Feodosia

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Feodosia
Città
(RU) Феодосия
(UK) Феодосія
(CRH) Kefe
Feodosia – Stemma Feodosia – Bandiera
Localizzazione
StatoRussia Russia[1]
Circondario federaleMeridionale
Soggetto federaleCrimea
Territorio
Coordinate45°03′N 35°37′E / 45.05°N 35.616667°E45.05; 35.616667 (Feodosia)Coordinate: 45°03′N 35°37′E / 45.05°N 35.616667°E45.05; 35.616667 (Feodosia)
Altitudine50 m s.l.m.
Superficie35,2 km²
Abitanti70 043 (31 dicembre 2011)
Densità1 989,86 ab./km²
Altre informazioni
LingueRusso, ucraino
Cod. postale98100-98175
Prefisso+380-6562
Fuso orarioUTC+3
Targa(UKR); 82 (RUS)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Russia europea
Feodosia
Feodosia
Feodosia – Mappa
Sito istituzionale

Feodosia[2] (in russo: Феодосия?, in ucraino: Феодосія?, traslitterati Feodosija -; in ligure medievale: Cafà; in tataro di Crimea: Kefe) è un porto e una località di villeggiatura in Crimea ubicata sulla costa del Mar Nero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La città fu fondata col nome di Teodosia (in greco: Θεοδοσία, Theodosía) dai colonizzatori greci provenienti da Mileto nel VI secolo a.C. Famosa per i suoi ricchi terreni agricoli, dai quali dipendevano i commerci, venne distrutta dagli Unni nel IV secolo.

Teodosia restò un villaggio minore per i successivi novecento anni. Fu spesso sotto la sfera d'influenza dei Cazari (scavi hanno rivelato manufatti Cazari databili al IX secolo) e dell'Impero Bizantino.

Come il resto della Crimea, cadde sotto la dominazione dei Kipchaki e fu conquistata dai Mongoli intorno al 1230.

Caffa[modifica | modifica wikitesto]

Fortezza genovese a Caffa

Secondo lo storico Heyd, nel 1266 è Mengu Temur discendente di Gengis Khan (Khanato dell'Orda d'Oro) a vendere ai mercanti genovesi le terre e gli agglomerati urbani su cui si svilupperà la città di Caffa, accordando loro la licenza di potervi edificare case e magazzini per le merci. I Genovesi scelgono, non lontano dal sito dell'antica Teodosia, il villaggio di Kafà, insediamento di pescatori ottimo per posizione costiera.

La maggior parte della storiografia data la fondazione genovese di Caffa (che ad oggi rimane, di fatto, oscura) a non prima del 1266, anche se qualche fonte riferisce di una presenza stabile già alcuni anni prima. A partire da questo momento numerose altre colonie genovesi nascono e si sviluppano in tutta la Crimea e la regione arriverà a contare, secondo Murzakevic, ben un milione di abitanti.

La colonia genovese, e a seguire tutti gli altri insediamenti che per circa 200 anni le orbitano attorno, chiamati collettivamente Gazaria, avrà alterne vicende, più o meno note; ricordiamo il maggio del 1308, quando dopo otto mesi di assedio da parte del Khan Tokta, i Genovesi danno alle fiamme la città per non lasciarla al sovrano tartaro loro avverso, e fuggono per mare, per poi tornare (non molto tempo dopo) con il successore Uzbek Khan.

Caffa, la "Regina del Mar Grande" (Mar Nero), è nota anche per i funesti accadimenti di un altro assedio: come ha scritto Michel Balard "La prima guerra biologica è nata tra il 1346 e il 1347 sotto le mura di una colonia genovese sulle rive del Mar Nero". Sono infatti gli assedianti di Caffa, con a capo il Khan Ganī Bek, che, poco tempo prima di vedersi costretti a togliere l'assedio dalla città, flagellati dal morbo delle pulci portatrici della peste che viene dall'Oriente e ha già colpito Tana passando per Saraj ed Astrachan', gettano con le catapulte cadaveri infetti all'interno delle mura.

I cafioti si affretteranno a gettarli in mare, ma invano: le pulci e la Yersinia pestis seguiranno i mercanti che lasciano il porto diretti verso l'Occidente, ed un terzo della popolazione d'Europa sarà falcidiata dalla pandemia della peste nera.

Questa parte dell'immenso mondo coloniale genovese, di cui Caffa fu uno dei centri nevralgici, avrà fine solo con l'invasione turca ottomana; il comandante ottomano Gedik Ahmet, infastidito dalle continue iniziative genovesi locali di intervento negli affari interni del Khanato di Crimea, vassallato turco (Genovesi ormai non più interessati, a livello centrale, al controllo politico de facto della regione, come altre divenuta da un ventennio circa amministrativamente antieconomica), conquistò la città nel 1475; in quell'anno la flotta di Keduk-Ahmet-Pascià entra in Caffa, venduta dal Comune al Banco di San Giorgio da ormai una ventina d'anni (in seguito al blocco del Bosforo seguente la caduta dell'Impero Romano d'Oriente, nel 1453), il 1º giugno.

Genova, per ricordare l'importanza di Caffa, ha intitolato due vie cittadine alla stessa colonia, via Caffa e via Teodosia, che si incrociano nello stesso quartiere di Borgo Pila, tra piazza Alimonda e piazza Tommaseo.

Kefe[modifica | modifica wikitesto]

La città prese come nome ufficiale quello di lingua turca, Kefe, e divenne una delle più importanti città portuali turche sul Mar Nero, pur avendo perso la propria posizione di centro di rilievo continentale.

Dal punto di vista amministrativo Kefe dipendeva da Pera ed era governata da un console genovese facente le funzioni prima dei consoli, podestà e capitani del popolo della madrepatria, poi, nella sostanza, quelle dogali. Si può affermare senza timori che, tipologicamente, non vi fosse merce che non transitasse per il suo porto, non in ultimo gli schiavi (di cui Kefe divenne uno dei principali mercati). In quanto a investimento di capitali fu uno degli empori commerciali più ricchi e vivaci del tardo medioevo europeo, con un declino che inizierà solo con la frammentazione politica dell'Asia Centrale e la conseguente crisi della sicurezza dei trasporti fra il Mar Nero e la Cina.

In età genovese, come poi in seguito in quella turca ottomana, Caffa fu anche sede di zecca.

Saranno i russi a cancellarne l'assetto urbanistico medievale, conservato dagli Ottomani al momento della conquista.

Tempi recenti[modifica | modifica wikitesto]

Il dominio ottomano cessò quando il crescente Impero Russo conquistò l'intera Crimea nel 1783. Venne rinominata Feodosija (in russo: Феодосия?) nel 1802. Il nome è un adattamento slavo dell'antico nome greco.

Feodosia, durante la seconda guerra mondiale venne conquistata due volte dai nazisti tedeschi, che portarono significativi danni alla città.

Nel 1954, insieme al resto della Crimea venne trasferita sotto il controllo amministrativo della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

Feodosia oggi[modifica | modifica wikitesto]

La moderna Feodosia è un popolare centro di villeggiatura e conta una popolazione di 85.000 abitanti. Vi si trovano spiagge, ed è rinomata per i suoi bagni nel fango e per i centri benessere. Oltre al turismo, le risorse economiche sono l'agricoltura e la pesca ed esistono industrie ittiche, di produzione di birra e di conserve. La popolazione è a maggioranza russa e la lingua ucraina è usata relativamente poco.

Nel 2006, Feodosia fece notizia relativamente alla protesta anti-NATO crimeana.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Feodosia è gemellata con:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Feodosia è nota come la città dove visse e lavorò il pittore di paesaggi marini Ivan Konstantinovič Ajvazovskij.

Anche il generale Pëtr Kotljarevskij e lo scrittore Aleksandr Grin passarono gli ultimi anni delle loro vite.

La città è anche nota per essere un luogo di nascita dell'Aviazione Russa, che ora fa parte delle nuove forze armate russe denominate Vooružёnnye Sily Rossijskoj Federacii. La montagna Planernaja è tuttora utilizzata dagli amanti del parapendio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De iure, secondo la Risoluzione delle Nazioni Unite 68/262, si trova in Ucraina; De facto è parte della Russia dal 16 marzo 2014.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Feodosia", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Pandiani, Caffa, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 15 settembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Feodosia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 15 settembre 2015.
  • Dario Ferro, Le monete delle colonie genovesi. URL consultato il 15 settembre 2015.
  • Emilio Pandiani, Caffa, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 15 settembre 2015.
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