Traversetolo

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Traversetolo
comune
Traversetolo – Stemma Traversetolo – Bandiera
Traversetolo – Veduta
Panoramica di piazza Fanfulla
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.svg Parma
Amministrazione
Sindaco Simone dall'Orto (Lega Nord) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate 44°38′23.8″N 10°22′54.3″E / 44.639944°N 10.38175°E44.639944; 10.38175 (Traversetolo)Coordinate: 44°38′23.8″N 10°22′54.3″E / 44.639944°N 10.38175°E44.639944; 10.38175 (Traversetolo)
Altitudine 176 m s.l.m.
Superficie 54,86 km²
Abitanti 9 497[2] (30-9-2016)
Densità 173,11 ab./km²
Frazioni Bannone, Castione de' Baratti, Cazzola, Guardasone, Mamiano, Sivizzano, Torre, Vignale[1]
Comuni confinanti Canossa (RE), Lesignano de' Bagni, Montechiarugolo, Neviano degli Arduini, Parma, San Polo d'Enza (RE)
Altre informazioni
Cod. postale 43029
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034042
Cod. catastale L346
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti traversetolesi
Patrono san Martino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Traversetolo
Traversetolo
Traversetolo – Mappa
Posizione del comune di Traversetolo nella provincia di Parma
Sito istituzionale
Gonfalone civico

Traversetolo (Traversèdol in dialetto parmigiano[3]) è un comune italiano di 9 497 abitanti[2] della provincia di Parma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Verso est il confine con la provincia di Reggio Emilia, è delimitato dal corso del torrente Enza. Da questa parte, è possibile raggiungere il territorio di Traversetolo tramite la strada Provinciale Pedemontana che da Albinea attraversa Quattro Castella e successivamente San Polo d'Enza, o dirigendosi, sempre da Reggio, verso Montecchio Emilia, procedendo nuovamente per San Polo e Montechiarugolo. Verso sud si estende la fascia appenninica. Si può arrivare tramite la provinciale che, da Monchio delle Corti, porta a Tizzano Val Parma e prosegue nel comune di Neviano Arduini, con il quale Traversetolo è confinante. Verso ovest il comune confina con Lesignano Bagni; percorrendo la pedemontana, parallela alla via Emilia, Traversetolo è raggiungibile dai comuni di Collecchio, Sala Baganza e Felino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Traversetolo si adagia dolcemente sulle colline parmensi, delle quali è parte sin dall'epoca celtico-romana. La presenza di nuclei abitativi già in epoca così antica è testimoniata da una pergamena datata 18 marzo 991. Il paese, a quei tempi, era noto soprattutto come centro rurale e, in seconda istanza, per il suo commercio. Da sempre centro attivo e artisticamente prolifico, prese parte alla Guerra tra Guelfi e Ghibellini, passò dalle mani dei Baratti a quelle dei Borromeo, che lo ottennero nel 1446 dai Duchi di Milano. Nel 1558 la distruzione del castello di Guardasone e del borgo, per mano di Ottavio Farnese in guerra contro gli Estensi, sancì la definitiva centralità di Traversetolo. Il paese fu prostrato dalla peste del 1630 e poi investito dalle razzie spagnole. Testimonianza della fede popolare è il tempietto del Divo Rocho, San Rocco, che fu eretto per sconfiggere la peste e alla quale la popolazione è ancora oggi sentitamente affezionata e devota. Durante il governo di Maria Luigia d'Austria furono attivi nel paese alcuni cospiratori finché, nel 1860 la situazione si calmò e, negli ultimi anni del XIX secolo, una tranvia a vapore raggiunse il paese e fu costruito il primo impianto elettrico.

Il nome pare derivi da traversa dal latino transversus, ossia obliquo, di traverso. Il significato si riferirebbe perciò alla posizione geografica del luogo (posto di traverso al sole). Taluno sostiene invece che il nome derivi dal fatto che i primi nuclei abitati fossero solo sulle colline circostanti, dove si trovano oggi le frazioni di Cevola e Guardasone, e che l'etimologia del nome vada perciò riferita al verbo attraversare dal latino transducere in quanto per passare da una frazione all'altra si doveva transitare da Traversetolo ovvero attraversarlo, passando da un luogo che ipoteticamente non era ancora abitato né coltivabile siccome acquitrinoso essendo posto a ridosso del letto del torrente nel fondovalle.

Traversetolo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino (Traversetolo).

Edificata probabilmente nel X secolo in stile romanico, la pieve fu modificata nel 1434 e soprattutto nel 1669; restaurata nel 1832, la chiesa fu quasi completamente abbattuta nel 1928, salvando solo le cappelle laterali e la sagrestia, e ricostruita l'anno seguente in forme neoromaniche su progetto dell'ingegner Alfredo Provinciali;[4] il luogo di culto conserva dell'originario edificio romanico la lunetta dei Leoni del XII secolo, posta sul portale d'ingresso della cappella battesimale;[5] di pregio risulta anche la cupola della cappella della Beata Vergine Assunta, decorata con affreschi dipinti da Pier Antonio Bernabei intorno al 1610.[4]

Chiesa di San Lorenzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Lorenzo (Traversetolo).

Edificata originariamente nei pressi del castello in epoca medievale, la chiesa di Guardasone fu distrutta nel 1558, durante gli scontri tra il duca di Parma Ottavio Farnese e il duca di Ferrara Ercole II d'Este; ricostruita sul monte dell'Oca entro il 1561, si deteriorò già agli inizi del XVII secolo a causa dell'instabilità del terreno di fondazione; quasi completamente riedificata in stile barocco tra il 1684 e il 1698, fu danneggiata da un terremoto nel 1832 e restaurata; lesionata da altri cedimenti del terreno, fu risistemata nel 1934 e decorata negli anni seguenti; profondamente lesionata dal sisma del 1983, fu consolidata tra il 1984 e il 1985, ma, a causa del peso delle strutture aggiunte, il terreno divenne ancora più instabile, tanto da rendere nel 1993 inagibile l'edificio; danneggiato anche dal terremoto del 2008, il tempio, da anni chiuso al culto, fu ristrutturato a partire dal 2015; al suo interno è presente un grande dipinto a olio su muro raffigurante la Madonna degli Automobilisti, realizzato nel 1964 da Proferio Grossi.[6][7]

Chiesa di San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Biagio (Traversetolo).

Edificata originariamente nell'XI secolo, la chiesa di Mamiano fu ricostruita in forme barocche tra il 1699 e il 1700 e successivamente modificata in stile neoclassico nel 1832, nel 1900, nel 1938 e soprattutto nel 1961; profondamente danneggiata dal terremoto del 23 dicembre del 2008, fu riaperta al culto alla fine del 2011, al termine dei lavori di ristrutturazione.[8]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Guardasone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Guardasone.

Menzionato per la prima volta nel 1165, il castello di Guardasone, appartenente ai Baratti, fu distrutto nel 1296 durante le lotte tra guelfi e ghibellini; ricostruito agli inizi del XIV secolo da Giberto III da Correggio, fu rinforzato dal figlio Azzo, che nel 1341 vi ospitò il poeta Francesco Petrarca; incamerato nel 1402 da Gian Galeazzo Visconti, fu assegnato a Ottobuono de' Terzi; conquistato nel 1409 da Uguccione dei Contrari, tornò nel 1421 al duca di Milano Filippo Maria Visconti, che nel 1431 ne investì Niccolò Terzi; espugnato nel 1449 da Alessandro Sforza, fu assegnato nel 1466 a Giovanni e Vitaliano II Borromeo; occupato nel 1551 dai Francesi alleati del duca Ottavio Farnese, fu assaltato da Ercole II d'Este nel 1558 e riconquistato dal duca di Parma dopo un devastante bombardamento, che risparmiò dalla distruzione soltanto il mastio e parte delle mura; acquistato agli inizi del XIX secolo dalla famiglia Medici, fu alienato dopo alcuni decenni all'entomologo Camillo Rondani, che lo trasmise ai suoi eredi; restaurato entro il 1903, fu notevolmente ampliato agli inizi del XX secolo con la costruzione di una grande ala a L.[9][10]

Guardiola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Guardasone.

Edificata nel 1341 per volere di Azzo da Correggio quale torre di avvistamento del vicino castello di Guardasone, la Guardiola seguì le vicende del maniero da cui dipendeva; quasi completamente distrutta durante i bombardamenti del 1558, ne sopravvivono soltanto i resti delle mura esterne che emergono dal bosco sulla cima del monte Lugolo.[11][10]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Centro civico La Corte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: La Corte (Traversetolo).

Edificata originariamente nel XVII secolo da don Capponi, la corte rurale fu profondamente modificata intorno al 1800 dal nuovo proprietario Giulio Cesare Tassoni Villa, con la costruzione del palazzo padronale neoclassico e degli edifici rustici; acquistata e ampliata nel 1836 dai fratelli Giuseppe e Vincenzo Mazza, fu nuovamente ristrutturata intorno al 1853 e ancora tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX per iniziativa dei loro successori Mazza-Pavesi e Pavesi-Paoletti; ereditata da Annamaria Ponzi in Negro, fu alienata nel 1992 a Bruno Agresti, che nel 1999 la rivendette al Comune di Traversetolo; interamente ristrutturata tra il 2001 e il 2007, divenne sede della biblioteca comunale, della sala espositiva "Sala delle Colonne", della sala consigliare "Proferio Grossi", del museo Renato Brozzi e della ludoteca.[12]

Villa Magnani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Magnani.

Edificata in origine nel XVII secolo probabilmente quale casino di caccia dei conti Sforza di Santafiora, la villa con annessa tenuta fu acquistata agli inizi del XIX secolo dai marchesi Paolucci, che la trasformarono in elegante residenza nobiliare di villeggiatura, circondata da un grande parco romantico; alienata ai conti Zileri-Dal Verme nel 1879, fu completamente ristrutturata in stile neobarocco nel 1904, su progetto dell'architetto Antonio Citterio; nel 1941 la proprietà fu acquisita dall'imprenditore agricolo Giuseppe Magnani, il cui figlio Luigi nel 1967 fece ampliare l'edificio padronale e le serre per ospitarvi l'importante collezione di opere d'arte che stava creando e nel 1977 costituì giuridicamente la Fondazione Magnani-Rocca; dopo la morte del collezionista, furono avviati i lavori di sistemazione della tenuta e della villa, che divenne nel 1990 sede della Fondazione. Il parco di 12 ettari del complesso, interamente cintato, presenta le caratteristiche tipiche dei giardini all'inglese dei primi anni del XIX secolo; ricchissimo di piante monumentali sparse qua e là isolatamente o in gruppi, ospita inoltre un laghetto con isolotto e un giardino all'italiana. A sud della tenuta si staglia sulle prime colline un piccolo castello neogotico, ricavato alla fine del XIX secolo dalla trasformazione di un edificio colonico, quale fondale prospettico della villa.[13]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione Magnani-Rocca[modifica | modifica wikitesto]

Francisco Goya, Famiglia dell'infante don Luis, 1783-1784, Fondazione Magnani-Rocca
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fondazione Magnani-Rocca.

La fondazione, istituita per volontà del collezionista Luigi Magnani nella villa di Mamiano, raccoglie opere di inestimabile valore, di artisti quali Gentile da Fabriano, Albrecht Dürer, Vittore Carpaccio, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Francisco Goya, Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Cézanne, Giorgio Morandi (50 opere), Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Alberto Burri, Johann Heinrich Füssli, Nicolas de Staël, Lippo di Dalmasio, Filippo Lippi, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo Costa, Martin Schongauer, oltre a sculture di Antonio Canova e di Lorenzo Bartolini.[15]

Museo Renato Brozzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo Renato Brozzi.

Aperto al pubblico nel 1990 negli ambienti posti all'ultimo piano del palazzo municipale, il museo fu spostato nel 2007 all'interno dell'edificio padronale del centro civico "La Corte"; il percorso espositivo raccoglie numerose opere scultoree, pittoriche e grafiche realizzate da Renato Brozzi in quasi 60 anni di produzione artistica, oltre alla ricca corrispondenza epistolare tra lo scultore e il poeta Gabriele D'Annunzio.[16]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni domenica mattina si tiene lo storico Mercato, il più grande dell'Emilia Romagna.

  • Fiera di maggio: ultima domenica del mese.
  • Fiera di settembre: seconda domenica del mese.
  • Santo Patrono: San Martino di Tours: la domenica più prossima all'11 novembre.
  • Fiera del Pomodoro Riccio di Parma Luglio/Agosto Solanum lycopersicum

Persone legate a Traversetolo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende otto frazioni, per la maggior parte in zona collinare: Bannone, Castione de' Baratti, Cazzola, Guardasone, Mamiano, Sivizzano, Torre e Vignale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Traversetolo è posta lungo il percorso delle strade provinciali 45 e 513.

Fra il 1894 e il 1940 la località rappresentò il capolinea meridionale della tranvia Parma-Traversetolo, esercita a vapore[17], che rappresentò un fondamentale strumento per la crescita economica del Comune.

Il collegamento pubblico con Parma è da allora svolto mediante autoservizi gestiti da TEP.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 settembre 1988 14 giugno 1993 Clemente Pedrona Democrazia Cristiana Sindaco [18]
14 giugno 1993 28 aprile 1997 Ginetto Mari Partito Democratico della Sinistra Sindaco [18]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Ginetto Mari centro-sinistra(DS) Sindaco [18]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Alberto Pazzoni centro-sinistra (DS) Sindaco [18]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Alberto Pazzoni centro-sinistra (DS, poi PD) Sindaco [18]
16 maggio 2011 05 giugno 2016 Ginetto Mari lista civica: Uniti per Traversetolo, con appoggio del PD Sindaco [18]
05 giugno 2016 in carica Simone Dall'Orto centro-destra (FI, LN, FdI-AN) Sindaco [18]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Volontariato a Traversetolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Volontariato nel Paese è attivo fin dal 1968 anno di fondazione della Croce Azzurra Traversetolo. La stessa Croce Azzurra ha una propria Protezione Civile e fin dal Terremoto del Friuli del 1976 ha sempre prestato assistenza fino a recenti terremoti del Centro Italia.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico marchio svizzero di orologi Eberhard&Co ha dedicato una propria linea di orologi a Traversetolo,[20] in memoria di Florindo Rossi, orologiaio ucciso nel 1991 nel corso di una rapina e molto legato al marchio di orologi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Traversetolo - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2016.
  3. ^ Capacchi, pp. 895ss.
  4. ^ a b La storia della chiesa di Traversetolo, su parrocchiaditraversetolo.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  5. ^ Pieve di San Martino, su turismo.comune.parma.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  6. ^ Chiesa di San Lorenzo "Guardasone, Traversetolo", su www.chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 17 maggio 2017.
  7. ^ San Lorenzo in Guardasone, su parrocchiaditraversetolo.it. URL consultato il 17 maggio 2017.
  8. ^ Chiesa, su parrocchiamamiano.it. URL consultato il 15 agosto 2016.
  9. ^ Castello Guardasone, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 22 maggio 2017.
  10. ^ a b Guardasone (castello), su www.mondimedievali.net. URL consultato il 22 maggio 2017.
  11. ^ Capacchi, 1979, p. 141.
  12. ^ La Corte, pp. 12-18.
  13. ^ Tosi
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ La villa dei Capolavori, su magnanirocca.it. URL consultato il 15 agosto 2016.
  16. ^ Museo Renato Brozzi, su www.comune.traversetolo.pr.it. URL consultato il 13 maggio 2017.
  17. ^ Ogliari, Sapi
  18. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  19. ^ a b Gemellaggi e partnership, su traversetolo.progettidiimpresa.it. URL consultato il 22 maggio 2017.
  20. ^ Collezioni Ebehard&Co sul sito ufficiale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Corte (PDF), in Traversetolo l'Amministrazione Informa, Supplemento, nº 2, Traversetolo, Municipio di Traversetolo, 2005. URL consultato il 14 maggio 2017.
  • Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano, Tomo II M-Z, Parma, Artegrafica Silva.
  • Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Volume II, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
  • Francesco Ogliari, Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani, volume 10° - Emilia-Romagna, Milano, a cura degli autori, 1966.
  • Maria Elena Tosi, Parco della Fondazione Magnani Rocca, Bologna, Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246652132