Davide Campari-Milano
| Davide Campari-Milano N.V. | |
|---|---|
| Stato | |
| Altri stati | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Borse valori | Borsa Italiana: CPR |
| ISIN | NL0015435975 |
| Fondazione | 1860 a Novara |
| Fondata da | Davide Campari |
| Sede principale |
|
| Persone chiave |
|
| Settore | Industria alimentare (bevande e liquori) |
| Prodotti | Amaro Averna, Aperol, Braulio, Campari, Campari Soda, Crodino, Cynar, Glen Grant, Grand Marnier e altri |
| Fatturato | 2,9 miliardi di €[1] (2023) |
| Utile netto | 330,5 milioni di €[1] (2023) |
| Dipendenti | 3.953 (2021) |
| Slogan | «Red Passion» |
| Note | |
| Sito web | www.camparigroup.com |
Davide Campari-Milano N.V. è una società italiana, con sede legale nei Paesi Bassi, che opera nel settore alimentare, tra i leader mondiali nella produzione di bevande alcoliche[2][3] e attiva anche nel settore delle bevande analcoliche. I prodotti di punta della società sono gli amari Campari e Aperol.
Storia
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Gli inizi
[modifica | modifica wikitesto]L'azienda inizia in un piccolo bar di Novara, il Caffè dell'Amicizia, acquistato da Gaspare Campari nel 1860 e dove, in quegli anni, nascerà e si perfezionerà la ricetta del Campari. Nel 1862, Gaspare Campari si trasferisce con l’azienda a Milano; dopo anni di alterne vicende economiche tra Torino e Novara, sono inaugurati il Caffè Campari e una distilleria, prima sotto il Coperto dei Figini, poi all'angolo tra piazza Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II. Nel retro bottega Gaspare allestisce un laboratorio in cui crea gli elisir che lo avrebbero reso famoso, primi fra tutti il Bitter all'uso d'Hollanda e il Cordiale.



Nel 1882, alla morte del fondatore, la vedova di Gaspare Campari, Letizia Galli, prende le redini dell'attività; l'azienda, già allora nota per il suo Bitter,[4] passa poi a uno dei suoi cinque figli, Davide Campari, che nel 1896 cambia la denominazione in Gaspare Campari - Fratelli Campari Successori. Sarà proprio Davide a dare un decisivo impulso alla società, sia sul piano dello sviluppo industriale, con l'apertura nel 1904 degli stabilimenti di Sesto San Giovanni, sia concentrando la produzione su due prodotti, il Bitter e il Cordial.[5] Nel 1910, l'azienda cambia nome in Davide Campari & C.[6][7], e nel 1915 apre il Camparino, sull'angolo opposto rispetto al Caffè Campari nella Galleria Vittorio Emanuele II, ceduto nel 1919 insieme al Caffè Campari per concentrarsi sulla produzione di Campari e Cordial, i prodotti con la maggior penetrazione di mercato.
Nel 1932 inizia la produzione del Campari Soda, il primo ready to drink nella storia dei prodotti a bassa gradazione alcolica: fu organizzata una efficace campagna pubblicitaria, affidata ai manifesti futuristi di vari artisti dell'epoca,[5] in particolare di Fortunato Depero, che si era anche occupato della creazione dell'originale bottiglietta del Campari Soda, dalla forma conica a "calice rovesciato".[8]
Con la morte di Davide Campari e della sorella Eva nel 1943, l'altro fratello Guido Campari e il nipote Antonio Migliavacca trasformano la società in Davide Campari - Milano S.p.A.[9] Gli anni settanta e ottanta vedono una continua espansione della società, con l'apertura e la crescita di unità commerciali o produttive sia in Italia che all'estero.[5]
Nel 1982, l'ultima erede della famiglia Campari, Angiola Maria Migliavacca, vende la società a Erinno Rossi e Domenico Garavoglia, che ne diventano proprietari.[10]
Gruppo Campari
[modifica | modifica wikitesto]Dal 1994 Luca Garavoglia è presidente della società, nonché numero uno della famiglia che controlla la maggioranza della Campari[11]; già annunciato consigliere di RCS MediaGroup nel 2012 per conto di FIAT,[12] soltanto dal marzo 2014 entra nel CdA, in qualità di membro del Comitato per la remunerazione e le nomine.[13]
Dal 1995 l'azienda intraprende una politica di grande sviluppo societario attraverso circa 20 acquisizioni di altri operatori del settore,[14] tra cui:
- le attività italiane di Lucas Bols, con i marchi Crodino, Cynar, Lemonsoda, Oransoda, Biancosarti e Crodo e della licenza per la produzione e commercializzazione per l'Italia dell'amaro Jägermeister: l'operazione ha richiesto un impegno di 350 miliardi di lire, ma ha fatto raggiungere al gruppo il 20% del mercato italiano degli alcolici e il 23% del settore aperitivi;[15][16][17]
- le attività della Barbero 1891 e i marchi Aperol, Aperol Soda, Mondoro, Barbieri e Serafino[18], tramite un accordo da 150 milioni di euro;[19]
- una quota di minoranza di Skyy Spirits, poi interamente acquisita nel 2009 e ridenominata Campari America;
- la proprietà del marchio Zedda Piras, tramite l'acquisizione nel 2002 di Sella&Mosca;
- l'acquisizione della distilleria e del marchio Glen Grant nel 2006.
A ciò si aggiungono la stipula di accordi di licenza o di distribuzione esclusiva di prodotti di proprietà di soggetti terzi, come ad esempio la distribuzione dei prodotti SKYY Spirits e la distribuzione del tè Lipton fino al 2006.[20]
Nel 2001 si quota alla Borsa Italiana al prezzo di 31 euro per azione, e nel 2005 viene aperto l'impianto di Novi Ligure. Con un impegno finanziario di 433 milioni di euro, nel 2009 acquista Wild Turkey, detentrice dei marchi Wild Turkey e American Honey: si tratta della più grande acquisizione mai fatta da Campari.[21]
Il 3 settembre 2012 Campari acquista l'81,4% di Lascelles de Mercado, un'azienda produttrice di rum in Giamaica.[22]
Nel 2014 Campari acquisisce il 100% di Fratelli Averna, storica azienda di Caltanissetta produttrice dell'omonimo amaro e titolare dei marchi Braulio e Frattina. Il controvalore dell'operazione è di 103,75 milioni di euro, composto da un prezzo di 98 milioni e da un debito finanziario netto di 5,75 milioni di euro.[23]
Nel 2016 Campari raggiunge un accordo con la famiglia che controlla Societé des Produits Marnier-Lapostolle, titolare del marchio Grand Marnier, per rilevarne il 17,19% e lanciare un'OPA ad un prezzo unitario di 8,05 euro per azione sulle azioni sul mercato, per un totale di 684 milioni di euro. Nel marzo dello stesso anno cede per 3 milioni ad una cordata di imprenditori locali il business Casoni Fabbricazione Liquori, una società modenese di produzione di liquori e di imbottigliamento per conto terzi, con stabilimenti a Modena e in Slovacchia, facente parte del Gruppo Averna;[24] in dicembre vende il business dei vini fermi, cedendo Sella&Mosca e Teruzzi & Puthod a Terra Moretti Distribuzione per 62 milioni[25] e per una trentina di milioni i vini Lapostolle in Cile.
Nell'ottobre 2017 la società vende per 80 milioni di euro Lemonsoda, Oransoda e il marchio Crodo (ma non il Crodino) ai danesi di Royal Unibrew, noti in Italia per la birra Ceres,[26] e a fine anno rileva per 52,5 milioni di euro il cognac Bisquit dal gruppo sudafricano Distell.[27] Nel dicembre 2019, il Gruppo Campari annuncia di aver trovato un accordo con Baron Philippe de Rothschild S.A. per rilevare per una cifra pari a circa 60 milioni di € il suo distributore sul mercato francese Philippe de Rothschild France Distribution (RFD);[28] l'acquisto viene perfezionato nel febbraio 2020 e la denominazione della società acquisita viene cambiata in Campari France Distribution.[29]
A dicembre 2024 il Gruppo ha annunciato la nomina ad amministratore delegato di Simon Hunt, che andrà a sostituire i co-AD ad interim Paolo Marchesini, Chief Financial and Operating Officer, e Fabio Di Fede, Chief Legal and M&A Officer.[30]
Struttura e controllo
[modifica | modifica wikitesto]All'inizio del 2019 viene portata a termine, dopo una serie di operazioni che riguardano anche immobili in Costa Smeralda e a Roma, Milano, New York e Montecarlo, la fusione tra Alicros, la holding italiana che ha il controllo del gruppo Campari, e Lagfin, un'accomandita con sede in Lussemburgo che detiene la maggioranza di Alicros.[31] In questo modo viene accorpato il controllo del gruppo in Lagfin, con la conseguente scomparsa di Alicros; in Lagfin, Luca Garavoglia ha la maggioranza (51% del capitale e 64% dei diritti di voto), mentre un'altra quota del 46%, detenuta nella cassaforte lussemburghese del Gruppo dalla sorella Alessandra, è intestata a una fiduciaria della banca ginevrina Pictet.[31][32] Nel febbraio 2020, dopo l'approvazione dei conti del 2019, il CdA di Campari ha inoltre proposto agli azionisti lo spostamento della sede legale del Gruppo in Olanda, con la trasformazione della forma societaria in una N.V. (Naamloze Vennootschap, la società per azioni nel diritto olandese), assicurando comunque che il domicilio fiscale continuerà a rimanere in Italia.[33]
Il 31 ottobre 2025, a borse chiuse, è stato disposto un sequestro da 1,2 miliardi di euro in azioni nei confronti di Lagfin, nell'ambito di un'inchiesta avviata l'anno precedente per presunta evasione fiscale nella fusione di Alicros e Lagfin; la famiglia Garavoglia non avrebbe infatti versato l'exit tax su 5,3 miliardi di plusvalenze non dichiarate.[34]
Impianti
[modifica | modifica wikitesto]Al 2025 il Gruppo Campari conta 18 stabilimenti produttivi nel mondo: quattro in Italia (Canale, Novi Ligure, Alghero e Caltanissetta), tre in Giamaica e in Francia e uno stabilimento in Brasile, Grecia, Scozia, Messico, Australia, Stati Uniti, Canada e Argentina. Conta oltre 4.700 dipendenti in tutto il mondo, tra cui 1200 solo in Italia, nella sede centrale di Sesto San Giovanni e nei quattro siti produttivi.[35]
Settori e marchi
[modifica | modifica wikitesto]| Aperitivi | Aperol, Campari, Campari Soda, Crodino |
| Brandy e cognac | Bisquit, Courvoisier |
| Champagne | Lallier |
| Gin | Bickens, Bulldog, O'Ndina |
| Liquori e amari | Ancho Reyes, Averna, Braulio, Cynar, Dreher, Frangelico, Grand Marnier, Ouzo 12, Sagatiba, Zedda Piras |
| Mezcal | Montelobos |
| Rum | Appleton Estate, La Mauny, Old Smuggler, Trois Rivières, Wray and Nephew |
| Spumanti | Mondoro, Riccadonna |
| Tequila | Cabo Wabo, Espolòn |
| Vodka | Skyy |
| Bourbon | Wild Turkey |
| Rye whiskey | Forty Creek |
| Scotch whisky | Glen Grant, Old Smuggler |
Aziende e gruppi del settore
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Il Gruppo Campari è leader nel settore aperitivi, e nel 2017 era il sesto al mondo negli alcolici di marca. Questi i gruppi maggiori che detiene:
- Diageo
- Pernod Ricard
- Bacardi
- Brown-Forman
- Beam Suntory
- Campari Group
- Constellations Brands
- E&J Distillers
- Mast-Jägermeister
- The Edington Group
Fonte: Campari Group, presentazione corporate 2017
Marchi a priorità globale
[modifica | modifica wikitesto]Sono oltre 50 i marchi del Gruppo Campari. Questi rappresentano il 57% del giro d'affari:
- Campari - 10%
- Aperol - 20%
- Skyy - 6%
- Wild Turkey - 8%
- Rum des Antilles con Appleton Estate - 6%
- Grand Marnier - 7%
Marchi a priorità regionale
[modifica | modifica wikitesto]Rappresentano il 19% del giro d'affari:
- Cynar
- Amaro Averna
- Braulio
- Glen Grant
- Corolans & Frangelico
- Espolòn
- Mondoro & Riccadonna
- Altri
Marchi a priorità locale
[modifica | modifica wikitesto]Rappresentano il 12% del giro d'affari:
- Campari Soda
- Crodino
- Wild Turkey ready to drink
- Dreher & Sagatiba
- Ouzo "12"
- Altri
Il resto del portafoglio rappresenta il 12% del giro d'affari.
Dati economici
[modifica | modifica wikitesto]Il Gruppo Campari ha chiuso il 2016 con un fatturato di 1,72 miliardi, un EBITDA di 372,1 milioni e un profitto di 198,6 milioni.[36]
In base alle aree geografiche, i ricavi provengono per il 42% dalle Americhe (720 milioni di euro), per il 31% dall'Europa meridionale, dal Medio Oriente e dall'Africa (532 milioni di euro), per il 20% dall'Europa centrale, settentrionale e orientale (342 milioni di euro) e per il 7% dall'Asia (128 milioni di euro).[37]
Nel 2017 i ricavi hanno raggiunto 1,816 miliardi di euro, l'EBITDA ha toccato quota 451 milioni e l'EBIT 350. L'utile netto è stato di 356 milioni di euro.[38] Nel 2018 i ricavi sono scesi a 1,7 miliardi di euro (-2,4%), l'utile netto è stato di 296 milioni (-16,9%) e l'utile rettificato di 249,3 milioni (+6,8%), l'Ebitda rettificato a 432,6 milioni (-1,1%).[39] Il fatturato 2019 è stato pari a 1,842 miliardi di €; gli utili hanno raggiunto quota € 308 milioni (+10% rispetto all'esercizio precedente).[33]
Gli incrementi sulle vendite del 2021 hanno reso il Gruppo Campari la 33ª azienda al mondo per vendite nel settore delle bevande.[40]
Azionariato comunicato alla Consob alla data del 28 febbraio 2020:[41][42]
- Lagfin S.C.A. (Luca Garavoglia): 64,349%
- Cedar Rock Capital Limited (Andrew Brown): 9,964%
- Luca Garavoglia: 0,041%
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Camparigroup, https://www.camparigroup.com/sites/default/files/downloads/Campari%20Group%20FY%202023%20Results%20Investor%20Presentation.pdf. URL consultato il 22/03/2024.
- ↑ Campari - Borsa, Corriere della Sera, su borsa.corriere.it. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).
- ↑ Campari brinda con il rum: la rivincita del made in Italy - Il Messaggero, su ilmessaggero.it. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2016).
- ↑ Parma, p. 83.
- 1 2 3 Parma, p. 84.
- ↑ Davide Campari - Milano spa [numero REA: 217528 Mi] (1860 -) - Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Storia d'Italia nel secolo ventesimo Strumenti e fonti - Ministero per i Beni e le Attività Culturali (PDF), su archivi.beniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari Soda - La storia, su camparisoda.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari S.p.A., società di beverage - TrendOnline.com, su trend-online.com. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2014).
- ↑ Che cosa ci berremo dopo il Crodino - Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
- ↑ Maurizio Maggi, Cinquanta sfumature di Campari, «L'Espresso», 17 settembre 2012, su espresso.repubblica.it. URL consultato il 20 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2014).
- ↑ Rcs: verso ingresso Garavaglia, Ambrosoli, Vita e Bonomi in Cda, su milanofinanza.it, Milano Finanza, 4 aprile 2012. URL consultato il 20 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2014).
- ↑ Rcs acquista YouReporter.it, su 95.110.252.214, La Stampa, 5 marzo 2014. URL consultato il 20 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 21 aprile 2014).
- ↑ (EN) Campari to buy Lascelles spirits unit - Financial Times, su ft.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari - Bols, aperitivi concentrati? - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari "beve" Bols - Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
- ↑ Provvedimento 2596 - C 1705, Autorità Garante Concorrenza e Mercato.
- ↑ Barbero 1891 (gruppo Campari) brinda con gli spumanti Riccadonna - SoldiOnline.it, su soldionline.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari si beve l'Aperol ecco il polo degli aperitivi - La Repubblica, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Con il 2007 le bevande a marchio "Lipton Ice Tea" passano in distribuzione a Pepsicoanche sul mercato italiano - Beverfood.com, su beverfood.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari, mega acquisto negli Usa: è suo il whisky Wild Turkey - Il Sole 24 ore, su ilsole24ore.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari si "beve" il rum giamaicano: Opa da 415 milioni $ su Lascelles deMercado - Il Sole 24 ore, su ilsole24ore.com. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari acquisisce Fratelli Averna S.p.A - La Stampa, su finanza.lastampa.it. URL consultato il 16 aprile 2014.
- ↑ Campari cede i liquori della modenese Casoni, su foodweb.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
- ↑ Campari vende i vini Sella & Mosca e Teruzzi & Puthod per 62 milioni, su foodweb.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
- ↑ Campari cede Lemonsoda, Oransoda e Crodo alla Ceres, su repubblica.it. URL consultato il 3 gennaio 2018.
- ↑ Campari: nuovo shopping in Francia, compra Bisquit Cognac, su repubblica.it. URL consultato il 22 dicembre 2017.
- ↑ Francia, Campari firma l'accordo per l'acquisto di Baron Philippe de Rothschild, su ildenaro.it, 21 dicembre 2019.
- ↑ Campari France Distribution al via, su mark-up.it, 28 febbraio 2020.
- ↑ Forbes.it, Simon Hunt è il nuovo ceo di Campari, su Forbes Italia, 4 dicembre 2024. URL consultato il 4 maggio 2026.
- 1 2 Andrea Giacobino, Il cuore della Campari diventa tutto lussemburghese, su milanofinanza.it, 13 febbraio 2019. URL consultato l'8 novembre 2019.
- ↑ Campari, il controllo passa direttamente in Lussemburgo, su ilsole24ore.com, 5 ottobre 2018. URL consultato il 6 ottobre 2018.
- 1 2 Campari sposta la sede legale in Olanda, utile a 308 milioni, su ilsole24ore.com, 18 febbraio 2020.
- ↑ Sara Monaci, Campari, sequestrate azioni per 1,2 miliardi, su Il Sole 24 ORE, 31 ottobre 2025. URL consultato il 4 maggio 2026.
- ↑ Careers at Campari Group, su Careers at Campari Group. URL consultato il 1º giugno 2025.
- ↑ Il Gruppo Campari in breve: fatti e numeri, su camparigroup.com. URL consultato il 3 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2018).
- ↑ Bilancio Davide Campari Milano S.p.A. al 31 dicembre 12 (PDF), su camparigroup.com. URL consultato il 16 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2013).
- ↑ Rapporto annuale 2017 (PDF), su camparigroup.com. URL consultato il 6 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2018).
- ↑ Campari, ricavi e utili in calo, su repubblica.it, 5 marzo 2019.
- ↑ (EN) Largest beverage companies worldwide 2023, su Statista. URL consultato l'11 giugno 2025.
- ↑ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.
- ↑ Davide Campari Milano S.p.A. - azionisti rilevanti, su consob.it.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Ezio Parma, Enciclopedia Sesto San Giovanni, Sesto San Giovanni, Ezio Parma Editore, 2000. ISBN non esistente
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su camparigroup.com.
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