Vauxhall Motors

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Vauxhall Motors
Logo
Stato Regno Unito Regno Unito
   Inghilterra Inghilterra
Fondazione 1903 a Vauxhall, Londra
Fondata da Alexander Wilson
Sede principale Luton, Inghilterra
Gruppo Gruppo PSA
Persone chiave Rory Harvey,
direttore generale
Settore casa automobilistica
Prodotti autovetture
Fatturato 3,785 milioni GBP (2004)
Risultato operativo 131 milioni GBP (2004)
Utile netto -176 milioni GBP (2004)
Dipendenti 5.047 (2004)
Sito web

La Vauxhall Motors è una casa automobilistica inglese facente parte, dal 6 marzo 2017, del Gruppo PSA.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione al 1925[modifica | modifica wikitesto]

La più antica Vauxhall superstite del novembre 1903[1]

L'ingegnere navale scozzese Alexander Wilson fondò la società al 90–92 Wandsworth Road, Vauxhall, Londra, nel 1857.[2] Originariamente con il nome Alex Wilson and Company, poi Vauxhall Iron Works dal 1897, si basò sulla produzione di pompe e motori marini. Nel 1895 la società costruì la prima automobile, un 5HP con motore monocilindrico.[2] Circa 70 esemplari vennero costruiti il primo anno, in seguito migliorati nello sterzo e nel cambio nel 1904. Un esemplare è presente presso il London Science Museum dal 1968.[3]

La società si spostò a causa dell'espansione a Luton nel 1905.[2] Il marchio utilizzato rimase ancora Vauxhall Iron Works fino al 1907, quando il marchio moderno Vauxhall Motors venne adottato.[2][3]

I maggiori successi iniziali della casa furono da attribuire a Laurence Pomeroy che entrò in azienda a 22 anni nel 1906; nell'inverno 1907/8, il capo ingegnere F. W. Hodges si recò in ferie e il direttore Percy Kidner chiese a Pomeroy di progettare un motore a combustione interna per le auto destinate a gareggiare nel RAC e nello Scottish Reliability Trial. L'auto fu talmente bella che Pomeroy superò Hodges.[2]

Pomeroy disegnò così la prima Y-Type Y1; con una velocità sul circuito di Brooklands superiore alle altre auto in gara. La Vauxhall raggiunse sulle 200 miglia (320 km) una media di 46 mph (74 km/h). La Y-Type vinse la classe E del Trial.

La Y-Type fu un successo e venne deciso di produrla come A09, Vauxhall A-Type. Quattro tipi vennero prodotti tra il 27 ottobre 1908 e il 1914. L'ultimo fu rilasciato nel 1920. Con una capacità di 100 mph (160 km/h), la A-Type Vauxhall fu un successo tra le 3-litri.

Due auto entrarono nel 1910 Prince Henry Trials, e le repliche vendute come C-type poi note come Prince Henry.

Dopo l'armistizio del 1918, la D-type rimase in produzione, assieme alla E-type. Pomeroy lasciò nel 1919, spostandosi negli USA, e venne sostituito da C.E. King.[2] Le auto lussuose non vennero più chieste dal mercato.[3]

dal 1925 al 1945[modifica | modifica wikitesto]

Un Mk IV Churchill, dei quali 7.368 furono costruiti dalla Vauxhall tra il 1941 e il 1945

Il 16 novembre 1925, Vauxhall fu acquisita dalla General Motors Corporation per 2,5 milioni di US$.[4] L'immagine e il target della firma furono rivolti verso veicoli a basso costo negli anni a seguire, ad esempio negli anni'30 venne introdotta la due litri Vauxhall Cadet e l'anno successivo il primo Bedford autocarro, basato sul Chevrolet.[3] L'ingegnere capo Vauxhall dal 1920, Charles Evelyn King, si ritirò dall'incarico nel 1950. Il successivo capo dell'ingegneria, Harold Drew, lasciò Luton per un incarico di disegnatore con la GM a Lansing (Michigan) sede della Oldsmobile.[3] La prima automobile del dopo acquisizione GM fu la Cadet, venduta inizialmente a 280 sterline; fu la prima auto venduta in Inghilterra con cambio sincronizzato.[3]

Durante la seconda guerra mondiale a Luton venne realizzato il carro armato Mk IV Churchill. Anche se un bombardamento nell'agosto 1940, dove morirono 39 dipendenti,[5] sospese la produzione, la stessa ripartì meno di un anno dopo. Luton produsse anche più di 250.000 autocarri, assieme allo stabilimento Bedford Dunstable, aperto nel 1942. Per aiutare moralmente i dipendenti, il 23, 24 e 25 febbraio 1944, Adelaide Hall fece uno spettacolo nella fabbrica, durante la pausa mensa. Lo spettacolo fu davanti a più di 10.000 lavoratori; la prima volta che Vauxhall ingaggiò una star per tre giorni consecutivi.[6]

dal 1945 al 1970[modifica | modifica wikitesto]

Un cliente e un venditore davanti a una Vauxhall in Danimarca negli anni'50

Dopo la fine della guerra la produzione di autoveicoli ripartì. I modelli furono ovviamente indirizzati al mercato di massa. Uno stabilimento venne aperto a Ellesmere Port, Cheshire, nel 1962; inizialmente vennero prodotti componenti per la fabbrica di Luton, e successivamente nel 1964 vennero prodotte le prime automobili.[7]

Nel 1963 la Vauxhall Viva utilitaria concorrente di Ford Anglia e Morris Minor. La versione tedesca fu la Opel Kadett. La Vauxhall Viva fu prodotta nel maggio 1964 in Australia. Nel 1966 la Slant Four venne messa in produzione. La FD Victor fu lanciata al Earls Court Exhibition Centre durante il British International Motor Show.

Durante gli anni '60 Vauxhall acquisì la fama di costruttore di modelli poveri; La corrosione delle carrozzerie ne era una delle cuase.

Nel 1967 Vauxhall divenne un Royal Warrant Holder: Motor Vehicle Manufacturers to HM The Queen – The Royal Mews. Il fregio HRH The Prince of Wales fu aggiunto nel 1994.

dal 1970 al 1990[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 la General Motors, per via della sua politica di globalizzazione, decise di cambiare completamente i modelli Vauxhall, che cominciò a produrre i modelli Opel per il mercato britannico, inizialmente con nomi e frontali dedicati al solo marchio Vauxhall. Tuttavia lo scopo finale di GM era quello di standardizzare il più possibile le sue linee di montaggio, e negli anni ottanta cominciò a commercializzare i modelli Opel con linea inalterata. Contemporaneamente soppresse il marchio Vauxhall nella Repubblica di Irlanda (1982), in favore di quello Opel, e in seguito anche in altri mercati europei caratterizzati dalla guida a destra come Malta e Cipro.

Nel 1970 venne lanciata la HC Viva, l'auto più venduta del decennio della Vauxhall, tra le 10 più vendute in Gran Bretagna fino al 1976; la produzione continuò fino al 1979, dopo sedici anni di produzione. Nel 1973 la Vauxhall Firenza "Droopsnoot" fu svelata al Earls Court Motor Show, presentando al pubblico le nuove linee aerodinamiche della casa automobilistica per gli anni'70.

Dal 1973 la Victor iniziò a perdere quote di mercato nella sua categoria, prese dalla Ford Cortina. La Vauxhall continuò a essere dietro i maggiori costruttori come Ford Motor Company e British Leyland, e in competizione con Chrysler UK (già Rootes Group).

Vauxhall Cavalier Mark I, in produzione dal 1975 al 1981

Vauxhall aumentò le vendite nel 1975, con il lancio di due importanti modelli, la Chevette e la Vauxhall Cavalier, quest'ultima in competizione diretta con la Ford Cortina. Una due porte e una tre porte "sport hatch" vennero aggiunte alla linea Cavalier nel 1978.

Entrambi i modelli furono basati sui modelli Opel, la Chevette sulla Opel Kadett. Assieme alla Chevrolet Chevette in USA e Canada, la Chevette a Kadett furono costruite sulla piattaforma GM T platform del 1973. La Cavalier fu basata sulla Opel Ascona, ma con calandra della Opel Manta,come fece la Chevrolet Chevair in Sud Africa. Basate sulla piattaforma GM J platform.

Questo processo di uniformare le piattaforme vide prevalere i modelli Opel su quelli Vauxhall. Fin dagli anni'60 i modelli Vauxhall, disegnati e prodotti in Inghilterra, iniziarono a ricevere componenti e stile dei modelli tedeschi come la Viva con la Opel Kadett e la Victor con la Opel Rekord. Dai tardi anni '60 veros gli anni'70 le varie crisi economiche che colpirono il mondo, gli scioperi e decisioni governative portarono verso il declino dell'industria britannica mentre iniziò il miracolo 'Wirtschaftswunder' della Germania Ovest nella Comunità Europea. Le autovetture FE Series Victor, del 1972, furono le ultime interamente inglesi. I modelli Chevette e Cavalier erano modelli Opel ristilizzati, e qualche altro modello Vauxhall era la ristilizzazione di altri modelli della casa madre GM. Vauxhall continuò a produrre negli stabilimenti di Luton e Ellesmere Port.

L'introduzione di modelli a base Opel permise di competere con la concorrente Ford. Dagli anni'70 le quote di mercato di Vauxhall aumentarono, avvicinandosi a Ford e British Leyland.

Nel 1978 Vauxhall lanciò la Carlton, rifacimento stilistico della tedesca Opel Rekord.

Dal 1979, Vauxhall aumentò le quote di mercato; rimase sempre dietro Ford e British Leyland, ma superò Talbot (Peugeot assieme a Rootes Group e Chrysler UK). Negli anni'80, Vauxhall presentò la Astra, (Opel Kadett) che rimpiazzò la Viva. Nel 1981 venne rilasciata la Mk2 Cavalier. Costruita a Luton, fu il modello di successo della casa.

Vauxhall Astra Mk I, in produzione dal 1979 al 1984

Nel 1983 cona la variante estate), basata sulla Camira prodotta in Australia da Holden, con parti realizzate in Australia e finite di assemblare dalla Vauxhall a Luton. Fu la automobile più venduta in GB dal 1984 al 1985, e in competizione con la Ford Sierra in Australia. La Cavalier fu rilanciata nel 1988.

Nell'aprile 1983 viene lanciata la Nova supermini, basata sulla versione spagnola della Opel Corsa. Il modello fu costruito nello stabilimento spagnolo di Zaragoza. Questo permise alla Vauxhall di diventare il secondo costruttore inglese superando Austin Rover (già British Leyland). L'arrivo della Nova portò alla fine della produzione della Chevette nel 1984.

Vauxhall Carlton Mark I

Nel 1984 la Vauxhall Astra Mk2 costruita presso lo Ellesmere Port Plant divenne la prima auto Vauxhall eletta European Car of the Year. La vendita della Senator, una Opel Senator rimarchiata, fu la prima Vauxhall semplicemente rimarchiata da un modello Opel equivalente.

Nel gennaio 1986, Vauxhall lanciò la Belmont – versione saloon della Astra.

Vauxhall vinse un altro "European Car of the Year" con la Vauxhall Carlton, rimarchiatura della Opel. Un altro restyling della Senator seguì. La Cavalier (Mk3) (venduta come Opel Vectra in Irlanda e resto d'Europa) entrò nella terza generazione nel 1988. La Calibra coupé seguì nel 1989. Tra la Cavalier e la Senator la Opel costruì la Carlton (Opel Rekord e più tardi Opel Omega altrove) – rilanciata nel 1986, e fu votata European Car of the Year. Due le varianti sportive Carlton: 3000 GSi e Lotus Carlton.

dal 1990 al 2000[modifica | modifica wikitesto]

Griffin House, divenne quartier generale nel 1991.

Con l'inizio degli anni novanta si cominciarono ad uniformare anche i nomi, abbandonando via via le denominazioni Vauxhall in favore delle denominazioni delle gemelle tedesche. Tuttavia il primo modello dell'unificazione fu la Vauxhall Astra, nome che già caratterizzava da sempre la versione britannica della Opel Kadett. Nella produzione attuale, eccezion fatta per il volante a destra, l'unica differenza estetica con le gemelle commercializzate con altri marchi GM, è la mascherina anteriore con la forma caratteristica a V e il logo (un grifone che regge una bandiera).

Nel 1991 la sede Vauxhall fu spostata a Griffin House, già sede della progettazione e testing.[8] Lo stesso anno, la terza generazione Vauxhall Astra venne messa in vendita (con Opel che adottò il nome Astra per la prima volta). Vauxhall entrò in joint-venture con Isuzu per produrre la Opel Frontera.

Nel 1993 la Cavalier divenne la family car più popolare britannica, con più di 130.000 vendite, mentre la terza generazione Astra (rilanciata nel 1991) con 100.000 vendite fu la continuazione della riduzione del gap con la concorrente Ford Escort. L' Astra fu seguita dalla Belmont – quattro porte potenziata della. Questo duo continuò fino alla rinominazione Astra. La vecchia decana Nova fu cessata nel 1993, in favore della nuova Corsa.

Nel 1994 GM cessò la produzione della Bedford Vehicles per i profitti bassi. Bedford Vehicles fu il ramo dei veicoli commerciali di Vauxhall, con van, autocarri sin dagli anni'30. L'ultimo vero Bedford, il Bedford HA e il Bedford CF furono cessati nel 1983 e 1987, e rimpiazzati da veicoli Isuzu e Suzuki come il Midi e il Rascal. La produzione continuò nello stabilimento di Luton, a marchio Vauxhall ma attraverso una società diversa la IBC (Isuzu-Bedford Commercials). Nel 1994, la Vauxhall Carlton venne cessata dopo sedici anni, e la Omega prese il suo posto, con il nuovo logo sulla calandra a "v". Vauxhall aggiunse anche il 4x4 basato sull'Isuzu, il Monterey. Vauxhall inoltre commercialzzò la "compact coupé" Tigra.

La Cavalier fu cessata nel 1995 dopo 20 anni, il suo posto venne preso dalla Vectra, completando il progetto General Motors di uniformare i modelli Vauxhall a Opel. Fu molto popolare anche rispetto alla acclamata Ford Mondeo. Nel 1996, Vauxhall lanciò la Sintra. L'Astra entrò nella quarta generazione nel 1998.[9]

Vauxhall Omega 2.5 TD GLS Estate del 1999

Nel 1999, la sette posti Zafira, prese il posto della Vauxhall Monterey.

Nei tardi anni'90, Vauxhall ricevette critiche. Nel 1998 Top Gear segnò la Vauxhall Vectra come la peggiore della Gran Bretagna. L'anno successivo il marchio Vauxhall venne messo all'ultimo posto. Ma comunque Vauxhall chiuse l'anno con forti vendite, vicine a quelle Ford.

dal 2000 al 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Vauxhall entrò nel segmento delle auto sportive con la Lotus VX220 roadster. Poi nel mercato coupé con la Astra Coupé. La nuova Agila city car e la seconda generazione della Corsa. Il 12 dicembre 2000, Vauxhall annunciò che la produzione di auto a Luton sarebbe cessata nel 2002, esattamente nel marzo 2002 con la fine dell aproduzione della Vectra B e la produzione spostata a Ellesmere Port. La fabbricazione di van (Vauxhall, Opel, Renault e Nissan) continuò grazie alla IBC Vehicles di Luton. Il 17 maggio 2006, Vauxhall annunciò la perdita di 900 posti presso lo stabilimento di Ellesmere Port su 3.000 totali, parte della riduzione data dalla GM.[10]

Astra Mark V, in produzione dal 2004 al 2009.
Vauxhall Vectra Mark II, in produzione dal 2002 al 2008
Opel Astra con marchio Vauxhall

Nel 2002, la nuova Vectra fu messa in vendita assieme alla Signum, in commercio l'anno seguente. Il 2002 fu uno degli anni migliori di Vauxhall per le vendite nel Regno Unito. La Astra fu al terzo posto come vendite in Gran Bretagna, mentre la Vectra e la Zafira uscirono dalla top ten.

Nel 2003, la Vauxhall Omega fu cessata dopo nove anni, senza erede, mentre la Meriva venne lanciata sul mercato. La vettura più venduta negli anni 2000 fu la Vauxhall Astra. Fu la seconda auto più venduta in GB tra il 2005 e il 2006, concorrente diretta della Ford Focus. Nel Regno Unito fu usata come auto standard dalle forze di Polizia. Mentre nel 2004, la produzione del Frontera cessò dopo 13 anni.

Nel 2006, la terza generazione Vauxhall Corsa viene commercializzata presentata al 2006 British International Motor Show all'ExCeL London. Nel 2007 la nuova Vauxhall 4x4, la Vauxhall Antara, fu rilasciata a luglio. La Vauxhall VXR8 con motore da 306 chilowatt (416 PS; 410 bhp) venne commercializzata lo stesso anno.

Nel 2008, Vauxhall introduce un nuovo logo. La Vauxhall Insignia venne lanciata al 2008 British International Motor Show all'ExCeL London, rimpiazzando la Vectra e vincendo un nuovo "European Car of the Year". Vauxhall lanciò successivamente la Agila. Nel 2009, viene presentata la Vauxhall Astra.

Il 30 maggio 2009, viene annunciato che lo spin-off dei marchi Opel e Vauxhall in una nuova società. Il 1 giugno 2009, Vauxhall Motors subì il tracollo della casa madre General Motors in insolvenza presso un tribunale di New York. Da allora le vendite Vauxhall e della sorella tedesca Opel furono sotto controllo negoziale del Governo tedesco per proteggere il business dalla situazione di precaria liquidità della casa madre General Motors.[11][12][13][14] La vendita alla canadese Magna International fu raggiunta il 10 settembre 2009, con approvazione del Governo tedesco.[15] Durante la trattativa Magna promise di mantenere Vauxhall con le sue sedi di Ellesmere Port fino al 2013, ma non oltre.[16] Il 3 novembre 2009, il consiglio di amministrazione GM chiamò fuori Magna dalle trattative, considerando Opel e Vauxhall Motors vitali per la strategia globale di GM.[17]

dal 2010[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la Vauxhall vende i modelli Opel con il suo marchio in Gran Bretagna, oltre alla Monaro, sportiva presa in prestito dalla Holden, consociata australiana della GM.

Per motivi di marketing oggi la denominazione dei modelli Vauxhall ricalca quella dei corrispettivi modelli Opel, ad eccezione della Vauxhall VX 220, versione britannica della Opel Speedster.

Tra l'altro gli stessi modelli venduti in Europa coi marchi Opel e Vauxhall vengono venduti in America latina col marchio Chevrolet, altro membro della famiglia GM, che in Europa invece caratterizza i modelli dell'ex produttore coreano Daewoo.

La Ampera E-Rev, fu introdotta come primo veicolo elettrico,[18] venduta in Gran Bretagna nel 2011 con potenza di 16 kWh, 400 lb (180 kg) batterie agli ioni di litio e autonomia di 40 miglia (64 km) e motore 1,4 l a benzina e autonomia fino a 350 miglia (560 km). Vinse il premio "European Car of the Year". La nuova Vauxhall Combo venne commercializzata a fine 2011. La Zafira Tourer nello stesso anno.

Nel 2012, la Vauxhall Adam fu lanciata al Paris Motor Show. La Vauxhall Mokka nel 2012 al Geneva Motor Show.

Nel maggio 2012, GM annunciò il piano di investimenti per la Astra dall'Europa continetale al Regno Unito. Il gruppo dichiarò un investimento di 125 milioni di sterline per Ellesmere Port e 1 miliardo di £ per la divisioni componenti.[19]

HydroGen4[18] è la auto successiva della Opel HydroGen3, sviluppata da General Motors/Opel e presentata nel 2007 al IAA di Francoforte e commercializzata per il 2016.[20]

Nel dicembre 2015, organi governativi chiesero alla Vauxhall di iniziare a richiamare la Zafira B per 'Improper Repairs'.[21]

Il passaggio dalla GM al gruppo PSA[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 marzo 2017 il gruppo automobilistico francese PSA Peugeot Citroën ha annunciato ufficialmente l'acquisto del marchio insieme al marchio Opel per 1,3 miliardi di euro, con un'operazione totale dal costo di 2,2 miliardi. Il gruppo diventa così il secondo costruttore auto in Europa dietro Volkswagen.

Modelli prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Gamma corrente[modifica | modifica wikitesto]

Modelli storici[modifica | modifica wikitesto]

Una Vauxhall 16-20 versione da competizione
Una Vauxhall 14-40
Una Vauxhall 14 del 1937
Una Vauxhall Velox quattro porte berlina del 1955
Una Vauxhall Velox quattro porte berlina del 1958
Una Vauxhall Victor quattro porte berlina 1963
Una Vauxhall Nova del 1983

I modelli prodotti prima dell'acquisizione da parte della General Motors furono:

Invece i modelli commercializzati dopo l'acquisto da parte della General Motors furono:

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Il grifone ancora in uso adesso, deriva dallo stemma del Falkes de Breauté, un mercenario che fu al servizio di Giovanni d'Inghilterra nel XIII secolo. Dal matrimonio ebbe diritto su un'area a sud di Londra sul Tamigi. La casa che costruì, Fulk's Hall, divenne nota come Vauxhall. Vauxhall Iron Works adottò l'emblema per il legame con il territorio. Quando Vauxhall Iron Works si spostò a Luton nel 1905, il grifone come emblema ritornò "a casa" da dove era venuto originariamente.

Il logo fu da sempre su campo quadrato, ma in tempi moderni venne disegnato su campo circolare, per poterlo adeguare al logo della casa sorella tedesca Opel. Dagli anni'20, il grifone venne ridisegnato nove volte. Nel 2008 venne rilasciato l'ultimo, il precedente era del 2005. Bill Parfitt, presidente e direttore generale della General Motors UK, disse: "While the new-look Griffin pays homage to our 100 year-plus manufacturing heritage in the UK, it also encapsulates Vauxhall's fresh design philosophy, first showcased in the current Astra, and set to continue with Insignia."[22]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) 'Oldest Vauxhall' auctioned by Bonhams for £94,000, bbc.com, 2 novembre 2012. URL consultato il 7 marzo 2017.
  2. ^ a b c d e f G.N. Georgano, Beaulieu Encyclopedia of the Automobile, HMSO, 2000, ISBN 1-57958-293-1.
  3. ^ a b c d e f Charles Bulmer (Ed), Vauxhall Owners' Supplement: It started in 1857..., in The Motor, nbr 3466, 23 novembre 1968, pp. 1–52.
  4. ^ Display advertisement: The Future of Vauxhall Motors by managing directors L Walton and PC Kidner. The Times, Thursday, 26 November 1925; pg. 10; Issue 44129
  5. ^ Seymour, W.J. (1946). An Account of our Stewardship. Being a record of the war-time activities of Vauxhall motors Ltd. pp.90–94
  6. ^ Adelaide Hall performs at Vauxhall Factory in 1944: (retrieved 10 September 1014) http://www.wartimememories.co.uk/women.html
  7. ^ Ellesmere Port car factory- Vauxhall, Opel, Factorytour.co.uk. URL consultato il 23 novembre 2011.
  8. ^ James Bush, Alan Binder e Deebe Ferris, General Motors in the 20th century, Ward's Communications, 2000, p. 170. URL consultato il 13 marzo 2012.
  9. ^ Reviews – Vauxhall, WiseBuyer's Guides. URL consultato il 10 settembre 2009.
  10. ^ Business | Vauxhall confirms 900 job losses, BBC News, 17 maggio 2006. URL consultato il 1º giugno 2009.
  11. ^ Linda Sandler, Chris Scinta, Bob Van Voris e Jeff Green, GM Files Bankruptcy to Spin Off More Competitive Firm (Update4), Bloomberg LP, 1º giugno 2009. URL consultato il 1º giugno 2009.
  12. ^ David E. Sanger, Jeff Zeleny e Bill Vlasic, G.M. to Seek Bankruptcy and a New Start: A Risky Bet to Save an Icon of American Capitalism, in New York Times, 31 maggio 2009. URL consultato il 1º giugno 2009.
  13. ^ David E. Sanger, G.M. to Seek Bankruptcy and a New Start, in New York Times, 31 maggio 2009. URL consultato il 1º giugno 2009.
  14. ^ Micheline Maynard, After 93 Years, G.M. Shares Go Out on a Low Note, in New York Times, 29 maggio 2009. URL consultato il 1º giugno 2009.
  15. ^ Opel and Vauxhall to go to Magna, BBC News, 10 settembre 2009. URL consultato il 10 settembre 2009.
  16. ^ Jobs concerns remain at Vauxhall, BBC News, 10 settembre 2009. URL consultato il 10 settembre 2009.
  17. ^ General Motors Scraps Vauxhall and Opel Sale, Ending Magna Deal Sky News, 3 November 2009
  18. ^ a b Ulrich Eberle e Rittmar von Helmolt, Sustainable transportation based on electric vehicle concepts: a brief overview, Royal Society of Chemistry, 14 maggio 2010. URL consultato l'8 giugno 2010.
  19. ^ Russell Hotten, BBC News – Vauxhall's Ellesmere Port plant to build new Astra, Bbc.co.uk, 17 maggio 2012. URL consultato il 23 giugno 2012.
  20. ^ Vauxhall expect the technology to be ready for market introduction by 2016
  21. ^ Chris Choi, Vauxhall Zafira upgraded to full safety recall status, itv.com, 14 dicembre 2012. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  22. ^ Vauxhall's Griffin Flies to New Horizon, Vauxhall Motors, 10 settembre 2009. URL consultato il 10 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2009).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]