Biancavilla

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Biancavilla
comune
Biancavilla – Stemma Biancavilla – Bandiera
La Basilica di Maria Santissima dell'Elemosina
La Basilica di Maria Santissima dell'Elemosina
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Dr. Giuseppe Glorioso (centrosinistra) dal 24/06/2013
Territorio
Coordinate 37°38′43″N 14°51′49″E / 37.645278°N 14.863611°E37.645278; 14.863611 (Biancavilla)Coordinate: 37°38′43″N 14°51′49″E / 37.645278°N 14.863611°E37.645278; 14.863611 (Biancavilla)
Altitudine 513[1] m s.l.m.
Superficie 70,28 km²
Abitanti 24 011[2] (04-09-2015)
Densità 341,65 ab./km²
Frazioni Quartieri di: Badalato, Badia, Casina, Montalto, Sajola, Sberno, San Giuseppe, Sopra l'Orto, Spartiviale, Martina, Quattro Vanedde
Comuni confinanti Adrano, Belpasso, Bronte, Castiglione di Sicilia, Centuripe (EN), Maletto, Nicolosi, Paternò, Ragalna, Randazzo, Sant'Alfio, Santa Maria di Licodia, Zafferana Etnea
Altre informazioni
Cod. postale 95033
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087008
Cod. catastale A841
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Biancavillesi o Biancavilloti in siciliano
Patrono Santa Maria dell'Elemosina, San Zenone Martire, San Placido Abate e Martire.
Giorno festivo 5 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Biancavilla
Biancavilla
Posizione del comune di Biancavilla nella città metropolitana di Catania
Posizione del comune di Biancavilla nella città metropolitana di Catania
Sito istituzionale

Biancavilla (Biancavidda in siciliano[3]) è un comune italiano di 24.011 abitanti (dato aggiornato a settembre 2015) della città metropolitana di Catania in Sicilia. È uno dei paesi più grandi della provincia e insieme ad Adrano vivacizza la fascia occidentale dell'Etna,nonostante l'altitudine e il freddo invernale. Grazie appunto alla sua elevazione ed all'orografia del territorio circostante, in giornate terse e limpide il panorama visto da Biancavilla spazia dai vicini Nebrodi alle colline dell'alto Calatino.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 513 metri sul livello del mare, a nord-ovest della città di Catania, su di un lastrone magmatico che strapiomba sulla valle del Simeto a meno di 4  km in linea d'aria dal fiume.

È un comune appartenente al Parco dell'Etna ed è adiacente a quello dei Nebrodi e ciò le conferisce un panorama che spazia dall'alto calatino, fino alle cime settentrionali dei Nebrodi.

Il territorio del comune nel Parco dell'Etna

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale,ovvero la parte maggiormente abitata[4] si estende lungo una zona di bassa montagna in una zona boscosa mentre tutto il territorio generalmente condivide la sommità dell'Etna in un punto geometrico teorico con altri nove comuni, in direzione sud-ovest, fino al fiume Simeto, e scorre come una lunga colata lavica dalla sommità dell'Etna con un dislivello complessivo di oltre 3.000 metri. Comprende 3.830 ettari del Parco dell'Etna a cui partecipano altri 10 comuni pedemontani. Confina a nord-ovest con il comune di Adrano, a nord-est con Ragalna e Belpasso, a sud-est con quello di Santa Maria di Licodia e a sud-ovest con il comune di Centuripe.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

In base ai dati dell'INAF - Osservatorio Astrofisico di Catania il clima della cittadina è mediterraneo con caratteristiche continentali, con grandi estremi; la temperatura media nel mese di gennaio è di 4 °C, nel mese di luglio è di 19 °C con una media annuale di 12 °C.[5] Biancavilla è caratterizzata da: autunni fino a Novembre generalmente miti, ma che iniziano verso la fine del mese a portare pioggia e freddo; inverni abbastanza vari, con frequenti giornate di sole e clima molto mite, ma comunque con temperature minime generalmente fredde e con giornate di piogge o nevicate; le primavere inizialmente sono fredde anche con minime sotto lo zero,ma da Aprile sono tiepide e con abbastanza sole ma comunque con massime che raramente arrivano a 30 °C,mentre capita molte volte di imbattersi in veri temporali primaverili di grande intensità; infine le estati sono molto miti con temperature che nei valori estremi non arrivano solitamente oltre i 39 °C, e in questa stagione si hanno molte giornate di sole ma non è strano imbattersi in piogge,soprattutto durante i pomeriggi ad inizio e fine stagione. Le notti sono abbastanza fresche.

Biancavilla Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 9 13 13 19 18 23 25 26 19 18 12 9 10,3 16,7 24,7 16,3 17
T. min. mediaC) −1 4 1 5 8 11 14 14 11 10 7 1 1,3 4,7 13 9,3 7,1
Eliofania assoluta (ore al giorno) 5,2 5,7 5,8 7,6 8,9 10,2 11,5 10,9 8,6 6,3 6,0 4,9 5,3 7,4 10,9 7,0 7,6
Vento (direzione-m/s) NE
4,6
SW
4,9
NE
4,9
NE
4,7
NE
4,3
NE
4,1
NE
4,1
NE
4,1
NE
4,5
NE
4,5
SW
4,3
SW
4,8
4,8 4,6 4,1 4,4 4,5

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Ignimbrite di Biancavilla-Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ignimbrite di Biancavilla-Montalto.

Nelle vicinanze dell'abitato di Biancavilla, all'interno del Vallone San Filippo, a contatto con i cumulo - duomi del Monte Calvario, è presente il deposito lavico noto come ignimbrite di Biancavilla-Montalto, formatosi nel periodo pleistocenico a seguito di numerose stratificazioni eruttive dell'Etna.

Impatto ambientale[modifica | modifica wikitesto]

Per alcune sue modalità di cristallizzazione, di tipo asbestiforme, la fluoro-edenite presente nei depositi è oggetto di attenzione per la potenziale azione carcinogena, che si manifesta con lo sviluppo di mesoteliomi pleurici e peritoneali[6].

Lo sviluppo tumorale è confermato solo da alcuni "fattori ambientali vulcanici" ovvero una elevata concentrazione di alcuni elementi (HCO3- ,SO4, SiO4, silicato, X2-Si8O22(OH)2, Ca, Mg, F, Cl, B, Mn, Fe e V) nelle acque provenienti dalle falde del vulcano Etna[7], ed anche la concentrazione di altri elementi detti Inosilicati asbestiformi Anfibolici, classificati come Fluoro-edenite (NaCa2Mg5(Si7Al) O22F2) trovati nelle cave in aree vulcaniche di natura ignimbritica (cioè fibre nel sistema di fratture centrali con minerali ricchi di fluoro, innanzitutto presenti nei pori e cavità delle rocce ricche di fluoroapatite)[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del nome

Un gruppo di albanesi giunti in Sicilia dal XV secolo, a causa delle pressioni islamiste turche, decise di rimanere nella parte della Sicilia occidentale nel territorio sulle falde dell’Etna fondando nel 1482 una propria comunità chiamata prima Callicari[9], poi Casale dei Greci[10] e Albavilla, per giunger poi, per ultimo, dal 1599, a Biancavilla, forse in omaggio alla regina Bianca di Navarra.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Grazie all'abbondante presenza di sorgenti naturali e di grotte laviche, il territorio di Biancavilla fu abitato sin dal paleolitico superiore, dai Sicani prima, e dai Siculi dopo, come testimoniato dai reperti conservati presso il museo civico di Adrano[4] ritrovati in diversi siti archeologici esistenti anche all'interno dell'attuale centro abitato, ma fu successivamente abbandonato.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione dell'abitato risale al XV secolo, quando un gruppo di profughi albanesi[11][12] (vedi arbëreshë) provenienti dai Balcani, dall'Albania e successivamente dalla Morea, guidati da Cesare Masi, ottennero il permesso di abitare nel sito,[13], dal conte Gian Tommaso Moncada, il quale chiese ed ottenne la "licentia populandi" dai presidenti del Regno di Sicilia Santapau e Centelles. Detto privilegio venne confermato nel 1501 dal conte Guglielmo Moncada e nel 1502 dal figlio Antonio. Successivamente, nel 1504 i tre privilegi furono redatti in forma pubblica con un nuovo atto, firmato dal giudice Ferdinando Marchisio e dal notaio Luigi Passitano mentre è datata 1568, la conferma di D. Cesare, figlio di D. Francesco, primo principe di Paternò.

La colonia fu insediata nella zona allora chiamata Callicari o Poggio Rosso[14][15], luogo probabilmente dell'antica Inessa. Gli albanesi, professanti il rito greco-bizantino, portarono con sé l'icona della Madre di Dio dell'Elemosina, tuttora oggetto di speciale e ininterrotta devozione.

In pochi anni la colonia albanese crebbe, grazie alle condizioni di privilegio concesse dai feudatari Moncada, Principi di Paternò. Non si conosce molto sull'attività civile e religiosa della colonia, poiché gli albanesi non lasciarono nessuno scritto, tranne che si esercitò il rito greco per quasi un secolo e che quando non esistette più un sacerdote per officiare il rito, veniva un "papàs" tutti gli anni delle colonie albanesi della provincia di Palermo per amministrare la Pasqua ai fedeli secondo i propri riti.

Nel tempo la posizione geografica nonché la lontananza rispetto agli altri profughi albanesi portò probabilmente alla scomparsa e alla decadenza della componente originaria albanese a Biancavilla e a far prevalere così progressivamente la componente locale siciliana[16]. Biancavilla fu sempre compresa nel feudo di Adernò e nel XVI secolo è citato col nome di Casale dei Greci.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il culto di San Placido, Patrono della città, si diffuse a Biancavilla nel XVII secolo, quando l'abate del vicino monastero di Santa Maria di Licodia nel 1602 alla chiesa madre cittadina le reliquie del santo, il cui culto si era diffuso in tutta la Sicilia, a seguito del rinvenimento a Messina di numerosi resti di martiri nella chiesa di San Giovanni Battista.

San Placido fu dichiarato patrono e protettore della terra di Biancavilla, il 23 settembre 1709 dal vescovo di Catania Mons. Andrea Riggio, “per essere sfuggiti alla crudele strage (terremoto gennaio 1693 che distrusse Catania e tutta la Sicilia orientale) [...] perché in futuro (la terra di Biancavilla) non sia distrutta dall'eccidio del terremoto e [...] perché questa devozione rimanga salva nel ricordo dell'evento”.

Il Suo "patronato" si inserisce così a quelli più antichi "ab immemorabile" che la città ha riservato sin dalla sua fondazione alla Madonna dell'Elemosina e a San Zenone martire d'Arabia.

« Si sappia quanto amore è insito in me, verso la mia diletta Patria, la quale ho cercato di illustrare, colla speranza di trasmettere ai miei concittadini questo ardente amore, affinché sia loro incitamento a rendere grande e illustre la Città.(da Storia di Biancavilla, Gutenberg, 1953) »
(Placido Bucolo)

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del Seicento e del Settecento si forma una borghesia sufficientemente agiata, ma anche un forte bracciantato e un ceto contadino che si caratterizza per la forte politicizzazione, che sfociò nelle rivolte del 1848 e del 1860 per la questione delle terre demaniali. Biancavilla fu, infatti, uno dei comuni etnei più irrequieti, che prese parte a tutti i moti rivoluzionari e antiborbonici dal 1820 al 1860, evidenziando che la scena politica locale fu dominata principalmente dalla famiglia Biondi.

Il "Casino dei Civili" (oggi Circolo Castriota) fu simbolo contro cui si rivolse la rabbia popolare; le stesse caratteristiche ebbe la rivolta della "paglia" nel 1923. Nell'immediato dopoguerra si assistette ad un singolare avvenimento ricordato come "lo sciopero al contrario": ai contadini era stato intimato di lasciare alcune terre di proprietà del demanio, ma senza quelle terre tanta gente sarebbe stata costretta alla povertà; cosicché i contadini occuparono anche le terre fino ad allora lasciate libere, presidiandole con turni di lavoro anche notturni. Dopo qualche mese lo Stato, con decreto, lasciò quelle terre ai biancavillesi.

Il periodo successivo fu caratterizzato da eruzioni dell'Etna, da epidemie, dalla siccità e da diverse vicende belliche, che tuttavia interessarono solo marginalmente la città. La fortunata combinazione fu attribuita all'intercessione della Madonna dell'Elemosina. Il 3 ottobre 1948 l'icona della protettrice, venne solennemente incoronata con decreto del Ven.le Capitolo Vaticano, e il consiglio comunale deliberò l'atto di consacrazione della città alla Beata Vergine Maria dell'Elemosina.[17]

Oggi Biancavilla è un importante centro di produzione e commercio di mandorle, uva, agrumi, mele ortaggi e fichi d'India. Estesi sono i boschi ed i pascoli permanenti. Aziende artigiane operano nei settori alimentari, del vestiario, del mobilio, dei materiali da costruzione.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune

Lo stemma è composto dai seguenti simboli:

  • CORONA CIVICA: sormonta l'intero scudo e rappresenta la municipalità di Biancavilla ed il suo status di Comune autonomo sin dalla fondazione, avvenuta con i Privilegi dell'8 - 25 gennaio 1488.
  • SOLE RADIOSO: situato nella parte alta dello scudo ed immerso in un azzurro simboleggiante il cielo.
  • ZOLLA DI TERRA: situata in basso, simboleggia il territorio. Questo simbolo, assieme al sole radioso ed al cielo azzurro, esalta il significato di Callicari (antico nome di Biancavilla) che, per l'appunto, in greco significa bella contrada.
  • CAVALLO: rappresenta il cavallo dell'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. Inoltre, assieme al cipresso, rappresenta lo stemma gentilizio di famiglia del primo Capitano (Sindaco) albanese Cesare Masi.
  • CIPRESSO: simboleggia l'albero al quale, secondo un'antica tradizione albanese, Giovanni Castriota, figlio dello Scanderbeg, legò il cavallo del padre e salpò verso l'Italia portando in salvo la madre e la sua gente minacciati dall'invasore turco-musulmano Maometto II.
  • TORRE: merlata di tre pezzi e finestrata, il simbolo dei Signori del luogo, i Conti Moncada.
  • CROCE GRECA: riafferma l'appartenenza dei profughi albanesi alla religione cristiana di rito greco-ortodosso.
  • NASTRO D'ORO: sormonta la croce greca e reca la scritta Scanderberg che, in arabo, significa Alessandro il Signore o il Grande. Un omaggio al grande guerriero albanese Giorgio Castriota, strenuo difensore della fede cristiana.
  • CORONA DI CONTE: sormonta il nastro e la croce greca. Simbolo della Contea di Adernò, in onore del Conte Gian Tommaso Moncada che fece emanare dai Presidenti del Regno di Sicilia, Santapau e Centelles, l'8 gennaio 1488, il Privilegio che concedette ai profughi albanesi, capitanati dal nobile Cesare Masi, la terra di Callicari o Poggio Rosso. Nacque così Casale Dei Greci, oggi Biancavilla.

Nel gonfalone, lo stemma riprodotto su petto d'aquila rappresenta il simbolo dell'eroismo, quello dimostrato in sommo grado dallo Scanderberg (Giorgio Castriota), il quale non si piegò mai alla volontà dei nemici turchi e fu sempre vittorioso in tutte le battaglie contro di loro.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Le onorificenze assegnate alla città di Biancavilla in vari periodi sono elencate in:

Gran Croce Ordine delle Due Sicilie - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce Ordine delle Due Sicilie
Medaglia al merito del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito del lavoro
«segnalandosi nell'agricoltura, nell'industria, nel commercio, nell'artigianato -Presidenza del consiglio, 12-05-2008»
Medaglia al merito della Repubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito della Repubblica
«benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell'economia e nell'impegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari - Presidenza del Consiglio, 29 maggio 2009»
Medaglia d'oro per i benemeriti dell'Ambiente - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro per i benemeriti dell'Ambiente
«con le sfide ambientali dal Documento di sintesi sullo stato dell'ambiente in Italia, 2009 dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Presidenza del Consiglio, 28-10-2009»
Medaglia d'argento per i benemeriti della salute pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento per i benemeriti della salute pubblica
«Regione Siciliana Piano di contenimento e di riqualificazione del Servizio Sanitario Regionale - Presidenza del Consiglio, 21-04-2010»
Medaglia d'argento per i benemeriti della sanità pubblica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento per i benemeriti della sanità pubblica
«Piano Nazionale Integrato - Relazione annuale 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione - Presidenza del Consiglio, 30-09-2009»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le architetture religiose di Biancavilla sono state edificate principalmente in stile barocco siciliano, ma dal Settecento si determinò lo sviluppo ancora attuale, soprattutto nelle chiese dove è conservato la maggior parte del patrimonio artistico, con edifici risalenti ai primi dell'Ottocento ed altre architetture appartenenti alla fine del Novecento:

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Ville
  • Villa delle Favare, residenza signorile settecentesca ubicata al limite del centro storico nel quartiere "Casina", appartenuta al marchese Ugo delle Favare. Dopo anni di totale abbandono, la dimora gentilizia venne acquistata dal comune e quindi restaurata e nel 2008 riaperta al pubblico. Ospita delle sale per mostre, esposizioni, saloni di rappresentanza ed è sede della biblioteca comunale e del Gal Etna.
Palazzi
  • Palazzo Bruno, elegante edificio ottocentesco di via Vittorio Emanuele, casa natale del poeta Antonio Bruno.
  • Palazzo Portale-Cantarella, fine XIX - inizi XX sec, piazza Roma.
  • Palazzo Salomone, XVII secolo, dietro la Matrice.
  • Palazzo Ciraolo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Levi, XVIII sec, sopra ex-Arco Portale, oggi via Preside Caruso.
  • Palazzo Spampinato, XIX secolo, via Alcide De Gasperi.
  • Palazzo Giuliano, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Milone, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Portale-Ciraulo, XVIII secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Uccellatore, XVIII - XIX se., via Mongibello.
  • Palazzo Spina, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Sciacca, XIX secolo, via Vittorio Emanuele.
  • Palazzo Scaramelli, XIX secolo, Piazza Collegiata.
  • Palazzo Raspagliesi, XIX secolo, via Vittorio Emanuele. (luogo in cui è rimasta custodita fino al 1859 la Madonna Addolorata)

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Orto botanico
  • situato nell'omonima via, ospita numerose specie floreali
Mulini ad acqua
  • a valle del territorio di Biancavilla esistono, ormai dei ruderi, cinque mulini utilizzati sino alla prima metà del XIX secolo per macinare il grano e legumi per ottenere farina. Al mulino si trasformavano in farina anche i ceci, le fave e le lenticchie; con queste "farine particolari", in tempi di carestia si formava un impasto particolare che veniva consumato al posto del pane o della pasta, i famosi "frascatuli", in pratica la polenta siciliana. Di questi mulini sono intatti e visibili gli acquedotti, in lingua siciliana saje sovrastanti gli archi, che adducevano forzatamente l'acqua verso le pale dei mulini. Erano, a partire dal più alto in quota, i mulini di Rollo, della Fontanavecchia, dello Spasimo, di Mezzo e Ultimo o di Ciappe. Del mulino Rollo rimane ancora integra tutta la parte relativa all'acquedotto ed un accenno di quella che una volta era la stanza della macina, lo stesso si può affermare dei mulini di Mezzo, di Ciappe od Ultimo, del mulino della Fontana Vecchia esiste ancora solo il rudere della stanza della macina, purtroppo il mulino dello Spasimo è andato completamente distrutto, al suo posto oggi esiste un capannone per la lavorazione di marmi.[17][18]
Teatri
  • Teatro comunale La Fenice: situato lateralmente alla Chiesa Matrice è una struttura del Seicento con un ampie entrate principali, restaurata sul finire del XX secolo. Si svolgono gran parte delle manifestazioni culturali e delle rappresentazioni teatrali cittadine.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

La demografia ISTAT della città fino al 2011: Abitanti censiti[19]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

L'icona portata dagli esuli albanesi nel XV secolo di S. Maria dell'Elemosina, Patrona principale e Protettrice di Biancavilla

La Santa Pasqua, il giorno della Resurrezione di Gesù, si avvia con le celebrazioni liturgiche e la santa messa del mattino, e prosegue con la rappresentazione denominata A Paci.

L'icona dell'Angelo esce dalla chiesa dell'Annunziata accompagnata da musiche di banda e si reca nella Matrice verso la statua di Gesù. La statua dell'Angelo balla con dei frutti di fave (faviani) legati alla gamba destra e sfilano davanti a Lui la banda e le confraternite con in testa gli stinnardi. Di nuovo viene portato a spalla verso la chiesa dell'Annunziata dove incontra la statua della Madonna. Le due icone ritornano alla Matrice dove li aspetta la statua del Cristo resuscitato, che viene portata fuori. Proprio davanti alla chiesa incontra l'icona che ricorda le origini della Madre, portata dall'Albania[20][21].

Gastronomiche[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni gastronomiche tramandano la preparazione delle conserve, come le olive, i capperi e i carciofi sott'olio e sott'aceto preparate per le festività Pasquali. La tradizione è anche nell'uso dei buttigghi, una passata di pomodoro preparata tra agosto e settembre, fatta in casa, alla cui produzione partecipano tutti i componenti familiari[20]. Il Lunedì dell'Angelo segna la fine delle festività minori e viene festeggiata con la manciata, un fastoso pranzo tra amici e parenti, con doppi primi piatti, tripli secondi piatti a base di carne e i dessert.

San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno di San Martino si spilla il Vino novello prodotto dalle vendemmie dell'anno nei vigneti delle contrade a nord della città. Il vino locale (vinu de vigni) è prodotto ancora nei secolari palmenti ha una gradazione alcolica moderata, viene da cultivar di antico lignaggio, è di colore rosso cupo e rosato, denso e pastoso con profumi delicati non aspri. Viene maturato ancora in botti di rovere del XVI secolo[20]. La prima degustazione del vino avviene in boccali di terracotta, accompagnato da biscotti secchi (ad esse).

La Ciaramella per le novene

Le novene[modifica | modifica wikitesto]

In vari periodi, nei mesi di maggio, aprile e dicembre per tradizione i fedeli seguono una serie di Sante messe con gruppi di preghiera, chiamate novene. Questo periodo varia da una settimana ad un mese. Nei primi del Novecento, nel periodo natalizio si eseguivano le novene . Erano dei canti tradizionali che i suonatori di zampogna e ciaramella effettuavano presso gli altarini (simulacri dedicati alla Madonna) abbelliti con fiori di zàgara e arance. I canti perduravano per due settimane fino al Natale, ed erano propiziati con offerte devozionali[20].

I gruppi religiosi e le confraternite

  • Ordine Francescano Secolare
  • Gioventù Francescana
  • Ordine dei Frati Minori
  • Ordine Suore Clarisse
  • Figlie di Maria Ausiliatrice
  • Associazione "Ex Allieve"
  • Arciconfraternita "Santissimo Sacramento"
  • Arciconfraternita SS. Rosario
  • Arciconfraternita dei Bianchi
  • Associazione "Maria SS. dell'Elemosina"
  • Circolo "San Placido"
  • Confraternita San Giuseppe
  • Confraternita Sant'Antonio
  • Confraternita della Mercede
  • Confraternita Annunziata
  • Associazione "B.V.M. del Monte Carmelo"
  • Associazione "San Pasquale Baylon"
  • Confraternita S.Maria dell'Idria

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Fra le testate giornalistiche della carta stampata si annoverano: Biancavilla Notizie edita negli anni novanta dal comune, Bloc Notes della Pro Loco di Adrano, Symmachia dell'omonima associazione culturale.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni a Biancavilla sono nate varie emittenti radiofoniche come Top Etna Radio (FM 90.6), Radio K2 (FM 92.1), Radio Antenna1 (FM 95.4) e Radio Studio 88 (FM 87,5) con programmazione spalmata sulle 24 ore, occupando diverse fasce orarie con musica, sport, intrattenimento e notizie.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

La TV biancavillese Video Star, fondata nel 1986 si occupa di intrattenimento, notizie e quant'altro riguardi la città di Biancavilla, in tutti i suoi aspetti popolari e amministrativi. I servizi giornalistici e il palinsesto sono curati da professionisti dell'informazione. A seguire, nel 2013, è stata fondata una nuova emittente televisiva, "Yvii tv" che grazie ad una copertura regionale intrattiene il pubblico biancavillese e non solo.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Un'Icona bizantina della Madonna dell'Elemosina (o della Misericordia), che la tradizione ininterrotta vuole sia stata portata dai profughi albanesi, è detta "di San Luca" e ha il volto dal colorito bruno, insieme ad un reliquiario d'argento di san Zenone, ad una croce di legno, e una campana.[senza fonte]

L'abside della chiesa di Santa Maria dell'Elemosina, la principale del comune, ha interessanti affreschi storici-religiosi di fine Ottocento sulla vicenda della fondazione degli esuli albanesi che costruirono il centro. [senza fonte]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XVI secolo, mentre nasceva lo Studio orientato alle novità galileane e sperimentali, i Gesuiti giunsero in Sicilia e la riempirono di un'attenzione particolare che rese possibile il fiorire di numerosi collegi, tali da costituire la provincia gesuitica di Sicilia. I collegi dei capoluoghi siciliani furono elevati alla dignità di accademia, con l'insegnamento delle facoltà superiori di filosofia e di teologia e il conferimento del dottorato, dove dominante era la cultura umanistica, letteraria, filosofica e teologica. Nel Seicento le Accademie furono numerosissime e sorsero un po' ovunque: a Messina (gli Argonauti, Abbarbicati, Clizia, Fucina), a Catania (i Chiari, Incogniti, Informi, Cassinesi), Acireale (gli Zelanti, gli Intiepiditi, gli Intricati, gli Oscuri), Adrano (i Temperati), ad Agrigento, Biancavilla, Caltanissetta, Castelbuono, Naso (gli Audaci), a Modica ( gli Affumicati e poi Affocati ) a Pietraperzia (i Cauloniani), infine a Paternò (la Fenice e i Rinnovati). Proprio da questi ultimi e dagli Audaci nacque il pensiero di mettere in vivo le proprie opere attraverso la rappresentazione teatrale e la costruzione di un teatro che prese il nome di LA FENICE. La letteratura siciliana del Cinquecento pertanto non poteva che essere già profondamente inserita nel vasto ambito italiano, con personaggi attenti alle realtà culturali italiane.[22] Gli usi letterari dell'Aulico siciliano dominano nell'ambito lirico e in quello teatrale, la rappresentazione teatrale in tutti i suoi generi, dalla commedia alla tragedia al dramma pastorale al teatro comico, la tragedia sacra, il teatro gesuitico, il teatro spagnolo, il melodramma, e infine la commedia dell'arte in latino o in volgare, classica o contemporanea[23]

Teatro Spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro spagnolo si diffuse nel Regno di Napoli ed in Sicilia, con i testi, originali o tradotti, di Lope de Vega e Pedro Calderón de la Barca, caratterizzati da storie di fantasia, da colpi di scena, duelli, imboscate,da uno stile ricco d'iperbole e di metafore, di barocchismi e di alta raffinatezza. L'esperienza teatrale era molto diffusa nei paesi e si realizzava durante le feste patronali, a Natale, nelle principali ricorrenze religiose, oltre che in occasioni private. Vennero rappresentate commedie degli autori autori accademici siciliani, del catanese Squillaci, del siracusano Arezzo e del palermitano Pandolfo e del Belando (detto il Cataldo siculo). Altre opere dei commediografi Maiorana, del Cavanna e dell'Errico, nominate in La Babilonia distrutta, L'Occhiale appannato , Le Rivolte di Parnaso, Le Guerre di Parnaso, la tragedia Notte di Palermo e il melodramma La Dalila. Il teatro venne definito dalla critica del tempo come: ricco di decorazioni, sontuoso pei tempi e arricchito di tutti i più maravigliosi ordegni, un grande teatro moderno pubblico [23] ; ma purtroppo si rovinò con gli anni. Difatti per somma incuria e per mancati restauri venne abbandonato sino dalla metà del 'Novecento e riebbe i suoi fasti solo agli inizi del 2000 con un restauro integrale ad opera della pubblica amministrazione, che ad oggi ne fa il maestoso Teatro Comunale La Fenice.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Biancavilla ha una sua produzione di prodotti di pasticceria e gastronomia[24]; tra di esse sono lo Scumuni, il gelato tradizionale di cioccolato e zabaione; le Granite di fabbricazione artigianale, il biscotto ricoperto di cioccolata chiamato bersagliere, e prodotti dolciari da forno come iris e cornetti; le paste di mandorla prodotte con mandorle e zucchero, la pasticceria mignon e cioccolateria prodotta dai pasticceri del luogo, i Cannoli siciliani, con crema, ricotta e canditi; le torte alla crema, guarnite a crema pasticcera, gli arancini le pizzette e la scacciata, fatta con formaggio tuma, ed i mastazzoli, dolci siciliani fatti con ficodindia dell'Etna.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Feste patronali[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima settimana di ottobre, Biancavilla festeggia i suoi Santi Patroni. Altra festa per la Madonna dell'Elemosina (devozionale), di svolge l'ultima domenica di agosto.

San Placido, Patrono e Protettore di Biancavilla dal 1709 si festeggia il 5 e 6 ottobre di ogni anno.

n Zenone antico Patrono di Biancavilla si venera Il 14 febbraio, e il 2 ottobre.

Santa Maria dell'Elemosina, Titolare della Chiesa Madre, Protettrice e Regina di Biancavilla sin dalla fondazione, si festeggia l'ultima domenica di agosto e il 4 ottobre.

Settimana Santa[modifica | modifica wikitesto]
  • Le celebrazioni si aprono con la processione mattutina della Domenica delle Palme. Alle 19.00 viene rappresentata per le vie del centro storico la Via Crucis vivente che si conclude a tarda sera con la rappresentazione della Resurrezione.
  • Il Giovedì santo dopo la concelebrazione eucaristica "in coena Domini, si tiene la processione de I cruciddi, cioè la visita ai sepolcri delle chiese cittadine che si conclude in nottata.
  • Il Venerdì Santo, alle 6.00 del mattino, dalla chiesa del Purgatorio prende avvio la lunga processione del simulacro settecentesco in cera dell'Addolorata, che lungo il tragitto, fa sosta in tutte le chiese del centro urbano, nella Casa di riposo e nell'Ospedale biancavillese. La processione si conclude alle 13.00, allorquando all'interno della Chiesa Madre, la Madre Addolorata trova il Figlio morto. L'antico simulacro settecentesco del Cristo morto, dotato di arti snodabili e posto inizialmente su di una croce, nel tardo pomeriggio, al termine della solenne Azione liturgica della Passione nella Chiesa Madre, viene staccato dalla croce e deposto in un'urna, nel corso dell'antico rito chiamato per l'appunto "a scisa da cruci" ("la discesa dalla croce"). All'imbrunire prende avvio la processione dei Tri Misteri (dal 2008 inserita nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, istituito sotto l'altro patrocinio dell'UNESCO); il nome fu dato all'inizio del XVIII secolo, quando i simulacri che vi prendevano parte erano solo tre (il Cristo alla colonna, l'Ecce Homo e il Cristo morto), accompagnati dalle confraternite più antiche (quella del Rosario, dell'Annunziata e del SS. Sacramento). Nei secoli successivi sono divenuti sette ed, infine, otto (a partire dal 2010). Tutti gli otto fercoli vengono portati a spalla dai membri delle confraternite cittadine ed escono uno alla volta dalle chiese in cui sono custoditi durante tutto l'anno.
  • Il Sabato Santo, durante la veglia pasquale in Chiesa Madre, allo scoccare della mezzanotte e al canto del gloria, il simulacro del Cristo o insorge dall'altare maggiore o avviene la tradizionale "Cascata da tila". Contemporaneamente, nella chiesa dell'Annunziata si svolge l'antico rito della "Cascata da tila": il grande telone con i simboli della Passione che nasconde l'abside centrale della chiesa durante la Settimana Santa viene fatto cadere al suolo rivelando sull'altare maggiore la statua del Risorto.
  • La domenica di Pasqua i riti esterni della Settimana Santa si concludono con la processione per il cosiddetto "giro dei santi" dei simulacri del Cristo risorto (protagonista dell'ingresso in Chiesa Madre nella notte precedente e portato a spalla dai membri della confraternita del SS. Sacramento), della Madonna e dell'Arcangelo Gabriele (che escono dalla chiesa dell'Annunziata e sono portati a spalla dai membri della omonima confraternita): per due volte lungo il tragitto, nelle piazze Collegiata e Annunziata, le statue del Cristo e della Madonna vengono fatte avvicinare l'una all'altra fino a sfiorarsi simulando un "bacio" che sancisce il momento culminante della processione, chiamata della "Pace". Il simulacro dell'Angelo esce per primo di buon mattino dalla chiesa dell'Annunziata accompagnato dalle marce della banda e si reca nella Matrice, all'interno della quale è custodita la statua del Risorto. La statua dell'Angelo, adorna di fave (faviani), tipico frutto primaverile, viene portata in processione con la tradizionale andatura (la cosiddetta "ballata") ed è preceduta dalle confraternite Del Sacramento e dell'Annunziata con in testa i rispettivi stendardi. Dopo aver raggiunto la Matrice una prima volta, l'Angelo ritorna nella chiesa dell'Annunziata, dove incontra la statua della Madonna. I due simulacri ritornano quindi dinanzi alla Chiesa Madre dove li aspetta la statua del Cristo resuscitato, che viene portata sul sagrato, in piazza Collegiata. Proprio davanti alla chiesa avviene l'incontro con la Madre[20]. La processione prosegue per il giro dei santi.

Persone legate a Biancavilla[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Masi: (XV secolo), proveniente dall'Albania, fondatore e primo Capitano del Casale dei Greci.[25]
  • Michele Greco (XV secolo), fondatore e secondo Capitano del Casale dei Greci.
  • Giuseppe Tamo da Brescia, pittore settecentesco, sepolto nella chiesa dell'Annunziata;
  • Carlo Sada, valente architetto della fine dell'Ottocento; progettò numerosi edifici in Sicilia, tra cui il Teatro Massimo V. Bellini di Catania
  • Antonio Bruno (1891-1932), poeta poliglotta e scrittore futurista, fondatore a Catania della rivista letteraria Pickwick:
  • Francesco Fisichella (1841 - 1908), sacerdote ed insigne filosofo. Insegnò presso l'Istituto teologico di Messina.
  • Zenone Lavagna (Biancavilla, 14 febbraio 1863 – Palermo marzo 1900) è stato un pittore di notevole risalto italiano.
  • Salvatore Franco (1868 - 1934), sacerdote. Inventò il Calendario perpetuo meccanico con il quale, ancora oggi, si calcola l'intero anno liturgico: Pasqua, feste mobili, ecc. Per queste invenzioni ricevette diverse riconoscenze presso la città del Vaticano, e una medaglia d'oro all'Esposizione mondiale di Parigi del 1900.[26]
  • Giuseppe Coco (1936 - 2012), fumettista e disegnatore italiano
  • Alfio Cantarella (1941), batterista, manager e produttore musicale, che ha suonato nel gruppo Equipe 84
  • Dino Distefano (1974), matematico, informatico e professore universitario

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Biancavilla è un grosso centro agricolo della provincia catanese. Estesi sono soprattutto i boschi, date le vicinanze al parco etneo, ma non mancano i pascoli permanenti, e aziende artigiane che operano nei settori alimentari, come nella produzione e commercio di mandorle, uva, agrumi, fichi d'India; aziende del vestiario, del mobilio, dei materiali da costruzione e diverse concessionarie automobilistiche.

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

La varietà di arance rosse o Citrus x Sinensis, prodotte nel territorio

L'economia si basa principalmente sull'agricoltura; in particolare si producono ficodindia dell'Etna (ficurinnia) specialmente fioroni ottenuti da una seconda fioritura, sino agli anni settanta da mandorle dolci, le olive con la DOP Nocellara dell'Etna, le pregiate arance rosse, tarocchi e prodotti ortofrutticoli di notevole qualità. Ottima la produzione nel territorio di uve e vini da tavola come il pregiato Etna Rosso. La trasformazione dei prodotti avviene nei Palmenti e frantoi oleari del territorio a dare Olio d'oliva di qualità.

Sviluppato anche l'allevamento soprattutto di bovini, ovini, caprini e equini, dovuto alla presenza nel territorio di vasti pascoli a foraggio e fieno.

Fiere e mercati[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di aprile si teneva una fiera agricola, mentre nel mese di luglio si teneva una fiera dell'artigianato locale di ampio interesse artistico regionale[senza fonte]. Ogni mercoledì mattina si svolge il mercato settimanale locale.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il piano commerciale - turistico mette in evidenza numerosi centri di ristorazione nel territorio, centri di lavorazione artigianale della pietra lavica, lavorazione della ceramica e vendita varia di oggetti artistici.

Dagli inizi degli anni novanta vi si è sviluppato il settore turistico, con la pineta, estesa fino a lambire la località di Serra la Nave e l'Osservatorio Astrofisico dell'Università degli Studi di Catania (a quota 1750 m) ed i sentieri curati dall'Ente Parco dell'Etna[4]. Sono presenti diversi alberghi e dei B&B.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Strade extraurbane

Le strade extraurbane mettono in collegamento la città di Biancavilla con Catania ed i comuni pedemontani attraverso la SS 284 mentre il territorio a Nord-Ovest e Sud-Est verso le città di Adrano e Santa Maria di Licodia è collegato dalla SP 220-II, a Nord dalla SP 80 verso la pineta (in lingua siciliana: ò voscu) e la stazione turistica del versante Sud dell'Etna. A Sud dalla SP 44 verso la città di Centuripe (EN). Il territorio a valle, verso il fiume Simeto, è collegato tramite la SS 121, a destra verso le città di Regalbuto, Troina (EN) e Nicosia (EN) ed a sinistra verso le contrade Sferro e Schettino e la città di Paternò. Di recente costruzione la Circumvallazione Nord che collega velocemente Piazza Sgriccio con lo svincolo della SS 284.

Strade urbane

Le strade urbane della città di Biancavilla sono disposte a scacchiera, nella parte superiore il viale Cristoforo Colombo, (in lingua siciliana: circumvallazìoni) mentre nella parte inferiore le vie Innessa, viale Europa e via del Mietitore, (in lingua siciliana: quarteri spartiviali), assicurano la viabilità del perimetro della città biancavillese. Inoltre la via Cristoforo Colombo e la via Vittorio Emanuele, a sudest, confluiscono nella via Arti e Mestieri, collegando la SP 220-II, verso la città di Santa Maria di Licodia. Dalla SS 284, tramite la SP 80 si arriva a piazza Roma, centro cittadino con la superba Pontificia Basilica di Santa Maria dell'Elemosina, attraverso le vie Marconi, via Mongibello e via San Giovanni Bosco. La via principale è la via Vittorio Emanuele che da Sud-Est a Nord-Ovest, ha inizio dalla via Arti e Mestieri arrivando fino a piazza Scriccio, immettendo al viale dei Fiori verso la città di Adrano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città di Biancavilla è servita dai treni e dalle autolinee della Ferrovia Circumetnea (F.C.E.) che dal 1898 attua il collegamento[27] da e per Catania e verso Randazzo e Riposto. Il servizio ferroviario dispone di quattro stazioni in città: Poggio Rosso, Centro, Colombo e Pozzillo. Lungo via Cristoforo Colombo, invece, sono disposte le fermate del servizio gommato, con partenze mattutine e serali ad ogni ora. La linea ferroviaria nell'ultimo decennio è stata oggetto di ammodernamenti con interramento dei binari in galleria, nell'ambito del previsto potenziamento della Metropolitana di Catania tra il capoluogo e le città pedemontane[27]. Il servizio è svolto tramite la Direzione di Esercizio in via Caronda a Catania e le numerose stazioni locali. A valle il territorio è attraversato dalla dismessa linea delle Ferrovie dello Stato Motta - Regalbuto che supera il fiume Simeto, in contrada "Ponte Barca di Biancavilla", attraverso un ardito ponte in curva ad archi costruito nel 1904 in cemento armato[senza fonte].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 ottobre 1945 17 aprile 1946 Prof. Antonio Sangiorgio Democrazia Cristiana Sindaco
17 aprile 1946 25 aprile 1952 Farm. Salvatore Uccellatore Democrazia Cristiana Sindaco
25 aprile 1952 6 marzo 1953 Farm. Salvatore Uccellatore Democrazia Cristiana Sindaco [28]
20 marzo 1953 25 aprile 1956 Dott. Giosuè Leocata Democrazia Cristiana Sindaco
25 aprile 1956 25 aprile 1960 Giuseppe Pace Partito Comunista Italiano Sindaco
30 giugno 1960 giugno 1964 avv. Placido Laudani Democrazia Cristiana Sindaco
6 maggio 1989 23 febbraio 1990 Giuseppe Viaggio Democrazia Cristiana Sindaco [29]
23 febbraio 1990 16 aprile 1991 Andrea Laudani Sindaco [29]
31 gennaio 1992 10 gennaio 1993 Carmelo Nicolosi Democrazia Cristiana Sindaco [29]
4 settembre 1993 17 febbraio 1994 Marcello Merlo Partito della Rifondazione Comunista Sindaco [29]
4 dicembre 1994 14 dicembre 1998 Dott. Pietro Manna Democratici di Sinistra Sindaco
14 dicembre 1998 10 giugno 2003 Dott. Pietro Manna Democratici di Sinistra Sindaco [29][30]
10 giugno 2003 15 giugno 2008 Prof. Mario Cantarella Alleanza Nazionale Sindaco [31]
2 luglio 2008 26 giugno 2013 Dott. Giuseppe Glorioso centro-sinistra Sindaco [29]
26 giugno 2013 in carica Dott. Giuseppe Glorioso Partito Democratico Sindaco [29]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Biancavilla è recentemente gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'Accademia Sportiva Biancavilla nata nel 1965, dopo aver disputato per tanti consecutivi i campionati di Seconda Categoria, negli anni 90 venne promossa in Prima Categoria, rimanendoci fino alla sua scomparsa nel 2003.

L'A.S.D. Biancavilla è stata la prima squadra biancavillese a raggiungere prima il campionato di Promozione a fine della stagione 2006-2007 per poi raggiungere l'Eccellenza a finire della stagione 2007-08, la squadra fondata nel 2005, era partita dalla Terza Categoria, ha giocato nel massimo campionato regionale per due anni consecutivi ad ottimi livelli prima che la squadra con tutta la sua dirigenza decidesse di trasferirsi ad Adrano con il nome di Biancadrano, l'anno dopo Adrano; infine, a partire dal campionato 2012-2013, la squadra è stata ceduta ad una cordata di imprenditori di Paternò.

L'A.S.D. Cometa Calcio Biancavilla 1990 (Dopo aver cambiato nome e presidente riconosciuta come: A.S.D. Calcio Biancavilla 1990) gioca nel campionato di Promozione, nel 2015/2016 arrivando prima in campionato è approvata così in Eccellenza. È stata cinque stagioni associata al C.S.I., ufficialmente dal 1990 associata alla F.I.G.C..

Infine ci sono l'A.S.D. Atletico Biancavilla in Seconda Categoria e l'A.C. Real Biancavilla in Terza Categoria.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Molto praticata è l'atletica leggera che con diverse associazioni ha raggiunto livelli eccezionali[senza fonte] con la Marathon Club. L'unica infrastruttura sportiva comunale a disposizione per il calcio, l'atletica e il tennis è lo Stadio Comunale Orazio Raiti nato negli anni '70 del ventesimo secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La città (Comune di Biancavilla)
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, UTET, 2006.
  4. ^ a b c Provincia Reg. Catania, pianificazione Territoriale,Cap. I-IX-XII
  5. ^ Medie che riguardano i confini urbani, poiché le differenze termiche rilevabili ai margini della piana di Catania ed ai 3.300 metri del cratere sono ovviamente considerevoli in tutte le stagioni.
  6. ^ Soffritti M., Minardi F., Bua L., Esposti D., Belpoggi F.(2000),First experimental evidence of peritoneal and pleural mesotheliomas induced by fluoro-edenite fibres in Etnean volcanic material from Biancavilla (Sicily, Italy), European Journal of Oncology
  7. ^ note: da S Giammanco, M Valenza, Pignato S, Giammanco G.(1996) Concentrazioni di Mg, Mn, Fe, e V nelle acque sotterranee del Monte Etna (Sicilia), Ricerca sulle Acque
  8. ^ Note: da S. Tagliani,(2006),Caratteri minero-genetici degli anfiboli fibrosi di interesse ambientale presenti nell'area di Biancavilla (CT, Italia), Univ. La Sapienza, Dip. Sci. Terra, Roma
  9. ^ In una lettera del 20 aprile 1542, con cui il vescovo latino permetteva al prete albanese Papodato Andrea di celebrare una messa greco-ortodossa, fuoriesce il nome "Casalis Callicaris".
  10. ^ Gli albanesi venivano scambiati abitualmente per greci per la lingua greca utilizzata nel loro rito orientale ortodosso e per questo chiamati greco-albanesi, termine improprio ancora oggi spesso utilizzato.
  11. ^ Biancavilla, comunità fondata dagli albanesi, guzzardi.it. URL consultato l'8 luglio 2016.
  12. ^ Gli albanesi e Callìcari, l’Icona e Niger: ipotesi suggestive sulle nostre origini, biancavillaoggi.it. URL consultato l'8 luglio 2016.
  13. ^ Assai prossimo all'antica città di Adernò (oggi Adrano).
  14. ^ Filadelfio Mugnos, Teatro genealogico delle famiglie nobili di Sicilia, Palermo, 1647. URL consultato 1º settembre 2010
  15. ^ Comune di Biancavilla, La città e la storia - Sito Ufficiale - URL consultato il 1º settembre 2010
  16. ^ Il ricordo dell'origine albanese si riscontra oggi in alcune parole degli abitanti e in alcuni loro cognomi, nella toponomastica (es. Via Albania) e nella devozione dell'icona di Maria SS dell'Elemosina.
  17. ^ a b Placido Bucolo,Storia di Biancavilla, Gutenberg,1953.consultato il 1º settembre 2010
  18. ^ Enzo Meccia - I mulini ad acqua di Biancavilla - Biancavilla Notizie nº31 agosto 1991 - consultato il 5 ottobre 2010-
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ a b c d e Sicilia e Folclore -Tradizioni popolari dell'Isola - URL consultato il 10 settembre 2010
  21. ^ Visita delegazione con corteo dell'Eparca degli albanesi di Sicilia (Eparchia di Piana degli Albanesi) a Biancavilla. Gli incontri tra le due comunità dal 1961 al 2011.
  22. ^ G. Nigido Dionisi, L'Accademia della Fucina di Messina (1639-1678) nei suoi rapporti con la storia della cultura in Sicilia Cenni biografici, indicazioni e bibliografia, Catania, ed. Giannotta, 1903 - consultato nel dicembre 2010
  23. ^ a b G. Isgrò, Festa citazione : tra gli autori degni di essere ricordati citeremo Giattino, Eredia e Glozio, i catanesi Squillaci, Capaccio, il messinese Musarta, il siracusano Arezzo, Fiorito, Mazara.- consultato nel dicembre 2010
  24. ^ Salvatore Farina, Dolcezze di Sicilia. Arte cultura storia tradizioni e ricette dei dolci e della pasticceria di Sicilia, Lussografica, 2009. ISBN 88-8243-214-9
  25. ^ Catanomastica - Biancavilla, la meridiana bizantina, in Vivi Catania, 13 maggio 2015. URL consultato il 2 novembre 2016.
  26. ^ Ignazio-Burgio, Il restaurato orologio solare di Salvatore Franco, su ipercultura.com. URL consultato il 2 novembre 2016.
  27. ^ a b Ferrovia Circumetnea Catania, La storia dei treni,- F.C.E. M - URL consultato il 10 settembre 2010
  28. ^ Note : venne rieletto il 25 aprile '52 e mori il 6 marzo'53, stroncato nella notte da un infarto del miocardio.
  29. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  30. ^ Note : Lascia la carica nel 2003 in seguito a regolari elezioni, da www.comune.biancavilla.cte-egov.it - URL consultato nel dicembre 2010.
  31. ^ Note : Lascia la carica nel 2008 in seguito a regolari elezioni, da www.comune.biancavilla.cte-egov.it - URL consultato nel dicembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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