CIR - Compagnie Industriali Riunite

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CIR - Compagnie Industriali Riunite
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: CIR
ISINIT0000070786
Fondazione1976 a Torino
Sede principaleMilano
Persone chiave
Settoreholding
ProdottiSalute, automobile, finanza
Fatturato2,8 miliardi di [1] (2017)
Utile netto-5,9 milioni di [1] (2017)
Dipendenti14.613 (gruppo) (2017)
Sito webwww.cirgroup.com

CIR - Compagnie Industriali Riunite S.p.A.[2] è una holding italiana quotata sull'MTA della Borsa di Milano. Fino al 19 febbraio 2020 era controllata al 46% dalla COFIDE della famiglia De Benedetti. Da quella data è diventata operativa la fusione per incorporazione di CIR in Cofide e il cambiamento di nome di Cofide in Cir.[3]

La CIR è a capo di un gruppo industriale attivo principalmente in due settori dopo aver ceduto nel 2020 l'attività nei media: componentistica auto e sanità.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1976 a Torino da Carlo De Benedetti. Nel 1978 CIR diventa il principale azionista di Olivetti, con cui crea Omnitel, fino al 1998. Nel 1981 aveva acquisito SOGEFI e nel 1985 anche il gruppo Buitoni - Perugina, che nel 1988 cede a Nestlè. Nel 1989 entra nell'editoria e dopo il lodo Mondadori controlla l'"editoriale L'Espresso", che nel 2016 diviene GEDI Gruppo Editoriale. Nel 2002 CIR ha costituito la Holding Sanità e Servizi, oggi KOS. Nel 2012 Carlo De Benedetti ha lasciato il controllo del gruppo ai figli Rodolfo, Marco ed Edoardo.

Il 19 febbraio 2020 diventa efficace l'operazione di fusione, decisa nel luglio 2019,[3] tra Cir e Cofide, entrambe della famiglia De Benedetti, con incorporazione di Cir in Cofide e con Cofide che cambia nome e diventa (anche in Borsa) Cir.[4]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Componentistica[modifica | modifica wikitesto]

Nella componentistica per autoveicoli opera la controllata SOGEFI, di cui detiene il 56,6 %, uno dei principali operatori mondiale dei settori sistemi motore (filtrazione e sistemi motore) e componenti per sospensioni (molle di precisione, barre stabilizzatrici). Fondata a Mantova nel 1980, SOGEFI oggi fornisce le più importanti case automobilistiche mondiali e opera in 21 paesi di quattro continenti con 42 stabilimenti. La storia di SOGEFI è caratterizzata da numerose acquisizioni, in particolare in Europa e in Sud America: l'ultima in ordine di tempo è stata quella di Mark IV Systèmes Moteurs (sistemi motore), perfezionata a fine luglio 2011. Nel 2016 Sogefi ha aumentato del 5% i ricavi ottenuti nel 2015 (erano di 1,4 miliardi di euro) grazie allo sviluppo nel Nord America e in Asia. L'Ebidta è cresciuto del 32,2% passando dai 115,5 milioni del 2015 a 152,7 milioni nel 2016; l'utile netto è cresciuto da 1,1 milioni nel 2015 a 9,3 milioni. Il free cash flow risulta positivo per 31,2 milioni rispetto a -24,8 milioni nel 2015.[5]

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

KOS, controllata da CIR al 59,5% e partecipata dal gruppo F2i Fondi Italiani per le Infrastrutture SGR S.p.A.[6], opera nella sanità socio-assistenziale. Costituita nel 2002 con il nome di Holding Sanità e Servizi, KOS è attiva nella gestione di residenze sanitarie assistenziali (attraverso il marchio Anni Azzurri) e di centri di riabilitazione (S.Stefano). La società, inoltre, fornisce e gestisce tecnologie medicali diagnostiche e terapeutiche attraverso la controllata Medipass.

KOS è uno dei principali operatori italiani del settore con 77 strutture gestite nel centro-nord Italia: secondo l'analisi R&S di Mediobanca, si tratta del quarto gruppo sanitario privato nazionale in termini di fatturato[7]. Nel 2011 il gruppo ha avviato una joint-venture in India nel settore delle tecnologie medicali e nel 2012 ha acquisito il parco tecnologico di due ospedali oncologici in Gran Bretagna. KOS impiega oltre 4.000 dipendenti per un fatturato annuo che nel 2016 è cresciuto del 5% rispetto ai 439 milioni di euro del 2015. Il risultato netto supera i 23 milioni nel 2016 rispetto ai quasi 20 dell'anno precedente.[5]

Nel settembre 2020 Kos è uscito dalla diagnostica per immagini e dai servizi per le cure oncologiche cedendo Medipass (tranne le controllate in India) al fondo tedesco Dws.[8]

Ex attività[modifica | modifica wikitesto]

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Sino al 2020 nel settore dei media CIR ha controllato GEDI Gruppo Editoriale, azienda editoriale quotata in Borsa alla quale fanno capo i quotidiani la Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX, il settimanale l'Espresso e altri magazine,[9] 13 giornali locali, tre emittenti radiofoniche nazionali (Radio Deejay, Radio Capital e M2O), una divisione digitale e una concessionaria pubblicitaria[5].

Dopo il memorandum d'intesa del marzo 2016 che prevedeva la fusione della Italiana Editrice (Itedi) con la società Gruppo Editoriale L'Espresso/la Repubblica[10], nel maggio 2017 è nata la GEDI (acronimo di Gruppo Editoriale) che vede la Cir al 43% circa, la Exor al 5% circa, la famiglia Perrone (Ital Press Holding) al 5% circa, altri azionisti FCA all'11% circa, mentre il rimanente 36% circa del capitale è costituito da flottante.[11] È il primo gruppo italiano nella stampa quotidiana e nell'informazione digitale;[12] per il rispetto delle norme in vigore il gruppo L'Espresso ha ceduto alla fine del 2016 le testate Il Centro e la Città di Salerno, ha ceduto la partecipazione nella società editrice delle testate Alto Adige e Il Trentino, ha dato in affitto la testata La Nuova Sardegna.

Nell'aprile 2020 ha ceduto la partecipazione in GEDI a Giano Holding, società per azioni detenuta dalla Exor, che ha acquisito per 102,4 milioni di euro il 43,78% di GEDI in possesso della CIR [13]

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • SOGEFI S.p.A. (partecipazione del 56,6%)
  • KOS S.p.A. (partecipazione del 59,5%)

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016 il gruppo CIR ha registrato un fatturato di circa 2,6 miliardi di euro, ottenendo un risultato netto positivo e distribuendo per la seconda volta consecutiva il dividendo.[5] I dipendenti del gruppo sono oltre 14.000. Nel 2017 il fatturato è cresciuto del 6,7% a 2,8 miliardi ma il risultato è negativo per 5,9 milioni in seguito al contenzioso Gedi in Cassazione relativo a fatti del 1991.[1]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio di amministrazione di CIR, nominato il 29 aprile 2019, è composto da nove membri. Cinque sono indipendenti. I componenti del Consiglio sono i seguenti:

  • Rodolfo De Benedetti, presidente esecutivo
  • Monica Mondardini, amministratore delegato
  • Edoardo De Benedetti,
  • Marco De Benedetti,
  • Paola Dubini
  • Francesco Guasti
  • Massimo Cremona
  • Maria Serena Porcari
  • Pia Hahn Marocco

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

È efficace dal 19 febbraio 2020 la fusione tra CIR e la controllante COFIDE. La nuova CIR è controllata dalla "Fratelli De Benedetti S.p.A." (tramite il possesso del 30% del capitale ordinario e del 44,9% dei diritti di voto), holding di cui i fratelli Rodolfo, Marco ed Edoardo De Benedetti detengono direttamente o indirettamente il 100% del capitale sociale e dei diritti di voto.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Cir chiude il 2017 in perdita e propone una cedola stabile, su milanofinanza.it, 12 marzo 2018. URL consultato il 13 marzo 2018.
  2. ^ CIR Compagnie Industriali Riunite: Chi siamo, su cirgroup.it.
  3. ^ a b Fusione per incorporazione di CIR in Cofide, via libera dalle assemblee, su repubblica.it, 19 luglio 2019. URL consultato il 20 febbraio 2020.
  4. ^ Cofide cambia nome in Cir, efficace l'incorporazione, su ilmessaggero.it, 19 febbraio 2020. URL consultato il 20 febbraio 2020.
  5. ^ a b c d Bilancio 2016 del gruppo Cir
  6. ^ Kos, tutti i dettagli dell'operazione tra F2i di Ravanelli e Cir di De Benedetti - Formiche.net, su formiche.net.
  7. ^ Sanità privata. Mediobanca stila la classifica: Humanitas e San Donato i gruppi più potenti - Quotidiano Sanità, su www.quotidianosanita.it. URL consultato il 19 aprile 2016.
  8. ^ Cir: Kos cede Medipass al fondo Dws per 103 milioni di euro, su it.investing.com, 8 settembre 2020. URL consultato il 10 settembre 2020.
  9. ^ National Geographic, Limes, Micromega, Guide dell'Espresso.
  10. ^ Cinzia Meoni, "Repubblica" si mangia "la Stampa": fusione da indagine Antitrust, in IlGiornale.it, 3 marzo 2016. URL consultato il 3 marzo 2016.
  11. ^ Tiziana Montrasio, Repubblica e la Stampa si fondono, alla Cir il 43% del nuovo gruppo, in IlSole24ore.co, m, 2 marzo 2016. URL consultato il 3 marzo 2016.
  12. ^ Dichiarazione di Carlo De Benedetti a Lettera43 del 23 giugno 2017.
  13. ^ Exor perfeziona l’acquisto di Gedi. Alla newco Giano Holding il 60,9% del gruppo editoriale, su Primaonline. URL consultato il 26 aprile 2020. Perfezionata la vendita della partecipazione in GEDI Gruppo Editoriale S.p.A., su borsaitaliana.it..
  14. ^ www.cirgroup.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN318145857915223020071 · WorldCat Identities (ENviaf-318145857915223020071