Mercato di piazza Carlo Alberto

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Coordinate: 37°30′34.16″N 15°05′19.28″E / 37.50949°N 15.08869°E37.50949; 15.08869

Il mercato di piazza Carlo Alberto (Fera 'o luni) antistante il santuario della Madonna del Carmine a Catania

Il mercato di piazza Carlo Alberto popolarmente chiamato Fera 'o Luni[1], cioè fiera del Lune o fiera del lunedì, è assieme alla Pescheria, il mercato più antico di Catania.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome verrebbe, secondo alcuni autori, dalla presenza di un tempio dedicato alla dea romana Luna (Diana)[2] o - dato l'articolo al maschile - al dio assiro-babilonese Luni[3], mentre popolarmente si diffuse la tradizione che il mercato fosse attivo soltanto il lunedì e da qui il nome. Curiosamente Luni è anche l'attuale nome di una colonia romana nota come Luna dedotta nel 177 a.C., alle foci del fiume Magra. Per tale colonia si è ipotizzata, tra le altre, anche l'origine dalla radice lun, che indicherebbe un ambiente paludoso come era appunto il territorio di Luni prima delle bonifiche romane. Nel caso della fiera di piazza Carlo Alberto si potrebbe avere una simile radice etimologica, considerando la notoria malaricità della piazza fino alle bonifiche del XX secolo e che a tutt'oggi non sono infrequenti allagamenti della piazza stessa.

Tuttavia lo storico mercato del Lune aveva sede nel Medioevo nella piazza antistante la facciata della regia cappella Santa Maria dell'Elemosina, ridottasi a seguito del piano di ricostruzione post-sismica a seguito del terremoto del Val di Noto del 1693 a un ridotto spiazzo stretto tra i palazzi barocchi, la fabbrica del Palazzo dell'Università e l'abside della medesima chiesa. La piazza era difatti chiamata Platea lo Foro o Foro Lunaris, e anch'essa era soggetta a stagionali allagamenti dovuti alla presenza del fiume Amenano, imbrigliato poi nel mulino Marletta, un tempo ubicato a sud della piazza, dov'è ancora oggi il palazzo omonimo. Ad ogni modo il mercato, dopo il detto sisma, cambiò la sua ubicazione e dallo spiazzo antistante la facciata della Regia Cappella, divenne inizialmente il Piano degli Studj (Piazza dell'Università)[4] per poi essere spostata nel 1832 in piazza Carlo Alberto, dove è tuttora ospitato.

La fiera che vi si svolge oggi è giornaliera, con la sola eccezione della domenica, ed ha un vasto assortimento di prodotti: dalla gastronomia all'abbigliamento, dai casalinghi ai prodotti etnici, fino all'ortofrutta e alla vendita di giocattoli. Il mercato negli ultimi decenni è diventato un vero crocevia internazionale, con commercianti - oltre che italiani - di origine africana e cinese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tuttavia oggi si tende a semplificare sempre più nel toponimo Fera.
  2. ^ Sui ruderi del tempio sarebbe sorta quindi la regia cappella di Santa Maria dell'Elemosina, oggi collegiata Giuseppe Rasà Napoli, Guida alle chiese di Catania, a cura di Lucio Cammarata, Catania, Tringale editore (ristampa anastatica del 1984), 1900, p. 90, SBN IT\ICCU\MOD\0403137.
  3. ^ Giuseppe Resina, K'atana, Tip. R. Scuderi, Catania, 1969.
  4. ^ Nella celebre incisione planimetrica firmata da Sebastiano Ittar viene specificato come a quel tempo (1832) il mercato si svolgesse in quella piazza.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Siciliana