Fidenza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fidenza
comune
Fidenza – Stemma Fidenza – Bandiera
Palazzo Comunale e Obelisco dedicato a Garibaldi
Palazzo Comunale e Obelisco dedicato a Garibaldi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Andrea Massari (PD) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate 44°52′N 10°04′E / 44.866667°N 10.066667°E44.866667; 10.066667 (Fidenza)Coordinate: 44°52′N 10°04′E / 44.866667°N 10.066667°E44.866667; 10.066667 (Fidenza)
Altitudine 75 m s.l.m.
Superficie 95,12 km²
Abitanti 26 689[1] (30-9-2015)
Densità 280,58 ab./km²
Frazioni Bastelli, Cabriolo, Castione Marchesi, Chiusa Ferranda, Chiusa Viarola, Coduro, Cogolonchio, Costa Ferrari, Fornio, Monfestone, Osteria Pietralunga, Parola, Pieve Cusignano, Ponte Ghiara, Rimale, San Faustino, Santa Margherita, Siccomonte
Comuni confinanti Alseno (PC), Busseto, Fontanellato, Medesano, Noceto, Salsomaggiore Terme, Soragna
Altre informazioni
Cod. postale 43036
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034014
Cod. catastale B034
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Fidentini o Borghigiani
Patrono san Donnino
Giorno festivo 9 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fidenza
Fidenza
Posizione del comune di Fidenza nella provincia di Parma
Posizione del comune di Fidenza nella provincia di Parma
Sito istituzionale
Il cortile interno del municipio di Fidenza

Fidenza (già Borgo San Donnino; Fidénsa, Bórogh, Bórgh San Donén [in disuso] in dialetto parmigiano, Bùragh nella dizione locale[2]) è un comune italiano di 26 689 abitanti[1] della provincia di Parma, secondo per popolazione e importanza solamente al capoluogo. È sede del Consiglio dell'Associazione intercomunale Terre Verdiane.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situata nella Pianura padana costeggiata a sud dalle prime colline, a circa 23 km ad ovest di Parma e 30 km a sud del fiume Po. Ad ovest della città scorre il torrente Stirone, affluente del fiume Taro. Un tempo il torrente scorreva nell'attuale centro cittadino, dove sorge il Duomo. Ad est è bagnata dal torrente Rovacchia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fidenza nacque come accampamento romano nei luoghi in cui i Galli Anani fondarono l'insediamento che aveva nome Vicumvia, lungo il percorso della Via Emilia con il nome di Fidentia. Per la sua posizione divenne poi un importante centro commerciale, rimanendolo per tutto il periodo di dominazione dell'impero romano, tanto che nel 41 a.C. fu insignita da Ottaviano della cittadinanza romana come Fidentia Julia e divenne municipio.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente cominciò un periodo buio per la città, tanto che il nome venne tramutato in Fidentiola. Venne più volte invasa dai barbari, venne distrutta nel V secolo. In quell'occasione cominciò l'opera di ricostruzione di quello che veniva chiamato semplicemente "Borgo". Il nuovo nome infatti, Borgo San Donnino, sembra risalire al 923 e vanne mantenuto per più di mille anni, fino al 1927. Fu quasi sempre oggetto di contese tra Parma e Piacenza, anche se fu praticamente sempre la prima ad averne il controllo. Era infatti considerato un centro in grado di potersi sviluppare e "disturbare" sia l'una che l'altra, grazie alla sua posizione strategica sulla via Emilia e sulla Via Francigena.

Carlo Magno ebbe una forte devozione verso san Donnino e fu uno dei più grandi benefattori della chiesa della città, donandole la sua villa regia di Fornio ed il pomo d'oro del proprio bastone per fonderlo e farne il nodo del calice. E fu proprio durante la dominazione di Carlo Magno che venne ritrovato il corpo del Santo.

Tra il 1000 e il 1100 Borgo San Donnino divenne capitale d'Italia: Corrado di Lorena, figlio dell'Imperatore Enrico IV, si ribellò al padre alleandosi con il Papa Gregorio VII e Matilde di Canossa, scegliendo Borgo San Donnino come propria capitale dal 1092 al 1102. Sempre nel 1102 Fidenza diventò Comune, riconosciuto ufficialmente nel 1162 da Federico Barbarossa, che la affidò al controllo dei Pallavicino. Nel 1199 la città fu nuovamente conquistata da Parma e liberata nel 1221 da Federico II, nipote di Federico Barbarossa. Borgo San Donnino venne però nuovamente distrutta dai parmigiani nel 1268, motivo per cui vennero bloccati i lavori di costruzione della facciata del duomo e mai più ripresi. La città venne ricostruita solamente nel 1300 e venne innalzata la Torre Salvaterra, per proteggersi dagli attacchi di Parma. Successivamente vide la presenza dei Visconti per un secolo (1336 - 1447) ma in modo non continuo. Questi edificarono la parte più antica dell'attuale palazzo Comunale (1354), l'oratorio di San Giorgio (1314) e la porta di San Donnino (1364).

Dopo la morte di Filippo Maria Visconti nel 1447, Fidenza rimase libera per un anno prima di essere controllata dagli Sforza fino al 1499. Fino alla seconda metà del secolo successivo Borgo San Donnino divenne capitale dello Stato Pallavicino e nel 1556 annessa al Ducato di Parma e Piacenza. In questo anno divenne possedimento dei Farnese, inoltre nel 1601 la chiesa di san Donnino divenne diocesi e le fu conferito lo status di città. Durante la dominazione farnese, Fidenza conobbe la peste del 1630, diffusasi velocemente in città anche per il grande numero di pellegrini che giornalmente arrivavano percorrendo la Via Francigena. Furono costruiti anche numerosi edifici come la chiesa di San Pietro nel 1602, il palazzo vescovile accanto al duomo nel 1690, poi distrutto durante il bombardamento del 1944, il collegio dei Gesuiti con l'annessa chiesa (1697 - 1711) e il palazzo delle Orsoline (1710).

Nel 1731, alla morte di Antonio, si estinse la dinastia dei Farnese e Fidenza passò sotto il controllo dei Borbone, durato fino alla morte del duca Ferdinando, nel 1802. Nello stesso anno cominciò il dominio francese, che cercarono di fare riprendere la città, dalla decadenza in cui era scivolata, aprendo delle scuole di arti e mestieri. Seguì ai francesi la duchessa Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, moglie di Napoleone, che fece costruire un nuovo ponte sullo Stirone.

Fidenza venne poi annessa al Regno Sabaudo, con una votazione in consiglio comunale, nel 1859. Il primo sindaco fu Giacomo Ronchei ed il primo deputato di Borgo San Donnino fu Giuseppe Verdi.

Molti giovani volontari partirono per combattere la prima guerra mondiale. Quelli che tornarono, come nel resto d'Italia, parteciparono o videro dall'esterno le grandi tensioni sociali di quel periodo. A Borgo San Donnino nacque la prima sede del partito comunista della provincia di Parma, e l'anno successivo il primo fascio di combattimento, dopo l'uccisione del fascista Vittorio Bergamaschi.

Con l'avvento del fascismo, la città conobbe un enorme sviluppo: furono costruite nuove scuole, la linea ferroviaria Fidenza - Salsomaggiore Terme, l'acquedotto, la piscina ed il trampolino olimpionico. Inoltre, nel 1927, venne cambiato il nome in Fidenza, riconosciuto con regio decreto legge. Vi fu anche una buona ripresa economica.

Con i bombardamenti del 1944, 2 e 13 maggio, la città venne quasi completamente rasa al suolo, con la perdita della chiesa del quartiere Oriola ed il danneggiamento della rocca, poi abbattuta completamente per volere del Sindaco Porcellini. Nella primavera del 1945 fu inoltre teatro di alcune rappresaglie nazifasciste come l'eccidio delle Carzole e di via Baracca. La città fu liberata dagli alleati il 26 aprile 1945 ed insignita della medaglia di bronzo al valor civile nel 1960.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome attuale deriva dal latino Fidentia, nome augurale collegato con il termine fides, "fiducia", e con fidens, -entis, participio presente del verbo fidere, "confidare". Nell'alto Medioevo la città venne ribattezzata Borgo San Donnino, dal nome del santo patrono che secondo la tradizione fu ivi decapitato, forse nel 296. Nel 1927 venne ripristinato il nome originario[3].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il primo stemma della città sembra risalire al 1102, consistente in uno scudo di fondo rosso con la croce color argento, la cosiddetta croce di San Giovanni Battista. Nel 1221 la città ottenne il permesso di Federico II di inserire l'aquila imperiale in campo dorato nella metà sinistra dello scudo. Infine, nel 1601, i Farnese la dichiararono città ed inserirono la corona ducale sopra lo scudo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Lapide che ricorda il conferimento della medaglia di bronzo al valor civile sulla facciata del municipio
Medaglia di bronzo al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor civile
«Città di Fidenza 1944 - 1945. Sottoposta a numerosi bombardamenti subiva con animo fermo le distruzioni notevoli e la perdita di vite umane mantenendo fiero e intatto il suo amore di patria.»
— Fidenza - 9 settembre 1960

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 3.090, ovvero l'11,8% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:

  1. Marocco, 443
  2. Moldavia, 348
  3. Romania, 327
  4. Ecuador, 306
  5. Albania, 247
  6. Tunisia, 214
  7. India, 198
  8. Bosnia ed Erzegovina, 150
  9. Ucraina, 103
  10. Senegal, 68

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione maggiormente praticata a Fidenza è il cattolicesimo. La città è sede vescovile cattolica: la diocesi di Fidenza è suffraganea dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola.

A Fidenza sono presenti case religiose di numerosi istituti: le Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario, le Figlie della Carità, i Cappuccini.

Miracoli[modifica | modifica wikitesto]

San Donnino martire Patrono della città e diocesi di Fidenza decapitato nel 296 d.C.; si festeggia il 9 ottobre.

La leggenda narra di diversi miracoli avvenuti a Fidenza. Il primo sarebbe avvenuto attorno al 296, quando il cubiculario romano Donnino, uomo di fiducia dell'imperatore Massimiano, venne raggiunto da altri soldati romani e decapitato da questi all'ingresso della città, sul ponte romano del torrente Stirone: venne decapitato perché si era convertito alla fede cristiana. Secondo la leggenda, Donnino raccolse la testa e fece alcuni passi prima di cadere nel luogo dove oggi sorge la cattedrale. I cristiani del luogo ne seppellirono il corpo ed iniziarono un attento culto a questo martire della fede.

Un secondo miracolo sembra essere avvenuto nel Medioevo quando lo stesso ponte, citato in precedenza, crollò mentre alcuni pellegrini lo stavano attraversando, rimanendo illesi. Questo miracolo è riportato nei bassorilievi della cattedrale.

Un altro miracolo attribuito a San Donnino avvenne durante i bombardamenti del 1944: il palazzo vescovile, con cui il duomo condivideva una parete, venne completamente raso al suolo, ma la cattedrale restò praticamente intatta. Sempre durante gli stessi bombardamenti la chiesa del quartiere Oriola venne completamente abbattuta, tranne una sottilissima colonna di mattoni che sorreggeva una piccola nicchia contenente una statua della Madonna, conservata oggi nel muro dell'abitazione sorta in quel punto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Fidenza
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Fidenza e Decorazioni scultoree del Duomo di Fidenza.

La Cattedrale è sicuramente l'edificio di maggior valore di Fidenza. Fu costruita tra il XII e il XIII secolo sul percorso della Via Francigena in stile romanico, dedicata a San Donnino ed edificata nel punto in cui, secondo la leggenda, cadde il Santo. La direzione dei lavori e le sculture furono di Benedetto Antelami. La parte di maggior pregio è la facciata, una della più belle del romanico emiliano, dove si possono ammirare bassorilievi e statue. Le due più grosse sono quelle di David ed Ezechiele, rispettivamente alla sinistra e alla destra del portone principale.

I bassorilievi narrano la storia di San Donnino, soldato romano al servizio dell'imperatore Massimiano. Sono inoltre notevoli i due leoni stilofori posti a guardia dell'ingresso principale e l'arco decorativo dello stesso portone. La facciata è incompiuta, infatti nella parte superiore si nota la predisposizione per delle decorazioni mai inserite. All'interno troviamo tre navate e due imponenti matronei ai lati superiori della navata centrale. La navata destra presenta l'aggiunta di una cappella quattrocentesca contenente la fonte battesimale; nella cripta, sotto l'altare maggiore, sono conservate le ossa del martire. Un tempo tutto l'interno era decorato, ma degli affreschi rimane solo il viso di un prelato nella zona dell'abside. Il resto degli affreschi sono infatti andati perduti quando venne tolta la calce applicata alle pareti nel Seicento per evitare il contagio della peste. La Cattedrale ha tre campanili, due ai lati della facciata, ed uno a fianco dell'abside. Il Duomo possiede il cosiddetto Tesoro di San Donnino.

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Pietro (Fidenza).

Edificato tra il 1603 e il 1613 dagli eremitani agostiniani sul luogo di una precedente chiesa risalente al XII secolo, il luogo di culto barocco fu progettato dall'architetto Maurizio Bacchini; gli interni furono arricchiti verso la fine del XVIII secolo; la chiesa, chiusa al culto per alcuni anni in seguito all'allontanamento dei frati, passò alla diocesi di Fidenza nel 1820.[6] L'adiacente convento, edificato verso la fine del XVII secolo su progetto dell'architetto Carlo Draghi, fu espropriato dalla Camera Ducale nel 1768 ed adibito a sede di uffici governativi.[7]

Santuario della Gran Madre di Dio[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Gran Madre di Dio
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Gran Madre di Dio.

Innalzato tra il 1710 e il 1722 su progetto di padre Stefano Maria Bramieri quale chiesa annessa al collegio dei Gesuiti, il tempio barocco fu sconsacrato nel 1806 in seguito alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi e riconvertito in magazzino e deposito di granaglie; restaurato tra il 1948 e il 1950, fu riaperto al culto quale parrocchia di San Michele Arcangelo, in seguito alla chiusura della vicina chiesa cinquecentesca, ed innalzato a santuario diocesano nel 1957. La facciata e l'interno mostrano i tratti monumentali comuni a molte chiese innalzate dalla Compagnia di Gesù agli inizi del XVIII secolo.[8]

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele Arcangelo
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Michele Arcangelo (Fidenza).

Edificato tra il 1533 e il 1537 sul luogo di una precedente chiesa risalente al 1181, il luogo di culto rinascimentale, con facciata ricostruita nel 1893, fu danneggiato dai bombardamenti del 1944 e sconsacrato; la parrocchia fu allora spostata nel vicino santuario della Gran Madre di Dio; rimasto chiuso per lunghi anni, l'edificio fu riaperto quale centro culturale in seguito ai restauri effettuati nel 1978. L'interno, sviluppato su una pianta centrale a croce greca, mostra i tratti tipici delle chiese bramantesche ed ospita un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna in trono col Bambino, proveniente dal distrutto tempio medievale.[9]

Oratorio di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio di San Giorgio (Fidenza).

Innalzato in stile gotico nel 1314 con un piccolo ospedale annesso, l'oratorio, di cui nel 1575 fu abbattuta la facciata, nel 1617 fu ruotato di 180° e ristrutturato completamente, con l'edificazione di quattro cappelle laterali e della nuova abside ad ovest; sconsacrato nel 1902 ed adibito a deposito, fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1944 e successivamente restaurato nel 1969 e nel 2002, con la trasformazione in sede espositiva. La facciata a capanna mostra le tracce dell'originario presbiterio medievale, ancora decorato sulla parete laterale a confine col campanile con la sinopia di un affresco tardo gotico raffigurante San Giorgio e il drago, recuperato nel 1969 e traslato nel museo del Duomo di Fidenza.[10]

Chiesa di Santa Maria Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Annunziata (Fidenza).

Edificata originariamente verso la fine del XII secolo, la chiesa, ricostruita dalla confraternita dei Disciplinati negli ultimi anni del XIV con una nuova orientazione a sud, fu ampliata e restaurata in stile barocco agli inizi del XVII secolo e nuovamente allungata internamente intorno al 1970; il prospetto laterale conserva le tracce dell'antico portale e della bifora della primitiva cappella medievale; all'interno la piccola cupola è decorata con affreschi seicenteschi del pittore Antonio Formaiaroli. L'adiacente chiostro rinascimentale dell'antico ospedale per pellegrini fu innalzato alla fine del XIV secolo dai Disciplinati, ma parzialmente demolito in occasione dell'ampliamento seicentesco del tempio.[11]

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Antonio Abate (Fidenza).

Innalzata dai frati antoniani fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo unitamente ad un piccolo convento e ad un ospedale per pellegrini, la chiesetta gotica fu modificata nel 1812 in seguito alla rettificazione della via Emilia, con la demolizione del portico laterale e l'allungamento della navata fino alla precettoria medievale; profondamente danneggiata dai bombardamenti alleati del 1944, fu restaurata nel 1969 e riaperta al culto; dal 2004 è concessa in uso agli ortodossi della metropolia di Chișinău e di tutta la Moldavia. L'esterno del presbiterio è caratterizzato dalle grandi monofore ad arco ogivale e dal motivo ad archetti intrecciati in sommità.[12]

Convento dei Cappuccini[modifica | modifica wikitesto]

Alla periferia sud di Fidenza si trova la chiesa ed il convento dei cappuccini, costruito nel 1878. All'interno si trovano le tombe di Enrichetta d'Este e di Leopoldo d'Assia-Darmstadt.

Chiesa di San Tommaso Becket[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Tommaso Becket (Cabriolo).

Edificata originariamente nell'XI secolo, fu ricostruita in stile romanico dai cavalieri templari nella seconda metà del XII; depredata e incendiata nel 1309, fu riedificata dai cavalieri Ospitalieri tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV riconvertendo la porzione orientale della rotonda nell'abside del nuovo tempio; abbandonata dai cavalieri di Malta agli inizi del XIX secolo a causa delle soppressioni napoleoniche, fu restaurata più volte, riscoprendo nel 1922 una fascia di rari affreschi gotici sulla parete sinistra della navata; di pregio risulta anche l'abside, risalente alla struttura templare.[13]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Porta di San Donnino[modifica | modifica wikitesto]

Porta di San Donnino
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Porta di San Donnino.

Edificata nel 1364 sulla prima campata dell'antico ponte romano per volere di Bernabò Visconti unitamente alla cinta muraria cittadina, la porta medievale costituisce l'unica traccia superstite delle antiche fortificazioni di Fidenza; oggi la torre, comunicante con l'attigua Casa Cremonini, è sede di uffici e associazioni comunali e del piccolo museo "Antiquarium". La porta, attraversata nell'androne da una passerella pedonale che ripercorre l'originario tracciato del ponte, presenta una singolare merlatura in sommità, guelfa sul lato interno e ghibellina sugli altri tre.[14]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Comunale[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Comunale
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Comunale (Fidenza).

Innalzato in stile gotico lombardo tra il 1273 e il 1354, il palazzo comunale, parzialmente distrutto nel 1527 dalle truppe spagnole e francesi, fu riedificato nel 1570; la facciata fu ricostruita in stile neogotico nel 1875, su progetto dello scenografo Girolamo Magnani, mentre le ali laterali furono innalzate nel 1905 e infine il lato retrostante fu completato nel 1915 in continuità col prospetto principale. Davanti al palazzo è collocato dal 1884 l'obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi.[15]

Palazzo delle Orsoline[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo delle Orsoline
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo delle Orsoline (Fidenza).

Innalzato fra il 1710 e il 1731 quale sede di collegio delle Suore orsoline missionarie del Sacro Cuore di Gesù, il palazzo barocco fu espropriato nel 1805 in seguito alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi e trasformato in ospizio femminile per mendicanti; nuovamente occupato dalle religiose fra il 1920 e il 1957, l'edificio in seguito ospitò abitazioni private e sedi scolastiche e sportive,[16] fino alla fine del XX secolo, prima della parziale riconversione nel Palazzo della cultura e delle arti di Fidenza (OF), sede della biblioteca civica "Michele Leoni", del Museo civico del Risorgimento Luigi Musini, della mediateca, della pinacoteca, del Fondo Storico librario, del Fondo Musini, del Punto Giovane, dell'ufficio Cultura e Turismo, dell'ufficio Progetto Europa e della segreteria della Via Francigena.[17] Il grande edificio, caratterizzato dalla simmetrica facciata con ingresso monumentale in marmo, si articola attorno a due cortili in successione; all'interno è ancora presente l'antica cappella delle orsoline, oggi adibita ad auditorium, decorata con affreschi settecenteschi attribuiti a Giuseppe Barbieri.[16]

Collegio dei Gesuiti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Collegio dei Gesuiti (Fidenza).

Innalzato tra il 1697 e il 1710 su progetto di padre Stefano Maria Bramieri quale sede di collegio gesuitico, il palazzo barocco, con annessa chiesa, fu chiuso nel 1806 in seguito alla soppressione napoleonica degli ordini religiosi e trasformato in ospizio per mendicanti; adibito successivamente ad ospedale militare e casa protetta, dagli anni ottanta ospita alcuni uffici dell'Ausl e varie associazioni, in attesa di un restauro e di una definitiva riconversione ad altri scopi. Il grande edificio, caratterizzato dalla lunga facciata con ingresso monumentale in pietra, si articola attorno a tre cortili affiancati, su cui prospettano i numerosi ambienti interni e gli ampi corridoi, in parte decorati con affreschi dipinti dal gesuita Giuseppe Barbieri agli inizi del XVIII secolo.[18]

Teatro Girolamo Magnani[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Girolamo Magnani
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro Girolamo Magnani.

Edificato a partire dal 1813 su disegno dell'architetto Nicolò Bettoli, il teatro neoclassico fu completato nel 1861 dall'ingegner Antonio Armarotti, che semplificò il progetto iniziale troppo oneroso; le pregevoli decorazioni del foyer, del ridotto e della sala furono interamente realizzate dallo scenografo fidentino Girolamo Magnani, al quale la struttura fu intitolata nel 1889. La platea si sviluppa su una pianta a ferro di cavallo, su cui si innalzano tre ordini di palchi e il loggione sovrastante, per complessivi 430 posti a sedere. Il teatro è ancora utilizzato per la rappresentazione di spettacoli di prosa e di opere liriche.[19]

Ponte romano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ponte romano (Fidenza).

Edificato probabilmente nel I secolo, il ponte in blocchi di tufo piacentino crollò improvvisamente in epoca alto medievale e fu interrato tra il IX e il X secolo a causa dello spostamento dell'alveo del torrente Stirone; nel 1364 fu innalzata sulla prima campata la porta di San Donnino, che divenne l'ingresso occidentale della città. I resti delle prime due arcate, rinvenuti nel 1874, sono oggi pienamente visibili grazie alla sistemazione della piazza avvenuta verso la fine del XX secolo.[20]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Nel centro storico si trovano i quartieri di: Cittadella, Foro Boario, Oriola, San Michele e Terragli di San Pietro.
In periferia si trovano: Coduro, Corea, Le Azalee, Luce, Peep, Monica, San Lazzaro, Viglione, Vaio, Villa Ferro, Monvalle, Europa e il quartiere artigianale La Bionda.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Castione Marchesi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castione Marchesi.

È la più grande frazione di Fidenza, a ridosso di Busseto e Roncole Verdi. Ospita il monastero di Santa Maria Assunta, innalzato a partire dal 983, e un'antica abbazia, già castello medievale, oggi adibita ad azienda agricola. Luogo di terramare, i reperti ritrovati sono custoditi nei musei parmigiani. Ospita un asilo parrocchiale, scuole elementari e medie.

Fornio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fornio.

Pieve Cusignano[modifica | modifica wikitesto]

Frazione di circa 200 abitanti, sita tra colli fidentini in val Parola. Vi si trova una pieve dedicata a San Giovanni Battista, la cui esistenza è testimoniata a partire dal 1005. Di fronte alla chiesa si trova un gelso bianco centenario (morus alba). Il patrono è San Guerrino, la cui festa ricorre il 6 settembre.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fidenza è un centro agroalimentare che vede sul proprio territorio imprese tessili, artigianali, manifatturiere e vetrarie; da segnalare anche la presenza di un centro del freddo, luogo di smistamento per i surgelati. Un ruolo importante è ancora svolto dal settore agricolo; il terziario è in continua crescita.

Nel comune si trovano importanti outlet per il nord Italia.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Fidenza sono presenti numerose società impegnate in diverse attività sportive. Nel calcio sono presenti il Fidenza e la Fidentina. Tutte e due le squadre giocano le loro partite casalinghe alla Stadio Dario Ballotta. Il Borgo San Donnino milita in Prima Categoria.

Ogni anno a Fidenza passa la Maratona dei luoghi verdiani, con partenza a Salsomaggiore Terme e arrivo a Busseto. È una corsa che attraversa anche gli abitati di Fontanellato e Soragna a cui partecipano maratoneti di fama internazionale, sia in campo maschile che femminile. Inoltre, sempre annualmente, a Fidenza transita la corsa ciclistica dilettantistica Milano-Busseto.

Da Fidenza sarebbe dovuta partire l'undicesima tappa del Giro d'Italia del 1988 con arrivo sul Passo della Cisa, poi annullata. Il 14 maggio 2010 è stata invece teatro di partenza della sesta tappa del Giro d'Italia 2010 (Fidenza - Massa Carrara).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fidenza è attraversata dalle antiche Via Emilia e Via Francigena. La città è dotata di un'uscita sull'autostrada A1 e di una tangenziale.

La stazione di Fidenza è posta sulla linea ferroviaria Milano - Bologna. Da qui si diramano la ferrovia Fidenza-Cremona, la ferrovia Fidenza-Fornovo e la ferrovia Fidenza-Salsomaggiore Terme.

Quest'ultima subentrò, nel 1937, alla tranvia Fidenza-Salsomaggiore che percorreva un tratto della Strada statale 359 di Salsomaggiore e di Bardi; una seconda tranvia interurbana a vapore, in esercizio fra il 1894 e il 1937 consentiva il collegamento con Soragna collegando altresì le frazioni di Castellina e Chiusa Ferranda[21].

Persone legate a Fidenza[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1945 Roberto Marchetti CLN Sindaco
1945 1946 Armando Porcellini PSIUP Sindaco
1946 1950 Giordano Piccinini PCI Sindaco
1950 1964 Adolfo Porcellini PSI Sindaco
1964 1969 Tullio Marchetti PSI Sindaco
1969 1970 Arturo Cantini MAS (Movimento Autonomia Socialista) Sindaco
1970 1976 Massimo Porta PCI Sindaco
1976 1985 Giovanni Mora PCI Sindaco
1985 1991 Claudio Rossi PCI Sindaco
1991 2004 Massimo Tedeschi PDS/DS Sindaco [22]
2004 2004 Francesco Russo Comm. pref.
2004 2009 Giuseppe Cerri La Margherita/PD Sindaco [22]
2009 2009 Francesco Vinci Comm. pref.
2009 2014 Mario Cantini centrodestra(alleanza di PdL, Lega Nord e Alleanza Nazionale) Sindaco [22]
2014 2014 Fernanda Canfora Comm. pref. [23]
2014 Andrea Massari PD Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Fidenza è gemellata[24] con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato ISTAT - Popolazione residente al 30 settembre 2015.
  2. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  3. ^ R.D. 9 giugno 1927, n. 941
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 20 agosto 2013.
  6. ^ Chiesa di San Pietro Apostolo, camminideuropa.eu. URL consultato il 20 marzo 2016.
  7. ^ Fidenza: la Chiesa di San Pietro Apostolo, fidenza-luoghi.blogspot.it. URL consultato il 20 marzo 2016.
  8. ^ Chiesa della Gran Madre di Dio, camminideuropa.eu. URL consultato il 13 marzo 2016.
  9. ^ Chiesa di San Michele, camminideuropa.eu. URL consultato il 13 marzo 2016.
  10. ^ Recupero della Chiesa di S. Giorgio in Fidenza, fondazionecrp.it. URL consultato il 22 marzo 2016.
  11. ^ Chiesa di Santa Maria Annunziata e Chiostro dell'Ospedale dei Disciplinati, camminideuropa.eu. URL consultato il 21 marzo 2016.
  12. ^ Chiesa di Sant'Antonio Abate, fidenzacittadarte.altervista.org. URL consultato il 23 marzo 2016.
  13. ^ Chiesa di San Tommaso di Cabriolo, romanico-emiliaromagna.com. URL consultato il 26 aprile 2016.
  14. ^ Torre Medievale, camminideuropa.eu. URL consultato il 29 marzo 2016.
  15. ^ Palazzo Comunale, camminideuropa.eu. URL consultato il 24 marzo 2016.
  16. ^ a b Palazzo delle Orsoline, camminideuropa.eu. URL consultato il 19 marzo 2016.
  17. ^ OF - Orsoline Fidenza, comune.fidenza.pr.it. URL consultato il 19 marzo 2016.
  18. ^ Ex Collegio dei Gesuiti, camminideuropa.eu. URL consultato l'11 marzo 2016.
  19. ^ Caterina Spada, Lidia Bortolotti, Teatro Girolamo Magnani, beniculturali.it. URL consultato il 26 marzo 2016.
  20. ^ Ponte romano, fidenzacittadarte.altervista.org. URL consultato il 26 marzo 2016.
  21. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani volume 10°. Emilia-Romagna, a cura degli autori, Milano, 1969.
  22. ^ a b c Lascia la carica in seguito a dimissioni.
  23. ^ Il viceprefetto Canfora alla guida del Comune, gazzettadiparma.it, 11 maggio 2014.
  24. ^ Città di Fidenza | Gemellaggi | Gemellaggi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Saltini Antonio, Salomoni M. Teresa, Rossi Cescati Stefano, Via Emilia. Percorsi inconsueti fra i comuni dell'antica strada consolare, Edagricole, Bologna 2003, ISBN 88-506-4958-4

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Precedente Tappa dell'itinerario di Sigerico Successivo
Mansio XXXV – Metane (Medesano o forse Costamezzana) Mansio XXXVI – Sce Domnine Mansio XXXVII – Floricum (Fiorenzuola d'Arda)
Controllo di autorità VIAF: (EN248163164
Parma Portale Parma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Parma