Varano de' Melegari

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Varano de' Melegari
comune
Varano de' Melegari – Stemma Varano de' Melegari – Bandiera
Varano de' Melegari – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Restiani (Lega Nord) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 44°41′N 10°01′E / 44.683333°N 10.016667°E44.683333; 10.016667 (Varano de' Melegari)Coordinate: 44°41′N 10°01′E / 44.683333°N 10.016667°E44.683333; 10.016667 (Varano de' Melegari)
Altitudine 190 m s.l.m.
Superficie 64,92 km²
Abitanti 2 682[1] (31-12-2014)
Densità 41,31 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Bore, Fornovo di Taro, Medesano, Pellegrino Parmense, Solignano, Varsi
Altre informazioni
Cod. postale 43040
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034045
Cod. catastale L672
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti varanesi
Patrono san Martino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Varano de' Melegari
Varano de' Melegari
Posizione del comune di Varano de' Melegari nella provincia di Parma
Posizione del comune di Varano de' Melegari nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Varano de' Melegari (Varàn in dialetto parmigiano[2]) è un comune italiano di 2.682 abitanti della provincia di Parma situato nella bassa valle del Ceno a circa 30 km dal capoluogo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Varano, legato strettamente al torrente Ceno, risultava abitato già in epoca preistorica; sono infatti riemersi vari reperti in selce del Paleolitico e alcuni oggetti in ceramica dell'età del bronzo.[3]

Verso il III secolo a.C. la zona ospitava alcuni insediamenti dei Liguri, che nel II secolo a.C. assorbirono la cultura dei Celti, dei quali si conservano i resti di una necropoli in prossimità della frazione di Vianino.[3]

L'arrivo dei Romani frazionò il territorio varanese nelle due diverse giurisdizioni di Parma e Velleia, che furono collegate alla vallata attraverso nuove strade; risale proprio all'età imperiale l'origine del nome di Varano, derivato dalla gens Varia, che era proprietaria di numerose terre nei pressi del torrente Ceno.[3]

Nel V secolo, in seguito al crollo dell'impero romano, la zona fu occupata dai Goti, ai quali subentrarono nel VI secolo i Longobardi.[3]

Tra l'VIII e l'XI secolo iniziarono a sorgere i primi castelli ed edifici religiosi,[3] tra cui la pieve di Serravalle, costruita sul luogo di un preesistente tempio pagano dedicato alla dea Diana,[4] e la cappella di Careno, nata probabilmente nel 1044.[5]

Nell'XI secolo l'importante famiglia dei Pallavicino estese i propri domini sulla zona, che fu inglobata nel vasto Stato Pallavicino, formalmente dipendente dal Sacro Romano Impero ma di fatto gestito in piena autonomia dai marchesi,[3] che riedificarono il castello di Varano.[6] Tra i notai al servizio della potente famiglia si ebbe la dinastia dei Melegari, donde il nome che fu aggiunto alla località per distinguerla dalla non lontana Varano dei Marchesi, anch'essa appartenente ai Pallavicino.[3]

Il maniero, strategico per la sua posizione, fu ricostruito nel 1208 per volere del Comune di Parma,[7] Nel 1249 l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia investì il marchese Oberto II Pallavicino del feudo di Varano.[7]

Nel 1405[3] Rolando il Magnifico entrò in guerra con i Rossi e i Terzi per il controllo di alcuni luoghi strategici della pianura parmense; il castello fu allora conquistato da Ottobuono de' Terzi, che lo consegnò ai Visconti.[8]

Nel 1431 il Rolando Pallavicino fu investito del feudo di Varano dal duca Filippo Maria Visconti.[7] Tuttavia nel 1441 Niccolò Piccinino convinse il milanese del tradimento del marchese e si fece incaricare di conquistare lo Stato Pallavicino; attaccato su più fronti, il Pallavicino fu costretto alla fuga e tutti i suoi feudi furono incamerati dal duca di Milano.[9] Nel 1445 Rolando il Magnifico diede prova di lealtà al Visconti, che acconsentì alla restituzione di quasi tutte le terre confiscate, a eccezione di Monticelli d'Ongina e alcuni altri feudi donati al Piccinino.[10]

Nel 1480 il castello passò agli Sforza e fu subito alienato dal duca Gian Galeazzo al marchese Gian Francesco Pallavicino.[7] Nel 1526, alla morte del marchese Bernardino, il feudo fu frazionato tra i suoi due figli Pallavicino e Gian Francesco, i cui eredi si spartirono il territorio fino al 1588, quando lo Stato Pallavicino fu soppresso dal duca Alessandro Farnese, che ne annetté il territorio al ducato di Parma e Piacenza; i marchesi tuttavia conservarono il possesso del castello e mantennero alcuni privilegi sulla zona, tra cui la facoltà di promulgare leggi, amministrare la giustizia e nominare le cariche pubbliche.[3]

I Pallavicino furono costretti ad abbandonare definitivamente il governo del territorio nel 1805, a causa degli editti napoleonici relativi all'abolizione dei diritti feudali; fu nominato allora il primo maire (attuale sindaco) del comune.[3]

In seguito alla Restaurazione Varano entrò definitivamente a far parte del ducato di Parma e Piacenza, alle dipendenze di Borgo San Donnino; il territorio comunale fu esteso nel 1870 alle due frazioni di Vianino e Viazzano.[3]

Durante la seconda guerra mondiale nella zona si radunarono numerosi gruppi di partigiani; i rastrellamenti subiti dalle popolazioni da parte dell'esercito tedesco culminarono nell'eccidio del Dordia del 10 gennaio del 1945, in cui persero la vita 17 uomini.[3]

Dal 1994 Varano de' Melegari è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione, in quanto insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana.[3]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale deriva dall'emblema medievale dipinto all'interno della pieve di Serravalle, connesso ai Castelletti, insigniti del titolo nobiliare nel 1463 da parte del duca di Milano Francesco Sforza.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello di Varano de' Melegari visto dal torrente Ceno
Battistero di Serravalle Ceno
Battistero di Serravalle
Il Municipio di Varano de' Melegari

Il monumento storico più importante di Varano de' Melegari è il castello medievale, edificato originariamente forse nell'XI secolo, menzionato nella Cronaca Pallavicina del 1087 e ricostruito nel 1208 dai marchesi Pallavicino; caduto nelle mani dei Visconti agli inizi del XV secolo, il maniero fu fortificato e adeguato alle esigenze belliche dell'epoca; riconquistato da Rolando Pallavicino nel 1452, rimase all'importante casata fino al 1805, quando gli editti napoleonici abolirono i diritti feudali; acquistato dalla famiglia Levacher, nei primi anni del XX secolo fu restaurato internamente dall'ingegner Rolando Levacher; alienato alla famiglia Tanzi nel 1965, il castello fu acquistato nel 2001 dal Comune di Varano de' Melegari che lo aprì al pubblico. Oltre alle numerose sale interne, la fortezza conserva le antiche prigioni, che nel 1442 ospitarono Annibale I Bentivoglio, liberato rocambolescamente il 6 giugno del 1443 da Galeazzo Marescotti e altri quattro guelfi bolognesi.[11][12]

Il borgo ospita anche la chiesa di San Martino, edificata originariamente in stile romanico nel 1453, ma completamente ricostruita nelle attuali forme barocche tra il 1725 e il 1769; il luogo di culto si sviluppa su un'unica navata affiancata da tre cappelle, tra cui quella dedicata al Santo Rosario, pregevolmente affrescata dal pittore Giuseppe Peroni.[3]

Nella piccola frazione di Serravalle si trova l'antica pieve di San Lorenzo, edificata originariamente tra il X e l'XI secolo, ma ricostruita in seguito a un terremoto nel XIV secolo e ristrutturata tra il 1796 e il 1814. Di particolare pregio risulta il battistero adiacente, considerato il monumento religioso più antico di tutto il Parmense; il piccolo edificio a pianta ottagonale, rivestito interamente in conci squadrati di arenaria, è decorato sugli spigoli esterni con lesene, cui corrispondono all'interno quattro semicolonne alternate ad altrettanti pilastri; uno dei capitelli è arricchito da due sculture raffiguranti un volto e un uccello, dai tratti antelamici; l'altare marmoreo poggia su due piedritti di reimpiego risalenti all'età longobarda, ornati con bassorilievi.[13][14]

Nell'antico borgo di Vianino si trova una torre medievale, unica superstite del castello eretto nel X secolo e appartenuto a numerose importanti casate del Parmense.[15]

La frazione di Viazzano conserva infine numerose case-torre d'epoca medievale e alcuni palazzi rinascimentali.[16]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Persone legate a Varano de' Melegari[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Viazzano

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Al Monte, Bertinelli, Boccolo, Boschi, Case Rosse, Case Turni, Faeto, Fontanelle, Gallo, Il Monte, Le Aie, Legnago, Maneia, Mazzini, Molino, Montesalso, Ombasini, Pagano, Pecorini, Pianelli, Piani Riva, Ponte Dordia, Ponte Vetrioni, Pradarolo, Riviano, Scarampi, Serravalle, Vianino, Viazzano, Volta.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 luglio 1988 11 giugno 1993 Giorgio Bonzani Democrazia Cristiana Sindaco [18]
11 giugno 1993 28 aprile 1997 Cirillo Carra Democrazia Cristiana Sindaco [18]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Cirillo Carra centro-sinistra(L'Ulivo) Sindaco [18]
14 maggio 2001 29 novembre 2004 Mario Gherardi centro-sinistra(L'Ulivo, PDS) Sindaco [18]
21 dicembre 2004 5 aprile 2005 Franco Zasa Comm. pref. [18]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Luigi Bassi Democratici di Sinistra(dal 2007 Partito Democratico) Sindaco [18]
30 marzo 2010 31 maggio 2015 Luigi Bassi Partito Democratico Sindaco [18]
1º giugno 2015 in carica Giuseppe Restiani Guardando al futuro(lista con Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale e civici di centro-destra) Sindaco [18]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo territorio sorge l'Autodromo Riccardo Paletti, circuito per automobilismo e motociclismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Storia del Capoluogo, comune.varano-demelegari.pr.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  4. ^ Varano de' Melegari (PR) - Pieve di Serravalle - Il culto di Diana e la presenza dei templari, luoghimisteriosi.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  5. ^ Chiesa millenaria della Beata Vergine Assunta di Careno: la storia, il culto, i tesori (PDF), comune.pellegrino-parmense.pr.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  6. ^ Varano de' Melegari - Castello Pallavicino, preboggion.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  7. ^ a b c d Castello Varano Melegari, geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 2 settembre 2016.
  8. ^ Cenni Storici, castellodivarano.it. URL consultato il 5 luglio 2016.
  9. ^ Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842, pp. 446-448.
  10. ^ Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842, p. 498.
  11. ^ Cenni Storici, castellodivarano.it. URL consultato il 6 luglio 2016.
  12. ^ Varano de' Melegari - Castello Pallavicino, preboggion.it. URL consultato il 6 luglio 2016.
  13. ^ Battistero di Serravalle, turismo.comune.parma.it. URL consultato il 4 luglio 2016.
  14. ^ Serravalle, Chiesa di San Lorenzo e Battistero, piazzaduomoparma.com. URL consultato il 4 luglio 2016.
  15. ^ Vianino, comune.varano-demelegari.pr.it. URL consultato l'8 luglio 2016.
  16. ^ Viazzano, comune.varano-demelegari.pr.it. URL consultato l'8 luglio 2016.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237069655
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