Fiat Campagnola

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Fiat Campagnola 1101A
Fiat Campagnola 1.JPG
Descrizione generale
Costruttore Italia  FIAT
Tipo principale Fuoristrada
Produzione dal 1951 al 1973
Sostituita da Iveco Massif
Altre caratteristiche
Altro
Auto simili Alfa Romeo Matta
Fiat Campagnola Mk1.JPG
Una AR.59 seconda serie.

La Fiat Campagnola è un'automobile fuoristrada, prodotta dalla Casa automobilistica FIAT, nelle versioni 1101 Campagnola e 1107 Nuova Campagnola, dal 1951 al 1987.

La Fiat 1101 Campagnola[modifica | modifica wikitesto]

La prima Campagnola, esposta alla Fiera del Levante di Bari (settembre 1951).

All'inizio degli anni '50 il Ministero della difesa indisse un bando di concorso per la fornitura di un fuoristrada leggero, per sostituire le infaticabili Jeep ereditate dagli alleati, ormai logore e sempre più difficili da mantenere efficienti. In realtà già da tempo la FIAT in gran segreto aveva cominciato lo studio, sotto la direzione dell'ingegner Giacosa, di un mezzo a quattro ruote motrici, ispirato al fuoristrada americano, dietro suggerimento dello stesso Ministero.

Alla pubblicazione del bando risposero la FIAT e l'Alfa Romeo, rispettivamente con i modelli 1101 (Alpina) e 1900M (Militare). Il nome del progetto FIAT venne successivamente cambiato in Campagnola per rimarcare il suo impiego civile, in quanto la parola Alpina richiamava troppo l'omonimo reparto dell'esercito ed un tale mezzo non avrebbe trovato consensi nelle maestranze FIAT e nell'opinione pubblica; la guerra era finita solo pochi anni prima ed il ricordo era ancora troppo forte.

Il fuoristrada torinese alla data di pubblicazione del bando era già in avanzato stato di costruzione ed aveva già accumulato centinaia di ore di test, mentre l'Alfa Romeo dovette recuperare il tempo con un notevole sforzo progettuale, riuscendo in pochi mesi a realizzare un valido mezzo, utilizzando una Land Rover, da poco tempo entrata in produzione, come base di partenza per il suo prototipo. La gara fu vinta dalla FIAT, anche se durante le prove dimostrative, la 1900M (soprannominata Matta per la capacità di andare ovunque) si dimostrò in alcuni casi superiore[senza fonte]. A vantaggio della Campagnola giocò il notevole costo inferiore rispetto al prototipo Alfa Romeo.

Per preparare il campo al nuovo mezzo militare di lì a poco vincitore della fornitura, la FIAT preparò un'imponente campagna pubblicitaria, volta a far conoscere il primo fuoristrada italiano all'opinione pubblica, cercando di evidenziare il più possibile le sue capacità rurali, stimolando la fascia clientelare più popolosa in quel periodo, quella degli agricoltori. L'occasione per presentare ufficialmente la nuova macchina fu la fiera del levante di Bari nel 1951, una scelta dovuta al fatto di essere una manifestazione prevalentemente dedicata al settore agricolo. Immediatamente dopo la fiera del Levante, iniziarono le prime consegne della versione militare, battezzata ufficialmente AR51 (autoveicolo da ricognizione modello 1951). Le due vetture erano meccanicamente identiche e differivano esclusivamente per il diverso allestimento della carrozzeria, più spartano nella versione militare.

La Campagnola 1101 si dimostrò da subito un buon veicolo, dotato di un robusto telaio in acciaio a longheroni, sul quale era montato un collaudato motore (tipo 105) di 1901 cm³, derivato dal modello installato sulle berline 1400-1900, ma depotenziato per poter funzionare anche con benzina normale e nello stesso tempo per migliorarne l'affidabilità. A tale scopo fu anche aggiunto un generoso radiatore olio per migliorarne il raffreddamento alle basse velocità. Le sospensioni posteriori erano classiche a balestre e ponte rigido, mentre all'anteriore furono previste delle sofisticate sospensioni indipendenti, innovative per l'epoca ma che risultarono purtroppo il punto debole di queste vetture. Il propulsore era accoppiato ad un cambio a 4 marce insieme ad un inedito riduttore a due rapporti. La trasmissione era sulle ruote posteriori con la possibilità di innestare la trazione anteriore, solo dopo però, aver inserito le marce ridotte; in pratica non era possibile viaggiare con la sola trazione integrale.

Per accrescere la popolarità del proprio fuoristrada, la Fiat preparò due particolari esemplari di Campagnola, concepiti per battere il record di un raid molto popolare all'epoca l'Algeri-Città del Capo. Il pilota Paolo Butti e la sua squadra nel viaggio di ritorno impiegarono 11 giorni, 4 ore e 54 minuti, stabilendo un record tuttora imbattuto (anche a causa dell'odierna instabilità sociopolitica in Africa centrale). Le gesta del fortunato raid non ebbero comunque l'effetto sperato sulla popolarità della Campagnola, principalmente per l'elevato costo di acquisto del mezzo, paragonabile a quello di una lussuosa berlina dell'epoca (costava oltre due 500C Topolino) ed anche per gli eccessivi consumi del motore benzina, tali da renderlo economicamente non conveniente.

Per avvicinare maggiormente il pubblico al fuoristrada torinese, nel 1953 debuttò una nuova versione della Campagnola, alimentata da un motore a gasolio, denominata Diesel 1102. Il propulsore tipo 305 derivava dal modello a benzina, ottenuto semplicemente sostituendo la testata ed altri minimi particolari. In questo modo con poco sforzo, la Fiat realizzò un onesto propulsore che però non brillava in potenza, erogava infatti appena 40Cv. Per ovviare alla modeste prestazioni offerte dal motore 305.007, furono adottati rapporti del cambio più corti ed un rapporto al ponte di 8/37 (al posto di 9/40 dei modelli benzina).

La versione diesel anche se nettamente sottopotenziata, si rivelò comunque un successo; il motore a gasolio consentiva di percorrere mediamente 15 km/l, più del doppio rispetto alla sorella a benzina, ed i quasi 90 km/h di velocità massima, le consentivano comunque una discreta mobilità su strade asfaltate. L'impianto elettrico aveva una tensione di 24V con due batterie in serie Gli aggiornamenti tecnici introdotti con Campagnola diesel, furono riportati anche su entrambi i modelli a benzina (civile e militare). I più importanti erano, la trazione anteriore separata dalle marce ridotte, l'adozione di nuovi lamierati della carrozzeria, con le classiche bugne di rinforzo, paraurti anteriore ridisegnato e maggiorato, oltre a miglioramenti nella meccanica e nell'impianto elettrico. Nella AR 51 inoltre comparvero gli schienali posteriori in legno ed un nuovo impianto di illuminazione con luci attenuate e commutatore fari separato con chiave non estraibile.

Nel 1955 avvenne un nuovo importante aggiornamento nella gamma, comparvero infatti le nuove AR55, Campagnola 1101A e la 1102A diesel, tutte sostanzialmente con aggiornamenti nel propulsore. Nel 1958 con l'entrata in vigore del nuovo codice della strada, fu necessario modificare l'impianto d'illuminazione di tutti i modelli in produzione; la Fiat con l'occasione, aggiornò lievemente anche la carrozzeria, introducendo per le versioni civili una nuova fanaleria ridisegnata.

Sempre quell'anno entro in produzione un nuovo modello militare in sostituzione della AR55 denominato AR51B. Il nome di questa versione ha confuso per anni, gli specialisti del settore, definendola erroneamente come un aggiornamento della AR51, mentre di fatto non solo era un modello completamente diverso, rimasto in produzione meno di un anno, ma dotato di molte soluzioni tecniche inedite, quali l'impianto elettrico a 24 volt, la predisposizione per l'aviolancio, il riscaldatore interno per l'abitacolo ed un nuovo motore tipo 105b.017. Queste caratteristiche, saranno riportate nella successiva ed ultima evoluzione della versione militare che di li a poco entrerà in produzione.

Nel 1959 infatti, appare la AR59, denominata ufficialmente 1101B.200, dotata di un inedito impianto elettrico immergibile provvisto di filtri antidisturbo, spinterogeno, dinamo, e regolatore di carica stagno; successivamente verranno dotate anche di uno speciale set di fanaleria stagno prodotto dalla Carello, con cui verranno aggiornate anche le versioni precedenti ancora in servizio. Come la precedente AR51B manteneva l'impianto elettrico a 24 Volt con due batterie in serie sotto il sedile passeggero.

Da questo modello, furono sviluppate anche alcune sottoversioni specifiche, la b202 aviolanciabile, dotata di un supporto speciale applicato al paraurti anteriore per l'aggancio delle funi di lancio e sospensioni anteriori rinforzate e la 206 cannoniera, predisposta con un kit dedicato, per alloggiamento nel cassone posteriore del cannone senza rinculo da 106 mm, comprendente degli speciali supporti da montare sul telaio parabrezza e sul cofano motore, per bloccare la canna durante gli spostamenti e spalliere posteriori reclinabili. Nel 1960 apparve la nuova Campagnola diesel B (1102B) equipaggiata con un'evoluzione del solito motore diesel, denominato tipo 305D.007, più altri lievi aggiornamenti alla pompa iniezione lineare ed all'impianto elettrico.

Nel 1961 entrò in produzione un particolare modello, specifico per la Pubblica Sicurezza (l'odierna Polizia di Stato) denominato AR55PS, un ibrido tra una campagnola civile ed una AR59 militare. L'allestimento di serie comprendeva alcune soluzioni particolari, quali le gomme speciali “Sicurezza” a spalla rigida, cerchioni altistallonamento che permettevano di poter viaggiare anche con le gomme forate e sirena a soffio tipo “Marelli” o La sonora.

Le AR55PS furono protagoniste nei difficili anni delle contestazioni politiche che insaguinarono le città italiani sul finire degli anni 60 con i reparti celere, in Sardegna, per contrastare il fenomeno del banditismo ad opera dei celebri Baschi Blu ma furono presenti anche durante le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dall'alluvione di Firenze nel 66, nella catastrofe della diga del Vajont, nell'Irpinia dopo i devastanti terremoti. Nel 1969 si ebbe l'ultima evoluzione della Campagnola, con la nuova Diesel C (1102C) dotata di un inedito motore tipo 237.007 derivato da quello montato sul furgone 241TN; altre migliorie riguardavano la nuova mascherina fari senza foro per la manovella. Tali modifiche furono applicate contestualmente anche alla versione militare ed alla Campagnola benzina; fu inoltre adottato un efficiente alternatore sempre a 24V al posto della dinamo. La catena di montaggio chiuderà definitivamente nell'agosto del 1973 dopo oltre 22 anni di produzione ininterrotta con un totale di oltre 33000 vetture benzina (civile e militare) e circa 8500 vetture diesel.

Durante la sua lunga vita è stata adattata e costruita in numerose versioni, anche specializzate per servizi civili e militari (versioni spazzaneve, fotoelettriche chiamata anche faronata e carro attrezzi) e/o variando l'interasse e lo sbalzo posteriore (versioni speciali per i VVF e versioni ambulanza). Oltre che dall'Esercito Italiano è stata adottata, fin dalle sue prime versioni, anche dai Carabinieri e dalla Pubblica Sicurezza poi rinominata Polizia, successivamente anche in una versione speciale denominata AR55 PS. Molti carrozzieri dell'epoca come Savio e Boneschi, utilizzarono il telaio della Campagnola per allestire speciali versioni (la più nota è la versione Hard Top allungata della Savio di Torino) prodotte in discrete quantità (anche per la RAI Radiotelevisione Italiana). Sono note anche gli allestimenti della ditta ISOLI in versione carro attrezzi, molto apprezzate all'epoca e tuttora utilizzate.

Anno Versione Allestimento Motore Note
1951/55 Militare AR51 105.007
1955/58 Militare AR55 105A.007/105B.007 Militare
1961/71 Militare AR55PS 105B.055 sottoversioni B192, B220, B492 (accensione con pulsante)
1958 Militare AR51B (prima versione) 105B.007
1958/59 Militare AR51B (versione definitiva) 105B.017
1959/73 Militare AR59 105B.017 sottoversioni B200, B202, B206 (torpedo, aviolancio e cannoniera)
1951/55 Civile (alimentazione a benzina) CAMPAGNOLA 1101 105.007
1955/73 Civile (alimentazione a benzina) CAMPAGNOLA A 1101A 105A.007/105B.007 Aggiornata nel 1958
1953/55 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL 1102 305.007
1955/59 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL A 1102A 305B.007 Aggiornata nel 1958
1960/68 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL B 1102B 305D.007
1969/73 Civile (alimentazione Diesel) CAMPAGNOLA DIESEL C 1102C 237A.053 (pompa lineare), 237A.007 (pompa rotativa)

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La Campagnola è lunga 3.775 m, larga 1.600 m e alta 1.945 m. L'interasse delle ruote è di 1.365 m per un passo di 2.300 m. L'altezza minima dal suolo è di 0.27 m.

La Campagnola Diesel prima serie.

Era dotata inizialmente di un motore a benzina a 4 cilindri Fiat da 1900 cm³ (105.007) che sviluppava 39 kW, affiancato a partire dal 1953 da un motore diesel da soli 29 kW. a 4600 giri/min (305.007). Nel 1955 sono stati montati un nuovo motore benzina da 45Kw e un diesel da 31,5 kW. Le versioni benzina potevano arrivare a 116 km/h, mentre le motorizzazioni diesel potevano arrivare a soli 85 e 95 km/h.

Nel 1955 viene introdotta la nuova versione AR55 e contemporaneamente la Campagnola 1101A con motore 105A.007 e la Diesel A. Nel 1960 entra in produzione la Diesel B con motore 305D.007 (lo stesso del furgone 615N1). Nel 1969 avviene l'ultimo aggiornamento con l'introduzione della Diesel C con il nuovo motore 237a.007 derivato dal furgone 241tn.

La versione ar59 prodotta a partire dal 1959, veniva prodotta con il motore 105B.017 ed impianto elettrico immergibile a 24V, così da favorirne l'utilizzo anche in situazioni estreme. Il motore di 1900 cc era un 4 cilindri benzina alimentato da un carburatore SOLEX 32 CBI poi SOLEX 32x30 ad aspirazione invertita; filtro a bagno d'olio, la potenza è passata dai 53 Cv iniziali fino ai 64 Cv delle versioni finali. Il motore diesel derivava direttamente dal blocco benzina (sostituendo la testata con una a camera di turbolenza tipo Comet); sviluppava inizialmente 40 Cv poi arrivati nell'ultima versione a 48 Cv.

La trasmissione era sulle ruote posteriori ed inseribile su quelle anteriori, con sospensioni indipendenti all'avantreno e a ponte rigido al retrotreno.

Venne prodotta su licenza anche nella ex Jugoslavia dalla Zastava con le sigle AR51/V e AR55/V in varie versioni anche con tetto metallico e con sbalzo posteriore allungato.

Il record di attraversamento dell'Africa[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 1951, due Fiat Campagnola allestite dalla sezione Allestimenti Speciali della Fiat in versione lunga torpedo, guidata da Cesare Butti, compì la traversata Algeri-Città del Capo andata e ritorno in 11 giorni 4 ore e 54 minuti, stabilendo un record mondiale tuttora mai eguagliato[1].

La Fiat 1107 "Nuova Campagnola"[modifica | modifica wikitesto]

La Nuova Campagnola in versione militare AR76 rinnovata

Presentata al Salone di Belgrado del 1974 in versione civile, la Fiat 1107 Nuova Campagnola fu prodotta fino al 1987. La versione militare venne realizzata nel 1976, denominata AR76 (cambio a 4 rapporti), ed aggiornata in diversi dettagli nel 1979, con il modello "AR76/A" (cambio a 5 rapporti).

La Nuova Campagnola era un fuoristrada puro, di concezione interamente nuova rispetto al modello precedente: aveva la scocca portante (che permetteva di avere una notevole luce a terra) invece del classico telaio separato, aveva 2 longheroni a "doppia c" con traverse direttamente saldate al fondo scocca, la trazione posteriore con l'anteriore inseribile, riduttore con un rapporto molto corto (3.87:1), sospensioni indipendenti a barre di torsione su tutte e quattro le ruote (posteriori con doppio ammortizzatore) e differenziali autobloccanti sia all'anteriore che al posteriore.

La motorizzazione a benzina era un 2.0 litri derivato dalle berline Fiat 131 e 132, opportunamente semplificato e depotenziato con una potenza massima di 80 CV a 4500 giri/minuto e coppia massima di 150,92 Nm (15,4 kgm) a 2800 giri/minuto, successivamente (a partire dal 1978) per un uso gravoso in fuoristrada (per evitare la desincronizzazione della distribuzione in caso di guado) fu sostituita la classica cinghia della distribuzione con una più affidabile catena. Nel 1979 furono introdotte alcune modifiche alla scocca che fu irrobustita ed unificata in vista della nuova motorizzazione a gasolio realizzata dalla Sofim, con cilindrata di 2445 cm³, potenza massima di 72 CV (52,9 kW) a 4200 giri/minuto e coppia massima di 147,1 N·m (15 kgm) a 2400 giri/minuto. Alcune modifiche all'assetto delle sospensioni portarono alla riduzione della campanatura delle ruote posteriori per risolvere problemi di usura di crociere e ruote. Sempre nel 1979 venne sostituito il cambio a 4 marce del motore a benzina con una nuova versione a 5 marce che riduceva leggermente i consumi e rendeva la scarsa potenza del propulsore più fruibile.

Per quanto riguarda le prestazioni la versione benzina più recente può raggiungere una velocità massima superiore a 120 km/ora (diesel 115 km/h), nella versione militare dotata all'origine di impianto elettrico stagno (bobina, spinterogeno, candele, alternatore e scatola fusibili) la capacità di guado (senza snorkel) è di 70 cm max. L'altezza minima da terra rilevata al centro delle ruote è di ben 33 cm, mentre quella "a pieno carico" è pari a 27,5 cm, l'angolo di attacco anteriore è di 45°, l'angolo di uscita è di 46°, l'angolo di dosso è di 35°, la pendenza massima superabile è di oltre il 150% (angolo di inclinazione 56°), l'inclinazione massima laterale è di 45° e la particolare configurazione del "fondo" completamente libero da ostacoli permette di superare agevolmente ostacoli come fango, neve, sabbia e massi senza pericolo di incagliarsi. La Nuova Campagnola, inoltre, grazie ai suoi rapporti ridotti molto corti (di ben 3,5 volte rispetto alle marce normali) raggiunge una coppia di ben 54 kgm, rendendola particolarmente adatta al traino pesante.

La Nuova Campagnola come Papamobile

La Campagnola può essere usata come Posto di Comando mobile o come centrale radio mobile. Può essere dotata delle apparecchiature di primo soccorso (versione ambulanza). L'impianto elettrico è a 12 volt per la versione civile, mentre la versione AR76 ha un impianto a 24 Volt.

La Renault nel 1976 costruì in collaborazione con la FIAT una ventina di esemplari della Nuova Campagnola con motore Renault type 829. Si trattava della Renault TRM 500, nata per aggiudicarsi la fornitura di un automezzo da ricognizione per l'esercito francese, il quale tuttavia scelse il Peugeot P4, fuoristrada costruito su licenza derivato dal Mercedes Classe G Wolf. La Nuova Campagnola venne anche esportata nell'ex Yugoslavia con la sigla 1107 JD in collaborazione con la Zastava che successivamente elaborò anche una versione con tetto rigido ad uso ponte radio mobile.

Una Nuova Campagnola è stata donata al Papa nel 1980 durante la sua visita a Torino ed ha svolto la funzione di Papamobile; Giovanni Paolo II si trovava su quella vettura quando fu ferito nell'attentato del 1981.

L'erede[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo Fiat ha messo in commercio dal 2008 l'erede della Campagnola: l'Iveco Massif. Agli inizi del 2008 il gruppo Fiat ha reso noto che il nome Campagnola sarà utilizzato per la commercializzazione in alcuni mercati del nuovo Iveco Massif[1]. Nell'ottobre 2008 è uscita una serie limitata del Massif commercializzata in Italia con il nome Campagnola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Notizia sul sito de la Repubblica

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]