Abarth

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Abarth & C.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione31 marzo 1949 a Bologna
Fondata daCarlo Abarth e Guido Scagliarini
Sede principaleTorino
GruppoStellantis
Persone chiaveOlivier François CEO

Gaetano Thorel responsabile Abarth Europa

SettoreAutomobilistico
Prodottiautovetture
Slogan«A world of performance since 1949»
Sito webwww.abarth.it/

L'Abarth è una casa automobilistica italiana, fondata il 31 marzo 1949 dall'ingegnere italo-austriaco Carlo Abarth e dal pilota Guido Scagliarini.

Nata come scuderia sportiva, improntata alla produzione di autovetture sportive di piccola cilindrata, deve il suo successo soprattutto alle marmitte omonime, prodotte per l'elaborazione di diverse vetture di case automobilistiche come FIAT, Alfa Romeo, Lancia, SIMCA, Autobianchi e Porsche.

L'azienda è una società controllata in precedenza dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles, ora controllato al 100% dal gruppo Stellantis. Rilanciata a partire dal 2007, con il nome Abarth & C. S.p.A.,[1] l'azienda si occupa della produzione e commercializzazione di versioni sportive ed elaborazioni di vetture FIAT con il marchio Abarth.

L'azienda[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio[modifica | modifica wikitesto]

Nel secondo dopoguerra, si era affacciata la fabbrica automobilistica torinese Cisitalia, che si avvaleva dell'esperienza di un giovane elaboratore, Carlo Abarth, mutuato direttamente dall'azienda motociclistica Motor Thun, dove si fece conoscere anche come pilota. Saranno proprio il giovane Abarth e il socio Guido Scagliarini, a fondare nel 1949 a bologna la Abarth & C.; Il logo iniziale sarà uno scorpione, segno zodiacale del signor Abarth.[2]

Emilio Romano in una Cisitalia 204A all'edizione del 1950 della Targa Florio

La Cisitalia, ormai in amministrazione controllata, viene ceduta da Dusio a Carlo Abarth, che quindi trasferisce la sede dell'officina, il 9 aprile 1951, presso l'ex stabilimento Cisitalia in via Trecate 10[3]. L'officina debutta nel mondo delle corse con l'Abarth-Cisitalia 204, vincendo il 10 aprile 1950, grazie all'esperto pilota Tazio Nuvolari, la "Palermo-Monte Pellegrino".[2]

Il vulcanico imprenditore invece, che come lui stesso amava definirsi, era un creatore di auto "elaborate, non preparate", intuisce che per differenziarsi ha bisogno di qualcosa di diverso, capace di catturare l'immaginario e i desideri di un pubblico più ampio. Crea così le prime Marmitte Abarth, foderate con lana di vetro per aumentare le prestazioni ed emettere un inconfondibile rombo, e i primi Kit per Tuning, strumenti che permettono ai normali veicoli (specialmente le Topolino), di incrementare notevolmente le prestazioni a prezzi decisamente accessibili.

Abarth 750 del 1956 carrozzata da Zagato

Le prime vetture[modifica | modifica wikitesto]

La nuova 1100, lanciata da FIAT nel 1953, rappresenta per la Abarth la possibilità di creare ulteriore valore da un mezzo esistente. Da questa base di partenza nasceranno vetture come la 205, la 207A Boano e la Abarth 1100 Sport.

Proprio in quell'anno i risultati aziendali danno ragione ad Abarth: 70 dipendenti, esportazioni al 10% del fatturato totale, quasi 50 000 marmitte prodotte.

Successivamente, nel 1956, Abarth sviluppò una cassetta di trasformazione Abarth per la Fiat 600. Questa idea gli venne quando presentò alla stampa la prima auto della sua casa automobilistica in serie, la "Fiat 600 derivazione Abarth 750". Come si deduce dal nome, il primario intervento fu eseguito sulla cilindrata, ma mantenendo impostazione meccanica e componenti principali in comune con la berlina di serie. La vettura infrange diversi primati alla Mille Miglia e a Monza.

Sarà proprio dalla proletaria e semplice 600 che nasceranno veri e propri bolidi, sviluppandola in varie versioni e motorizzazioni.

L'espansione dell'Abarth[modifica | modifica wikitesto]

L'Abarth acquisisce sempre più importanza anche grazie alle vittorie sportive, e a i nuovi primati. Nell'estate del 56' il prototipo Fiat-Abarth 750 Record porta a casa numerosi record, che nel tempo l'officina di elaborazione continuerà a conquistare fino al giorno d’oggi, in cui ne conta ben 133.[2]

I crescenti successi commerciali e sportivi della casa dello scorpione, denotano l’esigenza di ingrandirsi anche fisicamente con una nuova sede. Già trasferita a Torino, presso l'ex stabilimento Cisitalia[3], la sede nel 1957 viene ricollocata presso Corso Marche, 38. Importanza strategica della nuova sede va anche data alla vicinanza con la pista del Campo Volo, luogo in cui testare le nuove vetture.[2]

Una Fiat-Abarth 500 accanto ad una più recente Fiat-Abarth 124

Il cinquino[modifica | modifica wikitesto]

L'Abarth nel 1958 mette mano anche sulle Fiat 500, rielaborate dai carrozzieri Zagato e Pininfarina. Di lì a poco uscirà la vera e propria 500 Abarth, con impianto di scarico della ditta e carburatori Weber. La vettura stupirà nuovamente tecnici e addetti ai lavori, e fu un successo anche commerciale. Nel febbraio 1958 un cinquino elaborato venne fatto correre per 7 giorni e 7 notti sull'anello dell'alta velocità di Monza, registrando una velocità media pari a 111 km/h, impressionante per una mini-utilitaria dell'epoca.[4]

Le vetture GranTurismo[modifica | modifica wikitesto]

La Abarth 2400 usata personalmente da Carlo Abarth

Sul finire dei fiorenti anni 50, l'ingegnere austriaco decide di ampliare la gamma con autovetture sportive ma con un'indole turistica.[5] Nel 1959 viene così messa in commercio la granturismo 2200 Coupè Allemanno, con motore sei cilindri elaborato dell'ammiraglia 2100, corpo vettura costruito presso la Carrozzeria Allemanno, su disegno di Giovanni Michelotti; sarà proposta anche in versione cabriolet.[4]

Anche le più piccole vetture vengono declinate in versioni più lussuose, come l'Abarth 1600 Coupé e Spider, carrozzate da Allemanno e da Ellena[6], e le ancor più piccole 850 Scorpione e 850 Spider Riviera,[5] derivate dalla 750, che nel contempo si stava evolvendo.

Nel 1961, con l'entrata in scena della nuova ammiraglia di casa FIAT, la 2300, le officine Abarth creano una nuova GT per sostituire la 2200, basata sulla nuova berlina torinese. Nasce così la 2400 Coupè Allemanno, con cilindrata aumentata rispetto al sei cilindri FIAT, che arriva a sprigionare così 142 cavalli. Solo nel 1964 però, verrà esposta al Salone di Ginevra, usando la 2400 personale di Carlo.[5]

Abarth 750 prodotte da Zagato

La famiglia 750/850/1000[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la la 750 Derivazione, l'Abarth, come già citato, evolvette la 750, sviluppando nuove evoluzioni del motore serie 100, anche allargandone la cilindrata.

  • la 750 Derivazione che manteneva la carrozzeria invariata della 600 normale, venne affidata alla Zagato, che la ricarrozzò con un design particolare, detto "750GT Doppia Gobba", creando uno stile iconico su una nuova mini-coupé.
  • Al Salone di Torino del 1958, debuttò la nuova 750GT Bialbero, sempre carrozzata da Zagato, ma con motore portato da 42 a 57 cavalli, che esportate negli States in versione da gara "Fiat-Abarth Zagato Record Monza 750" conosceranno un notevole successo nelle competizioni sportive.
  • Nella primavera del 1960 la Carrozzeria Allemanno presento una versione con cilindrata maggiorata: la Abarth 850 Spider, con motore da 51 cavalli e stile dedicato. Successivamente in Argentina venne prodotta una versione marchiata Cisitalia, mentre sempre Allemanno sviluppò un modello 850 Coupè.
  • Al Salone di Parigi del 1960, Zagato presenta l'Abarth 1000 Zagato, dotata del 982cc che equipaggerà anche le future 1000 Berlina, motore che sprigiona 91 cavalli
  • L'Abarth Monomille era invece una versione mono-albero del 982cc, e quindi meno costosa, con carrozzeria simile alle coupé Zagato, ma prodotta dalla Abarth.
Abarth 850TC

Usando la nuova FIAT 600D, alla fine del 1960 la Abarth iniziò a costruire la Abarth 850 TC (Turismo Competizione), la cui versione stradale rimase in produzione fino al 1966. La Fiat forniva le auto prive di alcune parti meccaniche, (albero motore, freni, carburatore e scarichi) che venivano montate dalla Abarth trasformando la 600 in 850 TC.

Nel corso del 1962, furono realizzate due varianti della 850:

  • la TC Nürburgring (per omaggiare la vittoria della 850TC nell'omonimo circuito), il cui motore forniva 55 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Questa versione fu costruita per ricordare la vittoria di classe ottenuta, nel 1961, da un'Abarth 850 alla 500 Chilometri del Nürburgring;
  • la TC/SS, il cui motore dava 57 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Verso la fine del 1962, questa versione fu ribattezzata "850 TC Nürburgring Corsa".

Sempre nel 1962, la 850 fu affiancata dalla FIAT-Abarth 1000 Berlina, che era anch'essa derivata dalla FIAT 600, ma aveva il motore di 982 cm³, con 60 cavalli CUNA.

Non vanno dimenticate le versioni più sportive della FIAT-Abarth 1000 TC [anche se la sigla Turismo-Corse non venne mai adottata dalla casa] con 85 CV di potenza e la TCR con testata radiale in grado di raggiungere i 115 CV. Con queste versioni la Abarth portava una grande serie di primizie nelle auto di piccola dimensione, ovvero i freni a disco su tutte e quattro le ruote, cambio a 5 marce e sospensioni a molla e ammortizzatore in quanto le balestre della 600 non erano in grado di fornire un'adeguata tenuta di strada.

La famiglia 500/595/695[modifica | modifica wikitesto]

Abarth 695

Anche l'Abarth 500 continuerà a evolversi, rimanendo in commercio fino al 1971:

Usando la nuova FIAT 500D e in seguito la 500F, nel '63 fa il suo arrivo in gamma la 595, che subisce un aumento di cilindrata ed altre migliorie, lavorando su cilindri e pistoni, albero motore, testata, bielle e valvole. Per ossigenare meglio il bicilindrico non possono mancare un albero a camme dal profilo più spinto e, ovviamente un carburatore Solex maggiorato, spingendo il mezzo a 28 cavalli. Un anno dopo è il turno della 595SS (SuperSport) che arriva a 32 cavalli.

Nel '64, i tecnici dell'Abarth arrivano quasi a 700cc di cilindrata: è la 695 che sprigiona 30 cavalli, seguita dalla 695SS con 40 cavalli. Successive evoluzioni saranno le 695SS Assetto Corsa nel '65, e nel '69 695SS Competizione.[7]

Le "Omologata Turismo"[modifica | modifica wikitesto]

Abarth OT850 Berlina

Nel 1965, da Mirafiori esce una nuova utilitaria a marchio FIAT, la 850, designata sostituta della ormai datata 600, che comunque manteneva il serie 100, con apportate delle modifiche migliorative. Abarth, si mette subito all'opera per elaborare la nuova vettura, nei vari modelli Berlina, Spider e Coupè. Nascono così una vasta gamma di modelli OT, ovvero Omologata Turismo, una sigla che accompagnerà tutti i modelli, forse per distinguerli dalle derivate della 600

  • Fiat-Abarth OT 850 Berlina: Introdotta nel luglio 1964, è la prima Abarth su base 850. Il suo motore Tipo 201 era il quattro cilindri in linea da 847 cc della berlina regolare portato da 34 cavalli a 44 cavalli; la velocità massima è aumentata di conseguenza da 120 km/h a 130 km/h. Da ottobre dello stesso anno diventa disponibile in due versioni: la OT 850 Oltre 130, pressoché invariata, e la OT 850 Oltre 150, con un motore da 53 CV , freni a disco anteriori e una velocità massima di 150 km/h.
    Abarth OT1000 Coupé
  • Fiat-Abarth OT 1000 Berlina: Introdotta nell'ottobre 1964, la cilindrata del motore aumentata a 982 cc, produceva 60 CV e 79 Nm (58 lb⋅ft) di coppia. I freni anteriori sono stati cambiati in dischi. Era dotata di radiatore aggiuntivo e parafanghi allargati.
  • Fiat-Abarth OT 1000 Coupé e Spider: Erano le varianti coupé/spider, introdotta nell'ottobre 1965. rispetto alla versione berlina, il motore produceva 62 CV e 79 Nm di coppia. La velocità massima era di 155 km/h per la coupé e 160 km/h per la spider.
  • Fiat-Abarth OTR 1000 Coupé: Debutta insieme alla OT 1000 Coupé; era dotata, come già visto per la 850TCR, di valvole radiali. Sprigionava una potenza di 74 CV e una velocità massima di 172 km/h. L'OTR si distingueva dalla OT 1000 Coupé per una griglia frontale rettangolare recante lo stemma Abarth, necessaria per il radiatore anteriore. Subendo la concorrenza di modelli OT meno costosi e meno complessi, la produzione dell'OTR 1000 terminò con l'arrivo del restyling 850 Coupé nel 1968.
  • Fiat-Abarth OTS 1000 Coupé: Introdotta nell'aprile 1966, presentava la stessa carrozzeria della OTR 1000, ma motore OT 1000 testa standard con potenza aumentata a 67 CV e velocità massima a 160 km/h. La FIA la omologò nella classe GT nel 1966. Successivamente l'Abarth sviluppò diverse modifiche, tra cui un nuovo collettore di aspirazione per due carburatori Solex a doppia bobina, creando la OTSS1000. Sia OTS che OTSS furono rinnovate nel novembre 1968 come l'OT 1000.
Abarth OT1600 Berlina
  • Fiat-Abarth OT 1300 Coupé: Lanciata nel novembre 1966, nonostante fosse identico alla OTR 1000 a parte le ruote allargate, utilizzava il motore della Fiat 124 da 1280 cc. L'auto montava anche un carburatore diverso e camme più affilate, aumentando la potenza del motore a 75 CV. La velocità massima dichiarata è di 172 km/h, la stessa dell'altrettanto potente OTR 1000, ma grazie al motore più semplice l'auto era più economica e flessibile come guida di tutti i giorni. Ristilizzata nel 1968 insieme agli OT da 1.0 litri.
  • Fiat-Abarth OT 1600 Berlina: Una variante estrema basata sulla carrozzeria 850 berlina, presentata al Salone di Torino dell'ottobre 1964. Montava un bialbero da 1592cc, che erogava 155 CV e la velocità massima era di 220 km/h. I parafanghi posteriori sono stati notevolmente allargati per fare spazio a cerchi più larghi. Sono stati prodotti quattro esemplari.
  • Fiat-Abarth OT 2000 Berlina Mostra: Vista la buona accoglienza della OT 1600 dalla stampa automobilistica, Carlo Abarth decise di creare una variante ancora più estrema basata sulla carrozzeria 850 berlina. Una delle quattro OT 1600 è stata smontata, verniciata di bianco con strisce rosse ed equipaggiata con il motore da 1946cc di una Simca Abarth 2000 GT Corsa del 1965. Il suo quattro cilindri bialberio da 2.0 litri produceva 209 CV e raggiungeva una velocità massima dichiarata di 252 km/h. Il badge posteriore dell'auto diceva "OT Fiat Abarth 2mila". La Fiat non diede il via libera all'OT 1600 né all'OT Mostra, quindi entrambi i progetti furono abbandonati.
Abarth OT2000 America
  • Fiat-Abarth OT 2000 Coupé America: Introdotta nel febbraio 1966, era basata sulla 850 Coupé ma alimentata da un motore due litri. Differiva visivamente dalla 850 Coupé per avere una griglia a sbarre tra i fari, un paraurti anteriore diviso in due che conteneva una ruota di scorta che sporgeva e parafanghi anteriori e posteriori allargati. Il quattro cilindri bialbero da 1946 cc produceva 185 CV e poteva spingere l'auto a 240 km/h. Come per le OT1600/2000 berline, la OT2000 Coupé non venne appoggiata dalla dirigenza FIAT, che si rifiutarono di fornire 500 scocche per potere omologare la 2000OT nel Campionato Turismo; temendo un danno d'immagine per la pericolosità del veicolo.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '60 Abarth & C. ebbe successo anche nelle gare di cronoscalata e di auto sportive, principalmente nelle classi da 850cc fino a 2000cc, gareggiando con Porsche 904 e Ferrari Dino.[8]

Il V12 dell'Abarth T140

Nel 1966, Abarth realizza la vettura da corsa 1000SP, dotata di telaio tubolare in acciaio, meccanica FIAT 600 e motore 4 cilindri da 105 cavalli, ideale per partecipare alle gare del Gruppo 6.

Nel '67 è invece la volta della 2000 Sport Spider, simile alla 1000SP, ma con telaio a traliccio. Nel '68 vede la luce la 2000 Sport Tipo, questa volta con telaio tubolare e motore 4 cilindri da 250 cavalli.

Sempre nel 1968 nasce l'Abarth 3000SP, che monta un 3.0 V8, e che subirà numerose modifiche fino al 1971, quando la FIAT, proprietaria dell'Abarth se ne disinteresserà. Altro Sport Prototipo sviluppato dall'Abarth era la T140, dotata di un 6.0 V12 a 120° gradi, con potenza di 610 cavalli. L'auto però venne abbandonata in seguito al cambio del regolamento, che ridusse la cilindrata consentita degli sport prototipi a 3 litri.[9]

FIAT acquisisce l'Abarth[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 Abarth viene acquisita dalla FIAT e nel 1979, con Fiat, Lancia, Autobianchi e Ferrari, diviene marchio di Fiat Auto Spa. In quegli anni produce interpretazioni di auto del gruppo, come la A112 Abarth, insieme ad auto che hanno dominato la scena rallistica come le 124 Spider, le 131 e Ritmo sino alle Lancia 037, S4 e Delta[10], in collaborazione a livello progettuale con Pininfarina.

La Abarth oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 il gruppo Fiat rilancia Abarth. Il primo modello del nuovo corso fu la Abarth 500, dotata di un motore T-Jet 1.4 Turbo 16v da 135 CV, ulteriormente potenziabile a 160 CV tramite i kit di elaborazione: "esseesse", "esseesse Koni", "Abarth Elaborazione 595" e "695 Abarth Brembo Koni". Nel 2008 viene lanciata la Abarth Grande Punto, mentre nel giugno del 2009 la Grande Punto "Abarth Supersport". Caratteristiche base di questa versione sono il kit "esseesse" già installato dalla casa madre con il motore potenziato fino a 180 CV e gli interni sportivi con sedili Abarth by Sabelt. Si approfitta del lancio di questa versione per riproporre tra i colori disponibili lo specifico tono di grigio denominato Grigio Campovolo, già appannaggio delle vecchie Abarth.

Questi modelli sono affiancati dalle due elaborate di serie, una da 160 CV denominata "595 Turismo" e l'altra da 180 CV chiamata "595 Competizione". Successivamente la casa ha proposto numerose versioni in serie limitata, tra cui le più potenti "695" con motore potenziato a 180 CV, fino a giungere nel 2014 a una versione "estrema" da 190 CV denominata 695 Biposto. Dopo il grande successo riscontrato dalla 695 Biposto è nata la serie speciale 695 Biposto Record, presentata in anteprima all'IAA di Francoforte 2015.

Allo stesso salone è stata anche presentata l'Abarth 595 Yamaha Factory Racing, un'edizione speciale nata per celebrare la partnership con la Yamaha Motor per l'edizione 2015 della MotoGP. Inoltre, le concessionarie autorizzate Abarth sono anche delle vere e proprie officine dove possessori di una Abarth possono aumentare le prestazioni tramite l'installazione di un kit, personalizzare il proprio stile con elementi quali cerchi da 18 pollici, molle ribassate, freni maggiorati e migliorare l'estetica installando ad esempio sedili racing, copripedali specifici o poggiapiede in alluminio.

Nel 2017, Abarth, in collaborazione con i Cantieri del Gruppo Ferretti, che realizza Yacht di lusso, presenta la nuova 695 Rivale. Disponibile in versione Cabrio o Berlina, è dotato di un motore 1.4 sovralimentato da 180 CV.

Nel 2019, Abarth festeggia i primi 70 anni e lo fa con eventi organizzati in tutta Italia e con una gamma rinnovata. Nello stesso anno presenta l'esclusiva Abarth 695 70 anniversario, in serie limitata di 1949 esemplari ed equipaggiata con il nuovo spoiler ad assetto variabile, studiato nella galleria del vento di FCA ad Orbassano (Torino), che migliora le prestazioni aerodinamiche della vettura, aumentando la tenuta nel misto veloce e la stabilità alle alte velocità. Regolabile manualmente in 12 posizioni, con un’inclinazione da 0° a 60°, consente di aumentare il carico aerodinamico fino a 42 kg (nella posizione di massima inclinazione, 60°, a una velocità di 200 km/h).

Il 2020, inizia per Abarth con una pioggia di premi a conferma di quanto sia grande l’entusiasmo per lo Scorpione. Infatti, oltre alle vittorie conseguite a febbraio in Ungheria e Slovenia nell’ambito del progetto internazionale “Best Cars 2020”, il design Abarth si aggiudica tre primi posti in altrettante categorie del concorso “The Best Brands 2020” indetto dalla rivista automobilistica AUTO BILD. Inoltre i modelli Abarth 595 e Abarth 695 hanno conquistato anche i voti dei lettori di MOTORSPORT AKTUELL, tedeschi, austriaci e svizzeri, che hanno voluto premiare la strategia di Abarth di impegno nel motorsport finalizzato all’implementazione di soluzioni tecnologiche racing nella produzione di serie[11][12][13].

La Abarth Driving Academy[modifica | modifica wikitesto]

L'Abarth Driving Academy è la scuola ufficiale di guida sportiva Abarth, nata in collaborazione con il "Centro Internazionale Guida Sicura", creato nel 1991 da Andrea De Adamich. La scuola ha sede presso l'autodromo Riccardo Paletti di Varano de' Melegari, a 25 km da Parma. L'iniziativa nasce con l'intento di offrire la possibilità di apprendere tecniche di guida con una particolare attenzione alla sicurezza e all'uso ottimale delle vetture sportive. Il corso si divide in lezioni pratiche e teoriche, sotto la guida di un team di piloti e istruttori esperti ed è suddiviso in due livelli: base e advanced.[14]

Furono inoltre importanti anche i popolari kit di trasformazione Abarth per la vecchia Fiat 500, che la rendevano più aggressiva e sportiva, senza limitarne la circolazione alla sola "pista": nel 1963 fu presentata la 595 Abarth, prodotta prima su base Fiat 500 D e poi su Fiat 500 F sino alla fine del 1971, mentre nel 1964 venne invece presentata la Fiat Abarth 595 SS. Nello stesso anno furono presentate anche la Fiat Abarth 695 e la Fiat Abarth 695 SS, entrambe con una cilindrata totale di 689 cm³. Le parti speciali caratterizzanti le versioni elaborate da Abarth erano composte da cruscotto (con strumentazione specifica provvista di tachimetro, contachilometri, contagiri, indicatore livello benzina e indicatore temperatura olio), volante a 3 razze, carburatore doppio corpo Solex C 28 PBJ montato su apposito alloggiamento in alluminio, coppa olio in alluminio, sistema di aspirazione e scarico dei gas specifici, ecc. Da menzionare anche il fatto che su queste versioni il portellone posteriore, che chiudeva il motore posto nel retro della vettura, veniva rialzato con dei fermi per aumentare il raffreddamento del motore stesso e quindi la sua efficienza.

La Abarth produsse molti dei modelli FIAT ed anche dei modelli Autobianchi (A112 Abarth) in versione sportiva.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Le versioni speciali dei modelli Abarth si sono sempre distinte fra "esse" (Sport) ed "esseesse" (SuperSport). Le differenze fra le due versioni sono sempre state più particolarmente meccaniche anziché estetiche, tradizione ripresa anche oggi per i nuovi modelli del gruppo su base FIAT;
  • Johann Abt, fondatore della famosa azienda di tuning di vetture del Gruppo Vag, ha corso per la scuderia Abarth negli anni 60, vincendo 29 gare su 30;
  • La Delta S4, sviluppata dall'Abarth, è stata la prima auto a montare sia un turbocompressore, che un compressore volumetrico;
  • L'Abarth 695 Biposto è stata la prima auto al mondo omologata con un cambio a innesti frontali.

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

1955 Abarth 209A Coupe Boano (versione con capote della 207A)
Fiat Abarth 1000 del 1961
Fiat Abarth 1000SP del 1968

Modelli del passato[modifica | modifica wikitesto]

Abarth 124 Spider (2016 - 2019)

Altre monoposto[modifica | modifica wikitesto]

Modelli fuori produzione[modifica | modifica wikitesto]

Serie Speciali[modifica | modifica wikitesto]

Abarth 595 (2017)
  • 500 Opening Edition - 200 esemplari (2008)
  • Zerocento - 100 esemplari (2009)
  • 695 Tributo Ferrari - 1696 esemplari (2010)
  • 500 Cabrio Italia - 150 esemplari (2011)
  • Grande Punto Scorpione - 199 esemplari (2011)
  • 695 Edizione Maserati - 480 esemplari (2012)
  • 595 50 anniversary - 390 esemplari (2013)
  • 124 Spider 2016 Edition - 2500 esemplari (2016)
  • 695 XSR Yamaha Edition - 1390 esemplari (2017)
  • 695 Rivale 175 Anniversary - 350 esemplari (2017)
  • 695 70 anniversary -1949 esemplari (2019)
  • 595 Scorpioneoro - 2000 esemplari (2020)

Modelli in produzione (2021)[modifica | modifica wikitesto]

70º anniversario

595, 595 165 HP, 595 Turismo, 595 Competizione, 595 Essesse, 595 Scorpioneoro, 595 Monster Energy Yamaha

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L’archivio della casa automobilistica è conservato presso il Centro storico Fiat[17] nel fondo Abarth (estremi cronologici: 1930 - 1970)[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abarth, su autotoday.it. URL consultato il 23 dicembre 2017 (archiviato il 9 agosto 2017).
  2. ^ a b c d Abarth - L'azienda, su www.fcaheritage.com. URL consultato il 1º agosto 2022.
  3. ^ a b History | Berni Motori | Abarth, su www.bernimotori.com. URL consultato il 1º agosto 2022.
  4. ^ a b Abarth - Le vetture, su www.fcaheritage.com. URL consultato il 1º agosto 2022.
  5. ^ a b c Abarth 2400 Coupé Allemano: la GT di Carlo, su www.fcaheritage.com. URL consultato il 1º agosto 2022.
  6. ^ Inventory Listing of Carrozzieri Italiani - Abarth 1600 Coupé and Spider, su carrozzieri-italiani.com.
  7. ^ Fiat 500 Abarth, storia di un piccolo grande mito, su Motor1.com. URL consultato il 1º agosto 2022.
  8. ^ abarthcarsuk.com, https://web.archive.org/web/20140529052707/http://abarthcarsuk.com/about-abarth/the-history-of-abarth/. URL consultato il 1º agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2014).
  9. ^ 1967 T140 6000 | Berni Motori | Abarth, su www.bernimotori.com. URL consultato il 1º agosto 2022.
  10. ^ Abarth, su quattroruote.it. URL consultato il 24 marzo 2020 (archiviato il 28 marzo 2020).
  11. ^ Pioggia di premi internazionali per Abarth, su media.stellantis.com. URL consultato il 27 aprile 2022.
  12. ^ Q. N. Motori, Abarth nel 2020 fa incetta di premi internazionali, su QN Motori, 2 aprile 2020. URL consultato il 27 aprile 2022.
  13. ^ Abarth, inizio anno con il pieno di premi internazionali - Attualità, su ANSA.it, 7 aprile 2020. URL consultato il 27 aprile 2022.
  14. ^ Abarth Driving Academy, su abarth.it. URL consultato il 18 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2013).
  15. ^ (EN) Abarth 207A Boano Spider, su ultimatecarpage.com. URL consultato il 24 marzo 2020 (archiviato il 3 aprile 2018).
  16. ^ (EN) Fiat Abarth 750 Zagato Coupe, su ultimatecarpage.com. URL consultato il 24 marzo 2020 (archiviato il 21 marzo 2015).
  17. ^ Fiat Group Marketing & Corporate Communication spa. Archivio storico Fiat, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 12 giugno 2018 (archiviato il 12 giugno 2018).
  18. ^ Fondo Abarth, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 12 giugno 2018 (archiviato il 12 giugno 2018).

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