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Scapoli

Coordinate: 41°37′N 14°03′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Scapoli
comune
Scapoli – Stemma
Scapoli – Bandiera
Scapoli – Veduta
Scapoli – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Molise
Provincia Isernia
Amministrazione
SindacoEmilio Ricci (Crescere insieme) dal 10-6-2024
Territorio
Coordinate41°37′N 14°03′E
Altitudine611 m s.l.m.
Superficie18,94 km²
Abitanti562[1] (31-7-2025)
Densità29,67 ab./km²
FrazioniAcquaviva, Cannine, Cerratino, Collalto, Collematteo, Fontecostanza, Fonte La Villa, Padulo, Pantano, Parrucce, Ponte, Prato, Santa Caterina, Sodalarga, Vaglie, Vicenne
Comuni confinantiColli a Volturno, Filignano, Rocchetta a Volturno
Altre informazioni
Cod. postale86070
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094048
Cod. catastaleI507
TargaIS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona E, 2 171 GG[3]
Nome abitantiscapolesi
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Scapoli
Scapoli
Scapoli – Mappa
Scapoli – Mappa
Posizione del comune di Scapoli nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Scapoli (Scapulë in molisano[4]) è un comune italiano di 562 abitanti[1] della provincia di Isernia in Molise. Fino al XV secolo fu parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e dell'Abruzzo Citeriore.[5]

Origini del nome

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Il nome del paese potrebbe essere relativo alla posizione morfologica del borgo: infatti potrebbe provenire dal latino scopulus che significa guglia o scopulae che significa versante del monte.

Le origini del paese risalgono probabilmente al IX secolo, come risulterebbe da alcuni testi tra i quali il "Chronicon Vulturnense", antico testo redatto intorno al 1130 da un monaco dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno di nome Giovanni. Proprio da questo testo risulterebbe che l'insediamento di Scapoli (cd. Castrum Scappili) nacque sulle terre di proprietà dall'abbazia ad opera dei monaci che erano stati cacciati dai Saraceni da Castel San Vincenzo.

Dalla sua costituzione Scapoli subì l'influenza di diverse famiglie di origine franco-romana, tra le quali nel 1043 prevalse la famiglia Borrello che aveva sottratto all'abbazia l'intera valle del Volturno.

Il paese ritornò nelle mani dell'abbazia grazie all'intervento di papa Niccolò II per poi esservi di nuovo sottratto ad opera dei Conti dei Marsi. Successivamente dal 1200 passò in mano ai Caldora e nel 1382 il feudo fu venduto ai Pandone.

Nel XVI secolo prima fu dei Rendina del Mag.co Bartolomeo e poi passò fino al 1621 ai Bucciarelli per poi essere ceduto a Innico di Grazia, barone di Cerro al Volturno, fino ad arrivare ai marchesi Battiloro.

Fu annesso al ducato di Terra di Lavoro fino al 1861 quando entrò nel territorio di Campobasso.

Durante la seconda guerra mondiale si trovò sulla famosa "Linea Gustav" creata dai Tedeschi per impedire l'avanzamento degli alleati. Molto importante fu infatti la costituzione proprio a Scapoli del Corpo Italiano di Liberazione, protagonista di sanguinose battaglie sul vicino Monte Marrone.

Nel 1970 fu annesso alla neonata provincia di Isernia e da 20 anni fa parte del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 27 aprile 1964.[6] Lo stemma è troncato e raffigura nella parte superiore una mitra d'argento in campo azzurro; nella parte inferiore un monte di tre cime e una polla d'acqua sorgiva, evidente richiamo alle risorse naturali e paesaggistiche del territorio.

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria
«Centro strategicamente importante, situato sulla "linea Gustav", durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo feroci rappresaglie razzie e barbarie da parte delle truppe tedesche e marocchine che provocarono vittime civili e la devastazione del patrimonio edilizio ed agricolo. La popolazione seppe reagire con dignità agli orrori della guerra, dando un ammirevole esempio di ancor patrio e di spirito di libertà. 1943 - 1944/Scapoli (IS)»
— 28 marzo 2007[7]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[8]

Zampogna di Scapoli

Museo Internazionale della Zampogna "P. Vecchione" e Mostra Permanente della Zampogna

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Allestito negli anni '70 nel cuore del centro, presso i ruderi della chiesa di Santa Maria, fu ingrandito nel 1990 e nel 2010. Nacque come esposizione annuale dello strumento con la prima edizione allestita nel 1975, ma il museo vero e proprio vide la luce da un progetto nel 1981 per volere del sindaco Pasquale Vecchione, a cui è dedicato. Morto prematuramente, il museo ha visto la nascita vera e propria con sede permanente nel 2002, benché le mostre annuali continuassero a susseguirsi, portando a Scapoli sempre più fama. La mostra dell'Associazione però usufruiva degli spazi già dal 1991, con l'istituzione di una festa ricreativa a tema, che prevedeva anche degustazione di prodotti tipici, in vista del Natale. Il museo offre il percorso storico dello strumento musicale, le leggende e le tradizioni locali del Natale, e modelli storici di grande pregio, e modelli più moderni.

Esiste un secondo museo scapolese della Zampogna, in corso Kennedy, all'ingresso del paese storico, che consiste in due piccole stanze che conservano modelli originari di zampogne, alcune di provenienza estera (Scozia, Romania, Turchia), donazioni di associazioni con cui Scapoli ha contatti. Attualmente c'è una controversia tra questa Mostra della Zampogna e il Museo "P. Vecchione" in quanto quest'ultimo contiene solo modelli riprodotti, e l'altro è gestito interamente dagli storici mastri bottegai.

Museo del corpo di liberazione Aldo Moro[9][10]

A Scapoli si producono tradizionali ravioli alla scapolese che su proposta della Regione Molise, hanno avuto il riconoscimento ministeriale di tipicità.

Attualmente il paese è conosciuto per essere la capitale mondiale della zampogna, antico strumento a fiato prodotto ancora oggi a mano dagli artigiani scapolesi. Ogni anno dal 1975 nell'ultimo week-end di luglio si svolge in paese la tradizionale Festa della Zampogna, manifestazione che richiama migliaia di persone.

Non meno importante poi è la tradizione del Falò di San Giorgio il 22 aprile, in cui in diverse frazioni si accendono dei falò in onore del Santo protettore intorno ai quali ci si riunisce.

Ogni anno l'ultima domenica di Carnevale si svolge qui la Raviolata, manifestazione gastronomica in cui è possibile degustare questo prodotto. Il raviolo alla Scapolese non è altro che un raviolo di grosse dimensioni con un particolare ripieno dal gusto deciso e dal sapore intenso.

Produzione artigianale tipica di Scapoli è quella della zampogna e della ciaramella, strumento tipico dei viandanti durante il periodo natalizio dell'Abruzzo e del Molise. Il modello della zampogna più usato a Scapoli è quello 25 con chiave.

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Renato Sparacino lista civica Sindaco
13 giugno 1999 7 giugno 2009 Vito Livio Izzi lista civica Sindaco
7 giugno 2009 10 giugno 2024 Renato Sparacino Crescere insieme Sindaco
10 giugno 2024 in carica Emilio Ricci Crescere insieme Sindaco
  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 611, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Copia archiviata (JPG), su asciatopo.xoom.it. URL consultato il 17 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2015).
  6. ^ Scapoli, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 26 ottobre 2023.
  7. ^ Comune di Scapoli, Medaglia d'argento al merito civile, su quirinale.it.
  8. ^ Dati tratti da:
  9. ^ SCAPOLI, su visitmolise.eu.
  10. ^ Il Museo del Corpo Italiano di Liberazione “A. Moro” e la II guerra mondiale, su benvenutiascapoli.it.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN234843028 · LCCN (ENn94118410
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