Bialetti Industrie

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Bialetti Industrie S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: BIA
Fondazione 1998
Sede principale Coccaglio (BS)
Filiali 2
Persone chiave Francesco Ranzoni (presidente e amministratore delegato)
Prodotti
Fatturato 194,2 milioni di euro[1] (2009)
Dipendenti 857 (2009)
Slogan «Sì, sì, sì, sì, sembra facile...»
Sito web

Bialetti Industrie S.p.A è un'azienda italiana specializzata nella produzione dei piccoli elettrodomestici e in quella degli strumenti di cottura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo nasce nel 1998 in seguito alla fusione delle aziende Rondine Italia di Coccaglio (BS), produttrice di pentole in alluminio, e la Alfonso Bialetti & C. di Crusinallo (VB), produttrice di caffettiere, che era stata rilevata nel 1993 proprio dall'azienda bresciana.

A partire dal 2000 il Gruppo si espande acquisendo diverse aziende e marchi dello stesso settore, come Pres-metal Casalinghi e Gb-Guido Bergna (2001).

Nel 2005, rileva la Girmi, nota azienda italiana produttrice di piccoli elettrodomestici, e la CEM, azienda leader in Turchia nella produzione e commercializzazione di strumenti per la cottura. L'anno successivo acquisisce Aeternum, marchio italiano della produzione in acciaio.

Nel 2007 la Bialetti Industrie fa il suo ingresso nella Borsa Italiana.

Nel 2015 cede il marchio Girmi a Trevidea.

Generalità su Bialetti Industrie[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda è leader nel mercato italiano delle caffettiere con una quota del 74% e in quello degli strumenti per la cottura con il 26% nel 2007[2], con una buona presenza anche nei mercati europeo e mondiale, e distribuisce i propri prodotti con i marchi Bialetti, Rondine, Girmi, Aeternum e CEM. È da precisare che i modelli di caffettiera di tipo tradizionale sono prodotti esclusivamente in Italia.

Fino al 2009, la produzione avveniva in cinque stabilimenti, 2 in Italia (Coccaglio, Crusinallo) e 3 all'estero (India, Romania e Turchia). Nel 2010 l'azienda ha venduto a gestori locali lo stabilimento indiano, tenendone però il controllo a livello commerciale, e, nello stesso anno, è stato chiuso lo storico stabilimento Bialetti di Crusinallo per spostare la produzione nell'Europa orientale[3].

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

L'azionariato comunicato alla Consob è il seguente[4]:

Consiglio di Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidente e Amministratore delegato: Francesco Ranzoni
  • Amministratore: Roberto Ranzoni
  • Amministratore: Elena Crespi
  • Amministratore: Ciro Timpani
  • Amministratore: Antonella Neri-Clementi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Documento dal sito Borsaitaliana.it
  2. ^ "Dal 16 luglio Bialetti in Borsa e da ottobre via a dieci negozi monomarca", notizia del Sole24Ore del Luglio 2007
  3. ^ "Bialetti chiude la storica fabbrica della Moka", articolo del Sole24Ore del 7 aprile 2010
  4. ^ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.
  5. ^ a b Secondo l'azionariato indicato sul sito ufficiale del gruppo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]