Zampogna

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando lo strumento musicale a canne privo della sacca di accumulo dell'aria, vedi Flauto di Pan.
Zampogna
Sommer, Giorgio (1834-1914) - n. 2796 - Zampognari.jpg
Informazioni generali
Origine Italia
Classificazione Aerofoni a serbatoio d'aria
Uso
Musica folk
Zampogna romana alla serrese durante la festa di San Rocco a Pazzano (RC)
Duo di Zampogna e pipita in Calabria

La zampogna è un antico strumento musicale in uso ancora oggi nell'Italia centrale e meridionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ritenuta, nell'antichità classica, esito della trasformazione del flauto, o siringa, del dio Pan. In latino si chiamava "utricularium" e tra i suonatori dell'antichità si annovera l'imperatore romano Nerone. Dal medioevo all'età moderna si diversificò in varie tipologie territoriali, tra cui la cornamusa scozzese e irlandese, a insufflazione (immissione di aria in una cavità, un otre di pelle nel caso specifico) indiretta, la musetta francese e la piva. La zampogna ha antiche origini: è probabile una sua discendenza dagli "auloi" greci, si conoscono due tipi diversi di zampogna: una con canne di melodia di diversa lunghezza ed un'altra con canne di uguale lunghezza collegate ad un otre di pelle. La sua funzione è quella di scandire i momenti salienti dell'anno agricolo, secondo l'arcaico calendario stagionale. Essa viene generalmente protetta dal malocchio con vari amuleti, quali nastri, fiocchi rossi e cornetti aventi un significato apotropaico. Il suo repertorio è costituito da tarantelle, pastorali ed accompagnamento al canto.[1][2]

Organologia[modifica | modifica wikitesto]

La zampogna è un aerofono a sacco dotato da 4-5 canne che vengono inserite in un ceppo dove viene legata l'otre. Solo 2 canne sono strumento di canto mentre le altre fanno da bordone (suonano una nota fissa). Le canne terminano con delle ance che possono essere singole o doppie, tradizionalmente realizzati in canna (recentemente anche in plastica).

La sacca di accumulo dell'aria (otre) è realizzata con una intera pelle di capra o di pecora (utricolo) (oggi anche da altri materiali o da una camera d'aria di gomma), nella quale il suonatore immette aria attraverso un insufflatore (cannetta o soffietto) che mette in vibrazione le ance innestate sulle canne melodiche: sempre due, quella destra per la melodia, quella sinistra per l'accompagnamento e nei bordoni detti basso e scantillo.

Le zampogne del basso Lazio (Ciociaria, Valle di Comino), del Molise (Scapoli, Castelnuovo al Volturno e San Polo Matese), della Basilicata e della Sicilia (Siracusa Agrigento Palermo) sono costituite con ance doppie, mentre nella "surdulina" tipica di Basilicata e nord Calabria (soprattutto nei paesi di origine Arbereshe) e nella ciaramella del Catanzarese e la ciaramèddha di Reggio Calabria, Agrigento, Catania e Messina si usano le ance semplici oppure le "cannizzole" (canne intere a sezione molto piccola).

Esiste una grande varietà nella lunghezza dei diversi tipi di zampogne. Mentre nell'Italia meridionale, l'unità di misura utilizzata per indicare la lunghezza della zampogna è il "palmo", nell'Italia centrale la misura (e quindi la tonalità) dello strumento viene indicata, in modo alquanto insolito, con un numero (ad es. 25) corrispondente alla lunghezza in centimetri del fuso della ciaramella corrispondente.

Ferdinando Scopacasa (1918-1986): detto u Capu zona, è stato uno dei più famosi suonatori di zampogna (ciarameglia) dell'intera provincia di Reggio Calabria. Celebri le sue esibizioni presso il Santuario della Madonna di Polsi.[3] Due esponenti delle famiglie storiche di zampogna calabrese di suonatori e costruttori, Pasquale Raffa di Cernatali di San Giorgio Morgeto, Bruno Tassone di Spadola, piccolo centro delle serre Vibonesi.[4]

Zampogna per regione[modifica | modifica wikitesto]

Zampogna in Abruzzo, nel Molise e nel Lazio[modifica | modifica wikitesto]

La zampogna a chiave e la zampogna zoppa sono zampogne con ancia doppia, hanno 4 canne, due bordoni senza fori un bordone lungo e uno corto e due canne di melodia, la dritta e la manca[5]. Nella suonata può essere accompagnata dalla ciaramella (che ha misure variabili da 21 a 32)[5].

  • Zampogna a chiave molisana-laziale[6] (Molise, Lazio e Abruzzo): Le canne di melodia sono intonate a distanza di ottava.
  • Zampogna zoppa molisana-laziale (Molise, Lazio e Abruzzo):[7] Le canne di melodia sono intonate a distanza di terza.
  • Ciaramelle di Amatrice (Lazio)

Zampogna in Campania[modifica | modifica wikitesto]

In Campania viene nominataa: suoni, sampugne, zampogna, zamprogna o ciaramedde.

  • Zampogna a chiave campano-lucana (Campania[8]): Zampogna a chiave di media grandezza con pelle di capra e pelo interno con due canne di canto e due bordoni tutti con ance doppie[9]. Le canne si chiamano destra o dritta o ritta, poi c'è la mancina o manca o chiave; il bordone maggiore si chiama trombo o contra e il bordone minore fischietto o moschetto o scandillo[9].

Le dimensioni delle zampogne nel Cilento vengono misurate in palmi (ottava parte della canna - 26,5 cm - che è pari a 212 cm) mentre nel Sannio e nel casertano in centimetri[9]. Viene suonata insieme alla Ciaramella[9].

  • Zampognella: piccola zampogna per far apprendere i bambini[10].
Tipo di zampogna Tipo di ciaramella
4 palmi 4 palmi
5 palmi 5 palmi
3 palmi 3 palmi
6 palmi 3 palmi
3 palmi e mezzo 3 palmi e mezzo
2 palmi e mezzo 2 palmi e mezzo

Fino al 1996 la presenza di zampognari era attestata a[9]:

  • Provincia di Salerno
    • Auletta
    • Buccino
    • Buonabitacolo
    • Caggiano
    • Cannalonga
    • Celle di Bulgheria
    • Collliano
    • Contursi
    • Monte San Giacomo
    • Montesano sulla Marcellana
    • Palomonte
    • Polla
    • Sala Consilina
    • San Giovanni a Piro
    • San Gregorio Magno
    • Sassano
    • Senerchia
    • Sicignano degli Alburni
    • Teggiano
    • Trentinara
    • Valva
  • Provincia di Caserta
    • Arienzo
    • Cervino
    • Lusciano
    • Maddaloni
    • Marcianise
    • Portico di Caserta
    • San Felice a Cancelli
    • Santa Maria a vico
    • Trentola
  • Provincia di Benevento
    • Arpaia
    • Baseline
    • Benevento
    • Bucciano
    • Durazzano
    • Lusciano
    • Pietrelcina
  • Provincia di Avellino:
    • Monteforte Irpino

Zampogna in Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

In Basilicata la zampogna si chiama: zambugnë, zambognë, i suoni o i suoni a chiave mentre tra le comunità albanesi della regione: karramunxa, qavina e tercarolla. É uno strumento solista[11]

  • Zampogna a chiave campano-lucana è una zampogna ad ancia doppia composta da 4 canne tutte diseguali con otre in pelle di capra. Viene denominata a chiave poichè la canna "sinistra" ha un "coperchio" che copre la chiave di metallo con cui si chiude l'ultimo foro di forma conica della canna sinistra. La campana è di tipo semiaperto e con il suo scorrimento si puà variare l'intonazione del bordone[11].

La canna destra si chiama destra o canto o maschio, la sinistra manca o mancina o femmina, il bordone maggiore trumm o trombo mentre il bordone minore shcandillë o fischio. La campana del bordone si chiama caziett o calza. Sulla zampogna sono presenti fori digitali (4 sulla canna sinistra 5 sulla canna destra) e di accordatura (nella campana e sul coperchio)

  • Surdulina calabro-lucana (Calabria e Basilicata) è una zampogna ad ancia semplice diffusa nel Pollino; Meno diffusa di quella a chiave a causa di un suono percepito "arcaico". Ha due canne e due bordoni. La campana non ha l'incavo del padiglione. Ogni canna ha 4 fori digitali, la canna destra ha anche un foro di intonazione. É l'unica zampogna italiana ha poter suonare staccate e pause a causa della zeppatura della canna sinistra. Ha la stessa nomenclatura della zampogna a chiave[12].
  • Zampogna a chiave Modello 25 (Caserta)[3]

Zampogna in Puglia[modifica | modifica wikitesto]

In Puglia la zampogna è di recente importazione.

  • Zampognari del Gargano (Puglia)

Zampogna in Calabria[modifica | modifica wikitesto]

La Zampogna detta anche in dialetto calabrese Ciarameddha o Ciarammeddhra o Ciaramida viene usata per suonare motivi pastorali, sonate a ballu, fanfarre o canti ad aria[13]. Si declina in 4 versioni principali e diverse sottovarianti nell'area calabrese:

  • Zampogna a paru
    • piccola
    • grande
  • Zampogna a chiave
    • Romane
    • Mezzette
    • Chiave sana
  • Zampagna a moderna
  • Surdulina
  • Zampogna a chiave calabro-lucana
  • Zampogna nostrale o conflentana

I modelli scalari per la zampogna sono due: uno per la versione surdulina / a paro e uno per la zampogna a chiave e moderna.

Zampogna a paru[modifica | modifica wikitesto]

Nè esistono due modelli: piccola o gridazzara e grande o stifetta[14]. É di medio-grandi dimensioni con ance semplici con taglio verso l'alto è diffus a al sud, con ance doppie nell'area settentrionale o miste nell'area centrale[14].. Le canne sono o 4 o 5 di forma cilindro conica e padiglione a campana eccetto una. La quinta canna o zumbeco, ove presente fa da bordone maggiore ed ha una lunghezza pari a quella delle canne melodiche[14].

Zampogna a chiave delle Serre[modifica | modifica wikitesto]

La Zampogna a chiave delle Serre[17] prende il nome dalla chiave metallica presente nella canna melodica denominata sinistra[14]. Originaria dell'area delle Serre Calabresi,[18] nata nell'Ottocento e diffusa nella Provincia di Vibo Valentia, in gran parte della Provincia di Catanzaro, nella parte settentrionale della Provincia di Reggio Calabria e in una piccola area intorno a Rogliano in Provincia di Cosenza. È presente in diversi modelli i cui nomi e caratteristiche possono variare dalla zona di costruzione; le principali sono: le zampogne a chiave di tipo romani, di tipo menzetti o mezza chiave (numero 9) e a chiavi sana (numero 12)). I diversi modelli sono da usare in abbinamento al tipo di ciaramella, rispettivamente: quartina, normale e a chiave sana[14].

località Modello Numero
Serra San Bruno (VV) romane 6
Serra San Bruno (VV) mezzette o mezza chiave 9
Serra San Bruno (VV) a chiavi sana 12
Guardavalle (CZ) mezzette 14
Guardavalle (CZ) supermezzette 16
Olivadi (CZ) romane  ?
Olivadi (CZ) mezzette  ?
Mesoraca (KR) mezza chiave o mezze cornette  ?
Mesoraca (KR) 3/4 di cornette  ?
Mesoraca (KR) chiavi' nteri o cornette 15-16
Serra San Bruno (VV) nome? (Modello estinto) 18

La zampogna a chiave ha 5 canne di cui 4 con cameratura conica e padiglione a campana mentre una, corrispondente al bordone maggiore ha cameratura cilindrica[14]. I nomi della canne sono: destra, manca che viene chiusa con una chiave metallica, la più piccola cardìu (in italiano: cardellino), terza o masculu ed infine trumbuni per le note basse e per dare la tonica della scala. Possiede una chiave per poter raggiungere una nota che col dito non riuscirebbe a raggiungere[19].

  • Zampogna "a moderna" diffusa nell'area dell'Aspromonte greco. Ha medie dimensioni con un'ancia semplice con taglio dal basso verso l'alto e con 5 canne. La canna a destra viene denominata piccola o primetta

La canna melodica a sinistra detta anche la prima o la grande è la canna più lunga dello strumento. Secondo Leydi, questo tipo di zampogna corrisponde ad una zampogna a paro in cui la canna melodica sinistra è sostituita da una canna più lunga. Secondo Ahrens però essendoci prove dell'uso di questo tipo di zampogna sin dall'inizio del XX secolo non si può essere sicuri sulla collocazione storica musica della "moderna" in relazione a quella "a paru" e "a chiave"[14]. Il bordone maggiore è lo zumbeco, il bordone medio è la quarta ed infine il bordone minore è il: cardillo.

Surdulina[modifica | modifica wikitesto]

É di dimensioni medio-piccole con 4 canne (raramente 5 o 6) con ance semplici con taglio dall'alto verso il basso[21]. Le due canne melodiche (destra e manca o due mamme o cornette) sono di forma cilindrica, hanno 4 fori e sono lunghe uguali[21]. Ci sono poi due bordoni: maggiore (trombone, trummuni, bufi o scuordo) e minore (terzino, fischietto, frischiettu, scandrigli)[21] Le surduline in Calabria, secondo gli studi di Vincenzo La Vena sono di 4 tipi[21]:

  • Surdulina I
  • Surdulina II
  • Stifetta
  • Conflentana (Zampogna di Conflenti) o Zampogna nostrale: diffusa nell'area del Reventino e della pre-Sila catanzarese.

Altre[modifica | modifica wikitesto]

  • Zampogna a chiave calabro-lucana diffusa in tutta l'area del Pollino, in origine era uno strumento solista, oggi con le innovazioni dello zampognaro Lanza e i più frequenti contatti con altre aree della Calabria viene suonata anche con la ciaramella[22][23].

Inoltre vi sono altre tipologie di zampogne meno diffuse: la Stifette e le Cornette nell'area di Mesoraca, in Provincia di Crotone e i Terzaroli nell'area di diffusione della Zampogna a chiave delle Serre.

Zampogna in Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

  • Zampogna a chiave di Monreale (Palermo)
  • Zampogna a paru siciliana[24]


Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della zampogna ha un metodo estremamente artigianale, ed ogni laboratorio ha delle sue particolari misure che generano zampogne uniche. Per costruire una zampogna a chiave viene usato legno stagionato due anni d'acero, ciliegio, bosso, ulivo, pero selvatico, cipresso, sorbo e arancio preso dal tronco dell'albero[25]. Il legno viene poi tagliato longitudinalmente in 4 parti della lunghezza desiderata e lavorato al tornio per dare uan forma.Insieme ad una punta di trapano vengono applicati i fori cilindrici e fori conici, con degli alesatoi si creano invece i padiglioni interni delle campane. Infine con olio e cera viene levigato e lucidato il risultato finale[25]. Per le ance si usano innece canne stagionate, la cui lunghezza determina l'accordatura e si leviga o a "fronna d'olio" o a unghia[25]. La otre è fatta in pelle di capra conciata con sale o solfato di rame, ed il pelo corto deve rimanere all'interno; nel collo si inserisce la zampogna. Per legare alcune parti si usa spagno inzuppato di cera d'api.

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

Per costruire una zampogna serve per le canne uno dei seguenti tipi di legno: ulivo, ciliegio, pruno, albicocco, bosso e anche raramente ebano mentre la sacca è fatta con pelle di capra o agnello.

Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Calabria[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Raffa
  • Bruno Tassone

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi gli eventi ed i festival dedicati a questo strumento, tra questi ricordiamo:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia della Zampogna
  2. ^ La zampogna molisana
  3. ^ Tratto da: Luigi Castelvetere, Appunti di musica calabrese - Benestare, 2009
  4. ^ «Il Natale non si fa se non c'è la zampogna»
  5. ^ a b http://www.youtube.com/watch?v=SeEkK5KI2G8 Ciociaria, la valle della zampogna
  6. ^ Censimento suonatori Lazio [1]
  7. ^ Natale a Scapoli, patria delle zampogne
  8. ^ Zampogna in Campania
  9. ^ a b c d e Gioielli 2005
  10. ^ Gioielli 2005
  11. ^ a b Gioielli 2005
  12. ^ Gioielli 2005
  13. ^ Gatto 2007
  14. ^ a b c d e f g h Gioielli 2005
  15. ^ ISSUU - Sentieri del Suono a Cittanova
  16. ^ San Giorgio Morgeto [2] · PDF file
  17. ^ Pastorale con zampogna a chiave a Cinquefrondi, youtube.com. URL consultato il 3 maggio 2013.
  18. ^ Festival internazionale della Zampogna
  19. ^ http://www.youtube.com/watch?v=lL-8xKpCMNI Lezione-concerto presso l'Associazione Musicale Culturale Limbadese - parte II
  20. ^ Tarantella con zampogna surdulina, youtube.com. URL consultato il 3 maggio 2013.
  21. ^ a b c d Gioielli 2005
  22. ^ http://www.youtube.com/watch?v=KymG6bTSK1s&list=PL01BF2204ED63184B La zampogna e lo sc'kantillo - IL CAMMINO DELLA MUSICA
  23. ^ http://www.youtube.com/watch?v=7EXy6xsnkGw&list=PL01BF2204ED63184B Pastorale del Pollino
  24. ^ Accordatura della zampogna a paru siciliana, youtube.com. URL consultato il 3 maggio 2013.
  25. ^ a b c Gioielli 2005

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiara Cravero, Zampogne in Aspromonte. Parentele di suoni in una comunità di musicisti (Archivio tradizioni musicali), Squilibri Editore, 2006, p. 160, ISBN 978-88-88325-07-1.
  • Danilo Gatto, Suonare la Tradizione. Manuale di musica popolare calabrese. Con 3 CD Audio, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2007, pp. 70-80.
  • Mauro Gioielli, La zampogna. Gli aerofoni a sacco in Italia., Isernia, Cosmo Iannone Editore, 2005, pp. 94 - 141, ISBN 88-516-0070-8.
  • Antonello Ricci, La capra che suona. Immagini e suoni della musica popolare in Calabria, Salvaatorelli, 2002.
  • Roberta Tucci, CALABRIA 1 STRUMENTI. Zampogna e doppio flauto, Nardò, Besa, 2009, p. 136, ISBN 978-88-497-0718-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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