Exor

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Exor N.V.
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StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: EXO
ISINNL0012059018
Fondazione1927 come «Istituto Finanziario Industriale»
Fondata daGiovanni Agnelli
Sede principaleAmsterdam
GruppoGiovanni Agnelli B.V.
Persone chiaveJohn Elkann (Chairman e AD)
Settoreholding
Fatturato143,9 miliardi di (2019)[1]; 166,2 miliardi di di totale attivo (2018)
Utile netto8,9 miliardi [1] (2019)
Dipendenti268 979[1] (2019)
Sito webwww.exor.com

Exor N.V. (naamloze vennootschap) (stilizzato EXOR) è una holding finanziaria olandese controllata dalla famiglia Agnelli. Con una capitalizzazione di quasi 24 miliardi US $ (2019)[2] riassume una storia imprenditoriale fatta di oltre un secolo di investimenti.

Fondata nel 1927 come «Istituto Finanziario Industriale», e ricostituita nel 2009 con la denominazione attuale (dopo essersi fusa con IFIL Investments), realizza investimenti con orizzonte di lungo termine in società globali, prevalentemente in Europa e negli Stati Uniti.

Oltre al gruppo automotive FCA, i principali investimenti di EXOR includono anche la compagnia di capital good CNH Industrial, il gruppo riassicurativo PartnerRe, la casa automobilistica Ferrari, la squadra di calcio della Juventus, il settimanale The Economist, il gruppo editoriale GEDI, proprietario dei quotidiani la Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, il settimanale L'Espresso, una catena di quotidiani locali e varie radio. Exor è la prima società in Italia per fatturato, e la 24ª al mondo.[3]

È quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

La società è stata fondata il 27 luglio 1927 con il nome di "Istituto Finanziario Industriale" dal senatore Giovanni Agnelli[4] allo scopo di riunificare sotto un'unica società le varie partecipazioni da lui acquisite, principalmente in settori industriali.[5]

Nel 1957 IFI ha acquisito il controllo dell’Istituto Commerciale Laniero Italiano, che svolgeva attività nel settore finanziario, in particolar modo nel settore tessile e della lana. Nel 1963 ha esteso le proprie operazioni al sistema bancario ed è passata a chiamarsi Istituto Bancario Italiano Laniero. Tre anni dopo, avendo ceduto l'attività bancaria a Banca Subalpina, la società è divenuta Istituto Finanziario Italiano Laniero (IFIL), rivestendo un ruolo parallelo a quello di IFI e svolgendo attività di gestione di investimenti analoghe.

IFI nei decenni ha acquisito partecipazioni in diverse società, tra cui Unicem e 3M, molte di esse in seguito cedute.

Quotazione alla Borsa di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Quotata alla Borsa di Milano nel 1968 mediante OPV che ebbe un grande successo ma che riguardava solo azioni privilegiate[6], la holding finanziaria è controllata tramite la Giovanni Agnelli B.V. dalle famiglie Agnelli e Nasi, dirette discendenti del senatore Giovanni Agnelli.

Fino al 2003, ovvero prima del riassetto deciso da Umberto Agnelli, a IFI S.p.A. facevano capo tutte le principali partecipazioni del gruppo; dopo il riassetto del 2003, la Finanziaria di Partecipazioni IFIL S.p.A. mutò denominazione in IFIL Investments e da quel momento assunse tutte le partecipazioni dell'IFI ad eccezione di Exor Group, diventando di fatto la vera holding operativa del gruppo.

Fusione di IFIL in IFI e cambio di denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottica di semplificare la catena di controllo di Fiat Group, le assemblee straordinarie delle due società, tenutesi il 1º dicembre 2008, hanno deliberato la fusione per incorporazione di IFIL in IFI. L'atto di fusione è stato stipulato il 20 febbraio 2009 e ha avuto effetti civilistici dal successivo 1º marzo, mentre gli effetti contabili e fiscali hanno avuto effetto retroattivo dal precedente 1º gennaio. Contestualmente la società ha cambiato denominazione in "Exor S.p.A.".[7], il cui nuovo nome proviene dalla società francese (allora socio di maggioranza dell’acqua Perrier e della tenuta Château Margaux) acquistata nel 1991.

L’impresa familiare Giovanni Agnelli B.V. detiene il 52,99% del capitale sociale.

Nel 2013 Exor ha semplificato la struttura del suo capitale, che è ora composto da una sola classe di azioni (ordinarie).

Exor si colloca al 24º posto tra le imprese più ricche nella classifica Fortune Global 500.[8]

Trasferimento ad Amsterdam[modifica | modifica wikitesto]

A luglio 2016 viene annunciato lo spostamento della sede di Exor ad Amsterdam, nei Paesi Bassi che avviene l'11 dicembre dello stesso anno attraverso la fusione per incorporazione di Exor S.p.A. in Exor Holding N.V. che viene ridenominata Exor N.V.; il titolo azionario della holding rimane quotato sul mercato telematico di Piazza Affari.[9]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati al 22 maggio 2020. Exor N.V. è attualmente azionista di:[10]

Società Capitale Sociale Diritti di voto
PartnerRe 100% 99.72%
Juventus Football Club S.p.A. 63,77% 63.77%
The Economist Group 43,40% 20%
GEDI Gruppo Editoriale 54.83% 56.91%
Fiat Chrysler Automobiles N.V. 28,67% 42.44%
CNH Industrial N.V. 26,89% 42,22%
Ferrari N.V. 22,91% 35.80%

Fusioni, investimenti e acquisizioni[modifica | modifica wikitesto]

PartnerRe

Nel 2016 Exor ha acquistato PartnerRe, uno dei più importanti gruppi riassicurativi internazionali che fornisce servizi a compagnie di assicurazione[11][12] con un’offerta di 140 dollari per azione (6,9 miliardi di dollari in totale[13]). L’offerta iniziale era di 130 dollari per azione e in risposta Axis Re offrì 120,31 per azione cartacea e 11,50 dollari in un dividendo di prechiusura.

The Economist

Il 12 agosto 2015, il direttore ha annunciato che Exor acquisterà tre quinti delle azioni dell’Economist Group attualmente detenute da Pearson PLC. Exor deteneva quote dell’Economist Group prima di questo acquisto, con il quale raggiunge una partecipazione del 43,40%, per 405 milioni di euro[14]. Pearson PLC, che possiede anche il Financial Times, deteneva una partecipazione non di controllo del 50% nell’Economist Group dal 1928. L’Economist Group riacquisterà i due quinti rimanenti delle azioni di Pearson.

Cushman & Wakefield

Il 2 settembre 2015 Exor ha concluso la vendita di Cushman & Wakefield a DTZ con sede a Chicago per 1,28 miliardi di dollari netti, generando una plusvalenza di 722 milioni di dollari per la società controllante della famiglia Agnelli.

Gedi Gruppo Editoriale

Il 2 dicembre 2019 viene ufficializzato l'avvio delle procedure per il passaggio delle quote di controllo di GEDI — tra i maggiori gruppi editoriali italiani, proprietario dei quotidiani la Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX, del settimanale L'Espresso, di una catena di giornali locali e di varie emittenti radiofoniche — dalla CIR della famiglia De Benedetti a Exor;[15] la stessa "cassaforte" della famiglia Agnelli già vantava una piccola partecipazione azionaria (6%) in GEDI.

Nell'aprile 2020 Exor sale, tramite Giano Holding - una società di nuova costituzione interamente posseduta - al 48,8% del capitale sociale di Gedi. [16]

FCA e Groupe PSA

Nel dicembre 2019 Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA hanno firmato un agreement volto alla fusione paritetica dei rispettivi gruppi, onde creare il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato.[17] Nel luglio 2020 viene ufficializzato Stellantis, nome del nuovo gruppo nascente.[18]

Via Transportation Inc.

Nell'aprile 2020 ha annunciato un investimento di 200 milioni di dollari per rilevare l’8,87% della società Via Transportation Inc. (su base fully diluted), specializzata in sistemi avanzati di mobilità pubblica.[19][20][21]

Azionariato [22][modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Agnelli B.V.: 52,99%
  • Harris Associates LP: 4,99%
  • Exor N.V.: 3,90%
  • Southeastern AM: 2,96%
  • Altri azionisti: 35,16%

Dati finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Dati finanziari in milioni di EUR[23]
Anno 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019
Totale Ricavi 52.520 58.985 84.359 110.671 113.740 122.246 136.360 140.068 138.226 143.294 143.755
Risultato Netto -0.997 0.571 2.229 2.377 4.427 1.276 0.343 2.314 4.646 5.416 8.915
Totale Attivo 71.804 78.707 123.030 125.762 132.680 150.509 156.895 176.528 163.775 166.275 172.611
Dipendenti 190,651 196,723 195,404 287,343 305,963 318,562 303,247 302,562 265,017 272,170 268,979

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione in carica al 29 maggio 2018:[24]

  • John Philip Elkann - Presidente del consiglio di amministrazione e Amministratore delegato
  • Alessandro Nasi - Vicepresidente
  • Andrea Agnelli - Amministratore
  • Joseph Bae - Amministratore
  • Melissa Bethell - Amministratore
  • Marc Bolland - Amministratore
  • Laurence Debroux - Amministratore
  • Ginevra Elkann - Amministratore
  • Antonio Mota De Sousa Horta-Osorio - Amministratore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c exor.com, marzo 2019, https://www.exor.com/sites/default/files/2020/document-documents/EXOR%202019%20ANNUAL%20REPORT_0.pdf.
  2. ^ Exor - Relazioni e Bilanci, su exor.com.
  3. ^ (EN) EXOR Group, su Fortune. URL consultato il 20 dicembre 2019.
  4. ^ Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, p. 68
  5. ^ La gran maggioranza del capitale risultava a nome di Giovanni Agnelli, del figlio Edoardo e della figlia Aniceta Agnelli, mentre quote puramente rappresentative furono sottoscritte dalle famiglie Pirelli e Borletti (Angiolo Silvio Ori, Storia di una dinastia Gli Agnelli e la Fiat, Editori Riuniti, Roma, 1996, ISBN 88-359-4059-1, p. 141)
  6. ^ Giancarlo Galli, Gli Agnelli, il tramonto di una dinastia, p. 209
  7. ^ Comunicato congiunto IFI-IFIL, su exor.com. URL consultato il 17 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2015).
  8. ^ EXOR Group, su fortune.com.
  9. ^ Exor trasloca ad Amsterdam, l'intesa con Gates e Rothschild, in Corriere della Sera, 26 luglio 2016.
  10. ^ Portafoglio investimenti di EXOR S.p.A, su exor.com.
  11. ^ (EN) About Us | PartnerRe, su www.partnerre.com. URL consultato il 3 aprile 2017.
  12. ^ (EN) True Partnership — About Us | PartnerRe, su www.partnerre.com. URL consultato il 3 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2017).
  13. ^ Exor compra PartnerRe: operazione da 6,9 miliardi di dollari, in Corriere della Sera. URL consultato il 3 aprile 2017.
  14. ^ Economist, Exor sale al 43,4% e diventa il principale azionista Elkann: enorme potenziale di crescita, in Corriere della Sera. URL consultato il 3 aprile 2017.
  15. ^ Antonella Olivieri, Gedi-Exor e il tentativo (fallito) dell'Ingegnere. Così Repubblica cambia padrone, su ilsole24ore.com, 3 dicembre 2019.
  16. ^ ACQUISIZIONE DI GEDI GRUPPO EDITORIALE S.P.A. (PDF), su exor.com.
  17. ^ Groupe PSA and FCA agree to merge (PDF), su fcagroup.com.
  18. ^ Stellantis: il nome del nuovo gruppo derivante dalla fusione di FCA e Groupe PSA (PDF), su fcagroup.com.
  19. ^ EXOR investe 200 milioni in Via Trasportation, su finanza.repubblica.it. URL consultato il 9 aprile 2020.
  20. ^ Exor invests $200 million in VIA | EXOR, su www.exor.com. URL consultato il 9 aprile 2020.
  21. ^ Exor rileva l’8,87% di Via Transportation, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 9 aprile 2020.
  22. ^ Ownership Structure, su exor.com.
  23. ^ Exor 2019 Annual Report (PDF), su Exor.com.
  24. ^ Consiglio di Amministrazione di EXOR S.p.A, su exor.com. URL consultato il 21 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Galli, Gli Agnelli: il tramonto di una dinastia, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51768-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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