Fiat Mirafiori

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Coordinate: 45°01′46.67″N 7°37′40.87″E / 45.02963°N 7.62802°E45.02963; 7.62802

Facciata principale dello stabilimento Fiat Mirafiori

Fiat Mirafiori è il nome di un comprensorio industriale nella zona sud di Torino. Prende il nome dalla storica industria automobilistica FIAT, che oggi è spacchettata in varie aziende quali della Fiat Chrysler Automobiles, FPT Industrial, CNH Industrial, Maserati, ecc. Il nome Mirafiori deriva dal quartiere omonimo in cui si trova (a sua volta derivato dal nome di un antico castello dei Savoia).

In passato, fu il più grande complesso industriale italiano, nonché la fabbrica automobilistica più antica in Europa, oggi ancora parzialmente in funzione[1]. Occupa una superficie di 2.000.000 m². Al suo interno si snodano 20 chilometri di linee ferroviarie e 11 chilometri di strade sotterranee che collegano i vari capannoni. La palazzina degli uffici, che si affaccia su corso Giovanni Agnelli, è un edificio di 5 piani lungo 220 metri, ricoperto di pietra bianca di Finale. La produzione di energia elettrica autoconsumata dello stabilimento è stata di circa 210 GWh/anno nel 2011. Nel suo comprensorio lavorano oggi circa 18 000 operai[2] e nel 2012 vi sono state prodotte circa 41.600 autovetture[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea dello stabilimento

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento fu progettato dall'architetto Vittorio Bonadè Bottino nel 1936 essendosi ormai rivelato insufficiente il precedente stabilimento della Fiat, quello del Lingotto.

Venne inaugurato il 15 maggio 1939 in presenza di Mussolini stesso, ma il Duce si trovò a parlare in un clima di freddezza dei lavoratori, segnati dal rincaro dei viveri dovuto alla politica dell'autarchia e dal timore dell'imminente guerra, che lo spazientì al punto di abbandonare il palco quando ad una sua domanda rivolta alla folla ricevette risposta solo da poche centinaia di persone sulle 50.000 presenti.[4]

Il primo modello che avrebbe dovuto essere prodotto era la Fiat 700, un progetto rimasto incompiuto a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. La produzione automobilistica partì realmente solo nel 1947 con la seconda serie della 500 A e la rilocalizzazione delle linee della Fiat 1100, precedentemente costruita al Lingotto.

Il 5 marzo 1943 iniziò nell'officina 19 dello stabilimento lo sciopero degli operai. In pochi giorni 100.000 lavoratori incrociarono le braccia: fu la prima grande ribellione operaia che si estenderà presto in tutte le fabbriche del Nord Italia. Passati alla storia come gli "scioperi del marzo 1943", segnarono l'inizio del crollo del regime fascista e rappresentarono il primo corale episodio della Resistenza antifascista.

Danneggiata seriamente dai bombardamenti aerei durante la Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica viene ricostruita e ampliata con un progetto di sviluppo che culmina con il raddoppio, ultimato nel 1958.

A partire dal dopoguerra, nella palazzina direzionale si concentrò la progettazione dei prodotti Fiat più avanzati (autovetture, veicoli industriali, motori aeronautici, velivoli, ecc.) e lo stabilimento divenne il luogo del più grande sviluppo industriale di Torino (carico di nuovo benessere, e inevitabilmente anche di grandi tensioni sociali).

Dall'ampliamento agli anni 90[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 venne inaugurato l'ampliamento chiamato "Mirafiori-Sud"[5], dove vennero localizzate ed ampliate le attività dello stampaggio lamiere e delle lavorazioni meccaniche (motori e cambi), mentre nell'area originale (ora chiamata Mirafiori-Nord) rimasero la lastratura, la verniciatura, l'assemblaggio, le finizioni e la pista di prova, oltre a lavorazioni minori.

Nel 1969 in piena espansione economica una grande agitazione dovuta alla scadenza triennale del contratto di lavoro dei metalmeccanici diede vita all'autunno caldo. Le rivendicazioni contrattuali si unirono alle rivendicazioni degli studenti dando vita ad un movimento che scuoterà l'Italia per oltre un decennio. Anni più tardi, Enrico Berlinguer – con un gesto di forte valore emblematico, non solo all'interno del PCI – andrà a parlare dinanzi ai cancelli di Mirafiori, occupata dagli operai: "Quell’«azione di vertice» si concretizza con la crescente separatezza tra i livelli dell’organizzazione: i vertici dirigenti dei politici di professione; un consolidato ceto di amministratori locali; i militanti di base, rappresentanti ultimi di un popolo comunista diffuso tra attività lavorativa, sindacato, impegno nel e per il partito"[6].

Nei primi anni 70 lo stabilimento viene aggiornato per accogliere le linee di produzione di un modello molto importante per la gamma Fiat: la berlina 131 che - per rendere onore allo stabilimento che raggiunse l'apice produttivo e tecnologico in quegli anni - venne battezzata dalla Fiat come 131 Mirafiori e fu il primo modello a reintrodurre una denominazione alfa numerica. La 131 venne prodotta dal 1974 al 1983 in 1.513.800 esemplari.

Gli anni 2000 e 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 febbraio 2008 è stata inaugurata nell'officina 83 la nuova sede Abarth, durante l'inaugurazione della stessa è stata anche presentata la nuova Abarth 500.

Attualmente vengono prodotti solo due modelli: l'Alfa Romeo MiTo e il suv Maserati Levante[7].

Principali modelli costruiti a Mirafiori[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Statera, Torino e la guerra tra i poveri "Ma non saremo mai schiavi", repubblica.it
  2. ^ Maggi M. http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/10/15/news/mirafiori-2015-cosi-il-quartiere-operaio-di-torino-riprende-vita-1.233728
  3. ^ F. Greco, Fiat, ora la partita è Mirafiori, Il Sole24Ore, 4 settembre 2013
  4. ^ Torino 38-45. Fiat Mirafiori, istoreto.it
  5. ^ Scheda Stabilimento di Mirafiori
  6. ^ Milanesi Franco, Autobiografia di partito: il PCI nelle memorie dei suoi ex dirigenti, Historia Magistra: rivista di storia critica : 6, 2, 2011, p. 33 (Milano : Franco Angeli, 2011).
  7. ^ "Mirafiori, al via la produzione del suv Levante di Fiat Chrysler", Torino Today, 1º marzo 2016

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Jalla, S. Musso, Territorio, fabbrica e cultura operaia a Torino 1900-1940, Regione Piemonte, Torino 1981;
  • C. Olmo (a cura di), Mirafiori 1936-1962, Allemandi, Torino 1997;
  • G. Berta, Mirafiori. La fabbrica delle fabbriche, Il Mulino, Bologna 1998;
  • D. Bigazzi, La grande fabbrica. Organizzazione industriale e modello americano alla Fiat dal Lingotto a Mirafiori, Feltrinelli, Milano 2000;
  • V. Bonadé Bottino, Memorie di un borghese del Novecento, Bompiani, Milano 2001;
  • A. Martini, Riccardo Gualino tra storicismo e architettura «moderna»: il caso delle Scuderie di Mirafiori dell'ingegner Vittorio Tornielli, in De Venustate et Firmitate. Scritti per Mario Dalla Costa, Celid, Torino 2002, pp. 532–543

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