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Catania

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Catania
comune
Catania – Stemma Catania – Bandiera
(dettagli)
Panorama aereo di Catania
Panorama aereo di Catania
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Enzo Bianco (PD) dal 10-6-2013
Territorio
Coordinate 37°30′09.61″N 15°05′14.17″E / 37.502669°N 15.087269°E37.502669; 15.087269 (Catania)Coordinate: 37°30′09.61″N 15°05′14.17″E / 37.502669°N 15.087269°E37.502669; 15.087269 (Catania)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 182,9 km²
Abitanti 314 571[1] (31-03-2016)
Densità 1 719,91 ab./km²
Comuni confinanti Aci Castello, Belpasso, Carlentini (SR), Gravina di Catania, Lentini (SR), Mascalucia, Misterbianco, Motta Sant'Anastasia, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant'Agata li Battiati, Tremestieri Etneo
Altre informazioni
Cod. postale 95121–95131
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087015
Cod. catastale C351
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona B, 833 GG[2]
Nome abitanti catanesi
Patrono sant'Agata
Giorno festivo 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Catania
Catania
Posizione del comune di Catania nella sua città metropolitana
Posizione del comune di Catania nella sua città metropolitana
Sito istituzionale

Catania (IPA: /kaˈtanja/, ascolta[?·info][3]) è una città italiana di 314.571 abitanti[1], centro della propria città metropolitana con una popolazione di 1 114 832 abitanti[1][4].

È il centro della maggiore conurbazione siciliana, nota come "Sistema lineare della Sicilia orientale"[5] L'agglomerato urbano di Catania supera ampiamente i confini comunali, ed ha una popolazione di 637.587[6] residenti, mentre l'area metropolitana ne conta 767.003[7] È il comune non capoluogo di regione più popoloso d'Italia, nonché una delle dieci maggiori città italiane e quarta del mezzogiorno. La sua area metropolitana è la settima d'Italia per numero d'abitanti.

Fondata nel 729 a.C. dai Calcidesi, vanta una storia millenaria caratterizzata da svariate dominazioni i cui resti ne arricchiscono il patrimonio artistico, architettonico e culturale. Sotto la dinastia aragonese fu capitale del Regno di Sicilia.

Nel corso della sua storia è stata più volte interessata da eruzioni vulcaniche (la più imponente, in epoca storica, è quella del 1669) e da terremoti (i più catastrofici ricordati sono stati quelli del 1169 e del 1693).

Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità, assieme a quello di sette comuni del Val di Noto (Caltagirone, Militello in Val di Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli), nel 2002.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La fontana dell'Amenano, conosciuta come l'acqua a' linzolu (acqua a lenzuolo), in piazza del Duomo

Catania offre paesaggi eterogenei concentrati in un'area ristretta. Sorge sulla costa orientale dell'isola, ai piedi del vulcano Etna (il vulcano attivo più alto d'Europa) a circa metà strada tra le città di Messina e Siracusa affacciandosi sul mar Ionio con il golfo che da essa prende il nome.

Il suo territorio comprende anche una consistente parte della piana di Catania ('a Chiana), una tra le più estese aree coltivate della Sicilia, la cui zona più vicina al mare costituisce l'Oasi del Simeto, riserva naturale di circa 2.000 ettari, istituita nel 1984. L'Oasi del Simeto prende nome dal fiume Simeto che sfocia a sud della città.

Il territorio è prettamente pianeggiante a sud e sud-est, e montuoso a nord per la presenza dell'Etna.

Il nucleo originario della città era situato su un colle, corrispondente all'odierna piazza Dante, dove sorge il Monastero di San Nicolò l'Arena (oggi sede universitaria). L'unico altro rilievo importante è la collina Santa Sofia, dove sorge la Cittadella Universitaria, al confine con Gravina, comune del vasto hinterland.

Il verde pubblico è costituito dai parchi situati all'interno della città. Sono sei quelli di una certa grandezza e importanza: il Giardino Bellini, detto 'a Villa o Villa Bellini, è dedicato a Vincenzo Bellini; il Giardino Pacini o Villa Pacini, soprannominato Villa 'ê varagghi (cioè "degli sbadigli") dedicato a Giovanni Pacini; il Parco Gioeni (situato a nord, alla fine della via Etnea); il Parco Falcone e Borsellino (a nord del Corso Italia); il parco I Viceré (nel quartiere Barriera Canalicchio) e il Boschetto della Plaia (nella zona tra l'Aeroporto Vincenzo Bellini e la città). Tra gli altri, per l'importanza storica e per la conservazione della biodiversità, va segnalato l'orto botanico di Catania.

La città è attraversata da un fiume sotterraneo, l'Amenano. In passato, poco fuori le mura ad ovest, si poteva trovare il lago di Nicito, al fiume collegato e ormai coperto dalla colata lavica del 1669 (l'omonima via ne ricorda l'ubicazione). L'Amenano si rende visibile all'Acqua a linzolu, fontana in marmo bianco che sorge tra la cosiddetta "Pescheria" e la piazza del Duomo, e nei sotterranei del locale Ostello Agorà. Ma è stato tutto il territorio circostante a mutare profondamente in seguito a calamità naturali come questa: la costa a nord del porto è appunto una scogliera sorta in seguito alle varie colate laviche, in epoca storica nel 1169, 1329 e 1381, anno in cui venne coperta anche parte dell'antico Porto Ulisse; tale tratto di costa è chiamato appunto "La Scogliera" e comprende la spiaggetta di San Giovanni li Cuti.

L'area a sud del Castello Ursino, un tempo sul mare, è invece il prodotto dell'enorme colata del 1669 che, accerchiatolo, si spinse per qualche chilometro verso il mare. La costa a sud del porto venne profondamente modificata, formando il litorale sabbioso (la cosiddetta "Plaia").

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Catania Centro, Stazione meteorologica di Catania Fontanarossa e Stazione meteorologica di Catania Sigonella.

La città e la piana di Catania presentano un clima mediterraneo, pur con alcuni connotati di tipo subtropicale e continentale, ben ravvisabili dall'analisi dei dati climatici delle stazioni meteorologiche ufficiali di Fontanarossa e di Sigonella, che descrivono rispettivamente il quadro relativo alla città di Catania e all'entroterra della piana.

Le precipitazioni sono comprese in media tra i 450 e i 550 mm annui, con minimo estivo molto marcato e moderato picco nella stagione autunnale.

L'inverno assicura temperature massime diurne generalmente piuttosto miti ma l'escursione termica rispetto alle ore notturne è piuttosto pronunciata, in presenza di cielo sereno e vento debole per effetto della presenza di un esteso territorio pianeggiante e, nella parte più interna, della presenza dell'Etna.

Il record assoluto di freddo, 7 gradi centigradi sotto lo zero, fu raggiunto il 1º febbraio 1962.[8]

L'estate, di lunga durata, si presenta molto calda, a volte con alti tassi di umidità. Mentre lungo la fascia litoranea le temperature massime sono parzialmente contenute dalla brezza marina di levante, nella parte più interna della città e della piana si registrano valori molto elevati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Catania.
Le origini del nome

Secondo lo storico greco Plutarco, il suo nome deriva da katane (cioè grattugia), per l'associazione con le asperità del territorio lavico su cui sorge, od anche dal protolatino katina (catino, bacinella) per la conformazione naturale a conca delle colline intorno alla città. L'etimologia resta comunque oscura[9]: secondo altre interpretazioni, il nome deriverebbe dall'apposizione del prefisso greco katà- al nome del vulcano Etna (Aitnè, dal greco) (in modo che ne risulti "nei pressi di" o "appoggiata" all'Etna)[10]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio urbano di Catania si articola su due alture: la collina di Montevergine (49 m s.l.m.), nata da un'eruzione preistorica dell'Etna datata tra 15.000 e 3960 ± 60 anni dal presente e, a sud, il terrazzo di Acquicella (15 m s.l.m.), separati da una valle, poi colmata dalle lave dell'eruzione del 1669, nella quale scorreva un corso d'acqua (Amenano) che sfociava nei pressi dell'attuale piazza Duomo. La collina di Montevergine occupa una posizione strategica fra il mare, l'Etna e la maggiore pianura di Sicilia. Su di essa si sviluppò un vasto abitato preistorico, intercettato in più punti ed in particolare nell'area dell'ex monastero dei Benedettini ed in quella di via Teatro Greco. Nel monastero benedettino[11] sono stati rinvenuti reperti che coprono il periodo compreso tra il Neolitico e la fine dell'età del Rame; agli inizi dell'Eneolitico si data una tomba a fossa polisoma rinvenuta sempre all'interno del monastero. In via Teatro Greco[12] sono state individuate due fasi preistoriche. La prima, datata al radiocarbonio alla seconda metà del VI millennio a.C., è relativa alla probabile frequentazione di uno o più ripari sotto roccia, dagli inizi del Neolitico medio fino a quello tardo. La seconda fase, datata al radiocarbonio alla fine del V millennio a.C., appartiene ad una abitato con capanne degli inizi dell'Eneolitico, cui verosimilmente spetta la tomba dei Benedettini. Sebbene si conoscano rinvenimenti sporadici dell'età del Bronzo e di quella del Ferro, l'area era probabilmente disabitata quando, nel 729-728 a.C., coloni greci provenienti da Calcide in Eubea, guidati dall'ecista Evarco vi fondarono Kατάvη. La città greca, sede di un famoso santuario dedicato a Demetra, conobbe la sua stagione migliore nel corso del V secolo a.C. Nel 476 Gerone I di Siracusa ne fece la propria sede, sostituendo gli abitanti e mutandone il nome in Áitna. Di questo episodio, durato un quindicennio, cantato da Pindaro e forse al centro di una perduta tragedia di Eschilo, rimangono monete d'argento tra le più raffinate dell'antichità. Riacquisiti l'antico nome e gli originari abitanti, alla fine del secolo, durante la guerra del Peloponneso, la città parteggiò per Atene contro Siracusa. Conquistata dai siracusani nel 403 a.C., dispersi i suoi abitanti e ripopolata con mercenari campani, per la città ebbe inizio un declino che si concluse con la conquista romana di Valerio Messalla nel 263 a.C. Càtina (o Càtana) divenne colonia augustea nel 21 a.C. Da quel momento la città si dotò di grandi edifici pubblici che la trasformeranno in uno dei più ragguardevoli centri dell'impero e che nei secoli successivi, fino ad oggi, condizioneranno il suo sviluppo urbano[13]. La città fu sede di una precoce comunità cristiana e dal IV secolo, se non da prima, di una cattedra vescovile. Al cristianesimo si legano le trasformazioni di alcuni edifici e il lento processo di sviluppo dalla città antica a quella medievale.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Alla caduta dell'Impero Romano la Sicilia venne conquistata nel VI secolo dagli Ostrogoti di re Teodorico il Grande che si occupò della ricostruzione delle mura della città, utilizzando le pietre che costituivano l'anfiteatro romano[14] Venne in seguito conquistata dai Bizantini, e nella prima metà del IX secolo dai musulmani[15] Nel 1071 viene conquistata dai Normanni che provvidero a ridarle la sede vescovile, con l'approvazione del papa Urbano II (bolla pontificia del 9 marzo 1092); sarà elevata a sede arcivescovile, Arcidiocesi di Catania, nel 1859. Fu poi governata dagli Svevi, periodo in cui si eresse il Castello Ursino e si crearono le figure amministrative che perdurarono fino al 1817[16] La città fu una delle sedi della corte itinerante di Federico II di Svevia e da qui furono emanati editti e leggi di grande importanza. Alla fine del casato Hohenstaufen furono gli Angioini a prendere possesso della città, occupandola militarmente abusando spesso della popolazione locale.

In generale, la città viene menzionata innanzitutto per la presenza dell'Etna nelle sue vicinanze: "la città racconta una storia di ridotta emergenza politica"[13].

Nel 1282, passò al ramo cadetto della Corona d'Aragona (in quanto la moglie di Pietro III, Costanza di Svevia era figlia del re Manfredi) che fino a Martino I fecero di Catania la capitale del regno di Trinacria. Dopo l'annessione del regno all'Aragona, la Sicilia perse l'indipendenza e passò sotto il dominio spagnolo, poi sabaudo e la riacquistò con i Borbone.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo

Nel 1622, Emanuele Filiberto di Savoia, viceré di Sicilia, con lettera ratificata da Filippo IV, aveva assegnato al Senato catanese funzioni pari a quelli di Palermo e Messina, concedendole una certa autonomia.

Le due importantissime catastrofi naturali di fine XVII secolo (l'eruzione dell'Etna del 1669 e il terremoto del Val di Noto del 1693) segnano "il transito verso la modernità"[17] Questa calamità di terribile natura, che fu poi riconosciuta a livello artistico e storiografico come "morte e vita" del capoluogo etneo, fu il motivo per cui i catanesi decisero di cambiare la località della ricostruzione, poiché Catania era già stata colpita dall'eruzione lavica dell' Etna soltanto ventiquattro anni prima ( 8 marzo - 15 luglio 1669 ). Fu grazie all'intervento di Giuseppe e Martino Cilestri ( rispettivamente zio e nipote ) che i catanesi rinunciarono all'idea precedentemente illustrata. La rifondazione, in ogni caso, non prescinde dal tessuto antico, anche per il sopravvivere di diversi edifici (in particolare le mura, le absidi del duomo, il Castello Ursino).[18]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1816 e il 1818 acquisì lo status di Comune, lasciando quello di Urbs, in modo da essere governata da un Intendente, coadiuvato dal Segretario generale e dal Consiglio di Intendenza. Sempre nel 1818 - il 20 febbraio - si verificò un terremoto con epicentro ad Acicatena o Aci Sant' Antonio - diversi sono i pareri sul luogo esatto da cui il sisma principiò - a causa del quale Catania soffrì moltissimo: il Castello Ursino fu reso inabitabile e vennero danneggiati i conventi dei Minoriti ( con l'annessa Chiesa di San Michele Arcangelo ), dei Francescani, dei Crociferi, di S. Agostino, di S. Agata la Vetere e dei Benedettini, gli edifici universitari, il Collegio Cutelli, il Seminario dei Chierici e gli ospedali di S. Marta e quello di S. Marco. Ma a differenza della provincia, che ne risentì notevolmente anche dal punto di vista demografico, Catania non registrò alcuna vittima. Nel 1860 Catania entrò a far parte del Regno d'Italia. Oggi è uno dei principali comuni italiani, capoluogo della sua città metropolitana.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Catania.
Gonfalone civico di Catania

Lo stemma della Città di Catania è costituito da uno scudo con lo sfondo azzurro, cimato dalla corona reale aragonese e, nella parte inferiore, la legenda che riporta la sigla “S.P.Q.C.”, che in lingua latina significa Senatus Populusque Catanensium, mentre tradotto in italiano: Il Senato e il Popolo Catanese. Al centro è presente un elefante posto di profilo di colore rosso porpora con le zanne rivolte a sinistra (destra araldica), sopra di esso è presente una lettera “A” maiuscola anch'essa di colore rosso, che sta per Agata, il nome della santa patrona.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La città di Catania è ottava tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima guerra mondiale nel 1918.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«Per commemorare le azioni eroiche della cittadinanza catanese nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell'unità. Nel 1848 la città scacciò la guarnigione borbonica, costituendo un governo provvisorio sino all'aprile 1849, quando l'esercito di Ferdinando II, dopo aver conquistato Messina, si mosse alla volta di Catania. Dopo un furioso combattimento durato dal 5 al 6 aprile, bersagliata dalla squadra navale napoletana, difesa soltanto da 3000 uomini e 21 cannoni, Catania dovette arrendersi.[19]»
— 22 maggio 1898

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)
(EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
Catania - Palazzo Biscari 2 - Foto di Giovanni Dall'Orto.JPG
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo no
Riconosciuto dal 2002
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La città antica[modifica | modifica wikitesto]

Del periodo greco non rimangono molte tracce, a causa di vari fattori sia naturali (terremoti che hanno rovinato la città, colate laviche) che antropici, come le ricostruzioni che spesso hanno ricoperto le precedenti architetture. Inoltre, non sono mai state eseguite grandi campagne di scavi e studi archeologici se non in casi sporadici della sua storia recente. Tuttavia, secondo alcuni studiosi, gli zoccoli di alcune costruzioni pubbliche e private tuttora esistenti sono da attribuire al fiorente periodo della colonizzazione greca. Miglior fortuna hanno avuto i monumenti di epoca romana che hanno resistito fino ad oggi testimoniando l'importanza della città in antico, inoltre numerosissimi reperti provengono dagli scavi occasionali della città (la gran parte di questi – tra cui mosaici, statue e persino il frammento di una colonna istoriata – sono esposti al Museo civico).

Nel 1978 gli scavi archeologici all'interno dell'ex monastero dei Benedettini, anticamente nota come la collina di Montevergine, hanno confermato un'imponente e stratificata urbanizzazione dell'area fin dall'epoca eneolitica: sono state rinvenute strutture di edifici del VI e del IV secolo a.C., appartenenti alla fase più antica della colonia calcidese.

Il Teatro Romano (del II secolo), l'Odeon (III secolo), l'Anfiteatro (II secolo), le Terme dell'Indirizzo (in piazza Currò), le Terme della Rotonda, le Terme Achilliane, varie altre strutture termali (in piazza Sant'Antonio, piazza Idria, piazza Dante Alighieri) i resti di un acquedotto presso via Grassi e alcuni edifici funerari, il foro, Mausoleo del Carmine (II secolo), una Domus romana con i mosaici, tardo repubblicana, tra gli esempi più significativi dell'attività edilizia romana in Sicilia nel corso del II secolo dell'Impero (nell'Emeroteca sotterranea del Dipartimento di Scienze Umanistiche), le colonne (in Piazza Mazzini) e quella che sostiene la statua di Sant'Agata (in piazza dei Martiri), tre assi viari (due si incrociano ortogonalmente ai Benedettini dove sono state trovate ancora basolate, oggi allo scoperto; una strada che conduceva in antico dal Teatro all'Anfiteatro in via Crociferi) sono i maggiori resti attualmente visibili della Catania romana. Molti di questi monumenti fanno parte dal 2008 del Parco archeologico greco-romano di Catania (istituito dalla Regione Siciliana)[20] e alcuni di essi come il Teatro romano, le Terme della Rotonda e altri monumenti minori sono stati restaurati e resi visitabili. Anche i resti dell'anfiteatro sono visibili dal 1907 (anno in cui sono stati riportati alla luce) dall'ingresso di piazza Stesicoro e dal cortiletto di via Anfiteatro.

Probabilmente anche "'u liotru", il simbolo della città situato attualmente al centro di piazza Duomo, è stato scolpito in epoca romana se non prima. È un manufatto in pietra lavica porosa, che raffigura un elefante. Il nome deriva probabilmente dalla storpiatura del nome di Eliodoro, negromante semi-leggendario e grande avversario di Leone il Taumaturgo. L'elefante è sormontato da un obelisco egittizzante[21] di cronologia incerta con figure probabilmente legate al culto isideo.

Del periodo tardo antico rimangono i resti delle necropoli a nord e ad est del centro storico, come il mausoleo di viale Regina Margherita, il monumento funerario detto Mausoleo Modica o Ipogeo quadrato (in via Gaetano Sanfilippo, traversa di via Ipogeo), e come pure numerosi frammenti, lapidi (tra cui quella di Julia Florentina esposta al Louvre), o il cippo esposto al Castello Ursino. Sono invece di epoca paleocristiana le cripte di Sant'Euplio, di Santa Maria La Grotta, della cappella nell'Ospedale Garibaldi, nonché gli ambienti del cosiddetto Sacro Carcere.

La città medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Un monumento di età bizantina è la Cappella Bonajuto (nome derivante dalla famiglia nobiliare che l'aveva tenuta come sacrario di famiglia nonché come cappella privata): si tratta di una "trichora" bizantina (cioè un edificio con tre absidi); prima del suo restauro se ne aveva conoscenza grazie ai disegni di Jean-Pierre Houël.

Del periodo normanno si conservano principalmente il castello di Aci (presso il comune omonimo) e le absidi della Cattedrale di Sant'Agata (il Duomo), che poi sarebbe stata ristrutturata dopo il terremoto del 1693. Oggi la cattedrale conserva la vara, il busto-reliquiario e la cassa-reliquiaria di Sant'Agata, realizzato dal senese Giovanni di Bartolo nel XIV secolo.

Del periodo svevo (XIII secolo) sono il portale della chiesa di Sant'Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino, federiciano (sede del Museo civico, formato principalmente dalle raccolte Biscari e dei benedettini, dal 1927), coevo dell'altrettanto famoso castello di Castel del Monte ad Andria e del siracusano Castello Maniace. Invece il portale della scomparsa chiesa di San Giovanni de' Fleres e il balcone di palazzo Platamone risalgono al periodo Aragonese.

La città rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Melior de cinere surgo »

(IT)

« Rinasco dalle mie ceneri più bella »

(Iscrizione sulla Porta Ferdinandea.)
P. Mortier, Catane ou Catania - Ville de Sicile, Amsterdam, dopo il 1575

Del periodo tardo aragonese rimangono poche tracce, tra cui la chiesa di Santa Maria di Gesù situata nella piazza omonima e costruita nel 1498 è forse l'esempio in migliori condizioni. La chiesa fu ristrutturata nel Settecento, mentre il portale è del Cinquecento e solo la Cappella Paternò mantiene l'originale struttura gotica.

Nel 1558, fu iniziata la costruzione del Monastero dei Benedettini, a cui sarebbe poi stata affiancata la chiesa di San Nicolò l'Arena. Distrutto dalla colata lavica del 1669 e dal terremoto del 1693, nel 1703 se ne avviò la ricostruzione che tuttavia non è stata mai più portata a termine. Di detto edificio permangono tutt'oggi le antiche cucine, il chiostro occidentale, nonché la traccia dell'antico archeggiato del corridoio di meridione.

Le cosiddette Mura di Carlo V, che racchiudono il centro storico, furono erette nel XVI secolo, tra il 1550 e il 1555 su un progetto iniziale di Antonio Ferramolino. Il progetto non riuscì ad essere portato a termine, neanche dopo l'apporto di Tiburzio Spannocchi il quale progettò l'ampliamento delle fortificazioni verso sud-ovest e verso nord a scapito delle vecchie mura di epoca medioevale (tra cui l'antica Torre del Vescovo del 1302).

Venne eretta nel 1612, sotto il re di Spagna e di Sicilia Filippo III, la fontana dei Sette Canali. E nel 1621 sorsero la fontana di Sant'Agata e, su consiglio dell'incaricato dal luogotenente del re, ingegnere Raffaele Lucadello, quella detta «di Gammazita», di cui oggi resta soltanto il «pozzo» nei pressi dell'attuale via San Calogero.[22]

La colata dell'eruzione del 1669 inghiottì parte del sistema difensivo a sud e a sud-ovest della città che, rimasta sguarnita da questo lato, riedificò in parte sulle lave ancora calde una cortina muraria, detta popolarmente fortino, su cui ancora si apre la porta d'accesso (Porta del Fortino Vecchio in via Sacchero, un tempo dedicata al duca di Ligne che qui vi passò nel 1672) e di cui rimangono ancora sparute tracce. Su tali mura venne ricavata la porta Ferdinandea, ancora oggi erroneamente detta u futtinu ("il fortino").

Con il terremoto del 1693 e la seguente ricostruzione si volle dare alla città un aspetto più aperto e libero dai fortilizi (i resti furono infatti inglobati nello sviluppo della città), anche perché ormai non esisteva più il pericolo delle incursioni piratesche che secoli prima diedero l'impulso alla fortificazione del Regnum[23]

La città barocca[modifica | modifica wikitesto]

L'eruzione del 1669 che investì la città (affresco di Giacinto Platania, sagrestia della cattedrale)

Catania è stata ampiamente trasformata dalle conseguenze dei terremoti che hanno imperversato su questa parte della Sicilia. Il suo territorio circostante è stato più volte coperto da colate laviche che hanno raggiunto il mare. Ma i catanesi caparbiamente l'hanno ricostruita sulle sue stesse macerie. La leggenda vuole che la città sia stata distrutta sette volte durante la sua storia, ma in realtà tali eventi disastrosi si possono sicuramente riferire a pochi ma terribili eventi. Anche le distruzioni del centro urbano in tempi recenti a causa delle colate laviche sono frutto di una storiografia fantasiosa[24] In epoca storica Catania venne danneggiata dai prodotti piroclastici dell'Etna nel 122 a.C.; le fonti antiche riferiscono di tetti crollati per il peso eccessivo delle ceneri e di raccolti distrutti[25] È testimoniata tuttavia anche dal punto di vista archeologico la presenza di colate che giunsero a colpire parte della città antica[26]

La calamità che avrebbe poi reso Catania la perla del tardo barocco siciliano è senza dubbio il terremoto che si registrò tra le giornate del 9 e dell'11 gennaio 1693, quando tutta la Val di Noto fu distrutta da potenti scosse. Nella città etnea si contarono numerose vittime, dovute soprattutto alla scarsa larghezza delle strade principali, che non permise ai cittadini di potervisi riversare. Durante la ricostruzione fu di Giuseppe Lanza, duca di Camastra, l'idea di risolvere questo problema, progettando larghe vie principali, quali le centralissime Via Etnea, Via Vittorio Emanuele II (che all'epoca, per ovvi motivi cronologici, era detta "Corso reale" ), Via Plebiscito e Via Giuseppe Garibaldi. Tutti i monumenti antichi furono inseriti nel tessuto urbano della città ricostruita grazie a tanti artisti, anche di fama nazionale, tra cui di certo spicca l'opera dell'architetto Giovanni Battista Vaccarini, che hanno dato alla città una chiara impronta barocca. Tra gli altri che hanno aiutato la rinascita della città si ricordano Francesco Battaglia, Stefano Ittar, Alonzo di Benedetto e Girolamo Palazzotto.

Monumenti barocchi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Catania.

Tra i principali monumenti barocchi si ricordano:

La città romantica[modifica | modifica wikitesto]

Nel biennio 1863-1865 il Comune provvide a dotare la città di fontanelle, nel quartiere del Fortino, in piazza Crocifisso della Buona Morte (poi piazza Alfredo Cappellini, dal 1907), nel largo dei Miracoli, nel largo delle "Chianche Mortizze", nella piazza Monserrato, in quella della Guardia, nonché nel rione della Consolazione, ormai tutte scomparse.

Non c'è più traccia di una fontana che aveva al centro un obelisco e che i catanesi avevano innalzato nel 1862, in un primo tempo nell'attuale piazza Duca di Genova, per ricordare la visita compiuta in quell'anno alla città dai tre figli del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II (Umberto, Amedeo e Oddone), poi ricollocata nella zona di piazza Cutelli.

Scomparsa un'altra fontana lungo la via Umberto, in piazza Vittorio Emanuele III.

La città novecentesca[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo delle Poste centrali, progettato dall'architetto Francesco Fichera

Nel 1821 venne costruito il teatro Coppola, primo teatro comunale a Catania, che fu adibito principalmente alla rappresentazione di opere liriche. Il teatro venne poi chiuso nel 1890 quando fu inaugurato il teatro Massimo Vincenzo Bellini, seguendo lo stile dell'Opera di Parigi, in piazza Vincenzo Bellini.

Al 1904 risale la Fontana di Proserpina in piazza Stazione, oggi piazza Giovanni XXIII, costruita 'di getto' in pochi mesi, penultima scultura di Giulio Moschetti. Negli anni trenta iniziò la costruzione del palazzo di Giustizia e in seguito della fontana de I Malavoglia.

Sotto Domenico Magrì sindaco, agli inizi degli anni '50, sorgono tre nuove fontane: la prima realizzata su disegno di Domenico Cannizzaro,[27] la fontana delle Conchiglie, in piazza Cutelli; un'altra, al largo Paisiello, opera modernissima di Dino Caruso, in ceramica e pietra lavica; e infine viene ricollocata la fontana dei Delfini, in piazza Vincenzo Bellini, opera di Giovanni Battista Vaccarini, proveniente dal chiostro della Badia Sant'Agata.

Sorge il Palazzo Generali Assicurazioni, primo grattacielo di 19 piani della città.

Nel 1961, il Piano regolatore di Luigi Piccinato diede avvio ai lavori di costruzione anche del complesso universitario della Cittadella, che oggi è uno dei maggiori poli di ricerca dell'Ateneo.

« A Giuseppe Garibaldi che la notte del 18 agosto 1862 pronunziava da questa casa le storiche parole «Roma o Morte» il popolo catanese dedicava questa lapide il 2 giugno MDCCCLXXXIII primo anniversario della morte dell'Eroe, a gloriosa memoria del fatto, ad aborrimento perpetuo di usurpatori, di sacerdoti, di reggitori codardi. »
(Epigrafe di Mario Rapisardi)

Mercati e mercatini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mercati di Catania.

Uno dei posti più caratteristici della Catania popolare è il mercato del pesce della Pescheria sempre rutilante di colori, voci e odori. Un altro luogo caratteristico è il mercato di piazza Carlo Alberto, meglio conosciuto come Fera 'o Luni, la cui radice etimologica è stata spesso messa in discussione. L'ipotesi più diffusa è che stia per "Fiera del Lunedì" perché probabilmente il mercato originariamente doveva essere attivo soltanto per tale data settimanale[28] Nella stessa piazza tutte le domeniche si teneva un importante mercato delle pulci, ora trasferito nei pressi dell'entrata principale del porto della città.

Un mercato di "bric-à-brac" è aperto la domenica sotto gli archi della "marina" nei pressi della Villa Pacini. Altro mercato molto frequentato è quello che si svolge il venerdì in piazza I Viceré nel quartiere nord di Barriera del Bosco. Una risorsa non meno importante riguarda i mercatini rionali di Catania.

Strade e piazze[modifica | modifica wikitesto]

La via Garibaldi e sullo sfondo la Porta Garibaldi al Fortino
Ingresso Villa Bellini
  • La via Etnea è il salotto della città. Attraversa Catania da sud a nord partendo dalla piazza del Duomo ed arrivando, dopo circa 3 km, al Tondo Gioeni. Il suo andamento ha come prospettiva la sagoma incombente dell'Etna, tuttavia è leggermente spostata verso est rispetto al vulcano, pare per proteggere i resti dell'anfiteatro. Essa nasce dalla piazza del Duomo e dopo circa 100 m raggiunge la piazza Università. Qui si affacciano il palazzo dell'Università e il palazzo San Giuliano costruiti entrambi in stile barocco nella prima metà del XVIII secolo. La piazza è illuminata da quattro candelabri bronzei realizzati dal celebre scultore Mimì Maria Lazzaro con allegorie di tre antiche leggende catanesi: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita. A queste si aggiunse la storia di Uzeta, creata per l'occasione. Più avanti si incontra la Basilica Collegiata e quindi l'incrocio con la via Antonino di Sangiuliano, ovvero i Quattro Canti come detto dai catanesi. Più in là sorge la chiesa dei Minoriti quindi la piazza Stesicoro, già Porta Jaci. Qui si trovano il monumento a Vincenzo Bellini e i resti dell'anfiteatro romano situati a circa 10 m sotto il livello stradale. La strada incontra quindi la cosiddetta Villa Bellini, che costituisce il principale polmone verde del centro storico e il cui monumentale ingresso eretto durante il ventennio si affaccia su via Umberto, grossa arteria che collega il lungomare con la suddetta Villa, e al discusso monumento a Giuseppe Garibaldi che fa da spartitraffico con la via Caronda. Seguono poi l'incrocio con il viale Regina Margherita e la piazza Cavour, il Borgo per i catanesi[29], dove venne spostata la fontana della dea Cerere in marmo bianco, in passato esposta in piazza Università, conosciuta dai vecchi catanesi come 'a Matapallara dô Burgu (Madre Pallade del Borgo). L'ultimo tratto, caratterizzato da una maggiore pendenza rispetto al resto della via, presenta una serie di edifici eretti alla fine del XX secolo e taluni edifici moderni, alternati sul lato sinistro dal verde del giardino botanico e dell'Ospizio dei Ciechi e dal ponte dell'Istituto Musicale Vincenzo Bellini. La strada termina infine con il Tondo Gioeni, laddove un tempo sorgeva l'omonimo ponte abbattuto nell'agosto del 2013, anticipato dai due edifici dell'Istituto Zooprofilattico, posti ai due lati dell'arteria, che chiude in curva davanti alla facciata dell'omonimo parco.
  • Via dei Crociferi: un raro esempio di unità architettonica, spesso definita la strada più bella della Catania settecentesca[30] Essa ha inizio in piazza San Francesco d'Assisi e vi si accede passando sotto l'arco di San Benedetto che collega la Badia maggiore alla Badia minore posta al di là della strada. La strada, contornata da chiese, monasteri e poche abitazioni civili, è un raro esempio di barocco siciliano. Nel breve spazio di circa 200 metri sono presenti ben quattro chiese. La prima è la chiesa di San Benedetto collegata al monastero delle Benedettine dall'arco omonimo che sovrasta la via. Ad essa si accede a mezzo di una scalinata ed è contornata da una cancellata in ferro battuto. Proseguendo si incontra la chiesa di San Francesco Borgia alla quale si accede tramite due scaloni. A seguire si incontra il Collegio dei Gesuiti, dal 1968 al 2009 sede dell'Istituto d'arte, con all'interno un bel chiostro con portici su colonne ed arcate. Di fronte al Collegio è ubicata la chiesa di San Giuliano considerata uno dei più begli esempi del barocco catanese. L'edificio, attribuito all'architetto Giovan Battista Vaccarini, ha un prospetto convesso e delle linee pulite ed eleganti. Proseguendo ed oltrepassando la via Antonio di Sangiuliano, si può ammirare il convento dei Crociferi e quindi la chiesa di San Camillo. In fondo alla via è ubicata Villa Cerami, che è sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Catania.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Area metropolitana di Catania e Sistema lineare della Sicilia orientale.

Abitanti censiti[31]

Il Comune di Catania è densamente popolato nella sua parte settentrionale, mentre la parte sud (corrispondente con la VI municipalità) è prevalentemente zona industriale, aeroportuale e commerciale. È necessario però ricordare che alcuni popolosi quartieri periferici appartengono ancora, amministrativamente, ai comuni contigui in qualità di frazioni: è il caso di Canalicchio (Tremestieri Etneo), di Fasano (Gravina di Catania), di Lineri (Misterbianco), ed altri ancora. Dieci sono i comuni di prima corona che attraverso processi di controurbanizzazione hanno conosciuto di recente un forte incremento di popolazione a scapito del comune di Catania, che è passato dagli oltre 400.000 residenti dell'inizio degli anni settanta (vedi grafico) ai circa 320.000 odierni, ovvero Aci Castello, Acicatena, Gravina di Catania, Mascalucia, Pedara, Trecastagni, Misterbianco, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant'Agata li Battiati, Tremestieri Etneo e Valverde.

Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università degli Studi di Catania, progettato dall'architetto Giacomo Leone

Il Comune di Catania conta dunque circa 320.000 residenti a fronte di un agglomerato urbano estremamente omogeneo di circa 600.000 abitanti[32] con una densità di 1885,9 abitanti per km².

A delimitare la complessa conurbazione etnea, immediatamente dopo questa “prima corona” di comuni, troviamo tre grossi centri: Acireale, Paternò e Belpasso, i primi due dei quali hanno sviluppato attorno a sé dei sub-sistemi urbani, che gravitano attorno ad essi, ed a loro volta attorno al sistema principale il cui fulcro è Catania. L'insieme dell'agglomerato omogeneo più le tre città satellite ha una popolazione di 696.869 residenti[33]

27 sono i comuni che formano l'Area metropolitana di Catania, istituita dall'articolo 19 della legge regionale 6 marzo 1986 nº9, con una popolazione di 765.623[34], e con 805,15 abitanti per km² è la più densamente popolata della Sicilia.

I movimenti centrifughi di popolazione hanno modificato i rapporti tra il capoluogo ed i comuni etnei, che sono cresciuti in maniera del tutto spontanea, senza il sostegno di adeguati strumenti urbanistici, deturpando profondamente il paesaggio e generando un territorio estremamente caotico e difficilmente gestibile e con gravi problemi di vivibilità. Lo squilibrio funzionale, la distribuzione “disordinata” della popolazione su un territorio così vasto e disomogeneo, e spesso la carenza di adeguate vie di comunicazione, provoca anche gravi problemi di vivibilità.[35]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2014[36] la popolazione straniera residente era di 12.111 persone: 6.280 maschi e 5.831 femmine. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  1. Sri Lanka, 2.419
  2. Romania, 1.769
  3. Cina, 1.473
  4. Mauritius, 1.236
  5. Bangladesh, 749
  6. Senegal, 515
  7. India, 340
  8. Tunisia, 337
  9. Marocco, 312
  10. Polonia, 310

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La festa di Sant'Agata agli inizi del Novecento
Processione delle cannalore per la festa di Sant'Agata nel 1915

Secondo la tradizione la presenza della prima comunità cristiana a Catania è attestata sin dal I secolo con l'invio, da parte di san Pietro, del vescovo Berillo, che eresse in città la chiesa del Santo Spirito, ciò fa di Catania la più antica comunità cristiana della Sicilia[senza fonte]. La religione maggioritaria in città è quella cristiana cattolica. Patrona della città è sant'Agata, alla quale viene ogni anno dedicata una grandiosa festa lunga tre giorni (dal 3 al 5 febbraio). Nei tre giorni la città viene impegnata nelle strutture viarie sulla festa tra un misto di devozione e di folclore.

La presenza valdese a Catania risale alla metà del XIX secolo con l'insediamento di imprenditori del commercio stranieri di fede protestante; nel 1899 viene costruito lo storico tempio valdese di Via Naumachia[37]

A Catania hanno sede due moschee: la prima edificata in Italia dopo la dominazione araba nel 1980 in via Castromarino, traversa di via Plebiscito, nel quartiere Petriera; la seconda inaugurata nel 2012 in via Calì, nel quartiere Civita, nei pressi del Porto di Catania[38], che è la più grande del Sud Italia[39]

Santi legati a Catania[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

I fratelli Pii, moneta del 212
Il Castello Ursino

La storia di Catania è arricchita da molte leggende di cui quattro sono state rappresentate nei rispettivi lampioni di Piazza dell'Università realizzati da Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco agli inizi del Novecento: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeta[40].

  • Una delle leggende di Colapesce narra che egli era un giovane (Nicola il pesce) che poteva stare sott'acqua per molto tempo; non appena Federico II ne venne a conoscenza, lo sfidò a recuperare una coppa d'oro. Colapesce lo fece ed ottenne in premio la coppa. Il re, allora, gli chiese di vedere cosa c'era sotto la Sicilia. Riemerso, Colapesce informò il re del fatto che la Sicilia poggiava su tre colonne e che una di esse era consumata dal fuoco. Federico II gli chiese di portargli il fuoco ma Colapesce, tuffatosi nuovamente in mare, non riemerse mai più. Secondo la leggenda è ancora in fondo al mare e continua a reggere la colonna che stava per crollare.
  • I fratelli Pii (Anfinomo ed Anapia) cercarono di salvare gli anziani genitori portandoli sulle proprie spalle durante un'eruzione dell'Etna; mentre stavano per essere travolti il fiume di lava si divise per volere degli dei e tutti si salvarono.
  • Gammazita era una giovane virtuosa; di lei si invaghì un soldato francese, che fu rifiutato; un giorno Gammazita, recatasi da sola ad un pozzo, venne raggiunta dall'innamorato e, per non cedere alle sue richieste, si uccise gettandosi dentro la cavità.
  • Uzeta è protagonista di una leggenda inventata agli inizi del Novecento: questo ragazzo di umili origini diventò cavaliere per la sua bravura e riuscì a sconfiggere gli Ursini, giganti saraceni che avrebbero dato il nome al Castello[41].

Altre leggende occupano invece la memoria dei luoghi di Catania – così alla divinità fluviale Ongia si dovrebbe il nome del borgo marinaro di Ognina (secondo alcuni studiosi piuttosto dal nome del fiume che lo bagnava, il Longane, secondo altri dal celebre castello del re Italo a Λογγον, Longon) – o dell'Etna, dove una tradizione attribuita a Gervasio di Tilbury (che era ospite della corte Normanna) vuole che essa fosse l'ultima dimora di Re Artù,[42] e che quest'ultimo abbia donato Excalibur al re Tancredi.[43][44][45] Legata a questa leggenda il mito del cavallo del vescovo, attribuita piuttosto ad eventi di epoca Sveva[46]. La nascita dell'Etna sarebbe a sua volta legata ad un evento mitologico: la sconfitta di Tifeo da parte di Zeus che, con un grosso macigno che è oggi la stessa Etna, lo seppellì e quando il gigante si dovesse muovere sarebbe egli la causa dei terremoti e delle eruzioni etnee.

Inoltre pure molte leggende, sempre legate alle forze della natura, hanno circondato gli eventi del sisma del 1693, come la storia di don Arcaloro, e quella del vescovo Francesco Carafa.

Vita notturna
Piazza Cavour (Il borgo) durante la festa di Sant'Agata

Catania possiede un'intensa vita notturna, che offre divertimento e intrattenimento. Una delle zone più rinomate in tal senso è il centro storico, in particolar modo tra piazza Duomo, piazza Università e piazza Vincenzo Bellini (nota come piazza Teatro Massimo) dove si trova il grosso dei locali notturni, spesso affollati, soprattutto in estate, quando le strade e le piazze diventano una "propaggine" delle attività, aprendo ai caffè concerto la città[47].

La tradizione dello spettacolo presso locali, siano essi bar o trattorie, trova origine nella prima diffusione del fenomeno in Italia, con l'apertura di locali notturni adatti anche a piccole forme di spettacolo nella città di Napoli verso la fine del XIX secolo. I letterati catanesi, che erano spesso per lavoro nella città partenopea, portarono la novità anche alla città etnea. Tuttavia dal secondo dopoguerra il fenomeno conobbe una brusca interruzione. Verso la fine degli anni sessanta e nei primi anni settanta vi fu un primo segnale di ripresa, sebbene nuovamente interrotta dal decennio seguente. Altre aree d'attrattiva – sebbene non concentrate come al centro, ma piuttosto distanti tra loro – si trovano anche presso corso Italia, lungo viale Libertà o in piazza Trento: solitamente caotiche di giorno, la notte diventano luoghi poco o per niente affollati, ma nonostante questo anch'esse non sono prive di locali aperti fino a tarda notte.

I chioschi

Un'importante attrazione culinaria di Catania è senza dubbio il chiosco delle bevande, dove vengono servite bibite dissetanti estive, tipiche della cultura cittadina. I chioschi delle bevande sono unici nel loro genere: un tempo c'erano i venditori ambulanti di bibite (lo zammù – cioè l'anice – innanzitutto): man mano, questa attività si è stabilizzata e da strategici luoghi ombrosi dove appostarsi per vendere rinfreschi ai catanesi soffocati dal caldo, i venditori si sono collocati in queste particolari architetture quadrate o circolari, dalle cui aperture – simili a finestre – essi distribuiscono i preparati.

Il fenomeno dei chioschi ebbe inizio nel 1896, con il chiosco Costa che si trovava in piazza Stesicoro ed il chiosco Vezzosi in piazza Duomo. Più recente di qualche anno è quello di Giammona, che si trovava in piazza Cavour. Nei primi anni del Novecento un'ordinanza decise che la vista delle signore ferme a dissetarsi al chiosco turbasse l'ordine pubblico e così i chioschi vennero spostati: il chiosco di Costa venne spostato da piazza Stesicoro in piazza Spirito Santo, il chiosco Vezzosi e quello di Giammona in piazza Vittorio Emanuele III[senza fonte].

Sembra che la tradizione degli sciroppi di frutta mescolati al seltz derivi dall'utilizzo dell'acqua naturalmente effervescente del lago di Naftia, nei pressi di Palagonia (la cosiddetta mofeta dei Palici, caratterizzata da forti emissioni di anidride carbonica già sfruttate per fini commerciali e il cui nome richiama evidentemente le proprietà). La bibita più celebre da gustare al chiosco è il seltz, limone e sale, una semplice ricetta molto dissetante, come il mandarino al limone, a base appunto di sciroppo di mandarino e succo di limone spremuto al momento.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La facciata dell'ex-monastero dei Benedettini, che ospita il dipartimento di scienze umanistiche dell'Università
La biblioteca Ursino-Recupero

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Le biblioteche storiche di Catania sono:

A queste si sono aggiunte nel tempo diverse altre biblioteche, come la biblioteca Comunale "Vincenzo Bellini" o le numerose biblioteche scolastiche e universitarie.

Università[modifica | modifica wikitesto]

L'Università degli Studi di Catania, fondata nel 1434, è la più antica della Sicilia. È una delle più grandi del Sud Italia, con 56.015 iscritti divisi in ventidue dipartimenti.

Inoltre, Catania è sede della Scuola superiore, uno dei cinque centri d'eccellenza per universitari in Italia, dell'Istituto Superiore di Studi Musicali Vincenzo Bellini[48] e anche di un'Accademia di belle arti[49]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

La città siciliana ospita numerosi musei, di cui sette stabili: il Museo diocesano, quello del Castello Ursino, l'Antiquarium regionale del Teatro romano, il Museo Emilio Greco, il museo dell'Orto Botanico, il Museo di Zoologia, il Museo civico belliniano (presso la casa di Vincenzo Bellini) e la Casa Museo di Giovanni Verga.

Esistono inoltre due musei privati:

Al Centro fieristico le Ciminiere, area industriale dismessa oggi completamente ristrutturata, si svolgono manifestazioni e mostre periodiche, organizzate principalmente dalla Provincia di Catania.

All'interno del complesso sono stati creati due nuovi musei:

Media[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la maggior parte dei media della città sono gestiti dall'imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo, uno degli uomini d'affari di maggior rilevanza in Sicilia.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Catania è sede dei quotidiani regionali La Sicilia, il secondo dell'isola, e Quotidiano di Sicilia. In passato, è stata la sede della rivista I Siciliani e dei quotidiani Il Corriere di Sicilia e Espresso sera.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti diverse emittenti radiofoniche: alcune a carattere regionale come Radio Amore, Radio Telecolor, Radio Sis, e altre a livello locale quali Radio Video 3, Radio Catania, R.S.C., Studio 90 Italia, Radio Sgrusciu, Antenna Uno, Antenna Trinacria, Radio Onda Blu, Radio Zammù, Radio Smile e Radio Lab.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Catania è sede di emittenti televisive quali: Antenna Sicilia, Sicilia Channel, Telecolor, Video 3, Telejonica, Telesicilia color, D1 Television, D2 Channel e Sestarete.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Film girati nella provincia di Catania e Nascita dell'industria cinematografica italiana.
Film ambientati a Catania

A Catania già nei primi anni del Novecento, proprio agli albori del cinema, sorsero varie case di produzione cinematografica:[50] Morgana film, Etna film, Katana film, Sicula film e Jonio film[51][52] L'Enciclopedia di Catania (edizioni Tringale) afferma che tra i primi lavori del cinema[53] si trova il film Sperduti nel buio. Della Morgana Film si ricorda tra gli altri il film Capitan Blanco.

Mastroianni in Divorzio all'italiana, nello scenario del porto di Ognina

La produzione cinematografica di Catania durò solo pochi anni.[52] Vennero favorite e finanziate altre sedi e il settore entrò in crisi.[52] Tentativi di rilancio successivi, ma senza seguito, furono quelli di Ugo Saitta nel 1935 con il film Clima puro, e Lo voglio maschio, con Tuccio Musumeci, nel 1971.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Teatri di Catania.

Catania è la città a più alta densità teatrale della Sicilia. Molteplici le compagnie teatrali che vi operano, sia professionali che amatoriali. Il più importante teatro della città è il Teatro Massimo Bellini, costruito, seguendo lo stile dell'Opera di Parigi, dall'architetto Carlo Sada alla fine del XIX secolo ed inaugurato nel 1890. Oggi è un teatro lirico di tradizione, vanta un'orchestra sinfonica ed un coro stabile ed è sede di stagione operistica e concertistica. Da alcuni anni dispone della sala del Teatro Sangiorgi che viene utilizzata per concerti di musica da camera e per prove di spettacoli. Molto attivi sono inoltre il Teatro Stabile (che svolge le sue attività sia nel Teatro Verga che nel Teatro Musco) e il Teatro Metropolitan, nonché il Piccolo Teatro. Esistono poi il Teatro Ambasciatori e l'Erwin Piscator.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Carmen Consoli ai Magazzini Generali di Milano (2000)

La più grande gloria artistica della città di Catania è il musicista Vincenzo Bellini, nato in questa città nel 1801 e morto presso Parigi nel 1835, autore di numerose opere liriche, tra le quali capolavori come Norma, La sonnambula e I puritani. Nel campo della musica colta, Catania ha dato i natali anche ad altri illustri compositori del Novecento: Francesco Paolo Frontini, Alfredo Sangiorgi, Aldo Clementi, Francesco Pennisi, Roberto Carnevale, Emanuele Casale e Matteo Musumeci.

Nei primi anni settanta si fecero notare i Beans, Gianni Bella, Marcella Bella. Successivamente, sono sorte decine di nuovi cantautori e gruppi musicali. Il più importante è probabilmente Franco Battiato, celebre cantautore nato e cresciuto a Riposto, in provincia di Catania, le cui sperimentazioni musicali hanno influenzato molti altri autori.

Successivamente sono arrivati i Denovo di Mario Venuti e Luca Madonia, Gerardina Trovato, Carmen Consoli (lanciata dalla casa di produzione di Francesco Virlinzi), gli Sugarfree, Mario Biondi, i Twisted Head Chaps e molti altri.

Alla scena rock degli anni ottanta e novanta appartengono gli Schizo, gli Uzeda, i Flor de Mal e i Pyrosis. Negli anni novanta Catania si conquistò l'appellativo di "Seattle del sud", per la rilevanza internazionale della sua scena musicale (molte band internazionali scelsero in quegli anni Catania come unica data in Italia dei loro tour). Importante è stato poi il contributo di artisti che hanno sfruttato il siciliano per creare un caratteristico stile comico, come i Piscarias e il cantante Brigantony. I Lautari si sono invece dedicati alla riscoperta, in chiave moderna, del repertorio tradizionale siciliano. The Acappella Swingers, catanesi anch'essi, ripropongono le sonorità del doo-wop degli anni cinquanta.

Persone legate a Catania[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Persone legate a Catania

Catania ha dato i natali a numerose personalità illustri, distintesi in campi diversi, quali quello politico, quello letterario, quello artistico. A Catania sono altresì legate diverse figure importanti, che vissero nel capoluogo etneo, spesso nel periodo di più intensa attività. Legati a Catania sono in epoca arcaica Tisia di Imera, noto col nome di Stesicoro, poeta e scrittore esule, divenuto cittadino onorario di Catania, dove morì e fu sepolto, e il legislatore Caronda, che qui scrisse le sue più note leggi; all'epoca classica appartiene il danzatore e musicista catanese Androne, vissuto in città nel V secolo a.C.; in età repubblicana il triumviro Gaio Giulio Cesare Ottaviano elesse la città a rango di colonia a seguito dell'appoggio ottenuto durante la battaglia con Sesto Pompeo mentre l'imperatore Adriano rimase affascinato dall'Etna durante la sua visita nel II secolo.

All'epoca medievale appartengono personalità come Federico II, che a Catania fece costruire come monito il Castello Ursino, futura sede del parlamento aragonese di Sicilia, dopo aver risparmiato la cittadinanza a lui ribellatasi e legiferato, dando ampi spazi di potere al suo arcivescovo, Gualtiero di Palearia; a Catania ebbe i natali la regina Costanza, futura regina del regno degli Aragona di Sicilia, come qui nacque e regnò Federico IV d'Aragona, ricordato soprattutto per la pace che mise fine alla guerra del Vespro. Il sistema difensivo della città rinascimentale si deve a Tiburzio Spannocchi, architetto e ingegnere di re Carlo I, che ne ricavò la prima cartografia scientifica; Giovanni Francesco Paceco, che fu duca di Uzeda, diede incarico a Giuseppe Lanza, duca di Camastra di organizzare la ricostruzione della città dopo il terremoto del 1693; il pittore Olivio Sozzi, considerato uno degli artisti di spicco della prima metà del XVIII secolo in Sicilia, vi nacque nel 1690; il principe Ignazio Paternò Castello, mecenate e nobile illuminato del XVIII secolo, ne incrementò turismo e archeologia con la creazione del suo museo e con gli scavi svolti in città; Saverio Landolina, archeologo, vi nacque, come pure il poeta e scrittore Domenico Tempio; va ricordato anche Vito Maria Amico, cui si deve la più importante raccolta documentaristica del suo tempo per la Sicilia.

Nel XIX secolo spiccano diverse figure in campo letterario, come ad esempio Giovanni Verga, che visse per un certo periodo a Catania e vi ambientò diversi scritti tra cui le novelle Storia di una capinera, Rosso Malpelo, Un processo o il romanzo Una peccatrice; o come Luigi Capuana, che studiò giurisprudenza nell'Ateneo catanese; o Federico De Roberto, la cui madre appartenne alla famiglia nobile catanese degli Asmundo, il quale visse e lavorò a Catania dove ambientò il romanzo I Viceré; importante pure la figura del poeta Mario Rapisardi, l'unico a cui Catania dedicò un busto marmoreo in vita, al giardino Bellini.

In ambito musicale spiccano personaggi come Giovanni Pacini, qui nato e che fu ai suoi tempi noto compositore, il raffinato Vincenzo Bellini, anch'egli nato e cresciuto a Catania, o infine Francesco Paolo Frontini, altro celebre compositore. In questo secolo iniziano anche a emergere personalità illustri della politica italiana, come ad esempio Giuseppe de Felice Giuffrida, nato in città, che fu tra i promotori dei Fasci siciliani; in campo astrofisico gli scienziati Peters e Sartorius (a lui si deve la descrizione dei crateri dell'Etna che prendono il suo nome, i Monti Sartorius) sono nel capoluogo etneo per realizzare la meridiana della chiesa di San Nicolò, ritenuta la più completa d'Italia per la gran quantità di informazione che essa fornisce[54]; in quello matematico Sebastiano Catania, nato a Catania e impegnatosi nella trasposizione dell'organizzazione ipotetico-deduttiva delle proposizioni matematiche; nel campo delle scienze naturali Carlo Gemmellaro, noto geologo, nato a Nicolosi ma catanese di adozione. Nello spettacolo si ricorda il celebre Paolo Fratellini, clown inventore della maschera bianca, nato a Catania nel 1877. Liberale De Zardo detto Osvaldo, nato nel 1893, colonnello comandante dei partigiani impiccato dai tedeschi a Carignano nel 1944.[55]

Nei primi decenni del XX secolo le figure di spicco del capoluogo etneo si distinguono in campi come la fisica (Filippo Eredia nato e vissuto a Catania, Ettore Majorana promettente fisico misteriosamente scomparso nel 1938 ed Enrico Boggio Lera che vi passò oltre cinquant'anni della sua vita), la poesia (Gaetano Ardizzoni, Giovanni Formisano e altri che qui nacquero) e la lirica (Gaetano Emanuel Calì, compositore, noto soprattutto per la raccolta di brani popolari e dialettali, o Francesco Pastura a cui si deve la raccolta epistolare di Vincenzo Bellini). In politica personaggi di spessore furono Napoleone Colajanni, deputato e senatore della Repubblica, mentre nei primi decenni del secolo si dedicò alla scultura Mimì Maria Lazzaro. Spiccarono nell'arte drammatica Angelo Musco, maestro del teatro dialettale, Giovanni Grasso, attore drammatico e Goliarda Sapienza, attrice e scrittrice. Nella prosa attori di calibro quali, Turi Ferro, Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina. Anche in tempi recenti la città è legata a personalità illustri, come nel campo musicale (Uzeda, Gianni Bella, Marcella Bella, Vincenzo Spampinato, Franco Battiato, Carmen Consoli, i Lautari, Gerardina Trovato, Lorenzo Fragola) o in quello artistico (certamente tra i più noti è Emilio Greco, spentosi a Roma nel 1995 e Antonio Placido Torresi) o in quello giornalistico (tra cui primeggia Giuseppe Fava, che visse a lungo a Catania e che qui venne ucciso dalla mafia, ma si ricorda anche Candido Cannavò, noto giornalista de La Gazzetta dello Sport, morto nel 2009 ed Enzo Magrì, inviato speciale dell'Europeo e capocronista del Giorno, scomparso nel 2013). A Catania è nato il filosofo e pedagogista Giuseppe Catalfamo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le municipalità di Catania
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Municipalità di Catania.

Istituite per la prima volta nel 1971, quando il comune diede avvio al decentramento amministrativo, i 26 quartieri furono ridotti a 17 circoscrizioni nel 1978, che furono a loro volta riorganizzate in dieci Municipalità di Catania nel 1995. Ognuna è contrassegnata da un numero progressivo e da un nome: I. Centro-San Cristoforo-Angeli Custodi; II. Ognina-Picanello; III. Borgo-Sanzio; IV. Barriera-Canalicchio; V. San Giovanni Galermo; VI. Trappeto-Cibali; VII. Monte Po-Nesima; VIII. San Leone-Rapisardi; IX. San Giorgio-Librino; X. San Giuseppe La Rena-Zia Lisa.

Riduzione circoscrizioni comunali da 10 a 6

Con delibera del consiglio comunale n. 13 del 2 febbraio 2013 è stata disposta la rimodulazione del numero delle Municipalità da X a VI.

Pertanto, a decorrere dal 26 aprile 2013 le Circoscrizioni comunali saranno ridotte da dieci a sei, come di seguito specificato:

  • Prima Circoscrizione corrispondente alla ex Circoscrizione 1ª (Centro);
  • Seconda Circoscrizione corrispondente alle ex Circoscrizioni 2ª (Ognina - Picanello) e 4ª (Barriera - Canalicchio);
  • Terza Circoscrizione corrispondente alla ex Circoscrizione 3ª (Borgo Sanzio);
  • Quarta Circoscrizione corrispondente alle ex Circoscrizioni 5ª (S. Giovanni Galermo) e 6ª (Trappeto - Cibali);
  • Quinta Circoscrizione corrispondente alle ex Circoscrizioni 7ª (Monte Po - Nesima) e 8ª (San Leone - Rapisardi);
  • Sesta Circoscrizione corrispondente alle ex Circoscrizioni 9ª (S. Giorgio - Librino) e 10ª (S. Giuseppe la Rena - Zia Lisa).

Profilo urbanistico e architettonico[modifica | modifica wikitesto]

Catania è segnata da profondi sconvolgimenti naturali (in particolare, l'eruzione dell'Etna del 1669 e il terremoto del Val di Noto del 1693), da importanti tentativi di ricostruzione e, nel XX secolo, da ambiziose iniziative tese a favorire un rilancio industriale.[56] La città inoltre porta ancora su di sé le "cicatrici provocate da conflittualità di interessi e da urbanizzazione selvaggia"[56].

Un piano di livellamento, nel secondo Ottocento, ha eliminato i frequenti salti di quota: tale operazione ha lasciato diversi segni sugli edifici, che a volte appaiono caratterizzati, secondo Giuseppe Dato, "fuori da ogni logica compositiva"[57], con porte e finestre che scambiano il proprio ruolo originario.

Anche per la minacciosa presenza del vulcano Etna, il piano compositivo della città appare specialmente legato ad una instabilità di riferimento.[58] Si registra anche un'apparentemente fallita convergenza tra l'idea della città nella mente degli architetti (con anche applicazioni virtuosistiche) e i destinatari, i cittadini, con i loro "reali comportamenti insediativi".[59]

Il XX secolo: cronistoria urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

  • 1932 - viene bandito un concorso nazionale per l'approvazione di un Piano Regolatore Generale[60]
  • 1934 - il consiglio comunale approva una fusione del primo e del secondo premio del concorso nazionale
  • 1935 - viene redatto un regolamento edilizio dall'ingegnere Salvatore Giuliano
  • 1942 - la deliberazione del PRG presentato viene restituita, non approvata, dalla Prefettura
  • 1951 - viene abrogato dal consiglio comunale il piano di ricostruzione per il quartiere San Berillo e approvato il piano ISTICA: il 3 luglio 1954 interviene una legge speciale della Regione Siciliana
  • 1954 - il Comune pubblica il PRG, ma la Regione non approva, giudicandolo incompleto e invitando a modifiche
  • 1956 - decade una legge che permetteva al Comune di servirsi del PRG per quanto ancora non approvato: viene istituita una commissione di studio per l'approvazione di un nuovo regolamento edilizio che sostituisca quello del 1935, ancora vigente: la commissione non produce quanto richiesto. Il Comune, allora, dà incarico all'ingegnere Giuliano di modificare il regolamento da lui redatto nel 1935, per adattarlo alle mutate esigenze della città. Il nuovo regolamento edilizio viene prodotto da Giuliano, con la collaborazione dell'ingegnere Pardo (membro dell'ufficio tecnico) e dell'architetto Ficara (libero professionista), ma il Comune non lo pubblica.
  • 1961 - una nuova amministrazione comunale incarica il professor architetto Luigi Piccinato di redigere un piano che sostituisca quello del 1954. In seguito a forte insistenza da parte dell'amministrazione comunale, Piccinato è costretto a stralciare dagli studi preparatori un programma di fabbricazione.

Lo sventramento del quartiere di San Berillo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sventramento di San Berillo.

San Berillo era uno storico quartiere di Catania, densamente abitato e pieno di botteghe di artigiani. Il suo sventramento, realizzato negli anni cinquanta, ha determinato una ferita nel volto della città e ha lasciato un vuoto ancora visibile nel suo tessuto urbano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia di Catania.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Catania possiede una delle nove tangenziali presenti in Italia (prosecuzione dell'Autostrada A18 Messina-Catania) che contorna la città descrivendo un arco, dal casello autostradale di San Gregorio a nord, piegando verso ovest e dirigendosi infine verso sud per 30 km in direzione di Siracusa; la viabilità di attraversamento cittadino viene completata dalla circonvallazione che si snoda in direzione ovest-est nella parte mediana dell'agglomerato urbano.

Alla tangenziale di Catania sono connesse le autostrade A18 (Catania-Messina), l'A19 (Catania-Palermo) e la autostrada CT-SR (Catania-Siracusa) che si collega a Villasmundo con la strada statale 114 Orientale Sicula.

Nel 2001 è stato avviato a Catania ed è in corso di realizzazione un ambizioso quanto discusso progetto urbanistico che prevede la riqualificazione di alcune aree, fra cui il lungomare, le piazze principali e la parziale pedonalizzazione della centrale via Etnea; il miglioramento delle vie di attraversamento e la costruzione di alcuni grossi parcheggi multipiano sotterranei pur previsti non solo stati che in minima parte realizzati.

Ferrovie e tranvie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione Borgo della metropolitana di Catania

La città di Catania è dotata di numerose stazioni ferroviarie delle Ferrovie dello Stato: sin dal 1867 la città è servita dalla stazione ferroviaria di Catania Centrale, che veniva raggiunta dalla ferrovia proveniente da Messina con un tracciato che seguiva la linea di costa dalla Stazione di Cannizzaro, attraverso il borgo di Ognina e il villaggio marinaro di San Giovanni li Cuti (oggi l'intero percorso è quasi tutto in galleria tramite la Galleria di Ognina e quella poco dopo successiva di Cannizzaro). Due anni dopo (1869) venivano aperte la stazione di Catania Acquicella, in seguito all'attivazione del primo tratto della nuova "linea dello zolfo" (poi Palermo-Catania) e la stazione di Bicocca. La stazione di Catania Ognina (all'inizio semplice fermata occasionale, poi in servizio regolare in seguito alla soppressione nel 1934 della tranvia Catania-Acireale, che, proveniente da Acireale, aveva termine nella centralissima piazza del Duomo) dal 2006 è stata chiusa all'utenza, nell'ambito del programma di costruzione del Passante ferroviario di Catania; la nuova stazione è stata costruita alcune centinaia di metri più a sud e fa parte, assieme a quelle nuove, in sotterraneo di Picanello e di superficie di Europa (allo sbocco della galleria in piazza Europa) del futuro servizio metropolitano RFI di prossima attivazione.

Dal 1895 la città è servita anche dalle stazioni della Ferrovia Circumetnea, la cui stazione principale è quella di Catania Borgo, con annessi il deposito locomotive e le officine sociali. Nel territorio comunale insistono (al 2014) anche le stazioni di Cibali e Nesima; fino all'inizio degli anni ottanta la ferrovia effettuava anche le fermate di Corso Italia, Caito e, dal 1898, anche Catania-stazione Sicula, terminando la sua corsa alla Stazione di Catania Porto, dopo avere attraversata in senso diagonale tutta la città.

Metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1999 è attivo il primo tronco della Metropolitana di Catania fra le stazioni del Borgo e Porto, lungo circa 3,8 km. Sono in corso di ultimazione i prolungamenti fino a Nesima e fino a piazza Stesicoro.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto Ulisse ad Ognina

La città è servita da un porto commerciale e da alcuni porti più piccoli, turistici e da pesca, Porto Ulisse, Porto Rossi e di San Giovanni Li Cuti.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Aerostazione Fontanarossa
Aeroporto Fontanarossa di Catania

L'Aeroporto di Catania-Fontanarossa è il sesto aeroporto italiano per numero di passeggeri (vedi la lista degli aeroporti più trafficati d'Italia) ed il primo scalo del mezzogiorno servito da compagnie aeree di linea e low-cost, ed ha numerose destinazioni nazionali e internazionali.[61]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rete tranviaria di Catania e Rete filoviaria di Catania.

Il sistema dei trasporti a Catania è in crisi. Decenni di carenza progettuale non hanno permesso lo sviluppo di un sistema organico; la mancanza di progetti validi non ha permesso l'accesso ai contributi e ai finanziamenti con serie ripercussioni sulla qualità dei servizi.

Un'indagine condotta da un'associazione di consumatori su un campione di 2200 utenti dei trasporti pubblici di Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli e Catania constatava nel 2006, fra l'altro: «il 66% dei catanesi intervistati considera insufficiente la puntualità degli autobus, mentre il 58% è insoddisfatto della copertura della rete della metropolitana.»[62]

Con la trasformazione dell'azienda municipale catanese trasporti (AMT) in S.p.A. è iniziato un riordino dell'intero comparto trasporto su gomma. Una prima linea "BRT" di collegamento veloce ha preso l'avvio utilizzando finalmente il costruito ma a lungo abbandonato parcheggio scambiatore "Due obelischi" a nord come stazione di origine riscontrando un buon successo di utenza. Un secondo parcheggio scambiatore, Nesima, adiacente alla stazione della Ferrovia Circumetnea e della Metropolitana ha accentrato altre linee urbane su gomma in previsione dell'istituzione di una seconda linea BRT.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Complesso sportivo Cibali: Stadio Angelo Massimino di 20 266 posti[63] con annessa pista d'atletica,qui gioca in casa la squadra del Calcio Catania S.p.a.. Campo d'allenamento "Cibalino" completo di tribune e PalaSpedini dove si svolgono gare indoor di pallavolo, basket, calcio a 5, arti marziali, completo di tribune per 500 posti. Il complesso si trova nel quartiere Cibali con gli ingressi principali su piazza Spedini. Questo stadio ha sostituito nel 1937 il campo dei cent'anni, sito in quello che era la piazza Esposizione, oggi intitolata a Giovanni Verga.
  • Cittadella dello Sport Nesima: piscine, di cui una olimpica ad 8 corsie, tribuna per 500 posti, vasca tuffi completa di tribuna e vasca d'ambientamento. Qui gioca in casa la squadra pluricampione di pallanuoto femminile Orizzonte Catania. Palanesima: 6500 posti, dove si giocarono i III Giochi mondiali Militari del 2003. Campi da calcio a 11 e a 5 dove si svolgono partite dei campionati italiani delle categorie dilettantistiche. Il complesso si trova nel quartiere di Nesima superiore in via Filippo Eredia.
  • Complesso sportivo villaggio Santa Maria Goretti: stadio S. M. Goretti con 7000 posti dove sono di casa la squadra di rugby dell'Amatori Catania e per quanto riguarda il football americano la Elephants Catania. Campo da calcio a 11 nel quartiere di Zia Lisa, dove inoltre è presente una tensostruttura. Gli impianti si trovano in via Fontanarossa, nel quartiere Villaggio Santa Maria Goretti.
  • Complesso polisportivo Plaia: piscina olimpica outdoor completa di tribuna con 3000 posti, vasca coperta per allenamenti, palestra atletica pesante, volley, pallacanestro. Impianti siti in viale Kennedy, alla Plaia.
  • Complesso polisportivo Zurria: PalaZurria con 200 posti e piscina.Impianti siti in via Zurria nel quartiere Angeli Custodi, vicino al Castello Ursino
  • PalaCatania: palasport inaugurato nel 1997 per le Universiadi, capace di 4.400 posti utilizzato per incontri nazionali ed internazionali di varie discipline sportive, quali il volley, pallacanestro, pallamano, calcio a 5, arti marziali ed altre discipline. Impianto dove si sono disputate alcune partite dei mondiali di volley maschile del 2010. Viene utilizzato per ospitare i concerti di vari artisti nazionali ed internazionali. Si trova in corso Indipendenza nel quartiere San Leone.
  • Palaghiaccio: utilizzato per le discipline su ghiaccio, capace di 5000 posti. Qui si sono svolti i mondiali di scherma del 2011. L'impianto si trova in viale Kennedy non lontano dal complesso Plaia.
  • PalaGalermo: utilizzato per varie discipline indoor,500 posti. Qui si sono svolti i campionati mondiali PGS nel 2002. Localizzato in viale Tirreno nel quartiere Trappeto.
  • PalaNitta: utilizzato per varie discipline indoor, tra le quali la boxe, capace di 700 posti totali. Si trova in viale Nitta nel quartiere Librino.

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calcio Catania e CUS Catania.

La squadra più seguita è il Calcio Catania. Nei primi anni sessanta, sotto la presidenza di Ignazio Marcoccio e la guida tecnica del catanese Carmelo Di Bella, il Catania disputò sei campionati consecutivi in Serie A ottenendo tre ottavi posti. Nel 1970-1971 e nel 1983-1984 disputò altri due anni di Serie A sotto la presidenza di Angelo Massimino. Nel 1993, subì una radiazione che relegò la società etnea nella categoria dell'eccellenza. Da quella categoria, il Catania ripartì, vincendo, tra il 1994 e il 2006, i campionati di Eccellenza, Serie D, Serie C2 (girone C), Serie C1 (girone B) e Serie B. Alla fine del campionato di calcio di Serie B 2005-2006, guidata dall'allenatore Pasquale Marino, la squadra viene promossa in Serie A, classificandosi al secondo posto dietro l'Atalanta.

Tra le altre squadre di calcio catanesi (numerose nei campionati dilettantistici) si segnalano l'A.S.D. Atletico Catania, attualmente militante in Eccellenza ma protagonista, nel corso degli anni novanta, di numerosi campionati (anche di vertice) in Serie C1; l'Associazione Calcio Massiminiana, anch'essa partecipante in passato a campionati di Serie C1 e attualmente in Prima Categoria siciliana; la Catania San Pio X che disputa anch'essa il campionato di Eccellenza e il Città di Catania militante in promozione.

La squadra più blasonata è invece quella femminile di pallanuoto, l'Orizzonte Geymonat Catania, con 19 scudetti, 8 Coppe Campioni e due Coppe Len. Seguono il CUS Catania di Hockey su prato femminile (6 scudetti su prato e 6 indoor), la A.S.D. Catania Calcio Femminile, la Paoletti Catania di pallavolo maschile e l'Alidea Catania di pallavolo femminile (uno scudetto a testa).

La coppia di pallavoliste Manuela Malerba e Margherita Chiavaro ha vinto uno scudetto di beach volley, mentre il Catania Beach Soccer ha conquistato uno scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Infine, la Romolo Murri Catania ha vinto un campionato italiano maschile indoor di cricket e la Polisportiva Cirnechi Catania ha vinto gli unici due campionati femminili dello stesso sport fin qui disputati.

Inoltre vantano tradizioni storiche, oltre ad ottimi piazzamenti nelle massime serie, l'Amatori Catania (rugby), il Nuoto Catania (pallanuoto maschile), gli Elephants Catania (football americano) e i Catania Flames (Campionato italiano di hockey in-line). La pallacanestro maschile ha un passato in Serie A Seconda Serie con la Grifone[64] e in Serie B con il Gad Etna[65]; quella femminile è stata in Serie A2 con la CSTL-Basket[66], la Costa, la Palmares[67] e l'Olympia[68]

Manifestazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Per sette volte Catania è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1930, l'ultima nel 2003. Nel 1976 la corsa rosa prese il via da Catania che ospitò partenza e arrivo della prima semitappa.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Catania:

Fra le classiche dello sport catanese, la più nota a livello internazionale, è il Trofeo Sant'Agata di corsa su strada, giunto alla 47ª edizione, che ha sempre richiamato un folto gruppo di partecipanti al più alto livello. Fra questi il campione olimpico di maratona all'Olimpiade di Atene 2004, Stefano Baldini.

Catania (congiuntamente a Palermo e Messina) è stata nel 1997 la sede delle Universiadi e vi si è svolta la manifestazione di chiusura.

Nel 2003 Catania è stata la sede dei III Giochi mondiali militari e degli affiliati Campionati mondiali militari di atletica leggera (41ª edizione).

Nel 2006 ha ospitato il campionato europeo di hockey su prato.

Nel 2010 ha ospitato alcune gare dei campionati mondiali di pallavolo.

Nel 2011 ha ospitato i campionati mondiali di scherma e i campionati europei di hockey maschili.

Nel 2014 ha ospitato una tappa dell'Euro Beach Soccer League e le finali del Campionato italiano di beach soccer.

Nel 1924 fu organizzata la prima Catania-Etna celebre cronoscalata automobilistica che scriverà da li in poi pagine importanti dell'automobilismo nazionale e regionale, diventando assieme alla Monte Erice (Trapani) e Coppa Nissena (Caltanissetta) una delle Cronoscalate più belle e importanti nel panorama nazionale. purtroppo nel 2010 si è disputata l'ultima edizione che fu annullata dopo un incidente grave, fatale per alcuni spettatori.

A metà tra sport e folklore si pone la San Silvestro a mare, una gara internazionale di nuoto che si svolge ogni anno il 31 dicembre presso il porticciolo storico di Ognina.

Personalità sportive legate a Catania[modifica | modifica wikitesto]

I principali sportivi nati a Catania sono:

Pietro Anastasi, Petru 'u tuccu come veniva affettuosamente chiamato dai tifosi, con la maglia della Juventus
Carlotta Ferlito, è una ginnasta italiana, membro della squadra nazionale che ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012

Vincitori di medaglie olimpiche o presenti alle olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Atleti delle varie nazionali italiane[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Catania.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Nella religione:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Catania fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.8 (Piana di Catania)[70]

  1. ^ a b c Dato Istat
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, dipionline.it. URL consultato il 20 maggio 2013.
  4. ^ al 31 marzo 2016.
  5. ^ Pagg.34-35 42º rapporto censis sulla società italiana. Elaborazione su Dati ISTAT.
  6. ^ Individuazione degli agglomerati urbani della Regione in attuazione dell'art. 2 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194.
  7. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Novembre 2009.
  8. ^ Luca Angelini, Il grande freddo si fa beffare dall'alta pressione, strada in salita per l'inverno, Yahoo! notizie, 1º febbraio 2010. URL consultato il 1º febbraio 2010.
  9. ^ Secondo Gesualdo Iatrino l'etimologia avrebbe persino un'origine egizia; cfr. G. Iatrino, Katana - ovvero dell'archeologia della cultura dei vinti (PDF), in Agorà, 25-26, 2006, p. 43. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  10. ^ Vedi ad esempio l'articolo: "Il nome di Catania" di Marcello Scurria (PDF), cataniaperte.com. URL consultato il 16 aprile 2010.
  11. ^ Frasca 2015, con bibliografia precedente
  12. ^ Nicoletti 2015
  13. ^ a b Atripaldi e Costa, 2008, p. 12.
  14. ^ Cassiodoro, Chronica, epistola III 9, cfr. R. Soraci, Catania in età tardoantica, «Quaderni catanesi di Cultura classica e medioevale» 3, 1991, pp. 269-270.
  15. ^ L'anno esatto è ignoto, ma i cronisti islamici permettono di circoscrivere la conquista della città tra il saccheggio di Siracusa dell'867 e la campagna di Abu Al Abbas contro i ribelli palermitani rifugiati a Taormina del 900 (Michele Amari, Biblioteca Arabo-Sicula, volume 1°, pagine 184 e 185).
  16. ^ Sistema politico locale dal 1197.
  17. ^ Atripaldi e Costa, 2008, p. 16.
  18. ^ Atripaldi e Costa, 2008, pp. 26 e 62-64.
  19. ^ Motivazioni della Medaglia d'Oro sul sito della Presidenza della Repubblica, quirinale.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  20. ^ Vedi l'elenco dei siti.
  21. ^ Santo Daniele Spina, L'Obelisco "egittizzante" di Catania (PDF), in Agorà, nº 13, 2003. URL consultato il 26 dicembre 2014.
  22. ^ Salvatore Lo Presti, Memorie storiche di Catania: fatti e leggende, Catania, Giannotta, 1961, p. 44.
  23. ^ Vedi ad esempio Giuseppe Dato, La città di Catania. Forma e struttura, 1693 - 1833, Roma, 1983.
  24. ^ La colata lavica del 1669 danneggiò solamente le mura della città a occidente e a meridione, penetrando in qualche punto per pochi metri e circondando il Castello Ursino che era in prossimità della costa e venne attorniato.
  25. ^ Cicerone, De natura deorum II, 96.
  26. ^ Vedi per esempio A. Holm, Catania Antica, traduzione di G. Libertini, Catania 1925; G. Libertini, La topografia di Catania antica e le scoperte nell'ultimo cinquantennio, in «Archeologia e Storia della Sicilia Orientale» 19, 1922-23; C. Sciuto Patti, Carta geologica della città di Catania, Catania 1873 cit. in F. Andronico, Paesaggio sotterraneo, Catania 2005, pp. 45-47.
  27. ^ Santi Correnti, "Alla scoperta di Catania", 1968, pagina 186.
  28. ^ Secondo altre ipotesi la piazza fu sede del tempio dedicato alla Luna. In una ricerca del 1969 invece si prospetta che il tempio fosse dedicato al dio assiro Lune, di cui sarebbe rimasto il ricordo nella toponomastica. Cfr. Giuseppe Resina, K'atana, Tip. R. Scuderi, Catania 1969.
  29. ^ Qui infatti sorgeva la borgata eretta dagli sfollati misterbianchesi dell'eruzione del 1669, da cui l'etimologia Borgo o Burgu.
  30. ^ Come appare fin anche nelle guide del Touring Club Italiano, cfr. T.C.I., Itinerari d'Italia – Sicilia, Sardegna, Cernusco sul Naviglio (MI) 2001, p. 83; vedi anche la Guida alle chiese di Catania di Giuseppe Rasà Napoli.
  31. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  32. ^ Dati Urban Audit, urbanaudit.org. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  33. ^ Dati Istat riferiti all'Agglomerato urbano più i residenti di Acireale Paternò e Belpasso, al 31 dicembre 2006.
  34. ^ Statistiche demografiche ISTAT.
  35. ^ Viganoni L., Milano 1990.
  36. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 30 maggio 2016.
  37. ^ Origine e storia della Chiesa valdese di Catania, spazioinwind.libero.it. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  38. ^ In Sicilia per un intenso assaggio di Islam, italiaplease.com. URL consultato il 13 ottobre 2009.
  39. ^ Claudia Campese, Inaugurata la nuova moschea di Catania «Sarà un centro di dialogo e stabilità», in ctzen.it, 15 dicembre 2012. URL consultato il 24 agosto 2013.
  40. ^ M.T. Di Blasi (2000), pp. 99-100.
  41. ^ M.T. Di Blasi (2000), pp. 101-102.
  42. ^ C. Bruce, Sicily, in The Arthurian Name Dictionary, Taylor & Francis, 1999, ISBN 0-8153-2865-6. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  43. ^ E. M. R. Ditmas, The Cult of Arthurian Relics, in Folklore, nº 75.1, 1964, pp. 19-33; 26-27.
  44. ^ N. J. Higham, King Arthur: Myth-Making and History, Londra, Routledge, 2002, p. 232, ISBN 0-415-21305-3.
  45. ^ Y. Leitch, Foreword, in D. Dom (a cura di), King Arthur and the Gods of the Round Table, Lulu, 2013, pp. 11-13, ISBN 1-291-36652-0.
  46. ^ Scrive A. Graf, Miti, leggende e superstizioni del medioevo, 2 voll., Roma, Loescher, 1892-1893, SBN IT\ICCU\MIL\0319697.. Ora riedito in versione integrale a cura di C. Allasia e W. Meliga, prefazione di M. Guglielminetti, saggi introduttivi di E. Artifoni e C. Allasia, Milano, Bruno Mondadori, 2002, pp. 322-323, ISBN 88-424-9750-9.
    «Avvenne un giorno che un palafreno del vescovo di Catania, colto, per essere troppo ben pasciuto, da un subitaneo impeto di lascivia, fuggì di mano al palafreniere che lo strigliava, e, fatto libero, sparve. Il palafreniere, cercatolo invano per dirupi e burroni, stimolato da crescente preoccupazione, si mise dentro al cavo tenebroso del monte. A che moltiplicar le parole? per un sentiero angustissimo ma piano, giunse il garzone in una campagna assai spaziosa e gioconda, e piena d'ogni delizia; e quivi, in un palazzo di mirabil fattura, trovò Arturo adagiato sopra un letto regale. Saputa il re la ragione del suo venire, subito fece menare e restituire al garzone il cavallo, perché lo tornasse al vescovo, e narrò come, ferito anticamente, in una battaglia da lui combattuta contro il nipote Mordred e Childerico, duce dei Sassoni, quivi stesse già da gran tempo, rincrudendosi tutti gli anni le sue ferite. E, secondoché dagli indigeni mi fu detto, mandò al vescovo suoi donativi, veduti da molti e ammirati per la novità favolosa del fatto.».
  47. ^ Vita notturna a Catania, sul sito del Comune di Catania. URL consultato il 27 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2016).
  48. ^ Storia dell'Istituto Superiore Bellini, dal sito ufficiale.
  49. ^ Sito dell'accademia.
  50. ^ Alberto Surrentino D'Afflitto, Catania e il cinema (PDF), in Agorà, 25-26, 2006. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  51. ^ Secondo quanto riportato in un articolo del quotidiano La Sicilia del 1º marzo 1978, già nel 1914 Catania era una delle capitali del cinema europeo.
  52. ^ a b c Simona Caltabiano, Quattro salti nella storia del cinema quando Catania era “capitale”…, in InStoria, n. 46, Roma, ottobre 2011, ISSN 1974-028X. URL consultato il 3 gennaio 2014.
  53. ^ Storia generale del cinema di Georges Sadoul.
  54. ^ I due astrofisici realizzarono pure la meridiana della cattedrale di Acireale, evento che ha ispirato il film Gli astronomi.
  55. ^ Piero Chiodi, Banditi (1945, 1946), it.scribd.com, p. 57. URL consultato il 27 febbraio 2016.
  56. ^ a b Atripaldi e Costa, 2008, p. 8.
  57. ^ Atripaldi e Costa, 2008, pp. 8-9.
  58. ^ Atripaldi e Costa, 2008, p. 9.
  59. ^ Atripaldi e Costa, 2008, p. 10.
  60. ^ Puntualizzazione sulla odierna situazione urbanistica di Catania, a cura della Società Catanese di Architettura e Urbanistica, gennaio 1962..
  61. ^ Si vedano i dati forniti da Assaeroporti.
  62. ^ Notizie rilevate da "Altroconsumo" nº197 di ottobre 2006.
  63. ^ Impianti superiori a 7500 posti, dati del Comitato Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive (PDF), osservatoriosport.interno.it. URL consultato il 7 settembre 2009.
  64. ^ Storia della Grifone.
  65. ^ Storia del Gad Etna.
  66. ^ Storia della CSTL-Basket.
  67. ^ Storia della Polisportiva-Palmarès.
  68. ^ Roberto Quartarone, Olympia a Catania, «è cosa fatta». L'annuncio alla festa del ringraziamento, in basketcatanese.it, 22 giugno 2013. URL consultato il 25 agosto 2013.
  69. ^ Internazionalizzazione, easycatania.it.
  70. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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