Corniglio

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Corniglio
comune
Corniglio – Stemma Corniglio – Bandiera
Corniglio – Veduta
Castello di Corniglio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Parma-Stemma.svg Parma
Amministrazione
SindacoGiuseppe Delsante (lista civica Corniglio in comune) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate44°29′N 10°05′E / 44.483333°N 10.083333°E44.483333; 10.083333 (Corniglio)
Altitudine690 m s.l.m.
Superficie165,7 km²
Abitanti1 741[3] (30-6-2022)
Densità10,51 ab./km²
FrazioniAgna, Agrimonte, Ballone, Beduzzo, Bellasola, Bosco, La Rola, Ca' Pussini, Lumiera, Braia, Costa Venturina, Canetolo, Cirone, Curatico, Graiana, Grammatica, Lago, Ghiare, Marra, Miano, Mossale, Montebello, Mulino Vecchio Petrignacola, Polita, Pugnetolo, Roccaferrara, Sauna, Sesta Inferiore, Sesta Superiore, Signatico, Sivizzo, Staiola, Tre Rii, Ponte Romano Vestana, Vestola, Villula[1][2]
Comuni confinantiBagnone (MS), Berceto, Calestano, Filattiera (MS), Langhirano, Monchio delle Corti, Palanzano, Pontremoli (MS), Tizzano Val Parma
Altre informazioni
Cod. postale43021
Prefisso0521
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT034012
Cod. catastaleD026
TargaPR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[4]
Cl. climaticazona F, 3 429 GG[5]
Nome abitanticornigliesi
PatronoSan Lucio e Sant'Amanzio
Giorno festivo6 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corniglio
Corniglio
Corniglio – Mappa
Posizione del comune di Corniglio nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Corniglio (Cornì in dialetto parmigiano[6][7]) è un comune italiano di 1 741 abitanti della provincia di Parma in Emilia-Romagna. Fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Il Comune di Corniglio fa parte dell'Unione Montana Appennino Parma Est, formata dai comuni di Monchio Delle Corti, Tizzano Val Parma, Palanzano, Neviano degli Arduini, Langhirano e Lesignano de Bagni

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Dintorni[modifica | modifica wikitesto]

Ubicato alla fine dell'Emilia e confinante con la Regione Toscana, Corniglio si posiziona strategicamente sia verso il mare (85 km per le Cinque Terre) che verso gli impianti sciistici di Schia (25 km) e Prato Spilla (30 km).

A circa 15 km da Corniglio, nel cuore del Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, si può raggiungere il Rifugio Lagdei dal quale, tramite seggiovia, si può arrivare ad uno dei più suggestivi laghi del parco, il Lago Santo.

Ponte Romano

A valle del paese si può incontrare il cosiddetto Ponte Romano, a tre campate, un manufatto interessante, sicuramente molto antico.

A sudest del paese è possibile notare la grande frana, della "La Lama", avente un'estensione di ben 200.09 ettari. Tale frana ha avuto almeno quattro riattivazioni ufficialmente documentate: la prima nel 1612, la seconda nel 1740, la terza nel 1902 (descritta dettagliatamente da Roberto Almagià) e l'ultima nel 1996. Un'altra riattivazione risale al XVI secolo, della quale però non esistono documenti ufficiali ma solamente una testimonianza anonima. [8].

È il quarto comune della provincia di Parma per estensione, davanti a Borgo Val di Taro (151,49 km²) e dietro a Bedonia (169,56 km²).

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune presenta numerose e suggestive cime appenniniche, ad esempio il Monte Tavola, il Monte Orsaro, il Monte Fosco, il Monte Marmagna, il Monte Aquila, il Monte Aquilotto, il Monte Brusa, il Monte Paitino, il Monte Braiola.

Presenti anche numerosi laghi, quali: il Lago Santo, il Lago Pradaccio (all’interno della Riserva naturale “Guadine-Pradaccio”), il Lago Gemio inferiore, il Lago Gemio superiore, il Lago Scuro e il Lago Bicchiere.

Dall’appennino cornigliese nascono poi i quattro rami principali del Torrente Parma. Il torrente nasce dal Lago Santo (Parma di Lago Santo, 4º ramo principale) e dai laghi Gemio e Scuro (Parma dei Lagoni, 1º ramo principale), che si uniscono a monte dell'abitato di Bosco di Corniglio. Nella Parma dei Lagoni confluiscono la Parma di Badignana (2° ramo principale) ed il torrente Parma di Francia o Parma delle Guadine, che rappresenta il 3º ramo principale. Più verso valle, ad altezza di Corniglio, riceve le acque del Torrente Bratica, che nasce dalle pendici del Monte Navert.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Corniglio è posto su un promontorio che domina le valli dei torrenti Bratica e Parma; si è sviluppato in origine grazie alla sua posizione, un tempo strategica, intorno alla rocca che si erge al centro del monte su cui si estende il paese. Stando alla leggenda, sembra che il paese sia stato fatto edificare dal generale romano Tito Cornelio Balbo nel 71 a.C. per affermare il dominio romano sull'Appennino Tosco-Emiliano, luogo in cui, fino a un secolo prima, abitavano i liguri. Stando a tale leggenda, fece edificare ben tre villaggi fortificati: Titianus, Cornelius, Balbonis, che, in seguito alle trasformazioni fonetiche della lingua, si sarebbero modificati negli odierni Tizzano, Corniglio e Ballone. La località è citata ufficialmente per la prima volta nell'894: "curtem de Cornialum in finibus Tusciae"[9].

La sua conformazione denuncia effettivamente un'origine medievale e diversi portali oggi visibili potrebbero risalire al Cinquecento [senza fonte], con architravi scolpiti, forse di reimpiego però, magari dallo stesso castello. La via principale è inoltre in linea con un accesso al fortilizio. Questo si erge a fianco di uno slargo con fontana, centro della vita del paese, e appare solo in minima parte conservato nelle forme d'origine. Sicuramente un tempo era completamente cinto da mura e tuttora la base di quelle conservate appare comunque possente. Resta anche un baluardo circolare, all'angolo del perimetro murario settentrionale, di origine verosimilmente cinquecentesca. La spianata sommitale è ora occupata da edifici recenti che ospitano gli uffici comunali e da un oratorio dedicato ai santi Lucio ed Amanzio in forma di tempio classico, risalente all'Ottocento. Ogni costruzione medievale in elevazione è scomparsa.

L'area dell'alta Val Parma divenne sede delle guerre tra Bizantini e Longobardi che combatterono una vera e propria guerra di alta quota tra la Cisa ed il Lagastrello utilizzando la strada del Lago Santo come collegamento tra la linea principale del limes bizantino e Corniglio, che sarebbe stato, secondo Ubaldo Formentini nel suo “Scavi e ricerche sul limes bizantino nell'Appennino lunense-parmense”, un avamposto entro le linee longobarde, collegato a Filattiera mediante una strada fortificata.

La prima menzione ufficiale del castello risale al 6 di febbraio del 1240, quando Guglielmo de Egidiis sentenzia contro il vescovo di Parma, Martino, ed il potente casato dei Platoni[10] di Val di Taro; sono nominate in essa certe terre di Val di Parma ed una casa situata "in Castro Cornilii" ed una salda posta "juxta foveam castri Cornilii"[11].

Si presume che Corniglio fosse antico feudo (dopo il mille). La zona fu oggetto di contesa tra le città comunali di Parma e Piacenza, ma tornò nel 1221 a Parma. Se non già prima eretto, il castello lo avrebbe potuto essere stato in queste occasioni. Parte dei possessi vescovili, a metà del Trecento passò dal vescovo Ugolino Rossi a suo fratello Rolando a compensazione di un ingente debito con lui contratto. A fine Quattrocento, dopo la caduta dei conti Rossi che si opponevano - con Pietro Maria - a Ludovico il Moro, anche questo castello passò di mano, per tornare ai Rossi ai primi del Cinquecento (qui morì infatti Filippo Maria de' Rossi, nel 1529).

Il Castello di Corniglio è rappresentato nella Camera d'Oro del Castello di Torrechiara, anch'esso di proprietà dei Rossi.

Dopo la costituzione del ducato farnesiano di Parma sotto il controllo della famiglia Farnese, nel 1545, e nel 1619 Ranuccio Farnese fece emanare una sentenza che gli permettesse di tenersi “il castello di Corniglio in tutta coscienza”, facendo così passare il castello tra i beni ducali. Nel 1820 in questo, per concessione di Maria Luigia d’Austria, vennero insediate la podesteria, la pretura, la casermetta dei dragoni e la prigione. Dal 1860 è sede del palazzo comunale.

Il paese di Corniglio (chiamato con il nome di Cornelio) raffigurato nella Galleria delle carte geografiche del Vaticano. Si possono notare anche le frazioni di Bosco, Roccaferrara, Beduzzo e Ballone

Corniglio è anche rappresentato nella Galleria delle carte geografiche, più precisamente in quella chiamata "Placentiae et Parmae Ducatus", con il nome di Cornelio.

Annesso al Regno di Sardegna nel 1860, fece parte del collegio elettorale di Corniglio, dove furono eletti Niccolò Tommaseo e Giuseppe Garibaldi. Con la nascita del Regno d'Italia il collegio fu soppresso e unito a quello di Langhirano.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Corniglio fu sede del Comando Unico Operativo partigiano della provincia di Parma (CUO) tra l'agosto e l'ottobre 1944. Tra questi la battaglia del Lago Santo, conflitto dai risvolti epici svoltosi nel rifugio che sorge sulle rive del lago. Il 19 marzo 1944 una squadra di nove partigiani del distaccamento “G. Picelli”, stanziata nei pressi del lago, fu attaccata da un gruppo di fascisti e nazisti. I partigiani, barricati all'interno del rifugio, resistettero all’attacco nemico per diverse ore, provocando morti e feriti tra i nemici e costringendoli a ripiegare.

Nel settembre del 1944 il CUO fu trasferito a Bosco di Corniglio, con l’intento di rafforzare la presenza partigiana nel versante est Cisa. La mattina del 17 ottobre 1944 una colonna nemica, guidata da una spia (Mario lo Slavo), giunse a Bosco. Con una azione rapida eliminò il CUO, barricato negli edifici dell’albergo Ghirardini, dove aveva sede. Sei partigiani caddero durante l’attacco, ovvero il Comandante unico Pablo, colpito da una raffica mentre saltava da una finestra del primo piano dell'albergo per salvarsi, il Comandante militare di piazza di Parma Renzi, Giuseppe Picedi Benettini "Penola", ufficiale di collegamento, e i partigiani Enzo Gandolfi, Domenico Gervasi e Settimio Manenti. Mentre l'albergo veniva dato alle fiamme, gli altri riuscirono a mettersi in salvo. Si trattò di un colpo durissimo per il movimento resistenziale, che reagì prontamente eleggendo un nuovo CUO sei giorni dopo, con comandante unico Giacomo Ferrari[12].

Il paese di Corniglio è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione in quanto insignito della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

il 27 gennaio del 1996 la parte produttiva del paese che vantava di diversi salumifici, il centro sportivo, il nuovo cimitero e il quartiere/frazione di Linari è stato investito da una frana, detta “La Lama”, classificata in quel momento come la più profonda d'Europa. La strada per diverse frazioni, come Bosco e Ca' Pussini, fu interrotta per anni. Fu abbattuta una pineta centenaria e furono demoliti 5 salumifici, una settantina di abitazioni e diverse attività commerciali con inestimabile danno economico per la vita del paese e del comune.

Il 27 gennaio 2012 all'interno del territorio comunale di Corniglio è avvenuto un sisma di magnitudo 5.4, che ha provocato danni in molti edifici storici della zona, e facendosi sentire in molte aree d'Italia.

Nella primavera 2013 il territorio è stato investito da una eccezionale ondata di pioggia che è scaturita in forti movimenti gravitativi del terreno. In particolare, la frazione di Sauna, ha avuto gravi problemi: tre case e una stalla con 120 capi hanno ricevuto ordinanza di demolizione così come tre strutture adibite a ricovero attrezzi. Permangono ancora ordinanze di evacuazione su altri due fabbricati. Lo stato e il dipartimento di Protezione Civile ha disposto lo stato di emergenza per i territorio d'Appennino colpiti, anche a seguito delle numerose criticità del territorio Cornigliese.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Corniglio-Stemma.png
Corniglio-Gonfalone.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[13]

«Di azzurro, ai due ceri di rosso, infiammati al naturale, sostenuti da tondini di argento, sormontati da tre corone comitali, d'oro, con le perle al naturale, intrecciate, le corone laterali parzialmente celate da quella centrale, più grande. Ornamenti esteriori da Comune.»

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

«Drappo partito di rosso e di bianco, riccamente ornato di ricami di argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrale in argento, recante la denominazione del Comune.»

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Corniglio è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[14]:

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comune di zona montana, fu teatro di scontri sanguinosi tra le bande partigiane e preponderanti forze nemiche, subendo devastazioni, distruzioni e saccheggi ad opera delle orde nazifasciste. Per venti mesi la popolazione, affrontando disagi e pericoli, ebbe la forza di sopportare i lutti e gli orrori derivanti dalle numerose rappresaglie cui fu soggetta e di sostenere validamente la guerra di Liberazione con l'apporto di suoi numerosi cittadini nelle formazioni partigiane. Con spartana fierezza accettava il sacrificio di sangue dei propri figli, immolatisi per gli ideali di libertà e democrazia. Corniglio, 8 settembre 1943 - 25 aprile 1945»
— Roma, 9 maggio 1994

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine (Corniglio).
La presenza di una chiesa nel paese di Corniglio è attestata a partire dal tardo Medioevo; l'edificio, rimaneggiato nel Seicento, fu interessato da ulteriori lavori di rifacimento nei due secoli successivi.
Chiesa di San Nicolò
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Nicolò (Corniglio).
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa romanica di Graiana Chiesa fu ricostruita quasi completamente nel 1770, preservando dell'antico edificio solo la zona absidale; lesionata dal terremoto del 2008, fu completamente ristrutturata e consolidata strutturalmente tra il 2016 e il 2017; il luogo di culto neoromanico conserva intatto il presbiterio medievale in conci di arenaria, decorato esternamente con un motivo ad archetti pensili in sommità.[15]
Chiesa di Santa Maria Maddalena
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Maddalena (Corniglio).
Edificata intorno al 1770 sui resti dell'antico luogo di culto medievale, la semplice chiesa in pietra di Roccaferrara Superiore fu lievemente modificata nelle aperture del presbiterio tra il 1789 e il 1790; contigua ad altri edifici adiacenti, è caratterizzata dalla mancanza della facciata; priva di decorazioni sia all'interno che all'esterno, presenta solo due nicchie ad arco ai lati del presbiterio.[16]
Oratorio dell'Immacolata Concezione
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Oratorio dell'Immacolata Concezione (Corniglio).
Edificato in stile barocco tra il 1700 e il 1710 a Roccaferrara Inferiore, l'oratorio fu interamente restaurato tra il 1970 e il 1980 e adeguato ai dettami del Concilio Vaticano II; all'interno la navata, riccamente decorata, è affiancata da due cappelle laterali.[17]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Corniglio.
Menzionato per la prima volta nel 1240, fu utilizzato prima dalla Chiesa di Parma nella persona del vescovo Ugolino de' Rossi), che lo trasmise poi al nipote Giacomo. Conquistato poi da Ludovico il Moro, fu ceduto a Pietro Francesco Visconti di Saliceto, per poi tornare nelle mani dei Rossi nel 1521, al quale rimase fino al 1594, quando fu confiscato da Ranuccio I Farnese, divenendo possedimento ducale. Nel 1820 il castello fu donato al Comune di Corniglio, divenendone sede dal 1860.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Bosco di Corniglio.
Edificato nel 1400, divenne di proprietà dei Rossi nel 1413, per poi passare ai Fieschi verso la fine del secolo. Tornato poi ai Rossi nel 1521, venne confiscato dalla camera ducale nel 1693. Attualmente sono visibili solo le fondamenta e i resti della torre centrale.
Ruderi del castello di Beduzzo
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Beduzzo.
Castello del XIV secolo, era di proprietà della famiglia Terzi, investita dall'Imperatore Venceslao I di Lussemburgo. Nel 1448 passò nelle mani di Pier Maria II de' Rossi. Di proprietà poi dei Visconti di Saliceto e di Galeazzo Pallavicino, tornò ai Rossi nel 1521. Confiscato poi dalla Camera Ducale di Parma, il maniero cadde in rovina e i suoi resti furono utilizzati per la costruzione della chiesa di San Prospero, che sorge dove un tempo si ergeva il castello.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Roccaferrara.
Menzionato per la prima volta nel 1210, il castello di Roccaferrara dei da Cornazzano fu acquistato in quell'anno dai vescovi di Parma; ceduto ai Rossi nel 1355, fu conquistato nel 1482 da Obietto Fieschi; assegnato nel 1483 a Pietro Francesco Visconti di Saliceto e successivamente a Galeazzo Pallavicino, fu riconquistato nel 1521 dai Rossi, che lo mantennero quasi ininterrottamente fino alla sua confisca nel 1594 da parte del duca di Parma Ranuccio I Farnese; abbandonato da tempo, cadde sempre più in rovina, fino alla sua completa scomparsa.[18]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Corniglio si sviluppa principalmente sulla piazza antistante al Castello e lungo la medioevale Via Roma. Qui è facile notare la classica disposizione medioevale delle abitazioni, che si affacciano su entrambi i lati di una via ripida e stretta. Su questi palazzi è inoltre possibile notare numerosi portali in arenaria e stemmi delle famiglie locali.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Bassorilievo del XIII secolo

In origine si trovava in un arco posto davanti al castello. Dopo la demolizione, avvenuta nell'800, fu posto sulla facciata di una abitazione, dove rimase fino al 1937, eccetto un breve periodo nel 1929 quando fu asportata da alcuni giovani con l'intenzione di donarla a Gabriele d'Annunzio. Attualmente è ben visibile sulla facciata di una casa che dà sulla piazza. Il sasso misura m 1,50 x 0,60 e pesa 150 kg. Sono raffigurati, da sinistra a destra, un agnello cristiano con la croce, uno stemma a croce greca, e un guerriero intento a combattere un drago.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Collezione Elena Samperi[modifica | modifica wikitesto]

Situata all’interno dell’ex Colonia Montana di Corniglio, accoglie circa una cinquantina di opere realizzate da Elena Samperi, nata a Genova nel 1951 da madre originaria di Mossale. Le opere rappresentano la favola illustrata, il ruolo della donna nella società, la foresta amazzonica e la sua distruzione.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Spongata

La spongata è un tipico dolce natalizio tipico di Corniglio, molto diffuso anche in Emilia. La ricetta varia di famiglia in famiglia, ma prevede comunque ingredienti comuni. È una torta con impasto simile alla pasta brisée, con ripieno di miele, pangrattato, burro, vino bianco, noci, pinoli, uvetta e spezie. La parte superiore della spongata viene bucherellata fittamente per facilitarne la cottura in forno e infine modellata con uno stampo di legno. La spongata di Corniglio ha ottenuto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il riconoscimento di prodotto tipico locale.

Spongata fatta in casa

Legata a tale prodotto, l’8 dicembre di ogni anno si tiene a Corniglio la “Festa della Spongata”, con numerose bancarelle che vendono il dolce tipico assieme ad altri prodotti artigianali.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura si basa sulla produzione di foraggio per il settore zootecnico che comprende allevamenti di bovini, suini e ovini (è originaria del luogo la pecora cornigliese). Le industrie presenti sono orientate prevalentemente nel settore alimentare (latte, Parmigiano-Reggiano e prosciutto) e edile. Il settore terziario copre il fabbisogno della popolazione locale. Sul territorio sono presenti numerose strutture ricettive sia per la ristorazione che per il soggiorno.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è meta di numerosi turisti estivi, offrendo un vasto panorama di sentieri sul crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano, caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi naturali.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 giugno 1985 1º giugno 1990 Giuliano Zucchellini Democrazia Cristiana Sindaco [20]
11 giugno 1990 24 aprile 1995 Dalmazio Guidi Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [20]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Ulisse Ferrari centro-sinistra Sindaco [20]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Ulisse Ferrari centro-sinistra Sindaco [20]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Pellegri lista civica Sindaco [20]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Massimo De Matteis lista civica Sindaco [20]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Giuseppe Delsante lista civica: "Corniglio in comune" Sindaco [20]
27 maggio 2019 in carica Giuseppe Delsante lista civica: "Corniglio in comune" Sindaco [20]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Corniglio - Statuto.
  2. ^ [1].
  3. ^ Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 231, ISBN 88-11-30500-4.
  7. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  8. ^ mappegis.regione.emilia-romagna.it, http://mappegis.regione.emilia-romagna.it/gstatico/documenti/patrimonio_geologico/testi/0895_Larini_et_al_2001.pdf.
  9. ^ Storia, su Ambiente. URL consultato il 10 aprile 2022.
  10. ^ Guglielmo Capacchi. Castelli parmigiani. Artegrafica Silva, 1979 pag.42-126
  11. ^ Enrico Dall'Olio, Guida storica turistica dell'alta Val Parma: Corniglio e la sua valle. Ed Scuola Tipografica Benedettina, 1960 p.23
  12. ^ 25 Aprile La Liberazione a Parma, su web.archive.org, 11 settembre 2007. URL consultato il 10 aprile 2022 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2007).
  13. ^ http://www.comuni-italiani.it/034/012/stemma.html
  14. ^ http://www.istitutonastroazzurro.it/istituzionidecoratemedagliaargentovalormilitare.html
  15. ^ Chiesa di San Nicolò "Graiana, Corniglio", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 27 novembre 2017.
  16. ^ Chiesa di Santa Maria Maddalena "Roccaferrara, Corniglio", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 26 novembre 2017.
  17. ^ Oratorio dell'Immacolata Concezione "Roccaferrara , Corniglio", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 26 novembre 2017.
  18. ^ Roccaferrara, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 26 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  20. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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