Amatrice

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Amatrice
comune
Amatrice – Stemma Amatrice – Bandiera
Corso Umberto I (2003)
Corso Umberto I (2003)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
Sindaco Sergio Pirozzi (lista civica) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate 42°37′45.77″N 13°17′18.14″E / 42.629381°N 13.288372°E42.629381; 13.288372 (Amatrice)Coordinate: 42°37′45.77″N 13°17′18.14″E / 42.629381°N 13.288372°E42.629381; 13.288372 (Amatrice)
Altitudine 955 m s.l.m.
Superficie 174,4 km²
Abitanti 2 632[1] (30-6-2016)
Densità 15,09 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Accumoli, Campotosto (AQ), Cittareale, Cortino (TE), Crognaleto (TE), Montereale (AQ), Rocca Santa Maria (TE), Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale 02012
Prefisso 0746
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 057002
Cod. catastale A258
Targa RI
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3 048 GG[2]
Nome abitanti amatriciani
Patrono santa Maria di Filetta
Giorno festivo domenica dopo l'Ascensione
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amatrice
Amatrice
Posizione del comune di Amatrice nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Amatrice nella provincia di Rieti
Sito istituzionale
Il corso principale di Amatrice (2008)

Amatrice (L'Amatrici in dialetto sabino[3]) è un comune italiano di 2 632 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. È appartenuta storicamente all'Abruzzo sotto i regni di Sicilia, di Napoli, delle Due Sicilie e d'Italia, restando inclusa di volta in volta nel Giustizierato d'Abruzzo (1265-1273), nell'Abruzzo Ulteriore (1273-1806), nell'Abruzzo Ulteriore II (1806-1860) e nella provincia dell'Aquila (1860-1927). Dal 1806 al 1926 fu parte del distretto e poi del circondario di Cittaducale[4]. Dal 1927, per mano del regime fascista, Amatrice fu aggregata alla nascente provincia di Rieti insieme a tutto il circondario di Cittaducale.

Fa parte della Comunità montana del Velino ed è sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Nel 2015 è entrata nel club dei Borghi più belli d'Italia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Amatrice è situata al centro di una conca verdeggiante, incastonata a sua volta in un'area al confine di ben 4 regioni: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, in una zona strategica di passaggio tra versante adriatico e quello tirrenico, nell'alto bacino idrografico del fiume Tronto.

II suo territorio si articola in un altopiano centrale con un'altitudine compresa tra i 900 e i 1000 metri, ospitante il lago di Scandarello, un bacino artificiale ottenuto mediante lo sbarramento del rio Scandarello nel 1924, e circondato da rilievi che sul lato orientale superano i 2400 metri, in corrispondenza della dorsale principale dei Monti della Laga. Nel comune di Amatrice è inclusa la cima del Monte Gorzano (2458 m), la vetta più alta del Lazio, mentre sulla stessa linea spartiacque si ergono anche le cime di Pizzo di Moscio, Cima Lepri e Pizzo di Sevo tutte sopra i 2400 m di quota.

A differenza degli altri gruppi appenninici, la catena della Laga non è costituita di calcari, bensì di rocce poco permeabili, quali arenarie e marne, che rendono molto limitata l'infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo. Ciò permette l'esistenza di un gran numero di sorgenti perenni, distribuite sin quasi sulle vette, che alimentano la circolazione superficiale. Questo territorio, quindi, a differenza delle altre montagne dell'Appennino centrale, si presenta verdeggiante e ricco d'acqua durante tutto l'anno.

Salendo dalla conca verso le cime, si abbandonano i coltivi e i boschi prevalentemente formati di cerro, castagno e pioppo, per entrare poi nelle caratteristiche faggete di montagna. Il bosco si spinge così sino a circa 1800 metri di quota, per lasciare quindi lo spazio alla prateria d'altitudine che, all'inizio dell'estate, subisce l'effetto del fenomeno della fioritura. In questo contesto assumono particolare rilievo i numerosi fossi che scendono verso valle con un continuo susseguirsi di salti di roccia. Questi, nella fascia d'altitudine compresa tra 1300 metri e 1600 metri di altitudine, formano cascate con dislivelli anche di 70-80 metri che, spettacolari in primavera per la portata d'acqua dovuta al disgelo, assumono toni suggestivi in inverno per l'abbondante ghiaccio che le riveste.

Dal 1991 il territorio amatriciano è incluso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga cui la cittadina dedica un piccolo parco turistico-fotografico con annessa l'intera planimetria-altimetria 3D.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Amatrice.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Reperti archeologici dimostrano che la conca d'Amatrice fu abitata dall'uomo sin dall'età preistorica. La vicinanza al tracciato dell'antica via Salaria favorì lo sviluppo di insediamenti nel territorio amatriciano già in epoca preromana. All'epoca romana risalgono i resti di edifici e tombe rinvenute in diverse zone del territorio, noto per gli scrittori romani come Summa Villarum, termine con il quale si identificava per esteso tutta l'area attualmente occupata dal comune di Amatrice. Nel 568 i Longobardi invasero l'Italia e costituirono il Ducato di Spoleto suddividendolo in Comitati e Gastaldati e il territorio dell'odierna Amatrice passò sotto il Comitato di Ascoli.

Nel Regesto di Farfa sono ricordati, per il periodo che va dalla metà dell'VIII secolo agli inizi del XII, i nomi di molte località e villaggi dell'attuale comune e, tra essi, nel 1012, anche quello di Matrice, ricordato ancora nel 1037 nel diploma con cui l'imperatore Corrado II conferma al vescovo di Ascoli i suoi possedimenti. In realtà il nome di Matrice compare in età ancora anteriore, durante la metà del X secolo nel 940, in un documento della chiesa teramana come confine in una concessione di beni[5], confermando già in quel periodo come la località fosse già punto di riferimento e di preminenza rispetto alle altre ville del territorio summatino.

Solo intorno al 1265, al tempo del re Manfredi di Sicilia, Amatrice entra a far parte del Regno di Sicilia e, in seguito, del Regno di Napoli. La città non volle sottostare al dominio angioino e anzi, più volte, si ribellò apertamente, aspirando all'indipendenza e parteggiando per la parte ascolana. Nel 1271 e nel 1274 Carlo I d'Angiò inviò degli eserciti per debellare la resistenza degli amatriciani e ridurre la città all'obbedienza. Contemporaneamente si assiste alla scomparsa dei baroni e alla formazione, con a capo Amatrice, dell'Universitas, cioè del comune in territorio liberamente organizzato, relativamente autonomo dal potere centrale, che si governa tramite un parlamento. In questo periodo Amatrice assomma sotto la sua giurisdizione tutti i castelli appartenenti al comitato di Rieti, sulla sinistra del Tronto, e quelli del territorio sommatino: L'influenza della città si estende su un territorio che va da Campotosto sino ai confini di Cittareale, ma anche su molti castelli e villaggi sul versante teramano. Amatrice partecipò alle crociate e da questo trarrebbe origine la croce che brilla sullo stemma comunale.

Nei secoli XIV e XV Amatrice è in continua lotta con le città e i castelli circostanti, per questioni di confine e di prestigio. Sono rimasti famosi i conflitti con Norcia, Arquata e L'Aquila. Tradizionale alleata di Amatrice fu la città di Ascoli. Gli amatriciani presero parte, a fianco delle milizie comandate da Andrea Fortebraccio, conte di Montone, al lungo assedio dell'Aquila e alla battaglia finale del giugno 1424, che segnò la sconfitta di Braccio morto sul campo. Amatrice, durante i conflitti tra angioini e aragonesi per il possesso del Regno di Napoli, sostenne tenacemente i secondi, anche durante la guerra. Il sovrano aragonese Ferdinando, sedata la rivolta dei Baroni nel 1485, nell'anno seguente ricompensò Amatrice, concedendole il privilegio di battere moneta con il motto Fidelis Amatrix. Tuttavia nel febbraio 1529, dopo un'eroica resistenza, venne riconquistata e messa a ferro e fuoco da Filiberto di Chalons, generale di Carlo V. Per punire la ribellione, Carlo V nel 1538 diede lo Stato di Amatrice in feudo ad un suo capitano, Alessandro Vitelli.

Successivamente Amatrice, tra il 1582 e il 1692, per matrimonio di Beatrice Vitelli nipote di Alessandro, visse sotto il dominio degli Orsini di Mentana del ramo di Bracciano, nel 1693 dopo la morte di Alessandro, primo e ultimo principe Orsini di Amatrice, riconosciuto reo dell'uxoricidio, avvenuto nel 1648 in Amatrice, della moglie Anna Maria figlia di Gaspare Caffarelli duca di Assergi, scontandone una trentennale prigionia in Castel Sant'Angelo a Roma, fu acquisita per 28.000 ducati da Vittoria Montefeltro della Rovere, nipote di Livia Della Rovere e pronipote di Isabella Vitelli sorella di Beatrice e vedova del granduca Ferdinando II de' Medici di Firenze, che la conservarono fino al 1737.[6]
Nel 1735 Carlo di Borbone nuovo re di Napoli, come erede di Elisabetta Farnese, rinunciò alla sovranità sul ducato di Parma e Piacenza e sul Granducato di Toscana, trattenendo tutti gli altri beni che appartenevano alle case Farnese e Medici che andarono a costituire gli Stati mediceo farnesiani di Abruzzo come patrimonio personale del sovrano, tra i quali era compresa anche Amatrice, che nel 1759 passarono in eredità a suo figlio Ferdinando.[7]

Nel 1639 Amatrice e le ville summatine furono gravemente danneggiate dal terribile terremoto dei giorni 7, 14 e 17 ottobre (terremoto di Amatrice del 1639). Cadde buona parte del palazzo degli Orsini, come pure la maggior parte delle case e delle chiese. Si stima che morirono più di ottomila persone. Altri terremoti avvennero nel 1672, nel 1703 e nel 1730.

Sul finire del XVIII secolo e per tutto il secolo successivo, il territorio amatriciano, come buona parte dello Stato Pontificio e del Regno di Napoli, fu interessato dal fenomeno del brigantaggio. Il brigantaggio divenne a sfondo politico e sociale e fortemente si ampliò nell'intero aquilano dal 1861 quando avvenne l'annessione del Regno delle Due Sicilie da parte del Regno di Sardegna con a capo Vittorio Emanuele II.

In epoca Napoleonica, con la proclamazione della Repubblica Napoletana (23 gennaio 1799), il generale Championnet con un decreto del 9 febbraio 1799, divise il territorio in 11 Dipartimenti. Amatrice costituiva uno dei 16 Cantoni del Dipartimento della Pescara, con capoluogo L'Aquila.

Nell'ottobre 1826 ci fu una violenta alluvione del fiume Tronto in cui perirono numerosi abitanti di San Lorenzo. Negli ultimi decenni che precedettero l'unità d'Italia, molti amatriciani presero parte attiva ai vari moti rivoluzionari (1814, 1820, 1831, 1848, 1860); tra tutti spicca la figura dell'insigne patriota Pier Silvestro Leopardi. Con l'unità d'Italia Amatrice fu inserita nell'Abruzzo aquilano, e solo nel 1927, con la creazione della provincia di Rieti, la città entrò a far parte del Lazio.

Terremoto del 2016[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto del Centro Italia del 2016.

Il 24 agosto 2016 Amatrice è stata gravemente danneggiata da un terremoto di magnitudo 6.0 della scala Richter, prodottosi alle 3:36 nell'area reatina con epicentro nella vicina Accumoli; proprio Amatrice ha pagato il maggior tributo di vite umane all'evento: sulle 299 vittime totali [8][9], ben 235 sono morte nel suo territorio, che ha visto distrutta la gran parte degli edifici pubblici e privati.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Francesco (2008)

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Nel tessuto urbano spiccano la snella Torre civica risalente al XIII secolo e le severe torri campanarie della chiesa di Sant'Agostino, caratterizzata da un bellissimo portale tardo gotico e dalla presenza di pregevoli affreschi quali l'Annunciazione e la Madonna con Bambino e Angeli, e della chiesa Sant'Emidio, risalenti al quattrocento. Degne di nota sono pure la chiesa di San Francesco della seconda metà del Trecento caratterizzata da un portale gotico di marmo e contenente nell'abside affreschi del XV secolo, e quella di Santa Maria di Porta Ferrata.

Architetture religiose nelle frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Ad Amatrice a marzo si tengono il Palio dei Somari e la Corsa degli Asini; ogni asino prende il nome di un sindaco, secondo una tradizione che rimanda alla cultura popolare;[11] all'ultimo asino che arriva viene assegnato il Campanaccio del Palio. Si assiste anche alla sfilata di 500 figuranti in costume e all'elezione della "Dama delle Dame".

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ad Amatrice si trova l'ospedale Francesco Grifoni, struttura sanitaria di riferimento per tutta l'area nord-orientale della provincia di Rieti, oltre che per la porzione dell'alta valle del Tronto più vicina al Lazio.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Amatrice è sede di un istituto professionale alberghiero fondato nel 1980[12], che attira studenti da tutta la regione. La struttura è stata resa inagibile dal terremoto dell'Aquila fino al 2015[13] e poi di nuovo dal terremoto del 2016.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Amatriciana

Amatrice è famosa per il sugo all'amatriciana, che ha reso impropriamente celebre la cucina romana nel mondo e con il quale si condiscono spaghetti, vermicelli o bucatini. Originariamente il sugo veniva preparato dai pastori con gli ingredienti a loro disposizione sulle montagne quando seguivano al pascolo le loro greggi. Gli ingredienti erano: guanciale a cubetti o fettine sottilissime, pecorino e spaghetti, piatto che veniva tradizionalmente chiamato "unto e cacio". Successivamente nel XVIII secolo la ricetta fu ingentilita con l'aggiunta di pomodoro e pochissimo olio d'oliva. La diffusione su scala nazionale si ebbe nell'Ottocento quando molti amatriciani emigrarono a Roma a causa della crisi della pastorizia e trovarono occupazione nel campo della ristorazione facendo conoscere il piatto tipico dei loro avi: l'amatriciana.

Il primo storico ristorante amatriciano fu inaugurato a Roma nel 1860 da Luigi Sagnotti con il nome de Il Passetto, così chiamato poiché attraverso il ristorante si poteva passare dal vicolo del passetto a piazza Navona.

Alla conoscenza su scala nazionale della ricetta dell'"amatriciana" contribuì anche l'attore Aldo Fabrizi che ne parlò spesso durante le sue trasmissioni radiofoniche e televisive. Ancora oggi nei menù dei ristoranti si trovano le due ricette: la tradizionale detta comunemente anche gricia e quella con la salsa di pomodoro. In molti ristoranti si trova una ricetta errata che fa uso di pancetta (al posto del guanciale), cipolla e olio d'oliva.

Amatrice tuttavia deve la sua gloria gastronomica ad una tradizione antica; tanto profonda era questa tradizione, che Amatrice divenne la città dei cuochi dei Papi. Elemento fondante della sua scuola erano e sono le qualità degli ingredienti primari: la carne di primissimo livello, grazie ai pascoli abbondanti dei Monti della Laga, i formaggi conseguenti e l'acqua, di cui è ricco il territorio amatriciano.

Lo storico Hotel Roma di Amatrice, considerato il "tempio" dell'amatriciana autentica[14][15][16] , era uno dei simboli della città[17], ma è stato distrutto dal terremoto del 2016.

Ogni anno, nell'ultimo fine settimana di agosto, si tiene la sagra degli spaghetti all'amatriciana, una festa gastronomica che si tiene dal 1966 e costituisce una delle principali attrazioni turistiche pur non avendo origini tradizionali.

Gnocchi ricci

Gli Gnocchi ricci sono un'altra specialità tipica di Amatrice, ma molto meno nota rispetto l'amatriciana. Sono gnocchi realizzati con acqua, farina e uova, a cui viene dato il caratteristico riccio schiacciandoli con le dita. Tipici della cittadina e poco conosciuti nelle frazioni, sono stati tramandati di generazione in generazione e vengono considerati il piatto più antico della gastronomia amatriciana.

Persone legate ad Amatrice[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Aleggia, Bagnolo, Capricchia, Casale, Casale Bucci, Casale Nadalucci, Casalene, Casale Nibbi, Casali della Meta, Cascello, Castel Trione, Collalto, Collecreta, Collegentilesco, Collemagrone, Collemoresco, Collepagliuca, Colletroio, Colli, Conche, Configno, Cornelle di Sopra, Cornelle di Sotto, Cornillo Nuovo, Cornillo Vecchio, Cossara, Cossito, Crognale, Domo, Faizzone, Ferrazza, Filetta, Fiumatello, Francucciano, Forcelle, Moletano, Musicchio, Nommisci, Osteria della Meta, Pasciano, Patàrico, Petrana, Pinaco Arafranca, Poggio Castellano, Poggio Vitellino, Prato, Preta, Retrosi, Rio, Roccapassa, Rocchetta, Saletta, San Benedetto, San Capone, San Giorgio, San Lorenzo a Pinaco, San Martino, Santa Giusta, Sant'Angelo, San Tomasso, Saletta, Scai, Sommati, Torrita, Torritella, Varoni, Villa San Cipriano, Villa San Lorenzo a Flaviano, Voceto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

È raggiungibile tramite la strada statale 4 Via Salaria da Roma, proseguendo per Rieti ed Antrodoco; oppure dalle Marche provenendo da Ascoli Piceno.

Dall'Abruzzo è raggiungibile attraverso il confinante comune di Campotosto o da quello di Montereale, a sua volta collegato all'Aquila ed all'autostrada A24 tramite la SS260 Picente che per un tratto è a scorrimento veloce; dall'Umbria la cittadina è raggiungibile transitando attraverso il comune laziale di Accumoli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Amatrice passò dalla provincia dell'Aquila a quella di Rieti.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1980 1985 Luigi Bucci Partito Socialista Italiano Sindaco
13 maggio 1985 6 maggio 1990 Luigi Bucci Partito Socialista Italiano Sindaco
7 maggio 1990 23 aprile 1995 Antonio Serva Democrazia Cristiana Sindaco
24 aprile 1995 13 giugno 1999 Antonio Fontanella Lista civica Sindaco
14 giugno 1999 13 giugno 2004 Antonio Fontanella Lista civica Sindaco
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Carlo Fedeli Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Sergio Pirozzi Lista civica Sindaco
26 maggio 2014 in carica Sergio Pirozzi Viva Amatrice viva Sindaco

Fonte: Ministero dell'Interno [18]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Amatrice fa parte della Comunità montana del Velino.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale, l'ASD Amatrice gioca il campionato di Terza Categoria, non in Lazio, ma nelle Marche, vista la vicinanza tra il paese e la Provincia di Ascoli Piceno. L'ASD Amatrice è anche una squadra di calcio a 5 amatriciana che gioca sempre nella provincia ascolana nel campionato di Serie D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat – Popolazione residente al 30 giugno 2016., demo.istat.it.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani 1996, Garzanti, Milano, p. 26.
  4. ^ Enrico Nardecchia, Comuni reatini pronti a lasciare il Lazio, il Centro, 14 agosto 2012. URL consultato il 27 agosto 2016.
  5. ^ Ferdinando Ughelli, Italia Sacra, Vol. I, Diocesi Aprutina, p.350; Nel Cartulario della chiesa teramana redatto da Francesco Savini che riporta due edizioni dello stesso documento l'anno è il 948
  6. ^ La lunga causa tenutasi in Napoli tra il 1716 e il 1723 derivatane per il possesso della baronia contesa tra i Medici e i precedenti creditori Orsini di Gravina che vantavano un credito sulla baronia ceduta in garanzia dal defunto Alessandro Orsini, valutato tra i 500.000 e i 600.000 ducati, rappresentati questi dall'avvocato Alfonso Maria de' Liguori che perse il confronto con i legali dei Medici, fu causa per quest'ultimo dell'abbandono della professione legale per abbracciare la vita ecclesiastica. v. Théodule Rey-Mermet, Il santo del secolo dei lumi: Alfonso de' Liguori (1696-1787), Parigi 1982, pp.147-160.
  7. ^ Giuseppe Maria Galanti, Della Descrizione geografica e politica delle Sicilie, Napoli 1789, Tomo III, p.15.
  8. ^ Terremoto di magnitudo 6.0 devasta il centro Italia: morti. Il sindaco di Amatrice: "Il paese non c'è più", in La Repubblica, 24 agosto 2016. URL consultato il 24 agosto 2016.
  9. ^ M 6.2 - CENTRAL ITALY - 2016-08-24 01:36:32 UTC, in The Official EMSC earthquakes app, 24 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Riti simili ricordano da vicino il carnevalesco delle feste popolari descritto e analizzato dal grande studioso Michail Bachtin in L'opera di Rabelais e la cultura popolare.
  12. ^ SCUOLA – ALBERGO DI AMATRICE, LA MADRINA È ELISA ISOARDI, in RietiLife, 8 giugno 2015. URL consultato il 25 agosto 2016.
  13. ^ Inaugurati da Zingaretti i nuovi locali della Scuola Albergo, in Corriere di Rieti e della Sabina, 8 giugno 2015. URL consultato il 25 agosto 2016.
  14. ^ Terremoto Centro Italia, ad Amatrice crollato anche lo storico hotel Roma: “40 camere ospitavano 70 turisti”, in Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  15. ^ AMATRICE CROLLATO L'HOTEL ROMA, IL 'SANTUARIO' DELL'AMATRICIANA, in Rainews, 25 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  16. ^ Antonio Signorini, Distrutto il celebre Hotel Roma. La culla della pasta all'amatriciana è diventata un cimitero di detriti, in Il Giornale, 25 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  17. ^ Il crollo dell’Hotel Roma, simbolo di Amatrice, in Sky TG24, 25 agosto 2016. URL consultato il 25 agosto 2016.
  18. ^ Fabio Albiani, Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato il 27 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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