Fiat Chrysler Automobiles

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Fiat Chrysler Automobiles N.V.
Logo
StatoPaesi Bassi Paesi Bassi
Altri statiItalia Italia
Stati Uniti Stati Uniti
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriNYSE: FCAU
Borsa Italiana: FCA
ISINNL0010877643
Fondazione12 ottobre 2014 a Torino
Sede principale
GruppoExor
Filiali
Persone chiave
SettoreAutomobilistico
ProdottiAutomobili
Fatturato 110,41 miliardi[1] (2018)
Utile netto€ 3,63 miliardi[1] (2018)
Dipendenti198.545[1] (2018)
Sito web

Fiat Chrysler Automobiles N.V. (FCA), azienda italo-statunitense di diritto olandese,[2] è un produttore multinazionale di autoveicoli, ottavo gruppo automobilistico al mondo per numero di veicoli prodotti[3].

Nata nel 2014 dalla fusione tra l'italiana Fiat S.p.A. e lo statunitense Chrysler Group, fanno parte di FCA i marchi FIAT, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Fiat Professional, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar, SRT; alla FCA appartiene anche la società polisportiva Sisport.

La società è quotata sia al NYSE che nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: FCA Italy e FCA US.

Il 1º gennaio 2014 viene annunciato l'inizio delle operazioni volte all'acquisizione, da parte di Fiat S.p.A., della totalità del pacchetto azionario di Chrysler Group. A seguito di ciò, il 29 dello stesso mese il consiglio di amministrazione del gruppo italiano, riunitosi al Lingotto sotto la presidenza di Sergio Marchionne, ha approvato la riorganizzazione societaria per creare un nuovo e unico gruppo industriale denominato Fiat Chrysler Automobiles, società per azioni.

FCA nacque dalla fusione effettiva il 12 ottobre 2014, di Fiat S.p.A. in Fiat Investments N.V., società di diritto olandese; l'entità risultante venne appunto ridenominata Fiat Chrysler Automobiles N.V..[4] La quotazione in borsa, sulla Borsa di New York e sulla Borsa Italiana, avvenne il giorno successivo alla fusione.[4] Fiat Chrysler Automobiles riunisce in un'unica società di diritto olandese con domicilio fiscale nel Regno Unito due gruppi industriali del settore automobilistico: Fiat S.p.A. e la sua controllata Chrysler Group LLC, dopo che il gruppo italiano acquisisce la totalità delle azioni di quello americano.[5]

Nel 2014 venne annunciato lo scorporo di Ferrari N.V., che a partire dal 4 gennaio 2016 si è separata dal gruppo FCA per essere direttamente controllata dalla Exor, già azionista di maggioranza di FCA (con il 30,81% delle azioni, 46,15% dei diritti di voto)[6].

Nel 2015 Marchionne avvia contatti con Mary Barra per una fusione tra FCA e General Motors ma la proposta viene respinta.[7]

Il 13 gennaio 2017 la società è indagata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti a causa della presunta mancata divulgazione di software che violava le norme sulle emissioni e consentiva ai veicoli di superare i limiti di inquinamento.[8] Il 23 maggio 2017 il Dipartimento di Giustizia ha intentato una causa civile sostenendo che FCA "ha utilizzato un 'dispositivo di disfunzione' per eludere i controlli sulle emissioni" in oltre 100.000 veicoli tra il 2014 e il 2016.[9]

Il 25 luglio 2018 Sergio Marchionne muore in un ospedale svizzero all'età di 66 anni[10][11] dopo essersi preso un periodo di riposo per sottoporsi ad un intervento chirurgico.[12][13][14] Al suo posto subentra l'inglese Michael Manley.[15][16][17]

Nel gennaio 2019 Fiat Chrysler accetta di pagare 800 milioni di dollari per risolvere le cause sulle emissioni diesel.[18]

La mancata fusione con Renault[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 maggio 2019 FCA propone una fusione con la francese Renault che darebbe vita al terzo gruppo al mondo per volumi prodotti. Il piano di fusione, presentato dopo un incontro riservato a Parigi tra John Elkann e il presidente Emmanuel Macron e dopo avere inviato il dossier al ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire (lo Stato francese è il maggiore azionista della Renault con il 15% alla pari dei giapponesi della Nissan), prevede la nascita di una newco per il 50% detenuta dagli azionisti Fca e per l'altro 50% dai soci Renault. Prevista una struttura di governance paritetica, con sede ad Amsterdam e con lo stesso numero di componenti e un membro del board assegnato anche ai giapponesi della Nissan. Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla FCA, avrebbe il 13-14% delle quote della nuova società mentre il governo francese e i nipponici scenderebbero al 7%. Il resto sarebbe detenuto dal mercato con il gruppo quotato non solo a New York e Milano ma anche a Parigi.[19][20][21] Il progetto, messo a punto in incontri riservati nelle abitazioni di Torino e Parigi di John Elkann e del presidente della Renault, Jean-Dominique Senard,[22] non coinvolge per il momento Nissan-Mitsubishi (di cui Renault è azionista al 43%) che non molto tempo prima aveva respinto la proposta di fusione con la casa francese. Nel caso in cui Nissan-Mitsubishi partecipasse all'iniziativa, nascerebbe il primo gruppo automobilistico al mondo.[22]

La Renault si dice "interessata" e il governo francese pone quattro condizioni: la rivalutazione di Renault con il pagamento di un dividendo anche ai francesi, l'ingresso di un esponente del governo nel cda della nuova società, il mantenimento del quartier generale a Parigi e la salvaguardia dei posti di lavoro. Il ministro Le Maire mette comunque le mani avanti: "Non c'è fretta, prendiamo il tempo necessario" e il vertice Renault fa slittare ogni decisione, anche se l'accordo sembra formalmente raggiunto nonostante il no dei consiglieri Nissan. John Elkann parla comunque di proposta "non negoziabile" e nella notte del 5 giugno 2019 FCA decide di ritirare l'offerta.[23][24]

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Il logo del gruppo (realizzato da Robilant & Associati, che aveva già disegnato il marchio FIAT del 2006), viene così spiegato dalla FCA: "Le tre lettere vivono all'interno di una raffigurazione geometrica ispirata alle forme essenziali della progettazione automobilistica: la F, generata dal quadrato simbolo di concretezza e solidità; la C, che nasce dal cerchio, archetipo della ruota e rappresentazione del movimento, dell'armonia e della continuità; e infine la A, derivata dal triangolo, che indica energia e perenne tensione evolutiva".[25]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 i ricavi hanno raggiunto 110,9 miliardi di euro con un utile netto di 3,5 miliardi e 234.499 dipendenti[26] Nel 2018 il fatturato è stato di 110,41 miliardi di euro con un utile netto di 3,63 miliardi e 198.545 dipendenti[1]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il consiglio di amministrazione di FCA[27] è composto dai membri esecutivi John Elkann e Michael Manley, rispettivamente presidente e amministratore delegato, insieme ai membri non esecutivi Ronald L. Thompson, Andrea Agnelli, Tiberto Brandolini d'Adda, Glenn Earle, Valerie A. Mars, Ruth J. Simmons, Patience Wheatcroft, Stephen Wolf ed Ermenegildo Zegna.[28]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

I principali azionisti del gruppo italoamericano è suddiviso fra:

  • Exor N.V. (29%)
  • Tiger Global Management LLC (5,09%)
  • Baillie Gifford & Co. (4,67%)
  • Harris Assiciates LP (3,75%)
  • BlackRock Fund Advisors (2,98%)
  • Altri (6,48%)

Fonte: Acea aprile 2019

Il gruppo è quotato in Borsa dal 13 ottobre 2014, sia allo Wall Street NYSE di New York sia alla Piazza Affari di Milano[29][30].

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Settori[modifica | modifica wikitesto]

Automobili[modifica | modifica wikitesto]

Marchi generalisti
Marchi di lusso e sportivi

Componenti e sistemi di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Fiat Chrysler 2018 Results (PDF), in Fiat Chrysler Automobiles. URL consultato il 7 aprile 2019.
  2. ^ statuto ottobre 2014 (PDF), su fcagroup.com. URL consultato il 16 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2014).
  3. ^ Dati del 2016, cfr. (EN) WORLD MOTOR VEHICLE PRODUCTION (PDF) (OICA).
  4. ^ a b Fiat perfeziona la fusione in FCA. Oggi il debutto a Wall Street, in lastampa.it, 13 ottobre 2014.
  5. ^ (PDF) comunicato stampa fusione (PDF), su fcagroup.com. URL consultato il 16 dicembre 2014.
  6. ^ FCA annuncia l’intenzione di separare Ferrari S.p.A. (PDF), su fcagroup.com.
  7. ^ FCA-GM, proposta fusione respinta, su huffingtonpost.it, 9 giugno 2015. URL consultato il 3 giugno 2019.
  8. ^ (EN) Fiat Chrysler Faces U.S. Criminal Emissions Investigation, in Bloomberg.com, 13 gennaio 2017. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  9. ^ (EN) DOJ Sues FCA As Automaker Asks to Fix Alleged Defeat Device on 2014–16 Diesels, in caranddriver.com, 23 maggio 2017. URL consultato il 24 maggio 2017.
  10. ^ Di Paolo Griseri, È morto Sergio Marchionne, l'uomo che salvò l'auto italiana, in Repubblica.it, 25 luglio 2018. URL consultato il 25 luglio 2018.
  11. ^ (EN) Sergio Marchionne, CEO Who Steered Fiat Chrysler, Dies Aged 66, in Bloomberg.com. URL consultato il 25 luglio 2018.
  12. ^ (EN) Fiat Chrysler Paints Grim Picture of Marchionne's Health, su autonews.com. URL consultato il 23 luglio 2018.
  13. ^ (EN) Marchionne gravely ill in Swiss hospital, Italian media reports, su freep.com. URL consultato il 23 luglio 2018.
  14. ^ (EN) Neal E. Boudette, Fiat Chrysler C.E.O. Marchionne Is Replaced After Falling Gravely Ill, in The New York Times, 21 luglio 2018.
  15. ^ (EN) Fiat Names Jeep Chief Manley to Replace CEO Marchionne, in Bloomberg.com.
  16. ^ (EN) Fiat, Ferrari boards to meet on Marchionne succession – report, in Reuters.
  17. ^ (EN) Fiat Chrysler to name Jeep's Manley to replace Marchionne as CEO, in Reuters.
  18. ^ (EN) Fiat Chrysler will pay $800 million to settle diesel emissions lawsuits, in CNET, 2019.
  19. ^ FCA propone a Renault una fusione alla pari: "Nessun sito sarà chiuso", su lastampa.it, 28 maggio 2019. URL consultato il 29 maggio 2019.
  20. ^ FCA-Renault: ecco la proposta di fusione al 50%, su ilsole24ore.com, 27 maggio 2019. URL consultato il 29 maggio 2019.
  21. ^ (EN) Fiat Chrysler proposes 50-50 merger with Renault, su TechCrunch. URL consultato il 27 maggio 2019.
  22. ^ a b Fusione FCA-Renault: Elkann prova a rassicurare Nissan, su lastampa.it, 29 maggio 2019. URL consultato il 29 maggio 2019.
  23. ^ FCA ritira l'offerta, salta la fusione con Renault, su rainews.it, 6 giugno 2019. URL consultato il 6 giugno 2019.
  24. ^ FCA-Renault, Parigi spiega il suo veto: "Dall'Italia pressioni inaccettabili". Ma la casa transalpina si smarca, su repubblica.it, 6 giugno 2019. URL consultato il 6 giugno 2019.
  25. ^ Fiat e Chrysler scelgono un nuovo logo: FCA, Corriere della Sera Economia, 29 gennaio 2014. URL consultato il 27 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2014).
  26. ^ (EN) FCA Annual Report 2017 (PDF), su fcagroup.com. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  27. ^ FCA Board of Directors, su fcagroup.com. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  28. ^ Ermenegildo Zegna, su fcagroup.com. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  29. ^ Fiat, Fca debutta a Wall Street e Piazza Affari il 13 ottobre, in ilsole24ore.com, 7 ottobre 2014.
  30. ^ rainews debutto positivo per FCA a Piazza Affari, su rainews.it. URL consultato il 13 ottobre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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