Bedonia

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Bedonia
comune
Bedonia – Stemma Bedonia – Bandiera
Bedonia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.svg Parma
Amministrazione
Sindaco Carlo Berni (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°30′N 9°38′E / 44.5°N 9.633333°E44.5; 9.633333 (Bedonia)Coordinate: 44°30′N 9°38′E / 44.5°N 9.633333°E44.5; 9.633333 (Bedonia)
Altitudine 500 m s.l.m.
Superficie 169,56 km²
Abitanti 3 526[1] (31-12-2014)
Densità 20,79 ab./km²
Frazioni Anzola, Alpe, Borio, Bruschi di Sopra, Bruschi di Sotto, Calice, Campore, Caneso, Carniglia, Casaleto, Casalporino, Casamurata, Case Gelana, Castagna, Castagnola, Castellaro, Cavadasca, Cavignaga, Ceio, Cese di Romezzano, Chiesiola, Cognole, Cornolo, Costa Alta, Costa Belvedere, Costa della Romana, Costa di Borio, Custi, Drusco, Follo, Fontanabonardi, Fontanachiosa, Fontanino, Foppiano, Forana, Fornolo, Illica, Le Coste, Libbia, Liveglia, Marazzano, Masanti di Sopra, Masanti di Sotto, Momarola, Montarsiccio, Montevacà, Monti, Moronera, Nociveglia, Piane di Carniglia, Pilati, Ponteceno, Porcile, Prato, Revoleto, Rio Grande, Rio Merlino, Rio Pansamora, Romezzano, Roncole, Salarolo, San Marco, Scopolo, Segalino, Selvola, Serra, Setterone, Spora, Strepeto, Tasola, Tomba, Travaglini, Volpara
Comuni confinanti Bardi, Compiano, Ferriere (PC), Santo Stefano d'Aveto (GE), Tornolo, Varese Ligure (SP)
Altre informazioni
Cod. postale 43041
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034003
Cod. catastale A731
Targa PR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bedoniesi
Patrono sant'Antonino
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bedonia
Bedonia
Bedonia – Mappa
Posizione del comune di Bedonia nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Bedonia (Bedònja in dialetto parmigiano[2] e in ligure, "Pieve" nel dialetto locale), è un comune italiano di 3.526 abitanti della provincia di Parma. Di particolare interesse è la locale pinacoteca che, unitamente ad un piccolo museo archeologico e di storia naturale, ha sede nel seminario vescovile sul colle San Marco.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina di Bedonia sorge ai piedi del Monte Pelpi (1485 m s.l.m.) ed è attraversata dal torrente Pelpirana, nell'area di poco precedente alla sua confluenza nel fiume principale. Nel territorio comunale si trova il passo Montevacà che collega la Valle del Ceno alla Val di Taro dove, appunto, risiede Bedonia. La parte di territorio comunale che si estende nella Valceno è costellata da 72 frazioni fra le quali spiccano Ponteceno, Anzola, Selvola e Masanti. Molti sono anche i passi montani che, presso il capoluogo locale, offrono panoramiche di grande suggestione. Tra i più noti vi sono il Passo del Bocco, il Passo del Tomarlo, il Passo Colla, il Passo Segarino, il Passo della Tabella, il Passo di Centocroci, il Passo delle Pianezze e il Passo della Cappelletta.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Bedonia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'epoca antica al medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Già abitata dai celti liguri prima della colonizzazione dei romani, in loco sono state ritrovati dei reperti archeologici relativi al neolitico. Il villaggio fu uno degli ultimi nell'area ad essere soggiogato dalla forza delle legioni di Roma in data 167 a.C. quando il proconsole Marco Fulvio Nobiliore riuscì a sottomettere gli abitanti mettendo a ferro e fuoco la vicina foresta del Monte Penna, deportando molti residenti nel territorio del Sannio.

Sotto il dominio romano la città prese il nome di Bitunia (da cui il nome moderno) e con tale nome viene citata anche nella Tavola Alimentaria voluta dall'imperatore Traiano e ritrovata a Velleia (inizio del II secolo d.C.). I romani applicarono al territorio boschivo di Bitunia un vincolo forestale che ne preservò la ricchezza boschiva almeno sino all'anno 1000.[3]

Il borgo viene citato nuovamente in un documento dell'VIII secolo quando un gruppo di homines di Bedonia entra in conflitto col vescovo di Piacenza per dei diritti sulle terre coltivabili in zona "Breia" ancora oggi esistente, amministrate da case massericae di cui si possono ritrovare antiche tracce nelle frazioni di Casalporino, Casaleto e Casale d'Illica[3] Durante il primo medioevo, l'area dell'abitato venne fortemente influenzata dalla presenza dei monaci dell'abbazia di Bobbio che realizzarono gli insediamenti di Porcile e Calice e, dopo essere stato feudo dei vescovi di Piacenza che vi istituirono in loco un arciprete a loro rappresentanza, il borgo passò quindi nell'orbita del comune di Piacenza.

Dallo Stato Landi al Ducato di Parma[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dello Stato Landi a metà del Seicento: Bedonia (indicata con l'antico nome di "Pieve di Bedonia") si trova al centro dello stato

Data la posizione in prossimità di diverse regioni, la città di Bedonia si trovò ben presto ad essere contesa lungamente tra il comune di Piacenza e le nobili famiglie dei Lusardi e dei Landi verso la fine del XII secolo, per poi venire definitivamente assegnata a questi ultimi nella persona di Agostino nel 1551 che inglobò l'abitato nel cosiddetto Stato Landi. La città venne quindi venduta ai Doria genovesi sul finire del Seicento. Tornata in mano alla famiglia Landi sulla fine del XVII secolo, passò quindi ai Farnese, entrando così nell'orbita del Ducato di Parma dal 1682, stato con cui condivise gran parte della propria storia successiva.

Sotto il dominio borbonico, Bedonia conobbe un nuovo periodo di splendore e nel 1793, in riconoscimento della propria antichità e del proprio ruolo storico e sociale nell'area, dovendo lo stato parmense istituire una sede per l'Archivio Notarile locale, si ritenne opportuno di erigerlo a Bedonia, ma l'arrivo dei napoleonici nel 1796 compromise la realizzazione di questo progetto. Nel 1806 la città di Bedonia partecipò ad una locale rivolta contro i francesi che fece si che essa venisse staccata dal Ducato di Parma ed annessa direttamente all'Impero francese assieme a buona parte della Val di Taro, in quello che divenne noto come Dipartimento degli Appennini.

L'epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

L'annessione al Regno di Sardegna avvenne nel 1859 e prese parte attivamente alla prima ed alla seconda guerra mondiale, divenendo in quest'ultima centro di reclutamento della Brigata alpina "Julia".

Durante la seconda guerra mondiale, nell'estate del 1944 la zona fu teatro dell'operazione Wallenstein, una serie di rastrellamenti di partigiani effettuati da forze nazi-fasciste.[4] Il comune ho ottenuto poi con la Repubblica il riconoscimento della medaglia d'argento al valor militare per gli sforzi bellici sopportati.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Bedonia-Stemma.png
Bedonia-Gonfalone.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[5]

« D'argento alla colonna d'azzurro sormontata da una corona all'antica dello stesso, accollata da un tralcio di edera di verde, fogliato di nove, quattro per parte ed una al centro della colonna, verso la base, con legenda ai lati di nero CONCORDIA RES PARVÆ CRESCVNT. Alla bordura composta d'oro e d'azzurro. »

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

« Drappo d'argento, ornato di ricami d'argento nella parte inferiore, caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. »

I colori giallo e azzurro che contraddistinguono la bordura dello stemma di Bedonia possono, secondo diverse fonti, aver tratto la loro origine sia dallo stemma della famiglia Landi che ne fu feudataria per lungo tempo, sia dal Ducato di Parma nella cui orbita il comune entrò a fine Seicento.

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«La popolazione del comune di Bedonia, tramite i suoi figli migliori, iniziava la lotta per la libertà contro il nemico invasore fin dal 9 settembre 1943. Il martirio della sua gente, inflitto da cinque tragici rastrellamenti, con il sacrificio di vite umane, la distruzione di innumerevoli case e di beni, non la vide mai doma, ma sempre a fianco delle gloriose formazioni partigiane. In venti lunghi mesi di dura e cruenta lotta contro la barbarie trasse nuovo stimolo e vigore per il raggiungimento della libertà e per la rinascita della Patria. 9 settembre 1943-25 aprile 1945/Bedonia (PR)»
— Roma, 29 dicembre 1994[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Madonna di San Marco[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della Madonna di San Marco

Il Santuario della Beata Vergine della Consolazione, più conosciuto col nome popolare di Santuario della Madonna di San Marco[7] dal nome di un precedente oratorio preesistente all'edificazione della chiesa attuale, venne eretto nel Seicento per merito di alcuni mercanti veneziani i quali, assaliti da alcuni briganti nei paraggi e miracolosamente liberati per intercessione della Madonna, decisero di erigere qui un saccello a memoria dell'evento e per il culto della popolazione locale. La "cappellina del pozzo" (nome con cui era nota la piccola struttura nel XVI secolo), venne ampiamente sviluppata a partire dal 1685 quando iniziarono i lavori di costruzione dell'Oratorio di San Marco per far fronte alla sempre maggiore devozione popolare all'altare locale.

L'interno del santuario: l'altare maggiore con la statua della Madonna della Consolazione (1531)

A conclusione dei lavori, nel 1731 la chiesa venne arricchita per merito di un locale frate cappuccino, da una scultura raffigurante la Madonna della Consolazione, risalente al 1531 e realizzata nella zona di Pontremoli. Nel 1948 ripresero i lavori di ampliamento della chiesa che andò a realizzare una cripta nella quale venne inclusa anche l'antica "Cappellina del pozzo" dal 1952. Nel 1954, con la proclamazione dell'anno mariano, venne realizzata la maestosa cupola della nuova chiesa ampliata e dal 1955 vennero innalzati anche i muri perimetrali della struttura, facendole assumere le forme attuali. Dal settembre del 1978 la chiesa venne proclamata basilica minore[8].

Internamente, la pianta della chiesa si presenta di forma quadrangolare con cappelle laterali. La cinquecentesca statua della Madonna della Consolazione venne incoronata nel 1889 ad opera di mons. Giovanni Battista Scalabrini, oggi beato, fondatore dei Missionari di San Carlo.

Seminario arcivescovile[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso al seminario arcivescovile di Bedonia

Il Seminario Vescovile di Bedonia, dedicato alla formazione ed alla preparazione dei chierici della zona. Oggi è il più importante centro di teologia della Val di Taro.

La costruzione venne iniziata nel 1841 grazie all'interessamento della duchessa Maria Luisa d'Austria e del vescovo di Piacenza, Luigi Sanvitale, con un progetto teso ad imitare le forme del Collegio Alberoni di Piacenza. La struttura venne terminata nel 1845 ed inaugurata l'anno successivo, ma già dal 1847 iniziarono i lavori per la costruzione di una nuova ala che venne completata molto dopo, nel 1865. Gli ultimi lavori alla struttura vennero conclusi nel 1928 con la realizzazione dell'ultima ala dell'edificio. Gli interni delle aule sono decorati con stucchi di Stile Luigi XVI ed affreschi a tema religioso di gusto neorinascimentale. L'istituto è dotato anche di una propria cappella e di un teatro.

La struttura del seminario di Bedonia, da sempre legata al mondo dell'arte, ospita anche l’Opera Omnia del pittore Romeo Musa, contenente opere xilografiche e stampe. Presso il seminario ha inoltre sede il Museo di Storia Naturale di Bedonia con una piccola raccolta archeologica locale, oltre ad un Planetario.

Pinacoteca Parmigiani[modifica | modifica wikitesto]

La Pinacoteca Parmigiani, eretta dal 1935 presso il palazzo del Seminario di Bedonia raccogliendo la collezione privata del sacerdote e collezionista don Vittorio Parmigiani (da cui il nome), contiene numerose opere di pittori di scuola emiliana che vanno dalla metà del Cinquecento all'Ottocento, tra i quali emergono i nomi di Bartolomeo Passerotti, Luigi Crespi, Giovanni Andrea Donducci, detto il Mastelletta, Francesco Ghittoni, Domenico Pedrini e Ludovico Carracci. Nel 1946 a questa raccolta si è aggiunta quella della famiglia Bolognini con ulteriori dipinti che hanno fatto aumentare il quadro espositivo ad ottanta opere.

Chiesa arcipretale di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La facciata della chiesa di Sant'Antonio

La chiesa arcipretale di Sant'Antonio a Bedonia ha origini antichissime in quanto già nel 1046 è citata come chiesa capopieve con giurisdizione su diverse altre chiese della zona, motivo che ha indotto gli storici a portarne la fondazione vera e propria almeno al X secolo. L'edificio attualmente visibile è però stato eretto nel 1625-27 sulle rovine della precedente chiesa che era di stile romanico ed eretta nell'XI-XII secolo. Durante i lavori di sistemazione della prima metà del Seicento, venne inoltre mutato l'orientamento della chiesa, ponendo la facciata la dove un tempo era l'abside, ampliando anche le cappelle interne al tempio che da 4 passarono a 8. Al termine dei lavori la chiesa venne consacrata dal vescovo di Piacenza, Francesco Maria Abbiati, nel 1637. La facciata attuale, inoltre, è stata realizzata nel 1960 ed è completamente ricoperta di marmo, andando così ad arricchire la precedente che appariva in semplice calce.

Il campanile, ricostruito integralmente anch'esso nel primo Seicento, venne soprelevato sino all'attuale ragguardevole altezza a metà del XVIII secolo ed a quell'epoca risalgono anche le tre campane ad oggi presenti di cui due sono datate al 1720, mentre la terza risale al 1778. Sulla punta del campanile si trova l'effige di Sant'Antonio a cavallo, opera in ferro battuto realizzata nel Settecento.

L'interno della chiesa si presenta ad una sola navata e presenta le caratteristiche architettoniche tipiche del periodo della Controriforma. La grande volta a botte, interamente affrescata con le figure dei dodici Apostoli e delle virtù teologali di Fede e Speranza, oltre alle figure dei quattro evangelisti, è opera neobarocca risalente alla metà dell'Ottocento. L'unica acquasantiera ancora oggi presente, realizzata in marmo, è della prima metà del Seicento. L'organo presente, realizzato nel 1759, è stato ampliato nel 1892 con ulteriori interventi e l'aggiunta di un numero maggiore di canne nella cassa armonica. Nel catino absidale si trova un grande affresco raffigurante l'episodo dell'Ascensione. L'altare maggiore, realizzato in marmo di Carrara con tarsie policrome, risale al 1787 ed al centro riporta la raffigurazione del santo titolare della chiesa, oltre alla presenza del tabernacolo con scene della Risurrezione e dell'Ascensione. Dietro l'altare si trova un coro composto di quindici stalli, realizzati nel 1669 ad opera di scultori locali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Persone legate a Bedonia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 settembre 1985 9 agosto 1990 Renato Cattaneo Democrazia Cristiana Sindaco [10]
14 agosto 1990 24 aprile 1995 Gianfranco Gandi Democrazia Cristiana Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gianfranco Gandi centro-sinistra Sindaco [10]
15 giugno 1999 14 giugno 2004 Sergio Squeri lista civica (centro e CDU) Sindaco [10]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Sergio Squeri lista civica (centro e UDC) Sindaco [10]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Carlo Berni lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 in carica Carlo Berni lista civica: Crescere insieme Sindaco [10]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Da sempre il nodo fondamentale per lo sviluppo dell'economia locale è rappresentato dall'agricoltura che, pur essendo attualmente in forte calo, conserva comunque un ruolo rilevante: nel territorio comunale si coltivano cereali (in particolare frumento) ed erbe per foraggio in quanto molto diffuso è anche l'allevamento di bovini e suini, seguito da minoranze di ovini, caprini ed equini.

Le industrie presenti sono orientate prevalentemente nel settore alimentare (settore lattiero-caseario), edile, metalmeccanico e della fabbricazione di prodotti in vetro, piastrelle per pavimentazioni, motori e generatori elettrici.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio di Bedonia sono presenti scuole elementari e medie oltre ad un istituto tecnico professionale ad indirizzo industriale.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio nel campionato 2007-2008 ha vinto il girone C di seconda categoria. Dal 2008-2009 per alcuni anni ha giocato in prima categoria. Non ha disputato il Campionato 2013-2014, ha ripreso l'anno successivo in Terza Categoria come ASD Bedoniese. Lo stadio è il Gandi, costruito negli anni 2000, che è stato dotato in seguito di tribune per i tifosi.

Ogni anno si disputa il Rally del Taro, oltre alla Maratonina Alta Val Taro, gare di ciclismo, mountain bike e motociclismo. Si pratica anche il pugilato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  3. ^ a b www.esvaso.it
  4. ^ Operazione "Wallenstein": le stragi dell'estate, su www.eccidinazifascisti.parma.it. URL consultato il 26 aprile 2017.
  5. ^ Vedi qui
  6. ^ Gazzetta Ufficiale della Repubblica, 1994
  7. ^ Santuario della Madonna di San Marco a Bedonia
  8. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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