Filattiera

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Filattiera
comune
Filattiera – Stemma Filattiera – Bandiera
Filattiera – Veduta
Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa-Carrara
Amministrazione
Sindaco Annalisa Folloni (SEL Alternativa democratica per Filattiera) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°20′N 9°56′E / 44.333333°N 9.933333°E44.333333; 9.933333 (Filattiera)Coordinate: 44°20′N 9°56′E / 44.333333°N 9.933333°E44.333333; 9.933333 (Filattiera)
Altitudine 213 m s.l.m.
Superficie 48,78 km²
Abitanti 2 315[3] (31-08-2015)
Densità 47,46 ab./km²
Frazioni Caprio, Cavallana, Dobbiana, Gigliana, Lusignana, Migliarina, Ponticello, Rocca Sigillina, Scorcetoli, Serravalle[1]
Comuni confinanti Bagnone, Corniglio (PR), Mulazzo, Pontremoli, Villafranca in Lunigiana
Altre informazioni
Cod. postale 54023
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 045006
Cod. catastale D590
Targa MS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti filattierese, filattieresi[2]
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Filattiera
Filattiera
Filattiera – Mappa
Posizione del comune di Filattiera all'interno della provincia di Massa-Carrara
Sito istituzionale

Filattiera (Fàltera in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 2.315 abitanti[3] della provincia di Massa-Carrara in Toscana.

Il comune fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Filattiera si estende per 48,97 km² in una zona montagnosa e collinare, sulla riva sinistra del Magra, nell'alta Lunigiana. Oltre che dal Magra, il comune è bagnato anche dal torrente Caprio.[5]

Originatasi come centro signorile, Filattiera ha raggiunto l'attuale assetto territoriale nel 1865, quando le furono aggiunte le frazioni di Rocca Sigillina, Cavallana, Lusignana e Gigliana, staccate dal comune di Bagnone.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona attorno Filattiera, come la totalità della Val di Magra, è il prodotto delle civiltà e delle dominazioni che si sono di volta in volta succedute: dai Liguri, dai Romani, dai Bizantini, dai Longobardi sino ai Malaspina e poi i Medici.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Filattiera corrisponde all'antica Filateria o Feleteria Castrum, [5] il nome deriverebbe dal termine greco ϕυλακτήριον (dal greco ϕυλάσσω, "difendere" o "preservare") con il quale i bizantini indicavano le torri di guardia poste a sbarramento dei punti strategici dei loro sistemi difensivi.[6][7] Il paese fu difatti assieme a Filetto e, secondo alcuni, a Mulazzo una fortificazione bizantina durante le guerre longobardo-bizantine.

Età del ferro[modifica | modifica wikitesto]

Nella preistoria la zona fu abitata dai Liguri, come hanno mostrato due tombe a forma di casetta risalenti all'età del ferro rinvenute nel 1921 nei pressi della stazione.[8]

Periodo romano[modifica | modifica wikitesto]

Di origine bizantina, l'attuale borgo di Filattiera era stato preceduto, nella sua fondazione, da un insediamento sorto nel fondovalle sottostante in epoca romana.

Nel 109 a.C., l'allora censore Marco Emilio Scauro si occupò della creazione della Via Æmilia Scauri, la prima strada che collegava in modo diretto la colonia e porto romano di Luni ai centri abitati della valle Padana (Parma e Piacenza). La via permise lo sviluppo della zona, conducendo verso l'età imperiale alla fondazione di un nucleo abitato strategico per la sua posizione d'osservazione e di difesa sulla via di collegamento. Intorno alla pieve cittadina sono stati rinvenuti i resti di un antico villaggio romano a testimonianza dell'insediamento.[senza fonte]

Periodo bizantino[modifica | modifica wikitesto]

Belisario, generale dell'imperatore d'Oriente Giustiniano, fu attivo a partire dal 535 a difendere l'Italia dalle invasioni Goti. Verso l'anno 540 decise di creare sul confine settentrionale di Luni una "chiusa", cioè uno sbarramento fortificato della valle, che impedisse a questi ultimi di scendere verso Luni e da lì verso Roma. Questa decisione dette probabilmente origine al primo nucleo abitato da cui successivamente emerse la moderna Filattiera.[senza fonte]

Periodo medioevale[modifica | modifica wikitesto]

La pieve di Sorano

La strada statale della Cisa, già strada romana, fu utilizzata dai pellegrini in epoca medioevale. Al periodo longobardo risale la Pieve di Sorano. In epoca altomedievale sul colle fu eretto il castello di San Giorgio e a partire dal X-XI secolo si sviluppò ulteriormente il borgo.

Nel 1029 e nel 1033 il nome Feleteria compare per la prima volta in documenti ufficiali.[9]

Nel 1077, con un privilegio dell'imperatore Arrigo IV, Filattiera fu concessa, insieme ad altre terre[quali?], a Ugo e a Folco d'Este[Folco I d'Este aveva sette anni all'epoca, e chi è l'Ugo d'Este a cui si fa riferimento?]. Gli Estensi a loro volta nel XII secolo la cedettero ai Malaspina. Nel 1221 avvene infine la divisione del feudo nel tra Obizzino e Corrado Malaspina.[10]

Al marchese Obizzino toccarono i territori alla sinistra del fiume Magra, con l'eccezione di Villafranca che restava a Corrado assieme ai territori di destra: Il primo feudo, corrispondente a tutta la Lunigiana orientale, ebbe per capoluogo Filattiera, il secondo Mulazzo.[10] Si crearono in questo modo due nuove linee famigliari: la dinastia marchionale alla sinistra del fiume fu denominata dello "Spino Fiorito", per via del nuovo stemma di uno cespuglio spinoso fiorito su campo d'oro, mentre l'altra "dello Spino Secco".[11]

La prolificità della famiglia Malaspina[10] combinata alla loro prassi successoria che garantiva diritto di eredità a tutti i figli maschi portò alla frammentazione di rami minori in quasi tutti i centri della zona solo parzialmente compensata dall'estinzione di alcuni per endogamia.[11] Già nel 1275 infatti si formarono i feudi di Verrucola e Olivola e, alla metà del XIV secolo, quelli di Treschietto, Castiglione del Terziere, Malgrate e Bagnone[12].

Periodo moderno[modifica | modifica wikitesto]

Con la progressiva degradazione territoriale il feudo originale andò frammentandosi fino a divenire politicamente ed economicamente debole. Questo portò a un periodo di incertezza e tensione dei rapporti fra la nobiltà della zona e l'impero e i feudatari vicini, con il ramo dello Spino Secco gravitante nella sfera di influenza del ducato Milano e quello dello spino fiorito su quella di Firenze.[11]

All'inizio del XVI secolo il marchese di Filattiera e quello di Villa Uccellina giurarono fedeltà al duca di Milano, rispettivamente il 29 maggio del 1500 e il 20 luglio 1524. Nel 1532 entrambi i feudatari, Manfredo Riccardo e Camillo Malaspina, furono condannati a morte dal Capitano di giustizia del capoluogo lombardo per vari delitti con l'ordine di confisca dei feudi da parte del Magistrato per le Entrate Straordinarie. Solo Camillo fu giustiziato e un quarto del suo feudo su ordine del magistrato fu concesso a Cesare Malaspina; Manfredo riuscì invece a fuggire in Toscana, e da qua invase nuovamente il feudo cedendolo a Alessandro de' Medici. In seguito alle proteste del duca di Milano, il duca di Firenze decise di aspettare il consenso dell'imperatore prima di procedere a annettere il territorio. Solo alcuni anni dopo l'imperatore concesse il feudo a Pietro Francesco e Leonardo de Nocetis, che a loro volta lo vendettero a Cosimo I de' Medici[13].Secondo altre fonti, la cessione avvenne per contratto dal marchese Bernabò Manfredi a Cosimo I il 17 marzo 1549, riservandosi i diritti feudali.[14]

Indipendentemente dai dettagli sulla cessione, a partire dalla seconda metà del XVI secolo Filattiera entrò a far parte dei possedimenti del Granducato di Toscana del capitanato di Fivizzano, seguendone le sorti.

Periodo contemporaneo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il 1847 il comune fece parte degli Stati Parmensi.[14]

Monumento ai Caduti

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di Santo Stefano[modifica | modifica wikitesto]

La Pieve di Santo Stefano a Sorano è sita sul fondovalle della Magra,[15] lungo il percorso dell'antica via Francigena. Ha una datazione controversa, che viene fatta risalire attorno al X o XI secolo, ed è attestata per la prima volta nel 1148.

Fu costruita usando ciottoli fluviali secondo lo stile romanico su schema basilicale a tre navate, divise da robusti pilastri circolari con capitelli monolitici appena sbozzati, e tre absidi coperte di lavagna[16]. La grande abside centrale è affiancata dalle due minori che mostrano, ben visibili all'esterno, evidenti segni dell'aggiunta in epoche successive al corpo originario della pieve; sul lato sinistro è presente la possente torre a base quadrata e un campanile a vela.

Al suo interno sono state trovate durante i lavori di restauro del 1925 due statue stele frammentarie.[8] Una statua, utilizzata come roccia per la costruzione delle mura, è ancora visibile all'interno della pieve; è stata restaurata e dotata di pannelli indicanti la sua storia.

Chiesa di Santa Maria[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria è situata nel borgo antico di fronte alla sede comunale. Ristrutturata nel XVI secolo, con il graduale spopolamento della zona di Sorano ottenne i privilegi delle pieve di Santo Stefano. La chiesa ha un'abside medioevale e una torre circolare dotata di orologio.[17]

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Giovanni Battista è l'edificio di culto della frazione di Dobbiana. La chiesa risale probabilmente al periodo altomedievale, anche se l'attuale aspetto è dovuto ad una ricostruzione voluta dai pontremolesi nel 1426.

Chiesa di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

La San Giorgio è un'antica chiesa castrense che ospita una preziosa testimonianza, la Lapide di Leodegar. Risalente al 752, la lapide narra di Lodegar, un missionario giunto in Lunigiana dove combatté il paganesimo, fondò chiese e convertì popolazioni.[18]

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria Assunta a Caprio
  • Chiesa di San Martino a Cavallana
  • Chiesa dei Santi Michele arcangelo e Giacomo apostolo a Gigliana
  • Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Lusignana
  • Chiesa di San Giorgio a Rocca Sigillina
  • Chiesa di Sant'Andrea apostolo a Scorcetoli
  • Chiesa di San Michele arcangelo a Serravalle

Oratori[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio di Sant'Anna a Caprio
  • Oratorio dei Santi Bernardo e Rocco a Ponticello
  • Oratorio della Natività di Maria a Rocca Sigillina
  • Oratorio di San Rocco a Rocca Sigillina
  • Oratorio di San Rocco, in località Canale

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Ospitale di San Jacopo[modifica | modifica wikitesto]

Portale dell'Ospitale di San Jacopo

All'interno del borgo si conserva l'edificio dell'antico Ospitale di San Giacomo di Altopascio, una delle istituzioni caritatevoli che offriva asilio ai pellegrini sulla via Francigena.[19]

L'Hospitale è indicato da una croce templare rifatta sull'originale e da un marmo che mostra un San Jacopo dinamico in veste medioevale da pellegrino.

Casa di Pietro Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antico "Borgo della Chiesa" (ora via Santa Maria) si trova una casa malaspiniana risalente al Medioevo originariamente adibita a bottega e casa di abitazione. L'abitazione fu la casa natale del generale Pietro Ferrari, come testimonia una lapide murata a ricordo sulla facciata.

Mulini Malaspina[modifica | modifica wikitesto]

I mulini furono realizzati dai Malaspina nella parte bassa del piano del paese. Si tratta di edifici in pietra con volte generalmente a botte, adibiti a ospitare impianti di macinazione ed altre attività agricole. Risalgono nella forma attuale al XVI e XVII secolo e portano il nome delle facoltose famiglie locali che successivamente li hanno acquistati (il "Mulino Giuliani", il "Mulino Zampetti", il "Podere Ferrari").

Case-torri[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona pianeggiante di Caprio e di Ponticello sono inoltre visibili diverse case-torri, caratteristiche abitazioni fortificate, tipicamente usate nei siti agricoli di fondovalle.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della valle del Caprio ha visto succedersi nell'arco di un millennio delle strutture difensive alquanto variegate, le quali, anziché adattarsi alle nuove esigenze e dominazioni come in altri luoghi, sono state spesso rimpiazzate da nuove installazioni. I complessi militari e difensivi più antichi sono quindi ancora visibili come sono stati concepiti all'epoca, sebbene una parte versi in stato di abbandono, invasa dalla vegetazione o spogliata di materiali impiegati in altre opere.

Le infrastrutture difensive principali presenti nel territorio dell'attuale comune sono ascrivibili a due gruppi principali:

  • Il primo gruppo è rappresentato dal borgo principale che sorge su uno sperone preappenninico. La sua posizione permetteva la protezione del tracciato della via Francigena o pontremolese,[20] cioè della viabilità che, seguendo il corso del Magra, metteva in comunicazione le zone dell'Emilia con la costa, Genova e Roma). Di questo gruppo sono tutt'oggi visibili i castelli succedutisi in epoche diverse, che si trovano a breve distanza l'uno dall'altro: il Castelvecchio, il Castello di San Giorgio e il Castello del borgo di Filattiera.
  • L'altro gruppo di infrastrutture difensive si trova nell'alta valle del torrente Caprio, affluente del Magra, dove a quota 800 m s.l.m. si trovano i ruderi di Monte Castello, insediamento del VII secolo, posto a controllo e difesa della strada che portava nel parmense, la via del sale.[senza fonte]

Torre di San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

La torre di San Giorgio

Sulla collina di San Giorgio, di origine fluviale,[21] fu eretta nell'alto Medioevo una struttura difensiva a protezione della via Francigena. Il complesso difensivo si trova sul versante nord-occidentale all'ingresso dell'abitato, e fu costruito con ciottoli fluviali e conci d'arenaria provenienti da una cava posta a più di cinque chilometri di distanza.[21] Al suo fianco fu edificata la chiesetta dedicata al canto omonimo, risalente al XII secolo.

Il complesso, a causa delle caratteristiche prettamente difensive, non si prestò ad essere riconvertito in una residenza marchionale e fu nel corso dei secoli profondamente ricostruito. Completamente circondato da mura, ne sopravvive oggi la torre in pietra, posta all'estremità sud-occidentale del borgo murato e riconvertita nel campanile della vicina chiesa.

Castello di Filattiera[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Malaspina

Nella seconda metà del XIV secolo i Malaspina proposero la costruzione di un altro castello, che si trova all'ingresso del borgo. Il castello è circondato da un vasto giardino, un tempo circondato a sua volta da un fossato e da mura: l'interno del castello presenta tre saloni di grandi dimensioni, tra i quali quello superiore è coperto da cassettoni in legno ed usato come salone di rappresentanza; nel salone a piano terra vi è un pilastro centrale che sorregge quattro volte a crociera.[senza fonte]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Scavi nella zona hanno portato alla luce un insediamento romano tardoimperiale.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale per la sua natura orografica è ricco di percorsi di trekking. Il Comune di Filattiera è percoro dalla Via Francigena, che per molti tratti ricalca l'originario percorso medievale.

Lungo la strada statale 62 della Cisa all'altezza dell'incrocio per Filattiera vi è il "Percorso Natura Giancarlo Martelli", un percorso di 3 km completo di stazioni attrezzate con attrezzi ginnici.[22]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[23]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pro Loco Filattiera
  • Associazione Culturale Kuaikò
  • Banda Musicale Filattierese
  • Gruppo Donatori Sangue FRATRES

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fuoco di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La festa di sant'Antonio abate, che si tiene il 16 gennaio, è celebrata con una funzione religiosa, una processione e un'accensione dei falò nelle varie località del comune (Centro storico, Dorbola e Volpino) che gareggiano nel realizzare la fiamma più alta. Conclude l'evento un banchetto accanto al castello malaspianiano.

Estemporanea di pittura "Scorci di Filattiera"[modifica | modifica wikitesto]

L'Estemporanea di Pittura si svolge la penultima domenica di maggio ed è nata nel 2009 sulle ceneri del vecchio premio di pittura “S.Giorgio – M. Cavazzini”.[senza fonte] In una sola giornata vari artisti ritraggono, con tecniche a loro scelta, gli scorci più suggestivi del centro storico, concorrendo per l'assegnazione di un premio in denaro.[24]

Festa della Fame e della Sete[modifica | modifica wikitesto]

La festa della Fame e della Sete si svolge all'interno delle mura del centro storico del capoluogo, l'ultimo fine settimana di giugno. - Nell'anno in corso ( 2016 ) ricorre il 18º anno della festa e la stessa è stata posticipata..S terrà dal 07/07/16 al 10/07/16 Organizzata dalla proloco, è una dei primi eventi della stagione delle feste paesane di tutta l'alta Lunigiana e si è notevolmente ingrandita nel corso degli anni.

La manifestazione attuale è nata nel 1998 ed è erede della precedente "festa del Porco" organizzata dalla Banda Musicale Filattierese, la cui ultima edizione ebbe un afflusso talmente elevato ed inaspettato da veder esaurire rapidamente le scorte di cibo. La festa fu così scherzosamente rinominata come quella della "Fame e della Sete", un nome che rimase fin dall'anno successivo quando si decise di adottarlo per richiamare goliardicamente quel particolare epilogo.[25]

Motoraduno Alta Lunigiana[modifica | modifica wikitesto]

Il "Motoraduno Alta Lunigiana" è iniziato nel 2010 con la collaborazione della Federazione Motociclistica Italiana, la Pro Loco Filattiera e la Lokomotiv Cantiere. Si tiene ogni anno in località La Selva e dura tre giorni.

Persone legate a Filattiera[modifica | modifica wikitesto]

  • Glicerio Pagani (Filattiera, 1926 – 1944), giovane partigiano, Medaglia d'argento al valore militare.[26]
  • Severino Angella (Filattiera, 1935), ciclista.
  • Pier Cristoforo Giulianotti (Filattiera, 1953), chirurgo.
  • Chiara Ferdani (Filattiera, 1997), campionessa italiana 1 500 m allieve indoor e outdoor 2014, campionessa italiana iuniores indoor e outdoor 1500 2015-2016,,finalista Olimpiadi giovanili Nankino 2014.
  • Norberto Capiferri (Filattiera 1947) campione italiano indoor assoluto salto triplo 1970-6 presenze in nazionale assoluta di atletica leggera ,2 giovanili,4 universitarie.C.I. Universitario salto triplo 1970 Finalista Universiadi Torino 70

Famiglie[modifica | modifica wikitesto]

  • I Malaspina sono la famiglia che ha regnato su Filattiera fin dal XII secolo, anche dopo la suddivisione del 1221 che portò alla nascita del ramo "Spino Fiorito". La famiglia Malaspina di Filattiera si estinse con la morte di Vittoria Luisa Malaspina, unica figlia ed erede di Giovanni Manfredi Marchese di Filattiera, di Torrerossa e del Sacro Romano Impero. Vittoria sposò nel 1784 Giulio Filippo Barbolani di Montauto, ottavo marchese di Montevitozzo.
  • I Leuchi sono originari di Filattiera e sono probabilmente una delle più antiche famiglie italiane di cui può essere storicamente accertata l'origine.[senza fonte] Secondo lo storico locale Pietro Ferrari la loro origine risalirebbe all'epoca delle invasioni longobarde e della dominazione bizantina sulla penisola. Il cognome Leuchi sarebbe originato dal nome grecizzato dato a una famiglia di origine longobarda dai dominatori bizantini, che per via del colore biondo dei capelli furono definiti leukis (leukos in greco significa bianco). In epoca feudale si ricorda una notaro Matheus Leuchi che rogò un atto dei Marchesi Malaspina del ramo Lunigianese; successivamente furono vessilliferi sempre di tali marchesi.
Lo stemma della famiglia Ferrari
I fratelli Antonio e Mario Ferrari si trasferirono in città nel 1736 dopo il matrimonio del secondo con una Bastoni di a Filattiera. Antonio diventò Arciprete e fece ristrutturare la chiesa di Filattiera e fondere le campane tuttora in uso, mentre Mario svolse l'attività di prestadenaro. Grazie all'abilità commerciale e finanziaria di Mario e dei suoi discendenti la famiglia Ferrari acquistò a partire dalla seconda metà del Settecento rilevanti proprietà immobiliari nella zona, tra cui alcune di quelle della famiglia Malaspina.
A inizio Ottocento con Pietro, nato a Filattiera e che sposò una Venturini di Pontremoli, e suo figlio Maurizio, giureconsulto e giudice presso l'allora esistente Tribunale di Bagnone, la famiglia Ferrari era diventata una delle più facoltose famiglie della zona, proprietaria di molti poderi del piano di Filattiera, all'incirca dall'attuale località "La Braia" fino a Scorcetoli sul torrente Caprio, dove possedeva mulini ad acqua, alcuni dei quali tuttora esistenti. Lorenzo Molossi riporta che l'imposta pagata dal capo famiglia Pietro Ferrari nel 1852 assommava a Lire nuove 2.429,27, mentre il figlio Maurizio Ferrari per le proprietà di Bagnone aveva pagato Lire nuove 356,38, facendo della famiglia Ferrari di Filattiera la terza famiglia contributrice della Provincia parmense - lunigianese, formata dai comuni di Bagnone, Filattiera, Mulazzo, Pontremoli e Zeri.[27][28]
Maurizio Ferrari si sposà due volte: nel 1839 con Odina (alias Donnina) Bianchi di Vico (in comune di Bagnone), che morì di parto mettendo alla luce il figlio Mario nel 1840, e in seguito conClarice, sorella diciottenne di Odina, da cui ebbe Pietro, Ernesto, Adele (che sposò un Zampetti di Filattiera) e Virginia (che sposò un Tonelli di Cavallana).
Mario Ferrari edificò la bella villa padronale sfruttando anche le preesistenti mura duecentesche del paese in quello che allora si chiamava "Borgo della Chiesa" che tuttora appartiene alla famiglia Ferrari. Laureatosi in Medicina e Chirurgia, Mario corse volontario a curare i colerosi in Ancona durante la pandemia del 1865, e nel 1866 si arruolò volontario nella sanità militare in occasione della guerra italo austriaca combattuta in terra lombarda. Svolse poi la sua professione come medico condotto di Filattiera, si sposò successivamente con Colomba Mastrelli, figlia di Francesco Mastrelli, ex volontario nelle armate di Napoleone il Grande e primo Comandante della Guardia Cittadina di Pontremoli, che gli portò in dote il Palazzo Maracchi di Pontremoli e la Villa di Mignegno, entrambe le proprietà tuttora abitate dai discendenti della famiglia Ferrari. Il loro figlio fu Pietro Ferrari.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La località di Campodone.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le frazioni del comune di Filattiera sono:[1]

  • Caprio (284 m s.l.m., 131 abitanti)[29]
  • Cavallana (429 m s.l.m., 32 ab.)[29]
  • Dobbiana (480 m s.l.m., 112 ab.)[30]
  • Gigliana (485 m s.l.m., 22 ab.)[29]
  • Lusignana (545 m s.l.m., 68 ab.)[31]
  • Migliarina (179 m s.l.m., 139 ab.)[29]
  • Ponticello (230 m s.l.m., 416 ab.)[29]
  • Rocca Sigillina (506 m s.l.m., 85 ab.)[29]
  • Scorcetoli[32] (202 m s.l.m., 227 ab.)[29]
  • Serravalle (506 m s.l.m., 70 ab.)[29]

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Altre località minori che compongono il territorio comunale di Filattiera sono quelle di Arnuzzolo, Calizzana, Campodone, Canale, Cantiere, Chioschi, Dorbola, Macerie, Monteluscio, Pala, Posponte di Lusignana, Rottigliana di Sotto, Sorano, Stazione di Scorcetoli, Tarasco, Vignolo di Lusignana, Volpino.[29]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio ospita coltivazioni di grano, orzo e patate. Sono presenti terrazzi adibiti a vigne e a uliveti, anche se il territorio e il clima sono adatti a quest'ultima coltivazione meno che altre zone limitrofe.[14] Nel XIX secolo la produzione di fieno era pari in volume a quella della limitrofa Bagnone, nonostante il territorio di quest'ultima fosse quattro volte superiore. Importante per la zona è l'economia del castagno.[14]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Filattiera

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Filattiera è attraversato da sud a nord dalla strada statale 62 della Cisa, importante via di comunicazione che collega Sarzana con la città di Parma. La statale attraversa il centro abitato di Filattiera e le frazioni di Migliarina e Scorcetoli, prima di raggiungere Pontremoli.

Tra le altre strade secondarie si ricordano la strada provinciale 33 Gigliana, che collega Filattiera con le frazioni di Gigliana, Lusignana e Rocca Sigillina, e la strada provinciale 35 Caprio, che invece interessa le frazioni di Scorcetoli, Ponticello e la stessa Caprio.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è raggiungibile in treno con la Ferrovia Pontremolese e all'interno del comune si contano due stazioni ferroviarie: la stazione di Filattiera, a servizio del capoluogo, e la stazione di Scorcetoli, a servizio dell'omonima frazione.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Pierluigi Bardini DS Sindaco
2009 2014 Lino Mori lista civica Sindaco
2014 in carica Annalisa Folloni SEL Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Filattiera vanta due squadre di calcio che giocano le partite di casa nel campo sportivo "La Selva". Le squadre sono: la Filattierese che milita in Seconda Categoria e gli Amatori Calcio Filattiera che milita nel campionato amatoriale.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

L'Orsaro Volley milita in Prima Divisione.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo sportivo comunale "La Selva"
  • Palazzetto dello sport comunale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statuto comunale di Filattiera, Art. 5.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 214.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2015.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 273.
  5. ^ a b Repetti, p. 140
  6. ^ Bonechi, p.41
  7. ^ La denominazione di altre località e comuni italiani quali Filettino e Filetto ha probabilmente la stessa origine Bizantina.
  8. ^ a b Giovanna Spaterna, Foglio 95 - La Spezia, in Mario Torelli e Concetta Masseria (a cura di), Atlante dei siti archeologici della Toscana, vol. 2, L'Erma di Bretschneider, 1992, ISBN 978-88-7062-785-5.
  9. ^ Repetti, p. 141
  10. ^ a b c Meli, p. 2
  11. ^ a b c Meli, p. 3
  12. ^ comune di Filattieria
  13. ^ C.Capra-Donati
  14. ^ a b c d Dizionario di geografia universale, contenente gli articoli più necessari della geografia fisica secondo le idee nuove, vol. 2, S. Franco e F., 1858, p. 233.
  15. ^ R.Concas D. Piccirilli, p.215.
  16. ^ Bonechi, p.42
  17. ^ LA CHIESA DI SANTA MARIA DI FILATTIERA, http://www.terredilunigiana.com/. URL consultato il 31 maggio 2015.
  18. ^ Silvano Vinceti e Donatello Piccirilli, Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano. Con DVD, Armando Editore, 2007, p. 47, ISBN 978-88-6081-122-6.
  19. ^ Gian Mario Andrico, Perdersi nei boschi della storia, Giornale di Brescia, 24 settembre 2014.
  20. ^ Repetti, p. 142
  21. ^ a b Nicola Gallo, Le pietre nell'edilizia medievale della Lunigiana (PDF), in Primo Congresso nazionale di archeologia medievale, Firenze, All'insegna del giglio, 1997, p. 456.
  22. ^ IL TREKKING E I PERCORSI NATURALISTICI DI FILATTIERA, http://www.terredilunigiana.com/. URL consultato il 31 maggio 2015.
  23. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  24. ^ 3° Estemporanea di Pittura “Scorci di Filattiera”, in La Nazione, 2 maggio 2011. URL consultato il 31 maggio 2015.
  25. ^ Festa della Fame e della Sete, sagretoscane.com. URL consultato il 18 maggio 2015.
  26. ^ Glicerio Pagani, sito ufficiale ANPI.
  27. ^ Inchiesta sulla Lunigiana parmense del 1852, casa editrice Mattioli, 2013
  28. ^ I primi due contribuenti della Provincia parmense-lunigianese nel 1852 erano risultati essere il marchese Antonio Brignole-Sale di Mulazzo con imposta pagata di Lire nuove 3.544,02, e di Giuseppe Buglia di Filattiera, con una imposta pagata pari a Lire nuove 3.342,27.
  29. ^ a b c d e f g h i Dati del censimento Istat 2001.
  30. ^ Dati della CEI.
  31. ^ Dati della CEI.
  32. ^ Secondo uno studio recente (E. Carpitelli, Note su alcuni continuatori italo-romanzi del lat. altus nel lessico agricolo, in Quaderni del Dipartimento di Linguistica dell'Università di Firenze, 12, Firenze 2002, p. 83) l'etimo di Scorcetoli va ricondotto all'unione di quercetulu con scortea (quercia da sughero), oppure a ex quercetulu. Cfr. anche G. Petracco Sicardi, “Nota sui toponimi lunigianesi Castagnetoli, Ceretoli, Scorcetoli e Terceretoli, in Archivio per le Province Parmensi, XXIV, 1972, pp. 61-68.

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