Lavagna (Italia)

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Lavagna
comune
Lavagna – Stemma Lavagna – Bandiera
Lavagna – Veduta
Panorama di Lavagna, sullo sfondo il promontorio di Portofino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Città metropolitana Città metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Paolo D'Attilio (Commissario straordinario) dal 27-3-2017
Data di istituzione 1861
Territorio
Coordinate 44°18′26.45″N 9°20′41.56″E / 44.307347°N 9.344878°E44.307347; 9.344878 (Lavagna)Coordinate: 44°18′26.45″N 9°20′41.56″E / 44.307347°N 9.344878°E44.307347; 9.344878 (Lavagna)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 13,88 km²
Abitanti 12 725[1] (30-11-2016)
Densità 916,79 ab./km²
Frazioni Barassi, Cavi di Lavagna, Santa Giulia di Centaura, Sorlana
Comuni confinanti Chiavari, Cogorno, Ne, Sestri Levante
Altre informazioni
Cod. postale 16033
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010028
Cod. catastale E488
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 552 GG[2]
Nome abitanti lavagnesi
Patrono Nostra Signora del Carmine
Giorno festivo secondo sabato di luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lavagna
Lavagna
Lavagna – Mappa
Posizione del comune di Lavagna nella città metropolitana di Genova
Sito istituzionale

Lavagna (Lavagna in ligure[3]) è un comune di 12.725 abitanti[1] della città metropolitana di Genova in Liguria. È il quinto comune del territorio metropolitano per numero di abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina si sviluppa nella piana alluvionale sinistra del fiume Entella lungo la costa della Riviera ligure di levante, nel Tigullio orientale. Ubicato ad est di Genova, l'odierno abitato si sviluppa, oltre allo storico insediamento medievale, lungo il suo entroterra chiuso a monte da una serie di colline coltivate prevalentemente ad uliveti.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Chiavari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico di Cavi di Lavagna

Il borgo[4], a differenza della vicina Chiavari che presenta evidenze pre-romane, pare essersi sviluppato in epoca romana con il nome latino di Lavania. Il nome è rimasto nei secoli inalterato fino a trasformarsi nei secoli successivi nell'attuale toponimo di Lavagna.

Secondo fonti storiche locali in epoca longobarda venne affidata ai monaci dell'abate irlandese san Colombano, i quali, sotto la direzione dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, ne promuoveranno lo sviluppo.

Contea dei carolingi e soggetta successivamente ai vescovi di Genova, fu roccaforte feudale del nascente ramo nobiliare della famiglia dei Fieschi creando, fino al 1198, una sorta di indipendenza giurisdizionale e politica da Genova. Questa famiglia, che avrà come sede il vicino borgo di San Salvatore di Cogorno, costruirà un vasto dominio nobiliare nel levante ligure ed entroterra chiavarese.

Durante il medioevo innumerevoli furono gli scontri politici per il dominio di questa parte del levante ligure tra i Fieschi e la Repubblica di Genova che aveva nella vicina Chiavari una sempre fedele alleata e un caposaldo difensivo di confine. Sicuramente i più forti antagonisti della famiglia fliscana si rivelarono i Doria, signori della repubblica genovese. Quando il borgo si costituì in libero comune, intorno al XII secolo, i signori fliscani continuarono - nei limiti - a svolgere il compito amministrativo e politico della cittadina. Nel XIV secolo, con l'assorbimento dei Fieschi nella più alta nobiltà genovese, si avviò un progressivo ridimensionamento dei domini lavagnesi.

Nel 1564 il suo circondario fu saccheggiato dall'ammiraglio turco Dragut, subendo devastazioni come in altre vicine località della costa del Tigullio già colpite dal "pirata saraceno" negli anni prima. Dopo l'incursione barbaresca vi si costruirono nuove fortificazioni dotandole di artiglierie [5].

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte la costituita municipalità rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dell'Entella, con capoluogo Chiavari, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lavagna rientrò nel II cantone, come capoluogo, della Giurisdizione dell'Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell'Entella nella Giurisdizione dell'Entella. Annessa al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserita nel Dipartimento degli Appennini con capoluogo ancora Chiavari.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nell'VIII mandamento omonimo del circondario di Chiavari dell'allora provincia di Genova. Con regio decreto del 12 maggio 1889 fu elevata al titolo di Città.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lavagna (Italia)-Stemma.png
Lavagna (Italia)-Gonfalone.png
« D'oro alla banda ondata d'azzurro, accompagnata in capo da un castello fondato sulla roccia, al naturale, e cimato da una gru, colla sua vigilanza d'argento. Motto: "Entella" »
(Descrizione araldica dello stemma[6])
« Drappo di azzurro... »
(Descrizione araldica del gonfalone[6])

Lo stemma è stato concesso con il reale decreto datato al 23 febbraio del 1890[6]. Il gonfalone cittadino è stato insignito dalla Presidenza della Repubblica della medaglia d'argento al merito civile il 5 giugno 2012[7].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Merito Civile
«Cittadina, sede di divisioni partigiane protagoniste di numerose azioni contro gli oppressori nazifascisti, partecipò con coraggiosa determinazione alla lotta di Liberazione. La popolazione seppe affrontare con coraggio e solidarietà spaventosi bombardamenti, che causarono numerose vittime civili e gravissime distruzioni del patrimonio edilizio. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio[8]»
— Lavagna, 1943-1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di santo Stefano illuminata per la festa patronale

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Basilica collegiata di Santo Stefano nel capoluogo. Sede pievana dal X secolo e collegiata dal 1610, l'odierna chiesa fu ricostruita intorno al 1653 sotto la direzione dell'architetto ticinese Giovanni Battista Ghiso. I due campanili laterali della facciata furono completati nel 1657: a sinistra il campanile della parrocchia con il suo concerto di 8 campane e a destra quello del comune con la campana civica. Alle spalle della chiesa è ubicato il monumentale cimitero che, per le sue sculture funebri, è considerato uno dei più pregevoli e importanti del territorio.
  • Santuario di Nostra Signora del Carmine nel capoluogo. L'attuale edificio fu costruito tra il 1617 e il 1631 ad opera dei Carmelitani scalzi. Riaperta al culto religioso nel 1806, dopo la soppressione e allontanamento dell'ordine religioso per i noti decreti napoleonici, subì notevoli interventi di restauro e rifacimento nel 1835. L'annesso convento, oggi di proprietà comunale, è la sede della biblioteca civica "Giovanni Serbandini Bini".
  • Santuario di Nostra Signora del Ponte nel capoluogo. Deve il suo nome al fatto di essere stata costruita ai piedi di un antico ponte in legno (trasformato in pietra per opera di Ugo Fieschi) che attraversa l'Entella. La sua storia e quella del ponte procedono di pari passo per molto tempo. Inizialmente i Fieschi fecero collocare sul ponte un altare con l'effigie di sant'Erasmo; successivamente fu edificata una cappella e gli stessi signori fliscani fecero sostituire l'immagine del santo con un quadretto raffigurante la Madonna. Su quella costruzione, più volte rimaneggiata, fu riedificata e consacrata nel 1492 l'attuale chiesa, ad una sola navata. Sul prospetto è visibile un grande affresco della Madonna della Misericordia; l'opera di Lorenzo Fasolo è stata recentemente restaurata. Il campanile, in stile simil gotico, raggiunge i 40 metri di altezza e ospita un concerto di 8 campane in RE. La chiesa fu particolarmente cara alla famiglia Savoia; la regina Margherita la visitò personalmente e le donò alcuni paramenti sacri; l'evento è ricordato in un affresco sopra la porta d'ingresso.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Madre della Chiesa nel capoluogo. Edificata nel 1974 e dedicata l'8 settembre del 1977[9], fu smembrata dalla parrocchia di Santo Stefano nel 1967 e creata parrocchia autonoma il 22 agosto del 1968. All'interno sono conservati una statua in legno policroma della Madonna, datata alla fine del XVIII secolo e restaurata nel 1980, un crocifisso in legno di noce ed una Via Crucis dello scultore lavagnese Francesco Dallorso.
La chiesa di Santa Giulia nella frazione omonima
  • Oratorio della Santissima Trinità nel capoluogo. Situato in prossimità del centro storico lavagnese e risalente al XV secolo, l'oratorio[10] fu nei secoli sede della locale confraternita della Santissima Trinità operante nell'assistenza ai poveri, al riscatto degli schiavi e alle funzioni liturgiche dei defunti; ancora oggi sono conservati gli scranni lungo le pareti dove si sedevano i confratelli durante le riunioni. All'interno sono custoditi una decina di cristi processionali, tra cui uno dello scultore Anton Maria Maragliano, diversi dipinti del pittore Luca Cambiaso e un organo del XVIII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Barassi. In origine dedicata a san Eufemiano, così come attesta una bolla pontificia di papa Innocenzo VIII, la comunità parrocchiale fu assegnata ai padri olivetani di Quarto dei Mille, i quali, nel 1660, costruirono l'odierno edificio parrocchiale.
  • Chiesa parrocchiale della Santissima Concezione nella frazione di Cavi di Lavagna. Costruita nel 1757 e decorata da marmi lavorati, fu anticamente succursale della vicina parrocchia di Santa Giulia di Centaura. Fu nel 1797 che venne resa indipendente da quest'ultima dall'arcivescovo di Genova monsignor Giovanni Lercari.
  • Chiesa di Gesù Risorto nella frazione di Cavi di Lavagna, nella località di Arenelle.
  • Chiesetta di San Eufemiano nella località di Cerreto. Antica parrocchiale della località, succursale della parrocchiale di Barassi, è citata in alcuni documenti storici del XIII secolo e fu eremo dei monaci benedettini olivetani. Caduta successivamente in disuso, fu rimaneggiata nel 1987. La piccola chiesa, posta a 250 metri s.l.m., è raggiungibile a piedi attraverso un apposito sentiero.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Giulia di Centaura nella frazione omonima. La parrocchiale[9], secondo alcune fonti, conserva le reliquie di santa Giulia portate nel 1724.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Sorlana. Fu inizialmente sottoposta ai territori della diocesi di Brugnato e in seguito aggregata alla comunità parrocchiale di Santa Giulia. Nel 1909 acquisì una propria autonomia e fu creata rettoria con decreto vescovile di monsignor Fortunato Vinelli della diocesi di Chiavari datato al 31 agosto[9].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte della Maddalena, del 1210, sul fiume Entella
  • Palazzo Franzoni. Il palazzo, eretto nel 1696 e oggi sede del municipio[10], è considerato uno dei più importanti e celebri nel panorama lavagnese e subì nei secoli differenti usi. Originariamente appartenente ai marchesi Franzoni, da cui deriverebbe la denominazione, fu dapprima occupato nel periodo francese di Napoleone Bonaparte dalle truppe d'oltralpe (1797) e in seguito convertito ad uso ospedaliero per le violente epidemie. Successivamente abbandonato, fu acquistato da un locale contadino emigrato in Argentina - Lazzaro Repetto - e dal 1907 adibito per la ricezione alberghiera. Nel 1931, grazie ad una sottoscrizione della popolazione, fu acquistato dal Comune di Lavagna divenendo così sede attuale della municipalità.
  • Palazzo Ravenna. Già convento dei frati carmelitani[10] fu, dopo alcuni lavori di modifica alla struttura, sede originaria del municipio. Dopo il trasferimento di quest'ultimo nel 1931 nell'attuale palazzo Franzoni, è sede odierna della biblioteca civica "Giovanni Serbandini" trasferita nei locali del palazzo dal 1994. All'interno dell'edificio vi si svolgono durante l'anno manifestazioni e mostre culturali.
  • Villa Spinola-Grimaldi. Edificata nel 1604 e di proprietà comunale, fu una delle più celebri dimore estive di famiglie nobili genovesi; secondo alcune fonti storiche qui soggiornò[11], in fuga da Napoli, il principe Francesco II delle Due Sicilie assieme alla moglie Maria Sofia di Baviera. Attualmente è sede del centro di neuroscienze dell'Università degli Studi di Genova.
  • Ponte della Maddalena. Conosciuto nel medioevo come "ponte de mari" e facente parte della storica via Aurelia, fu in origine costruito in legno per congiungere le due sponde del fiume Entella tra le cittadelle di Lavagna e Chiavari. Completamente rifatto in pietra con tredici arcate nel 1210, da Ugo Fieschi, la famiglia fliscana ne mantenne il diritto di pedaggio fino alla metà del Quattrocento quando lo cedettero alla confraternita dei disciplinanti di San Francesco di Chiavari. Nel 2010, in occasione degli 800 anni di storia del ponte, lavori di recupero alla struttura (rifacimento e nuova illuminazione a led) ne hanno permesso la totale rivisitazione dell'antico attraversamento.
  • Porticato Bignardello, nella zona sottostante la basilica di Santo Stefano, realizzato nel 1897 dal concittadino Nicola Bignardello per congiungere, senza passare dall'ampia scalinata della chiesa, la piazza al monumentale cimitero cittadino.
  • Cimitero urbano monumentale di Lavagna, ubicato alle spalle della basilica di Santo Stefano. Per le sue statue, sculture, busti e tombe monumentali è considerato il secondo per importanza strutturale-artistica dopo il cimitero monumentale genovese di Staglieno.
  • Porta di Ponente o di Rezza, nei pressi del santuario di Nostra Signora del Carmine, l'unica superstite e antica porta d'accesso fra la cittadella medievale lavagnese e la località Madonna del Ponte.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre Ravenna o più comunemente "Torre del Borgo"
  • Torre del Borgo. Secondo alcune fonti[10] la sua edificazione, forse ad opera della famiglia nobiliare dei Fieschi, è risalente al XVI secolo come torre di avvistamento o di difesa. Dopo vari secoli in servizio per il borgo, dove fu persino adibita ad abitazione con cappella gentilizia, è ora sede della "Galleria artistica dell'ardesia" e della "Collezione Alloiso". Qui si possono ammirare, oltre a oggetti in ardesia, ricche opere in ceramica e reperti archeologici provenienti da ogni parte del Tigullio. Nel sottostante giardino alla genovese vengono inoltre organizzate mostre culturali e concerti musicali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Pietro a Barassi

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Lavagna sono 940[13], pari al 7,32% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[14]:

  1. Albania, 262
  2. Ecuador, 137
  3. Romania, 98
  4. Marocco, 60
  5. Perù, 46
  6. Moldavia, 45
  7. Ucraina, 43
  8. Cina, 42
  9. Polonia, 22

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La torta dei Fieschi (edizione del 2005).
  • Palio Marinaro del Tigullio. Santa Margherita Ligure, San Michele di Pagana, Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante si sfidano ogni anno, tra maggio ed agosto, in una serie di gare di canottaggio su gozzi tradizionali liguri nelle acque del golfo del Tigullio.
  • Torta dei Fieschi (7-14 agosto), che viene celebrata con una rievocazione storica narrante le nozze del conte Obizzo Fieschi e la dama Bianca De' Bianchi. Essa si protrae per tutto il centro storico e alla conclusione del corteo si intraprende un gioco dove gli uomini e le donne acquistano dei tagliandini sui quali v'è scritto un sostantivo medioevale. Lo scopo del gioco è trovare il corrispondente femminile per i maschi, e viceversa. Dopo aver fatto ciò, la coppia si presenta davanti alla torta gigante appositamente fatta per ritirare il premio consistente in una fetta della caratteristica "torta dei fieschi", prodotta solamente a Lavagna.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale di Lavagna rappresenta il presidio più importante dell'ASL 4 "Chiavarese" e della città metropolitana dopo i poli ospedalieri di Genova. Contiene le specialità e reparti di: anestesiologia e rianimazione, aritmologia, cardiologia, centro trasfusionale, chirurgia, emodinamica, gastroenterologia ed endoscopia digestiva d'urgenza, laboratorio analisi, medicina d'urgenza, neurologia, ostetricia e ginecologia, pediatria e neonatologia, psichiatria, radiologia, riabilitazione infantile, traumatologia.

Il polo di Lavagna è altresì sede di DEA di I livello (pronto soccorso) e della centrale operativa locale del servizio 118 ("118-Tigullio Soccorso"). L'ospedale è comprensivo di 195 posti letto, più altri 10 per il day hospital. Un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con la struttura ospedaliera, oltreché da Lavagna (scambio autobus presso la semi centrale piazza Cordeviola), anche dai vicini centri di Chiavari, Sestri Levante, località dell'entroterra chiavarese e, con dieci corse giornaliere, pure con il comune di Rapallo e Tigullio occidentale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Lavagna ha conseguito nell'agosto del 2012 la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[15]

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge nel 2016.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Lavagna[16] 15,6% 26,7% 15,3% 17,4% 20,3% 21,55%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1986 iniziano le proprie trasmissioni l'emittente locale Entella TV (la cui sede è attualmente ubicata a Lavagna[17]), che trasmette programmi auto-prodotti ed ai cui programmi si alternano, fino a tutti gli anni novanta, i notiziari e i programmi auto-prodotti del Centro Televisivo Regionale (con sede a Chiavari); nei suoi primi anni di vita, tale emittente trasmette anche il telegiornale di VideoTaro[17].

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

A Lavagna ha sede, da fine 2013, la redazione de Il Nuovo Levante, settimanale del levante ligure ed entroterra che fa parte del gruppo Dmedia e che in passato era ubicato a Chiavari.

Casa Carbone

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa Carbone. La casa-museo è situata presso il centro storico lavagnese, in via Riboli 14, in un palazzo borghese a tre piani decorato in stile genovese. Risalente alla metà del XIX secolo e di proprietà di Emanuele e Siria Carbone, è arredata con mobili, dipinti e oggetti del XVII-XX secolo. La proprietà è gestita dal Fondo per l'Ambiente Italiano[18].
  • Collezione "Rodolfo Alloiso". La raccolta, gestita dal Comune dopo la donazione dell'insegnante Rodolfo Alloiso, comprende nel totale 88 reperti archeologici provenienti soprattutto dal Tigullio nonché un'ulteriore raccolta di ceramiche e maioliche risalenti al Rinascimento italiano; queste ultime furono rinvenute nella Torre del Borgo durante i necessari lavori di restauro e dove tuttora sono conservate assieme all'intera collezione civica in una mostra permanente.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Saranno degli ex combattenti della Prima guerra d'indipendenza italiana, nel corso del 1853, a fondare nella cittadina il Corpo Bandistico "Città di Lavagna". Nel 2001, tra le varie esibizioni, mise in scena l'opera di Giuseppe Verdi Rigoletto e nel 2003 si classificò al primo posto al concorso nazionale di Scandicci, nel fiorentino.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina ligure.

Tipica di Lavagna è l'oliva lavagnina, cultivar molto diffusa nel Tigullio che permette la produzione di un ottimo olio.

Persone legate a Lavagna[modifica | modifica wikitesto]

Il litorale sabbioso presso la frazione di Cavi di Lavagna

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dalle quattro frazioni di Barassi, Cavi di Lavagna, Santa Giulia di Centaura e Sorlana[19] per un totale di 13,88 km2.

Confina a nord con i comuni di Cogorno e Ne, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Chiavari e ad est con Ne e Sestri Levante, da cui è divisa dalle gallerie di Sant'Anna.

Suddivisione storica[modifica | modifica wikitesto]

Lavagna è divisa in diversi quartieri, che prendono il nome dagli antichi "sestieri" in cui era divisa la cittadina ai tempi della famiglia Fieschi.

Essi sono: il sestiere del Borgo, corrispondente al centro storico; il sestiere della Scafa, posto nella zona portuale e confinante con Chiavari; il sestiere della Moggia, nella parte più interna della città; il sestiere di Ripamare nella zona est; il sestiere di Cavi, che comprende la frazione omonima di Cavi di Lavagna e le frazioni collinari di Santa Giulia, Sorlana e Barassi.

L'unico antico sestiere che non rientra nel territorio comunale è il sestiere di San Salvatore, che rimane nel comune di Cogorno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del comune si basa sul turismo, specie nel settore balneare; la frazione marinara di Cavi di Lavagna registra molti bagnanti, anche provenienti dai comuni vicini, grazie ai numerosi stabilimenti balneari. Anche il porto è di notevole importanza turistica, essendo uno dei più importanti della zona.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'artigianato locale è incentrato sull'arte tessile finalizzata alla realizzazione di merletti e di macramè.[20]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Lavagna è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che gli permette il collegamento stradale con Chiavari, ad ovest, e Sestri Levante ad est. La strada provinciale 33 di San Salvatore di Cogorno collega invece il centro costiero con il suo immediato entroterra nella zona di Cogorno.

Inoltre è raggiungibile anche grazie al proprio casello autostradale sull'autostrada A12.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Lavagna è la fermata ferroviaria principale sulla linea Genova-Pisa. A servizio della frazione di Cavi di Lavagna e della parte più orientale del territorio comunale vi è la stazione di Cavi.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dai comuni di Chiavari e Sestri Levante un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Lavagna e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Franzoni, sede del municipio.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1975 1980 Gianluigi Barbero Lista civica di centro-sinistra "Costruire Insieme" Sindaco
1980 1995 Gabriella Mondello Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 1999 Gabriella Mondello Lista civica di centro "La città di tutti" Sindaco
1999 2004 Gabriella Mondello Lista civica di centro-destra "La città di tutti" Sindaco
2004 2014 Giuliano Vaccarezza Lista civica di centro-sinistra "Uniti per Lavagna" Sindaco
2014 20 giugno 2016 Giuseppe "Pino" Sanguineti Lista civica di centro-destra "Movimento per Lavagna" Sindaco [21][22]
21 giugno 2016 24 giugno 2016 Luigi Barbieri Lista civica di centro-destra "Movimento per Lavagna" Vicesindaco [23][24][25]
20 luglio 2016 27 marzo 2017 Paolo D'Attilio Comm. straord. [26]
27 marzo 2017 in carica Paolo D'Attilio
Gianfranco Parente
Raffaele Sarnataro
Commissione straordinaria [27]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Lavagna

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Canottaggio[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. Compagnia Remiera Lavagnese, nata nel 2000, attiva nel canottaggio a sedile fisso, rappresenta la città di Lavagna nel Palio marinaro del Tigullio (sfida su gozzi in legno, da 22 palmi a quattro vogatori più timoniere, tra le cittadine del golfo del Tigullio, nato nel 1936).

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per una volta Lavagna è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia: la 17ª tappa del 1994 Santa Maria della Versa-Lavagna, vinta da Ján Svorada.

Vela[modifica | modifica wikitesto]

  • Circolo Nautico Lavagna, scuola di vela, organizzatrice del Campionato Invernale del Tigullio, della Coppa 40 Ruggenti, della Coppa Sangermani, della Coppa Sciutti e della Pre Winter Sail Contest.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Le principali notizie storiche sono state confrontate con la Guida d'Italia - Liguria, Touring Club Italiano - Mondadori, 2007.
  5. ^ I CANNONI DI LAVAGNA, academia.edu. URL consultato il 28 luglio 2016.
  6. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Medaglia d'argento a Lavagna città culla della Resistenza, ilsecoloxix.it. URL consultato l'11 luglio 2012.
  8. ^ Presidenza della Repubblica, 5 giugno 2012
  9. ^ a b c Notizie e dati tratti dal sito della Diocesi di Chiavari.
  10. ^ a b c d Fonte dal sito del Comune di Lavagna.
  11. ^ Fonte dal sito del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze dell'università genovese
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  14. ^ Dati superiori alle 20 unità
  15. ^ Ambiente, il Comune di Lavagna ottiene l'Iso 14001, radioaldebaran.it. URL consultato il 22 agosto 2012.
  16. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  17. ^ a b Fonte dal sito Entella TV, entellatv.net. URL consultato il 2 settembre 2011.
  18. ^ Approfondimenti sul sito del Fondo per l'Ambiente Italiano
  19. ^ Fonte dallo Statuto Comunale di Lavagna
  20. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 9.
  21. ^ Dal 20 giugno 2016 il sindaco in carica, nei cui confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari in seguito all'operazione antimafia I conti di Lavagna, è sospeso di diritto ex art. 11, comma 2, d.lgs. 235/2012
  22. ^ 'Ndrangheta, blitz della polizia in provincia di Genova: arresti e perquisizioni, in Il Secolo XIX, 20 giugno 2016. URL consultato il 20 giugno 2016.
  23. ^ Sindaco facente funzioni
  24. ^ Dopo le dimissioni di dieci consiglieri di maggioranza la giunta cade per la mancanza del numero legale
  25. ^ 'Ndrangheta: Lavagna, si dimette in massa maggioranza Comune, in La Repubblica, 24 giugno 2016. URL consultato il 24 giugno 2016.
  26. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 20 luglio 2016 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 183 del 6 agosto 2016
  27. ^ Nominata con Decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 2017 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2017

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniele Calcagno, Istituti di Studi sui Conti di Lavagna, 2001.
  • Antonio Dallorso, Dalla Basilica al Basilico, Edizioni Gammarò, 2008.
  • Mario Stefano Chiappe, Il Tigullio e il suo entroterra nell'alto Medioevo. I distretti bizantino-longobardi di Lavagna, Sestri e Bargagli, 1996.
  • Renato Lagomarsino, Mare favole e buoni sapori: Sestri Levante, Lavagna e Cavi, San Salvatore e la valle dell'Entella, val Graveglia, Marasco, 1996.
  • Francesca Marini, Palazzo Franzoni in Lavagna. Un edificio attraverso la storia, 1996.
  • Francesca Marini, Tradizioni e vita sociale di Lavagna.
  • Francesca Marini, Una grande famiglia sul territorio: i Ravenna di Lavagna e di Cavi, 1999.
  • Francesca Marini, Il palazzo Frugone-Brignole-Scala. Muto testimone della storia locale.
  • Francesca Marini, Storia dell'ospedale di Lavagna, 1999.
  • Francesca Marini, La vita quotidiana a Lavagna tra XII e XVI secolo, 1998.
  • Francesca Marini, Iniziativa pubblica e sofferenza privata. La sanità nel '600 a Lavagna.
  • Francesca Marini, Storia e tradizione della porta di ponente in Lavagna, 1991.
  • Francesca Marini, Articoli pubblicati riguardanti tradizioni e vita sociale in Lavagna, 1999.
  • A.Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

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