Tremestieri Etneo

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Tremestieri Etneo
comune
Tremestieri Etneo – Stemma
Tremestieri Etneo – Veduta
Tremestieri Etneo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Catania-Stemma.svg Catania
Amministrazione
SindacoSanti Rando (FdI) dal 17-6-2015 (2º mandato dal 2-4-2021)
Territorio
Coordinate37°34′32.52″N 15°04′23.52″E / 37.5757°N 15.0732°E37.5757; 15.0732
Altitudine400 m s.l.m.
Superficie6,52 km²
Abitanti19 517[1] (30-6-2022)
Densità2 993,4 ab./km²
FrazioniCanalicchio, Piano
Comuni confinantiCatania, Gravina di Catania, Mascalucia, Pedara, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, Sant'Agata li Battiati
Altre informazioni
Cod. postale95030
Prefisso095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT087051
Cod. catastaleL369
TargaCT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantitremestieresi
PatronoSanta Barbara Maria Santissima della Pace
Giorno festivolunedì successivo alla domenica in albis
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tremestieri Etneo
Tremestieri Etneo
Tremestieri Etneo – Mappa
Tremestieri Etneo – Mappa
Posizione del comune di Tremestieri Etneo nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Tremestieri Etneo (Ṭṛimmisteri in siciliano[3]) è un comune italiano di 19 517 abitanti[1] della città metropolitana di Catania in Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale territorio di Tremestieri Etneo, per le sue favorevoli condizioni ambientali e la centralità della sua posizione geografica, posta tra l'Etna e la città di Catania, è stato sede di nuclei abitati sin da tempi remoti. Di tale evenienza restano solo sparute tracce essendo state le altre, nella maggior parte, cancellate dai numerosi e ricorrenti eventi calamitosi, soprattutto di natura vulcanica e tellurica, che si sono abbattuti in ogni tempo sul territorio.

Confermano tale tesi i pochi ma significativi reperti archeologici, casualmente rinvenuti nel territorio, costituiti da spezzoni di sepolcri di terracotta, lucerne, vasellame, monete e piccoli utensili in metallo o in pietra, riferentisi, per lo più, al periodo romano e bizantino e, più raramente, a quello ellenistico.

Le prime citazioni scritte del toponimo "Tria Monasteria" si trovano in scritture pubbliche risalenti al periodo della dominazione normanna in Sicilia; la più antica è contenuta nel testo di un diploma del 1198, custodito nella biblioteca dei Benedettini di Catania.

Frequenti sono stati i terremoti e le lave che sin dalla preistoria hanno sconvolto e distrutto il territorio e l'abitato di Tremestieri. Per la violenza e gli ingenti danni provocati si ricordano le lave del 122 a.C., del 1381 e del 1444 ed i terremoti del 1169, del 1693 e del 1818.

Nonostante le frequenti e ripetute calamità dovute alle eruzioni, ai terremoti, alle micidiali epidemie ed alle ricorrenti avversità atmosferiche, alle quali seguivano spesso lunghi periodi di carestia, la piccola comunità di Tremestieri è sempre riuscita a risorgere ed a proliferare grazie alla indomita volontà di rinascita e allo spirito di attaccamento ai luoghi dei suoi abitanti perennemente corroborati da una radicata e profonda fede religiosa.

La crescita e l'importanza assunta dalla comunità tremestierese è indirettamente comprovata dalla bolla papale, emanata nel 1446 da papa Eugenio IV, con la quale la chiesa " de tribus monasteriis", che da tempo accoglieva anche i fedeli delle contrade circonvicine, fu elevata alla dignità parrocchiale.

Nei primi anni del XVII secolo l'abitato di Tremestieri contava una popolazione di oltre 1.200 persone e aveva ben sette chiese.

Nel 1641 il casale di Tremestieri, essendo stato venduto al ricco mercante genovese Giovanni Andrea Massa, venne staccato dalla giurisdizione demaniale di Catania a cui apparteneva sin dal periodo aragonese ed acquistò una propria autonomia amministrativa, seppure alquanto condizionata da un anacronistico sistema di governo di tipo feudale.

Nel 1817, per effetto della riforma amministrativa introdotta in Sicilia dalla restaurata monarchia borbonica, fu abolito il sistema feudale e Tremestieri divenne Comune.

Le prime amministrazioni comunali, superando non poche difficoltà, soprattutto di ordine finanziario, riuscirono a realizzare un modesto programma di opere pubbliche volto, tra l'altro, a migliorare i collegamenti con i paesi confinanti ed alla costruzione del cimitero.

Nel 1874 al toponimo Tremestieri, la cui etimologia sembra derivare dalla corruzione del latino "Tria Monasteria", venne aggiunto l'aggettivo "Etneo" per distinguerlo da una omonima località nei pressi della città di Messina[4].

A partire dagli anni sessanta Tremestieri, (prima nella frazione Canalicchio, un'isola amministrativa posta a ridosso di Catania, e poi nel capoluogo e nella frazione Piano, distanti 9 chilometri circa dalla città), ha registrato un eccezionale sviluppo edilizio con conseguente aumento della popolazione da duemila abitanti degli anni cinquanta agli oltre 22.000 attuali.

Il fenomeno è stato determinato dalla concomitanza di una serie di fattori socioeconomici, quali la espansione urbanistica della città di Catania e la crisi del settore agricolo che ha fatto definitivamente tracollare la tradizionale economia del paese basata originariamente sulla viticoltura ed olivicoltura e, negli ultimi anni, sulla agrumicoltura.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

«Troncato semipartito: nel primo di campo di cielo, all'Etna al naturale, innevato sulla cima, fumante, col fumo posto in sbarra, di bianco; nel secondo di verde, alle tre chiese d'argento, ordinate in sbarra, munite di campanili posti due a sinistra, e quello della Chiesa in capo, a destra, la chiesa mediana più grande; nel terzo di rosso, all'ovale d'azzurro, caricato della lettera M della Beata Vergine Maria d'oro, ornata da dodici stelle d'oro, poste in cerchio, l'ovale accompagnato in punta da due rami di olivo verde, in decusse. Ornamenti esteriori da Comune.»

(D.P.R. 5 marzo 1984)

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa madre di Santa Maria della Pace, risalente forse al XII secolo e ricostruita dopo il terremoto del 1693
  • Chiesa Santa Maria Immacolata (1630)
  • Chiesa Sant'Antonio di Padova (prima metà del XVII secolo)
  • Chiesa Santa Maria dell'Idria, esistente già dal XVII secolo
  • Chiesa Sant'Antonio Abate, risalente al XVI secolo, non più esistente
  • Chiesa Santa Maria dell'indirizzo, non più esistente
  • Chiesa San Vito Martire, testimoniata già nel XVII secolo
  • Chiesa Santa Maria delle Grazie, situata nella frazione Piano e risalente al XVII secolo

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ville padronali ottocentesche lungo la via Etnea.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Antichi palmenti

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale della Madonna della Pace: domenica in albis e lunedì successivo
  • Festa di Santa Barbara Vergine e Martire
  • Presepe vivente (dal 1978 al 1999)
  • Premio "Natale - Città di Tremestieri Etneo", concorso nazionale di poesia avviato nel 1989
  • Sagra dell'iris e dell'artigianato

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le due frazioni più importanti di Tremestieri Etneo sono Canalicchio (isola amministrativa) e Piano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La produzione tipica locale consiste principalmente nei prodotti dell'agricoltura quali agrumi, olive e uva da mosto ed artigianali costituiti da ricami e prodotti in pietra lavica.

Negli ultimi anni il settore edilizio ha subito un fortissimo impulso.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 febbraio 1989 30 ottobre 1989 Salvatore Giuffrida Democrazia Cristiana Sindaco [6]
21 marzo 1990 10 luglio 1990 Giancarlo Manenti Comm. straordinario [6]
2 agosto 1990 7 maggio 1991 Andrea Messina Democrazia Cristiana Sindaco [6]
29 maggio 1991 22 maggio 1992 Natale Basile Democrazia Cristiana Sindaco [6]
22 maggio 1992 15 maggio 1993 Sebastiano Battaglia Democrazia Cristiana Sindaco [6]
15 maggio 1993 13 giugno 1994 Guido Costa Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Sindaco [6]
18 giugno 1994 8 giugno 1998 Guido Costa Alleanza Nazionale Sindaco [6]
8 giugno 1998 10 giugno 2003 Guido Costa centro-destra Sindaco [6]
10 giugno 2003 1º marzo 2008 Salvatore Giuffrida Unione di Centro, Forza Italia Sindaco [6]
1º luglio 2008 8 novembre 2011 Antonino Basile centro Sindaco [6]
8 novembre 2011 7 maggio 2012 Giovanni Puglisi Comm. straordinario [6]
21 gennaio 2012 23 giugno 2014 Concetta Rapisarda Basile Sindaco [6]
25 luglio 2014 14 giugno 2015 Antonino Lutri Comm. straordinario [6]
15 giugno 2015 in carica Santi Rando Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Tremestieri Etneo fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.7 (Colline litoranee di Acireale)[7].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel campionato italiano di Serie A milita dal 2012 il Canalicchio Catania Beach Soccer rappresentante la frazione di Canalicchio che appartiene al comune di Tremestieri Etneo. In più, sempre a Canalicchio, gioca l'"A.S.D. Canalicchio" che milita nel campionato di seconda categoria.

Tremestieri Etneo ha anche una squadra di volley femminile la Messaggerie Orizzonte Tremestieri che milita nel campionato nazionale di Serie B1. Mentre la squadra maschile di volley Algoritmi Tremestieri milita nel campionato nazionale di Serie B2.

A Tremestieri Etneo gioca la squadra di pallanuoto maschile Muri Antichi che milita Serie A2 Girone Sud.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT, 9 settembre 2022. URL consultato il 18 settembre 2022.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 666.
  4. ^ Variazioni di Nome o di Territorio dei Comuni dal 1 Gennaio 1872 al 11 Aprile 1880, in Popolazione. Movimento dello Stato Civile. Anno 1878. Parte Seconda, Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Direzione di Statistica, Roma, Tipografia Cenniniana, 1879, p.288. (copia digitale su Google Libri).
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m http://amministratori.interno.it/
  7. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 5 luglio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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