Repubblica di Genova

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Repubblica di Genova
Repubblica di Genova – Bandiera Repubblica di Genova - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Respublica superiorem non reconoscens
Repubblica di Genova - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Serenissima Repubblica di Genova
Nome ufficiale Respublica Ianuensis
Lingue ufficiali latino, in seguito italiano
Lingue parlate {{{lingua}}}
Capitale Genova
Dipendente da Regnum Italiae dal 781 al 1096
Dipendenze ex giudicato di Torres (1259-1325)
Politica
Forma di governo repubblica oligarchica
Doge elenco
Organi deliberativi Collegio degli Anziani (poi Collegio dei Governatori), Collegio dei Procuratori
Nascita 1096;
con Simone Boccanegra primo doge (23 settembre 1339)
Causa nascita dei comuni
Fine 17 giugno 1797;
7 gennaio 1815;
con Giacomo Maria Brignole (1797) ultimo doge; Girolamo Serra, presidente del Governo provvisorio (1815)
Causa Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte; Congresso di Vienna
Territorio e popolazione
Bacino geografico Liguria[1], Corsica, Basso Piemonte, Gorgona, Capraia, Cipro, Chio, Samo, Galata a Costantinopoli, Piena, Mentone, Roccabruna, Monaco[2], Sebastopoli, Cembalo, Soldaia, Tana (Azov) e Caffa in Crimea, Tabarca in Tunisia
Territorio originale Comune di Genova
Massima estensione 4000 kmq circa
nel secolo XVI
Popolazione 60.000 abitanti circa
nel secolo XVI
Economia
Valuta denaro genovese, genovino
Risorse commercio, pesca, sale, vite
Produzioni vetro, oreficeria, armi, cantieristica
Commerci con Impero Bizantino, Sacro Romano Impero, Egitto, Siria, Impero ottomano, Francia, Spagna, Inghilterra, India
Esportazioni spezie, sale, vetro, tessuti
Importazioni spezie
Religione e società
Religioni preminenti cattolicesimo
Religione di Stato cattolicesimo
Religioni minoritarie cristianesimo ortodosso, ebraismo, islam
Classi sociali patrizi, clero, popolo
Repubblica di Genova - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da nel 1096: Corona ferrea monza (heraldry).svg Regnum Italiae
nel 1814: Primo Impero Francese Primo Impero Francese
Succeduto da nel 1797: repubblica Ligure Repubblica Ligure
nel 1815: regno di Sardegna Regno di Sardegna

La repubblica di Genova (Repubrica de Zena /re'pybrika 'de 'ze:na/ in ligure, Respublica Genuensis in latino), ufficialmente fino al 1528 Compagna Communis Ianuensis e dal 1580 Serenissima Repubblica di Genova - nota come La Superba, La Dominante, La Dominante dei mari, La Repubblica dei magnifici - era lo Stato attraverso cui l'omonima città aveva governato quasi tutta l'odierna Liguria e altri possedimenti dal 1096 - quando si rese autonoma anche sul piano formale dal Sacro Romano Impero - al 1815 - allorché, dopo la parentesi rivoluzionaria della repubblica ligure e la temporanea ricostituzione con la caduta di Napoleone I, perse definitivamente la propria indipendenza con l'annessione al regno di Sardegna.[3]

(LA)

« Respublica superiorem non reconoscens »

(IT)

« La repubblica che non riconosce (alcun) superiore »

(Enunciazione di totale sovranità della repubblica di Genova)

Genova si scontrò vittoriosamente con la repubblica di Pisa nella battaglia della Meloria nel 1284 per il predominio sul mar Tirreno e fu eterna rivale di Venezia nella spartizione del Mediterraneo; fu una celebrata repubblica marinara ed oggi il suo stemma è raffigurato nella bandiera della Marina Italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Liguria § Storia, Storia di Genova e Repubblica Ligure.

Dalla "Compagna Communis" ai dogi perpetui[modifica | modifica wikitesto]

Genova cominciò a rendersi autonoma dal Sacro Romano Impero intorno al 1096, come libero comune, partecipando poi alla prima crociata (avendo la concessione dell'uso della croce rossa nello stemma). Inizialmente chiamata Compagna Communis, la denominazione "repubblica" fu ufficializzata solamente nel 1528 per iniziativa dell'ammiraglio Andrea Doria. Il suo territorio fu quindi amministrato fin dal Medioevo da consoli, podestà e capitani del popolo, dal 1099 al 1339, che costituiranno le prime "versioni" statali e repubblicane: la prima, la seconda e la terza repubblica.[4]

Al crescere di una sempre più potente repubblica marinara, però, si contrapposero nella gestione politica cittadina momenti di tensione, scontri e "voglia di potere" delle più influenti famiglie genovesi, ulteriormente divise tra fazioni guelfe, ghibelline. Tra le casate nobiliari che di fatto si spartirono l'autorità cittadina in epoca medievale figurarono gli Adorno, i Fregoso, i Guarco, i Montaldo, i Doria, gli Spinola, i Fieschi, i Grimaldi e i Lomellini.[5]

Solamente nel XIV secolo nella repubblica di Genova fu attuata una riforma governativa di tipo oligarchico - la cosiddetta "quarta repubblica" - che con i primi dogi eletti a vita (il primo fu, il 23 settembre 1339, Simone Boccanegra) s'alternarono anche interessi verso il ducato di Milano (ai Visconti prima e agli Sforza poi) e ai sovrani francesi Carlo VI, Carlo VII, Luigi XII e Francesco I. In queste fasi storiche - dove, di fatto, le dedizioni della repubblica si trasformarono politicamente in vere e proprie dominazioni straniere pur conservando una debole autonomia territoriale - alla guida dello Stato subentrarono governatori e luogotenenti in maggioranza non liguri, ma anche genovesi con le nomine di quegli esponenti nobiliari considerati "vicini" alla potestà vigente, addirittura ex dogi a vita che per "responsabilità di stato" o per ambizione personale scelsero di rinunciare al loro dogato e di fatto consegnare più volte la repubblica ai menzionati Stati; una caratteristica che legò tre dogi della famiglia Adorno (Antoniotto I, Antoniotto II e Prospero) e due Fregoso (Paolo e Ottaviano).[6]

Le riforme del 1528, del 1576 e i dogi biennali[modifica | modifica wikitesto]

Fu l'ammiraglio onegliese Andrea Doria a dare una svolta politica e storica con un radicale cambiamento della struttura di uno Stato che, dopo l'ennesima sottomissione alla Francia, nel 1528 conobbe una nuova indipendenza e soprattutto stabilità con l'accordo delle 250 famiglie più potenti della repubblica.[7]

La "riforma nuova" del 1528 aumentò a 28 il numero degli "alberghi nobiliari" con l'ingresso di nuove casate genovesi affiliate alle più importanti e storiche stirpi, causa della doppia denominazione del cognome di molti dogi; l'istituzione del maggior e minor consiglio della repubblica (il maggior, detto anche gran consiglio era quello che, di fatto, eleggeva il nuovo doge tramite votazione a maggioranza tra una rosa di candidati) con un nuovo sistema di elezione e di alternanza dei vari membri dei due consigli (la nota estrazione a sorte tramite bussolotti); nascita, revisione e ruoli di alcune figure istituzionali quali senatori, procuratori e supremi sindacatori utili sia alla "macchina dello stato" che per il lavoro amministrativo e legislativo del doge. Altra importante riforma, oltre all'elezione dogale, fu quella del mandato che da perpetuo divenne biennale: un nuovo sistema aristocratico e dell'alternanza tra le due principali nobiltà "vecchia" e "nuova" che fu alla base della "quinta repubblica", l'ultima.[8]

Successive riforme nel 1547 (dopo la congiura dei Fieschi) e nel 1576 porteranno a minori modifiche dell'istituzione dogale (l'alternanza e il mandato biennale furono però mantenuti) che accompagnarono nei due secoli successivi una repubblica di Genova al suo massimo splendore, in un clima politico interno equilibrato; meno stabile, invece, quello di politica estera (gli scontri bellici con il ducato di Savoia nel corso del Seicento, il bombardamento navale francese del 1684 e i moti rivoluzionari legati alla guerra di successione austriaca della prima metà del Settecento), al fine di conseguire neutralità e indipendenza economica rispetto alle due maggiori potenze europee quali la Francia e la Spagna.[9]

La caduta nel 1797 e la breve rinascita del 1814[modifica | modifica wikitesto]

Una moneta (genovino) coniata dalla repubblica

Già nel 1794-1795 gli echi rivoluzionari provenienti dalla Francia giunsero a Genova, anche grazie a propagandisti e fuoriusciti genovesi riparati nel vicino Stato d'oltralpe, e proprio nel 1794 fu sventata una cospirazione contro la classe dirigente aristocratica e ancora oligarchica che, di fatto, già si preparava nei palazzi genovesi del potere. Fu però nel maggio del 1797 che l'intento dei giacobini genovesi e di cittadini francesi di rovesciare il governo del doge Giacomo Maria Brignole prese corpo dando vita nelle strade ad una guerra fratricida tra oppositori e sostenitori popolari al sistema dogale vigente.[10]

Il diretto intervento del generale Napoleone Bonaparte e dei suoi rappresentanti a Genova fu l'atto finale che portò alla caduta della repubblica nei primi giorni di giugno e alla nascita della repubblica ligure dal 14 giugno 1797. Quest'ultima, nel giugno 1805, passò sotto il napoleonico Primo Impero francese.

Con la caduta dell'imperatore corso, e il successivo Congresso di Vienna, Genova riconquistò un'effimera indipendenza, col nome di repubblica genovese, durata meno di un anno. Il congresso stabilì l'annessione dei territori - e quindi della Liguria intera con l'Oltregiogo e l'isola di Capraia - al regno di Sardegna, governato dalla casata reale dei Savoia.[11]

Governo[modifica | modifica wikitesto]

Le forme di governo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Podestà della Compagna Communis Ianuensis e Dogi della Repubblica di Genova.

La storia di Genova, del genovesato e della repubblica che ne resse a lungo le sorti, ma anche dei governi che via via si alternarono alla guida della città, per giungere fino al periodo dei dogi, è ripercorribile attraverso il lavoro degli storici che hanno proseguito l'opera di narrazione iniziata alla fine dell'XI secolo da Caffaro da Caschifellone (storico ed egli stesso console comunale) con i suoi "annali".[12]

Aveva avuto, altresì, l'opportunità di scrivere Matteo Senarega (doge dal 1595 al 1597) nel Discorso sopra la Città e la Repubblica di Genova:[13]

« Non appartiene a nessun dei tre governi buoni, né ai tre cattivi, notati da Aristotele; bensì è un miscuglio di questi; non è democrazia in alcuna maniera, poiché il popolo non vi governa; non è aristocrazia, poiché tutti gli ascritti, cioè gli ottimati, vi governano; licenza non può chiamarsi perché del popolo si fa severa giustizia. »

Suddividendo l'epoca storica della repubblica di Genova in cinque distinti periodi si hanno così: una prima Repubblica, detta dei Consoli; una seconda, dei Podestà; una terza, dei Capitani del Popolo; una quarta, dei dogi a vita; una quinta, dei dogi eletti con carica biennale.

La repubblica consolare fu, sostanzialmente, di forma democratica, mentre quelle dei podestà e dei capitani del popolo restaurarono in maniera forte il rapporto, spesso conflittuale, fra autorità e libertà; i dogi perpetui dal canto loro si proclamarono popolari, pur sconfinando talvolta nell'oligarchia; infine la quinta repubblica fu istituzionalmente aristocratica. Per consuetudine, a Genova i prelati non potevano assumere cariche pubbliche.[14]

Questa, in ordine cronologico, la sequenza delle cariche:

Michelangelo Cambiaso, terzultimo doge di Genova (1791-1793)
La Sala del Maggior Consiglio nel Palazzo ducale
Porta Soprana
Periodo Forma di governo Note
1099-1129 Consoli Riunivano le cariche dello Stato e dei Placiti
1130-1190 Consoli dello Stato e dei Placiti cariche separate
1191 Podestà e Consoli dei Placiti il primo Podestà non genovese è Domenico Manegoldo di Tettuccio, bresciano
1192-1194 Consoli dello Stato e dei Placiti
1194 Podestà
1195-1200 Podestà e Consoli dei Placiti
1201 Consoli dello Stato e dei Placiti
1202-1206 Podestà e Consoli dei Placiti
1207-1210 Consoli dello Stato e dei Placiti
1211 Podestà e Consoli dei Placiti
1212-1216 Consoli dello Stato e dei Placiti
1217-1257 Podestà
1257-1262 Podestà e Capitano del Popolo il primo Capitano del Popolo è Guglielmo Boccanegra, genovese
1263-1270 Podestà
1271-1291 due capitani del Popolo Diarchia
1291-1295 Capitano del Popolo
1296-1299 due capitani del Popolo Diarchia
1300-1306 Podestà
1306-1309 due capitani del Popolo Diarchia
1309-1310 Capitano del Popolo
1311 Podestà
1311-1314 Vicari dell'imperatore Enrico VII
1314-1317 Podestà l'ultimo Podestà non genovese è Zambellino di Bernardo, bresciano
1317-1318 Due capitani del Popolo Diarchia
1318-1335 Vicari del re Roberto di Napoli
1335-1339 Due capitani del Popolo Diarchia
1339-1528 Dogi con carica a vita il primo è Simone Boccanegra
1528-1797 Dogi con carica biennale

Fino al 1797 la repubblica fu governata da dogi e governatori (nei periodi di assoggettamento a Stati esteri, come le cosiddette "dedizioni"). La repubblica ricostituita il 26 aprile 1814, dopo la repubblica ligure e il dominio napoleonico, e durata fino al 7 gennaio 1815, ebbe come presidente del governo provvisorio Girolamo Serra.[15]

Le istituzioni di governo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Doge (Repubblica di Genova) e Maggior e Minor Consiglio della Repubblica di Genova.

Principali famiglie aristocratiche[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi due secoli dall'istituzione a Genova del dogato a vita furono soprattutto le famiglie degli Adorno e dei Campofregoso a disputarsi la carica (gli Adorno ebbero sette dogi e i Campofregoso dieci).

Dopo la riforma del 1528, tra i settantanove "Dogi biennali" che salirono al potere, molti furono eletti tra un ristretto numero di nobili casate della città organizzate in 28 "alberghi", in particolare:

Altre influenti prosapie della repubblica di Genova furono quella dei Fieschi (che furono conti di Lavagna e diedero alla Chiesa due Papi: Innocenzo IV e Adriano V) e quella dei Gattilusio, che furono signori di numerose terre nel mar Egeo (Lemno, Lesbo, Eno, Samotracia).

L'organizzazione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colonie genovesi.

La repubblica di Genova, nel corso della sua storia, estese il proprio dominio diretto nei seguenti territori: Liguria e alcune zone limitrofe (tra le quali in particolare l'Oltregiogo), Corsica, Gorgona, Capraia, Cipro, Chio, Samo, Galata a Costantinopoli, Sebastopoli, Cembalo, Soldaia, Tana, Caffa in Crimea e Tabarca in Tunisia, Carloforte e Calasetta in Sardegna. Nella zona ligure vigeva un ordinamento non centralizzato.[16]

Ripartizione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultima fase della sua indipendenza lo stato dogale era costituito da gran parte dell'attuale Liguria.

Amministrativamente il dominio genovese era suddiviso in:[17]

Terraferma[modifica | modifica wikitesto]
Paesi d'oltremare[modifica | modifica wikitesto]
Protettorati[modifica | modifica wikitesto]
Enclave[modifica | modifica wikitesto]

Ordini equestri[modifica | modifica wikitesto]

  • Ordine di San Giorgio (1453)

Diocesi cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

La religione cattolica come negli altri stati italiani era predominante e conseguentemente il territorio della repubblica era suddiviso in varie diocesi:

  • Accia (Corsica): fondata nel IX secolo fu assorbita da quella di Mariana nel 1563 con sede a Bastia.
  • Ajaccio (Corsica): fondata nel IV secolo, dal 1801 fu l'unica diocesi rimasta dell'isola.
  • Albenga: fondata nel 120 d.C., era suffraganea di Genova, ma dipendeva politicamente dal 1625 dai Savoia.
  • Aleria (Corsica): costituita dal 540 al 1801, dal 1764 dipese dall'arcivescovato di Limoges.
  • Brugnato: istituita dal 1133 al 1820, unita dal 1380 a quella di Luni-Sarzana, fu suffraganea di Genova.
  • Genova: fondata nel I secolo, dal 19 marzo 1133 fu elevata ad arcivescovato, avente come suffraganee Albenga, Mariana, Nebbio, Aiaccio, Bobbio, Brugnato, Luni, Savona, Noli, Tortona, Ventimiglia.
  • Luni-Sarzana: istituita nel 1465, dal 1820 assorbe Brugnato.
  • Mariana e Accia (Corsica): unite nel 1563 con sede a Bastia, furono soppresse nel 1801.
  • Nebbio (Corsica): istituita dal XII secolo al 1801.
  • Noli: fondata nel 1239, fu unita a Brugnato fin al 1245 poi autonoma fino al 1820 quando fu unita a quella di Savona.
  • Sagona (Corsica): istituita nel II secolo, ebbe come sede Calvi fino alla soppressione del 1801; fu suffraganea di Genova fino al 1763.
  • Sarzana: istituita nel XIII secolo con Luni, fu unita a Brugnato nel 1820.
  • Savona: dall'XI secolo fu la nuova sede dell'antica diocesi di Vado.
  • Ventimiglia: fondata nel VII secolo, fu suffraganea di Milano fino al 1797.
L'espansione di Genova nel Mar Mediterraneo, dal Codex Latinus Parisinus (1395)
Fortezza genovese a Soldaia, Crimea

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ il marchesato di Finale fu acquistato nel 1713 ma formalmente rimase autonomo fino al 1797, venendo incluso nello Stato ligure solo nel 1814; la contea di Loano era un feudo dalla famiglia genovese Doria annesso solo nel 1814
  2. ^ poi governato dalla famiglia genovese Grimaldi e divenuto autonomo
  3. ^ Benvenuti, p. 6
  4. ^ Benvenuti, p. 8
  5. ^ Donaver, p. 15
  6. ^ Donaver, p. 41
  7. ^ Donaver, p. 43
  8. ^ Repubblica di Genova, p. 42
  9. ^ Costantini, p. 36
  10. ^ Costantini, p. 40
  11. ^ Benvenuti, p. 120
  12. ^ Donaver, p. 87
  13. ^ Donaver, p. 88
  14. ^ Repubblica di Genova, p. 77
  15. ^ Costantini, p. 86
  16. ^ Costantini, p. 90
  17. ^ Donaver, p. 120

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Repubblica di Genova, Franco Maria Ricci, Milano 1999.
  • Gino Benvenuti, Storia della repubblica di Genova, Mursia, Milano 1977.
  • Claudio Costantini, La repubblica di Genova, UTET, Torino 1988.
  • Federico Donaver, La storia della repubblica di Genova, Mondani, Genova 1975.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]