Campionato del mondo rally 1992

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Campionato del mondo rally 1992
Edizione n. 20 del Campionato del mondo rally
Dati generali
Inizio 23 gennaio
Termine 25 novembre
Prove 14
Titoli in palio
Campionato piloti Spagna Carlos Sainz
su Toyota Celica GT-Four
Campionato costruttori Italia Lancia
su Lancia Delta Integrale
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

Il campionato del mondo rally 1992 è stata la 20ª edizione del campionato del mondo rally.

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Pronte a sfidarsi per la stagione 1992 c'erano le Lancia Delta Evoluzione, gestite privatamente dal Jolly Club e affidate al campione del mondo in carica Juha Kankkunen e al francese Didier Auriol; altri piloti nel ruolo di wild card erano il francese Philippe Bugalski, l'italiano Andrea Aghini e l'argentino Jorge Recalde. Vetture antagoniste principali erano le Ford Sierra condotte da François Delecour, Malcolm Wilson e Miki Biasion, nonché le Toyota Celica ST185 condotte da Carlos Sainz, Markku Alen e Armin Schwarz.

In particolare, le due contendenti al titolo degli anni precedenti, vale a dire la Lancia e la Toyota avevano pensato bene di potenziare e modificare le loro vetture presentando rispettivamente la Delta Evoluzione e la Celica ST 185; mentre la Ford si era affidata alla migliorata Ford Sierra Cosworth.

Altre contendenti erano Subaru con le Legacy guidate da Colin McRae e da Ari Vatanen; la Nissan con la Sunny contava sul campione del Mondo del 1984 Stig Blomqvist, su Grégoire De Méviuse su François Chatriot e sul futuro quattro volte campione del mondo Tommi Makinen; la Mitsubishi con la Galant VR 4 puntava invece su Timo Salonen e su Kenneth Eriksson.

Team e Piloti[modifica | modifica wikitesto]

La Lancia Delta HF Integrale, l'ultima versione sportiva della berlina prodotta dalla casa torinese rinnovata rispetto alle antenate soprattutto per quanto riguarda la geometria delle sospensioni. La berlinetta di Torino terminerà a podio in tutte e dieci le gare inserite nel campionato costruttori, conquistando otto successi e quattro doppiette nonché, a fine stagione, il sesto titolo consecutivo.
La Nissan Sunny GTI-R, la vettura con la quale Tommi Mäkinen prese parte a quattro gare nel corso della stagione.
Squadra Costruttore Macchina Pneumatici Piloti Gare
Italia Martini Racing Lancia Delta HF Integrale M Finlandia Juha Kankkunen 1, 3–4, 6, 9–11, 13–14
Francia Didier Auriol 1, 3, 5–6, 8–11, 13–14
Francia Philippe Bugalski 1, 5, 9
Italia Andrea Aghini 3, 5, 11, 13–14
Svezia Björn Waldegård 4
Argentina Jorge Recalde 4, 8
Giappone Toyota Team Europe Toyota Celica Turbo ST185
Celica GT-Four
P Spagna Carlos Sainz 1, 3–8, 10, 13–14
Germania Armin Schwarz 1, 3, 5–6, 13
Finlandia Markku Alén 1–4, 6, 9, 14
Svezia Mats Jonsson 2
Svezia Leif Asterhag 2
Svezia Mikael Ericsson 4
Kenya Ian Duncan 4
Stati Uniti Ford Motor Company Ford Sierra RS Cosworth 4x4 M Italia Miki Biasion 1, 3, 5–6, 9, 11, 14
Francia François Delecour 1, 3, 5–6, 9, 11, 13
Italia Gianfranco Cunico 11
Spagna Mía Bardolet 13
Regno Unito Malcolm Wilson 14
Giappone Mitsubishi Ralliart Europe Mitsubishi Galant VR-4 M Svezia Kenneth Eriksson 1, 3, 6, 14
Finlandia Timo Salonen 1, 3
Finlandia Lasse Lampi 2, 9, 14
Giappone Kenjiro Shinozuka 4, 12
Australia Ross Dunkerton 7, 10
Francia Patrick Tauziac 12
Giappone Nissan Motorsports Europe Nissan Sunny GTi-R D Francia François Chatriot 1, 3
Finlandia Tommi Mäkinen 1, 3, 9, 14
Svezia Stig Blomqvist 2, 9, 14
Belgio Grégoire De Mévius 3, 6, 8–9, 12, 14
Finlandia Mikael Sundström 9
Giappone Subaru Rally Team Europe Subaru Legacy RS M


P

Finlandia Ari Vatanen 2, 6–7, 9–10, 14
Regno Unito Colin McRae 2, 6–7, 9, 14
Svezia Per Eklund 2, 4, 14
Kenya Patrick Njiru 4
Nuova Zelanda Possum Bourne 7, 10
Australia Rob Herridge 10
Germania Audi Sport Audi 90 Quattro M Austria Rudi Stohl 4, 6, 8, 12
Giappone Mazda Rally Team Asia Pacific Mazda 323 GT-X M Nuova Zelanda Rod Millen 7, 10
Francia Siciété Diac Renault Clio 16S M Francia Alain Oreille 5
Francia Jean Ragnotti 5
Francia Claude Balesi 5
Belgio Opel Team Belgium Opel Calibra 16V M Belgio Bruno Thiry 5, 11–12
Belgio Alain Lopes 12

Le singole gare[modifica | modifica wikitesto]

Rally di Montecarlo[modifica | modifica wikitesto]

Al via di quello che è la prima gara del campionato, Schwarz prende inaspettatamente il comando della gara, seguito dal compagno di squadra Sainz e da Auriol. Il tedesco della Toyota però esagera con la velocità, sbaglia ed esce di pista; Sainz quindi scappa subito al comando tallonato sempre da Auriol. Lo spagnolo fatica a tenere a bada l'arrembante francese che proprio sul “Col de Turini”, l'ultima tappa della gara, fa partire l'ultimo e decisivo attacco: Sainz è secondo dietro al pilota francese della Lancia; il terzo posto invece va al campione del Mondo 1991 seguito da Delecour, Bugalski e Salonen.

Rally di Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo rally del calendario è però priva dei team principali dato che la gara non è valida per il campionato costruttori.

Il rally viene dunque vinto da Mats Jonsson con la vecchia Celica ST 165.

Rally del Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

La terza gara vede la nuova sfida tra Lancia Delta e Toyota Celica (dato che la Ford avrà il semplice ruolo di inseguitrice per il resto del Campionato).

In un'edizione del rally portoghese finalmente asciutta dopo il maltempo degli anni precedenti il vincitore è Juha Kankkunen che con una guida impeccabile regala alla Delta del Martini Racing un'altra vittoria.

La gara registra anche il ritiro del vincitore del Montecarlo Didier Auriol, fermato da problemi tecnici e dalla rinascita del pilota italiano Biasion, che porta la Ford Sierra al secondo gradino del podio.

Buona la gara anche per Aghini che riesce a terminare al comando alcune tappe svoltesi sull'asfalto. La Toyota invece disputa un rally da incubo concludendo solo terza (con Sainz) e quarta (con Alen) deludendo così i pronostici che la davano per favorita.

Safari Rally[modifica | modifica wikitesto]

Il team nippo-tedesco conta dunque di rifarsi alla quarta gara in calendario, ove la Lancia sostituisce Auriol, poco esperto del rally africano, con Jorge Recalde. E ciò avviene perché Sainz domina la gara.

Juha Kankkunen, cercando di raggiungere la Toyota, distrugge la sua Lancia ma riesce comunque a raggiungere il secondo posto ceduto da Recalde a tavolino, ma distaccato comunque di 52 minuti dallo spagnolo. Recalde quindi arriva terzo e grazie alla sua buona prova verrà riconfermato anche per il rally d'Argentina, per quello in Australia e per quello in Grecia.

Con la vittoria del pilota spagnolo e il quinto posto di Markku Alen la Toyota sembra dunque essere rinata dopo le delusioni delle prime prove. Sainz inoltre ottiene la prima vittoria in un rally mondiale per la Toyota Celica ST 185 (le altre vittorie erano state ottenute con il modello ST 165, utilizzato dal 1989 al 1991).

Rally di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il Safari il mondiale torna in Europa; più precisamente in Corsica, dove Auriol impone alla gara un ritmo forsennato costringendo gli avversari a combattere per i posti d'onore.

La gara sull'isola francese sembra essere di buon auspicio anche per gli altri piloti di casa, vale a dire Jean François Delecour e Philippe Bugalski che terminano rispettivamente secondo e terzo.

Anche Carlos Sainz deve arrendersi allo strapotere francese concludendo quarto davanti al compagno di team Schwarz e ad Andrea Aghini.

Rally di Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Lo scatenato Auriol porta a casa anche il rally successivo a quello in terra di Francia. È suo infatti anche il rally dell'Acropoli.che conclude davanti a Kankkunen e Biasion.

Per la Toyota questa sarà la tappa del Mondiale in cui toccherà il punto più basso della sua stagione dato che Alen, Sainz e Schwarz escono tutti e tre di strada e sono costretti al ritiro.

Ad approfittarne ovviamente, oltre che la Lancia, sono gli altri inseguitori: Colin Mcrae riesce pertanto a raggiungere un insperato quarto posto davanti a Delecour e Recalde.

Rally di Nuova Zelanda[modifica | modifica wikitesto]

Per far guadagnare punti al pilota madrileno nei confronti di Auriol, la Toyota, a differenza degli altri grandi team, manda Carlos Sainz a gareggiare in Nuova Zelanda.

Come da pronostico il madrileno ottiene una facile vittoria davanti a Piero Liatti e a Ross Dunkerton. Sainz però ora dovrà rinunciare ad altri appuntamenti, visto che ogni pilota può effettuare massimo dieci rally per stagione.

Rally di Argentina[modifica | modifica wikitesto]

La Lancia tornerà a contrastare la Toyota in questa che è l'ottava prova del campionato.

Nella gara sudamericana Sainz va subito al comando ma Auriol lo supera dopo alcune speciali e costringe il madrileno della Toyota all'inseguimento.

Sainz tenta la rimonta ma una foratura lo costringe ad accontentarsi della seconda piazza.

Rally di Finlandia[modifica | modifica wikitesto]

Nel rally successivo, al Mille Laghi, in Finlandia, ci si aspetta un predominio dei piloti di casa dato che l'unica vittoria di un pilota non finlandese in questo rally all'epoca era quella di Carlos Sainz nel 1990 sempre con la Toyota Celica; ma le cose andranno diversamente.

Sugli insidiosi terreni scandinavi la Delta di Auriol permette al francese di ottenere la sua quinta vittoria su sei gare disputate sorprendendo il compagno di squadra Kankkunen che concluderà secondo e soprattutto Markku Alen, vincitore sei volte di questo rally, costretto al terzo gradino del podio.

Con questa doppietta la Lancia è matematicamente vincitrice del Mondiale Costruttori. Colin McRae sarà vittima di ben 4 incidenti,per fortuna tutti senza conseguenze, ma che gli pregiudicherà l'ottima gara fino a quel momento disputata. Auriol sembra avere il titolo in tasca: Kankkunen non sembra in grado di tenere il suo ritmo e Sainz, dopo aver saltato la Finlandia, sarà costretto a disputare un rally in meno rispetto al francese, avendo corso in Nuova Zelanda.

Rally d'Australia[modifica | modifica wikitesto]

La marcia vittoriosa di Didier Auriol comunque continuerà ancora nel seguente rally nella terra dei canguri, dove con sei vittorie in una sola stagione ottiene un record; il Mondiale Piloti è oramai a un passo.

Kankkunen e Recalde, in ogni caso, confermano l'ottimo periodo attraversato dalla Lancia terminando in seconda e in quarta posizione.

Carlos Sainz invece si accontenta del terzo posto.

Rally d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver terminato la prova australiana i piloti sono costretti a tornare in Europa e più precisamente in Italia dato che si corre a Sanremo.

Con Didier Auriol fuori strada dopo essere rimasto privo di una ruota, la gara vede il duello tra Juha Kankkunen e l'italiano Andrea Aghini che vuole ottenere una vittoria nel rally di casa.

Aghini, per nulla intimorito dal blasone del compagno di squadra, vince la prima tappa interamente su asfalto, suo terreno di gara preferito.

Il campione finlandese vince la successiva tappa su sterrato ma Aghini riesce a mantenere un sottile vantaggio; Kankkunen, approfittando delle successive speciali da correre ancora sulla terra, aumenta il ritmo ma Aghini, aspettando l'ultimo percorso notturno su asfalto, non molla e riesce di nuovo a contenere la rimonta del pilota finlandese.

All'ultima manche Andrea Aghini porta in trionfo ancora una volta la Delta e ottiene la sua prima e al tempo stesso ultima vittoria mondiale in carriera; questa sarà anche l'ultimo primo posto tutto italiano in un rally del Campionato del Mondo.

Dietro alle imprendibili Lancia concludono le due Ford Sierra con Delecour terzo e Biasion quarto, mentre il Toyota Team Europe non partecipa alla gara.

Rally della Costa d'Avorio[modifica | modifica wikitesto]

Nel dodicesimo rally del Mondiale 1992, disputato in Costa d'Avorio, ancora una volta i grandi team non partecipano lasciando momenti di gloria ai piloti locali.

A vincere sarà la Mitsubishi di Kenjiro Shinozuka che terminerà davanti alla Opel Kadett Gsi 16v di Bruno Thiry.

Rally di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

La sfida tra la Toyota e la Lancia si riapre con il Rally di Catalogna, dove Carlos Sainz vuole vincere dato che si trova davanti al suo pubblico e deve recuperare diversi punti da Auriol che è primo in classifica.

La gara spagnola quell'anno è composta da tre tappe; la prima su asfalto e le altre due sulla terra, superficie dove la Celica ultimamente, a causa delle sue dimensioni eccessive, non sta passando un bel periodo.

Il madrileno parte velocissimo e nella tappa asfaltata si porta in testa al gruppo seguito dalle Delta di Auriol e Kankkunen.

La Lancia del pilota francese però inizia ad avere problemi tecnici e Auriol, dopo un'uscita di strada, termina la gara al decimo posto.

Kankkunen nel frattempo cerca la seconda vittoria stagionale mettendo in difficoltà Sainz sui terreni sterrati delle tappe successive ma lo spagnolo vince per un margine di 36 secondi sul finlandese.

Terzo concluderà Andrea Aghini (che con questo ottimo risultato e con la vittoria al Sanremo si guadagna il posto in squadra anche per la stagione successiva) precedendo Alex Fiorio con la Delta dell'Astra Team, Armin Schwarz con la Celica ufficiale e il pilota locale Jesus Puras.

Rally di Gran Bretagna[modifica | modifica wikitesto]

Per via degli ultimi risultati, imprevedibilmente, Auriol, Sainz e Kankkunen si trovano distaccati di soli tre punti e i giochi quindi sono ancora aperti.

I tre giorni di gara sono emozionantissimi: Sainz e Auriol si danno battaglia speciale dopo speciale e mentre gli appassionati tengono il fiato sospeso, la Delta del francese è costretta alla resa per una candela difettosa che farà spegnere il motore.

Sainz vola e a nulla servono i tentativi di Kankkunen di recuperare terreno dopo un'uscita di strada. Il finlandese concluderà terzo dietro ad un rinato Vatanen e consegna di fatto la vittoria del Mondiale Piloti a Carlos Sainz ed al suo fedele navigatore, il connazionale Luis Moya.

L'altra Toyota, quella di Alen, conclude quarta precedendo nell'ordine Biasion, McRae, Eriksson, Makinen, Wilson e Aghini.

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Costruttori[modifica | modifica wikitesto]

# Scuderia Rally Tot.
Monaco Portogallo Kenya Francia Grecia Argentina Finlandia Australia Italia Regno Unito
1 Lancia 20 20 (17) 20 20 20 20 20 (20) (14) 140
2 Toyota 17 14 20 (12) (4) 17 14 14 - 20 116
3 Ford 12 17 - 17 14 - 10 - 14 10 94
4 Subaru - - 11 - 12 - 12 8 - 17 60
5 Mitsubishi 8 10 2 - - - 8 10 - 6 44
6 Nissan 6 8 - - 10 9 - - - 4 37
7 Audi - - - - - 10 - - - - 10
8 Renault - - - 2 - 7 - - - - 9
9 Opel - - - - - - - - 2 - 2

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

# Scuderia Rally Tot.
Monaco Svezia Portogallo Kenya Francia Grecia Nuova Zelanda Argentina Finlandia Australia Italia Costa d'Avorio Spagna Regno Unito
1 Spagna Carlos Sainz 15 - 12 20 10 - 20 15 - 12 - - 20 20 144
2 Finlandia Juha Kankkunen 12 - 20 15 - 15 - - 15 15 15 - 15 12 134
3 Francia Didier Auriol 20 - - - 20 20 - 20 20 20 - - 1 - 121
4 Italia Miki Biasion 3 - 15 - 4 12 - - 8 - 10 - - 8 60
5 Finlandia Markku Alén - 10 10 8 - - - - 12 - - - - 10 50
6 Francia François Delecour 10 - - - 15 8 - - - - 12 - - - 45
7 Italia Andrea Aghini - - - - 6 - - - - - 20 - 12 1 39
8 Regno Unito Colin McRae - 15 - - - 10 - - 3 - - - - 6 34
9 Italia Alex Fiorio - - - - - 4 - 10 - - 8 - 10 - 32
10 Argentina Jorge Recalde - - - 12 - 6 - - - 10 - - - - 28
11 Finlandia Ari Vatanen - - - - - - - - 10 - - - - 15 25
12 Italia Piero Liatti - - - - 3 - 15 - - - 4 - - - 22
13 Francia Philippe Bugalski 8 - - - 12 - - - 2 - - - - - 22
14 Giappone Kenjiro Shinozuka - - - 1 - - - - - - - 20 - - 21
15 Svezia Mats Jonsson - 20 - - - - - - - - - - - - 20
16 Australia Ross Dunkerton - - - - - - 12 - - 8 - - - - 20
17 Belgio Bruno Thiry - - - - - - - - - - 2 15 - - 17
18 Uruguay Gustavo Trelles - - - - - - - 12 - - - - 4 - 16
19 Germania Armin Schwarz - - - - 8 - - - - - - - 8 - 16
20 Finlandia Timo Salonen 6 - 8 - - - - - - - - - - - 14
21= Svezia Stig Blomqvist - 12 - - - - - - - - - - - - 12
21= Francia Patrice Servant - - - - - - - - - - - 12 - - 12
23 Giappone Hiroshi Nishiyama - - - - - - - 2 - - - 10 - - 12
24 Australia Ed Ordynski - - - - - - 8 - - 4 - - - - 12
25= Svezia Mikael Ericsson - - - 10 - - - - - - - - - - 10
25= Finlandia Mikael Sundström - - - - - - 10 - - - - - - - 10
27 Francia François Chatriot 4 - 6 - - - - - - - - - - - 10
28 Finlandia Lasse Lampi - 3 - - - - - - 6 - - - - - 9
29= Svezia Leif Asterhag - 8 - - - - - - - - - - - - 8
29= Austria Rudi Stohl - - - - - - - 8 - - - - - - 8
29= Libano Samir Assef - - - - - - - - - - - 8 - - 8
32= Svezia Per Eklund - 6 - 2 - - - - - - - - - - 8
32= Argentina Carlos Menem, Jr. - - 2 - - - - 6 - - - - - - 8
34= Kenya Ian Duncan - - - 6 - - - - - - - - - - 6
34= Giappone Yoshio Fujimoto - - - - - - 6 - - - - - - - 6
34= Nuova Zelanda Peter 'Possum' Bourne - - - - - - - - - 6 - - - - 6
34= Italia Gilberto Pianezzola - - - - - - - - - - 6 - - - 6
34= Francia Alain Oudit - - - - - - - - - - - 6 - - 6
34= Spagna Jesús Puras - - - - - - - - - - - - 6 - 6
40 Finlandia Tommi Mäkinen 2 - - - - - - - - - - - - 3 5
41= Svezia Björn Johansson - 4 - - - - - - - - - - - - 4
41= Spagna Mía Bardolet - - 4 - - - - - - - - - - - 4
41= Kenya Sarbi Rai - - - 4 - - - - - - - - - - 4
41= Nuova Zelanda Will Orr - - - - - - 4 - - - - - - - 4
41= Argentina Gabriel Raies - - - - - - - 4 - - - - - - 4
41= Finlandia Sebastian Lindholm - - - - - - - - 4 - - - - - 4
41= Austria Manfred Stohl - - - - - - - - - - - 4 - - 4
41= Svezia Kenneth Eriksson - - - - - - - - - - - - - 4 4
49= Portogallo Joaquim Santos - - 3 - - - - - - - - - - - 3
49= Kenya Patrick Njiru - - - 3 - - - - - - - - - - 3
49= Grecia 'Jigger' Vardinoyiannis - - - - - 3 - - - - - - - - 3
49= Giappone Seiichiro Taguchi - - - - - - 3 - - - - - - - 3
49= Argentina Miguel Torrás - - - - - - - 3 - - - - - - 3
49= Australia Tolley Challis - - - - - - - - - 3 - - - - 3
49= Francia César Baroni - - - - - - - - - - 3 - - - 3
49= Costa d'Avorio Denis Occelli - - - - - - - - - - - 3 - - 3
49= Spagna Pedro Diego - - - - - - - - - - - - 3 - 3
58= Spagna Sören Nilsson - 2 - - - - - - - - - - - - 2
58= Francia Jean Ragnotti - - - - 2 - - - - - - - - - 2
58= Belgio Grégoire De Mévius - - - - - 2 - - - - - - - - 2
58= Nuova Zelanda Barry Sexton - - - - - - 2 - - - - - - - 2
58= Giappone Kiyoshi Inoue - - - - - - - - - 2 - - - - 2
58= Svizzera Jean-Claude Dupuis - - - - - - - - - - - 2 - - 2
58= Emirati Arabi Uniti Mohammed Bin Sulayem - - - - - - - - - - - - 2 - 2
58= Regno Unito Malcolm Wilson - - - - - - - - - - - - - 2 2
66= Finlandia Jarmo Kytölehto - 1 - - - - - - 1 - - - - - 2
66= Australia Craig Stallard - - - - - - 1 - - 1 - - - - 2
68= Monaco Christophe Spiliotis 1 - - - - - - - - - - - - - 1
68= Portogallo José Miguel - - 1 - - - - - - - - - - - 1
68= Francia Alain Oreille - - - - 1 - - - - - - - - - 1
68= Spagna Fernando Capdevila - - - - - 1 - - - - - - - - 1
68= Argentina Walter d'Agostini - - - - - - - 1 - - - - - - 1
68= Italia Giovanni Manfrinato - - - - - - - - - - 1 - - - 1
68= Belgio Guy Colsoul - - - - - - - - - - - 1 - - 1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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