Sarsina

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Sarsina
comune
Sarsina – Stemma Sarsina – Bandiera
La basilica di San Vicinio
La basilica di San Vicinio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Luigino Mengaccini (lista civica di centrodestra) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 43°55′00″N 12°09′00″E / 43.916667°N 12.15°E43.916667; 12.15 (Sarsina)Coordinate: 43°55′00″N 12°09′00″E / 43.916667°N 12.15°E43.916667; 12.15 (Sarsina)
Altitudine 243 m s.l.m.
Superficie 100,72 km²
Abitanti 3 544 (30-09-2014)
Densità 35,19 ab./km²
Frazioni Calbano, Castel d'Alfero, Pieve di Rivoschio, Quarto, Ranchio, Sorbano, Tezzo, Turrito, Pagno, Monteriolo, Tomba
Comuni confinanti Bagno di Romagna, Cesena, Civitella di Romagna, Mercato Saraceno, Sant'Agata Feltria (RN), Santa Sofia, Sogliano al Rubicone, Verghereto
Altre informazioni
Cod. postale 47027
Prefisso 0547
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040044
Cod. catastale I444
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sarsinati
Patrono san Vicinio
Giorno festivo 28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sarsina
Sarsina
Posizione del comune di Sarsina nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Sarsina nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Sàrsina (Sêrsna in romagnolo) è un comune italiano di 3.544 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Si trova sull'Appennino tosco-romagnolo, dista 35 km da Cesena e 50 km da Forlì. La vetta più elevata all'interno del comune di Sarsina è il monte Facciano (935 m slm), raggiungibile direttamente dal centro abitato di Quarto grazie a sentieri e mulattiere segnalate dal CAI (Club Alpino Italiano).Il territorio comunale è composto da una zona principale e da 2 exclave

Il toponimo è di etimo incerto, ma probabilmente di origine umbra, come la città stessa, le cui origini risalirebbero dunque assai indietro nel tempo. Essa fu patria del grande commediografo romano Plauto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Sarsina risente della lontananza dal mare, generando quindi un clima temperato fresco, con una piovosità abbondante e regolare distribuita durante tutto il corso dell'anno. La temperatura media annua è di 15 °C;. Il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media di 4 °C, mentre quelli più caldi sono luglio e agosto, con una temperatura media di 25 °C.

Dal punto di vista legislativo la città ricade nella Fascia Climatica E per i suoi 2.303 gradi giorno. Il limite massimo consentito di accensione dei riscaldamenti è dunque di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.[1]

  • Classificazione climatica: zona E, 2.303 GG
Sarsina Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 9 13 17 22 27 29 29 25 19 11 7 7,3 17,3 28,3 18,3 17,8
T. mediaC) 4 6 10 14 18 23 25 25 21 16 9 5 5 14 24,3 15,3 14,7
T. min. mediaC) 1 3 6 10 14 18 20 20 17 12 6 2 2 10 19,3 11,7 10,8
Precipitazioni (mm) 40 38 51 54 48 54 41 59 62 60 68 59 137 153 154 190 634

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e la Sarsina antica[modifica | modifica wikitesto]

I resti dell'antico foro romano, la cui pavimentazione, in marmo di Verona, risale al I secolo d.C.

Il primo insediamento stabile nell'area in cui sorge l'odierna città era abitato da popolazione umbre presenti nella valle del Savio, giunti nel IV secolo a.C. Le tracce del nucleo urbano, adiacente all'attuale piazza Plauto, risalgono alla seconda metà del IV secolo a.C. e consistevano in modeste costruzioni in legno con annessi piccole botteghe artigianali. Fu sottomessa dai Romani nel 266 a.C., in seguito a due gravose campagne militari, che le conferirono lo status di civitas foederata (città alleata), concedendo quindi alla città una certa autonomia. In conseguenza a ciò nel 225 a.C., quando i Romani combatterono contro i Galli, i Sassinates, insieme gli Umbri, fornirono all'esercito romano 20.000 soldati. A questo periodo risale la nascita di Tito Maccio Plauto, grande poeta e commediografo.

Nei decenni centrali del I secolo a.C. Sassina[2], divenuta un municipio romano integrato, venne riorganizzata sul piano urbanistico ed architettonico, con la dotazione inoltre di una massiccia cinta muraria. In quel periodo fu molto rilevante la presenza di liberti (schiavi affrancati), che una volta divenuti il ceto imprenditoriale, contribuirono a rinvigorire la città. A rimarcare la sua origine umbra, Sarsina venne inserita in età augustea nella circoscrizione amministrativa della Regio VI Umbria. Durante l'età imperiale, fino al III secolo d.C., lo sviluppo della cittadina crebbe notevolmente, grazie anche ad una solida economia silvo-pastorale e ai suoi rapporti commerciali con il porto di Ravenna. La presenza nei testi sepolcrali di riferimenti alle corporazioni di fabri (artigiani), centonari (fabbricanti di stoffe), dendrophori (carpentieri) e muliones (mulattieri), testimoniano il considerevole volume d'affari raggiunto dalle varie attività.

Sarsina subì atroci devastazioni verso la fine del III secolo, forse operate da popolazioni barbariche, come attestano gli evidenti segni di un incendio sui pavimenti di alcune abitazioni, a cui seguì un periodo di declino. Fra il III e il IV secolo a Sarsina fu nominato il primo vescovo, Vicinio, divenuto poi santo e protettore della città. Il periodo compreso tra il 409 e il 470 è segnato da ulteriori incursioni, forse riconducibili ai Visigoti e agli Eruli. Inoltre nella sua chiesa si trova un collare che sembra serva per scacciare satana.

Dal medioevo al giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 757 Sarsina fu sottomessa all'Esarcato di Ravenna. Nel X secolo si ebbe la costruzione della cattedrale romanica, nucleo della città. Subì poi le diverse dominazioni degli Ordelaffi, dei Malatesta e dei Veneziani, mantenendo però la sua importanza in quanto sede vescovile. Fu quindi oggetto di contesa fra feudatari e Signori, descritta quasi in rovina nel 1371.

Dal 1859 all'annessione al Regno d'Italia fece parte dello Stato pontificio. In quell'anno i sarsinati si considerarono parte della Repubblica Romana. Nel 1860 Luca Silvani, nativo di Sarsina, guidò una spedizione di cacciatori (corpo ausiliario) per annettere il Montefeltro al Regno d'Italia.

Nel 1944 una rappresaglia nazista procurò alla città ingenti morti e feriti, con l'incendio di numerosi edifici privati e pubblici. A causa di ciò Sarsina è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di San Vicinio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Vicinio.
San Vicinio

La basilica, concattedrale della diocesi di Cesena-Sarsina, fu eretta tra X e il XI secolo in stile romanico, su un edificio preesistente di epoca romana o paleocristiana. Essa è dedicata al primo vescovo della chiesa sarsinate, Vicinio, vissuto fra III e IV secolo.

La tipica facciata romanica è solcata dai segni di rifacimenti ed aggiustamenti operati nel corso dei secoli. Sopra l'ingresso, nella lunetta, vi è un mosaico raffigurante il santo titolare con la mitria da vescovo e la catena miracolosa. Il campanile, di epoca tarda, venne restaurato nel XVIII secolo. L'interno della concattedrale è a tre navate a croce latina, separate da colonne, con soffitto a capriate; la navata centrale, più larga di quelle laterali, termina con l'abside. Nella navata sinistra si trovano il battistero, la tomba dell'ultimo vescovo residente di Sarsina, la cappella seicentesca della beata Vergine del Rosario e la cappella del Santissimo Sacramento. Nella navata opposta vi è la cappella di San Vicinio, il principale luogo di culto della concattedrale: qui vi sono le reliquie del santo e la catena miracolosa, appartenuta secondo la tradizione al Santo.

Il collare di San Vicinio
L'interno della basilica
La tradizione afferma che il vescovo della città eletto direttamente da Dio, visse su un monte, attualmente nel comune di Mercato Saraceno, che porta il suo nome, dove si ritirava per pregare e fare penitenza. Durante la sua permanenza il Santo soleva indossare un collare di ferro, a cui appendeva una pietra per appesantire il collo. L'oggetto in questione è costituito da due bracci uniti da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti.[3] Secondo una ricerca scientifica operata presso l'Università di Bologna, la catena, di incerta origine, sarebbe da attribuire ad un'epoca contemporanea o precedente la vita del Santo. Oggi il collare viene usato per benedizioni. Per i credenti infatti, esso avrebbe effetto taumaturgico su chi è soggetto a possessioni diaboliche e sugli infermi. Si è solito dire che La Catena è la mano del Santo che con la sua potente intercessione presso Dio dona la grazia a tutti coloro che giungono fino al suo altare in devoto pellegrinaggio.[4] Gli esorcismi sono praticati all'interno della basilica da sacerdoti autorizzati dal vescovo. A San Vicinio è dedicata la festa che ricorre ogni anno il 28 agosto.


  • Castello di Casalecchio

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Plauto[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Plauto

La piazza principale di Sarsina, intitolata a Tito Maccio Plauto, è sempre stato il principale luogo d'incontro per gli abitanti e di accoglienza per visitatori e turisti. Sorge sul luogo dove in epoca romana sorgeva il foro, al centro della civitas, i cui resti, consistenti in tracce dell'antica pavimentazione a lastre in marmo di Verona, sono tuttora visibili dietro gli edifici sul lato settentrionale della piazza. L'attuale pavimentazione, inaugurata il 1º febbraio 2004, è realizzata in pietra alberese. Sul lato orientale del foro sorgeva un edificio, probabilmente di culto, i cui resti sono visibili da via Aurigemma. Alcuni reperti, principalmente elementi architettonici, sarcofagi, puteali, capitelli e resti delle tubature in piombo dell'acquedotto romano, sono conservati nel cortile del vescovado. Sul lato nord della piazza vi è una galleria che conduce ai resti del foro e di edifici del I secolo a.C.

Via Cesio Sabino[modifica | modifica wikitesto]

Via Cesio Sabino

La strada, situata nel centro storico sarsinate, è intitolata ad un importante personalità locale vissuta intorno alla fine del I secolo, Cesio Sabino, appartenente alla nobile famiglia reatina dei Flavi, nonché amico di Traiano e Marziale. Durante la carica di magistrato edile, ornò Sarsina con edifici in pietra e marmo. Oggi la via accoglie numerose osterie e botteghe che conservano ancora le insegne a tempera sui muri. Collega il lato destro di Piazza Plauto con la strada statale 71. Lungo essa si trova il Museo Archeologico nazionale.

Parco marmitte dei giganti: pannello descrittivo.
  • A circa 4 km dal centro abitato si trovano due palazzi rinascimentali. Uno del 1500, denominato Il Castello, perché costruito sulle fondazioni dell'antico Casaleci su un colle, e un secondo più a valle, denominato Il Piano, palazzo settecentesco, recentemente ristrutturato.
  • A 1 km da Sarsina, in località Calbano, si può visitare l'Arena Plautina, di realizzazione contemporanea, dove ogni anno si tengono recite classiche all'aperto.
  • Molto interessante è il Museo Archeologico Nazionale, fondato nel 1890, inizialmente come raccolta comunale, per opera dell'archeologo forlivese Antonio Santarelli.
  • Nei pressi dell'abitato è stato istituito il Parco delle marmitte dei giganti, una riserva naturale comprendente le marmitte dei giganti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

I dati attestano che la popolazione, a fine novembre 2009, era composta da 3.697 abitanti, tra cui 1.845 maschi e 1.852 femmine.[5]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 268 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 63 1,70%

Marocco Marocco 63 1,70%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto romagnolo.

La lingua più parlata è naturalmente l'italiano. Il dialetto più diffuso è quello romagnolo, i cui caratteri distintivi furono assunti nel periodo greco-bizantino e che possiede influssi della parlata germanica. Le parole trinchêr e runfêr, dalle radici di "bere smodatamente" e "russare", sono infatti un lascito del popolo di Teodorico. L'accento di intensità invece sembra derivare dai Longobardi o dai Franchi.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Cesena-Sarsina.

Sarsina fa parte della diocesi di Cesena-Sarsina, suffraganea dell'arcidiocesi di Ravenna-Cervia. La prima diocesi, solo di Sarsina, fu fondata nel IV secolo ed era guidata dal vescovo Vicinio, santo patrono della città. Nel 1828, con la bolla Dominici gregis, la sede di Sarsina fu soppressa e unita a quella di Bertinoro. L'unione con Bertinoro fu poi revocata a causa delle difficoltà di comunicazione tra le due sedi attorno al 1872, quando Sarsina tornò ad avere un proprio vescovo. Venne infine unita il 30 settembre 1986 alla diocesi di Cesena, eretta nel I secolo, formando l'attuale comunità religiosa, attualmente sede vacante.

Feste paesane[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente a Pasqua si tiene la sagra della pagnotta con il mercatino e gli assaggi gratuiti, le animazioni e la pagnotta più grande che ogni anno entra nel Guinness dei primati.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C. Real Sarsina che milita in Seconda Categoria.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 8 giugno 1990 Lorenzo Cappelli Democrazia Cristiana Sindaco [7]
8 giugno 1990 24 aprile 1995 Lorenzo Cappelli Democrazia Cristiana Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Lucio Cangini lista civica Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Lorenzo Cappelli centro-destra Sindaco [7]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Lorenzo Cappelli lista civica Sindaco [7]
8 giugno 2009 19 febbraio 2013 Malio Bartolini lista civica Sindaco [7]
27 maggio 2013 in carica Luigino Mengaccini lista civica: sarsina nostra Sindaco [7]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comuni italiani, Classificazione climatica di Sarsina. URL consultato il 09-06-2010.
  2. ^ Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, Sarsina antica. URL consultato il 10-06-2010.
  3. ^ Il collare di San Vicinio. La costituzione della catena
  4. ^ San Vicinio. Collare di San Vicinio
  5. ^ Statistiche ISTAT - novembre 2009. La popolazione di Sarsina
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Bassetti, Frammenti di storia medievale sarsinate estratti dai registri della Camera Apostolica (sec. XIV), <<Studi Romagnoli>>, LIX (2008), pp. 317-326.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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