Salvatore Ferragamo (azienda)

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Salvatore Ferragamo S.p.A.
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: SFER
Fondazione 1927 a Firenze
Fondata da Salvatore Ferragamo
Sede principale Firenze
Persone chiave
Settore moda
Prodotti
Fatturato 1.438 Mln [1] (2016)
Utile netto 202 mln [1] (2016)
Dipendenti 4104 (2016)
Sito web

Salvatore Ferragamo S.p.A. è una casa di moda Italiana fondata nel 1927 da Salvatore Ferragamo.

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Salvatore Ferragamo, stilista calzaturiere campano emigrato negli Stati Uniti, rientra in Italia nel 1927, e comincia ad organizzare l'apertura di un'azienda propria, il "Calzaturificio Ferragamo & C." inaugurato nel 1927; il primo stabilimento si trovava in via Mannelli 57 a Firenze, dove si producevano scarpe da donna destinate, inizialmente, solo al mercato americano. Nel 1933 a causa di una cattiva gestione finanziaria, ed alla situazione generale di crisi economica mondiale, lo stilista è costretto a presentare istanza di bancarotta.

Nel 1938, grazie ad una serie di idee e ad un brevetto, Ferragamo acquista per 3.400.000 £ Palazzo Spini Feroni e apre due negozi, uno a Londra e uno a Roma. Nel 1948 apre il primo negozio "Salvatore Ferragamo" in Park Avenue 424, a New York, seguito dal secondo nella Fifth Avenue nel 1975. Nel secondo dopoguerra, l'azienda ha un forte sviluppo, con una produzione di circa 350 scarpe al giorno e 700 artigiani alle dipendenze; nel 1951 presenziò per la prima volta sulle passerelle, durante una sfilata che ebbe luogo a Firenze. In quella occasione appare il simbolo dello stile Ferragamo: il celebre "gancino" usato a ornamento di scarpe, borse e capi di abbigliamento.

Seconda generazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960, con la morte di Salvatore, l'azienda vede una riorganizzazione ai vertici: il posto di presidente viene occupato dalla moglie dello stilista, Wanda Ferragamo Miletti, il settore creativo viene affidato alla figlia, Fiamma, sposata al marchese di San Giuliano, e vari ruoli di spicco verranno occupati nel tempo dagli altri cinque figli esponenti della seconda generazione: Giovanna, Ferruccio, Fulvia, Leonardo, Massimo. Nel 1960 nasce anche il marchio della firma personale del fondatore dell'azienda (il restyling nel 1982 con la stilizzazione della firma). Nel 1965 l'azienda allarga la sua produzione anche alle borse e all'abbigliamento, progetto cominciato già nel 1955, quando lo stilista cominciò la produzione di Foulard. Ulteriore allargamento avvenne nel 1970, quando la figlia Fulvia Visconti Ferragamo propose una linea maschile, e la produzione di accessori in seta, quali foulard e cravatte, diventa uno dei punti di forza della casa.

Ferruccio Ferragamo, presidente di Salvatore Ferragamo S.p.A.

Nel 1989 viene aperto il primo negozio asiatico dalla maison, al Mandarin Hotel di Hong Kong, primo passo di un'espansione in oriente che culminerà con l'apertura di un negozio a Shanghai nel 1994 ed un flagship store a Seul nel 2011. Nel frattempo la produzione si è allargata anche ad occhiali (1998), fragranze (2001), orologi (2007) e gioielli (2011).

Nel 2006 Ferruccio Ferragamo succede alla madre alla presidenza e viene nominato amministratore delegato il manager Michele Norsa.

Nel 2011 l'azienda viene quotata in Borsa e immette sul mercato il 48% delle azioni (il restante rimane in mano alla famiglia Ferragamo attraverso la holding Palazzo Feroni Finanziaria S.p.A) [2].

Il 2 agosto 2016, dopo 10 anni come CEO, Michele Norsa viene sostituito da Eraldo Poletto.[3].

Terza generazione[modifica | modifica wikitesto]

Se gli esponenti della seconda generazione sono sei e tutti sono entrati in azienda, quelli della terza sono 23. Così, in seguito ad un regolamento interno alla famiglia, gli esponenti della terza generazione in azienda non possono essere più di tre.[4] I tre sono: James Ferragamo, figlio di Ferruccio; Diego Paternò Castello di San Giuliano, figlio di Fiamma; Angelica Visconti, figlia di Fulvia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La casa è oggi attiva nella creazione, produzione e vendita di calzature, pelletteria, abbigliamento, accessori, e profumi. Realizza inoltre attraverso licenze occhiali (Marchon) ed orologi (Timex Group).[5]

Linee[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Ferragamo: Linea principale del gruppo, presenta scarpe, abiti ed accessori di fascia alta, sia per uomo che per donna.
  • Ferragamo's creation: Riedizioni di modelli iconici come la borsa "top-hand" o il sandalo invisibile.
  • Ferragamo Jewels: Edizioni limitate di gioielli
  • Ferragamo Parfums: Linea di fragranze
  • Ferragamo Timpieces: orologi

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio è presente in oltre 90 paesi tramite una rete di oltre 680 negozi monomarca gestiti direttamente: 103 nel Nord America, 170 in Europa, 268 nell'Asia Pacifico, 79 in Giappone, 63 in America Latina. Oltre a questi vanno aggiunti quelli con licenza. Il canale retail incide per quasi il 64% sui ricavi, il canale wholesale per il 35%.[1]

Famiglia e Management[modifica | modifica wikitesto]

  • Wanda Ferragamo Miletti, alla guida del gruppo dal 1960, è presidente onorario
  • Ferruccio Ferragamo, classe 1946, è il presidente della Salvatore Ferragamo SpA
  • Eraldo Poletto, amministratore delegato della Salvatore Ferragamo SpA dall'agosto 2016
  • Giovanna Ferragamo Gentile, vicepresidente della Salvatore Ferragamo SpA
  • Leonardo Ferragamo, classe 1954, dal 2000 consigliere della Salvatore Ferragamo SpA e Ferragamo Finanziaria, è vicepresidente della Fondazione Ferragamo.
  • Massimo Ferragamo, classe 1959, è il presidente della Ferragamo USA.
  • Fulvia Visconti Ferragamo, vicepresidente della holding "Ferragamo Finanzaria SpA".
  • James Ferragamo, figlio di Ferruccio, è direttore della divisione calzature e pelletteria del gruppo
  • Angelica Visconti, figlia di Fulvia, è direttore commerciale Europe del Sud
  • Diego Paternò Castello di San Giuliano, figlio di Fiamma, coordina le attività digitali del gruppo
  • Da novembre 2016 nuovo assetto delle Direzioni creative del gruppo con l'ingresso di Paul Andrew quale Design Director delle calzature donna, Fulvio Rigoni quale Design Director RTW donna e Guillaume Meilland quale Designer Director delle collezioni RTW uomo.

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

La Ferragamo Finanziaria detiene il 57,78% della Salvatore Ferragamo; alcuni componenti della famiglia Ferragamo hanno il 10,69%; il 5,93% è in mano a Majestic Honour Limited, società di Hong Kong controllata da Peter Woo Kwong Ching il quale siede nel consiglio d'amministrazione della Salvatore Ferragamo. Il resto delle azioni è in Borsa.[1]

Clientela[modifica | modifica wikitesto]

Fra le clienti del marchio si possono annoverare Gloria Swanson, Judy Garland, Claudette Colbert, Peggy Guggenheim, Greta Garbo, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Sophia Loren, Andy Warhol, Evita Peron, Margaret Thatcher, la principessa del Indira di Baroda, la principessa Diana, il re del Bhutan Jigme Khesar Namgyel Wangchuck, il principe Pyrex.[6] La maison inoltre, ha collaborato alla produzione di varie pellicole hollywoodiane, da I dieci comandamenti, a Evita e Australia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d finanziaria annuale 2016
  2. ^ Ferragamo la prima matricola del 2011, soldionline.it, 29 giugno 2011. URL consultato il 23 agosto 2016.
  3. ^ Comunicato Stampa - Primo Semestre 2016, group.ferragamo.com.
  4. ^ Alberto Mazzuca, I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005, p. 112.
  5. ^ Salvatore Ferragamo - United States - Official Store, su www.ferragamo.com. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  6. ^ Nicoletta Picchio, L'Italia che conta, Milano, Il Sole 24 Ore, 2004, pp. 117-124. Alberto Mazzuca, I numeri uno del made in Italy, op.cit., pp. 108-115.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicoletta Picchio, Ferruccio Ferragamo in L'Italia che conta, Milano, Il Sole 24 Ore, 2004. ISBN 88-8363-485-3
  • Alberto Mazzuca, Ferruccio Ferragamo in I numeri uno del made in Italy, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005. ISBN 88-8490-796-9
  • Stefania Ricci, Salvatore Ferragamo. Evolving legend 1928-2008, Milano, Skiria, 2008.
  • Ilaria Danieli, Rosa Chiesa, Scarpe, Milano, Rizzoli, 2010.
  • Stefania Ricci, Il calzolaio dei sogni, Milano, Sliria, 2010
  • AAVV, Salvatore Ferragamo. Ispirazioni e visioni, Milano, Skira, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]