Parma

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Parma
comune
Parma – Stemma Parma – Bandiera
Parma – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Federico Pizzarotti (M5S) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°48′00″N 10°20′00″E / 44.8°N 10.333333°E44.8; 10.333333 (Parma)Coordinate: 44°48′00″N 10°20′00″E / 44.8°N 10.333333°E44.8; 10.333333 (Parma)
Altitudine 57 m s.l.m.
Superficie 260,6 km²
Abitanti 190 284[2] (31-12-2014)
Densità 730,18 ab./km²
Frazioni (Vedi sezione)
Comuni confinanti Collecchio, Felino, Fontanellato, Fontevivo, Gattatico (RE), Langhirano, Lesignano de' Bagni, Mezzani, Montechiarugolo, Noceto, Sala Baganza, Sissa Trecasali, Sorbolo, Torrile, Traversetolo, Sant'Ilario d'Enza (RE)
Altre informazioni
Cod. postale da 43121 a 43126
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034027
Cod. catastale G337
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 502 GG[3]
Nome abitanti parmigiani
Patrono Sant'Ilario di Poitiers[1]
Giorno festivo 13 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parma
Parma
Posizione del comune di Parma nell'omonima provincia
Posizione del comune di Parma nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Parma (Pärma in dialetto parmigiano[4]) è una città italiana di 190.284 abitanti[2], capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede universitaria dall'XI secolo[5]. Dal 2002 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1990 dell'Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo) dal 1956 del Magistrato per il Po, diventata poi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO). Dal 1994 vi ha sede un distaccamento del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), che si occupa delle indagini scientifiche riguardanti l'Italia Settentrionale. A Parma sono presenti importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e la Banca Monte Parma.

Nel 2014 è stata inserita dal quotidiano inglese The Telegraph al 4º posto come miglior luogo al mondo in cui risiedere per qualità della vita.[6]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Capoluogo dell'omonima provincia.

« Come capitale le competeva un fiume, a Parma, ma siccome è una piccola capitale le è toccato un torrente, spesso asciutto. »
(Attilio Bertolucci)

Situata nel nord Italia, nella parte occidentale dell'Emilia, tra gli Appennini e la Pianura Padana, la città è divisa in due dal torrente Parma, affluente del Po che, appena prima di entrare nel cuore del centro storico, riceve le acque dell'affluente Baganza. Il torrente Parma è un corso d'acqua a regime mutevole, che alterna le piene tumultuose della stagione invernale alle desolate secche estive.

All'inizio dell'Ottocento lo stesso letto del torrente fu ristretto entro alte mura, il "lungoparma" appunto, che consegnano alla città un profilo continuo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Per mettere in sicurezza il territorio di Parma dai rischi idrogeologici di una piena del torrente Parma, nel 2005 è stato creato un bacino di raccolta, pochi chilometri a sud del centro urbano. L'invaso può arrivare a contenere dodici milioni di metri cubi d'acqua: si tratta del bacino più grande della regione, diventandone effettivamente il terzo lago per estensione. È costituito da una barriera lunga oltre 260 metri e alta 24.[7] Il territorio comunale è interamente pianeggiante e due corsi d'acqua ne delimitano parte dei confini, ad ovest il fiume Taro e ad est il fiume Enza, che marca anche la separazione dalla vicina provincia di Reggio Emilia. Le prime propaggini dell'Appennino Parmense si trovano circa a 15 Kilometri in direzione Sud, al di fuori del territorio comunale, nei comuni limitrofi di Traversetolo, Lesignano de' Bagni, Langhirano, Felino, Sala Baganza e Collecchio.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Parma Aeroporto e Stazione meteorologica di Parma Università.

Il clima di Parma è tipicamente continentale: le estati sono calde e afose con temperature diurne di circa 30 °C (il 6 agosto 2003 è stato stabilito il nuovo record dal 1878 come giornata più calda in assoluto; la temperatura massima è stata di 39,3 °C),[8][9] punteggiate da temporali anche forti sulla bassa pianura. Gli inverni sono rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero (il record fu raggiunto il 10 gennaio 1985 quando la temperatura scese a -25 °C (dato riferito al centro città, mentre nelle campagne circostanti si registrò -33 C*). Nell'inverno 2011 si è registrato -24 C*[8][10][11] frequenti nevicate sull'Appennino. Sul settore pianeggiante cadono mediamente ogni inverno circa 30 cm di neve. In autunno è frequente il fenomeno della nebbia, specie a nord della Via Emilia e verso il fiume Po. Il mese più piovoso è ottobre con una media di 91 mm, il più secco è il mese di luglio con una media di 36 mm (medie mensili riferite al periodo 1961-1990).[12]

In base alla media trentennale 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +1,3 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +24,4 °C. Le precipitazioni medie annue si attestano a 777 mm, con minimi relativi in estate e in inverno, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera. L'eliofania assoluta media annua fa registrare il dato medio di 6,4 ore giornaliere, con massimo di 10,2 ore medie giornaliere in luglio e minimo di 2,6 ore medie giornaliere in dicembre.[13]

PARMA UNIVERSITÀ
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,1 7,5 13,2 18,0 22,8 27,3 30,1 29,3 24,8 17,8 10,3 5,4 5,7 18,0 28,9 17,6 17,6
T. min. mediaC) -1,5 0,4 4,5 8,3 12,5 16,3 18,6 18,2 15,0 10,1 4,8 0,4 -0,2 8,4 17,7 10,0 9,0
Precipitazioni (mm) 57 55 65 76 73 56 37 48 67 96 84 63 175 214 141 247 777
Giorni di pioggia 7 7 8 9 9 7 4 5 6 9 9 8 22 26 16 24 88
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,8 4,1 5,6 7,1 8,3 9,8 10,2 9,3 8,1 5,7 3,1 2,6 3,2 7,0 9,8 5,6 6,4

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Parma.
Le origini del nome

Grazie ad indagini archeologiche riacquista consistenza la tesi, sostenuta anche dal Prof. Pittau (autore di studi relativi a questioni di linguistica, filologia, filosofia del linguaggio), di una derivazione del toponimo dai nomi documentati di tribù etrusche «Parmeal», «Parmni» o «Parmnial» che risiedettero nell'attuale territorio. Da non escludere la possibile derivazione dalla voce latina parma/parmae. Ai tempi della fondazione romana infatti, questo termine si utilizzava per designare lo scudo rotondo utilizzato dall'esercito romano e, forse, richiamava la forma del primo nucleo cittadino. Si osserva comunque che questo termine militare latino a sua volta era probabilmente di origine etrusca, in quanto etrusco era appunto lo scudo metallico rotondo.[15]

« Il nome di Parma, una città dove desideravo più andare da quando avevo letto La Certosa, mi appariva compatto, liscio, color malva e morbido, se mi si parlasse di una casa qualunque di Parma nella quale sarei stato ricevuto, mi si causava il piacere di pensare che abiterei una residenza liscia, compatta, color malva e morbida, che non aveva relazione con le residenze di nessun'altra città d'Italia. »
(Marcel Proust, La strada di Swann)

Per Giuseppe Vallardi, invece, nel suo libro Itinerario d'Italia, una tra le più famose guide italiane dell'Ottocento, il nome della città deriverebbe dell'omonimo fiume che l'attraversa. Nelle pagine descriventi la città si poteva leggere:

« Parma è fabbricata in un suolo fecondo, sul fiume che le dà il nome e la divide in due parti. »
Alessandro Farnese, in un dipinto di Otto Vaenius (ca. 1585). 3º Duca di Parma e figlio di Ottavio (nipote di papa Paolo III), fu considerato uno dei più grandi capitani del suo secolo.

L'età del Bronzo corrisponde all'occupazione da parte dell'uomo della pianura parmense nella quale sono state localizzate numerose terramare.

Per gli storici, e secondo una menzione di Tito Livio, Parma sarebbe stata una città etrusca, malgrado la scarsa influenza che questo popolo esercitava in Emilia occidentale.[16] Successivamente, verso il IV secolo a.C., la regione venne occupata da popolazioni celtiche, ed in particolare dal popolo dei Boi.

Con la progressiva conquista del Nord Italia da parte dei Romani, nel 183 a.C. Parma divenne una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia, dalla quale, a est della città, partiva un cardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del fiume Parma, dando origine alla Strada delle cento miglia che collegava Parma a Luni. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis.

In tempi successivi, la crisi dell'Impero Romano causerà anche a Parma la perdita di una certa stabilità e floridezza economica fino al culmine di una decadenza demografica, che nel 377 obbligò l'Imperatore Graziano a stabilire nella zona una tribù di barbari, i Taifali. Seguirono periodi di alternanza tra benessere e decadenza: ai saccheggi di Attila del 452, si contrappose, dopo il 502, la rinascita ad opera di Teodorico; alle successive conseguenze drammatiche causate dalle guerre gotiche ci fu nuovamente il rifiorire durante il breve periodo bizantino (539-568), che valse a Parma l'appellativo di "Crisopoli" (Città d'oro).

Fu in seguito, con l'arrivo dei Longobardi nel 593, che Parma divenne per la prima volta un centro militare e amministrativo, la capitale di un ducato in cui risiedeva una delle figlie del Re Agilulfo. I Franchi succedettero ai duchi lombardi e nell'879 Carlomanno accordò al vescovo Guibodo il potere temporale sulla città. Ai saccheggi provocati nel IX secolo dalle invasioni dei Magiari, seguì un periodo di pace e crescita demografica. In questa fase Parma continuò ad essere governata da una lunga serie di Conti-Vescovi fino al XII secolo, quando la città divenne un libero comune, amministrato da un Podestà e da un Capitano del Popolo. Nel 1160 Federico Barbarossa sottomise i parmigiani obbligandoli a dichiarare fedeltà all'Impero, ma l'autorità imperiale verrà sconfitta nella battaglia di Legnano del 1174 dalle città riunite nella Lega Lombarda (tra cui Parma). Nel 1183 la Pace di Costanza ristabilì l'autonomia cittadina.

Nella lunga contesa tra guelfi e ghibellini, che dominò la vita politica italiana dal XII al XIV secolo, Parma si schierò dapprima coi ghibellini, favorevoli all'Imperatore, e successivamente con i guelfi, dopo la battaglia di Borghetto del Taro (nei pressi dell'attuale Castelguelfo). Seguì un periodo di dominazione straniera: Parma fu sottoposta al dominio milanese dei Visconti dal 1346 al 1447, salvo un breve intermezzo, tra il 1404 ed il 1409, in cui il potere passa nelle mani di Ottobuono de' Terzi. Ai Visconti, succederanno gli Sforza ma anche le dominazioni francesi.

L'assedio di Parma (1247-1248)
La disfatta degli Svevi
Nel 1247 grazie alla momentanea assenza da Parma di Enzo, figlio dell'Imperatore Federico II di Svevia, i guelfi, vinti i partigiani ghibellini nella battaglia di Borghetto di Noceto, approfittarono per tornare al governo della città. L'Imperatore, furibondo, decise di rinviare l'assedio di Lione dirigendosi su Parma alla testa di un vendicativo esercito e con il chiaro intento di distruggerla in maniera esemplare. A ovest della città, nel giugno del 1247, fece costruire in località Grola (identificata da alcuni con l'attuale frazione di Fognano) una città-accampamento cui diede il nome augurale di Vittoria, composta da case in muratura, una chiesa e una zecca. L'assedio fu durissimo per la popolazione parmigiana e per il contado già allo stremo delle forze. Approfittando dell'assenza dell'Imperatore, impegnato in una battuta di caccia nella valle del Taro, il 18 febbraio del 1248 le truppe parmensi seguite da tutti i cittadini uscirono dalle mura attaccando e distruggendo la città imperiale e le truppe assedianti. L'imperatore Federico II riuscì a stento a rifugiarsi, con pochi seguaci, nella vicina Borgo San Donnino. Tra le macerie nemiche i parmigiani trovarono e si impossessarono di un ambito trofeo, la corona imperiale, simbolo estremo del loro trionfo.

Nel 1521 l'esercito pontificio e spagnolo, dopo un assedio di tre giorni, sconfisse i francesi e la città fu conquistata. Nel 1545 il papa Paolo III (nato Alessandro Farnese), creò il ducato di Parma affidandolo al figlio illegittimo Pier Luigi Farnese e la famiglia farnesiana manterrà il governo ducale fino al 1731, facendo di Parma una piccola capitale italiana, ricca delle opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino.

Ai Farnese succedettero i Borbone con l'Infante di Spagna Carlo I, figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V di Spagna. La dinastia dei Borbone-Parma, che contribuì a rendere Parma un faro culturale in Europa, subì un'interruzione quando Napoleone Bonaparte annetté il ducato alla Francia, trasformandolo in semplice dipartimento (dipartimento del Taro).

Solo con l'abdicazione di Napoleone, avvenuta nel 1814, ed il successivo Congresso di Vienna, venne ristabilito il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, affidato temporaneamente agli Asburgo. Maria Luigia d'Austria, sposa di Napoleone e figlia dell'Imperatore Francesco I, divenne in questo modo la nuova duchessa della città e, malgrado gli episodi rivoluzionari del 1831 e 1847, conserverà il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 1847, senza però il potere di trasmettere il trono ad eredi. Nello stesso anno 1847 i Borbone-Parma tornano a governare il ducato, dapprima con Carlo II (1847-1849), al quale succedette il figlio, Carlo III (1849-1854), pugnalato a morte per strada il 26 marzo 1854 da un attentatore rimasto sconosciuto, e infine con Roberto I di Parma che, essendo troppo giovane per governare, ebbe la reggenza assicurata dalla madre Luisa Maria di Borbone-Francia. Roberto venne deposto nel 1859, ad undici anni, quando, allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, la madre preferì fuggire nel Lombardo-Veneto, in attesa dell'esito della guerra. Con l'Armistizio di Villafranca il Regno di Sardegna annetté il Ducato dopo un plebiscito celebrato nel 1860. Il ramo dei Borbone-Parma prospera tuttora e, dal 1964, i nipoti di Roberto sono Granduchi del Lussemburgo.

Nel 1922 la città di Parma si distinse per aver combattuto le milizie fasciste comandate da Italo Balbo erigendo barricate in numerosi quartieri della città. Il 23 aprile 1945 iniziò la ritirata delle truppe nazi-fasciste da Parma e il 24 aprile un gruppo di cittadini prese provvisoriamente in consegna il quotidiano locale La Gazzetta di Parma,[17] con lo scopo di cederlo al Comitato di Liberazione Nazionale; infine, il 26 aprile, partigiani e truppe alleate fecero il loro ingresso in città. Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale Parma è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Durante l'Assemblea Costituente ci fu il tentativo da parte del Sen. Giuseppe Micheli e alcuni politici di creare la regione Emilia Lunense, avente come capoluogo Parma: la proposta dapprima venne approvata, ma in seguito venne sospesa con l'articolo Mortati.

Parma-Stemma.png

La ex torre civica di Parma in una cartolina dell'800, crollata nel 1606, era il vero simbolo di Parma. Con i suoi 130 metri di altezza era la torre più alta d'Italia

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune è costituito da uno scudo con croce azzurra in campo oro, sormontata da corona ducale e contornata dal motto: Hostis turbetur quia Parmam virgo tuetur che significa "tremino i nemici perché la Vergine protegge Parma". La frase fu coniata in occasione della vittoria dei parmigiani nel 1248 sulle truppe assedianti guidate dall'imperatore Federico II.

« Tutti i Parmigiani e tutti i cavalieri e i popolani armati e addestrati per il combattimento, sortirono da Parma, e le donne uscirono con loro; similmente i bambini e le bambine, gli adolescenti e le ragazze, i vecchi con i giovani (Salmi, 148,12); e con grande impeto scacciarono da Vittoria l'imperatore con tutti i suoi cavalieri e fanti. »
(Salimbene de Adam, Chronica, 1281-1288)

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il Gonfalone del Comune consiste in un drappo con croce azzurra in campo oro recante l'iscrizione: "aurea Parma" che richiama l'antica denominazione che i bizantini avevano coniato per la città: "Crisopoli".

(LA)

« Chrysopolis dudum Graecorum dicitur usu, aurea sub lingua sonat haec urbs esse latina; scilicet urbs Parma, quia Grammatica manet alta, Artes ac septem studiose sunt ibi lectae »

(IT)

« All'uso dei Greci ancora Parma viene chiamata Crisopoli, che in greco significa città d'oro; come a dire che primeggia nella grammatica e che in essa sono coltivate con passione tutte e sette le arti »

(Donizone, Vita della contessa Matilda, 1115)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

È tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare il 9 settembre 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.[18]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera delle secolari tradizioni della vittoria sulle orde di Federico Imperatore, le novelle schiere partigiane rinnovavano l'epopea vincendo per la seconda volta i barbari nipoti, oppressori delle libere contrade d'Italia. L'impari lotta, sostenuta con la stessa fede dei padri e col sangue dei figli migliori, cominciava per merito dei primi volontari della libertà all'alba del 9 settembre 1943 e si concludeva il 25 aprile 1945 con la sollevazione del popolo tutto che, affiancando i settemila e cinquecento fratelli partigiani combattenti, costrinse alla resa e vide la fuga del nemico. L'ombra del glorioso gonfalone ornato dell'aurea gemma del valore riconosciuto dalla Patria grata, aleggia e custodisce la sacra memoria dei seicentonovanta quattro caduti con le armi in pugno per la redenzione dell'Italia, dei quattrocento sepolti sotto le macerie della città straziata dai bombardamenti aerei, che, unitamente ai cinquecentotredici feriti, mutilati e invalidi, ai ventuno dispersi, ed ai centonovanta deportati nelle gelide e mortifere lande dei paesi stranieri, costituirono la parte eletta del popolo che seppe difendere e riconquistare le patrie libertà.»
— 9 settembre 1943 - 25 aprile 1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

In città sono repertoriati 330 beni culturali, tra i quali 34 archeologici e 296 architettonici.[19]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Parma.

Edifici situati nel quartiere Parma Centro (detto anche "Parma Nuova")[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Duomo
Interno del Duomo
Battistero
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Camera di San Paolo
Basilica di Santa Maria della Steccata

Edifici situati nel quartiere Oltretorrente (detto anche "Parma Vecchia")[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Santissima Annunziata
Chiesa di Santa Croce
Interno della cupola di Santa Maria del Quartiere

Edifici situati fuori dal centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Certosa di Paradigna
Certosa di Parma
Pieve di Gaione
  • Abbazia Cistercense di Valserena. Ex abbazia cistercense, la sua imponente mole si eleva nelle campagne della Bassa parmense pochi chilometri a Nord della città, in località Paradigna. Conosciuta anche sotto il nome di "Certosa di Paradigna" e "Abbazia di San Martino dei Bocci", viene comunemente ed erroneamente definita "La Certosa di Parma", in quanto ispirò Stendhal per il suo omonimo romanzo. La sua costruzione iniziò per volere del cardinale parmigiano Gerardo Bianchi nel 1298 e terminò verso il 1385, ampliandosi e modificandosi ulteriormente nel corso dei successivi secoli. La chiesa, la cui facciata fu costruita all'inizio del '700, si sviluppa su una pianta a croce latina; la copertura a crociera delle tre navate si presenta in stile gotico lombardo, arricchita dalle tracce di affreschi cinquecenteschi. Inoltre il presbiterio è decorato da affreschi del Baglione. Fu sconsacrata in seguito alla soppressione napoleonica dei conventi del 1810 ed oggi appartiene all'Università di Parma, che vi ha realizzato il Centro studi e archivio della comunicazione (CSAC), inaugurato definitivamente al pubblico nel maggio del 2015.[39]
  • Certosa di San Girolamo. Grande complesso monastico dei certosini, sorge alle porte della città a Nord-Est, nei pressi di via Mantova. Conosciuta anche sotto il nome di "Certosa di Parma", fu fondata nel 1285 da Rolando Taverna comprendendo già una chiesa, due chiostri e le celle dei monaci all'interno di mura perimetrali esterne; tuttavia, in seguito alla parziale distruzione del complesso, tra il 1673 e il 1722 la chiesa venne ricostruita in forme barocche da Francesco Pescaroli e fu realizzato un nuovo chiostro. I monaci vi abitarono per 483 anni, fino al 1805, quando la Fabbrica Ducale dei Tabacchi di Parma vi si stabilì. Dal 1975 è sede della Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria. Ricco di opere d'arte di artisti quali Francesco Pescaroli, Alessandro Baratta, Gian Battista Natali e Ilario Spolverini, il complesso attuale comprende, oltre alla sede della polizia penitenziaria, la chiesa dedicata a San Girolamo, una sagrestia e un chiostro maggiore (entrambi del XVI secolo), ed infine un chiostro minore (del XV secolo).[40]
  • Pieve di San Pancrazio. Chiesa parrocchiale sorta sull'antico tracciato della Strada Romea, è situata nell'omonima frazione di San Pancrazio Parmense, pochi chilometri ad Ovest della città lungo la via Emilia. L'originaria costruzione, sorta su una preesistente basilica romana, risale al IX secolo, ma subì nei secoli successivi varie modifiche, soprattutto nel XVI e nel XVIII secolo. Considerata in epoca medievale tra le parrocchie cittadine, al suo interno sono conservati vari reperti di scultura di età classica e frammenti di affreschi di età preromanica.[41]
  • Chiesa di San Geminiano. Chiesa parrocchiale sorta sull'antico tracciato della Strada Romea, è situata nella frazione di Vicofertile, pochi chilometri a Sud-Ovest della città. La costruzione originaria, risalente all'XI secolo, subì importanti modifiche nei secoli, fino all'attuale aspetto romanico frutto di restauri terminati nel 1927. Conserva all'interno capitelli figurati risalenti al XII-XIII secolo ed un fonte battesimale medievale ornato con bassorilievi raffiguranti scene religiose legate al pellegrinaggio.[42]
  • Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano. Luogo di culto risalente all'epoca romanica, è situata nella frazione di Gaione, pochi chilometri a Sud della città. L'originaria costruzione, sorta sui resti di una villa romana, risale al IX secolo, ma subì nei secoli successivi alcune modifiche, fino al restauro del 1952 che ripristinò l’assetto medievale parzialmente perduto. Contiene reperti archeologici di rilievo, oltre ad affreschi del XVII e XVIII secolo ed un fonte battesimale databile all'XI secolo.[43]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Fortezze e torri[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso principale della Cittadella
Pianta della Cittadella
  • Cittadella. Imponente fortezza pentagonale, è situata a Sud del centro storico a margine delle soppresse mura storiche della città, nei pressi dello Stradone, al centro dell'elegante omonimo quartiere. Fu costruita alla fine del XVI secolo dagli ingegneri Giovanni Antonio Stirpio de’ Brunelli e Genesio Bresciani con la collaborazione di Smeraldo Smeraldi, per volere del Duca Alessandro Farnese, per scopi difensivi e quale emblema del potere ducale; la sua edificazione offrì anche l'occasione di fornire lavoro a gran parte della popolazione. La sua architettura si ispira fortemente alla cittadella di Anversa. Presenta due ingressi: quello principale, a Nord verso la città, è caratterizzato da una facciata monumentale in marmo di Carrara progettata nel 1596 da Simone Moschino; quello secondario a Sud, detto anche "Porta del Soccorso", è provvisto di cinque baluardi. Subì nei secoli varie modifiche soprattutto all'interno, ove nel secondo dopoguerra furono demolite le caserme. Trasformata in grande parco pubblico, il suo vasto interno è un frequentatissimo spazio verde attrezzato con impianti sportivi e giochi per bambini.[44]
  • Torrione Visconteo. Torre medievale, sorge in via dei Farnese, di fronte al Palazzo della Pilotta sul lato opposto del torrente. Fu costruito da Bernabò Visconti nel XIV secolo per fortificare l'estremità del ponte allora esistente. Oggi si presenta in stato di parziale degrado.[45]

Mura e Porte[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione delle mura di Parma dal I secolo a.C. al XIV secolo
Porta San Francesco
  • Mura. Fortificazioni non più esistenti, circondavano l'intero centro storico cittadino. Le prime mura romane vennero realizzate nel IV secolo, ma l'espansione cittadina richiese nuove fortificazioni alla fine XII secolo sia attorno al primo nucleo romano sia nella nuova zona di "Capo di Ponte" in Oltretorrente. Già nel 1212 fu necessario realizzare una più esterna cinta muraria soprattutto in Oltretorrente, successivamente estesa già alla fine del secolo e soprattutto nel XIV secolo. Divenuta la città nel 1545 capitale del nuovo Ducato, la sua popolazione crebbe notevolmente, ma la cinta muraria si mantenne pressoché immutata nella sua estensione ad eccezione di alcune modifiche puntuali; tuttavia le mura vennero rinforzate nel XVII secolo per le nuove esigenze di difesa. Nei primissimi anni del Novecento fu deciso l'abbattimento dell'intera cinta muraria, conservandone solo alcune tracce parzialmente visibili e due delle cinque Porte.[46]
  • Porta San Francesco. Porta cittadina, è situata nell'Oltretorrente in corrispondenza di piazzale Barbieri, chiamato comunemente "barriera Bixio" in quanto posto al termine di strada Bixio. Usata dai pellegrini che lasciavano la città per recarsi a Roma attraverso la Via Francigena, fu edificata nel 1261 in seguito all'espansione della città verso Sud-Ovest quale uscita verso i grandi feudi della montagna; nel 1562 fu rimaneggiata per volere del Duca Ottavio Farnese. Accanto all'antico edificio ancora oggi esistente, che ospita il circolo ricreativo-culturale Famija Pramzana, nella seconda metà del XIX secolo fu costruita, su progetto dell'architetto Angelo Angelucci, una nuova barriera. Quest'ultima è composta da quattro pilastri con statue allegoriche all'estremità superiore, da statue di leoni alla base, da tre cancellate in ferro e da una scultura raffigurante un'immagine simbolica femminile, opera di Cristoforo Marzaroli.[47]
  • Porta Santa Croce. Porta cittadina in parte non più esistente, è situata nell'Oltretorrente in corrispondenza dell'omonimo piazzale al termine di strada D'Azeglio. Fu originariamente costruita nel XIII secolo accanto alla coeva Chiesa di Santa Croce. Fu abbattuta nei primissimi anni del Novecento assieme alla cinta muraria cittadina; fu tuttavia risparmiato l'elegante edificio adiacente, costruito verso la metà del '500 su progetto di Benedetto Zaccagni, per volere di Papa Paolo III, ed ampliato già pochi anni dopo dai Farnese, con l'aggiunta di un sopralzo e di sei camere decorate.[48]
  • Porta San Barnaba. Porta cittadina non più esistente, era situata in fondo all'odierna strada Garibaldi. Fu costruita al fine di proteggere il lato Nord della città in epoca medievale, nei pressi dell'omonima chiesa non più esistente, i cui resti sono individuabili in via Affò; modificata più volte nel XIII e nel XIV secolo, fu ricostruita da Ranuccio I Farnese con due ponti levatoi. Nel 1830 la costruzione di una nuova barriera su strada Garibaldi, a sua volta abbattuta ad inizio Novecento, ne decretò la completa distruzione.[49]
  • Porta San Michele. Porta cittadina non più esistente, era situata al termine dell'odierna strada della Repubblica (già "strada San Michele"), lungo il tracciato della via Emilia verso Est. Fu costruita in epoca medievale nei pressi dell'omonima chiesa; rifatta in muratura nel 1259, venne modificata già nel secolo successivo e rinforzata da Bernabò Visconti. Ricostruita dai Farnese nel XV secolo, l'antica porta fu sostituita nel 1812 da una nuova barriera, a sua volta abbattuta nei primi anni del Novecento, in asse con la strada. Durante la demolizione, tuttavia, la facciata farnesiana venne staccata e ricomposta nel Cortile della Rocchetta del Palazzo della Pilotta. [50]
  • Porta Nuova. Porta cittadina non più esistente, era situata al termine dell'odierna strada Farini verso Sud. A dispetto del suo nome, era una delle porte più antiche, ma fu così ribattezzata in seguito al rifacimento nel 1261; nel 1363 Bernabò Visconti vi fece erigere un castello, poi demolito nel XVI secolo. Nel 1591 la porta venne ricostruita più a Sud nella zona dell'odierno incrocio tra viale Solferino e viale delle Rimembranze, in concomitanza con la costruzione della Cittadella; fu poi demolita nel 1901 dal Comune, ma lo stemma dei Borbone con la cornucopia dell'abbondanza che ne sormontava la facciata fu salvato e rimontato nel Cortile della Rocchetta del Palazzo della Pilotta.[51]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo della Pilotta visto dal ponte Verdi
Voltoni della Pilotta
Palazzo del Giardino
Palazzetto Eucherio Sanvitale
Ospedale Vecchio
Palazzo del Comune
Palazzo del Governatore
Palazzo Episcopale
Palazzo di Riserva visto dagli archi della Pilotta
Palazzo Rangoni Farnese
Palazzo Pallavicino
Casinetto Petitot

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa Malenchini
Parco di Villa Malenchini
  • Villa Levi-Tedeschi. Imponente villa nobiliare, è situata lungo la Via Emilia nei pressi della frazione di San Pancrazio Parmense, pochi chilometri ad Ovest della città. Fu costruita in stile neoclassico tra il 1822 e il 1825 su progetto dell'architetto Paolo Gazola, per i banchieri Laurent della Duchessa Maria Luigia. Caratterizzata da un importante pronao e da un'alta torretta, presenta anche raffinati interni. All'esterno è circondata da un elegante parco. Nel 1960 fu set de La ragazza con la valigia con Claudia Cardinale.[85]
  • Villa Paganini. Importante villa nobiliare, è situata nella frazione di Gaione, pochi chilometri a Sud della città. Fu costruita in stile neoclassico tra il 1820 e il 1825 dal Conte Giuseppe Castellinard unitamente al grande parco circostante, ma venne venduta nel 1833 al violinista Niccolò Paganini, che vi amava trascorrere i periodi di riposo tra una tournée e l’altra. Ereditata dal figlio Achille che la possedette per oltre 50 anni mantenendola intatta, la villa venne poi acquistata dal Conte Ernesto Lombardo, che nel 1921 la donò all'Istituto San Giovanni Battista.[86]
  • Villa Malenchini. Importante villa nobiliare, è situata nella frazione di Carignano, pochi chilometri a Sud della città. Fu costruita nella seconda metà del Cinquecento dai marchesi Lampugnani, ma fu modificata XVII secolo con l'aggiunta dei corpi laterali della villa, della struttura rococò del portale d'ingresso e del balcone sovrastante. Le sale interne furono affrescate dal pittore rinascimentale Cesare Baglioni. All'esterno un viale rettilineo di 1,5 km fiancheggiato da siepi tagliate alternativamente a emisferi e a cubi conduce alla villa, circondata da un ottocentesco parco romantico di 15 ettari, ricco di piante secolari che nascondono una cappella gentilizia, una sorgente in finta pietra, un ninfeo neobarocco ed un lago a serpentina.[87]
  • Villino Bonazzi. Pregevole villino urbano, è situato all'angolo tra viale Rustici e viale Magenta, nella zona più elegante del quartiere Cittadella. Fu costruito nel 1911 dall'architetto parmigiano Mario Stocchi Monti per la famiglia Bonazzi; spesso erroneamente conosciuto come "Villino Pernigotti", è considerato tra i più tipici del Liberty italiano,[88] per la ricerca di scenografici effetti d'immagine e per il gusto del dettaglio architettonico e decorativo; molto significativo a tal proposito è il portico d'ingresso sagomato ad angolo, all'innesto tra la torretta, il vano scala e il restante corpo di fabbrica a pianta quadrangolare.[89]
  • Villa Picedi. Elegante villa nobiliare, è situata in piena città al capo orientale del Ponte Dattaro, al termine di viale Rustici. Fu costruita nella prima metà del Seicento come Casino e oratorio della nobile famiglia Fioruzzi; alla fine del XVIII secolo venne ceduta ai Conti Picedi, che aggiunsero alla villa gli altri due edifici che formano l'attuale complesso, di carattere neoclassico; alla fine del XIX secolo ospitò spesso il vescovo di Parma Francesco Magani, motivo per cui è conosciuta come "Villa del Vescovo". Gli esterni, attualmente in stato di degrado, sono caratterizzati dal rivestimento in bugnato al piano terra e da una rigorosa simmetria delle aperture delle finestre con ampie fasce marcapiano e tipiche cornici timpanate con capitelli. Gli interni sono riccamente affrescati.[90]
  • Villa Petitot. Antica villa nobiliare, è situata nella frazione di Marore, pochissimi chilometri a Sud della città. Fu costruita in stile neoclassico nella seconda metà del Settecento da Ennemond Alexandre Petitot, che la elesse a propria residenza. Al suo interno conserva nella soffitta quasi miracolosamente intatto un teatrino interamente affrescato; il piccolo locale è caratterizzato da un palcoscenico incorniciato da due pilastri e da uno scenario tripartito da quattro colonne doriche di legno dipinte a finto marmo, che lateralmente inquadrano due monocromi con le statue di Apollo e Minerva, dipinti su ante che aprono lo sguardo su un paesaggio con veduta di città.[91]
  • Villa Simonetta. Importante villa nobiliare, è situata nella frazione di Porporano, pochi chilometri a Sud della città. Fu costruita in stile neoclassico nella seconda metà del Settecento dai conti Simonetta. Caratterizzata da due facciate timpanate uguali e contrapposte con portico e loggiato sovrapposto, presenta anche sfarzosi interni su tre livelli completamente affrescati. All'esterno è circondata da un curato parco con giardino alla francese.[92]

Teatri storici[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Regio
Interno del Teatro Regio
Teatro Farnese
Ingresso del Teatro Farnese
« Il gran Teatro ("Teatro Farnese"), disegno del Magnani, è il più bello e il più grande d'Italia. Ha 300 piedi di lunghezza e contiene comodamente 9.000 spettatori. Siccome è benissimo immaginato, non ha il difetto di quelli d'altri Architetti, nei quali una parte degli spettatori non vede: questo è disposto in modo che tutti godono lo spettacolo, e dal fondo del Teatro all'estremità opposta si sente anche un uomo che parli sottovoce; e alzandosi la voce non v'è eco, né confusione »
(Dalla guida Itinerario d'Italia, di Giuseppe Vallandri - 1815)

Altri teatri[modifica | modifica wikitesto]

Auditorium Niccolò Paganini
Teatro al Parco
  • Auditorium Niccolò Paganini. Luogo costruito per ospitare concerti, eventi e spettacoli di contenuto musicale, è situato fuori dal centro storico cittadino, all'interno del Parco Eridania con ingresso su via Toscana. Fu progettato dall'architetto Renzo Piano ed inaugurato nel 2001, recuperando le precedenti strutture industriali dello zuccherificio Eridania, nel rispetto della morfologia dell'edificio esistente. Costituito da una grande sala dalla capienza di 780 persone, ogni anno ospita la stagione concertistica del Teatro Regio; è inoltre parte integrante del Centro congressi del Comune di Parma, che comprende complessivamente 6 sale polifunzionali, con una capacità totale di 1.600 posti.[97]
  • Teatro Due. Teatro di proprietà pubblica, è situato sul Lungoparma. Fu costruito nel 1902 con la funzione di Bagno pubblico, ma subì una completa trasformazione e numerosi cambi di destinazione nei decenni successivi, finché dal 1970 venne occupato dalla "Compagnia del collettivo", trasformata in seguito nella compagnia del Teatro Stabile di Parma. Nel 2011 fu recuperato il retro della struttura con la realizzazione di un anfiteatro all'aperto da 780 posti.[98] Il Teatro Due viene considerato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale ed internazionale.[99]
  • Palacassa. Enorme auditorium, è situato all'interno dell'area fieristica della città. Fu costruito nel 2001 su progetto dell'architetto Carlo Quintelli. Capace di ospitare sino a 4.000 posti a sedere e 6.000 in piedi, nelle sue 8 sale ospita convegni, seminari e grandi eventi di spettacolo e cultura.[100]
  • Teatro al Parco. Teatro pubblico, è situato all'interno del Parco Ducale. Fu costruito negli anni trenta del secolo scorso per ospitare esposizioni fieristiche e nel 1987 divenne la sede della "Compagnia delle Briciole". Ristrutturato nei primi anni del 2000, comprende una sala da 400 posti a sedere ed una da 150.[101] È stato il primo teatro in Italia quale Centro Stabile di Produzione, Programmazione e Ricerca Teatro Ragazzi e Giovani, poi diventato Teatro Stabile di Innovazione, gestito dal 2007 da Solares Fondazione delle Arti.[102]
  • Teatro Cinghio. Piccolo teatro, è situato in largo 8 Marzo, nel quartiere Montanara. Fu fondato nel 1985 all'interno del fienile di un’antica corte rurale, con una capienza di 120 posti al chiuso e 150 nell'arena estiva. Gestito come il Teatro al Parco da Solares Fondazione delle Arti, ospita un'importante rassegna annuale di musica da camera.[103]
  • Nuovo Teatro Pezzani. Teatro del quartiere Oltretorrente, è situato in borgo San Domenico, laterale di Strada Bixio. Fu costruito negli anni cinquanta del secolo scorso e ristrutturato nel 1991. Può ospitare fino a 493 spettatori ed è la sede del centro di produzione teatrale "Compagnia dei Borghi".[104]
  • Teatro del Tempo. Piccolo teatro del quartiere Oltretorrente, è situato in borgo Cocconi, laterale di strada D'Azeglio. Fu fondato nel 1992. Può ospitare fino a 99 spettatori e, nonostante le modeste dimensioni, offre una ricca stagione che si prefigge di valorizzare giovani talenti nel campo della prosa e della musica.[105]
  • Teatro Giovannino Guareschi. Edificio teatrale in attesa di apertura, è situato accanto al parco Pellegrini, tra viale Tanara e viale Mentana. Il suo cantiere, avviato nel 2008 ed in buono stato di avanzamento, è fermo da anni in attesa di ulteriori finanziamenti.[106] Il progetto prevede un teatro con 600 posti a sedere ed un'arena estiva da 300 posti. Proporrà stagioni di teatro popolare parmigiano interamente in lingua dialettale.[107]
  • Associazione culturale Campagna & Città. Associazione culturale, ha sede in strada XX Settembre, laterale di strada Garibaldi. Rappresenta dal 2015 l'evoluzione del soppresso Theatro del Vicolo, riproponendosi di offrire l'opportunità di avvicinarsi allo studio e alla pratica dell'arte teatrale, della poesia, del canto e della musica strumentale.[108]
  • Europa Teatri. Associazione culturale, ha sede in via Oradour, laterale di via Sidoli, nel quartiere Lubiana. Si ripropone di offrire la divulgazione del sapere teatrale attraverso ricerca, prosa, cabaret e rassegne di danza.[109]
  • Teatro del Cerchio. Teatro recente, è situato all'interno della scuola Anna Frank in via Pini, laterale di via Emilia Ovest. Costruito negli anni novanta del secolo scorso e successivamente ristrutturato, le sue gradinate ad arena possono accogliere 200 spettatori. Si ripropone di offrire spettacoli ma anche di costituire una piccola scuola di teatro.[110]
  • Auditorium Toscanini. Sala civica del Comune di Parma, è situato all'interno dell'omonima scuola, in via Cuneo, nel quartiere San Leonardo. Capace di contenere fino a 210 persone, offre spettacoli di vario genere.[111]
  • Teatro Lenz. Teatro sede dell'associazione culturale "Lenz Fondazione", ha sede in via Pasubio, nel quartiere San Leonardo. Fu costruito negli anni trenta del secolo scorso quale edificio industriale e ristrutturato nel 1989 e nuovamente nel 2001. Le sue due sale rappresentano un luogo di produzione culturale, di sperimentazione e formazione teatrale.[112]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Ara centrale del Monumento a Giuseppe Verdi
L'ex Monumento a Giuseppe Verdi nel 1920
Monumento al partigiano
Monumento alla Vittoria
Tempietto d'Arcadia
Fontana del Trianon
Monumento a Filippo Corridoni
Arco di San Lazzaro

Monumenti scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti scomparsi di Parma.

Al pari di molte altre realtà, anche Parma nel corso dei secoli ha irrimediabilmente perduto numerosi monumenti per svariate ragioni.

Aree naturali e vivibilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parchi e giardini di Parma.
Parco Ducale
Vista aerea della Cittadella
Orto Botanico
Lungoparma

Sul territorio comunale sono presenti numerosi parchi, giardini ed aree verdi, alcuni di notevole pregio storico e architettonico, come il Parco Ducale, la Cittadella, l'Orto botanico ed i Giardini di San Paolo. La città è inoltre attraversata da Sud a Nord dal torrente Parma, in cui da Ovest si immette il torrente Baganza immediatamente a Sud del centro storico; i due alvei rappresentano un'importante arteria ecologica per la città.

La percentuale di verde urbano sulla superficie comunale nel 2007 risultava pari all'1,8% (ossia circa 4,68 km²), mentre ammontava a 26,6 m² il verde urbano per ogni abitante.[134] Secondo il rapporto Ecosistema Urbano 2014, nel 2013 il verde fruibile pro-capite nell'area urbana risultava pari a 30,8 m² per abitante, mentre la percentuale della superficie delle differenti aree verdi sul totale della superficie comunale ammontava al 3,9%.[135] Nel 2014 il "patrimonio verde" della città era costituito da 3.200.000 m² di aree verdi fruibili dalla cittadinanza e 40.000 risultavano gli alberi presenti, dotati di caratteristiche diverse in rapporto alla specie ed anche all'età, con percentuale di alberi danneggiati rispetto alla totalità del patrimonio arboreo in carico al Comune molto ridotta ed in particolare molto inferiore all'1%.[136] Le aree verdi attrezzate nel 2014 ammontavano complessivamente a 146, suddivise disomogeneamente fra i vari quartieri.[137] A Parma nel 2014 erano presenti in totale 34 aree per cani inserite all'interno di parchi di quartiere o nelle vicinanze di aree giochi per i bimbi, a fronte di 16.000 animali iscritti all'anagrafe apposita.[138] Per quanto riguarda la gestione delle aree verdi pubbliche, il Comune ed Iren di concerto hanno avviato negli ultimi anni il progetto "Kyoto Forest", che si occupa contemporaneamente di conservare il patrimonio arboreo esistente e di aumentarlo in maniera sensibile; sono di conseguenza previsti piantumazioni ed abbattimenti delle piante che hanno terminato il proprio ciclo vitale, contestualmente alla sostituzione di ogni pianta abbattuta.[139]

Per quanto riguarda la vivibilità urbana, la qualità dell'aria in città non è buona: le polveri sottili (PM10), benché, complice il maltempo, negli ultimi anni siano leggermente diminuite, superano ancora nettamente i valori permessi;[140] inoltre, il 2014 ha visto ancora la città primeggiare in Regione con 70 sforamenti dei livelli di PM10, il doppio del consentito.[141] Al contrario, la raccolta differenziata, che attualmente avviene attraverso il contestato[142] sistema porta a porta serale[143], raggiunge valori di ottima qualità, avendo superato il 70% alla fine del 2014.[144] A Parma, ove la percentuale degli spostamenti in bicicletta è elevata, la rete ciclabile si è notevolmente estesa negli ultimi anni, raggiungendo nel 2012 valori di 46,93 km ogni 100 km² di superficie comunale, con un incremento del 40,3% rispetto al 2008; allo stesso tempo, la città detiene il primato in Regione sull'estensione delle aree pedonali, che nel 2012 avevano raggiunto valori di 81,84 m² ogni 100 abitanti, con un incremento del 23,8% rispetto al 2008.[145] In particolare, alla fine del 2014 l'estensione della rete ciclabile era pari a 123 km, mentre le aree pedonali occupavano l'8% del centro storico e le zone a traffico limitato ne costituivano il 39%, con la previsione di una loro ulteriore estensione a breve; nello stesso tempo, le zone 30 erano pari al 20% dell'intera area comunale.[146] La Classifica delle città italiane per qualità ambientale del 2013, redatta a seguito di un'indagine di Ambiente Italia (Istituto di ricerca), Il Sole 24 Ore e Legambiente considerando ben 125 indicatori, posiziona Parma al terzo posto fra le città di medie dimensioni, anticipata solo da Trento e Bolzano.[147]

Tuttavia, i gravi problemi di inquinamento già evidenziati, riscontrabili anche in numerose altre città della Pianura Padana, obbligano ancora ad un crescente investimento nei confronti dell'ambiente. Tra i provvedimenti adottati, al fine di scoraggiare gli spostamenti in auto, negli ultimi anni sono state diffuse in città numerose postazioni del bike sharing in tutti i principali punti di interscambio, contemporaneamente all'incentivazione dell'uso del car sharing, delle auto elettriche (con le prime colonnine di ricarica installate nel 2014) e dei mezzi pubblici, che, con 17 linee urbane (di cui 4 filoviarie) oltre alle 2 notturne ed al servizio a chiamata "Prontobus", coprono 237 km di percorsi urbani[146] e servono gli 8 parcheggi scambiatori cittadini (con complessivi 2.534 posti auto).[148] Inoltre, in considerazione del fatto che il 55% del totale dell'inquinamento veicolare è causato dal trasporto merci e che il 40% delle merci viene trasportato in centro, Parma è stata la prima città in Europa a dotarsi di una rete di distribuzione delle merci "ecosostenibile", attraverso l'istituzione dell'obbligo che le consegne ad esercizi commerciali, bar e alberghi del centro storico avvengano solo con mezzi alimentati a metano oppure con mezzi accreditati con una speciale certificazione ambientale.[149] Infine, come in molte altre città, dal 2013 periodicamente sono imposte limitazioni al traffico veicolare nei mesi autunnali ed invernali, in cui le condizioni meteorologiche sono sfavorevoli alla dispersione delle polveri sottili, prevedendo in particolare il blocco del traffico ai veicoli più inquinanti tutti i giovedì all'interno dei viali di circonvallazione ed alcune domeniche all'interno dell'anello delle tangenziali.[150]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Parma è terza in Italia (analisi Censis 2010) per aumento della popolazione residente, grazie alla tenuta del tasso di natalità, alla diminuzione di quello della mortalità e all'aumento del tasso migratorio, con un ringiovanimento dell'età media e un'alta percentuale di residenti stranieri.[151] Sulla base della procedura DMA (Dynamic Metropolitan Areas), che consiste nel partire dai centri con oltre 50.000 abitanti e nell'aggregarvi i comuni contigui che abbiano almeno un tasso del 15% di pendolarismo per lavoro o studio verso di loro, l'area metropolitana di Parma viene considerata DMAs di livello B con una popolazione complessiva di 444.395 abitanti (dati dic. 2008, il dato sui flussi pendolari è desunto dal Censimento 2001 dell'Istat).

Evoluzione al XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Dalle prime 2.000 famiglie della colonia romana del 183 a.C., la valenza strategica territoriale della città le permise anche dopo il 774 di essere prescelta quale zona d'insediamento da molti immigrati al seguito di Carlo Magno.[152] Nel 1400 si giunse a circa 12 000 cittadini e nel 1545 Parma era considerata una città di medie dimensioni con 19.592 abitanti censiti.[153] Una grave carestia sopraggiunta nel 1551 ne ridusse il numero a 17 000, ma poco più di vent'anni più tardi, nel 1573, grazie al ruolo affermato di capitale di un ducato, il numero degli abitanti raggiunse i 26 000 e nel 1630, grazie alle "grandi opere" edilizie che attiravano manovalanza, toccò i 46 000, per poi ridursi a 30 000 dopo la terribile epidemia di peste dello stesso anno. Durante il governo di Maria Luigia, (durato dal 1814 al 1847), il numero degli abitanti passò a 45 000, e nel 1861, anno della proclamazione del Regno d'Italia, a Parma vivevano 47.428 abitanti, costituenti il 18,5% dei cittadini della provincia, che posizionavano la città alla ventesima posizione nel Paese.[154]

Dieci anni dopo il capoluogo perse quasi 2.000 abitanti attestandosi a quota 45.511, un'involuzione in controtendenza rispetto alle altre città italiane. Il declino demografico proseguì anche negli anni successivi, attestando la popolazione nel 1881 a 45.217 abitanti e posizionando la città come ventiseiesimo capoluogo italiano.[155] Il declino demografico fu l'effetto della chiusura dello Stato e della corte ducale, che provocò la perdita di molte attività economiche causando un conseguente decadimento sociale ed economico.

« [...] il pubblico ricorre col pensiero a quei tempi in cui abbondavano gli uffici e la Corte spendeva, tempi che si ricordano da molti non senza qualche compiacenza, poiché del passato si sogliono ripetere le cose liete piuttosto che le tristi e dolorose [...]. La città di Parma, come altre volte si è osservato, è forse quella fra tutte le italiane, che nel nuovo ordine di cose, per esser spoglia di propri spedienti e di forze locali, ebbe più a soffrire ne' materiali interessi. Il visibile e continuo deperimento rattrista e commuove questa popolazione [...] »
(Lettera di doglianza indirizzata al Ministero degli Interni scritta nel 1865 dal prefetto di Parma avv. Carlo Verga)

Nel 1901 il Comune di Parma era costituito quasi interamente da territorio urbano con una popolazione di 47.000 abitanti, mentre il successivo censimento, avvenuto attorno al 1911, evidenziava una prima ripresa demografica dalla fine del periodo ducale, contando circa 57.000 abitanti.

Residenti dal 2000 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Con gli inizi del nuovo millennio, grazie ai flussi migratori, il numero di residenti nel territorio comunale è cresciuto costantemente fino alla fine del 2012, mentre è calato nel corso del 2013 per poi tornare nuovamente a crescere nel 2014.[156] Ad esempio, tra gli inizi del 2005 ed il 2006, la popolazione della città è passata da 174.471 a 175.789 unità, con un incremento complessivo di 1.318 individui (558 maschi e 760 femmine)[157], aumento complessivo reso possibile da un saldo migratorio (differenza tra immigrati ed emigrati) pari a 1.634 unità, a compensazione di un saldo naturale negativo di -316 unità.[158] Un ulteriore incremento di 1.280 abitanti, pari allo 0,7%, si è verificato nel biennio successivo portando la popolazione residente nel capoluogo a 177.069 abitanti, con una presenza di residenti stranieri pari al 9,1%. Confrontando il decennio 1997-2007 la popolazione del capoluogo è aumentata del 6,1%, corrispondente a 10.189 unità. Un ulteriore aumento dello 0,9% si è verificato nel 2007 rispetto all'anno precedente, portando il 1º gennaio 2008 il numero totale dei residenti a 178.718, mentre alla fine dello stesso anno la popolazione ha raggiunto le 182.389 unità (+ 3.671 abitanti), un livello record mai toccato nella lunga storia del capoluogo.[157]. Secondo le analisi dell'ufficio statistica comunale, dopo il picco di 190.522 unità raggiunto alla fine del 2012 ed il calo registrato nel corso del 2013, la popolazione residente nel comune di Parma è cresciuta nel 2014, raggiungendo a fine anno le 189.996 unità (delle quali 90.201 maschi e 99.795 femmine).[156]

Abitanti censiti[159]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le analisi dell'ufficio statistica comunale, a fine 2014 gli stranieri regolari residenti in città risultavano 29.065 (dei quali 13.356 maschi e 15.709 femmine), tornando a crescere dopo il calo subito nel corso del 2013. Il peso sul totale della popolazione si attestava al 15,3% a livello comunale,[156] distribuito in vario modo nei diversi quartieri, che alla fine del 2013 registravano rispettivamente valori del 24,4% (Oltretorrente), 22,2% (Pablo), 20,1% (Parma Centro), 19,3% (San Leonardo), 13,9% (Molinetto, San Pancrazio e Montanara), 13,5% (San Lazzaro), 11,7% (Cortile San Martino), 11,6% (Lubiana), 11,3% (Cittadella), 10,9% (Golese) e 9,0% (Vigatto).[160] Per quanto riguarda l'età, a fine 2014 le fasce comprese tra i 25 ed i 39 anni di età risultavano le più ampie, seguite immediatamente dalla classe 0-4 anni, che spiccava rispetto alle classi immediatamente successive, testimoniando l'incremento delle nascite verificatosi negli ultimi anni. Per quanto riguarda la composizione familiare, il 42,2% delle famiglie straniere risultava composto da una persona, il 18,4% da due, il 16,1% da tre, il 13,5% da quattro, il 6,1% da cinque ed il restante 3,8% da sei o più.[156]

Dei 29.065 immigrati regolari viventi a Parma a fine 2014, circa la metà di essi proveniva da paesi europei, seguita da nordafricani:[156]

  1. Moldavia, 5.005
  2. Romania, 3.152
  3. Filippine, 2.809
  4. Albania, 2.701
  5. Nigeria, 1.368
  6. Marocco, 1.220
  7. Ucraina, 1.219
  8. Ghana, 1.118
  9. Tunisia, 1.061

Religione cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose le famiglie religiose sorte a Parma e tuttora fiorenti: le Suore Orsoline Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, fondate nel 1575 e riformate da Maria Lucrezia Zileri dal Verme nel XIX secolo; le Maestre Luigine, sorte verso il 1755 ad opera di Rosa Orzi ed unite alle Suore Domenicane della Beata Imelda; le Ancelle dell'Immacolata, fondate da Anna Maria Adorni per l'assistenza alle donne traviate e alle ragazze pericolanti; le Piccole Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fondate nel 1865 da Agostino Chieppi; la Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, fondata nel 1895 da Guido Maria Conforti, di cui esiste il ramo femminile delle suore della Società Missionaria di Maria, fondata da Celestina Bottego e Giacomo Spagnolo.

I monaci benedettini dell'abbazia di San Giovanni sono presenti in città dal 983 e il loro monastero fu riformato nel 1852 dai sublacensi. A Parma sorgono anche i monasteri claustrali delle Carmelitane Scalze (presso Santa Maria Bianca), fondato nel 1635 a istanza di Margherita Aldobrandini con religiose provenienti da Cremona, e delle Clarisse Cappuccine (presso Santa Maria degli Angeli), fondato nel 1682 per volere di Ranuccio II Farnese con alcune monache provenienti da Guastalla.

I frati minori vennero introdotti a Parma nel 1220 da san Francesco d'Assisi e in seguito si divisero nei rami degli osservanti, presso la chiesa della Santissima Annunziata, e dei conventuali, presso San Francesco del Prato (poi ridotti all'oratorio dell'Immacolata Concezione).

I Carmelitani Scalzi, già presenti dal 1623, tornarono definitivamente a Parma nel 1881 e officiano la chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù; i Salesiani giunsero presso la chiesa di San Benedetto nel 1889 e vi fondarono un collegio maschile, al quale si aggiunse poi quello femminile delle Figlie di Maria Ausiliatrice; i Fratelli delle Scuole Cristiane aprirono la loro prima sede a Parma nel 1836; gli Stimmatini giunsero in città nel 1876 e dal 1969 hanno la cura della parrocchia delle Sacre Stimmate; i Preti del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram hanno la cura della parrocchia di Sant'Andrea, fondata nel 1977.

A Parma sono presenti anche: le Figlie della Croce, Suore di Sant'Andrea, introdotte nel 1851 da Luisa Maria di Borbone-Francia; le Suore Ancelle del Santuario, nate a Piacenza e attive presso la casa di cura "Città di Parma"; le Suore della Divina Provvidenza per l'Infanzia Abbandonata, provenienti da Piacenza, giunte nel 1924 per il servizio nell'ospizio di San Giuseppe; le Suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, dedite all'assistenza ospedaliera.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Enti e organismi pubblici a Parma.

Nel corso degli anni a Parma si sono insediati numerosi organismi di ricerca e controllo in particolare legati al settore agro-alimentare e scientifico. Già sede dell'Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) (ex Magistrato per il Po) e dell'Autorità di bacino del fiume Po, nel dicembre del 2003 Parma è divenuta sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), una delle più importanti agenzie di controllo dell'Unione europea.

La posizione geografica e la presenza di una prestigiosa università hanno inoltre consentito lo sviluppo di altre importanti strutture pubbliche, punti di riferimento per aree geografiche che oltrepassano i confini provinciali, come l'Ospedale di Parma, che nel corso degli anni è divenuto uno dei principali poli ospedalieri della regione Emilia-Romagna, il Consorzio italiano per la sicurezza e la ricerca sulla qualità degli alimenti, il Consorzio Interuniversitario di Tecnologie Farmaceutiche Innovative (TEFARCO), la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) o i laboratori di ricerca, innovazione e consulenza legati all'industria alimentare SIQUAL e TECAL. Grazie all'indotto economico dovuto alla stretta collaborazione tra questi organismi e l'industria locale, a Parma si sta sviluppando parallelamente un importante settore legato alla congressistica e al turismo d'affari con conseguenti ripercussioni sull'economia locale, sul tenore di vita rappresentato dalla presenza in città di numerosi scientifici e funzionari e sullo sviluppo di alcune infrastrutture quali l'aeroporto, la rete viaria, l'industria alberghiera.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Le aristocratiche tradizioni ed una certa raffinatezza della vita sociale caratterizzano l'anima cittadina che si evidenzia in particolare con la passione dei parmigiani nei confronti della musica e dell'Opera, da secoli molto seguite ed apprezzate da vari strati della popolazione.

Henri Beyle detto Stendhal, autore del romanzo La Certosa di Parma

Il primo letterato nativo di Parma di cui si abbia notizia fu Gaio Cassio Parmense (I secolo a.C.), appartenente ad una delle famiglie romane fondatrici della città e autore di tragedie ed elegie, ma la storia parmense si è col tempo arricchita del contributo intellettuale di numerosi artisti, poeti e pittori che ne hanno determinato l'intenso fervore nei confronti di multiformi interessi culturali, confermato dalla presenza in città di numerosi teatri, musei, manifestazioni e rassegne internazionali nel campo dell'arte e degli scambi commerciali. Benedetto Antelami, il Parmigianino, il Correggio, Ireneo Affò, Giovanni Battista Bodoni, i Fratelli Amoretti, Ferdinando Paër, Macedonio Melloni, Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Ennemond Alexandre Petitot, Étienne Bonnot, abate di Condillac, Attilio Bertolucci, sono solo alcune delle personalità legate a Parma che hanno lasciato un'impronta importante nelle tradizioni artistiche e culturali cittadine.

Parma fu magnificata da Stendhal (al secolo Henri Beyle) che la visitò per la prima volta nel 1814 e la sognò nelle pagine della sua "Chartreuse" (La Certosa di Parma); successivamente fu desiderata da Marcel Proust nel suo Du côté de chez Swann (La strada di Swann).

Nel XVIII secolo lo sviluppo dell'arte e delle istituzioni cittadine contribuirono a definire Parma "l'Atene d'Italia" mentre oggi, grazie al nuovo ruolo attribuitole all'interno dell'Unione europea con l'assegnazione di un'importante agenzia comunitaria, la città sta preparando e progettando il proprio futuro in funzione di questa investitura destinata a produrre un processo di internazionalizzazione e crescita sociale e culturale, riaffermando l'antica tradizione di piccola capitale.

« Parma acquisirà un respiro internazionale. E dovrà prepararsi a parlare il francese e l'inglese tanto quanto l'italiano. »
(Giorgio Calabrese, docente universitario, unico membro italiano del Consiglio di amministrazione dell'European Food Security Agency, 14 dicembre 2003)
« Sono altresì affascinato dalle molteplici influenze storiche che hanno forgiato la Parma moderna, quella del dinamismo industriale ed agroalimentare, delle università di punta, dell'arte del saper vivere. Parma è proprio un bel campione d'Europa – varia e aperta al mondo. »
(José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione Europea. 11 gennaio 2008 in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico del Collegio Europeo di Parma)

Biblioteche pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Palatina, piazza della Pilotta n.3
  • Biblioteca Civica, vicolo Santa Maria n.5
  • Biblioteca Bizzozzero, vicolo Santa Maria n.5
  • Emeroteca Comunale, vicolo Santa Maria n.5
  • Biblioteca Balestrazzi, vicolo Santa Maria n.5
  • Biblioteca Guanda, vicolo dell'Asse n.5
  • Biblioteca Alice, via Ildebrando Bocchi n.33
  • Biblioteca Cesare Pavese, via Newton n.16/A
  • Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi, vicolo dell'Asse n.5
  • Biblioteca Germinal, c/o Centro studi movimenti, via Testi n.4

Scuole superiori[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede a Parma numerosi licei: il Liceo Ginnasio Statale "Giovanni Domenico Romagnosi", fondato nel 1860 con il nome di "Regio Liceo", tre Licei Scientifici Statali (il "Guglielmo Marconi", fondato nel 1923, il "Giacomo Ulivi", istituito nel 1972, e l'"Attilio Bertolucci", nato nel 2008), il Convitto "Maria Luigia", sede di scuole superiori parificate (liceo scientifico, liceo classico e liceo classico europeo), il Centro Salesiano "San Benedetto", cui è connesso un liceo scientifico parificato, il Liceo delle Scienze Umane "Albertina Sanvitale", il Liceo Paritario delle Scienze Umane "P.G.E Porta", lo storico Liceo Artistico "Paolo Toschi" ed il Liceo Musicale "Arrigo Boito".[161]

Sono presenti anche vari istituti tecnici: l'Istituto Tecnico Economico "Giambattista Bodoni", l'Istituto Tecnico Commerciale "Macedonio Melloni", l'Istituto Tecnico per Geometri "Camillo Rondani", l'Istituto Tecnico Industriale "Leonardo Da Vinci", l'Istituto Tecnico Agrario "Fabio Bocchialini", l'Istituto Professionale del Settore Industria e Artigianato "Primo Levi" e l'Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore "Pietro Giordani".[161]

Ha infine sede in città la "Scuola per l'Europa", che dispensa un insegnamento multilingue.

Università[modifica | modifica wikitesto]

Logo dell'Università degli Studi di Parma

La città è sede dell'Università degli Studi di Parma, fondata nell'XI secolo, da alcuni anni annoverata fra i 500 migliori istituti al mondo dalla Classifica accademica delle università mondiali (ARWU), che nel 2014 posizionava inoltre il Dipartimento di Matematica e Informatica fra i migliori 150 Dipartimenti di Matematica al mondo.[162]

Il Collegio Europeo di Parma, fondato nel 2003, è un istituto di formazione superiore universitaria, analogo a quello di Bruges in Belgio, che propone un diploma avanzato in studi europei, finalizzato alla formazione di laureati sul processo d'integrazione europea.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei di Parma.

Il sistema museale parmense comprende differenti tipologie, molte delle quali incentrate sulla storia, l'arte, le tradizioni culturali ed enogastronomiche del territorio. Spesso le strutture ospitanti sono situate all'interno di prestigiosi palazzi ed importanti edifici cittadini, tra cui il Palazzo della Pilotta, il Palazzo di Riserva, il Monastero di San Paolo, la Basilica di Santa Maria della Steccata, il Palazzo Episcopale, l'Abbazia di San Giovanni Evangelista, il Palazzo Cusani, l'Ospedale Vecchio e la Certosa di Paradigna.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime radio libere d'Italia

Grazie all'idea di Virginio Menozzi, un imprenditore di Sala Baganza (PR), una radio cittadina tuttora esistente, Radio Parma, è stata tra le prime radio private a trasmettere in Italia.[163] Dalla piccola sede di via Farnese, nel dicembre 1974 ci furono le prime trasmissioni sperimentali. Poco lontano e pochi giorni prima, il 23 novembre del 1974, Radio Bologna per l'accesso pubblico aveva iniziato una settimana di trasmissioni violando volutamente la legge in vigore con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione della libertà di utilizzo delle frequenze. In questo contesto, la diffusione ufficiale dei programmi di Radio Parma ebbe inizio il 1º gennaio 1975 (le successive furono Radio Milano International nel marzo 1975 e Radio Roma il 16 giugno 1975). La radio iniziò immediatamente con un programma giornaliero di quasi 9 ore proponendo un palinsesto assai completo, ricco di informazione, approfondimenti e cronache locali.

« Radio Parma ha cambiato il costume e in qualche modo la vita degli italiani affidando alla città un primato che la onora rendendola degna di passare alla storia. »
(Elvio Ubaldi, ex sindaco di Parma, in occasione del Premio Sant'Ilario 2005)

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede di uno dei più antichi quotidiani d'Italia (assieme alla Gazzetta di Mantova, fondata nel 1664): la Gazzetta di Parma, fondata nel 1735 e il più diffuso quotidiano in città e provincia, con una media autodichiarata di 42.088 copie vendute ogni giorno[164] ed una media giornaliera di 233.000 lettori.[165] Tra i tipografi che nel passato hanno contribuito alla stampa del quotidiano occorre ricordare la storica figura di Giovanni Bodoni. Nel 1925 fu distribuito un nuovo quotidiano; il Corriere Emiliano che, divenuto poi organo del PNF, nel 1928 assorbì la Gazzetta di Mantova[166]. A Parma erano distribuiti altri tre quotidiani: Polis Quotidiano, nato come quotidiano nel 2003 dopo una precedente esperienza con tiratura settimanale, dapprima in due fogli e dal marzo del 2008 con una foliazione di 16 pagine colori e poi chiuso nel 2012, L'Informazione di Parma, nato nel 2005 e chiuso nel 2011 dopo un cambio di nome in ParmaQui; infine nel marzo 2011 vide la luce La Sera che aveva la particolarità di uscire in edicola a metà pomeriggio e di essere distribuito tramite una rete di strilloni. Venne chiuso lo stesso anno. Da sottolineare la dinamicità del settore quotidiani telematici a partire dal capostipite: nel 2004 la testata indipendente Lungoparma.it, fu il primo quotidiano online cittadino regolarmente registrato come testata telematica (superando le 4.000 visite giornaliere il 4 aprile 2006),[167] dal 2006 in poi vi fu un fiorire di nuove testate: ParmaDaily.it, la versione telematica della Gazzetta di Parma Gazzettadiparma.it, La Rebubblica Parma Parma.Repubblica.it, ParmaToday.it, ParmaSera.it (sospeso), ParmaOggi.it (chiuso), ParmaOk.it (chiuso), Il Mattino di Parma, ParmaNews24.com (chiuso) di proprietà dell'associazione universitaria UDU e infine ParmaQuotidiano.info e RossoParma.it.

Settimanali[modifica | modifica wikitesto]
  • Vita Nuova: antico settimanale diocesano fondato nel 1919 e tra i più autorevoli settimanali cittadini.
  • Zero7: nato nel 2006, con oltre 10.000 copie distribuite nella modalità a pagamento e gratuito.
  • Lungoparma: quotidiano online, pubblica anche un'edizione cartacea di 16 pagine con oltre 10.000 copie distribuite a settimana.[168]
  • La Voce di Parma: settimanale d'attualità, cronaca e sport.
  • Il Nuovo di Parma (chiuso nel 2012).
Mensili[modifica | modifica wikitesto]

Da undici anni si pubblica un mensile di cultura e spettacoli, Il Caffè del Teatro, diffuso anche nelle province limitrofe di Piacenza e Reggio Emilia.

Dal 1999 la casa editrice parmigiana Edicta pubblica il mensile di attualità e cultura locali Il Mese di Parma e Provincia. Grazie al sostegno di Comune, Provincia, Università degli Studi di Parma, Fondazione Cariparma e numerosi altri enti cittadini, le 8.000 copie della rivista vengono distribuite gratuitamente sull'intero territorio provinciale. Un'altra Fondazione bancaria (la Fondazione Monte di Parma) e l'Università degli Studi di Parma hanno dato vita ad un progetto di produzione editoriale comune con la creazione della Monte Università Parma Editore S.r.l., realizzando il quadrimestrale di letteratura Palazzo Sanvitale, in continuità con una tradizione di mecenatismo letterario che è parte integrante della vita culturale della città di Parma. La rivista coinvolge scrittori, poeti, critici e intellettuali di tutta Italia.

Con lo scopo di far scoprire il territorio parmense, nasce nel 2002 la rivista Insieme Dove che si occupa di ambiente, cultura, turismo. Dal 2005 ha ampliato il suo raggio d'azione anche nel piacentino, nel cremonese, nel mantovano, nel reggiano, in Lunigiana, nello spezzino e nel genovese. Questo mensile si pone anche l'obiettivo di creare un legame costante con gli emigrati di Parma e della Regione Emilia-Romagna in generale.

Emittenti televisive[modifica | modifica wikitesto]

  • Tv Parma: emittente storica della città, appartiene alla casa editrice della Gazzetta di Parma ed è fortemente legata al quotidiano locale. Le origini risalgono al 1974, con il nome di TeleParma, quando la stazione televisiva trasmetteva via cavo grazie alla prima cablatura delle strade centrali. A seguito della liberalizzazione delle trasmissioni in ambito locale (decisa dalla Corte Costituzionale) e dopo una successiva fase sperimentale durata alcuni mesi, nel 1978 iniziano le prime trasmissioni ufficiali via etere con una programmazione pomeridiano-serale.
  • Teleducato: emittente indipendente con una copertura provinciale.
  • È TV: presente a Parma con una sede operativa.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rinascimento parmense.

L'Archivio Giovani Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Parma è coinvolta in prima persona nella valorizzazione e promozione della creatività giovanile. L'Archivio Giovani Artisti è un servizio offerto dal Comune di Parma che si rivolge a tutti i giovani che operano nel campo delle Arti Visive, delle Arti Applicate, delle Immagini in movimento e della Letteratura, al fine di documentare, offrire servizi ed organizzare attività promozionali. Realizza iniziative direttamente o con la partecipazione a manifestazioni artistiche in Italia e all'estero, volte a favorire una costante circolazione di informazioni ed eventi, attraverso scambi nazionali ed internazionali e l'adesione a reti, quali il GAI (Associazione per il Circuito Giovani Artisti Italiani) e la Bjcem (Associazione Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo).

Archivio delle Istituzioni e delle Associazioni Culturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Parma ha censito ed organizzato in una banca dati tutte le libere associazioni e le istituzioni che si occupano di promuovere ed organizzare eventi culturali nella città.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Parma Capitale della Musica[modifica | modifica wikitesto]

La passione dei parmigiani: opera e bicicletta
Arturo Toscanini. Nacque nel popolare quartiere dell'Oltretorrente; la sua casa natale è diventata un museo dedicato al grande direttore d'orchestra

Con lo scopo di affermare l'importanza e la centralità della musica nella vita culturale di Parma, nel 2004 il Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Ministero delle Infrastrutture, il dei Trasporti e il Comune di Parma costituirono la Fondazione Parma Capitale della Musica; la struttura è stata poi sciolta per i mancati trasferimenti economici da parte dei fondi Arcus. Altre importanti fondazioni continuano ad assicurare il ruolo della città nel contesto musicale nazionale, come la Fondazione Arturo Toscanini, costituita nel 1994, dispone di diversi complessi artistici quali la Filarmonica Arturo Toscanini, destinata all'esecuzione del grande repertorio sinfonico; l'Orchestra stabile, per le attività concertistiche e le produzioni operistiche; il Coro della Fondazione Toscanini; l'Accademia Musicale Verdi-Toscanini. La Fondazione Teatro Regio si propone di valorizzare l'antica tradizione del teatro lirico italiano organizzando inoltre, importanti stagioni concertistiche e di danza che si svolgono nel principale teatro cittadino e all'Auditorium Paganini. Altre due importanti istituzioni cittadine aperte al pubblico valorizzano il ruolo della musica a Parma: La Casa della Musica, anch'essa ospitata nel Palazzo Cusani, che conserva oggetti, fotografie, manifesti e video della tradizione musicale e teatrale di Parma, dal Seicento ai giorni nostri e la Casa del Suono, situata negli spazi dell'ex chiesa di Santa Elisabetta, che si prefigge di creare la sintesi di un percorso storico e culturale legata all'ascolto della musica, dal fonografo a cilindri ai moderni mezzi di riproduzione e diffusione sonora.

« Nel passato le varie attività presenti nella città emiliana si sono sovrapposte, sono entrate in competizione, quindi c'era bisogno di un coordinamento e della possibilità di ampliare l'offerta ad un pubblico che, grazie anche all'Authority, diventerà sempre più europeo. »
(Pietro Lunardi ex Ministro delle Infrastrutture in occasione della presentazione della "Fondazione Parma Capitale della Musica" nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati di Roma il 5 luglio 2005.)
« A Parma c'è una tradizione affermata che mi fa sostenere che il merito di questa iniziativa, più che del Sindaco o dei due Ministeri, sia della competenza e della tradizione del pubblico di Parma. »
(Rocco Buttiglione ex Ministro dei Beni e delle Attività culturali sempre in occasione della presentazione della "Fondazione Parma Capitale della Musica" nella Sala del Cenacolo della Camera dei deputati di Roma il 5 luglio 2005.)

Musica classica[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Verdi. Ogni anno, in ottobre, mese di nascita del grande compositore, si svolge a Parma un festival di rinomanza mondiale dedicato alle sue Opere
Niccolò Paganini. L'ottocentesco cimitero della Villetta conserva le spoglie del musicista e quelle di Ildebrando Pizzetti, unite in un monumento funebre costruito su progetto di Giuseppe Coconcelli

Parma è sede dell'Orchestra Sinfonica dell'Emilia-Romagna "Arturo Toscanini" e del Conservatorio di Parma istituito nel 1819 dalla duchessa Maria Luigia. Fondata nel 1990 in città, è inoltre presente l'unica orchestra italiana da camera stabile composta interamente da strumenti a fiato. Già nel XVI secolo, sensibile all'importanza sociale di quest'arte, la corte farnesiana si occupò di favorire l'insegnamento della musica e del liuto ai principi e ai paggi. Nel 1570 agli ospiti della Paggeria vennero impartite lezioni di canto (da Giulio Buonaggiunta) e di liuto (da Galeazzo Cacciardino). Nel 1601 fu fondato il Collegio dei Nobili tra le cui materie di insegnamento furono sempre presenti la musica e la danza. Nel1603 fu fondata la "Compagnia dei violini" in un periodo in cui questo strumento non aveva ancora assunto un ruolo specialistico nello svolgimento dello opere teatrali, mentre nel 1757 venne istituita la "Reale Scuola di Ballo" e fu nominato direttore Pierre Delisle, accompagnato da una compagnia di attori francesi che soggiornerà alla corte fino al 1758, recitando opere di classici (Corneille, Racine e Molière) e di moderni sia nel Teatro ducale di Parma che in quello bibienesco di Colorno.

« Attualmente Parma sembra essere un'accademia per formare bravi ballerini e può forse in breve tempo fornire all'Italia i migliori danzatori così come fa ora Parigi per la Francia. »
(Edmund Rolfe, 1761)

Qualche anno più tardi, nel 1768, nei locali occupati nel duemila dal Conservatorio musicale, la "Reale Direzione Generale degli Spettacoli" istituì la "Reale Scuola de' Cantanti" o "Scuola di Canto ad uso del Ducale Teatro", il cui insegnamento si prefiggeva di formare dei cantanti per le occorrenze dei cori negli spettacoli teatrali e con lo scopo dichiarato di rendere utilità al ducato.

La musica ha quindi sempre avuto un ruolo importante per la città ma la vera cultura musicale si afferma tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Crocevia politico e culturale tra Parigi e Vienna (tra le mura della città vivevano nel XVIII secolo circa 4.000 francesi), Parma divenne infatti un vero e proprio laboratorio per lo sviluppo della musica e del ruolo dell'orchestra. In particolare, l'attività in seno all'Orchestra ducale del celebre musicista Paganini, voluto dalla stessa reggente dell'epoca, la duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, influenzerà le prime disposizioni di quello che in seguito diventerà il concetto moderno di orchestra. In onore al Maestro Niccolò Paganini sorge, a due passi dal centro e su progetto dell'architetto Renzo Piano, un auditorium da 780 posti dotato di sofisticati impianti tecnologici ed acustici che ne assicurano la massima funzionalità.

« Ho nelle mani il modo di rendere felice quattrocentomila anime: di proteggere le scienze e le arti [...]. I parmigiani, melomani e gourmet, non chiedono di meglio come programma politico. »
(Maria Luigia, duchessa di Parma. Lettera ai familiari, 1816)

Musica rock[modifica | modifica wikitesto]

Il rock parmigiano ha i suoi primi esponenti già negli anni sessanta e settanta con il gruppo storico degli "Snakes" e dei Corvi, che rimane una delle band più rappresentative del beat italiano. A loro si aggiungono "The Rangers", precursori del genere beat, i "Baronetti", i "Gref 84", i "Moschettieri" e i "Gentlemen". Più tardi si affermano i "Gemini 4", gli "Acqua Fragile" (Gino Campanini, Piero Canavera, Maurizio Mori, Franz Dondi e Bernardo Lanzetti, che passerà poi alla PFM). Negli anni ottanta si afferma sulla scena nazionale il cantante Scialpi, che rimane il fenomeno principale in ambito di musica leggera che Parma ha saputo produrre. Altro cantautore importante della scena parmense è Raffaele Fiume.

Al periodo punk sono ascrivibili gli "Slash", i "Boito Kids" e i "Suicide Commando". All'underground i Pale TV. Al jazz-rock i "Vidya" (Vincenzo Mingiardi, Pampa Pavesi, Ugo Manfredi, Otello Gorreri, Oscar Abelli)19751985. Nello stesso periodo René Rosetti & "Nana's Françisco Band", "Lega Mettallica", "Posto Blocco 19". Sulla scena degli anni ottanta si affermano "The Planets", "Garage Band", "Gene Glamour", "Phono", "Zero in condotta", "Undercut", "Metro". Più raffinato il sound dei "Gino Glaz", "Kind of Cthulhu" e "Razza Ventura". Da evidenziare, per importanza produttiva e risonanza internazionale la new wave dei Kirlian Camera, molto apprezzata in Germania.[senza fonte] Negli anni novanta il panorama è estremamente variegato e attraversa diversi generi del rock, dal new wave all'heavy metal, dalla musica d'autore al nuovo folk. Si affermano i solisti Simone Valeo, cantante, e Lelio Padovani, chitarrista, oltre a numerose band: i "Dogana" di Matteo Barbacini, vincitori di "Rock Targato Italia", gli "Après-midi", "E. B. Band", i T.A.C., i "Sourgrapes", "Wild Bunch" e i gruppi heavy "The Wyvern" e i "Distruzione", oltre a due esperienze musicali del comico Gene Gnocchi: i "Getton Boys" e i demenziali "Desmodromici".

Un capitolo a parte merita il rock dialettale (autodefinito agrirock) dei "Ciois", vincitori di "Rock Targato Italia". Sulla loro scia, nel decennio successivo, si muovono i "Mè Pek" e "Barba". Anche il rap e l'hip hop si affermano con diverse esperienze: gli "Oltretorrente", "Razzo & The Cocktail Party", gli "RHpositivo". Nel primo decennio del 2000 nuovi gruppi e solisti si presentano alla ribalta, supportati anche dall'iniziativa "Rockaparma", un sito specifico sulla musica rock locale: in ambito cantautoriale i "Terramare", gruppo folk-rock costituitosi nel 1998, sono quelli che riscuotono maggiori consensi di critica e pubblico. Tra i solisti si afferma Dente, al secolo Giuseppe Peveri, fidentino, cantautore innovativo e ironico, con diversi album prodotti a livello nazionale. Tra il 1998 e il 2002 sono attivi i "Malice", di Feel Cavalca, Cesare Mezzatesta, Giuseppe Tortorelli, Davide Guidetti e Dallasta Mattia che portano il loro progressive in giro per l'Italia. Anche il cantautore Francesco Camattini e la pianista Roberta Di Mario pubblicano album con musicisti di ottimo livello. Tra gli altri cantautori si segnalano Daniele Nova, Manuel Badu, La Spina, Bianca Benzedrina, "Kabarè Voltaire", Ethel, Maria Teresa Lonetti, "ManìnBlù". In ambito delle band, si affermano i Pecksniff, considerati tra i più originali in ambito indie, "Isabel at Sunset", "Winter dies in june" e "Karin". Tra tutte le band degli ultimi anni gli Hidea sono quelle che hanno maggiore riscontro per qualità e quantità delle produzioni. Per quello che riguarda la "nuova ondata" di gothic metal, troviamo "Winter Haze" e "Domina Noctis". Infine, si segnalano gli "ottobre Scirocco", che mescolano il blues delle radici, il cantautorato ricercato e la riproposta di brani di Giuseppe Verdi rivisitati in chiave blues.

Grande successo di vendite e di pubblico a cavallo tra il 2008 ed il 2009 è stato ottenuto dal gruppo "Gli Antonio Benassi" con un country-rock, a cavallo tra l'ironia e il demenziale sulla scia di riusciti videoclip e del rifacimento dell'inno del Parma F.C. Da ricordare anche gruppi come la "Skarnemurta", i "Culpable" e The June.

Musica bandistica[modifica | modifica wikitesto]

A Parma, nel Quartiere Molinetto, in Via Argonne, nell'omonimo Centro Culturale, ha sede il Corpo bandistico municipale Giuseppe Verdi di Parma, ossia la Banda Cittadina.

Prosciutti di Parma

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina parmigiana.

Parma è famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina, in particolare per il formaggio Parmigiano-Reggiano e per il Prosciutto di Parma. Questi prodotti sono tutelati dai rispettivi consorzi di produzione che ne certificano l'origine e la qualità.

« [...] ed eravi una montagna di Parmigiano grattugiato sopra la quale stavan genti che niun'altra cosa facevan, che fare maccheroni et ravioliet cuocergli in brodo di cappone. »
(Boccaccio, 1348)

I piatti tipici di Parma sono:

Antipasti Primi piatti Secondi piatti Prodotti da forno Dolci
Prosciutto di Parma Tortelli d'erbetta (Tordej d'arbetti)* Arrosto di maiale Torta di riso La Violetta allo zucchero
Salame di Felino Anolini in brodo Pesto di cavallo (Caval pist) Spongata Pasta ripiena
Spalla Cotta di San Secondo Bomba di riso (Bomba 'd riz) Stracotto di manzo e gallina Castagnaccio (Patòn'na) Torta di mandorle
Culatello di Zibello Tortelli in savor Punta al forno Viennese al cioccolato
Fiocchetto Soufflé di Parmigiano Rosa di Parma** Scarpette di S. Ilario***
Prosciutto di Parma con melone Timballo di riso con crema di formaggio Trippa alla parmigiana (Buzèca) Zuppa inglese
Parmigiano-Reggiano Risotto alla parmigiana Punta di vitello ripiena (Picàja) Baci
Cicciolata Tagliatelle al prosciutto di Parma Vecchia di Parma (Vécia)**** Dolce al Nocino
Culaccia Maltagliati al Culatello Bolliti misti Crostata di noci
Torta fritta Quadrucci alla verza e prosciutto Prosciutto di Parma in crosta Meringata di castagne
  • * pasta con ripieno a base di ricotta, Parmigiano ed erbette (da non confondere con spinaci)
  • ** piatto composto da arrosto di manzo, prosciutto e parmigiano
  • *** biscotti di pasta frolla a forma di scarpa decorati con glassa colorata e granella di zucchero
  • **** macinato di cavallo con patate e peperoni
Parmigiano-Reggiano

La pasta prodotta a Parma, confezionata con semola di grano duro, fu conosciuta e apprezzata già nel Cinquecento sulla mensa dei duchi Farnese.

Il vino di maggior produzione nella provincia di Parma è il lambrusco, vino rosso scuro dal moderato tenore alcolico che non supera i 10-11 gradi. Sui colli del parmense si produce anche la "Malvasia dei Colli di Parma" (DOC), vino da pasto o da dessert, fermo o frizzante di bassa gradazione alcolica (10,5º). La "Fortanina" è vino tipico della Bassa parmense, un tempo assai diffuso, prodotto in quantitativi limitati nella zona di San Secondo.

« A Parma si è golosi come in tutta l'Emilia, ma ci si vanta d'essere più raffinati, di svolgere, direi gli stessi temi con maggiore capriccio. Si entra qui nella terra dell'Italia dove il cibarsi è un aspetto della cultura, e quasi dell'erudizione [...] »
(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1975)

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Principali manifestazioni culturali a Parma.

In città si svolgono regolarmente numerose manifestazioni culturali e tra esse figurano appuntamenti di rinomanza mondiale quali il "Festival Verdi", che si svolge ogni anno nel mese di ottobre, dedicato alle opere del grande compositore Giuseppe Verdi (nato a Roncole Verdi il 10 ottobre 1813).[169]

Numerosi appuntamenti dedicati alla musica, alla danza e al teatro, dai repertori classici al contemporaneo, si annoverano tra le rassegne annuali principali e di maggiore distinzione, cui si aggiungono iniziative culturali dedicate alla letteratura e al giornalismo,[170] oltre all'annuale "Festival dell'architettura".[171]

Un appuntamento folkloristico cittadino che trae la sua origine nel XIV secolo è poi il "Palio di Parma", celebre competizione che si svolge ogni anno nel mese di settembre, incentrata sulla staffetta fra le 5 squadre rappresentanti le 5 antiche porte cittadine.[172]

Persone legate a Parma[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose le personalità che nel corso dei secoli, grazie alle loro opere o alle loro azioni, hanno legato il loro nome alla storia della città marcandone il carattere degli abitanti, l'architettura e la cultura:

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Frontespizio della partitura musicale dell'Aida di Giuseppe Verdi

Teatro, cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura, poesia e giornalismo[modifica | modifica wikitesto]

Logo della Gazzetta di Parma

Pittura, scultura, architettura, stampa e fotografia[modifica | modifica wikitesto]

La Schiava turca del Parmigianino
Corredo di caratteri del font tipografico Bodoni

Ingegneria[modifica | modifica wikitesto]

Scienze[modifica | modifica wikitesto]

Agronomia[modifica | modifica wikitesto]

Esplorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Confluenza del fiume etiope Omo (ribattezzato Omo Bottego durante la dominazione italiana) nel lago Turkana

Arte militare[modifica | modifica wikitesto]

Giurisprudenza[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Logo della multinazionale parmigiana Barilla

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sport a Parma.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Evoluzione urbanistica di Parma.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Cartografia storica dei territori di Parma
In rosso, il Comune di Parma, entro le mura
San Donato e Marore si uniscono, formando San Lazzaro. San Martino Sinzano viene soppresso dividendosi tra i comuni di Collecchio e San Pancrazio.
In rosso, il Comune di Parma si estende anche fuori le mura
I Comuni limitrofi, annessi al Comune di Parma come Delegazioni
Delegazioni e Quartieri agglomerati in Circoscrizioni
I Quartieri del Comune di Parma, dal 2002 a oggi

Durante l'epoca Napoleonica, mentre il Comune di Parma era circoscritto entro le mura dei bastioni (riconoscibili dai viali di circonvallazione che circondano il centro cittadino e l'Oltretorrente), i terreni circostanti vennero eretti a Comuni ("Mairie"), che consistevano in ampie zone agricole e piccoli centri abitati:

  • Cortile San Martino (a Nord)
  • Golese (a Nord-Ovest)
  • Marore (a Sud-Est)
  • San Donato (a Nord-Est)
  • San Martino Sinzano (a Sud-Ovest)
  • San Pancrazio Parmense (a Ovest)
  • Vigatto (a Sud)

Nel 1866 il comune di San Martino Sinzano, per motivi di scarsa popolazione, venne soppresso. I suoi territori vennero spartiti tra i comuni di Collecchio e San Pancrazio. Nel 1870 i due comuni di San Donato e Marore vennero accorpati nel Comune unico di San Lazzaro Parmense (emblematica, nell'antico stemma comunale, la stretta di mano simbolica tra i due territori).

Esaurito l'abbattimento della cinta muraria a inizio Novecento, sotto la giunta di Giovanni Mariotti, il Comune di Parma ebbe la necessità di ampliarsi dal punto di vista produttivo e industriale a Nord, dal punto di vista sanitario a Ovest (con la costruzione del nuovo Ospedale Maggiore) e dal punto di vista residenziale a Sud ed a Est. Con due Regi Decreti nel 1923 e 1924, il Comune di Parma allargò i propri confini inglobando in sé, quelle parti dei comuni limitrofi che prima erano appena fuori dalle mura.

Con il Regio Decreto 337 del 1943, gli interi comuni limitrofi vennero sciolti e annessi come Delegazioni del Comune di Parma. Nacquero così i nuovi quartieri "Pablo" (in parte da Golese e in parte da San Pancrazio), "Molinetto" (da San Pancrazio), "San Leonardo" (da Cortile San Martino), "Lubiana" e "Cittadella" (da San Lazzaro[173]).

Nel 1979 le Delegazioni e i Quartieri vennero agglomerati in Circoscrizioni ("Parma Centro", "Oltretorrente-Molinetto", "Pablo-Golese-San Pancrazio", "San Leonardo", "Lubiana-San Lazzaro", "Cittadella", e "Montanara-Vigatto").

Nel 2002 vennero abolite le Circoscrizioni, riformulate alcune aree territoriali, e il Comune venne nuovamente diviso in 13 Quartieri (ognuno con i propri organi istituzionali elettivi).

Nel 2010, per effetto delle revisioni degli enti locali, cessarono le funzioni istituzionali ed elettive dei Quartieri, ora solo nominali.

Quartieri di Parma e popolazione residente al 31/12/2011[174].

N° Q.re Quartiere Popolazione (ab.) Var. % tra 2004-2011
1 Parma Centro 19.718 +5,5%
2 Oltretorrente 8.517 +5,8%
3 Molinetto 18.083 +3,0%
4 Pablo 15.035 +3,7%
5 Golese 9.488 +25,8%
6 San Pancrazio 9.486 +18,0%
7 San Leonardo 19.251 +3,9%
8 Cortile San Martino 6.275 +10,9%
9 Lubiana 24.982 +7,7%
10 San Lazzaro 10.910 +6,8%
11 Cittadella 22.701 +6,9%
12 Montanara 13.533 -0,8%
13 Vigatto 10.716 +19,9%


Parma Centro[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Garibaldi innevata
Quartiere 1

Antico ed elegante quartiere centrale, è delimitato dal torrente Parma ad Ovest, dalla linea ferroviaria Milano-Bologna a Nord, da Via Mantova ad Est e da Viale Partigiani d'Italia e dallo Stradone a Sud. Rappresenta il più antico nucleo della città, dove si possono ammirare molti dei più importanti monumenti storici cittadini accanto ad alcuni prestigiosi edifici più recenti. Caratterizzato da numerose piazze, ampie strade e più stretti borghi negli anni riqualificati, è sede di manifestazioni culturali e mercatini tradizionali.[175]

Oltretorrente[modifica | modifica wikitesto]

Case dell'Oltretorrente
Quartiere 2
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oltretorrente.

Storico quartiere centrale, è delimitato dal torrente Parma ad Est e dai viali di circonvallazione a Sud, ad Ovest ed a Nord. Ricco di antichi ed importanti monumenti, rappresenta al meglio il carattere dei parmigiani: autentico, schietto e generoso. Costituisce il quartiere più multirazziale della città, in cui più di 1/4 dei residenti è di origini etniche straniere. Negli anni gli sforzi del Comune sono stati mirati alla riqualificazione di luoghi e arredi urbani del quartiere ed alla creazione di nuovi centri di produzione culturale.[176]

(Dialetto parmigiano)

« Balbo, a' te' pasè l'Atlàntic mo miga la Pärma »

(IT)

« Balbo, hai passato l'Atlantico ma non il [torrente] Parma »

(Scritta apparsa sui muri dell'Oltretorrente dopo la rivolta popolare del 1922 che contrastò con barricate le milizie fasciste comandate da Italo Balbo)

Molinetto[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 3

Popoloso quartiere a Sud-Ovest del centro, è delimitato dal torrente Parma e dal torrente Baganza ad Est, dal comune di Collecchio a Sud, dalla linea ferroviaria Parma-La Spezia ad Ovest e da Via Volturno, Via Fleming, confine dell'area dell'ex padiglione ospedaliero Rasori, Viale Rasori e Viale dei Mille a Nord. Si sviluppa attorno a via La Spezia ed è prevalentemente a vocazione residenziale, pur presentando al suo interno anche caserme, pubblici servizi, circoli e associazioni varie oltre al Cimitero monumentale della Villetta. Fino al 1943 era parte dell'antico Comune di San Pancrazio. Deriva il suo nome probabilmente dalla forte concentrazione di mulini ad acqua presenti nella zona fino ai primi dell'Ottocento.[177]

Frazioni
  • Scarzara
  • Vigheffio

Pablo[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 4

Popoloso quartiere a Nord-Ovest del centro, è delimitato dalla linea ferroviaria Parma-La Spezia ad Ovest, dal Poligono di Tiro di Via Reggio a Nord, dal torrente Parma e dai viali di circonvallazione ad Est e da Viale Rasori e Via Volturno a Sud. Risalente al secondo dopoguerra, si sviluppa attorno all'Ospedale Maggiore ed a Viale Piacenza, ove ha sede l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Era parte degli antichi comuni di Golese e di San Pancrazio. In origine denominato "Prati Bocchi", fu intitolato al partigiano Giacomo di Crollalanza detto "Pablo".[178]

Golese[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 5
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Golese.
Lo stemma dell'ex Comune di Golese

Esteso quartiere a Nord-Ovest del Comune, è delimitato dal fiume Taro ad Ovest, dai comuni di Trecasali e di Torrile a Nord, dal torrente Parma ad Est e dal Poligono di Tiro di Via Reggio e dalla linea ferroviaria Milano-Bologna a Sud. Attraversato dall'Autostrada del Sole e dalla linea ferroviaria ad alta velocità, vi hanno sede importanti infrastrutture quali l'aeroporto "Giuseppe Verdi" ed il polo fieristico della città. Fu comune autonomo fino al 1943.[179]

Frazioni

San Pancrazio[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 6
Lo stemma dell'ex Comune di San Pancrazio
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: San Pancrazio Parmense.

Quartiere piuttosto esteso ad Ovest del Comune, è delimitato dal fiume Taro ad Ovest, dalla linea ferroviaria Milano-Bologna a Nord, dalla linea ferroviaria Parma-La Spezia ad Est e dal comune di Collecchio a Sud. Vi si possono ammirare la Pieve di San Pancrazio a San Pancrazio e la Chiesa di San Geminiano a Vicofertile, oltre a diverse ville d'epoca dislocate sul territorio. Fu comune autonomo fino al 1943.[180]

Frazioni

San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Leonardo
Quartiere 7

Popoloso e commerciale quartiere a Nord del centro, è delimitato dal torrente Parma ad Ovest, dalla Tangenziale nord a Nord, da Via Benedetta e Via Mantova ad Est e dalla linea ferroviaria Milano-Bologna a Sud. Caratterizzato da un'alta densità abitativa e varietà di negozi, si sviluppa attorno a Via Trento e Via San Leonardo, ove sorge la Chiesa di San Leonardo. Quartiere dalla forte connotazione sociale, multietnica ed urbana, è da anni oggetto di ampi interventi di riqualificazione, riguardanti prevalentemente la stazione ferroviaria di Parma, il comparto Pasubio, il centro commerciale Euro Torri e l'ex area industriale della vetreria Bormioli Rocco. Fino al 1943 era parte dell'antico Comune di Cortile San Martino.[181]

Cortile San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 8

Vasto quartiere pianeggiante a Nord del Comune, è delimitato dal torrente Parma a Ovest, dal Comune di Torrile a Nord, dal comune di Sorbolo ad Est e da Via Benedetta e dalla Tangenziale Nord a Sud. È attraversato dall'Autostrada del Sole e dalla linea ferroviaria ad alta velocità. A vocazione prevalentemente agricola ed industriale, ospita importanti realtà industriali e commerciali della città, tra cui il centro commerciale Centro Torri, l'Ikea ed il quartiere industriale SPIP. Vi si può ammirare l'antica abbazia di Valserena, sede dello CSAC, comunemente nota come "Certosa di Paradigna", che ispirò Stendhal nella stesura del celeberrimo romanzo La Certosa di Parma. Fu comune autonomo fino al 1943.[182]

Frazioni
  • Baganzolino
  • Borghetto (o Castelnovo a mane)
  • Case Vecchie
  • Moletolo
  • Paradigna
  • Pedrignano
  • Pizzolese
  • Ravadese
  • San Martino
  • Santa Elisabetta
  • Ugozzolo

Lubiana[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 9

Popoloso quartiere residenziale a Sud-Est del centro, è delimitato da Via Traversetolo e Via Zarotto ad Ovest, pressapoco dalla Via Emilia Nord, dal torrente Enza ad Est, a confine con la provincia di Reggio nell'Emilia, e dal Comune di Montechiarugolo, da Strada Sant'Anna in Malandriano, Strada Cava di Malandriano, Strada Bertoli, Strada Bassa Nuova e tratti di campagna a Sud. Quartiere più abitato della città di Parma, si sviluppa attorno a Piazzale Lubiana. Sviluppatosi soprattutto a partire dagli anni sessanta e settanta del Novecento e nell'ultimo decennio, presenta tuttavia importanti tracce storiche soprattutto nelle piccole frazioni. Fino al 1943 era parte dell'antico Comune di San Lazzaro.[183]

Frazioni

San Lazzaro[modifica | modifica wikitesto]

Arco di San Lazzaro
Lo stemma dell'ex Comune di San Lazzaro
Quartiere 10

Quartiere piuttosto esteso a Nord Est del centro, è delimitato pressappoco da Via Mantova ad Ovest, dal Comune di Sorbolo a Nord, dal torrente Enza ad Est, a confine con la provincia di Reggio nell'Emilia, e dalla via Emilia a Sud. Attraversato per tutta la lunghezza dalla linea ferroviaria Milano-Bologna e, più a Nord, dall'Autostrada del Sole e dalla linea ferroviaria ad alta velocità, presenta a Sud una zona urbana residenziale, densamente popolata, caratterizzata dall'antico lazzaretto, meglio noto come "Rocca di San Lazzaro", e dall'Arco di San Lazzaro; nelle prime campagne si può inoltre ammirare la Certosa di San Girolamo, attuale sede della Polizia Penitenziaria. Fu comune autonomo dal 1870 (in seguito all'unione dei Comuni di San Donato e di Marore) al 1943.[184]

Frazioni
  • Beneceto
  • Casalbaroncolo
  • Casaltone di Parma
  • Casello
  • Il Moro
  • San Donato
  • Vicopò

Cittadella[modifica | modifica wikitesto]

Cittadella
Quartiere 11

Esclusivo ed elegante quartiere a Sud del centro, è delimitato dal torrente Parma ad Ovest, dallo Stradone e da Viale Partigiani d'Italia a Nord, da Via Zarotto, Via Traversetolo, tratti di campagna fino a Strada Bassa Nuova, Strada Bertoli, Strada Cava di Malandriano e Strada Sant'Anna in Malandriano ad Est e dal Comune di Montechiarugolo a Sud. Caratterizzato dalla presenza di antiche residenze nobiliari ed ampie zone a verde, si sviluppa attorno alla cinquecentesca fortezza della Cittadella, oggi importante parco cittadino. Vi si ammirano anche i settecenteschi Stradone e Casinetto Petitot, da un secolo affiancato dallo stadio Ennio Tardini. Fino al 1943 era parte dell'antico Comune di San Lazzaro.[185]

Frazioni
  • Botteghino
  • Malandriano
  • Marano
  • Mariano
  • Porporano
  • Pilastrello

Montanara[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere 12

Popolare quartiere residenziale a Sud del centro, è delimitato dal torrente Baganza ad Ovest ed a Nord, dal torrente Parma ad Est e dalla Tangenziale Sud a Sud. Spopolato fino agli anni trenta del Novecento, durante il regime fascista vi si insediarono alcune migliaia di persone, per lo più cittadini considerati indesiderabili dal regime; la zona, detta allora "Baia del Re", fu per anni caratterizzata dai "capannoni", termine che indicava indistintamente questi abitanti e le loro abitazioni. Successivamente oggetto di importanti riqualificazioni sia urbanistiche che sociali, si sviluppa oggi attorno alla popolosa e ben servita Via Montanara. Fino al 1923 era parte dell'antico Comune di Vigatto.[186]

Vigatto[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dell'ex Comune di Vigatto
Quartiere 13
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Vigatto.

Esteso e verde quartiere a Sud del Comune, è delimitato dal torrente Baganza ad Ovest, dalla Tangenziale Sud a Nord, dal torrente Parma ad est e dai comuni di Langhirano e di Felino a sud. Oggi quartiere più vasto del Comune di Parma, si sviluppa attorno a Via Langhirano ed al Campus universitario. Vi si possono ammirare la Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a Gaione, oltre a diverse ville d'epoca dislocate sul territorio, tra cui la cinquecentesca Villa Malenchini a Carignano. Fu comune autonomo fino al 1943, quando tuttavia rivendicò e riottenne la propria autonomia presso il Ministero dell'Interno, creando un contenzioso con il Comune di Parma e uno status amministrativo non chiaro, risolto solo nel 1962, col definitivo passaggio sotto l'amministrazione cittadina.[187]

Frazioni

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La Violetta di Parma
La Duchessa Maria Luigia
La Violetta di Parma è un profumo che ormai fa parte della memoria storica e imprenditoriale cittadina, intrecciandosi profondamente al mito e al ricordo della Duchessa Maria Luigia, che amava questo fiore tanto quanto la città da lei stessa governata. La Duchessa favorì in ogni modo le ricerche di alcuni abili alchimisti frati fino all'ottenimento di un'essenza al profumo di violetta e quando fu costretta ad abbandonare il Ducato durante i moti del 1831, scrisse nel suo diario la frase «Souvenir de Parme malheureuse» custodendola tra i colori ed il profumo di alcune violette essiccate tra le pagine. Un amore che la città ha sempre ricambiato facendole avere ogni anno un mazzetto di violette sulla tomba nella Chiesa dei Cappuccini di Vienna, dove si trova la cripta dei sepolcri imperiali degli Asburgo. Nel 1880, dieci anni dopo l'inizio del suo percorso imprenditoriale nella profumeria, il parmigiano Ludovico Borsari, venuto a conoscenza della formula per ottenere il prezioso distillato del "profumo alla violetta", ebbe l'idea di farlo diventare un prodotto destinato ad un largo pubblico fino a diventare, ai giorni nostri, un simbolo famoso quale espressione del gusto e della raffinatezza della petite Capitale stendhaliana e contribuendo non poco a veicolare il "marchio" Parma in tutto il mondo.

Alla tradizione culinaria, già fortemente radicata nella cultura del buon vivere emiliano, si è affiancata in queste terre una moderna industria agro-alimentare. Sul terreno dell'economia Parma si distingue tra tutte le città italiane per la singolarissima compenetrazione tra agricoltura e industria. Gli agricoltori parmensi producono derrate per la trasformazione industriale: pomodoro, pisello e mais dolce per le industrie conserviere, latte per le industrie casearie, prima tra le altre la produzione del Parmigiano Reggiano.

L'industria meccanica parmense vanta il primato nazionale nella produzione di impianti per la trasformazione industriale delle derrate agricole: apparecchiature per l'industria delle conserve, impianti di trasformazione del latte, impianti per la macellazione. È per questi primati che Parma vanta il titolo di primo polo agroalimentare padano, un titolo che ha rilevanti conseguenze per la cultura e le istituzioni.[188]

Ciò detto, è importante anche menzionare che, sebbene Parma sia una delle zone più ricche d'Italia, è anche fra le zone a più alto costo della vita, con una grande sproporzione fra i redditi dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi, forbice peraltro in netto aumento e che reca forte malessere nelle numerose famiglie a reddito fisso.

Il distretto agro-alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Parma è situata al centro di un'importante rete agro-alimentare mondiale di scambi, meritando l'appellativo di «food valley heart». La regione è conosciuta per le produzioni di latte e prodotti derivati di qualità (formaggio parmigiano-reggiano), di salumi (prosciutto di Parma, culatello, salame, spalla (maiale)), di conserve vegetali, di pasta e di prodotti cotti al forno.

« Parma è una città rimarchevole, posta fra le colline degli Appennini e il Po. I suoi pascoli sono così gustosi e dolci che si crede che nessun luogo d'Europa si possa paragonare a questo per gli eccellenti formaggi che produce, onde il nome di Parma è conosciuto dappertutto. »
(William Thomas, diplomatico inglese, The Historye of Italye, Londra, 1561)

Il distretto agroalimentare parmigiano comprende Parma e 29 comuni limitrofi alla città, e risulta baricentrico rispetto ad un'area di circa 2.411 km². Vi trovano impiego il 15% degli addetti del settore agro-alimentare. Il panorama aziendale si compone di: 326 prosciuttifici, 5.500 allevamenti, 163 macelli, 189 aziende produttrici (con 3.000 addetti) e 1.380 aziende del lattiero-caseario (con 7.500 addetti). Il distretto, per il quale la produzione e lavorazione della carne di suino costituisce un connotato tra i più tipici del panorama storico-economico alimentare, produce l'80% del prosciutto crudo della regione, mentre l'export ammonta complessivamente a 2.500 miliardi annui di prodotti.

Il territorio ospita numerose aziende del settore agro-alimentare ed industriale tra loro collegate che consentono di definire l'area parmense come un distretto di filiera, in cui convergono i prodotti agricoli e zootecnici da trasformare e da cui si proiettano, anche al di fuori dell'ambito nazionale, i prodotti trasformati, gli impianti per la trasformazione e la tecnologia in generale. Tali aziende rappresentano la metà del fatturato industriale e artigianale della città, ossia 7,6 miliardi di euro su 15,6 miliardi di euro (dati 2002).

Come previsto nel documento unico di programmazione sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Provincia di Parma, dal Comune di Parma e dalle rappresentanze delle organizzazioni economiche e sociali a Parma verrà insediato un Tecnopolo all'interno del campus universitario, composto da centri di ricerca che opereranno in diversi settori industriali:

  • Biopharmanet_Tec: centro interdipartimentale per l'innovazione dei prodotti per la salute;
  • Cim: centro interdipartimentale misure;
  • Cipack: centro interdipartimentale per l'imballaggio;
  • Comt: centro interdipartimentale di oncologia molecolare e translazionale;
  • Rfid&Vis Labs: centro interdipartimentale sulle tecnologie di identificazione in radiofrequenza e con visione artificiale;
  • Siteia.Parma: centro interdipartimentale sulla sicurezza e le tecnologie per l'industria alimentare.

La tutela dei prodotti locali[modifica | modifica wikitesto]

In merito al numero delle denominazioni tutelate ed i prodotti certificati (DOP - denominazione di origine protetta, IGP - indicazione geografica protetta e STG - specialità tradizionale garantita), Parma si colloca prima provincia nel settore agroalimentare di qualità. Parma eccelle nella classifica delle province per Primato qualitativo sulla base di due tipi di indicatori: fatturato di ogni singolo prodotto rispetto alla superficie della zona di produzione ricadente nella provincia rispetto al numero di aziende produttrici ubicate nella provincia stessa, mentre il secondo è calcolato considerando il numero delle certificazioni ricadenti nell'area provinciale rispetto al totale nazionale.[189]

I dati economici e occupazionali[modifica | modifica wikitesto]

Globalmente, le imprese attive nel 2004 erano 41.435, in progressione del 1,2% rispetto all'anno precedente con una forza lavorativa di 188.000 unità.

Se nel 2004 le esportazioni verso l'estero dalla provincia di Parma ammontavano a 3 miliardi e 326 milioni di euro, nel 2007 sono salite a 4 miliardi 348 milioni di euro. Particolarmente significativo, nell'export 2007, l'incremento verso gli Usa dove, nonostante l'euro forte, la percentuale è aumentata dal 2% del 2006 al 22% del 2007, in particolare nei settori della meccanica e dell'alimentare. Il mercato principale per i prodotti del territorio resta tuttavia l'Europa, che assorbe il 73% del valore totale.[190] Globalmente, la crescita nel 2007 rispetto al 2006 è stata pari all'11,8% del fatturato, all'8,8% della produzione, al 10,6% dell'export, al 6,1% degli investimenti (rispetto al fatturato) e al 3,4% dell'occupazione: l'industria parmense consente all'economia di questo territorio di viaggiare a ritmi europei, con una sostanziale piena occupazione e un tasso di disoccupazione tra i più bassi d'Italia.

« Si riscontra come nonostante Parma sia l'undicesima provincia per crescita economica in Italia e la sesta per benessere, la distribuzione della ricchezza non è uniforme e a pagare di più sono i settori dove maggiormente si fa ricorso a contratti di tipo flessibile »
(Estratto dall'analisi formulata dal Presidente della Camera di commercio Andrea Zanlari in merito al rapporto sull'economia della provincia di Parma nel 2007)

Nel 2006 sono stati creati 3.000 posti di lavoro in più nei servizi, è cresciuta l'occupazione femminile e quella dei lavoratori nella fascia di anni 55-64.

Nel dettaglio, l'occupazione femminile è aumentata nella fascia di età 15-64 anni, passando dal 57,5% del 2005 al 61,4% nel 2006, mentre la disoccupazione femminile, risalita in modo preoccupante, scende dal 6,0% nel 2005 al 3,2% nel 2006, percentuale che supera di quattro punti gli obiettivi di Lisbona; contemporaneamente il tasso di occupazione per i lavoratori anziani (di 55-64 anni) è passato dal 36,6% al 40,3%, mentre il territorio continua a vantare uno dei valori di disoccupazione più bassi del Paese con tasso complessivo che si riduce dal 4,1% del 2005 al 2,7% del 2007 (nel 2004 era al 3,6%).[191]

Secondo i dati Istat relativi al 2007 la provincia di Parma si attesta per la seconda volta al primo posto in Italia per tasso di occupazione confermando la capacità di reazione del "Sistema Parma"” alle sollecitazioni dei mercati, alla competizione internazionale ed al crack finanziario Parmalat del 2003. Ha un lavoro il 72,4% della popolazione in età compresa tra i 15 e 64 anni, pari a 200.000 persone.

Sempre nel 2007, il territorio ha saputo mantenere l'ottavo posto nella graduatoria delle province con il maggior Pil pro capite attestandosi a 32.388 euro per abitante.[192] Nell'anno 2009 si sono persi 1458 posti di lavoro ma il trend si è capovolto tra luglio 2009 e giugno 2010. L'attività imprenditoriale nel periodo 2007-2010 registra un saldo positivo del 4% (in controtendenza rispetto a regione e nazione). Nel 2008 il 7,9% dell'imprenditoria locale era straniera, un dato che colloca Parma al terzo posto in regione. L'export, dopo la brusca contrazione del 2009, segna nel 2010 un importante +22,9% a livello provinciale contro il 3,8% regionale. Il Censis colloca la realtà geo-economica di Parma al 12 posto in Italia.[151]

Le multinazionali[modifica | modifica wikitesto]

Settore alimentare[modifica | modifica wikitesto]

A Parma e nelle sue vicinanze hanno sede due grosse multinazionali del settore alimentare: Barilla S.p.A. e Parmalat S.p.A. Secondo la speciale classifica stilata nel 2006 da "Il Reputation Institute" di New York, la Barilla è risultata, tra le multinazionali mondiali, la migliore azienda in base alla reputazione, essendo la più conosciuta nel mondo.[193] Parmalat si è piazzata al 22º posto.

Altri settori[modifica | modifica wikitesto]

Parma è anche sede di grosse multinazionali del settore chimico-farmaceutico tra le quali l'inglese GlaxoSmithKline (l'altra sede italiana si trova a Verona) e la Chiesi Farmaceutici S.p.A, un'azienda nata in città nel 1935 e che conta nel mondo 22 filiali dirette, 3 impianti produttivi e quattro centri di ricerca.[194] Rimane importante per il tessuto economico locale la presenza dell'industria vetraria rappresentata dalle sedi delle multinazionali Bormioli Luigi S.p.A (sede a Parma), specializzata nella produzione in vetro di flaconi per profumeria e articoli per la tavola e Bormioli Rocco & Figli S.p.A., fondata a metà dell'Ottocento da Rocco Bormioli. Il Gruppo "Bormioli Rocco & Figli" possiede 9 stabilimenti (uno per il vetro ed uno per gli stampi situati in provincia), 3 atelier di decorazione e 11 outlet. Opera in oltre 100 paesi, con circa 3.000 dipendenti.[195]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Parma fa parte del circuito "Città dell'arte della pianura padana", un'associazione che riunisce 12 capoluoghi del nord Italia. In città sono presenti 30 alberghi e tre residenze turistico-alberghiere. Dagli inizi dell'anno 2000 ai primi del 2007, le presenze in queste strutture sono aumentate dell'11%, passando da 365.000 a 408.000, il numero di camere è lievitato del 70%, passando da 870 a 1.478, alle quali si aggiungeranno le possibili 700 previste dai progetti di apertura di nuovi alberghi.[196][197] Considerando anche le altre 57 strutture ricettive cittadine, nel 2006 si sono censite globalmente 465 000 presenze delle quali 315 000 provenienti dall'Italia e 150 000 dall'estero, in particolare da Francia, USA, Regno Unito e Germania, nazioni che da sole, hanno totalizzato 65 000 presenze.[198]

Terme[modifica | modifica wikitesto]

In Provincia di Parma è ubicato uno dei più noti ed importanti poli termali italiani: Salsomaggiore Terme e Tabiano Terme. Di rilievo è anche il centro termale con acque sulfuree-solfate e salsobromoiodiche di Monticelli Terme, frazione del Comune di Montechiarugolo. Queste terme sono in funzione dal 15 maggio 1927 con la costruzione dello stabilimento termale che si trova in un grande parco secolare di conifere esteso 35 ettari.

Fiere di Parma[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere fieristico è situato a ridosso dell'autostrada A1 a Baganzola, vicino alle frazioni di Ronco Pascolo ed Eia ed occupa una superficie di 300.000 m², di cui 100.000 adibiti a superficie espositiva coperta e attrezzata. Le principali manifestazioni sono Cibus (salone internazionale dell'alimentare), Cibus Tec (meccanica e impiantistica alimentare), "Dolce Italia" (dolciario), "Mercanteinfiera" ed Emporium (modernariato, antichità e collezionismo), Gotha (antiquariato), Bagarre (collezionismo e antichità).

« Cibus ha un compito: continuare a testimoniare, come ha sempre fatto, l'alta qualità della tradizione alimentare italiana nel mondo. »
(Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, 4 maggio 2006)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Trasporti a Parma

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Parma è ben servita sotto il profilo stradale. Sono due le autostrade che si collegano alla città: l'Autostrada A1 Milano-Bologna tramite l'omonimo casello, e l'Autostrada A15 Parma-La Spezia, tramite l'uscita Parma ovest.

Le principali vie di accesso sono: la Strada statale 9 Via Emilia, che percorre l'intero nucleo urbano da Est a Ovest; la Strada statale 62 della Cisa a Sud; la Strada Statale 343 Asolana a Nord.

Un anello di tangenziali cinge infine l'intera città.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Parma è posta sulla linea ferroviaria Milano-Bologna. Dalla stazione cittadina si diramano le linee per La Spezia, Brescia e Suzzara, quest'ultima di competenza delle Ferrovie Emilia Romagna. Dal dicembre 2010, l'interconnessione di Parma est collega l'impianto ferroviario alla linea ad alta velocità Milano-Bologna.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città si serve di un aeroporto, aperto al traffico commerciale nazionale e internazionale.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto urbano viene gestito dalla TEP - Tranvie Elettriche Parmensi, che fornisce alla città 13 linee; è inoltre attiva una rete filoviaria di quattro linee, che sostituì nel 1953 una rete tranviaria attivata nel 1899.

Tranvie[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla rete urbana, Parma fu servita tra il 1892 e il 1954 da un'estesa rete di tranvie interurbane:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Parma.

L'attuale sindaco è Federico Pizzarotti appartenente al Movimento 5 Stelle.

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

A Parma sono presenti i consolati onorari di Francia e Lituania.[199]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città è gemellata[200] con:

Ha un patto d'amicizia con[201]:

Scambi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

L'Agenzia per l'internazionalizzazione creata dalla Provincia di Parma ha realizzato accordi turistico-commerciali e culturali con le città di Manchester e Stockton nel 1998, Reutlingen nel 2002 e Cluj-Napoca nel 2003.[202]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sport a Parma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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