Traversetolo

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Traversetolo
comune
Traversetolo – Stemma Traversetolo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Simone dall'Orto (centrodestra) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 44°38′N 10°23′E / 44.633333°N 10.383333°E44.633333; 10.383333 (Traversetolo)Coordinate: 44°38′N 10°23′E / 44.633333°N 10.383333°E44.633333; 10.383333 (Traversetolo)
Altitudine 176 m s.l.m.
Superficie 54,86 km²
Abitanti 9 425[2] (31-12-2015)
Densità 171,8 ab./km²
Frazioni Bannone, Castione de' Baratti, Cazzola, Guardasone, Mamiano, Sivizzano, Torre, Vignale[1]
Comuni confinanti Canossa (RE), Lesignano de' Bagni, Montechiarugolo, Neviano degli Arduini, Parma, San Polo d'Enza (RE)
Altre informazioni
Cod. postale 43029
Prefisso 0521
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034042
Cod. catastale L346
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti traversetolesi
Patrono San Martino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Traversetolo
Traversetolo
Posizione del comune di Traversetolo nella provincia di Parma
Posizione del comune di Traversetolo nella provincia di Parma
Sito istituzionale
Gonfalone civico.

Traversetolo (Traversèdol in dialetto parmigiano[3]) è un comune italiano di 9.425 [2] della provincia di Parma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Verso est il confine con la provincia di Reggio Emilia, è delimitato dal corso del torrente Enza. Da questa parte, è possibile raggiungere il territorio di Traversetolo tramite la strada Provinciale Pedemontana che da Albinea attraversa Quattro Castella e successivamente San Polo d'Enza, o dirigendosi, sempre da Reggio, verso Montecchio Emilia, procedendo nuovamente per San Polo e Montechiarugolo. Verso sud si estende la fascia appenninica. Si può arrivare tramite la provinciale che, da Monchio delle Corti, porta a Tizzano Val Parma e prosegue nel comune di Neviano Arduini, con il quale Traversetolo è confinante. Verso ovest il comune confina con Lesignano Bagni; percorrendo la pedemontana, parallela alla via Emilia, Traversetolo è raggiungibile dai comuni di Collecchio, Sala Baganza e Felino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Traversetolo si adagia dolcemente sulle colline parmensi, delle quali è parte sin dall'epoca celtico-romana. La presenza di nuclei abitativi già in epoca così antica è testimoniata da una pergamena datata 18 marzo 991. Il paese, a quei tempi, era noto soprattutto come centro rurale e, in seconda istanza, per il suo commercio. Da sempre centro attivo e artisticamente prolifico, prese parte alla Guerra tra Guelfi e Ghibellini, passò dalle mani dei Baratti a quelle dei Borromeo, che lo ottennero nel 1446 dai Duchi di Milano. Nel 1558 la distruzione del castello di Guardasone e del borgo, per mano di Ottavio Farnese in guerra contro gli Estensi, sancì la definitiva centralità di Traversetolo. Il paese fu prostrato dalla peste del 1630 e poi investito dalle razzie spagnole. Testimonianza della fede popolare è il tempietto del Divo Rocho, San Rocco, che fu eretto per sconfiggere la peste e alla quale la popolazione è ancora oggi sentitamente affezionata e devota. Durante il governo di Maria Luigia d'Austria furono attivi nel paese alcuni cospiratori finché, nel 1860 la situazione si calmò e, negli ultimi anni del XIX secolo, una tranvia a vapore raggiunse il paese e fu costruito il primo impianto elettrico.

Il nome pare derivi da traversa dal latino transversus, ossia obliquo, di traverso. Il significato si riferirebbe perciò alla posizione geografica del luogo (posto di traverso al sole). Taluno sostiene invece che il nome derivi dal fatto che i primi nuclei abitati fossero solo sulle colline circostanti, dove si trovano oggi le frazioni di Cevola e Guardasone, e che l'etimologia del nome vada perciò riferita al verbo attraversare dal latino transducere in quanto per passare da una frazione all'altra si doveva transitare da Traversetolo ovvero attraversarlo, passando da un luogo che ipoteticamente non era ancora abitato né coltivabile siccome acquitrinoso essendo posto a ridosso del letto del torrente nel fondovalle.

Traversetolo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino (Traversetolo).

Edificata probabilmente nel X secolo in stile romanico, la pieve fu modificata nel 1434 e soprattutto nel 1669; restaurata nel 1832, la chiesa fu quasi completamente abbattuta nel 1928, salvando solo le cappelle laterali e la sagrestia, e ricostruita l'anno seguente in forme neoromaniche su progetto dell'ingegner Alfredo Provinciali;[5] il luogo di culto conserva dell'originario edificio romanico la lunetta dei Leoni del XII secolo, posta sul portale d'ingresso della cappella battesimale;[6] di pregio risulta anche la cupola della cappella della Beata Vergine Assunta, decorata con affreschi dipinti da Pier Antonio Bernabei intorno al 1610.[5]

Chiesa di San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Biagio (Traversetolo).

Edificata originariamente nell'XI secolo, la chiesa di Mamiano fu ricostruita in forme barocche tra il 1699 e il 1700 e successivamente modificata in stile neoclassico nel 1832, nel 1900, nel 1938 e soprattutto nel 1961; profondamente danneggiata dal terremoto del 23 dicembre del 2008, fu riaperta al culto alla fine del 2011, al termine dei lavori di ristrutturazione.[7]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Guardasone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Guardasone.

Citato per la prima volta nel 1183 come possedimento degli Attoni, nel 1356 il castello, appartenente ai Da Correggio, fu distrutto dagli Estensi e ricostruito da Azzo da Correggio; passato successivamente ai Terzi e ai Borromeo, il forte fu profondamente danneggiato nel 1558 dalle truppe del duca di Parma Ottavio Farnese; ricostruito in buona parte agli inizi del XX secolo, oggi il castello, di proprietà privata, conserva solo il mastio e alcuni tratti di mura dell'edificio medievale.[8]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione Magnani-Rocca[modifica | modifica wikitesto]

Francisco Goya, Famiglia dell'infante don Luis, 1783-1784, Fondazione Magnani-Rocca
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fondazione Magnani-Rocca.

La fondazione, istituita per volontà del collezionista Luigi Magnani nella villa di Mamiano, raccoglie opere di inestimabile valore, di artisti quali Gentile da Fabriano, Albrecht Dürer, Vittore Carpaccio, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Francisco Goya, Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Cézanne, Giorgio Morandi (50 opere), Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Alberto Burri, Johann Heinrich Füssli, Nicolas de Staël, Lippo di Dalmasio, Filippo Lippi, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo Costa, Martin Schongauer, oltre a sculture di Antonio Canova e di Lorenzo Bartolini.[9]

Museo Renato Brozzi[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è dedicato a Renato Brozzi, artista poliedrico travesetolese nato nel 1885 e morto nel suo paese natale nel 1963. La sua vasta produzione artistica è suddivisa tra collezioni private e musei (importanti suoi pezzi sono conservati al Vittoriale di Gardone Riviera, già dimora di Gabriele D'annunzio), una buona parte degli schizzi, dei bozzetti, dei disegni dell'artista sono sparsi anche in dimore private all'interno del territorio comunale.

Nel museo locale, è esposta la corrispondenza tra Gabriele D'Annunzio e Brozzi negli anni dal 1920 fino alla morte del Vate, avvenuta nel 1936. Conosciuta l'opera di Brozzi, nel 1919 il sommo poeta lo volle incontrare e da quella data, oltre a un rapporto di continue commissioni di lavoro, tra i due artisti nacque un'amicizia che durò negli anni. Le lettere autografe di d'Annunzio conservate nel museo Brozzi (circa un centinaio) sono accompagnate dagli oggetti di cui si fa menzione nella missiva stessa.

Oltre alla parte del museo dedicata ai rapporti con d'Annunzio che certamente è ricca e ha stimolato Renato Brozzi a una produzione di oggetti insoliti e artisticamente molto validi, il museo ospita l'intero patrimonio di opere che l'artista ha voluto lasciare al paese stesso, come riconoscenza nei confronti del proprio paese di nascita. Nelle sale del museo si trovano opere di pittura, di scultura, prodotti nelle varie tecniche artistiche, inoltre è conservata la biblioteca dell'artista che raccoglie edizione d'arte dell'inizio del secolo oltre a libri di narrativa.

Il patrimonio museale, aperto nel 1990 con la contestuale inventariazione di tutte le opere esposte, offre al visitatore una collezione piacevole e ricca, che va da lavori di oreficeria, alla scultura alla pittura (per lo più bozzetti), alle fusioni in rame e bronzo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Mercato domenicale

Ogni domenica mattina si tiene lo storico Mercato, il più grande dell'Emilia Romagna.

  • Fiera di maggio: ultima domenica del mese.
  • Fiera di settembre: seconda domenica del mese.
  • Santo Patrono: San Martino di Tours: la domenica più prossima all'11 novembre.

Persone legate a Traversetolo[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende otto frazioni, per la maggior parte in zona collinare: Bannone, Castione de' Baratti, Cazzola, Guardasone, Mamiano, Sivizzano, Torre e Vignale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Traversetolo è posta lungo il percorso delle strade provinciali 45 e 513.

Fra il 1894 e il 1940 la località rappresentò il capolinea meridionale della tranvia Parma-Traversetolo, esercita a vapore[10], che rappresentò un fondamentale strumento per la crescita economica del Comune.

Il collegamento pubblico con Parma è da allora svolto mediante autoservizi gestiti da TEP.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 settembre 1988 14 giugno 1993 Clemente Pedrona Democrazia Cristiana Sindaco [11]
14 giugno 1993 28 aprile 1997 Ginetto Mari Partito Democratico della Sinistra Sindaco [11]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Ginetto Mari centro-sinistra(DS) Sindaco [11]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Alberto Pazzoni centro-sinistra (DS) Sindaco [11]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Alberto Pazzoni centro-sinistra (DS, poi PD) Sindaco [11]
16 maggio 2011 05 giugno 2016 Ginetto Mari lista civica: Uniti per Traversetolo, con appoggio del PD Sindaco [11]
05 giugno 2016 in carica Simone Dall' Orto centro-destra (FI, LN, FdI-AN) Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico marchio svizzero di orologi Eberhard&Co ha dedicato una propria linea di orologi a Traversetolo,[12] in memoria di Florindo Rossi, orologiaio ucciso nel 1991 nel corso di una rapina e molto legato al marchio di orologi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Traversetolo - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b La storia della chiesa di Traversetolo, parrocchie.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  6. ^ Pieve di San Martino, turismo.comune.parma.it. URL consultato il 16 agosto 2016.
  7. ^ Chiesa, parrocchiamamiano.it. URL consultato il 15 agosto 2016.
  8. ^ Castello di Guardasone, vallideltermina.it. URL consultato il 15 agosto 2016.
  9. ^ La villa dei Capolavori, magnanirocca.it. URL consultato il 15 agosto 2016.
  10. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani volume 10°. Emilia-Romagna, a cura degli autori, Milano, 1969.
  11. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/
  12. ^ Collezioni Ebehard&Co sul sito ufficiale

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246652132