Gubbio

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Gubbio
comune
Gubbio – Stemma
Gubbio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Filippo Mario Stirati (Sinistra) dall'8/06/2014
Territorio
Coordinate 43°21′00″N 12°34′00″E / 43.35°N 12.566667°E43.35; 12.566667 (Gubbio)Coordinate: 43°21′00″N 12°34′00″E / 43.35°N 12.566667°E43.35; 12.566667 (Gubbio)
Altitudine 522 m s.l.m.
Superficie 525,78 km²
Abitanti 32 490[1] (31-12-2014)
Densità 61,79 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Cagli (PU), Cantiano (PU), Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Perugia, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide, Valfabbrica
Altre informazioni
Cod. postale 06024, 06020
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054024
Cod. catastale E256
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti eugubini
Patrono Sant'Ubaldo
Giorno festivo 16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gubbio
Gubbio
Posizione del comune di Gubbio all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Gubbio all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Gubbio è un comune italiano di 32.490 abitanti della provincia di Perugia, in Umbria. La superficie del territorio comunale è la più vasta della regione e la settima in Italia. Fa parte della comunità montana Alto Chiascio, Associazione nazionale Città del Tartufo e Associazione Italiana Città della Ceramica.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è prevalentemente montuoso e collinare. La città è posizionata alle falde del monte Ingino ed è attraversata dai torrenti Camignano e Cavarello.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Gubbio.

L'inverno ha delle variazioni fra il freddo e il mite con prevalenza di rigido a causa dell'influenza del vicino Appennino e le precipitazioni sono anche di carattere nevoso. L'estate è invece calda ma ventilata, con piogge scarse.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ikuvium.

Le prime forme di insediamento nel territorio eugubino sono da collocarsi già nel paleolitico. Resti di un villaggio di età neolitica sono stati trovati in località San Marco. Nell'età del bronzo un abitato si sviluppò per più secoli sul soprastante monte Ingino; le relative tombe, scoperte limitatamente all'età del bronzo finale, si trovavano nell'area successivamente occupata dal centro storico.

Le Tavole eugubine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tavole eugubine.

Gubbio fu una città umbra con il nome di Ikuvium o Iguvium, posta sulle vie di comunicazione tra il Tirreno e l'Adriatico. Testimonianze del periodo umbro sono le Tavole eugubine, scoperte intorno metà del XV secolo ed acquistate dal comune nel 1456, costituite da sette tavole in bronzo, in parte redatte in alfabeto umbro ed in parte in alfabeto latino, ma sempre in lingua umbra, ora custodite presso il museo civico del Palazzo dei Consoli.

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Alleatasi con Roma nel 295 a.C., nel 167 a.C. vi fu custodito Genzio, ultimo re dell'Illiria fatto prigioniero dal pretore Lucio Anicio Gallo.

Gubbio ottenne nell'89 a.C. la cittadinanza romana: fu eretta a municipium ed ascritta alla tribù Clustumina.

Invasa dagli Eruli, fu nel 552 distrutta dai Goti di Totila, ma venne ricostruita con due potenti torri difensive dai Bizantini di Narsete, generale di Giustiniano, non più in pianura, ma alle pendici del monte Ingino. Nel 772, Gubbio fu occupata dai longobardi Liutprando, Astolfo e Desiderio.

San Francesco a Gubbio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lupo di Gubbio.

La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di san Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato nel XXI capitolo dei Fioretti di San Francesco, cioè l'incontro con il Lupo avvenuto nei pressi della chiesa di Santa Maria della Vittoria, detta della Vittorina; l’episodio miracoloso è uno dei più conosciuti al mondo e sulla veridicità storica si è dibattuto a lungo: è possibile che il lupo, o la lupa, sia metafora di un bandito riconciliato con la città da Francesco, ma moltissimi studiosi parlano di un animale vero. Scrivono le fonti francescane: "Francesco gli fa il segno della santissima croce, e chiamollo a sè e disse così «Vieni qui, frate lupo, io ti comando dalla parte di Cristo che tu non facci male né a me né a persona». Mirabile cosa a dire! Immantanente che santo Francesco ebbe fatta la croce, il lupo terribile chiuse la bocca e ristette di correre; e fatto il comandamento, venne mansuetamente come agnello, e gittossi alli piedi di santo Francesco a giacere."

A Gubbio, Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga, e proprio qui avvenne la vera conversione, in quanto l'aver vissuto insieme ai poveri e ai lebbrosi del posto, cambiò radicalmente la sua vita. Proprio per questo motivo, la città è attraversata da diversi sentieri percorsi ogni anno da migliaia di pellegrini, tutti nel nome del Santo. Uno di questi è chiamato il Cammino di Assisi.

Libero comune[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo dei Consoli

Ceduta alla Chiesa con le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno, la città, pur assoggettata ai vescovi, si costituì in Libero comune di fazione ghibellina e, nell'XI secolo, iniziò una politica espansionistica. Distrutta Luceoli, posta sulla via Flaminia nei pressi dell'odierna Cantiano, il suo vasto territorio fu inglobato in quello eugubino e, in posizione più strategica, fu fondata Pergola (poi città autonoma dal 1752). La creazione di Pergola fu considerata pericolosa dalla vicina città di Cagli, che già si sentiva minacciata da Gubbio, in quanto gli eugubini avevano ottenuto la concessione imperiale sullo strategico castello di Cantiano, controllando di fatto, agevolmente, i collegamenti sulla via Flaminia; ne nacquero una serie di scontri che coinvolsero, in forza delle alleanze promosse dai cagliesi, anche Perugia. Le continue guerre di confine portarono Gubbio ad avere più di cento castelli sotto il suo dominio ma, nello stesso tempo, ad entrare in forte conflitto con Perugia, allarmata dal suo espansionismo.

Nel 1151 undici città confederate, capeggiate da Perugia, attaccarono Gubbio con l'intento di spazzarla via. La città resse all'urto ed il seguente contrattacco portò ad una schiacciante vittoria degli assediati. L'evento fu attribuito all'intervento ritenuto miracoloso di sant'Ubaldo (1080-1160), allora vescovo della città. La potenza militare e commerciale che Gubbio andava sempre più ostentando portò ad altri scontri con Perugia, finché nel 1257 i perugini occuparono parte dei territori eugubini, che furono poi restituiti con il trattato di pace del 1273.

La chiesa di San Giovanni

Nel X secolo Gubbio prosperò in pace, crescendo dal punto di vista sia urbanistico, sia economico, sia demografico. Nel 1263, i guelfi presero il potere, che detennero fino al 1350 tranne brevi parentesi, come quando, nel 1300, Gubbio fu occupata dalle truppe ghibelline del conte di Ghiacciolo (Uberto Malatesta) e di Uguccione della Faggiuola. Infine, caduta sotto la signoria di Giovanni Gabrielli, nel 1354 fu assediata ed espugnata dal cardinale Albornoz, legato pontificio, che l'assoggettò alla Chiesa concedendo, però, alla città gli antichi privilegi e statuti propri. La pace fu di breve durata poiché il governo pontificio non mantenne le promesse fatte dal cardinale Albornoz: gli eugubini nel 1376 insorsero e instaurarono un autogoverno. Pochi anni dopo, nel 1381, il vescovo Gabriello Gabrielli, appoggiato dal papa, si autoproclamò signore di Agobbio, nome medioevale di Gubbio, provocando la ribellione dei cittadini che, ridotti alla fame, nel 1384 si levarono in armi contro il vescovo. Impossibilitati a resistere al battagliero vescovo, che non voleva perdere il dominio sulla città, gli eugubini si "consegnarono" spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino, perdendo così il titolo di libero comune, ma ottenendo un lungo periodo di tranquillità. I Montefeltro, signori amanti dell'arte, restituirono a Gubbio i privilegi e gli ordinamenti civili, la città tornò così a fiorire culturalmente e artisticamente; in quel periodo fu ricostruito il Palazzo dei Consoli. Salvo brevi interruzioni per le signorie dei Malatesta e di Cesare Borgia, la città rimase ai Montefeltro fino al 1508 quando subentrarono, nel dominio della città, i Della Rovere, che lo tennero fino al 1631 quando, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo erede della casata, tutti i beni e tutti i feudi passarono, come da volontà testamentaria, allo stato pontificio.

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1860 Gubbio fu annessa al Regno d'Italia e, per effetto del decreto Minghetti, il 22 dicembre 1860 fu distaccata dalle Marche e aggregata all'Umbria, distaccandola dalla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro e aggregandola alla neo-costituita Provincia di Perugia.

A seguito della depressione economica del 1873-1895, conseguente alla crisi agraria che si ebbe in Italia verso il 1880, numerosi abitanti emigrarono alla ricerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Tale fenomeno è continuato per circa un secolo, in varie ondate condizionate dalla prima e dalla seconda guerra mondiale, per esaurirsi negli anni settanta. Le mete furono essenzialmente i paesi europei, quali ad esempio Lussemburgo, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, i paesi dell'America del Nord (Canada e Stati Uniti) e dell'America del Sud (Argentina e Brasile), e anche Sudafrica e Australia.

Durante la seconda guerra mondiale, il 22 giugno 1944, a seguito dell'assassinio di 2 ufficiali medici germanici in un bar cittadino, i tedeschi attuarono una feroce rappresaglia, rastrellando e successivamente trucidando, a colpi di mitragliatrice, 40 cittadini innocenti, nei pressi della chiesa della Madonna del Prato, dove oggi un mausoleo ricorda i "40 martiri". Inoltre, per circa trenta giorni, fino al 25 luglio 1944, giorno della liberazione, la città fu duramente bombardata dalle artiglierie tedesche che, dai monti circostanti, battevano la vallata per contrastare l'avanzata delle truppe di liberazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dei Consoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo dei Consoli.

Il Palazzo dei Consoli fu fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, dal 1901 è sede del museo civico che, tra le altre cose, custodisce le preziosissime Tavole eugubine.

Palazzo Pretorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Pretorio si trova in Piazza della Signoria, detta Piazza Grande di Gubbio, proprio di fronte al Palazzo dei Consoli. La sua costruzione iniziò nel 1349 e proseguì fino al XVII secolo, senza mai giungere al completamento. In origine il palazzo aveva tre vaste sale sovrapposte, ognuna con volta a crociera che poggia su un unico pilastro centrale.

Attualmente è la sede del comune di Gubbio.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Francesco

La chiesa fu costruita nella seconda metà del XIII secolo presso il fondaco della famiglia Spadalonga, che avrebbero accolto San Francesco d'Assisi dopo il suo abbandono della casa paterna. La chiesa è probabilmente opera dell'architetto frà Bevignate da Perugia, anche se la sua attribuzione è ancora oggetto di discussione.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria (o della Vittorina)[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione originaria della piccola chiesa si fa risalire al secolo IX, nel punto in cui gli eugubini avevano battuto i saraceni. Per questo era stata chiamata Vittorina. All’interno le pareti dell’unica navata vengono arricchite, nel quattrocento, con decorazioni a fresco, mentre sono seicenteschi i 14 quadretti con le storie della Madonna.

Nel 1213 il beato Villano, vescovo della città, concesse ai frati francescani di stabilire la loro sede nell'antica chiesa.

La tradizione vuole che qui San Francesco d'Assisi ammansisce con il segno della croce il lupo feroce che atterriva gli abitanti del contado di Gubbio intorno al 1222.

Chiesa di S. Francesco della Pace (o dei Muratori)[modifica | modifica wikitesto]

Costruita nella prima metà del sec. XVII dall’Università dei Muratori nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava la grotta ove visse il lupo di Gubbio. All’interno è visibile la pietra su cui si dice che avvenne il patto di pace tra San Francesco d'Assisi e il lupo, e il coperchio del sarcofago in pietra della presunta sepoltura dell'animale in questione. Nella chiesa sono inoltre conservate le statuette di S. Ubaldo, S. Giorgio e S. Antonio collocate in cima ai Ceri nella celebre festa del 15 maggio.

Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Ducale (Gubbio).

Il Palazzo Ducale si trova davanti al Duomo di Gubbio e fu costruito per ordine di Federico da Montefeltro dopo il 1470. All'interno del palazzo si trovava lo studiolo del Duca, con soffitto a cassettoni e pareti coperte da splendide tarsie lignee. Lo studiolo venne realizzato fra il 1479 e il 1482 dalla bottega fiorentina di Giuliano da Maiano, su disegni di Francesco di Giorgio Martini; l'intero ambiente è stato venduto nel 1939 al Metropolitan Museum di New York.

Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Gubbio.
La Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo

Dedicata ai protomartiri cristiani Mariano e Giacomo, la Cattedrale fu costruita su progetto di Giovanni da Gubbio a partire dal 1190 sull'area concessa dal vescovo Bentivoglio. Completata nel 1229 ed ampliata una prima volta nel 1336 ed una seconda a metà del XVI secolo, ha una facciata molto semplice, caratterizzata da una scalinata ed un rosone attorniato dai simboli dei quattro evangelisti e dall'agnello mistico, appartenenti alla primitiva cattedrale.

San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu costruita fra il XIII ed il XIV secolo con ogni probabilità sul sito occupato in precedenza dal primitivo Duomo di San Mariano. La chiesa ha una facciata prettamente gotica, mentre il campanile è romanico.

L'interno è costituito da una singola navata con abside quadrata, mentre il tetto è sostenuto da archi in pietra su colonne binate. Molti degli affreschi originari sono andati perduti; rimangono solo alcuni frammenti di una Santa Caterina d'Alessandria e di uno Sposalizio mistico di Santa Caterina.

San Domenico[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu fondata sulla più antica chiesa di San Martino, esistente da prima del 1180, quando i domenicani si insediarono a Gubbio nel vicino convento (principio del XIV secolo). Fu modificata nel XVI e nel XVIII secolo, ma la facciata rimase incompiuta. L'abside è sorretta da torrioni angolari. Vi fu sepolto Mastro Giorgio Andreoli.

Basilica di Sant'Ubaldo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Sant'Ubaldo.

La basilica, posta sulla cima del monte Ingino a 827 m s.l.m., custodisce il corpo del santo patrono di Gubbio, sant'Ubaldo, da cui prende nome.

Teatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Il Teatro romano

Appena oltre le mura romane, si trova il teatro romano, risalente al I secolo a.C. Costruito tra il 55 e il 27 a.C., una lapide qui ritrovata menziona una serie di lavori fatti in epoca augustea da Gneo Satrio Rufo, quattuorviro di Gubbio.

Scavi e conseguenti opere di recupero e restauro si sono succedute fin dal 1789 ed hanno portato alla luce diversi mosaici di pregevole fattura. Sono ben conservati le arcate inferiori, parte di quelle superiori, la cavea (che poteva contenere anche 6.000 spettatori) e la scena con nicchie curve e rettangolari.

Mausoleo[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un rudere di tomba romana, localizzata nei pressi del teatro, originariamente rivestita di grossi blocchi di pietra squadrati, avente una camera sepolcrale ancora ben conservata con volta a botte ed una piccola finestra. Fu ritenuta nei secoli passati come il sepolcro di Genzio, ultimo re dell'Illiria.

Palazzo del Capitano del Popolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo sorge nel quartiere di San Martino, risale al XIII secolo e appartenne per un certo periodo di tempo alla famiglia Gabrielli. Ospita ora una piccola mostra con alcuni arnesi di tortura.

Palazzo del Bargello[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo del Bargello (Gubbio).

Tipico esempio di architettura gotica a Gubbio. Sorge nella suggestiva via dei Consoli e fu eretto nei primi anni del 1300. È sede del museo della balestra.

Gubbio è tradizionalmente definita la città dei matti, riferendosi alla proverbiale imprevedibilità e ironia degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la patente da matto a chi compie tre interi giri di corsa intorno alla cinquecentesca fontana dei matti, situata nel largo del Bargello di fronte al Palazzo, per poi ricevere il battesimo dagli schizzi d'acqua della stessa.

Gola del Bottaccione[modifica | modifica wikitesto]

Bottaccione significa grande bottaccio, ossia una diga, un grande bacino artificiale di raccolta delle acque ottenuto dallo sbarramento del torrente Camignano. La singolarità dell'invaso è che non si tratta di un'opera recente, ma di una diga contemporanea all'antico acquedotto medievale, attribuito al maestro eugubino Matteo Gattaponi. che pure corre lungo la Gola: due opere di grande ingegneria di cui gli eugubini un tempo andavano fieri.

Le rocce del Bottaccione, comuni a gran parte di quelle dell'Italia centrale, costituiscono una sequenza stratigrafica completa che abbraccia parte del Giurassico, tutto il Cretaceo e gran parte dell'era Terziaria. Un tempo questa zona, come del resto tutta l'Italia, era sommersa da un esteso oceano chiamato Tetide. Esso, a partire da 130 milioni di anni fa, cominciò a richiudersi lasciando come tracce della sua esistenza l'attuale Mar Mediterraneo, il Mar Nero, il Mar Caspio, oltre all'enorme quantità di rocce che oggi formano le catene montuose dal Mediterraneo all'Indocina. Le rocce contengono un'alta percentuale di resti di conchiglie microscopiche di organismi che formavano il plancton vivente in quell'oceano: la cosiddetta scaglia, che è chiamata bianca, rossa, variegata e cinerea a seconda del colore, costituita da un insieme di strati più ricchi delle conchiglie suddette. Le diverse forme di fossili che si ritrovano nelle rocce permettono di studiare le condizioni ambientali in cui le rocce stesse si sono formate. Lungo la Gola è stata effettuata dagli scienziati una suddivisione stratigrafica basata sul succedersi delle varie forme di organismi microscopici presenti in esse. Nell'intervallo di tempo che va da 120 milioni di anni fa ad oggi, un gruppo di microrganismi chiamati foraminiferi ha permesso di individuare periodi ben distinti della storia della Terra: ecco perché la Gola del Bottaccione è chiamata anche "archivio della Terra", una fotografia al dettaglio della storia della Terra, strato per strato, dal Giurassico al Terziario.

Ma la Gola del Bottaccione è diventata un sito scientifico di rilevanza mondiale dopo che, negli anni '70, il geologo statunitense Walter Alvarez scoprì con l'aiuto del padre Luis, premio Nobel per la fisica e di altri scienziati dell'Università della California a Berkeley, che un sottile strato di roccia, privo di qualsiasi forma di vita, presentava una concentrazione trenta volte superiore al normale di iridio, un metallo raro sulla Terra, ma presente nello spazio. Questa esagerata presenza di iridio nelle rocce del Bottaccione indusse gli Alvarez a formulare diverse ipotesi, finché, nel 1979, proposero la soluzione che un grosso meteorite, probabilmente quello rinvenuto nel 1992 nella penisola dello Yucatan, il cratere di Chicxulub, di circa 180 km di diametro, doveva aver colpito la Terra immettendo nell'atmosfera un'enorme quantità di iridio, sostanza responsabile della grande estinzione di massa dei dinosauri 65 milioni di anni fa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Il comune di Gubbio dal 2001 ad oggi un aumento di 1347 unità, le famiglie sono 13291 con 2,47 a componenti.

Abitanti stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 2010 gli abitanti stranieri a Gubbio erano 2.382, gli stranieri maggiormente provengono dalla Romania, Albania, Marocco e Ucraina.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Gubbio è considerata una delle città al di sopra dei 15.000 abitanti politicamente più "rosse" d'Italia, dal momento che nel 2001 il Partito della Rifondazione Comunista, insieme ai Verdi e alla lista civica "Sinistra Unita", ottenne la maggioranza assoluta dei seggi in consiglio comunale. Il 14 febbraio 2012 la politica eugubina e Regionale fu scossa con l'arresto dei due ex sindaci comunisti Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'abuso di ufficio e altri reati commessi nell'esercizio delle loro pubbliche funzioni. Da maggio 2014 la città è amministrata dal professore Filippo Mario Stirati sostenuto da una maggioranza composta da 2 liste civiche riconducibili alla famiglia del centro-sinistra nazionale.

Enti e istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sezione distaccata del Tribunale Ordinario di Perugia e gli uffici del Giudice di Pace
  • Sezione dell'Archivio di Stato
  • Biblioteca Comunale Sperelliana situata nei locali dell'ex-convento di san Pietro.
  • Ospedale Comprensoriale di Gubbio e Gualdo Tadino situato presso la frazione di Branca.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Gubbio hanno sede medie e piccole attivitá le cui principali fanno parte del settore turistico e delle ceramiche. A livello industriale Gubbio, pur essendo una piccola cittadina, presenta molte aziende affermate sul mercato nazionale e internazionale per quanto riguarda principalmente il settore cementiero e della distribuzione alimentare.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo dei Consoli

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale si trovano 21 scuole dell'infanzia, 15 scuole primarie, 2 medie e 8 scuole superiori (liceo classico, liceo delle scienze umane, liceo artistico, liceo sportivo, liceo scientifico, istituto tecnico industriale, istituto tecnico commerciale, istituto tecnico professionale).

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Diocesano
  • Museo di Palazzo Ducale
  • Museo civico di Palazzo dei Consoli
  • Museo delle "Memorie Ubaldiane"
  • "I CERI - enjoy & share" | Centro promozionale e di documentazione sulla Festa dei Ceri 
  • Museo - Torre di Porta Romana
  • Museo della Balestra presso il Palazzo del Bargello
  • Museo - Laboratorio multimediale “Gola del Bottaccione | Archivio della Terra” presso il complesso monastico di San Benedetto.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Gubbio è stata fino al 2013 la sede principale delle riprese della serie televisiva prodotta dalla Lux Vide e da Rai Fiction "Don Matteo", con Terence Hill. "Don Matteo" è trasmessa in Italia da Rai 1, Rai Premium e da TV2000.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 15 maggio di ogni anno vi si svolge la Festa dei Ceri in onore del patrono della città, sant'Ubaldo. Tre pesanti macchine di legno vengono portate a spalla in una sorta di staffetta senza vincitori. L'ordine dei tre ceri (Sant'Ubaldo patrono di Gubbio, San Giorgio e Sant'Antonio) è sempre lo stesso.
  • L'ultima domenica di maggio di ogni anno vi si svolge il Palio della Balestra, evento folcloristico in onore del patrono della città, sant'Ubaldo.
  • Dal 7 dicembre al 10 gennaio, sulle pendici del monte Ingino, viene disegnato con lampioni colorati il famoso Albero di Natale più grande del mondo.
  • Nel giorno di Venerdì Santo vi si celebra la Processione del Cristo Morto, accompagnata dal canto del Miserere.
  • Nel mese di settembre viene organizzato il pellegrinaggio "Sentiero di Francesco", 40 km da coprire in tre giorni per ripercorrere il percorso fatto da San Francesco d'Assisi nell'inverno tra il 1206 e il 1207.

Persone legate a Gubbio[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Belardello, Bellugello, Belvedere, Birello, Biscina, Borgo Torre, Branca, Caibelli, Caicambiucci, Caimariotti, Camporeggiano, Canalecce, Carbonesca, Carestello, Carpiano, Casacce, Casamorcia, Casanova di Torre, Case Colle, Case Fontarcano, Case Mocaiana, Case Monteleto, Case Santa Maria Maddalena, Case Sant'Erasmo, Case Vignoli, Cima San Benedetto, Cipolleto, Colombara, Colonnata, Colpalombo, Corraduccio, Decima, Febino Casacce, Ferratelle, Fontanelle, Fonte Cese, Fonte della Salsa, Ghigiano, Goregge, Intonacato Basso, Lastreto, Le Trosciacce, Loreto Basso, Madonna del Ponte, Mengara, Mocaiana, Molino di Camporeggiano, Montanaldo, Monteleto, Montelovesco, Monteluiano, Morena, Murcie, Nerbisci, Nogna, Padule, Padule - San Marco, Palazzaccio, Petazzano, Petroia, Piaggiola, Pian Grande, Piccola Piaggiola, Pieve di Agnano, Pisciano, Ponte D'Assi, Raggio, Raggioli, Ritirata, Salia, Salia Parrocchia, San Bartolo, San Bartolomeo, San Bartolomeo di Burano, San Benedetto Vecchio, Santa Maria di Burano, San Cristoforo Basso, San Marco, San Martino in Colle, Santa Cristina, Santa Margherita di Burano, Sant'Ubaldo, San Vittorino, Scritto, Semonte, Serrabrunamonti, Sorbo, Spaccio Monteluiano, Spada, Stazione di Camporeggiano, Stazione di Padule, Torre Calzolari, Torre dell'Olmo, Valdichiascio, Vallingegno, Venata, Vignoli, Villamagna, Zangolo, Zappacenere.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tre livelli della città sono collegati con ascensori pubblici ed una funivia a 2 posti collega Gubbio (532 m) alla Basilica di Sant'Ubaldo (803 m).

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Gubbio e Ferrovia Arezzo-Fossato di Vico.

La città è servita dalla stazione di Fossato di Vico-Gubbio situato a Fossato di Vico; fino al 1945 era in funzione anche la Ferrovia Appennino Centrale a scartamento ridotto che partiva da Arezzo e arrivava fino a Fossato di Vico e a Gubbio aveva la sua stazione ferroviaria situata in via Beniamino Ubaldi 2, oggi completamente demolita.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 luglio 1988 12 maggio 1997 Paolo Barboni PCI poi PDS Sindaco
12 maggio 1997 28 maggio 2001 Ubaldo Corazzi Democratici di Sinistra Sindaco
28 maggio 2001 28 maggio 2010 Orfeo Goracci Partito della Rifondazione Comunista Sindaco [3]
28 maggio 2010 23 maggio 2011 Maria Cristina Ercoli Partito della Rifondazione Comunista Vicesindaco
23 maggio 2011 24 maggio 2013 Diego Guerrini Partito Democratico Sindaco
28 maggio 2013 8 giugno 2014 Maria Luisa D'Alessandro Commissario prefettizio
8 giugno 2014 in carica Filippo Mario Stirati Lista civica di sinistra[4] Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Gubbio è gemellata con le seguenti città:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente lo sport più praticato e seguito in città è il calcio: l'A.S. Gubbio 1910 attualmente milita in Lega Pro. Molte sono inoltre le squadre nell'intero comune che partecipano a campionati calcistici dilettantistici: Padule, Carbonesca e Fontanelle-Branca in Prima Categoria, Real Padule, Pontedassi, San Marco ed Eugubina Mencarelli Group in Seconda Categoria.
La pallavolo è molto praticata, con la squadra femminile della società Prep-F.lli Mori che vanta anche un recente passato in serie B1.
Il basket ha nella Barbetti Redil, che ha conquistato nell'anno 2010 la promozione nella Divisione Nazionale C, e nella Polisportiva Gubbio, nata nel 2010, le sue squadre portabandiera.
Sono presenti anche associazioni di sport minori come il tennis, il karate, il judo, il rugby, il ciclismo, il pattinaggio, il tiro con l'arco, il tennis tavolo, le bocce, il ruzzolone ed il podismo, mentre la piscina comunale, che spesso ospita meeting nazionali, permette una costante pratica del nuoto da parte di varie società eugubine. Nel territorio comunale è presente anche una pista per il volo ultraleggero.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Pietro Barbetti
  • Palazzetto dello Sport via Dell'Alboreto
  • PalaITC
  • Impianto Ciclabile Polivalente "Le Cerque"
  • Palestra del polo liceale "G. Mazzatinti"
  • Piscina comunale
  • Bocciodromo comunale
  • Circolo tennis
  • Campo di rugby
  • Campo di tiro con l'arco
  • Pista per automodelli
  • Pista per aeromodelli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Dimessosi in seguito all'elezione in consiglio regionale.
  4. ^ In coalizione con Sinistra Ecologia e Libertà e Partito Socialista.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Origene, Storia di Gubbio, Gubbio 1964.
  • F. Faramelli e D. Clementi, Chi uccise i dinosauri? Nelle rocce di Gubbio la chiave del mistero, Gubbio 1993.
  • AA. VV., La ceramica a lustro nell'Ottocento a Gubbio, Firenze 1998.
  • G. C. Bojani, Mastro Giorgio, Firenze 1998.
  • P. Micalizzi, Gubbio. Storia dell'architettura e della città, Gubbio 2009.
  • G. Loretoni e G. Cardobni, Gubbio. I Ceri, Gubbio 2011.
  • G. Presciutti, M. Presciutti, G. Dromedari, Il corridoio bizantino al confine tra Marche e Umbria, Pesaro 2014.

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