Albero della cuccagna

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Majstång in Svezia
Maibaum in Germania
Goya, l'albero della Cuccagna

L'albero della cuccagna è un gioco popolare i cui partecipanti devono cercare di prendere dei premi posti in cima ad un palo (in genere i premi sono prosciutti o altri generi alimentari). Solitamente il palo viene ricoperto di grasso o altra sostanza che renda difficile l'arrampicata da parte dei concorrenti.

Origini[modifica | modifica sorgente]

L'oggetto ha una lunga storia alle sue spalle.

James Frazer fa un'ipotesi antropologica che ne colloca l'origine assai indietro nel tempo, nei culti arborei diffusi in tutta Europa a partire dall'area celtica: le feste del Maggio (tra cui spicca il Maggio di Accettura) sarebbero una persistenza degli antichi culti della fertilità, centrali presso le popolazioni agricole.

Al centro dei bisogni c'era il cibo.
Al centro della scena c'era l'Albero di Maggio, venerato come simbolo della nuova stagione e delle sue promesse di abbondanza.
Attorno c'era la festa (e le feste popolari hanno al centro il cibo, anche quando sono religiose) e la sacra rappresentazione - o la rappresentazione del sacro.

Le popolazioni germaniche onoravano in generale gli alberi e gli dei a cui essi appartenevano, e festeggiavano le nuove fioriture con "sacrifici", probabilmente offrendo agli dei focacce (Kuchen) appese all'albero consacrato.

Attorno all'albero sacro si celebravano del resto le feste principali delle civiltà agricole arcaiche: il solstizio d'estate e il solstizio d'inverno.
Di quest'uso resterebbe traccia nel Maibaum che capita di incontrare all'ingresso delle città, con la rappresentazione stilizzata dei prodotti locali, e nelle feste del Midsummer, tipiche dell'Europa settentrionale.
Una variante dello stesso culto - ma collocata nel periodo del solstizio d'inverno - sarebbe l'albero di Natale, trasferito dalla Chiesa a rendere onore a santi che segnavano l'ingresso nel nuovo anno, come san Nicola (il Santa Klaus del nord Europa).

I condizionali nascono dal fatto che, data la sua natura popolare, non risultano attestazioni scritte circa l'evoluzione del fenomeno.
È certo comunque che, nelle lingue europee, esistono termini diversi per indicare queste scene attorno all'albero, probabilmente scaturite da un'unica fonte, ma diverse nello sviluppo e nel senso.

Il nome[modifica | modifica sorgente]

L'albero della Cuccagna sembra dunque essere quanto resta dell'arcaico albero sacro di maggio, spogliato di ogni magia e di ogni significato sacrale, e ridotto a gioco nel quale i giovani andavano alla conquista di proteine e calorie aggiuntive, nonché dell'ammirazione delle ragazze spettatrici delle loro esibizioni.

All'origine del termine "Cuccagna" c'è probabilmente la radice latina coq- - quella di cucina (coquina), ma anche di "cake" e "kuche", e nelle varie lingue il paese assume vari nomi:

L'albero di primavera e l'albero della cuccagna[modifica | modifica sorgente]

  • L'albero di primavera, quello che rimanda ai riti orgiastici in onore della fecondità della terra e degli uomini, si chiama in tedesco Maibaum e in inglese Maypole: la figura di entrambi è quella di un alto albero adorno di fiori e nastri e colori, che connette il cielo e la terra, e attorno al quale i giovani danzano a primavera.
    Lo stesso rito in Italia si chiama Maggio: in alcuni paesi era stato mantenuto come festa che comprendeva anche l'albero della cuccagna, in altri era diventato rappresentazione popolare e mascherata su temi vari, dalle vite dei santi ai fatti dei paladini, a fatti di attualità (è da qui che evolve, probabilmente, il cantar maggio o calendimaggio dell'Appennino settentrionale).
  • La sua edizione minimale, l'albero della cuccagna, è più caratteristica dei paesi latini: qui l'albero sacro si riduce a palestra di agilità e destrezza per i robusti giovanotti del paese a caccia dei suoi frutti, e a prova di robustezza dell'apparato digerente dei suoi conquistatori. L'albero della cuccagna latino si distingue dall'altro anche nel nome, e cresce, per tutta l'Europa medioevale, nell'utopico paese dell'abbondanza, dove non si fa altro che mangiare e bere, e ce n'è sempre più di quanto se ne desidera - insomma, il sogno di tutti i poveri del mondo.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia l'uso dell'albero della cuccagna di cui si parla qui sarebbe stato introdotto dai Franchi di Carlo Magno e i Kuchen, letti da popoli mediterranei, e invano difesi dai legittimi "cultori" con l'ingrassamento del tronco a cui erano appesi, sarebbero diventati Cuccagna - e il termine, anche senza l'albero, descrive abbondanza estemporanea conquistata per abilità, e non accumulabile.

A Gallipoli il 24 luglio è tradizione fare la cuccagna a mare in onore della patrona della città Santa Cristina. Il gioco della cuccagna è un gioco di destrezza e di forza con l’unico, ma non facile, obiettivo di riuscire a giungere per primi in cima ad un palo e prendere il premio posto sulla sua sommità. Non è facile. Il palo viene unto di grasso in gran quantità per cui i partecipanti al gioco non hanno nessun appiglio né possono aggrapparsi agevolmente al tronco per riuscire a tirarsi con poca fatica.

Ancora oggi in molte feste di paese della provincia di Verona (come San Zeno di Colognola ai Colli, Santa Maria di Zevio, Bure di Valpolicella, Lugagnano, Santa Viola), della provincia di Treviso (come Revine) e in altri paesi del nord Italia (soprattutto in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), l'albero della Cuccagna non può mancare. Vi partecipano solitamente squadre di paese e altre squadre più forti, di livello nazionale, che solitamente fanno il giro di tutte le feste dov'è piantato un palo. Come premi non ci sono più come una volta cibi e vino, ma coppe e molto spesso anche soldi, per invogliare i giovani a mantenere questa tradizione.

Anche in Umbria, ed in particolare a Gubbio resiste la tradizione della cuccagna, infatti nel più bel quartiere medioevale della città, San Martino, in occasione della festa del Santo, l'11 novembre di ogni anno, oltre a gustose tradizioni culinarie locali, (la robba cotta, cotiche e fagioli, polenta e salsicce. castagne e vino) si svolge ormai da sempre la festa dell'albero della cuccagna, tradizione secolare del quartiere che conclude la festa al suono della banda cittadina, negli ultimi anni grazie al Priore del quartiere Ulisse Fata e a tutti i componenti del Consiglio si è arrivati anche alla partecipazione di 9-10 squadre partecipanti. Nell' ultimo ventennio, c'è stato il predominio della squadra di San Martino in Colle (scherzosamente chiamati "i cugini di campagna", ma soprattutto la squadra di Villamagna che vince ininterrottamente dal 1998.

Tra le squadre più forti in circolazione ci sono i Campioni Italiani Gli Acrobati della Cuccagna Fonti Prealpi di Villa d'Almè (Bergamo), gli Strà Ferà di Parabiago (Milano), i Malmessi di Lonato del Garda (Brescia), Le Lepri e i Galletti squadre provenienti da Erba, le Vipere da Melara (Rovigo), i Lariani (Como,) I Campagnoli di Santa Maria di Zevio (Verona) e il Gruppo Serenissima da Venezia e Padova, composto anche da una squadra femminile le "Orchidee", che partecipa alle esibizioni con notevole successo. Tutte queste squadre sono di livello Nazionale.

Esiste tuttavia una variante: sia nel porto di Lazise sul Lago di Garda (noto come Cuccagna del Cadenon, si tiene ogni anno in occasione della Festa dell'Ospite) che a Brivio (in provincia di Lecco) sul fiume Adda, nonché sul Lago di Monate a Monate in provincia di Varese (la prima domenica di agosto in occasione della festa patronale della Madonna della Neve), un'antica tradizione ha imposto che il palo sia posto orizzontalmente sulle acque che bagnano il paese. Il palo è abbondantemente cosparso di grasso per tutta la sua lunghezza ed i concorrenti devono cercare di agguantare la bandierina posta sulla sua sommità camminandovi o scivolandovi sopra con i piedi. Ogni tipo di ausilio è espressamente vietato. Anche a Camino al Tagliamento, in provincia di Udine, i primi di giugno, durante la festa paesana del vino e del toro, è tradizione fare la cuccagna orizzontale sul fiume Varmo. Il palo è cosparso di grasso e i concorrenti devono percorrerlo per tutta la lunghezza, in fondo devono fare un tuffo, nelle acque gelide, di 2 metri per prendere le 2 bottiglie poste come premio.

Una variante simile si svolge anche a Cesenatico dove il palo della cuccagna viene posizionato inclinato lungo il portocanale nel punto in cui finiva il vecchio porto. I partecipanti quindi, oltre ad avere la difficoltà di dover camminare sul grasso, devono anche vincere l'inclinazione del palo (circa 30º). Unico aiuto un pugno di sabbia da lanciare di volta in volta sul grasso per aiutarsi ad avanzare. Nella località romagnola di Marina Romea, presso il Circolo Nautico, si svolge in occasione del torneo Centathlon un campionato di Palo della Cuccagna a gironi. Il palo misura 14 metri di lunghezza per 35 cm di diametro e, come a Cesenatico, è inclinato sulla scenografica foce del fiume Lamone tra i vascelli del circolo nautico. Il percorso è suddiviso in 10 settori e ciascun partecipante ha a disposizione tre tentativi per raggiungere l'ultimo settore. Chi riesce nell'impresa passa al turno successivo dove dovrà ripetere la passeggiata resistendo alle secchiate d'acqua lanciategli dal pubblico. Chi dovesse raggiungere nuovamente il decimo settore passa ai gironi successivi con prove di difficoltà sempre crescente. Il terzo girone consiste nel dover restare immobile per 5 secondi nell'ultimo settore, mentre nel quarto ed improbabile girone il concorrente dovrà tentare di girarsi nel decimo settore e tornare alla base. Un ulteriore variante si ha per un paese in provincia di Pordenone, San Quirino e per un altro in provincia di Milano, Albignano d'Adda: qui il premio sono degli animali appesi ad un'altezza di circa 10 metri. In questo caso i giovani che nell'anno solare compiono la maggiore età, cosiddetti coscritti, prima portano in spalla la Madonna per tutto il paese (processione) e poi scalano il palo ingrassato salendo gli uni sulle spalle degli altri (circa 5 persone per la scalata verticale completa). Qualche giorno dopo gli animali vengono mangiati dagli stessi ragazzi in una cena.

In altri paesetti di campagna (come ad esempio a Gagliano in provincia di Udine) la conquista dell'albero della cuccagna viene fatto da alcuni giovani che prima allietano la festa del locale patrono (detta pardon dal Rosari) con una esilarante scenetta comica.

A Maruggio (TA), il gioco della cuccagna viene eseguita la sera del 24 dicembre e rappresenta una delle gare tra i due rioni del paese, Chiesa e Convento. Le squadre sono due e rappresentano i rioni. Viene eseguita nella piazza principale del paese, Piazza del Popolo.

In Alto Adige esiste una tradizione del tutto simile, il Kirchtagsmichl, dove al di sopra dell'albero della cuccagna viene issato un pupazzo: il Michl.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • James Frazer, Il ramo d'oro. Studio sulla magia e la religione, Bollati Boringhieri, 1990

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