Tremestieri Etneo

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Tremestieri Etneo
comune
Tremestieri Etneo – Stemma
Tremestieri Etneo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoSanti Rando (lista civica) dal 17-6-2015
Territorio
Coordinate37°34′32.52″N 15°04′23.52″E / 37.5757°N 15.0732°E37.5757; 15.0732 (Tremestieri Etneo)
Altitudine400 m s.l.m.
Superficie6,52 km²
Abitanti19 627[1] (31-8-2021)
Densità3 010,28 ab./km²
FrazioniCanalicchio, Piano
Comuni confinantiCatania, Gravina di Catania, Mascalucia, Pedara, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, Sant'Agata li Battiati
Altre informazioni
Cod. postale95030
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087051
Cod. catastaleL369
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantitremestieresi
PatronoMadonna della Pace

Santa Barbara

Giorno festivoLunedì dell'ottava di Pasqua
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tremestieri Etneo
Tremestieri Etneo
Tremestieri Etneo – Mappa
Posizione del comune di Tremestieri Etneo nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Tremestieri Etneo (Trimmisteri in siciliano[3]) è un comune italiano di 19 627 abitanti[1] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale territorio di Tremestieri Etneo, per le sue favorevoli condizioni ambientali e la centralità della sua posizione geografica, posta tra l'Etna e la città di Catania, è stato sede di nuclei abitati sin da tempi remoti. Di tale evenienza restano solo sparute tracce essendo state le altre, nella maggior parte, cancellate dai numerosi e ricorrenti eventi calamitosi, soprattutto di natura vulcanica e tellurica, che si sono abbattuti in ogni tempo sul territorio.

Confermano tale tesi i pochi ma significativi reperti archeologici, casualmente rinvenuti nel territorio, costituiti da spezzoni di sepolcri di terracotta, lucerne, vasellame, monete e piccoli utensili in metallo o in pietra, riferentisi, per lo più, al periodo romano e bizantino e, più raramente, a quello ellenistico.

Le prime citazioni scritte del toponimo "Tria Monasteria" si trovano in scritture pubbliche risalenti al periodo della dominazione normanna in Sicilia; la più antica è contenuta nel testo di un diploma del 1198, custodito nella biblioteca dei Benedettini di Catania.

Frequenti sono stati i terremoti e le lave che sin dalla preistoria hanno sconvolto e distrutto il territorio e l'abitato di Tremestieri. Per la violenza e gli ingenti danni provocati si ricordano le lave del 122 a.C., del 1381 e del 1444 ed i terremoti del 1169, del 1693 e del 1818.

Nonostante le frequenti e ripetute calamità dovute alle eruzioni, ai terremoti, alle micidiali epidemie ed alle ricorrenti avversità atmosferiche, alle quali seguivano spesso lunghi periodi di carestia, la piccola comunità di Tremestieri è sempre riuscita a risorgere ed a proliferare grazie alla indomita volontà di rinascita e allo spirito di attaccamento ai luoghi dei suoi abitanti perennemente corroborati da una radicata e profonda fede religiosa.

La crescita e l'importanza assunta dalla comunità tremestierese è indirettamente comprovata dalla bolla papale, emanata nel 1446 da papa Eugenio IV, con la quale la chiesa " de tribus monasteriis", che da tempo accoglieva anche i fedeli delle contrade circonvicine, fu elevata alla dignità parrocchiale.

Nei primi anni del XVII secolo l'abitato di Tremestieri contava una popolazione di oltre 1.200 persone e aveva ben sette chiese.

Nel 1641 il casale di Tremestieri, essendo stato venduto al ricco mercante genovese Giovanni Andrea Massa, venne staccato dalla giurisdizione demaniale di Catania a cui apparteneva sin dal periodo aragonese ed acquistò una propria autonomia amministrativa seppure alquanto condizionata da un anacronistico sistema di governo di tipo feudale.

Nel 1817, per effetto della riforma amministrativa introdotta in Sicilia dalla restaurata monarchia borbonica, fu abolito il sistema feudale e Tremestieri divenne Comune.

Le prime amministrazioni comunali, superando non poche difficoltà, soprattutto di ordine finanziario, riuscirono a realizzare un modesto programma di opere pubbliche volto, tra l'altro, a migliorare i collegamenti con i paesi confinanti ed alla costruzione del cimitero.

Nel 1874 al toponimo Tremestieri, la cui etimologia sembra derivare dalla corruzione del latino "Tria Monasteria", venne aggiunto l'aggettivo "Etneo" per distinguerlo da una omonima località nei pressi della città di Messina.

A partire dagli anni sessanta Tremestieri, (prima nella frazione Canalicchio, un'isola amministrativa posta a ridosso di Catania, e poi nel capoluogo e nella frazione Piano, distanti 9 chilometri circa dalla città), ha registrato un eccezionale sviluppo edilizio con conseguente aumento della popolazione da duemila abitanti degli anni cinquanta agli oltre 22.000 attuali.

Il fenomeno è stato determinato dalla concomitanza di una serie di fattori socio economici, quali la espansione urbanistica della città di Catania e la crisi del settore agricolo che ha fatto definitivamente tracollare la tradizionale economia del paese basata originariamente sulla viticoltura ed olivicoltura e, negli ultimi anni, sulla agrumicoltura.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Le emergenze architettoniche di Tremestieri degne di nota sono costituite dalle Chiese e da alcune ville padronali risalenti al XIX secolo disseminate lungo la via Etnea.

Interessanti da visitare sono i superstiti palmenti di cui era ricca la zona per la sua antica produzione vitivinicola.

Chiesa Madre di Santa Maria della Pace

L'antica chiesa Beatae Mariae de Tribus Monasteriis fu la più antica nel territorio del casale: la sua fondazione potrebbe risalire alla fine dell'età normanna (una sua campana reca la data del 1196 con su scritto: <faciunt verbum eius spiritum procellarum> che tradotto significa: <la furia della tempesta ascolta la sua voce>) ed è comunque attestata dall'alba del XIV secolo. 

Papa Eugenio IV, con propria bolla pontificia, nel 1446 ne sancì l'elevazione a parrocchia

 Nel 1571 vengono menzionati nella visita pastorale:

  • Una Vara di legno dorato
  • Una campana manuale per le cerimonie
  • un fonte battesimale in marmo bianco cipollino
  • Diversi altari, tra cui quello del Sacramento e Santa Maria del Rosario
  • Una Cappella dedicata alla Madonna della Pace <quod est attigua in detta Ecclesia>

Il documento ricorda anche l'antica confraternita della Madonna della Pace

Nel 1636 venne realizzato il Campanone della Matrice dedicato a Santa Barbara(patrona del paese) e suonò dal 22 Marzo 1636 (sabato santo)

L'antico Campanone si ruppe. Ne venne realizzato uno nuovo negli anni 80 del 900.

La Mezzana, dedicata alla Madonna della Pace(titolare della Chiesa Madre e Prima Patrona e Regina di Tremestieri) venne realizzata nel 1741 e venne incisa la seguente scritta:

<Ad te increatum verbum universitatis, ista confugit ut nolam hanc in tutelam eiusdem virginis matris sactorum omnium perfectam illesamque perpetuo custodis tempore sac don Domenico Battiato vicario anno salutis 1741>

Fu devastata dal sisma del 1693 e, conservando l'antico portale (1570), trasformata dapprima in cappella annessa alla attuale matrice e di recente in salone parrocchiale.

XVII - XIX (ricostruzione della Matrice)

La costruzione della Matrice (S. Maria della Pace), avviata alacremente subito dopo il terremoto del 1693, si protrasse poi lentamente fino al 1791, quando il tempio venne ultimato, e proseguì ancora fino all'alba del XIX secolo, quando venne completato il campanile, ma tosto parecchi danni le arrecò il terremoto del 1818, che richiesero ulteriori interventi.

Nel 1832 venne realizzato l'elegante Organo di Francesco Puglisi. Restaurato nel 2013 e successivamente nel 2018 con il restauro delle canne.

Ha nuovamente subito danni col sisma del dicembre 1990, cui sono seguiti i necessari lavori di consolidamento e restauro, recentemente conclusi: la chiesa è stata riaperta al culto il 23 giugno 2009.

Chiesa Santa Maria Immacolata

Realizzata nel 1630 per volere del canonico della cattedrale di Catania Don Francesco Di Stefano che trascorreva periodi di villeggiatura a Tremestieri. Tale circostanza è testimoniata dallo stemma del Di Stefano in marmo bianco, collocato sulla facciata della chiesa.

Esisteva già un'antica cappella dedicata principalmente alla Nunziata. Grazie al Di Stefano fu ampliata nel 1630

Al suo interno si possono ammirare diversi altari:

  • SS. Crocifisso
  • Sacro cuore di Gesù

Sull'altare maggiore della Chiesa è collocata una cappella dove è custodito il simulacro settecentesco della Madonna Immacolata. Venne eretta Parrocchia autonoma nel XIX secolo a seguito di una contesa con la Chiesa Madre che si opponeva a tale riconoscimento.

Chiesa Sant'Antonio di Padova

Risalente alla prima metà del 600. È una delle chiese più antiche del territorio di Tremestieri. Sulla campana media della Chiesetta, è riportata la data 1711.

Funzionò da Matrice dopo il terremoto del 1693 dato che subì meno danni. Vi è di fatto una scritta incisa nel rosone che campeggia la facciata che riporta tale circostanza. Al suo interno è visibile una nicchia con il simulacro di S. Antonio di Padova

Chiesa Santa Maria dell'Idria

Esistente già dal XVII secolo subì un importante intervento di restauro e di rifacimento della facciata. Al suo interno si può ammirare l'elegante altare maggiore che presenta il quadro della Madonna dell'Idria incorniciato da stucchi e sovrastato da un basso rilievo raffigurante il Cristo. Alla base della piccola Croce in pietra lavica, situata sulla parte sommitale del prospetto della Chiesetta è incisa la data del 1648 e sta ad indicare l'anno di ultimazione della costruzione che, come le altre chiese, sarà semidistrutta dal sisma del 1693

Chiesa Sant'Antonio Abate

Risalente al XVI secolo, oggi non più esistente. Si trovava in Via Etnea(nell'attuale territorio dove oggi sorge una piazzetta antistante la via Nociazze). L'unica testimonianza dell'antica Chiesa è una grossolana statuetta di pietra calcarea che raffigura S. Antonio Abate ed era posta verosimilmente in una nicchia della facciata che sovrastava il portale della Chiesa. Il reperto ha trovato posto nel cortile interno della Chiesa dell'Immacolata.

Chiesa Santa Maria dell'indirizzo

Anch'essa non più esistente. Esisteva già nel '600 e si trovava in Via Etnea, di fronte la via Marletta ove oggi sorgono delle case. Se non fosse per la citazione in alcuni documenti dell' archivio della Curia Arcivescovile di Catania e della Matrice, non si avrebbe più memoria di questa Chiesa.

Chiesa San Vito Martire

Si trova nel quartiere Immacolata ed è già testimoniata la sua esistenza già nel 600. Fu oggetto di restauro e di rifacimento della facciata. Presenta un portale in pietra lavica sovrastato da una piccola finestra. All'interno vi è un piccolo altare con l'immagine di San Vito Martire

Chiesa Santa Maria delle Grazie

Situata nella frazione Piano risale al XVII secolo. Esisteva già una preesistente cappella dedicata principalmente a San Rocco di cui ancora oggi si può ammirare una meravigliosa Tela del 600 all'interno della Chiesa. Fu ampliata nei primi del 600 e completata nel 1628, data scolpita su un arco in pietra lavica del campanile.

Fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1693 e fu riedificata subito dopo. Nella Campana grande è incisa la data 1730. Alla fine del 700 Piano contava 328 anime. Fu comprato nel 1693 un fonte battesimale in marmo della Chiesa Madre di Pedara

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Tra le manifestazioni di rilievo sono da segnalare:

  • La Festa patronale in onore della Madonna della Pace, che ha luogo la prima domenica in Albis e il lunedì successivo.

Il culto, dai tempi antichi, per la festa della Madonna della Pace è sempre stato per i Tremestieresi un punto fermo che con fede millenaria e fervore sempre nuovo, alla vergine della Pace si rivolgono per chiedere protezione e salvaguardia contro la furia del vulcano, la tempesta, la mallannata, la malvagita' dei tempi. Ogni anno, il lunedi' che segue la domenica in Albis, la comunita' Tremestierese, rinnova una tradizione antichissima, come lo dimostrano anche le testimonianze di documenti datati 1300. Caratterizzano la festa, la processione con la Vara della Madonna portata dai fedeli per le vie del paese, la tradizionale Cantata dei giovani delle parrocchie locali, la veglia per la pace ed i Vespri solenni. Viene svolta, anche una gara ciclistica per conferire l'ambito trofeo "Madonna della Pace".

Il profondo culto e la devozione dei tremestieresi verso i santi ed in particolare verso la Madonna della Pace, prima patrona del paese, si manifestavano spesso anche con lasciti a favore della chiesa madre e traspaiono dal contenuto di uno dei tanti atti notarili del tempo:

< item lego , e lega , lascio e lascia alla suddetta matrice chiesa di questa suddetta terra (di Trium monasterium) una chiusa in contrada di Sant'Antonio.... affine che danno i frutti annuali d'essa se ne comprasse dalli Rettori, seu maestri di opera di d.a Matrice Chiesa una torcia da accendersi nel giorno che si solennizza la festa della gran signora sotto il titolo della Pace e lo giro che la med.ma farà l'ottava di Pasqua di Resurrezione> (1745)

L'amministrazione comunale di solito elargiva un contributo a favore del comitato organizzatore per cui, il sindaco si premurava, A tempo debito, di richiedere la necessaria autorizzazione all'intendente :

<.... or essendo imminente la solennizzazione principale della festa della Santa Maria Vergine così mi fo caldamente pregarla onde benigna Arsi autorizzare la detta necessaria spesa per così potersi divotamente girare l'immagine di cui è cenno e venire esauriti i voti unanimi di questi amministrati... (16 marzo 1835)>

Il documento della visita pastorale del 1571 menziona la Cappella dedicata alla Madonna della Pace, contigua alla Chiesa Madre(oggi salone parrocchiale) e sono ancora ben visibili i simboli della sua prima destinazione: in alto la scritta <S. M. M. P.> che significa <Sancta Maria Mater Pacis> ed il rosone centrale, in pietra lavica con scolpita una colomba recante nel becco un ramoscello di ulivo, chiaro simbolo di Pace.

Si attesta già nel XVII secolo l'esistenza di un simulacro raffigurante la Madonna della Pace. Il simulacro, durante i festeggiamenti esterni, era ricco di numerosi ex voto che per mano di delinquenti furono rubati come le originali corone di argento dorato (come per Santa Barbara).

La Statua di artigianato locale è possibile ammirarla nella sua ritrovata bellezza nella Chiesa Madre ed è stata più volte oggetto di restauro

Esisteva già nel 600 una confraternita dedicata alla Madonna della Pace(detta Compagnia della Pace) e, come la confraternita del SS. Sacramento, era governata da tre rettori eletti rispettivamente la domenica di Pasqua e la Domenica in Albis attraverso una votazione segreta e sentito il parere del cappellano. I componenti della Compagnia della Pace vestivano <sacco et mantello ceruleo>. Essa, ovviamente, partecipava alla solenne processione in onore della Madonna della Pace che aveva luogo ogni anno la domenica in Albis.

Il pregevole Simulacro della Madonna viene portato su una macchina processionale(detta FERCOLO - in siciliano Vara) risalente al XVI secolo (menzionata nel documento della visita pastorale del 1571) e riporta la data <1852> nella parte sinistra interna che indica l'anno in cui fu portato a termine il restauro della sua parte superiore, la realizzazione del rivestimento in legno della parte inferiore e il montaggio delle ruote che risparmiavano ai fedeli il faticoso trasporto a spalla, in uso sino a quel momento. In tale occasione, sulla fiancata destra fu scolpita l'iscrizione <MARIA REGINA PACIS MATER NOSTRA> e su quella sinistra <AVE BARBARA PATRONA NOSTRA TIBI FIDELES DICANTUR>

In concomitanza della Festa, si svolgeva una fiera di bestiame che richiamava numerosi allevatori e commercianti dai paesi vicini e da Catania

  • Festa di Santa Barbara Vergine e Martire

Santa Barbara è considerata dai tremestieresi la Patrona di Tremestieri Etneo.

Il culto comincia ad affermarsi nel territorio di Tremestieri già nel XVI secolo. Il simulacro di Santa Barbara, come quello della Madonna della Pace, era ricco di ex voto. Una processione accompagna il giro cittadino con l'artistica "Vara" con la statua in legno della Santa. La festa si svolge in chiesa madre con un triduo di preparazione spirituale alla festa che si conclude la sera della vigilia della solennità liturgica, il 3 dicembre, con la processione della reliquia e la conclusiva svelata del simulacro, mentre il 4 avviene la processione esterna Con la Santa sul fercolo. Per la processione della reliquia solitamente arriva a Tremestieri Etneo il busto reliquiario di S. Barbara proveniente da Paternò, e a questa processione, non solo partecipano tutti i gruppi ecclesiali e le rappresentanze del comune, ma anche gruppi di preghiera e contraternite provenienti dai paesi vicini, ospiti per una sera nella comunità della parrocchia chiesa madre. S. Barbara inoltre, all'uscita della processione del 4 sera, viene accolta dall'omaggio dei vigili del fuocoo che con la loro auto botte, dalla cima della loro scala, lanciano sul fercolo petali di fiori durante il suono delle campane e lo sparo dei fuochi d'artificio tradizionali.

  • Il Presepe Vivente dal 1978 al 1999 e il Premio "Natale - Città di Tremestieri Etneo", concorso nazionale di poesia, avviato nel 1989 dall'allora parroco sac. Salvatore Consoli che ha da poco celebrato la XXX edizione, entrambi a cura della Chiesa Madre S. Maria della Pace.
  • La Sagra dell'iris e dell'Artigianato, durante la quale, oltre alla degustazione degli iris, è possibile visitare il tradizionale "Mercatino dei morti", esposizione fieristica di prodotti degli artigiani locali, carica di colori e ricca di ogni leccornie del periodo di festa e di oggetti per i più piccoli.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le due frazioni più importanti di Tremestieri Etneo sono Canalicchio (isola amministrativa) e Piano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La produzione tipica locale consiste principalmente nei prodotti dell'agricoltura quali agrumi, olive e uva da mosto ed artigianali costituiti da ricami e prodotti in pietra lavica.

Negli ultimi anni il settore edilizio ha subito un fortissimo impulso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 febbraio 1989 30 ottobre 1989 Salvatore Giuffrida Democrazia Cristiana Sindaco [5]
21 marzo 1990 10 luglio 1990 Giancarlo Manenti Comm. straordinario [5]
2 agosto 1990 7 maggio 1991 Andrea Messina Democrazia Cristiana Sindaco [5]
29 maggio 1991 22 maggio 1992 Natale Basile Democrazia Cristiana Sindaco [5]
22 maggio 1992 15 maggio 1993 Sebastiano Battaglia Democrazia Cristiana Sindaco [5]
15 maggio 1993 13 giugno 1994 Guido Costa Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Sindaco [5]
18 giugno 1994 8 giugno 1998 Guido Costa Alleanza Nazionale Sindaco [5]
8 giugno 1998 10 giugno 2003 Guido Costa centro-destra Sindaco [5]
10 giugno 2003 1º marzo 2008 Salvatore Giuffrida Unione di Centro, Forza Italia Sindaco [5]
1º luglio 2008 8 novembre 2011 Antonino Basile centro Sindaco [5]
8 novembre 2011 7 maggio 2012 Giovanni Puglisi Comm. straordinario [5]
21 gennaio 2012 23 giugno 2014 Concetta Rapisarda Basile Sindaco [5]
25 luglio 2014 14 giugno 2015 Antonino Lutri Comm. straordinario [5]
15 giugno 2015 in carica Santi Rando Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Tremestieri Etneo fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[6].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato italiano di Serie A milita dal 2012 il Canalicchio Catania Beach Soccer rappresentante la frazione di Canalicchio che appartiene al comune di Tremestieri Etneo. In più, sempre a Canalicchio, gioca l'"A.S.D. Canalicchio" che milita nel campionato di seconda categoria.

Tremestieri Etneo ha anche una squadra di volley femminile la Messaggerie Orizzonte Tremestieri che milita nel campionato nazionale di Serie B1. Mentre la squadra maschile di volley Algoritmi Tremestieri milita nel campionato nazionale di Serie B2.

A Tremestieri Etneo gioca la squadra di pallanuoto maschile Muri Antichi che milita Serie A2 Girone Sud.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 29 ottobre 2021. URL consultato il 7 novembre 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 666.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m http://amministratori.interno.it/
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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