Birra Peroni

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Birra Peroni
Birra Peroni Package.jpg
Una bottiglia di Peroni.
Categoria Birra
Tipo Lager chiara
Marca Birra Peroni (azienda)
Anno di creazione 1846
Nazione Italia Italia
Slogan Peroni: Per Noi
Valori nutrizionali medi in 100 g
Valore energetico Valore energetico in cal e KJ
Colore Giallo oro
Gradazione alcolica 4.7% vol.
Tipo di fermentazione a bassa temperatura
Gusto Moderatamente amaro, equilibrato di luppolo e malto
Temperatura di servizio 4° - 6 °C
Sito www.peroni.it

La birra Peroni viene prodotta con la ricetta originale Peroni, battezzata dal fondatore come i "4 Ingredienti":

Gli stabilimenti produttivi si trovano a Roma, Padova e Bari, mentre per il malto si appoggia alla Malteria Sap lo di Pomezia. L'azienda Birra Peroni S.r.l. è proprietà del gruppo giapponese Asahi Breweries Ltd..

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La birra Peroni[1] è il prodotto nato nel 1846 dall'iniziativa di Francesco Peroni (Galliate, 1818Vigevano, 1894), ultimo nato di una famiglia di pastai attivi nella provincia novarese, che a Vigevano fondò una fabbrica di birra. La produzione si espanse a Roma dal 1864, nello stabilimento in via Due Macelli, dove si concentrò la produzione, passando in gestione al giovane Giovanni, figlio di Francesco, nel 1867.

Nella fabbrica romana affinò la ricetta grazie anche al fratello Cesare, formatosi mastro birrario in Germania attraverso l’apprendimento delle più moderne tecnologie.[2] Acquisita nel 1901 la Società Romana della fabbricazione del ghiaccio e della neve artificiale, lo stabilimento fu trasferito nella sede di piazza Principe di Napoli (oggi piazza Alessandria). Grazie al connubio di ghiaccio e birra, la nuova Società Birra Peroni creò rapporti di fornitura con tutte le comunità organizzate esistenti nel territorio romano. Dalle caserme agli ospedali, dal Vaticano alla Real Casa, dai Caffè ai ristoranti: laddove il consumo di birra fosse limitato per ragioni etiche o igieniche, subentrava la fornitura di ghiaccio destinato alla conservazione di medicinali o di alimenti. Attraverso una rete di negozi di diretta proprietà, i cosiddetti “spacci” di ghiaccio e birra disseminati negli snodi stradali di maggiore importanza strategica, la Società Birra Peroni costruì una rete commerciale capace di offrire un servizio puntuale alla clientela cittadina. Forte di tali basi operative e sorretta dall’incessante crescita dei consumi della Capitale, Birra Peroni conquistò la leadership nel settore birrario italiano già nel 1913. Nel giro di un ventennio espanse il proprio mercato da Roma alle regioni limitrofe, preparando il salto industriale extraregionale degli anni Venti.

Nel 1924 fu inaugurato il nuovo stabilimento di Bari e si diede il via ad una serie di acquisizioni (la Birra d’Abruzzo, la Birra Perugia, le Birrerie Meridionali di Napoli, la Birra Livorno), che le permisero di ottenere il controllo dell’intero mercato dell’Italia Centro meridionale. Alla fine degli anni venti venne lanciato un nuovo formato da 20 centilitri, il celebre "Peroncino", destinato a catalizzare a tal punto i gusti dei consumatori da costringere l’Azienda, in alcuni periodi, a ritirarlo dal mercato per supportare la vendita degli altri formati.

Le difficoltà logistiche e la mancanza malto e luppolo comportarono la ripresa della produzione birraria dopo la seconda guerra mondiale, che ebbe notevole sviluppo negli anni tra il 1953 e il 1970 con le fabbriche di Udine (ex Birra Dormisch), Taranto (ex Birra Raffo), Padova (ex Birra Itala Pilsen) e Savigliano (ex Birra Faramia). La presenza della birra Peroni era ora garantita logisticamente sull’intera superficie nazionale.

Nel 1988 fu acquisita la Birra Wührer di Brescia, la più antica fabbrica di birra italiana, proprietaria di un marchio storico, già di proprietà BSN Danone. Negli anni novanta lo sviluppo fu guidato dagli strumenti di Marketing, dallo sviluppo della forza vendita e dall’avvio, nello stabilimento romano, degli impianti di cottura più grandi d’Europa.[3] Tra il 2003 e il 2005 la Birra Peroni diviene un prodotto di un'azienda globale, entrando la Birra Peroni S.p.A. a far parte del gruppo SABMiller plc[4], il secondo produttore mondiale di birra, con una diffusione in 80 Paesi sui 5 continenti. Nel 2016 Anheuser-Busch InBev vende Peroni alla giapponese Asahi Breweries.

Varietà[modifica | modifica wikitesto]

  • Peroni (vuoto a rendere per locali e vuoto a perdere per la grande distribuzione, ambedue da 66 cl) - Marchio principale, Lager chiara disponibile in bottiglia da 75, 66 o 33 cl, lattina (50 o 33 cl), ed alla spina (4,7%);
  • Peroni Gran Riserva Puro Malto disponibile in bottiglia da 50 cl;
  • Peroni Gran Riserva Doppio Malto - Bock ideata dal fondatore Giovanni Peroni con retrogusto speziato-fruttato, creata per festeggiare i 150 anni di attività; disponibile in bottiglia da 50 cl (6,6%);
  • Peroni Gran Riserva Rossa - Vienna lager doppio malto di varietà Monaco, dal gusto corposo e retrogusto di caramello; disponibile in bottiglia da 50 cl (5,2%);
  • Peroncino - Lager premium dal gusto secco e con aggiunta di mais; ideato inizialmente per i locali, è oggi distribuito anche nei supermercati. Disponibile in bottiglia da 25 cl (4,9%);
  • Peroni Senza Glutine disponibile in bottiglia da 33 cl;
  • Peroni Forte disponibile in bottiglia da 33 cl (8%).
  • Peroni Chill Lemon Radler disponibile in bottiglia da 33 cl (2%).
  • Peroni Cruda


Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Già nei primi anni del secolo la Peroni promuove il suo prodotto tramite mascotte popolari, personaggi come il ciociaretto, che cercano di avvicinare anche i ceti meno abbienti al mondo della birra. Inoltre viene inventato un formato piccolissimo, detto peroncino: una bottiglia da 20 cl che equivaleva ad un piccolo bicchiere, tradizione ripresa di recente con bottiglie di nuovo disegno. Negli anni sessanta nasce la Bionda Peroni, una affascinante ragazza, impersonata nel tempo da diverse modelle, che con lo slogan Chiamami Peroni, sarò la tua birra (ideato da Nicola Lepore) ha accompagnato il prodotto fino ai giorni nostri.

Testimonial[modifica | modifica wikitesto]

La prima Bionda Peroni è stata la tedesca Solvi Stubing nel 1965, seguita dalla statunitense Jo Whine nel 1973, l'inglese Michelle Gastar (1974), la sudafricana Anneline Kiel (1977), l'americana Lee Richard (1981), l'italiana Milly Carlucci (1984), la svedese Filippa Lagerbäck (1993), la slovacca Adriana Sklenarikova (1997), l'americana Jennifer Driver (1997) e ultima la danese Camilla Vest.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La birra Peroni è stata premiata:

  • nel 2001 con la Medaglia d'oro dell'American Tasting Institute;
  • nel 2006, a Bruxelles, con la medaglia d'argento dal Monde Selection Organizing Committee.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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