Exor

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Exor N.V.
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Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Altri stati Italia Italia
Tipo Naamloze vennootschap
Borse valori Borsa Italiana: EXO
ISIN NL0012059018
Fondazione 1927 come «Istituto Finanziario Industriale»
Fondata da Giovanni Agnelli
Sede principale Paesi Bassi Amsterdam, Paesi Bassi
Persone chiave John Elkann (Chairman e AD)
Fatturato Green Arrow Up.svg136,360 miliardi di [1] (2015)
Utile netto Green Arrow Up.svg744,5 milioni di [1] (2015)
Dipendenti 303,247[1] (2015)
Sito web

Exor N.V. (naamloze vennootschap) (stilizzato EXOR) azienda Italiana di diritto olandese, è una delle principali società d'investimento europee, controllata dalla famiglia Agnelli. Con una capitalizzazione di oltre 13 miliardi US $, riassume una storia imprenditoriale fatta di oltre un secolo di investimenti.

Fondata nel 1927 come «Istituto Finanziario Industriale», e ricostituita nel 2009 con la denominazione attuale (dopo essersi fusa con IFIL Investments), realizza investimenti con orizzonte di lungo termine in società globali, prevalentemente in Europa e negli Stati Uniti, che beneficiano della sua permanente base patrimoniale.

Oltre a FCA, i principali investimenti di EXOR includono anche CNH Industrial, la quarta società più grande al mondo nei capital good (con una capitalizzazione di US$ 12 miliardi) e Ferrari.

È quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati al 4 aprile 2016. Exor N.V. è l'attuale azionista di maggioranza relativa di:[2]

ed è azionista di maggioranza assoluta di:

Attraverso la holding lussemburghese Exor S.A. ha inoltre diverse partecipazioni internazionali in settori diversificati.[2]

L'11 maggio 2015 EXOR ha venduto l'intera partecipazione azionaria dell'immobiliare Cushman & Wakefield a DTZ generando proventi netti per 1,278 miliardi di dollari, e una plusvalenza di circa 722 milioni di dollari[3].

Ad agosto 2015 EXOR ha annunciato l'accordo di acquisizione di PartnerRe, uno dei più importanti gruppi riassicurativi internazionali che fornisce servizi a compagnie di assicurazione[4][5], per 6,9 miliardi di dollari [6], e l'aumento della partecipazione del gruppo editoriale The Economist (43,40%), per 405 milioni di euro[7].

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Azionisti rilevanti (con quota superiore al 2%) della Exor N.V. al 10 novembre 2015:[8][9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società è stata fondata il 27 luglio 1927 con il nome di "Istituto Finanziario Industriale" dal senatore Giovanni Agnelli[10] allo scopo di riunificare sotto un'unica società le varie partecipazioni da lui acquisite, principalmente in settori industriali.[11]

Quotata alla Borsa di Milano nel 1968 mediante OPV che ebbe un grande successo ma che riguardava solo azioni privilegiate[12], la holding finanziaria è controllata tramite la Giovanni Agnelli B.V. dalle famiglie Agnelli e Nasi, dirette discendenti del senatore Giovanni Agnelli.

Fino al 2003, ovvero prima del riassetto deciso da Umberto Agnelli, a IFI S.p.A. facevano capo tutte le principali partecipazioni del gruppo; dopo il riassetto del 2003, la Finanziaria di Partecipazioni IFIL S.p.A. mutò denominazione in IFIL Investments e da quel momento assunse tutte le partecipazioni dell'IFI ad eccezione di Exor Group, diventando di fatto la vera holding operativa del gruppo.

Nell'ottica di semplificare la catena di controllo di Fiat Group, le assemblee straordinarie delle due società, tenutesi il 1º dicembre 2008, hanno deliberato la fusione per incorporazione di IFIL in IFI. L'atto di fusione è stato stipulato il 20 febbraio 2009 e ha avuto effetti civilistici dal successivo 1º marzo, mentre gli effetti contabili e fiscali hanno avuto effetto retroattivo dal precedente 1º gennaio. Contestualmente la società ha cambiato denominazione in "Exor N.V.".[13]

Nel 2013 Exor ha semplificato la struttura del suo capitale, che è ora composto da una sola classe di azioni (ordinarie).

A luglio 2016 viene annunciato lo spostamento di sede legale e domicilio fiscale di Exor ad Amsterdam, nei Paesi Bassi che avviene nel mese di dicembre dello stesso anno attraverso la fusione per incorporazione di Exor S.p.A. in Exor N.V.; il titolo azionario della holding rimane quotato sul mercato telematico di Piazza Affari.[14]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione in carica al 25 gennaio 2017:[8][15]

  • John Philip Elkann - Presidente del consiglio di amministrazione e Amministratore delegato
  • Sergio Marchionne - Vicepresidente
  • Alessandro Nasi di Villapaciosa - Vicepresidente
  • Andrea Agnelli - Amministratore
  • Marc Bolland - Amministratore indipendente
  • Niccolo Camerana - Amministratore
  • Ginevra Elkann - Amministratore
  • Annemiek Fentener Van Vlissingen - Amministratore indipendente
  • Jae Yong Lee - Amministratore indipendente
  • Antonio Mota De Sousa Horta-Osorio - Amministratore indipendente
  • Lupo Rattazzi - Amministratore
  • Robert Speyer - Amministratore indipendente
  • Mike Volpi - Lead independent director
  • Ruthi Wertheimer - Amministratore indipendente

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Relazioni e bilanci, exor.com, 31 dicembre 2015.
  2. ^ a b Portafoglio investimenti di EXOR S.p.A, su exor.com. URL consultato il 4 aprile 2016.
  3. ^ Exor chiude la cessione di Cushman&Wakefield, 722 mln di plusvalenza, repubblica.it. URL consultato il 3 settembre 2015.
  4. ^ PartnerRe: About Us, su partnerre.com. URL consultato il 4 febbraio 2016.
  5. ^ PartnerRe: 20 Years of Partnership, su partnerre.com, 8 aprile 2014. URL consultato il 4 febbraio 2016.
  6. ^ Exor compra PartnerRe: operazione da 6,9 miliardi di dollari, in Corriere della Sera. URL consultato il 25 gennaio 2017.
  7. ^ Economist, Exor sale al 43,4% e diventa il principale azionista Elkann: enorme potenziale di crescita, corriere.it. URL consultato il 2 settembre 2015.
  8. ^ a b FACT SHEET EXOR S.p.A. (PDF), exor.com, 10 novembre 2015. URL consultato il 21 gennaio 2016.
  9. ^ CONSOB: Azionisti rilevanti di EXOR SPA (PDF), su consob.it, 27 luglio 2015. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  10. ^ Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, p. 68
  11. ^ La gran maggioranza del capitale risultava a nome di Giovanni Agnelli, del figlio Edoardo e della figlia Aniceta, mentre quote puramente rappresentative furono sottoscritte dalle famiglie Pirelli e Borletti (Angiolo Silvio Ori, Storia di una dinastia Gli Agnelli e la Fiat, Editori Riuniti, Roma, 1996, ISBN 88-359-4059-1, p. 141)
  12. ^ Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, p. 209
  13. ^ Comunicato congiunto IFI-IFIL, exor.com.
  14. ^ Exor trasloca ad Amsterdam, l'intesa con Gates e Rothschild, in Corriere della Sera, 26 luglio 2016.
  15. ^ Consiglio di Amministrazione di EXOR S.p.A, su exor.com. URL consultato il 21 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Galli, Gli Agnelli: il tramonto di una dinastia, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51768-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN581145857919923020299