornaliere.

Con l'inizio della programmazione regolare nel 1954 prenderà importanza il centro di produzione Rai di Corso Sempione, mentre l'intera industria elettronica e radiotelevisiva della nazione avrà come grande centro proprio marchi milanesi quali Magneti Marelli, CGE, Allocchio-Bacchini e Mivar[134]. I primi anni della televisione italiana videro quindi Milano come il centro più importante a livello nazionale; il suo dominio fu intaccato solo a partire dalla seconda metà degli anni settanta, con l'introduzione della televisione a colori[134].

Nonostante ciò proprio a Milano si vennero a creare le tre più importanti emittenti private, Canale 5, Italia 1 e Rete 4, che permisero alla città di mantenere una figura di rilievo come centro di produzione ancora oggi presente. Attualmente Milano è la sede principale dei più importanti gruppi televisivi e canali privati in Italia: Mediaset, Sky Italia e Discovery Italia.

Le emittenti televisive localizzate nella regione milanese occupano il 25% degli addetti nazionali del settore, record nazionale[135].

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Via Solferino 28, sede del Corriere della Sera.

Milano è sede di alcuni tra i più importanti quotidiani e periodici nazionali. Tra i quotidiani: Corriere della Sera, il primo quotidiano di cronaca più venduto in Italia, Il Sole 24 Ore, il quarto quotidiano più venduto ma il primo tra i quotidiani economici, La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo, e giornale più venduto nel Paese, City, il quotidiano free-press più letto in Italia, Il Giorno, Il Foglio, Il Giornale, Libero, La Padania, Italia Oggi, Finanza e Mercati, Milano Finanza, Secondamano, Mf Fashion, Metro, Lo Sportsman.

Tra le riviste settimanali: Panorama, il settimanale più venduto in Italia, Famiglia Cristiana, Oggi, Donna Moderna, Chi, Gente, Tempo, Tu, TV Sorrisi e Canzoni, Vanity Fair, Terra e Vita, SportWeek, Cronaca Vera, L'Europeo, il Musichiere.

Tra i mensili: alVolante, il mensile più letto in Italia, Bimbisani &belli, Cose di Casa, Max, Maxim, Cosmopolitan, Vogue, Rolling Stone, Focus, Newton, For Men, Men's Health, Airone (periodico), Biblioteche Oggi, Boy4boy, Il Calendario del Popolo, Casabella, Cellulare Magazine, La Cucina Italiana, Domus, Gardenia, Giardinaggio (rivista), GQ, L'Italia Scacchistica, Linux Magazine, Musica e dischi, Musica Jazz, Pride, Prima Comunicazione, Scarp de' tenis, Sipario, ticonzero, Virtual.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Milano è la capitale della radiofonia privata e commerciale in Italia[135]. A Milano hanno sede molte importanti emittenti radiofoniche nazionali, come: Radio 24, R101, Radio 105, Radio Deejay, Virgin Radio, Radio Italia, RTL 102.5, Radio Monte Carlo, Radio Popolare, Radio RAI con gli studi radiofonici siti in Corso Sempione e la sede operativa di Radio Dimensione Suono. Sono presenti anche gli studi di alcune emittenti locali/regionali tra cui: Discoradio (in via Crocefisso), Radio Lombardia (via Bellinzaghi), Radio Reporter, Radio Milano, Radio Millennium, RMC 2.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Teatri di Milano.

A Milano le sale sono numerose e ogni anno vengono messi in scena circa 300 spettacoli. La città ha avuto il pregio di ospitare figure teatrali di livello internazionale: il regista Giorgio Strehler (al quale è intitolato il Teatro Strehler, la sala più grande del Piccolo Teatro), l'attore-autore Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura nel 1997 e il regista e autore teatrale Carmelo Bene.

I teatri milanesi sono sparsi per tutta la città. Brera, il quartiere notturno per eccellenza, ne ospita tre, altre sale si trovano lungo corsi trafficati o vicoli nascosti, piazze note e strade decentrate.

L'ente lirico di Milano è il Teatro alla Scala, uno dei teatri più famosi al mondo e conosciuto per essere il "tempio della lirica". L'altra sala adatta alla lirica è il nuovo Teatro degli Arcimboldi.

Fra i teatri di prosa il Piccolo Teatro di Milano, fondato nell'immediato dopoguerra da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, è il più antico treatro stabile. Altre sale importanti sono il Teatro Franco Parenti, fondato da Franco Parenti, il Teatro Carcano, diretto per molti anni da Gabriele Lavia, il il Teatro Elfo Puccini, che ha lanciato Gabriele Salvatores.

Al teatro leggero sono dedicati il Teatro Manzoni, il Teatro Nuovo e il Teatro San Babila.

Menzione particolare meritano anche la presenza di prestigiosi locali di cabaret come lo Zelig.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Film girati a Milano.
Un momento del Milano Film Festival del 2012

Dal 1996 a Milano è organizzato un Festival Cinematografico, il Milano Film Festival[136], cui sono invitati lungometraggi e cortometraggi di provenienza internazionale. Il festival si tiene nel mese di settembre in varie sale e spazi aperti della città. Inoltre, nel 2000 è stato fondato il MIFF, il Milano International Film Festival, che si tiene in maggio e che è dedicato ai film indipendenti di respiro internazionale. Premia i vincitori dei MIFF Awards con il Cavallo di Leonardo[137].

A Milano si svolge anche, verso maggio, il Festival MIX Milano, ossia una rassegna cinematografica a tematica omosessuale[138]. Ospite della città è anche il Festival del cinema africano, d'Asia e America Latina di Milano. Il festival, originariamente dedicato solo al cinema africano nel tempo ha poi aperto il concorso anche al cinema asiatico e dell'America Latina, si svolge in primavera ed è giunto ormai alla XXII edizione. Fra gli altri festival si segnala anche quello organizzato dalla Cineteca Italiana di Milano, "Il cinema italiano visto da Milano", focalizzato interamente sul cinema italiano e sui giovani autori emergenti nazionali. Il festival si svolge tradizionalmente a febbraio presso lo Spazio Oberdan e il nuovo Museo Interattivo del Cinema (MIC) nella vecchia Manifattura Tabacchi[139].

Nella città di Milano sono stati girati interamente o parzialmente 113 film nel 2011, 130 nel 2012, 180 nel 2013, 210 nel 2014 e 230 nel 2015[140].

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Canzone milanese.
Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci, due dei più grandi interpreti della canzone italiana e milanese del dopoguerra.

La tradizione operistica milanese, importata da Venezia e sempre sostenuta dalla città, è incominciata a corte ai tempi del Salone Margherita, così chiamato in onore di Margherita d'Austria-Stiria, ed esaltata dalla presenza prima del Regio Ducal Teatro e successivamente dalla Scala[141], pone Milano ai vertici del circuito musicale mondiale.

Milano è sede di alcune orchestre sinfoniche, fra cui la Filarmonica della Scala, l'Orchestra sinfonica Giuseppe Verdi, che si esibisce nell'Auditorium di Milano, e l'orchestra dei Pomeriggi Musicali, che ha sede nel Teatro Dal Verme.

Nel 2007 si è svolta la prima edizione del Milano Jazzin' Festival (MJF), un evento musicale estivo dedicato al jazz, con concerti di artisti di fama internazionale. La manifestazione si svolge nell'Arena Civica ed è accompagnata da altri eventi pubblici prevalentemente nella zona del Parco Sempione. Dal Global City Report 2012, Milano risulta essere la prima città in Europa per creatività musicale[142].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina milanese.
Ossobuco con risotto alla milanese, piatto della tradizione gastronomica ambrosiana

Re della cucina milanese è il risotto, giallo con lo zafferano o nelle sue numerose varianti, appena fatto o "al salto". Gianni Brera racconta[143] di una cuoca in grado di prepararne ventiquattro tipi diversi.

Molto varia per gli apporti delle campagne circostanti, delle tradizioni del territorio che la circonda e anche per le diverse dominazioni straniere succedutesi nei secoli, la cucina milanese oggi conserva alcuni piatti tradizionali, talvolta "rivisitati" per ridurne la carica calorica, un tempo assai robusta. È, in generale, per cotture prolungate a fiamma leggera[144].

Ricordiamo il minestrone, la busecca[N 30] (trippa in umido), le minestre di riso in brodo (col prezzemolo, le rape, le patate, gli spinaci, le coste, la coratella), la cassoeula (maiale e verze), ceci e tempia di maiale, i cotelett (costolette) o el fidegh (fegato) a la milanesa, gli ossi buchi, la frittura mista (cervella, animelle e rigaglie di pollo), involtini di vitello, el rostin negàa nodino di vitello rosolato e poi annegati nel vino bianco, i mondeghili (polpette) fritte o involtate nella verza, il vitell tonné, i bolliti misti e il fritto di lesso, il manz in grass de rost. I salumi della Brianza e della Bassa padana, i formaggi delle valli prealpine, e quelli cremosi o "grana" della pianura circostante.

L'abbondante uso di burro panna e mascarpone in cucina non andava a genio al Foscolo che ribattezzò ironicamente Milano come "Paneropoli", da pànera, "panna, crema" in milanese[145]. Tra i dolci, oltre al panatton (panettone)[N 31][N 32], alcuni autunnali a base di castagne (busechina) e quelli della tradizione lombarda.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Milano.
Il Piano Beruto, primo piano regolatore di Milano (1884), che ha previsto lo sviluppo urbanistico della città (segnato in rosso) oltre la Cerchia dei Navigli e le mura spagnole
Un tratto delle strade che formano Foro Buonaparte

L'urbanistica di Milano ha origine dalle sostanziali modifiche dell'impianto urbanistico storico decise dal primo Piano Regolatore Generale della città, che fu approvato nel 1884, noto come Piano Beruto, con il quale il centro urbano venne fatto centrare su piazza del Duomo, creando un'ulteriore circonvallazione, oggi nota come circonvallazione esterna.

Dal primo decennio degli anni duemila la città vive un profondo rinnovamento dal punto di vista architettonico e urbano, con la realizzazione di numerosi progetti che puntano da un lato a riqualificare intere zone e grandi quartieri (come il Progetto Bicocca), e dall'altro a proiettare la sua immagine in Europa e nel mondo (nuova Fiera di Milano, Teatro alla Scala, e Progetto CityLife che comprende tre grattacieli, di 202[146], 170[147] e 150[148] metri, Biblioteca Europea, quartiere Santa Giulia, Garibaldi-Repubblica e Città della Moda), grazie anche a importanti concorsi internazionali cui hanno partecipato architetti quali Renzo Piano, Norman Foster, Cesar Pelli, Massimiliano Fuksas, Arata Isozaki, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Ieoh Ming Pei.

Lunedì 31 marzo 2008 a Parigi le viene assegnata l'organizzazione dell'Expo 2015 dai delegati del BIE. Nella votazione finale batte l'altra città candidata, la turca Smirne, per 86 voti a 65, dopo che in una prima votazione guastata da problemi tecnici sembrava aver prevalso Smirne.

Nel 2012 è stata completata la Torre Unicredit che con i suoi 231 m alla punta della guglia è l'edificio abitabile più alto d'Italia.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sestiere (Milano) e Contrade di Milano.

Anticamente Milano era divisa in sei sestieri e trenta contrade, suddivisioni risalenti almeno al Medioevo che sono scomparse nel XIX secolo. Esse si estendevano limitatamente ai confini del moderno centro storico, che è delimitato dalla Cerchia dei Navigli, ovvero dal tracciato delle mura medievali di Milano, di cui la Cerchia costituiva originariamente il fossato difensivo.

I sestieri prendevano il nome dalle porte principali che si aprivano sulle mura cittadine erette in epoca medievale. Ogni sestiere era poi a sua volta diviso in cinque contrade. Sia i sestieri che le contrade di Milano erano provviste di stemmi. Gli stendardi dei sestieri, su cui era riportato il relativo stemma, erano portato in guerra dalle truppe comunali di Milano insieme al gonfalone della città[149].

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Municipi di Milano.
La divisione di Milano in Municipi

La città è suddivisa in nove municipi[150]. Non esiste una suddivisione ufficiale in quartieri.

Fino al 1999 la città era suddivisa in 20 zone, ovviamente di dimensioni minori. Queste zone sono poi state ridotte a 9 fino al 2016 quando sono state soppiantate dai municipi sul modello del comune di Roma.

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cascine di Milano.
L'Abbazia di Chiaravalle, che si trova nell'ex comune autonomo di Chiaravalle Milanese, aggregato a Milano nel 1923

Benché lo statuto comunale non preveda località con lo status ufficiale di frazione, vi sono piccoli centri che mantengono la propria fisionomia rurale: questi sono individuati dall'ISTAT, secondo cui il territorio comunale comprende le frazioni di Belgioioso, Cascina Malandra, Chiaravalle, Cascina Chiesa Rossa, Figino e Ronchetto delle Rane, e le località di Cantalupa, Cascina Cascinetta, le Cascine Guascona e Guasconcina, Cascina Selvanesco e Vaiano Valle[151].

Oggi sono sopravvissute un centinaio di cascine[152], cinquantanove delle quali fanno parte del demanio comunale, come, per esempio, Cascina Torchiera o Cascina Monterobbio. Gli altri proprietari sono l'Ospedale Maggiore, l'Aler (ex Istituto case popolari), la curia o grandi immobiliari: diciotto sono diroccate, le altre hanno trovato utilizzo come biblioteche, aree di svago, centri di accoglienza (per anziani, disabili o tossicodipendenti) o centri residenziali. Tredici, però, in piena area urbana, sono ancora condotte da fittavoli, secondo l'uso milanese, come aziende agricole in attività.

Tra queste citiamo: la Cascina Campi, a Trenno, la Cascina Paradiso a Muggiano (cavalli e foraggio), la cascina Gaggioli in via Selvanesco, il Mulino della Pace Barona la cascina Battivacco alla Barona (riso) come la cascina Basmetto (50 ha a riso), la cascina Campazzo (120 capi da latte) e la cascina Nosedo (latte e derivati). Sempre a sud della Barona, le secentesche cascine San Marco e San Marchetto. Tema dell'Expo è l'alimentazione e alimentazione è agricoltura e questa curiosa particolarità di Milano ha già attirato l'attenzione degli organizzatori[153][154].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia di Milano.
Via Manzoni, prestigiosa via del quadrilatero della moda.
Piazza del Duomo, tipica meta dei turisti in visita a Milano

Durante la sua storia, Milano ha spesso anticipato le linee di tendenza dell'economia della penisola: una robusta agricoltura e un diffuso artigianato con scambi commerciali intensi fin dal Medioevo e nel Rinascimento, sfruttamento delle risorse idriche e sviluppo delle comunicazioni nel periodo protoindustriale e diffusione spinta delle attività manifatturiere, anche le più pesanti, durante l'industrializzazione, con una particolare attenzione, però, alle attività bancarie e finanziarie.

Dalla seconda metà del secolo scorso ha anticipato il processo di terziarizzazione dell'economia nazionale puntando sul prevalere sempre più marcato di un terziario avanzato in diverse direzioni, dalle tradizionali alle innovative: finanza, commerci nazionali e internazionali, direzioni aziendali, editoria, design industriale, pubblicità, intrattenimento, ricerca scientifica, biotecnologia, informatica, attività universitarie, moda, design, editoria, società di marketing e media televisivi.

Milano, sede della Borsa valori italiana, quinta in Europa e nona al mondo, è il principale centro finanziario e il più importante polo economico del Paese vantando il reddito pro capite più alto d'Italia: 46 200,00 €[155].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Nelle classifiche delle città più visitate del mondo nel 2016 Milano si conferma ai primi posti. Secondo una lista per numero di visitatori, turisti e lavoratori, Milano si attesta a 7,7 milioni di presenze, come 15ª città più visitata, 7ª d'Europa e 2ª d'Italia, subito dopo Roma[156]. Secondo una classifica che si basa sugli international tourist arrivals[157], Milano alla posizione 24 segue Roma alla 14.

La sua attrattiva è data dal suo essere un importante centro economico, dell'editoria, della ricerca, della moda e del design e dal suo patrimonio artistico che si mescola alla modernità: monumenti, chiese, palazzi storici, grattacieli, shopping, moda ed eventi di vario genere contribuiscono alla vocazione internazionale della metropoli. Milano è inoltre posizionata a circa 50 km dai grandi laghi (Lago di Como, Lago Maggiore, Lugano), la cui bellezza paesaggistica gode di rinomanza mondiale.

Storicamente, i grandi nomi della musica e della letteratura romantica italiana (tra cui Rossini, Bellini, Parini, Manzoni, Verdi, ecc.) erano soliti soggiornare sui laghi durante la loro permanenza a Milano, spesso ospiti nelle ville dei nobili milanesi, contribuendo così allo sviluppo di un turismo culturale che a partire dal '700 legò la grande città alle vicine bellezze naturali.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trasporti a Milano.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della rete autostradale intorno a Milano.

Milano è un importantissimo nodo stradale e autostradale, punto di congiunzione della grande trasversale padana est-ovest (la A4, Torino - Trieste) con la dorsale nord-sud (la A1, per Bologna, Firenze, Roma e Napoli). Altre arterie autostradali che raggiungono la città sono la A35 Brebemi per Brescia, A7 per Genova, e le autostrade dei Laghi cioè A8 per Varese e A9 per Como. La città è lambita dagli itinerari europei E35, E62 ed E64.

Le autostrade sono collegate fra loro dal sistema delle tre tangenziali, la Ovest (A50), la Est (A51) e la Nord (A52), con una lunghezza complessiva di 74,4 km. Sommando alle tre tangenziali il tratto urbano dell'autostrada A4, si ottiene un sistema di autostrade urbane di oltre 100 km di lunghezza, che circonda totalmente la città.

Milano è raggiunta da quattro strade statali (la 9 Via Emilia, la 33 del Sempione, la 36 del Lago di Como e dello Spluga e la 494 Vigevanese) e da numerose strade provinciali. Molte di esse nelle tratte suburbane assumono caratteristiche di superstrada.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Milano Centrale

Milano è un importante nodo per il traffico ferroviario passeggeri e merci. La città è raggiunta da alcune delle principali linee ferroviarie d'Italia: la Torino-Milano, la Milano-Venezia, la Milano-Genova e la Milano-Bologna; costituisce il punto di partenza delle due linee alpine del Sempione e del Gottardo; è destinazione di un intenso traffico vicinale di tipo pendolare. Milano è anche servita da tre linee ad alta velocità, la Torino-Milano, la Milano-Bologna e la Milano-Brescia.

La stazione Centrale è la principale della città e, con un traffico giornaliero di 320 000 passeggeri[158], la seconda in Italia dopo Roma Termini; Milano Centrale è capolinea di treni a lunga percorrenza (Intercity, EuroCity e ad alta velocità Frecciarossa, Frecciabianca e Italo), anche di alcuni servizi regionali. Altre importanti stazioni cittadine sono Porta Garibaldi, Lambrate e Rogoredo, dedicate soprattutto al trasporto regionale. Milano è centro della rete delle Ferrovie Nord Milano, a carattere regionale, che hanno capolinea alla stazione di piazzale Cadorna.

Treno del servizio ferroviario suburbano in sosta alla stazione di Milano Porta Venezia

La città è servita da un servizio ferroviario suburbano ("linee S"), che garantisce collegamenti frequenti in un'area di circa 40 km di raggio; fulcro del servizio è il passante ferroviario, una galleria di 9 km che attraversa la città da nord-ovest a sud-est, offrendo numerosi punti d'interscambio con la metropolitana e i trasporti urbani.

Punto di scambio fra i servizi suburbani e quelli regionali sono le "stazioni porta" di Rogoredo, Rho Fiera e Pioltello-Limito. Altre stazioni di interscambio con i regionali sono Lambrate e Villapizzone (da cui parte qualche treno in orari di punta nei giorni feriali in direzione Bergamo, Arquata Scrivia e Piacenza).

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Il Terminal 1 dell'Aeroporto di Milano-Malpensa

Nei dintorni di Milano vi sono tre aeroporti dedicati al normale traffico civile (Aeroporto di Milano-Malpensa e Aeroporto di Milano-Linate, gestiti dalla SEA, e l'Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio dalla SACBO); inoltre, inglobato entro l'area urbana della periferia nord, vi è il piccolo aeroporto turistico di Bresso[159].

Complessivamente il sistema aeroportuale milanese gestisce ogni anno un traffico di oltre 44 milioni di passeggeri e di circa 600 000 tonnellate di merci trattate ed è il secondo in Italia per volume di passeggeri. Secondo Assaeroporti[160], il dato sommato dei tre aeroporti riguardo ai passeggeri trasportati nel 2017 è infatti di 44 187 568, quello dei due aeroporti romani è di 46 857 693.}</ref> e il primo per il volume complessivo di merci[161].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico urbano è gestito dall'Azienda Trasporti Milanesi, e serve capillarmente la città e buona parte della provincia. La rete poggia su quattro linee di metropolitana, alle quali, entro il 2022, se ne aggiungerà un'altra[162]. La metropolitana conta 113 stazioni e si estende per 97 km, 75 in territorio urbano, 22 nei comuni limitrofi dell'hinterland, ai quali si aggiunge il passante ferroviario. La rete metropolitana di Milano è la prima in Italia per estensione. Le linee di trasporto pubblico di superficie sono composte da 18 linee tramviarie (delle quali 2 extraurbane, il 15 (Rozzano) e il 31 (Cinisello Balsamo), 1 linea tram interurbana, 4 linee filoviarie, di cui 2 di circonvallazione e numerose linee automobilistiche. Inoltre esiste un people mover che collega la stazione di Cascina Gobba con l'ospedale San Raffaele.

Particolare rilievo storico riveste nella città il tram: a fianco dei più moderni Sirio ed Eurotram convivono vetture più datate che hanno fatto la storia della rete tramviaria di Milano. Tra queste vanno ricordate le notissime Ventotto (o Carrelli), vetture tramviarie prodotte fra il 1928 e il 1930: in servizio ininterrottamente per oltre ottant'anni sono ormai diventate un simbolo per Milano[163][N 33].

Un esemplare di tram modello Ventotto che circola tra le vie di Milano

È attiva anche una rete notturna di mezzi pubblici composta da quindici linee di superficie (autobus e filobus), funzionanti durante i week-end, le festività o i grandi eventi[164].

Le piste ciclabili hanno uno sviluppo relativamente modesto[165], mentre la città è prima in Italia e quinta in Europa, dopo Parigi, Londra, Barcellona e Lione, e ottava al mondo, per il servizio di bike sharing[166][167] con duecento stazioni e 3 650 biciclette a disposizione degli utenti a fine 2012[168]. Milano è la prima città in Italia e in Europa per car sharing, in rapporto alla popolazione, con 60 000 abbonati e quasi 1 500 vetture gestite da quattro società private che in futuro saliranno a sei[169].

I taxi della città di Milano (di colore bianco, con possibili aggiunte pubblicitarie) sono 5 000, ma la regione ha regolamentato una zona composta da 37 comuni, in pratica il bacino dei tre aeroporti, nel quale le autopubbliche prestano servizio senza limiti territoriali, con le stesse tariffe e il medesimo regolamento.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Milano.
Palazzo Marino, municipio di Milano.

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo delle Stelline, sede della rappresentanza italiana della Commissione europea e ufficio del Parlamento europeo

Alla data 11 maggio 2011 sono presenti a Milano 106 consolati esteri[170] e gli uffici commerciali delle ambasciate in Italia di Belgio, Portogallo e Israele[171]. Milano è la seconda città al mondo, dopo New York, per numero di consolati[172]. Sempre a Milano si trova, nel Palazzo delle Stelline, una delle due sedi della rappresentanza in Italia della Commissione europea[173] e uno dei due uffici di informazione per l'Italia del Parlamento europeo[174].

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Milano è gemellata con 16 città del mondo[175]:

Il gemellaggio con la città di San Pietroburgo, Russia, avvenuto nel 1967, è stato sospeso nel 2012 dalla città di Milano, in seguito al divieto del governo russo di fare "propaganda omosessuale"[176].

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Comuni aggregati a Milano.
Quarto Oggiaro, che fu comune autonomo fino al 1757, quando fu annesso al comune di Musocco (quest'ultimo fu poi aggregato a Milano nel 1923)

Al momento della sua fondazione Milano probabilmente aveva un'estensione di 12 ettari, diventati 80 ettari (0,8 km²) nel periodo di maggiore splendore in epoca celtica[177]. Nel periodo longobardo la città superò i 200 ettari (2 km²)[178], mentre per tutto il Medioevo, gran parte città restò racchiusa entro la Cerchia dei Navigli, dove si ergevano le antiche mura del 1156, con una estensione di 2,97 km². All'epoca il circondario della città era di 8,32 km²[179].

Dal 1560 al 1873 il comune di Milano coincideva con l'area interna alla Cerchia dei Bastioni (l'area delle mura spagnole). Il comune aveva così una superficie di 9,67 km², mentre con l'annessione del Comune dei Corpi Santi nel 1873[180], Milano aumentò di 66,35 km², raggiungendo così l'estensione di 76,02 km²: con i comuni e relative frazioni annessi tra il 1918 e il 1923, Milano aumentò di altri 105,75 km², raggiungendo così la superficie attuale di 181,76 km²[181].

Trenno, che fu comune autonomo fino al 1923

Ai tempi della dominazione iberica, sul territorio dell'odierna città di Milano insistevano 48 comunità: si trattava di autorità formatesi per consuetudine generalmente accettata, con confini geografici e giurisdizionali non sempre ben definitivi, e non rare sovrapposizioni di competenze. Fu l'imperatrice Maria Teresa d'Asburgo a mettere ordine in materia nel 1757: nacquero 41 comuni poi definiti "censuari", sottoposti a uniforme normativa fiscale e di conseguenza a una legislazione scritta che ne stabilì univocamente i poteri.

Nel 1841 l'imperatore Ferdinando d'Asburgo, valutando insoddisfacente il gettito erariale di alcuni piccoli comuni della provincia di Milano, li accorpò a più ampie località vicine, scendendo così a 32 comuni. Con l'unità d'Italia venne poi emanata la legge Lanza, finalizzata a un'ulteriore razionalizzazione del territorio delegata al governo: intorno al 1869 nacquero quindi 14 comuni poi definiti "amministrativi", normati dalla legislazione italiana e non più ereditati dagli Stati pre-unitari. Fu infine il fascismo nel 1923, con minori interventi di poco precedenti e successivi, a dare al capoluogo meneghino l'attuale configurazione.

Già sotto il Regno d'Italia di Napoleone venne emanata una riforma amministrativa di largo respiro che, anticipando i tempi di oltre un secolo, aveva espanso Milano su una superficie comparabile a quella attuale. Tale esperimento, poi abrogato al ritorno degli austriaci, coinvolse 36 comuni "censuari". Rispetto alla Milano odierna, quella napoleonica era più espansa a sud-est e meno a nord-ovest[N 34]. Le quattro ulteriori località coinvolte nel progetto furono Grancino (comune attuale Buccinasco), Linate (Peschiera Borromeo), Poasco (San Donato Milanese) e Redecesio (Segrate).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sport a Milano.

Milano ha alle sue spalle una forte tradizione sportiva, che si esprime in differenti discipline nelle quali i club meneghini, soprattutto negli sport a squadre, hanno saputo conquistare numerose vittorie: 36 scudetti nel calcio maschile e 5 in quello femminile, 18 nel rugby, 28 nel basket maschile e 10 in quello femminile, 3 nella pallanuoto, 29 nell'hockey su ghiaccio, 8 nel football americano e 8 nel baseball. Tutto ciò pone la città al vertice tra le grandi europee oltre che nazionali.

Le strutture per la pratica dello sport (palestre, campi di gioco e allenamento, centri sportivi polivalenti) sono distribuiti capillarmente nell'intera città, con una naturale limitazione nel centro storico[182].

Le squadre di calcio più conosciute sono il Milan e l'Inter, e sono le uniche 2 squadre europee della stessa città ad aver vinto la Champions League. Di questa ultima competizione Milano ha ospitato quattro volte la finale (negli anni 1965, 1970, 2001, 2016).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'istituzione del moderno comune di Milano avvenne nel 1117: in tale anno fu infatti attestata per la prima volta l'attività dei consoli di Milano. La prima forma di governo locale risale invece all'epoca romana quando, nel 49 a.C., l'antica Mediolanum venne elevata, nell'ambito della Lex Roscia, allo status di municipium.
  2. ^ Mario Aventicense, anno 568, in Chronica.: «Hoc anno Narses ex praeposito et patricio post tantos prostratos tyrannos, [...] Mediolanum vel reliquas civitates, quas Goti destruxerant, laudabiliter reparatas, de ipsa Italia a supra scripto Augusto remotus est.» («In quest'anno Narsete ex proposito e patrizio, dopo aver abbattuto tanti tiranni [...] e ricostruite lodevolmente Milano e le città rimaste, che i Goti avevano distrutto, fu destituito dal governo dell'Italia dal suddetto Augusto [Giustino II].»)
  3. ^ Francesco Sforza sposò nel 1441 Bianca Maria Visconti, figlia naturale legittimata di Filippo Maria Visconti.
  4. ^ La testimonianza di questa abilità nel lavorare i metalli e forgiare armi è oggi testimoniata dal nome delle vie del centro storico; via Spadari e via Speronari, che indicano le specialità delle botteghe artigianali milanesi del tempo ivi ubicate
  5. ^ Un suo antenato, Luigi di Turenna, aveva sposato nel 1389 Valentina, figlia del primo duca di Milano, Gian Galeazzo Visconti.
  6. ^ Prenderà possesso della carica nel 1566, dopo aver giurato fedeltà nelle mani dello zio, Federico I d'Asburgo, imperatore dopo l'abdicazione di Carlo V.
  7. ^ Si tratta delle Nuove Costituzioni, cui avevano messo mano Ludovico e Francesco II Sforza.
  8. ^ Che sarà completato nel 1560.
  9. ^ Furono fatti costruire dal governatore Ferrante I Gonzaga nel 1549, furono completati in soli undici anni e il loro disegno continuò l'espansione monocentrica della città.
  10. ^ Entrambi di Francesco Maria Richini (1584-1658). Il collegio Elvetico è l'attuale sede dell'Archivio di Stato.
  11. ^ Nel 1848 si svolse a Milano uno dei più significativi eventi del Risorgimento italiano, le Cinque giornate
  12. ^ Questo epiteto oggi è in disuso o utilizzato per lo più a scopo ironico; in particolare, gli accenni alla "moralità" sono particolarmente bersagliati dall'ironia in seguito ad alcuni scandali, come quello della Duomo connection o quello di Tangentopoli. Si veda ad esempio Colaprico, 1991 Ma già alla fine dell'Ottocento l'epiteto era contestato, ad esempio in Barilli, 1888
  13. ^ A Londra ne era stata inaugurata una l'anno prima, per illuminare l'Holborn Viaduct, ma era priva di rete di distribuzione.
  14. ^ Acquistata a Parigi, dall'ingegner Giuseppe Colombo, all'Esposizione industriale dov'era stata portata da Thomas A. Edison a scopo dimostrativo, mentre ne costruiva una operativa a New York
  15. ^ Fu eletto ripetutamente al parlamento proprio nel collegio di Milano
  16. ^ Divenne PNF a Roma, nel novembre 1921 al congresso che sancì la fusione con il Partito nazionalista italiano
  17. ^ Chiusa questa fase, "l’auspicata connessione fra etica e sviluppo è rimasta incompiuta e si è generata, nello spazio politico culturale che si era aperto, un sistema “tattico” di sopravvivenza", secondo Mario Abis, Milano nella competizione internazionale, Rivista italiana di comunicazione pubblica, Fascicolo 36, 2008, p. 123 (Milano: Franco Angeli, 2008). Vi si sostiene anche che "Milano è “invecchiata” prigioniera nel suo stereotipo di città dinamica e di efficienza. L’ultima grande occasione è stata proprio generata dal contesto storico di Mani Pulite: a Milano poteva concretizzarsi l’idea che il Paese sarebbe “ripartito” attraverso questa opera di “purificazione”. La “Milano da bere” passava attraverso una prova decisiva che avrebbe riportato slancio nella forma di politiche moderne e trasparenti, ma anche questo passaggio è andato completamente a vuoto".
  18. ^ Nel dicembre 2009, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi viene ferito al volto da un cittadino tramite una statuetta del Duomo scaraventata con violenza sul viso del politico. Tale episodio venne definito "Atto di terrorismo": Aggressione a Silvio Berlusconi, su lastampa.it. URL consultato il 21 giugno 2018.
  19. ^ Una tradizione risalente a Galvano Fiamma (XIV secolo), vuole che tale stemma provenga dall'immagine raffigurata sull'elmo e sullo scudo di un saracino abbattuto da un Ottone Visconti durante la prima crociata. Si tratta però di un racconto inverosimile, al pari delle altre notizie di questo storico sulla partecipazione lombarda alla prima crociata (Giancarlo Andenna, Deus non voluit: i Lombardi alla prima crociata (1100-1101). Dal mito alla ricostruzione della realtà. Atti del Convegno Milano, 11-11 dicembre 1999, Milano, Vita e Pensiero, 2003, ISBN 88-343-0799-2, in partic. pp. 233-234). Un altro mito attribuisce l'origine del simbolo ad un analogo scontro tra Eriprando Visconti e un cavaliere tedesco nel 1034. La prima attestazione sicura del simbolo è il 1226, quando venne raffigurato sul pastorale, "ornato con vipere d'avorio", di Ardengo Visconti, abate del monastero di Sant'Ambrogio (Romussi 1927, vol. II, p. 245). Un'altra storia, inverosimile per anacronismo, è riferita dal Petrarca: il simbolo sarebbe stato adottato da Azzone Visconti, cui una vipera sarebbe entrata nell'elmo mentre riposava, ma ne sarebbe uscita, all'atto dell'indossarlo, a fauci spalancate, senza però morderlo. Andenna (cit.) ritiene verosimile l'origine da simboli vescovili raffiguranti un mostro marino che inghiotte Giona, simbolo della resurrezione.
  20. ^ L'aggiunta della corona d'oro venne concessa nel 1336 a Bruzio Visconti dai duchi d'Austria (Romussi, loc. cit.).
  21. ^ In molte fasi storiche, la sede del potere politico era invece il Castello Sforzesco, difeso da imponenti bastioni e fortemente separato dalla città.
  22. ^ Così viene descritta l'edilizia civile di Milano nel 1844: «Le case sono coperte piuttosto pesantemente di tegole, e a molte sovrastano un'altana o un belvedere e terrazzi a giardino. Non poche son munite di parafulmini. Nell'interno hanno bei cortili, resi eleganti e comodi dalle colonne del nostro granito, delle quali si pretese contare ben 39 000 nella città.» Fonte: Milano e il suo territorio, tomo. II, Milano, coi tipi di Luigi di Giacomo Pirola, 1844, p. 304. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  23. ^ Emblematica l'apertura delle vie Fratelli Gabba, dei Giardini, Mozart.
  24. ^ Più noto come Parco Solari.
  25. ^ Più noto come Largo Marinai d'Italia.
  26. ^ Interessa anche i comuni di Bresso, Cusano Milanino, Cormano, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.
  27. ^ Decreto di Francesco Sforza (1º aprile) per la costruzione del nuovo ospedale, affidata al Filarete, Enciclopedia di Milano.
  28. ^ Fu aperta però nel 1786.
  29. ^ Nel 1816.
  30. ^ I termini dialettali sono ripresi dal Vocabolario Milanese- Italiano, di Francesco Cherubini, 1814
  31. ^ Diventato, assieme al "Pandoro" di Verona, nella versione industriale, il dolce natalizio nazionale
  32. ^ La produzione natalizia supera largamente i cento milioni di pezzi Copia archiviata, su dolceitalia.net. URL consultato il 16 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  33. ^ La più antica vettura tranviaria di Milano, antecedente il 1918, si trova al Museo delle comunicazioni di Cormano.
  34. ^ Non ne facevano parte 9 comuni "censuari": Bruzzano, Baggio, Assiano, Muggiano, Vialba, Roserio, Cassina Triulza, Figino e Quinto Romano.

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Giovanna Rosa, Il mito della capitale morale: letteratura e pubblicistica a Milano fra Otto e Novecento, Milano, Edizioni di Comunità, 1982.
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  • Umberto Melotti, Cultura e partecipazione sociale nella città in trasformazione: ricerca sociologica sui nuovi circoli culturali periferici e sulla situazione della cultura a Milano. Biblioteca di cultura sociale., La Culturale, 1966.
  • Gabriella Rossetti Pepe, Forme di potere e struttura sociale in Italia nel Medioevo, Bologna, Il Mulino, 1977.
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  • Alessandro Colombo, I trentasei stendardi di milano comunale (PDF), Milano, Famiglia Meneghina, 1935, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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