BPER Banca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
BPER Banca S.p.A.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: BPE
ISINIT0000066123
Fondazione1867 a Modena
Sede principaleVia San Carlo 8/20, Modena
Filiali1220
Persone chiave
SettoreFinanziario
Prodottiservizi bancari e finanziari
Fatturato2,038 miliardi di EUR (2017)
Utile netto176 milioni di EUR (2017)
Dipendenti11 653 (2017)
Sito web

BPER Banca S.p.A., già conosciuta in passato come Banca Popolare dell'Emilia Romagna, è una banca nazionale italiana sesta per attivo con una quota di mercato del 4,54% per filiali.

L'istituto bancario è presente in 18 regioni italiane con 1220 filiali.[1] Quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano, all'estero la società ha uffici di rappresentanza a Hong Kong e Shanghai, oltre che partenariato con gruppi bancari esteri, istituzioni e studi di consulenza. Il gruppo bancario "Gruppo BPER", di cui è la capogruppo, comprende anche altre 4 banche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima sede in Corso Canalgrande - Modena

L'istituto bancario nasce come banca popolare nel 1867 denominata Banca Popolare di Modena S.c.a.r.l. Nel 1983 in seguito alla fusione con la Banca Cooperativa di Bologna assume il nome di Banca Popolare dell'Emilia, poi sostituito nel 1992 con la ragione sociale "Banca Popolare dell'Emilia Romagna" dopo la fusione con la Banca Popolare di Cesena.

Nel 2016, con la trasformazione da banca popolare a società per azioni, la denominazione ufficiale passa a BPER Banca S.p.A.

L'impegno verso il territorio[modifica | modifica wikitesto]

Dall'inizio degli anni 1920 concede al Comune di Modena e alla Provincia di Modena finanziamenti che permettono di realizzare opere pubbliche, come il completamento dell'elettrificazione delle ferrovie provinciali e l'avvio della bonifica del Burana. Sempre in quegli anni la Popolare di Modena partecipa al finanziamento della bonifica del bacino Parmigiana Moglia, comprendente una vasta area della bassa modenese. Nel 1923 la banca, grazie un finanziamento, salva l'Università di Modena dalla chiusura per il basso numero di iscritti. L'impegno verso progetti di utilità sociale continua anche negli anni del secondo dopoguerra. Fra i progetti finanziati: la costruzione del nuovo mercato bestiame e l'aerautodromo di Modena. Nel dopoguerra la banca sostiene molte micro-imprese che sorgono in provincia e, grazie al boom edilizio, eroga mutui per la casa che favoriscono le famiglie di operai e impiegati.

L'evoluzione del Gruppo BPER[modifica | modifica wikitesto]

Banca popolare dell'Emilia, nella forma di società cooperativa a responsabilità limitata è stata costituita il 1º gennaio 1982, attraverso la fusione di Banca Popolare di Modena e Banca Cooperativa di Bologna.

Il 1º maggio 1992 Banca Popolare dell'Emilia incorpora Banca Popolare di Cesena, assumendo così la denominazione di Banca Popolare dell'Emilia Romagna.

1994-2001: gli anni delle acquisizioni[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dall'acquisizione della maggioranza di Banca Popolare di Ravenna, fra il 1994 e il 2000 sono stati acquisiti molti istituti, alcuni successivamente incorporati dalla capogruppo o da altre banche del gruppo bancario, dando così corpo al progetto di unificare nel Gruppo BPER diverse banche locali, preservandone l'autonomia e il radicamento territoriale. Acquisisce il 76.087% della Cassa di Risparmio di Vignola.

Nel 1995 acquisisce la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona. Nel 1997 viene acquistato il Credito Commerciale Tirreno e la Banca Popolare di Crotone. Nel 1998 acquisisce la Banca del Monte di Foggia, Banca popolare del Sinni e Banca popolare di Aprilia. Nel 1999 acquista Banca popolare di Castrovillari e Corigliano Calabro, Banca popolare di Salerno, Carispaq (Cassa di Risparmio dell'Aquila). Nel 2000 acquisisce la Banca popolare dell'Irpinia. Nel 2001 acquista il Banco di Sardegna e la Banca di Sassari.

2003-2011: nasce Banca Popolare dell'Emilia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 viene fondata la controllata Banca della Campania, che include la Banca popolare dell'Irpinia, la Banca popolare di Salerno e l'ex Credito Commerciale Tirreno; successivamente viene inglobata anche la Banca del Monte di Foggia (2006). Nel 2004 viene acquistata la Eurobanca del Trentino e ABF Factoring, nel 2005 ABF Leasing. Il 30 aprile 2005 la Banca ha assunto la denominazione sociale di Banca popolare dell'Emilia Romagna società cooperativa.

Nel 2005 acquista la quota di minor 23.913% della Cassa di Risparmio di Vignola dalla Fondazione di Vignola per 33 milioni di euro, ottenendo la totalità delle azioni. Nel 2006 acquista da Unicredit partecipazioni in Cassa di Risparmio di Bra (31.021%), Cassa di Risparmio di Fossano (23.077%), Cassa di Risparmio di Saluzzo (31.019%) e Cassa di Risparmio di Sevigliano (31.006%) per 149 milioni di euro. Nel 2008 nasce la Banca Popolare del Mezzogiorno, dalla fusione della Banca popolare del Materano e della Banca popolare di Crotone.

BPER nel tempo ha rafforzato il modello federale, attraverso la razionalizzazione delle strutture di governo, di quelle operative e delle fabbriche di prodotto. Nel 2009 le azioni BPER vengono quotate alla Borsa Italiana, nel segmento Blue Chip del mercato MTA. Nel 2010 viene incorporata la Cassa di Risparmio di Vignola e avviene la fusione per incorporazione in BPER di Eurobanca del Trentino S.p.A., entrambe banche del Gruppo.

2012-2014: semplificazione dell'assetto organizzativo[modifica | modifica wikitesto]

Il piano industriale 2012-2014 ha previsto la semplificazione dell'assetto organizzativo del Gruppo con alcune operazioni, quali l'incorporazione di Meliorbanca[2] nel novembre 2012 e di Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila e Banca Popolare di Aprilia nel maggio 2013[3]. Nel 2013 ha acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bra il 35.98% della Cassa di Risparmio di Bra per 23,9 milioni di euro ottenendo il controllo con il 67% delle azioni. Nel 2013 ha acquisito Serfina Banca, di cui già controllava il 17,87% ereditato da Banca Popolare di Lanciano e Sulmona.

Il 30 ottobre 2013 il consiglio di amministrazione ha approvato una riorganizzazione dell'intero gruppo bancario, attraverso la fusione per incorporazione nella capogruppo di tutte le sue banche aventi sede nella penisola[4]. Il 27 maggio 2014 il CdA ha reso noto, dopo l'approvazione del progetto di fusione, che l'incorporazione di Banca popolare del mezzogiorno, Banca della Campania e Banca Popolare di Ravenna sarebbe stato perfezionato a fine novembre 2014[5], divenendo poi efficace in data 24 novembre 2014.

2015: nasce il marchio BPER Banca[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 2015 Banca popolare dell'Emilia Romagna cambia il marchio storico (quadrato inclinato e denominazione per esteso) nel nuovo "BPER: Banca" con i due punti distintivi.

2016: trasformazione in società per azioni[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'introduzione in Italia nel 2015 della nuova normativa sulle banche popolari[6], il successivo 26 novembre 2016 l'assembla straordinaria dei soci ha deliberato di trasformare dell'istituto da società cooperativa a società per azioni[7]; conseguentemente si dovrà approvare il nuovo statuto sociale[8]. Il 28 novembre 2016 viene formalmente registrato presso il registro delle imprese di Modena la nuova denominazione ufficiale "BPER Banca S.p.A." e la trasformazione da società cooperativa a società per azioni[9]. Il giorno successivo Ettore Caselli si dimette dalla carica di presidente del consiglio di amministrazione[10].

Il 30 giugno 2017 BPER acquista dal Fondo Nazionale di Risoluzione una delle Target Bridge Institutions, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. e le società controllate al prezzo simbolico di 1 euro dopo un aumento di capitale di Nuova Carife sostenuto dal Fondo di Risoluzione e la vendita dei crediti deteriorati per 340 milioni. Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. viene fusa per incorporazione in BPER il 20 novembre 2017.

Nel giugno 2018 UnipolSai, il singolo maggiore azionista della banca con circa il 9%, aumenta tra giovedì e venerdì 21-22 giugno la sua partecipazione portandola al 14,23% e una settimana più tardi al 15,06%. Sostiene di volersi rafforzare sino al 19,9% (limite dell'autorizzazione della Bce) finendo di fatto ad avere il controllo della banca.[11].

Quotazione in Borsa[modifica | modifica wikitesto]

BPER Banca è una ex banca popolare quotata sul Mercato telematico azionario della Borsa Italiana, appartenente all'indice FTSE MIB ed è una componente dello Standard Ethics Italian Banks Index. Al 5 ottobre 2012, con una capitalizzazione di 1,47 miliardi di euro, risultava essere l'ottavo gruppo bancario tra quelli quotati alla Borsa di Milano.[12] La capogruppo BPER Banca è presente in quindici regioni con 827 sportelli.

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Quella che segue è la tabella di comparazione dei dati finanziari consolidati del Gruppo BPER negli ultimi anni.

Anno Proventi operativi netti

(in milioni di €)

Utile di esercizio

(in milioni di €)

Totale dell'attivo

(in milioni di €)

Patrimonio netto

(in milioni di €)

2017 2.038 176 71.339 5.717
2016 2.067 14 64.957 5.556
2015 2.370 220 61.261 5.024
2014 2.217 29 60.652 5.510
2013 2.246 16 61.758 4.711
2012 2.154 -11 61.637 4.062
2011 2.100 214 60.487 3.930
2010 2.032 293 58.498 3.249
2009 2.156 115 59.360 3.022
2008 1.815 208 52.772 2.918
2007 1.898 468 48.544 2.968

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

L'azionariato comunicato alla Consob è il seguente[13]:

  • UnipolSai: 15,06%%
  • Fondazione di Sardegna: 3,021%
  • Flottante: 67,68%

Data: 30 giugno 2018

Il gruppo bancario BPER[modifica | modifica wikitesto]

Logo Gruppo BPER

All'estero il gruppo controlla la Banca popolare dell'Emilia Romagna (Europe) International s.a. in Lussemburgo. Ha altresì una partnership con la banca cooperativa austriaca Raiffeisen Zentralbank, più precisamente in Austria, Albania, Bielorussia, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Kosovo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina e Ungheria. Tramite Sintesi 2000 che ha uffici di rappresentanza in Cina a Shanghai e Hong Kong. Da aprile 2011 ha sottoscritto anche un accordo di rappresentanza con G&A a Mumbai, India.

Società del gruppo BPER[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla capogruppo BPER Banca, il Gruppo BPER è composto da altre 4 banche:

La banca partecipa nell'azionariato di Alba Leasing S.p.A. (33,50%), Banca Privata Leasing S.p.A. (10%), Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. (31,006%) e Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A. (23,09%)

Loghi fino al 2015[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Presenza sul territorio del Gruppo BPER, su gruppobper.it. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  2. ^ Copia archiviata, su meliorbanca.it. URL consultato il 26 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2013). Comunicato fusione per incorporazione di Meliorbanca S.p.A. in Banca popolare dell'Emilia Romagna soc. coop
  3. ^ [1] BP Emilia Romagna: cda approva piano modifica organizzazione e governance, La Stampa, 30 ottobre 2013
  4. ^ Comunicato stampa del 30 ottobre 2013, su gruppobper.it.
  5. ^ Pop Emilia, ok Cda incorporazione Pop Mezzogiorno, Banca Campania, Pop Ravenna, su Reuters Italia, 27 maggio 2014.
  6. ^ Decreto legge n. 3/2015, convertito con legge n. 33/2015
  7. ^ Ok soci a trasformazione Bper in Spa, in ANSA, 26 novembre 2016.
  8. ^ Bper si trasforma in Spa. Vandelli: "Spero in soci stabili", in Repubblica, 26 novembre 2016.
  9. ^ Iscrizione Reg. Imprese delibera trasformazione in S.p.A. Modalità e termini diritto di recesso, su gruppobper.it, 28 novembre 2016. URL consultato il 30 novembre 2016.
  10. ^ Stefano Turcato, Ettore Caselli conferma: «Lascio la presidenza di Bper», in Gazzetta di Modena, 29 novembre 2016.
  11. ^ Unipol, parte "zoppa" la conquista di Bper, su repubblica.it, 22 giugno 2018. URL consultato il 23 giugno 2018.
  12. ^ La classifica non include i soggetti che esercitano anche attività assicurative, come Banca Mediolanum e Unipol, né le banche italiane non più quotate perché rilevate da gruppi stranieri, come BNL e Antonveneta.
  13. ^ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN128308836