IFIL

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IFIL Investments
Stato Italia Italia
Forma societaria Società per Azioni
Fondazione gli anni '50 a Torino
Chiusura 20 febbraio 2009
Sede principale Torino
Settore holding
Prodotti automobile, immobiliare, cartario, servizi d'ispezione, banca, finanza, turistico
Fatturato 2,67 miliardi € (2008)
Utile netto 438 milioni € (2008)
Dipendenti 17.871 (2008)
Sito web

IFIL Investments S.p.A., già IFIL, acronimo di Istituto Finanziario Industriale Laniero, era una società d'investimento controllata dalla famiglia Agnelli tramite l'IFI Istituto Finanziario Industriale (ora Exor) che ne deteneva il 63,59% del capitale. Quotata alla borsa di Milano era tra le più importanti holding europee grazie alla gestione di un portafoglio valutato in 5 miliardi di euro. La società operava in due campi ben distinti: da una parte il presidio e la gestione del gruppo FIAT di cui IFIL deteneva il 30%, dall'altra parte invece una gestione dinamica del portafoglio di partecipazioni, un portafoglio che spaziava dal turismo (Alpitour) al settore bancario (Intesa Sanpaolo).

A seguito delle delibere delle assemblee straordinarie di IFI e IFIL, tenutesi il 1º dicembre 2008, il 20 febbraio 2009 è stato stipulato l'atto di fusione per incorporazione di IFIL in IFI, la quale ha contestualmente assunto il nome di Exor S.p.A.. L'operazione è stata effettuata nell'ottica di semplificare la catena di controllo del Gruppo Fiat, facendo rimanere soltanto Exor come holding del gruppo sotto il controllo diretto della Giovanni Agnelli e C., la finanziaria della famiglia Agnelli ed ha avuto effetto civilistico dal 1º marzo 2009, mentre gli effetti contabili e fiscali hanno avuto effetto retroattivo dal 1º gennaio 2009[1].

Situazione economica e finanziaria ante fusione[modifica | modifica wikitesto]

Alla data di efficacia contabile e fiscale della fusione (1º gennaio 2009), il gruppo IFIL aveva un capitale investito consolidato di 7,86 miliardi di , con un patrimonio netto consolidato di 5,79 miliardi di € e nell'esercizio 2008 aveva sviluppato un fatturato consolidato di 2,67 miliardi di € chiudendo con un utile netto consolidato di 438 milioni di €.

Alla stessa data la capogruppo aveva un capitale investito di 4,93 miliardi di €, di cui 4,1 miliardi era il valore di carico delle partecipazioni, con un patrimonio netto di 3,92 miliardi di € e aveva chiuso l'esercizio 2008 con un utile netto di 356,5 milioni di €, frutto in particolare di dividendi da partecipazioni per 255,6 milioni di € e plusvalenze su cessione di partecipazioni per 167,5 milioni di €.

Nell'esercizio 2008 il gruppo IFIL ha occupato mediamente 17.871 dipendenti, di cui 39 in organico alla capogruppo[2].

Eventi memorabili[modifica | modifica wikitesto]

L'IFIL salì all'onore delle cronache quando, nell'estate del 1986, ebbe un ruolo primario nella complessa, e molto controversa, operazione finanziaria con la quale fu riacquistata dalla Arabian Libian Bank l'intera partecipazione da questa detenuta per conto del governo libico nella FIAT: il 15,19% delle azioni ordinarie ed il 13,4% delle privilegiate dell'industria torinese. In proposito si possono leggere il libro-intervista di Romiti-Pansa, Questi anni alla Fiat[3] o il libro Agnelli and the network of italian power, in cui l'autore Alan Friedman dedica un capitolo specifico alla vicenda libica.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comunicato congiunto IFI-IFIL, exor.com. URL consultato l'11 aprile 2009.
  2. ^ Bilancio d'esercizio e consolidato al 31-12-2008 (PDF), exor.com. URL consultato l'11 aprile 2009.
  3. ^ Da pag. 200 a pag. 207, op. cit.
  4. ^ Capitolo: The Libian Affair, Part II: Musical Shares, da p. 209 a p. 229, op. cit..

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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