Berceto

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Berceto
comune
Berceto – Stemma Berceto – Bandiera
Berceto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Luigi Lucchi (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 44°30′32.36″N 9°59′27.74″E / 44.50899°N 9.99104°E44.50899; 9.99104 (Berceto)Coordinate: 44°30′32.36″N 9°59′27.74″E / 44.50899°N 9.99104°E44.50899; 9.99104 (Berceto)
Altitudine 852 m s.l.m.
Superficie 131,71 km²
Abitanti 2 109[1] (31-12-2015)
Densità 16,01 ab./km²
Frazioni Bergotto, Boschi, Cantoniera Tugo, Casa Brusini, Casa Dolfi, Casaselvatica, Case Pesci, Castellonchio, Cavazzola, Corchia, Casacca, Fugazzolo, Ghiare, La Costa, Lozzola, Pagazzano, Pian Farioli, Pietramogolana, Preda, Roccaprebalza, Tra La Riva, Valbona, Villa di Sotto
Comuni confinanti Borgo Val di Taro, Calestano, Corniglio, Pontremoli (MS), Solignano, Terenzo, Valmozzola
Altre informazioni
Cod. postale 43042
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034004
Cod. catastale A788
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bercetesi
Patrono san Moderanno
Giorno festivo 22 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Berceto
Berceto
Posizione del comune di Berceto nella provincia di Parma
Posizione del comune di Berceto nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Berceto (Bersèjj, Barsäi[2] o Bersè[3] in dialetto parmigiano; Bercèi in ligure[4]) è un comune italiano di 2.109 abitanti della provincia di Parma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 gennaio 2012 Berceto è stato epicentro di un forte terremoto di 5.4 gradi della scala Richter.[5] Il sisma non ha provocato particolari danni se non qualche lesione alla chiesa parrocchiale.[6]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Berceto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Berceto nacque in epoca romana, come testimoniato dal rinvenimento nella zona di alcuni reperti architettonici.[7] Il toponimo risalirebbe tuttavia a un'epoca più antica, in quanto secondo alcuni storici avrebbe origine da un termine ligure o celtico, trasformato in età romana in "Quercetum",[8][9] anche se la Tabula alimentaria traianea di Velleia menzionava i "saltus prediaque Berusetis".[10]

La fondazione certa dell'odierno centro abitato è tuttavia successiva e legata alla tradizione e alla figura di san Moderanno, patrono comunale: nel 718 il vescovo di Rennes partì in pellegrinaggio verso Roma, fermandosi a Reims, ove acquistò alcune reliquie di san Remigio. Secondo la leggenda, percorrendo la via di Monte Bardone, che collegava Parma con la Lunigiana, giunse nei pressi del passo della Cisa e vi si fermò per riposarsi, appendendo a una pianta le reliquie, che tuttavia dimenticò alla ripresa del cammino; non appena se ne accorse, ritornò sui suoi passi, ma, dopo aver ritrovato l'albero a cui si era appoggiato, non riuscì a raggiungere il ramo su cui aveva attaccato il suo prezioso carico, cresciuto prodigiosamente; la pianta si riabbassò solo quando il vescovo promise di lasciare le reliquie a Berceto.[11] L'anno seguente il re dei Longobardi Liutprando fondò nei pressi del luogo del miracolo il monastero di "Bercetum" e ne nominò priore Moderanno.[12]

Nell'879 il re d'Italia Carlomanno di Baviera assegnò l'abbazia e le sue terre alla diocesi di Parma. Nel X secolo il monastero fu chiuso, mentre la chiesa, da allora dedicata a san Moderanno, fu innalzata a pieve e, verso la fine del XII secolo, completamente ricostruita in forme romaniche sull'attuale impianto basilicale a tre navate.[13]

Sempre nel XII secolo il borgo passò alle dirette dipendenze del Comune di Parma,[14] che avviò nel 1221 i lavori di costruzione del castello,[15] a lungo conteso da guelfi e ghibellini.[16]

Nel 1313 l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo assaltò e diede alle fiamme il paese di Berceto e il suo maniero, che assegnò al cardinale Luca Fieschi.[17] Nel 1331 il re Giovanni I di Boemia, figlio di Enrico VII, investì del feudo i fratelli Rolando, Marsilio e Pietro Rossi,[18] ai quali nel 1337 subentrò Azzo da Correggio.[19]

Negli anni successivi i Rossi rientrarono a Berceto, nel cui castello nacque nel 1413 Pier Maria II;[18] già nel 1420 le truppe del duca di Milano Filippo Maria Visconti conquistarono il maniero.[20] Nel 1441 Pier Maria Rossi riacquistò dal Visconti Berceto, che passò nel 1482 al figlio Bertrando e nel 1502 al nipote Troilo I, il quale lo annetté alla contea di San Secondo.[18]

Nel 1635 Troilo IV de' Rossi fu dichiarato reo di ribellione dal duca di Parma Odoardo I Farnese, che confiscò tutte le sue terre e lo costrinse all'esilio;[21] il fratello Scipione I, che servì a lungo il regno di Spagna, nel 1657 riuscì con l'aiuto del re Filippo IV a convincere il duca Ranuccio II ad annullare il decreto del 1635, a fronte tuttavia di un pesantissimo indebitamento,[22] che nel 1666[23] lo costrinse a cedere Berceto e gli altri feudi appenninici alla Camera ducale di Parma.[15] Nel 1707 il duca Francesco Farnese assegnò Berceto ai marchesi Boscoli, che lo permutarono con Ravarano;[24] nel 1736 subentrarono i conti Tarasconi Smeraldi, che ne mantennero il possesso fino all'abolizione dei diritti feudali decretata da Napoleone nel 1805.[23]

Annesso al dipartimento del Taro, in seguito alla Restaurazione Berceto fu accorpato al ducato di Parma e Piacenza, di cui seguì le sorti.[25]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di San Moderanno[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di San Moderanno
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Berceto.

Edificato originariamente quale chiesa del monastero di "Bercetum", oggi distrutto, fondato nel 719 dal re dei Longobardi Liutprando, il duomo fu completamente ricostruito in forme romaniche nel XII secolo e profondamente modificato tra il 1480 e il 1502; nel 1845 fu infine riedificata la facciata in stile neoromanico; della struttura originaria si conservano l'impianto, i due portali d'ingresso principale e secondario, parti delle absidiole tonde e i due pilastri che delimitano il presbiterio. All'interno della settecentesca cappella di Sant'Apollonia, in origine occupata probabilmente dal battistero, sorge il piccolo museo, che conserva un antichissimo calice di vetro, antecedente l'XI secolo.[13]

Santuario della Madonna della Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Madonna della Guardia

Innalzato in forme neoromaniche e neogotiche tra il 1919 e il 1921 sul passo della Cisa sui resti di un antico ospizio di Santa Maria, l'edificio, consacrato nel 1922, fu elevato a santuario mariano nel 1930 con l'incoronazione della statua bronzea della Madonna della Guardia, proclamata nel 1965 patrona di tutti gli sportivi.[26][27]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Berceto[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Berceto
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Berceto.

Edificato originariamente nel 1221 dal Comune di Parma, il castello fu a lungo conteso da guelfi e ghibellini; distrutto nel 1313 dall'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, che ne investì il cardinale Luca Fieschi, fu assegnato nel 1331 ai conti Rossi, ai quali nel 1337 subentrò Azzo da Correggio; riconquistato dai Rossi, fu teatro nel 1413 della nascita di Pier Maria II de' Rossi, che lo riacquistò nel 1441 dopo la conquista, avvenuta nel 1420, da parte del duca di Milano Filippo Maria Visconti; il condottiero rinforzò e abbellì il maniero, che lasciò in eredità al figlio Bertrando; alienato nel 1666 alla Camera ducale di Parma, il castello nel 1707 fu acquistato dai marchesi Boscoli, ai quali nel 1736 subentrarono i conti Tarasconi Smeraldi, che lo mantennero fino all'abolizione dei diritti feudali decretata da Napoleone nel 1805; profondamente danneggiato, fu parzialmente adibito a carcere, ma successivamente fu utilizzato dai bercetesi quale cava di pietre per la costruzione di numerose abitazioni del borgo; l'area fu in seguito spianata per ospitare un cimitero e poi un campo da calcio e un parco giochi; in vista dell'apertura al pubblico, nel 2004 furono avviati i lavori di scavo e recupero delle rovine, con la realizzazione di rampe e passerelle.[28][29]

Castello di Pietramogolana[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Pietramogolana
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Pietramogolana.

Edificato prima del 674 su uno sperone di roccia a picco sul fiume Taro, grazie alla sua posizione strategica il castello fu a lungo conteso dal Comune di Parma, dalla diocesi cittadina e dai Platoni, ai quali si aggiunsero nel XIII secolo i Pallavicino, i Sanvitale, i Rossi e i Terzi; dal 1460 il maniero appartenne quasi ininterrottamente fino al 1627 ai conti Sanvitale, ma, col venir meno delle sue funzioni difensive, a partire dalla seconda metà del XVI secolo cadde in un inesorabile declino; in seguito fu assegnato ai conti Palmia, che lo mantennero fino all'estinzione della casata nel 1739; completamente abbandonato, il castello ormai ridotto a pochi ruderi fu acquistato alla fine del XIX secolo dagli abitanti di Pietramogolana, che lo donarono nel 2012 al Comune di Berceto in vista di un suo possibile recupero.[30][31]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Una via del centro storico di Berceto

Esteso ai lati dell'antica via Francigena, il centro si sviluppa attorno al baricentrico duomo; le strette strade laterali, ancora lastricate, sono affiancate da numerosi edifici medievali in pietra, tra cui una casa-torre su tre livelli; vi si trovano anche palazzi quattrocenteschi, arricchiti da portali con stemmi nobiliari, tra cui quello dei Rossi, a lungo feudatari del borgo.[10]

Corchia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Corchia.

Piccola frazione montana della val Manubiola, Corchia conserva intatta la sua conformazione di borgo medievale, grazie alla presenza delle mura periferiche e di numerose abitazioni in pietra, collegate fra loro da arcate che valicano i viottoli lastricati; nel centro sorge l'antica chiesa di San Martino, oggi sconsacrata, caratterizzata dalla presenza, al centro della facciata, del campanile, che si innalza su un piccolo portico in aggetto; vi si trovano inoltre un ostello risalente al XII secolo e la coeva Casa Corchia, sede del museo Martino Jasoni. Nei dintorni sono infine presenti le antiche miniere di rame, utilizzate dal XVI secolo al 1942.[10]

Casacca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Casacca (Berceto).

Minuscolo borgo d'origine romana, Casacca è composta da un palazzo, una chiesa risalente al XIII secolo e sette abitazioni, tutti realizzati in pietra e coperti da tetti in lastre di arenaria; a lungo disabitati, gli edifici furono recuperati agli inizi del XXI secolo.[10]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[32]


Persone legate a Berceto[modifica | modifica wikitesto]

  • San Moderanno (Rennes, ... – Berceto, 730 circa), vescovo di Rennes e poi priore a Berceto (patrono della città)
  • Pier Maria II de' Rossi, (Berceto, 25 marzo 1413 – Torrechiara, 1º settembre 1482), condottiero italiano del Quattrocento
  • Alberto Agnetti (Berceto, 1857 – Venezia, 1927), politico
  • Primo Savani (Berceto, 1897 – Parma, 1977), comandante partigiano e politico
  • Don Giuseppe Cavalli (Berceto, 1898 – Parma 1973), prete
  • Giuseppe Molinari (Berceto, 1918 – Berceto 1989), comandante partigiano e politico
  • Luigi Malerba (Pietramogolana, 11 novembre 1927 – Roma, 8 maggio 2008), scrittore italiano
  • Irene Pivetti (Milano, 4 aprile 1963), assessore del Comune di Berceto alla Piena Occupazione e formazione professionale dall'agosto del 2009 al maggio del 2014[33]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione ferroviaria

Berceto sorge da epoche remote su importanti vie di comunicazione, grazie alla vicinanza del passo della Cisa; mentre in epoca medievale era attraversato dalla via Francigena, oggi vi passano la strada statale 62 della Cisa e l'autostrada Parma-La Spezia, che possiede due uscite all'interno del territorio comunale: Borgo Val di Taro, nei pressi della frazione di Ghiare, e Berceto, nelle vicinanze del capoluogo.[34]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Berceto.

In località Ghiare è presente una stazione ferroviaria che si trova sulla ferrovia Pontremolese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco di Berceto è Luigi Lucchi (lista civica Idee e tenacia) dal giugno 2009. Alle Elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2014 è candidato per la lista "Emilia Romagna Civica", a sostegno del candidato presidente Stefano Bonaccini. Lucchi raccoglie ben 2128 preferenze personali e, a Berceto, la formazione di cui è capolista circoscrizionale conquista il primo posto con il 65% dei voti, unico caso a livello regionale.[35]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dall'11 settembre 1988 Berceto è gemellata con la tribù indiana sioux dei Lakota.[36]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 73.
  3. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Evento Sismico Provincia di Parma del 27 Gennaio 2012 ore 15:53 Italiane, ingv.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  6. ^ Terremoto sull'Appennino Parmense. A Berceto molta paura ma danni lievi, ilgiornaledellaprotezionecivile.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  7. ^ Berceto (PR), italiapedia.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  8. ^ Berceto la "Maestà" di San Moderanno vescovo di Autun (22 ottobre) – Ripa Santa 06-04-2012 immagini Berceto (Parma), valgotrabaganza.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  9. ^ Luigi Canetti, Culti e dedicazioni nel territorio parmense. Il dossier bercetano dei santi Moderanno e Abbondio (secoli VIII-X), Bologna, Reti Medievali, 2001, pp. 65-100.
  10. ^ a b c d Berceto, camminideuropa.eu. URL consultato il 28 luglio 2016.
  11. ^ Il Duomo di Berceto, luoghimisteriosi.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  12. ^ La via di Monte Bardone, medioevo.org. URL consultato il 28 luglio 2016.
  13. ^ a b Berceto, Duomo di San Moderanno, piazzaduomoparma.com. URL consultato il 28 luglio 2016.
  14. ^ Berceto, borghiautenticiditalia.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  15. ^ a b Comune di Berceto, araldicacivica.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  16. ^ Castello di Berceto (Parma), valgotrabaganza.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  17. ^ La Via Francigena in Emilia, culturacattolica.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  18. ^ a b c Letizia Arcangeli, Marco Gentili, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453- 683-9.
  19. ^ Bonaventura Angeli, La historia della città di Parma, et la descrittione del fiume Parma, Firenze, appresso Erasmo Viotto, 1591, p. 173.
  20. ^ Federica Cengarle, Giorgio Chittolini, Gian Maria Varanini, Poteri signorili e feudali nelle campagne dell'Italia settentrionale fra Tre e Quattrocento: fondamenti di legittimità e forme di esercizio, Firenze, Firenze University Press, 2005, ISBN 88-8453-255-8.
  21. ^ Francesco Cherbi, Le grandi epoche sacre, diplomatiche, cronologiche, critiche della chiesa vescovile di Parma, Tomo III, Parma, Tipografia Ferrari, 1839, pp. 173-174.
  22. ^ Approfondimento storico, webalice.it. URL consultato il 5 agosto 2016.
  23. ^ a b Comune di Berceto, archivioberceto.altervista.org. URL consultato il 28 luglio 2016.
  24. ^ Calestano, calestano.com. URL consultato il 28 luglio 2016.
  25. ^ Berceto, il gioiello sulla Via Francigena, ilparmense.net. URL consultato il 28 luglio 2016.
  26. ^ Le frazioni, natalebercetese.wordpress.com. URL consultato il 31 luglio 2016.
  27. ^ Santuario Madonna della Guardia – Berceto (Parma), viaggispirituali.it. URL consultato il 27 luglio 2016.
  28. ^ Castello di Berceto (Parma), valgotrabaganza.it. URL consultato il 27 luglio 2016.
  29. ^ C'era una volta... e c'è ancora! (PDF), storiadiparma.it. URL consultato il 27 luglio 2016.
  30. ^ Pietramogolana, mondimedievali.net. URL consultato il 31 luglio 2016.
  31. ^ Berceto: la rocca di Pietramogolana passa al Comune, gazzettadiparma.it. URL consultato il 31 luglio 2016.
  32. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  33. ^ Beatrice Minozzi, Berceto, la Pivetti si congeda: "Esperienza bellissima", gazzettadiparma.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  34. ^ Trasporti, infopointberceto.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  35. ^ Elezioni regionali 2014, repubblica.it. URL consultato il 28 luglio 2016.
  36. ^ Caterina Zanirato, Berceto torna a gemellarsi con la tribù degli indiani Lakota, gazzettadiparma.it. URL consultato il 28 luglio 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Berceto
Mansio XXXIV – Philemangenur (Felegara o forse Fornovo di Taro)
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