Bevagna

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Bevagna
comune
Bevagna – Stemma Bevagna – Bandiera
Bevagna – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Annarita Falsacappa dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 42°56′N 12°37′E / 42.933333°N 12.616667°E42.933333; 12.616667 (Bevagna)Coordinate: 42°56′N 12°37′E / 42.933333°N 12.616667°E42.933333; 12.616667 (Bevagna)
Altitudine 210 m s.l.m.
Superficie 56,22 km²
Abitanti 5 156[1] (31-12-2010)
Densità 91,71 ab./km²
Frazioni Cantalupo, Castelbuono, Gaglioli, Limigiano, Torre del Colle
Comuni confinanti Cannara, Foligno, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Spello
Altre informazioni
Cod. postale 06031
Prefisso 0742
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054004
Cod. catastale A835
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bevanati
Patrono san Vincenzo
Giorno festivo 6 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bevagna
Bevagna
Posizione del comune di Bevagna all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Bevagna all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Bevagna è un comune italiano di 5.156 abitanti della provincia di Perugia, un tempo nota per le tele pregiate che vi si producevano, tanto da essere chiamate "bevagne". È inserita tra i Borghi più belli d'Italia e tra le Bandiere arancioni.

In questa cittadina umbra è stato girato nel 1936 il film Musica in piazza di Mario Mattoli, nel 1972 sono state girate alcune scene del film Fratello sole, sorella luna diretto da Franco Zeffirelli e nel 2007 della fiction tv di Rai Uno Don Matteo 6.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione climatica del comune è zona D, 2004 GR/G.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Tracce di insediamenti umani compaiono fin dall'età del ferro e importanti ritrovamenti archeologici confermano la presenza degli Umbri nel territorio bevanate[2].

Dominazione Romana e Cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Resti del Tempio romano.

Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell'Umbria con la famosa Battaglia del Sentino del 295 a.C. Bevagna, infatti, era nota come centro itinerario degli Umbri e per la sua pastorizia e allevamento bovino.

Divenuta Municipio romano nel 90 a. C. col nome di Mevania, venne ascritto alla tribù Aemilia, nella VI Regio. Divenne importante centro agricolo e strategico, grazie alla sua favorevole posizione al centro della grande viabilità impostata dai romani con la via Flaminia (220 a. C), e al suo porto fluviale sul Topino (le cui acque, all'epoca navigabili, si gettano nel fiume Chiascio e quindi nel Tevere). Tale floridezza durerà fino al III secolo d. C., quando acquista maggiore importanza il tratto della Flaminia passante per Terni e Spoleto. In questo periodo ebbe un notevole sviluppo edilizio, infatti Mevania fu munita di una cinta muraria[3], di terme e un anfiteatro dei quali ne restano ancora le vestigia. Forse patria di Properzio[4]; nel 308 a.C. lo scrittore latino Livio ricorda la Battaglia di Mevania in questa data, anche se l'episodio è dubbio per gli storici. Sicuro è che dopo il 295 Mevania con altre città umbre si alleò con Roma.

Con l'avvento del Cristianesimo vi sono numerosi martiri, tra cui San Vincenzo, primo vescovo e patrono del paese. Vi viene fondata la Diocesi di Bevagna certamente nel 487[5].

Disputa fra Chiesa e Impero[modifica | modifica wikitesto]

La medievale Porta Cannara.

Con la caduta dell'Impero romano Bevagna viene devastata dalle invasioni barbariche dei longobardi nel VI secolo, decadendo e perdendo anche la sede vescovile nel IX secolo[6]. Nel 774, diviene possedimento longobardo nell'ambito del Ducato di Spoleto, senza avervi una speciale importanza (il termine Gaite ad indicare i quartieri deriva da questo periodo)[7]. Successivamente entra a far parte dell'orbita Stato della Chiesa, ma in realtà continua a dipendere, come l'intero ducato, dai re Franchi e poi dagli imperatori del Sacro Romano Impero[8].

Dopo la conquista Franca Bevagna è dal 1187 libero Comune retto da Consoli, e viene contesa fra le dominazioni alterne di Spoleto, Foligno, dell'Impero Germanico, di Perugia e dello Stato Pontificio. Soprattutto vive le controversie fra la Chiesa e l'Impero, restando tuttavia sostanzialmente fedele alla prima fino all'avvento dell'Unità d'Italia.

Espugnata e incendiata nel 1152 da Federico Barbarossa e ancora nel 1249 dal Conte d'Aquino, capitano dell'imperatore Federico II come schieramento guelfo, risorse nella seconda metà del XIII secolo tanto che nel 1249 i cittadini ottennero da papa Innocenzo IV l'autorizzazione ad eleggere liberamente il proprio podestà[9]. Nel corso del ‘200 arrivano in città gli ordini mendicanti, Francescani, Domenicani ed Agostiniani, che vi erigono le loro chiese.

Le Signorie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1371, dopo esser passata più volte dal dominio imperiale a quello papale e viceversa, Bevagna viene donata da Papa Gregorio XI a Trincia Trinci, vicario apostolico, iniziando la dominazione della signoria dei Trinci di Foligno che durerà fino al 1439, quando il borgo sarà restituito al diretto dominio della Santa Sede. Anche se venne fortemente contesa con Perugia. Venne devastata nel 1375 da Corrado II Trinci signore di Foligno[10]; sotto l'egemonia di Perugia, tentò ribellarsi nell'ottobre 1381, fino a quando nel 1439 passo poi definitivamente alla Chiesa. Nel 1493 Papa Alessandro VI la concede in amministrazione ai governatori pontifici di Spoleto[11]. Le controversie nate fra i Bevanti e la Città di Spoleto, convinsero nel 1503 papa Giulio II a metterla sotto la giurisdizione dei governatori pontifici di Perugia[12], i quali cardinali iniziarono a contendersi la supremazia cittadina. Nel 1530 papa Clemente VII decise di porre Bevagna sotto il controllo dinastico dei Baglioni[13]. Tuttavia il malgoverno e la ferocia dei Baglioni fecero ricredere i pontefici, che la riposero sotto i governatori perugini, e poi ancora sotto i Baglioni, fino a quando nel 1567 papa Pio V risolse definitivamente la questione ponendo Bevagna sotto il controllo diretto della Santa Sede[14][15], alla quale rimase, salvo la parentesi della conquista napoleonica, fino all'avvento del Regno d'Italia nel 1860.

Bevagna e il suo territorio.

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Un ruolo importante per la storia della città e del suo territorio è rappresentato, come per gli altri comuni della Valle Umbra, dagli sforzi e dalle lotte per la bonifica delle aree paludose e per la regolamentazione dei numerosi corsi d'acqua. Avviata nel 1456[16], la bonifica della pianura bevanate raggiunge concreti risultati nella seconda metà del ‘500, portando vantaggi all'economia agricola bevanate, incentrata soprattutto sulla coltivazione e lavorazione della canapa.

È con il ‘700 e, soprattutto nel corso dell'800, che il sistema idraulico di questa area si avvia ad un assetto definitivo.

Leone XII nel 1825 le restituì il titolo di città[17].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Venne donato alla città da Papa Innocenzo VI nel 1360. È uno stemma a scudo sannitico, con croce greca bianca in campo rosso. Dietro la croce osserviamo le due chiavi petrine (una d'oro e l'altra d'argento) decussate. Sulla sezione orizzontale della croce compaiono le tre lettere O S F, iniziali delle parole ob servatam fidem (per la fede conservata): Bevagna città guelfa, aveva dimostrato particolare lealtà e devozione per lo Stato Pontificio.

Esso sostituisce lo stemma più antico, costituito da tre o quattro vasi di miele.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele
Chiesa di San Silvestro
  • Palazzo dei Consoli: risalente al 1270, è una struttura caratterizzata da un'ampia scalinata esterna. Attualmente ospita un teatro ottocentesco.
  • Piazza Silvestri: è tra le più importanti piazze medioevali della regione.
  • Chiesa di San Michele: costruita verso la fine del XII secolo dai maestri Binello e Rodolfo, che sono citati da un'iscrizione posta all'ingresso. La monumentale facciata è di stile romanico. Il campanile a forma di cuspide è stato realizzato successivamente.
  • Chiesa di San Silvestro: ultimata il 1195; viene considerata uno dei capolavori di Binello.
  • Museo civico
  • Monastero di Santa Margherita

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Primavera Medievale: a cavallo tra aprile e maggio, è una manifestazione/vetrina della festa di Giugno (Mercato delle Gaite) caratterizzata da concerti, conferenze ed eventi di natura gastronomica medievali.
  • Arte in Tavola: in aprile, mostra mercato a carattere locale, esposizione dei prodotti e piatti tipici con degustazione, esposizioni di artisti locali, concerti.
  • Mercato delle Gaite: manifestazione di rievocazione storica che cade ogni anno nei dieci giorni a cavallo delle ultime due domeniche di giugno. Obiettivo principale della manifestazione è di ricreare, quanto più fedelmente possibile, spaccati di vita quotidiana compresa tra il 1250 e il 1350. Le quattro gaite (quartieri) San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria si sfidano in quattro gare (gara dei mestieri, gara gastronomica, gara del mercato, gara di tiro con l'arco) per decretare chi vincerà il palio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[19] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 444 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco 148 2,87%

Romania 124 2,40%

Persone legate a Bevagna[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Capro[modifica | modifica wikitesto]

Capro è una località del comune di Bevagna, posta poco distante della città (216 m s.l.m.), lungo la strada che conduce verso Bettona [1]. La zona è nota sin dal 1078, essendo citata nelle carte del monastero di Sassovivo.

Capro è nota per la presenza dell'Aiso (o Abisso), un laghetto pressoché circolare del diametro di 25 m e profondo 13 m, posto a 196 m s.l.m.; una leggenda, nota sin dal XVII secolo, collega al lago la scomparsa del contadino Chiarò, che sprofondò nel lago con tutta la sua casa, per aver lavorato i campi nel giorno della festa di Sant'Anna. Solo la moglie ed un figlio scamparono, ma le acque li inseguirono e si richiusero su di essi, presso la sorgente detta dell'Aisillo.

Altrettanto noto è il Convento dell'Annunziata, conosciuto anticamente con il nome di Sant'Ansovino, per via del fatto che qui si trovavano alcune reliquie di questo santo (altre si troverebbero nella chiesa di Casenove di Foligno). Si trova a 600 m da Capro, su un piccolo colle a 231 m s.l.m. Esso venne fondato dai benedettini di Sassovivo e nel 1138 passò alla Santa Sede, sotto Innocenzo II; ora vi dimorano le suore missionarie di Gesù Bambino. L'architettura è piuttosto semplice ma elegante, con un portico in mattoni ed una porta datata 1495. Dentro si trova un crocifisso del XVI secolo, un dipinto del Fantino ed altre opere dei due secoli successivi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.C.D. Bevagna che milita nel girone B umbro di Promozione.

Il Mercato delle Gaite[modifica | modifica wikitesto]

Il Mercato delle Gaite è una manifestazione di rievocazione storica che ha lo scopo di ricostruire la vita quotidiana dell'uomo medievale. Come riferimento storico, la manifestazione prende in considerazione gli anni che vanno dal 1250 al 1350. La festa cade sempre a cavallo delle ultime due domeniche di Giugno. Il Mercato delle Gaite ha ricevuto numerosi riconoscimenti dal mondo accademico per l'accuratezza delle ricostruzioni messe in atto[21]. La festa è una competizione di rievocazione tra 4 gaite (quartieri) in cui Bevagna era divisa anticamente.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Italiainsolita.com
  3. ^ Enciclopedia italiana Treccani
  4. ^ Treccani.it
  5. ^ Treccani.it
  6. ^ Treccani.it
  7. ^ Sito ufficiale della Pro-Loco
  8. ^ Sito ufficiale de "I borghi più belli d'Italia"
  9. ^ Italiainsolita.com
  10. ^ Treccani.it
  11. ^ Antonio Melloni: "Raccolta ferrarese di opuscoli scientifici, e letterarj", 1787.
  12. ^ Antonio Melloni: "Raccolta ferrarese di opuscoli scientifici, e letterarj", 1787.
  13. ^ Antonio Melloni: "Raccolta ferrarese di opuscoli scientifici, e letterarj", 1787.
  14. ^ Antonio Melloni: "Raccolta ferrarese di opuscoli scientifici, e letterarj", 1787.
  15. ^ Sito ufficiale della Pro-Loco
  16. ^ Sito ufficiale del Comune di Bevagna.
  17. ^ Enciclopedia italiana Treccani
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  20. ^ BIANCONI, Giacomo, in Dizionario Biografico degli Italiani Treccani, Istituto della Enciclopedia italiana, Roma 1968, vol. 10; Beato Giacomo Bianconi da Bevagna Domenicano dal sito Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi
  21. ^ http://www.francocardini.net/Archivio/2013/2.2013.html Rievocazione e diffusione del sapere: un'intervista a Franco Cardini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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