Pellegrino Parmense

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Pellegrino Parmense
comune
Pellegrino Parmense – Stemma Pellegrino Parmense – Bandiera
Pellegrino Parmense – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Emanuele Pedrazzi (lista civica)
Territorio
Coordinate 44°44′N 9°56′E / 44.733333°N 9.933333°E44.733333; 9.933333 (Pellegrino Parmense)Coordinate: 44°44′N 9°56′E / 44.733333°N 9.933333°E44.733333; 9.933333 (Pellegrino Parmense)
Altitudine 410 m s.l.m.
Superficie 82,08 km²
Abitanti 1 048[1] (31-12-2015)
Densità 12,77 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Bore, Medesano, Salsomaggiore Terme, Varano de' Melegari, Vernasca (PC)
Altre informazioni
Cod. postale 43047
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034028
Cod. catastale G424
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Pellegrinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pellegrino Parmense
Pellegrino Parmense
Posizione del comune di Pellegrino Parmense nella provincia di Parma
Posizione del comune di Pellegrino Parmense nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Pellegrino Parmense (Pelegrén in dialetto parmigiano[2]) è un comune di 1.048 abitanti della provincia di Parma situato nella parte nord della valle del Ceno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Pellegrino Parmense risultava abitato forse già nel IV millennio a.C., quando probabilmente furono intraprese le prime coltivazioni di alcuni appezzamenti di terreno nei pressi del torrente Stirone, come parrebbe dimostrare un'accetta di pietra levigata ritrovata nel XIX secolo nei dintorni della frazione di Ceriato.[3]

Sicuramente nell'età del bronzo, a cavallo tra il II e il I millennio a.C., sorsero i primi insediamenti umani sul monte Pietranera; i Liguri vi realizzarono tra il IV e il III secolo a.C. una necropoli, rinvenuta nel 1876 nei pressi di Besozzola.[3]

I Romani preferirono le zone più pianeggianti, ove fondarono i fundi (tenute agricole) di Carigenum (Careno), Gragnanos (Gragnano), Marianum (Mariano) e infine Luciliani (Lusignani) alle pendici del monte Santa Cristina.[3]

In seguito i Longobardi si stanziarono nella zona del castello, ove sono state rinvenute alcune vestigia dell'antico popolo.[3]

Nel 981[3] l'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone II di Sassonia investì del feudo di Pellegrino, che elevò al rango di marchesato, l'obertengo Adalberto di Baden, che avviò la costruzione del castello;[4] i suoi due figli Umbertino e Bertoldo diedero origine all'importante casata dei Pallavicino.[5]

Nei secoli seguenti il territorio fu più volte conteso dai parmigiani e dai piacentini.[3] Proprio per pacificare i due fronti nel 1198 il cardinale Pietro Capuano, diacono di Santa Maria in Via Lata, si recò a Borgo San Donnino, ma mentre attraversava la valle dello Stirone fu assalito da Guglielmo Pallavicino, che lo spogliò di tutte le sue sostanze; il cospicuo bottino consentì al marchese di ricostruire completamente il maniero, rendendolo a lungo inespugnabile.[5]

Il marchese Oberto II Pallavicino, feroce condottiero ghibellino, nel 1249 fu investito dall'imperatore Federico II di Svevia di numerosi castelli del Parmense, che costituirono il primo nucleo del potente Stato Pallavicino;[3] sottomise inoltre i guelfi parmigiani che, non riuscendo a impadronirsi del castello, furono costretti a riconoscergli una pensione di 1000 lire imperiali.[5]

Nel 1428 le truppe del duca di Milano Filippo Maria Visconti, guidate dal capitano di ventura Niccolò Piccinino, ebbero la meglio sulle difese del maniero; il marchese Manfredo Pallavicino fu arrestato e costretto sotto tortura a confessare di aver congiurato contro il duca, che lo condannò a morte e incamerò tutti i suoi beni.[6] Nel 1438 il feudo di Pellegrino, ridotto a contea, fu assegnato al Piccinino,[7] che fortificò la rocca con una nuova cinta muraria;[8] al conte succedettero i figli Francesco e Jacopo.[7]

Nel 1449 il condottiero Alessandro Sforza conquistò il castello,[9] che nel 1472 fu acquistato da Gabriella Gonzaga,[10] moglie di Corrado Fogliani, fratello per parte di madre del duca Francesco Sforza;[11] il duca Galeazzo Maria Sforza elevò nuovamente a marchesato il feudo di Pellegrino e lo assegnò al cugino Lodovico Fogliani, al quale concesse inoltre la facoltà di aggiungere al proprio il cognome Sforza.[7]

L'ultimo marchese Giovanni Fogliani Sforza d'Aragona, privo di figli maschi, nel 1759 rinunciò ai propri feudi in favore di Federico Meli Lupi di Soragna, figlio di sua sorella; il marchesato passò alla sua morte al figlio Carlo, che nel 1805 fu costretto a rinunciare a Pellegrino a causa dei decreti napoleonici relativi all'abolizione dei diritti feudali.[7]

Nel 1836 Pellegrino Parmense divenne comune autonomo.[3]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune raffigura un pellegrino diretto verso il santuario della Beata Vergine Assunta di Careno; pare infatti che il nome della località derivi proprio dalla forte devozione da parte dei numerosi fedeli, che, recandosi in visita alla chiesa, sostavano nel borgo prima di affrontare l'ultima salita.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Beata Vergine Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Beata Vergine Assunta
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Beata Vergine Assunta (Pellegrino Parmense).

Nella frazione di Careno sorge inoltre il romanico santuario della Beata Vergine Assunta, costruito probabilmente nel 1044 per volontà di un certo Ghirarde ma menzionato per la prima volta nel 1230 quale cappella dipendente dalla pieve di Serravalle; ricostruita nel XIII secolo, la chiesa fu profondamente modificata in stile gotico intorno alla metà del XV secolo, mentre nel XVIII secolo furono edificati i due simmetrici porticati esterni laterali e furono decorati gli interni con affreschi barocchi; elevato a santuario mariano nel 1902, il tempio fu restaurato intorno alla metà del XX secolo e nuovamente tra il 2005 e il 2007.[12]

Pieve di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di San Martino (Pellegrino Parmense).

Nella frazione di Iggio si trova inoltre la pieve di San Martino, edificata in stile romanico probabilmente agli inizi dell'XI secolo, ma profondamente modificata nelle attuali forme neoclassiche nella seconda metà del XVIII secolo e infine restaurata nel 1924 riportando in luce il portale d'ingresso originario.[13]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Pellegrino Parmense.

Domina il borgo di Pellegrino Parmense il castello medievale, innalzato originariamente nel 981 per volere di Adalberto di Baden, capostipite dei Pallavicino, e ricostruito completamente nel 1198 dal marchese Guglielmo; conquistato nel 1438 da Niccolò Piccinino, capitano delle truppe del duca di Milano Filippo Maria Visconti, il maniero fu rinforzato da Francesco e Jacopo Piccinino; espugnato nel 1449 dal condottiero Alessandro Sforza, fu assegnato nel 1472 a Lodovico Fogliani, capostipite dei Fogliani Sforza, che lo mantennero fino al 1759, quando l'ultimo marchese Giovanni lo cedette al nipote Federico Meli Lupi di Soragna; alienato alla famiglia Boccoli in seguito ai decreti napoleonici del 1805 relativi all'abolizione dei diritti feudali, passò nel 1817 ai Pettenati, che lo rivendettero durante la prima guerra mondiale spogliandolo di ogni arredo; utilizzato per anni come falegnameria, fu nuovamente alienato dopo la seconda guerra mondiale dapprima a Carlo Raggio, quindi ai Bottego, ai Tomelleri, che ne avviarono i primi importanti interventi di restauro, e infine dopo il 1990 all'imprenditore Camillo Catelli, che completò i lavori recuperando anche la cappella e la torre e arredò con mobili antichi le sale.[6]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
16 luglio 1985 16 giugno 1990 Ettore Brianti Democrazia Cristiana Sindaco [15]
28 giugno 1990 24 aprile 1995 Ettore Brianti Democrazia Cristiana Sindaco [15]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Ettore Brianti centro-sinistra Sindaco [15]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Ettore Brianti centro-sinistra Sindaco [15]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Roberto Ventura centro-sinistra Sindaco [15]
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Enrico Pirroni lista civica Sindaco [15]
25 maggio 2014 in carica Emanuele Pedrazzi lista civica: uniti per pellegrino Sindaco [15]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Aione di Sopra, Aione Sotto, Berzieri, Besozzola, Careno, Casalicchio, Casalino, Casa Veronica, Castellaro, Cavallo, Ceriato, Grotta, Iggio, Mariano, Marubbi, Montanari, Pietra Nera, Pietraspaccata, Rigollo, Sant'Antonio, Santini, Stuzzano, Varone, Vigoleni, Volpi.

Associazioni presenti sul territorio[modifica | modifica wikitesto]

  • AVIS
  • Proloco
  • Gruppo Alpini Pellegrino P.se
  • Assistenza Pubblica Pellegrino Parmense 118

Impianti di radiodiffusione a monte Canate[modifica | modifica wikitesto]

Da vari anni il monte Canate ospita alcune decine di impianti per la radiodiffusione circolare di interesse nazionale. Dal 2006 è stato istituito un sistema fisso di telerilevamento allo scopo di determinare l'entità delle radiazioni elettromagnetiche sulle persone esposte[16]. I dati rilevati sono pubblicati sul sito dell'A.R.P.A.[17] nella provincia di Parma.

Sono stati soppressi i controlli giornalieri dell'elettrosmog a partire dal 21 dicembre del 2011 per mancanza di fondi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  3. ^ a b c d e f g h i Breve viaggio nella storia (PDF), comune.pellegrino-parmense.pr.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  4. ^ Touring Club Italiano, Emilia Romagna, Milano, Touring Editore srl, 1991, p. 566.
  5. ^ a b c Pellegrino Parmense e dintorni, comune.pellegrino-parmense.pr.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  6. ^ a b Fatti, misfatti e misteri di un millenario Castello (PDF), comune.pellegrino-parmense.pr.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  7. ^ a b c d Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834, pp. 356-358.
  8. ^ Rocca di Pellegrino Parmense, preboggion.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  9. ^ Alessandro Sforza, condottieridiventura.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  10. ^ Pellegrino Parmense, valcenoweb.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  11. ^ Fogliano, Corrado da, treccani.it. URL consultato l'11 luglio 2016.
  12. ^ Chiesa millenaria della Beata Vergine Assunta di Careno: la storia, il culto, i tesori (PDF), comune.pellegrino-parmense.pr.it. URL consultato il 22 luglio 2016.
  13. ^ Parrocchia Iggio, webdiocesi.chiesacattolica.it. URL consultato il 22 luglio 2016.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  16. ^ Provincia di Parma, Servizi e uffici, controlli
  17. ^ ARPA: monitoraggio in continuo delle radiazioni elettromagnetiche

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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