Medesano

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Medesano
comune
Medesano – Stemma Medesano – Bandiera
Medesano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Riccardo Ghidini (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°45′24.4″N 10°08′25.1″E / 44.756778°N 10.140306°E44.756778; 10.140306 (Medesano)Coordinate: 44°45′24.4″N 10°08′25.1″E / 44.756778°N 10.140306°E44.756778; 10.140306 (Medesano)
Altitudine 136 m s.l.m.
Superficie 88,77 km²
Abitanti 10 856[1] (31-12-2014)
Densità 122,29 ab./km²
Frazioni Felegara, Miano, Ramiola, Roccalanzona, Sant'Andrea Bagni, Santa Lucia, Varano dei Marchesi
Comuni confinanti Collecchio, Fidenza, Fornovo di Taro, Noceto, Pellegrino Parmense, Salsomaggiore Terme, Varano de' Melegari
Altre informazioni
Cod. postale 43014
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034020
Cod. catastale F082
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 631 GG[2]
Nome abitanti medesanesi
Patrono san Giacomo Maggiore
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Medesano
Medesano
Medesano – Mappa
Posizione del comune di Medesano nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Medesano (Medzàn in dialetto parmigiano[3][4]) è un comune italiano di 10.856 abitanti della provincia di Parma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Medesano sorge sulla sinistra del fiume Taro, in posizione collinare, ai piedi dei primi rilievi dell'Appennino parmense.[5]

A margine del centro, in posizione dominante sulla val di Taro, si erge il Poggio, su cui nel XII secolo fu edificato il castello, probabilmente sui resti del Castrum Medexani romano.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo insediamento umano nella zona di Medesano sorse nell'età del bronzo, nel II millennio a.C., ad opera dei Terramaricoli, che vi edificarono un piccolo villaggio nei pressi del fiume Taro.[7]

Alle palafitte fecero seguito altri stanziamenti, ma furono i Romani a creare lungo la Via Æmilia Scauri il primitivo centro urbano di Medesano, detto forse all'epoca Medianum, nel caso fosse identificabile nella località omonima indicata nella tabula alimentaria traianea, o Medicianum, per la presenza delle acque curative di Sant'Andrea Bagni, già allora conosciute,[8] oppure ancora Medisianus (o Matisianus), dal nomen Medisius (o Matisius).[9]

In tarda età imperiale il Castrum Medexani, forse collocato sulla cima dell'attuale Poggio, fu probabilmente fortificato per via della posizione strategica a presidio dell'accesso alla valle del Taro, che con la via romana consentiva l'attraversamento della catena appenninica.[6]

La strada e la località accrebbero notevolmente la propria importanza soprattutto nei secoli che seguirono l'invasione dei Longobardi, avvenuta nel 586. Proprio per questo tra l'805 e l'813 i vescovi di Lucca Jacopo prima e Pietro poi acquistarono alcuni terreni nella zona di Medesano, conosciuta all'epoca come Medexano, Metexano, Medasiano o Metasiano.[6]

Nell'835 la regina Cunegonda,[6] vedova del re d'Italia Bernardo, destinò per volontà testamentaria il territorio medesanese al monastero di Sant'Alessandro di Parma, da lei fondato nello stesso anno.[9]

A testimonianza dell'importanza raggiunta in epoca medievale dalla località, secondo alcuni documenti nell'883 l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo il Grosso si recò personalmente a Medesano in aiuto dell'amico Cristoforo.[6]

La strada, detta in seguito via Francigena, fu percorsa nel 990 dall'arcivescovo di Canterbury Sigerico, che indicò in Metane la XXXV tappa del suo Itinerario.[6]

Nel 1014 l'imperatore Enrico II il Santo confermò all'abbazia di Leno il possesso di Medesano.[6]

Tra il 1140 e il 1145 il marchese Oberto I Pallavicino costruì il primo castello sulla cima dell'attuale Poggio, a presidio della vallata,[6] e vi insediò il figlio Delfino, che nel 1150 subì l'assalto delle soldatesche del fratello Guglielmo; il maniero fu distrutto e presto riedificato, ma nel 1162 fu nuovamente devastato dai piacentini aiutati dai borghigiani.[10] Nel 1189 l'imperatore Federico Barbarossa confermò i diritti feudali al marchese Oberto I.[6]

In seguito alla presa del potere da parte dei guelfi a Parma, nel 1247 Federico II di Svevia radunò a Medesano le truppe alleate, tra cui quelle di Ezzelino III da Romano; il castello subì l'attacco da parte delle soldatesche imperiali, guidate dal marchese Manfredo II Lancia, e l'anno seguente fu espugnato e distrutto, per essere nuovamente ricostruito per volere di Federico II, che lo assegnò al marchese Oberto II Pallavicino. Nel 1249 i parmigiani, forti della vittoria nella battaglia di Parma, riconquistarono il maniero, che tre anni dopo fu nuovamente attaccato dai fuoriusciti ghibellini; i guelfi parmigiani, appoggiati dal legato pontificio Gregorio da Montelongo e aiutati dai piacentini, contrattaccarono e Oberto fu costretto alla resa.[6] Nel 1267 il Pallavicino escogitò uno stratagemma che spinse i castellani fuori dalle mura del forte, che riprese facilmente e successivamente distrusse; il maniero, ancora riedificato, fu riconquistato nel 1297 dai parmigiani.[10]

Nel 1312 il ghibellino Jacopo da Cornazzano, alleato dei Rossi, espugnò il forte sottraendolo al Signore di Parma Giberto III da Correggio, depredò le campagne vicine e diede alle fiamme l'abbazia di Fontevivo; per rappresaglia, l'anno seguente i guelfi appiccarono un incendio al castello di Medesano, che fu completamente distrutto,[10] ma nuovamente ricostruito dai Rossi. Nel 1335 il maniero fu attaccato ed espugnato dai guelfi parmigiani.[6]

Nel 1395 la fortificazione fu riconquistata dai Pallavicino, ma nel 1403 fu saccheggiata con il borgo adiacente da Niccolò Pallavicino, loro discendente; il castello fu allora espugnato dai da Correggio, ma nel 1416 il duca di Milano Filippo Maria Visconti impose loro di restituirlo ad Antonio Pallavicino; Galeazzo da Correggio si rifiutò e fu attaccato dai milanesi; messo alle strette, preferì dare alle fiamme il maniero piuttosto che consegnarlo intatto al nemico.[6]

Il castello fu successivamente ricostruito e Medesano divenne feudo milanese sotto Ludovico il Moro.[6]

Nel 1495, durante la battaglia di Fornovo, la zona tra Felegara e Ramiola fu teatro degli scontri più accesi del conflitto; al termine del combattimento, il re di Francia Carlo VIII pernottò nel castello di Medesano e vi seppellì il fratello morto.[6]

In seguito la zona perse l'importanza strategica fino ad allora mantenuta; il feudo, dapprima assegnato ai Mischi, passò successivamente ai Sanvitale,[8] che ne mantennero i diritti fino alla loro abolizione sancita da Napoleone per il ducato di Parma e Piacenza nel 1805.[11]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pantaleone[modifica | modifica wikitesto]

Edificata in stile neogotico tra il 1912 e il 1928, la chiesa, intitolata a san Pantaleone, fu consacrata il 2 settembre dello stesso anno dal vescovo di Parma Guido Maria Conforti; danneggiata dai sismi del 1972 e del 1983, fu consolidata e interamente restaurata nel 1998 e successivamente arricchita nel 2006 del nuovo presbiterio, benedetto dal vescovo Silvio Cesare Bonicelli; il luogo di culto è affiancato dalla torre campanaria, sopraelevata nel 1959 fino all'altezza di 51,5 m, e dalla canonica neoromanica, costruita nel 1948.[8][12][13]

Santuario S.Lucia di Varano Marchesi

La piccola frazione di Santa Lucia ospita il Santuario di S. Lucia meta fin da tempi remoti di un continuo pellegrinaggio.

Collocato in collina, l’esistenza della chiesa è testimoniata per la prima volta nel 1352, dove sta scritto “Ecclesia Sancte Lucie de Varano Marchionum”.

Il santuario passò nel 1494 dalla giurisdizione della Pieve di Fornovo a quella di Berceto.

Nel 1565 l’edificio venne riedificato e nel 1609 divenne parrocchia.

Successivamente, dal 1731 al 1794, la chiesa e la canonica furono nuovamente ricostruite. Un decreto vescovile del 21 ottobre 1952 elevò la chiesa di Santa Lucia a Santuario Diocesano in onore della Vergine e Martire Santa Lucia.[14]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Medesano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Medesano.

Costruito sul Poggio tra il 1140 e il 1145 per volere di Oberto I Pallavicino, a causa della sua posizione strategica fu attaccato e distrutto più volte fin dalle origini; conteso per tutto il XIII secolo tra i guelfi e i ghibellini parmigiani, appartenne negli anni ai Pallavicino, ai da Correggio, ai da Cornazzano, ai Rossi, ancora ai Pallavicino, a Ludovico il Moro, ai Mischi e infine ai Sanvitale; venute meno le esigenze difensive, cadde in profondo declino fino alla sua completa demolizione; sulle rovine fu in seguito edificato un monastero, poi trasformato in salumificio.[10]

Castello di Varano Marchesi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Varano Marchesi.

Edificato probabilmente già nell'XI secolo, il castello di Varano de' Marchesi fu assegnato nel 1249 al marchese Oberto II Pallavicino, i cui discendenti lo mantennero quasi ininterrottamente fino al 1782, quando, in seguito all'estinzione del ramo della casata, ne furono investiti i marchesi Bergonzi; incamerato dal ducato di Parma e Piacenza dopo l'abolizione napoleonica dei diritti feudali del 1805, il maniero fu definitivamente abbandonato e cadde in rovina; oggi se ne conservano soltanto i resti del mastio, che emergono dalla boscaglia in posizione panoramica sulla valle del torrente Recchio.[15]

Castello di Roccalanzona[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Roccalanzona.

Costruito probabilmente nel X secolo dai Longobardi, il castello di Roccalanzona fu alienato nel 1028 alla chiesa di San Pietro di Paderna e nel 1043 al monastero di San Savino di Piacenza; a lungo conteso fra i Pallavicino e i Vinciguerra di Varano de' Melegari, nel 1418 fu assegnato ai Rossi; sopravvissuto ai pesanti attacchi subiti durante la guerra dei Rossi, il possente maniero appartenne quasi ininterrottamente alla casata fino al 1666, quando fu ceduto per debiti alla Camera ducale di Parma, che nel 1692 lo assegnò alla famiglia Ercolani della Rocca; profondamente degradato già all'epoca, oggi se ne conservano soltanto gli imponenti ruderi su uno sperone di roccia ofiolitica.[16]

Castello di Sant'Andrea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Sant'Andrea.

Edificato nella seconda metà del XIII secolo dai Pallavicino di Ravarano, il castello di Sant'Andrea Bagni fu demolito nel 1295 e successivamente ricostruito dai da Cornazzano, che lo alienarono nel 1356 ai Rossi; occupato nel 1408 da Ottobuono de' Terzi, fu in seguito restituito da Niccolò III d'Este ai Rossi, che lo persero nuovamente nel 1428 in favore di Rolando il Magnifico; espugnato nel 1441 da Niccolò Piccinino, che lo cedette ai da Cornazzano, fu riconquistato nel 1449 da Pier Maria II Rossi, ma nel 1482, durante la guerra dei Rossi, se ne appropriò il marchese di Varano de' Melegari Gian Francesco Pallavicino, che lo trasmise ai suoi discendenti; completamente abbandonato e degradato, nel 1804 ne risultavano visibili solo le fondamenta,[17] riscoperte agli inizi del XXI secolo.[18]

Castello di Miano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Miano.

Edificato in epoca medievale, il castello di Miano fu assegnato nel 1189 al marchese Oberto I Pallavicino; conquistato dai guelfi parmigiani nel 1267 e demolito nel 1297, fu ricostruito e restituito nel 1360 ai Pallavicino; attaccato nel 1427 da Pier Maria I de' Rossi, fu completamente distrutto e mai più riedificato; i suoi ruderi rimasero visibili fino al 1869, quando le ultime pietre furono utilizzate per la costruzione della nuova chiesa di San Nicolò.[19]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Persone legate a Medesano[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Ramiola vista dal lato fornovese del fiume Taro

Arduini, Ca' Bernini, Ca' Dordone, Ca' Rettori, Case Caselli, Cavicchiolo, Costa Cavalli, Felegara, Ferrari, La Carnevala, Mezzadri, Miano, Ramiola, Roccalanzona, Sant'Andrea Bagni, Santa Lucia, Troilo e Varano dei Marchesi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio di Medesano

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 agosto 1985 8 settembre 1989 Armando Sanelli Partito Socialista Italiano Sindaco [21]
8 settembre 1989 9 luglio 1990 Flavio Tivoli Partito Comunista Italiano Sindaco [21]
28 luglio 1990 3 dicembre 1991 Flavio Tivoli Partito Comunista Italiano Sindaco [21]
3 dicembre 1991 24 aprile 1995 Paolo Oppici Partito Socialista Italiano Sindaco [21]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Flavio Tivoli centro-sinistra Sindaco [21]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Flavio Tivoli centro-sinistra Sindaco [21]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Roberto Bianchi lista civica (sostenuta da Forza Italia e Lega Nord) Sindaco [21]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Roberto Bianchi lista civica (sostenuta da Forza Italia e Lega Nord) Sindaco [21]
26 maggio 2014 in carica Riccardo Ghidini lista civica Medesano insieme (sostenuta da PD) Sindaco [21]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Medesano è posta lungo la Strada statale 357 di Fornovo, servita da autocorse in servizio pubblico gestito dalla società TEP. Fra il 1908 e il 1937 il collegamento con Parma era svolto dalla Tranvia Fornace Bizzi-Medesano, esercitata con tram a vapore.[22]

A servizio del paese è in funzione con un traffico limitato di passeggeri la stazione di Medesano, posta sulla linea ferroviaria Fidenza-Fornovo.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Capacchi, pp. 895.
  4. ^ Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, pp. 386-387.
  5. ^ Medesano (PR), su www.italiapedia.it. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n La storia, su www.parrocchiadimedesano.com. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  7. ^ Storia, arte e cultura, su www.parchidelducato.it. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  8. ^ a b c Comune di Medesano, p. 6.
  9. ^ a b Medesano (PR), su www.italiapedia.it. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  10. ^ a b c d Medesano, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  11. ^ L'eredità napoleonica. Il Codice (PDF), su www.treccani.it. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  12. ^ Lungo l'antica "via de Scaure": Medesano, su vacanze.itinerarionline.it. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  13. ^ La chiesa parrocchiale, su www.parrocchiadimedesano.com. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  14. ^ Viaggi Spirituali - Santuari e turismo religioso, su www.viaggispirituali.it.
  15. ^ Corazza Martini, p. 23.
  16. ^ Misteri e leggende millenarie a Roccalanzona, su www.emiliamisteriosa.it. URL consultato il 19 dicembre 2016.
  17. ^ Sant'Andrea, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  18. ^ "I castelli dei Rossi nel Parmense": un volume che va alla scoperta di alcuni dei più affascinanti e misteriosi luoghi del Parmense, su www.emiliamisteriosa.it. URL consultato il 16 dicembre 2016.
  19. ^ Miano, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  22. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani volume 10°. Emilia-Romagna, a cura degli autori, Milano, 1969.
  23. ^ Orario ufficiale Trenitalia, quadro 250

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996.
  • Comune di Medesano (PDF), in Vivi la Città, nº 6, Reggio Emilia, Gruppo Media, febbraio 1999.
  • Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano, Tomo II M-Z, Parma, Artegrafica Silva.
  • Giacomo Corazza Martini, Castelli, Pievi, Abbazie: Storia, arte e leggende nei dintorni dell'Antico Borgo di Tabiano, Roma, Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88-492-9317-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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