Risurrezione di Gesù

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La risurrezione (o resurrezione[1]) di Gesù è l'evento centrale della narrazione dei Vangeli e degli altri testi del Nuovo Testamento: secondo questi testi, il terzo giorno dalla sua morte in croce Gesù risorse lasciando il sepolcro vuoto e apparendo inizialmente ad alcune discepole e quindi anche ad altri apostoli e discepoli. Per il Cristianesimo l'evento è il principio e fondamento della fede, ricordato annualmente nella Pasqua e settimanalmente nella domenica.

La tradizione cristiana considera l'evento della risurrezione di Gesù come evento miracoloso.

Sinossi evangelica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo gli scritti dei vangeli, il terzo giorno dopo la deposizione nel sepolcro Gesù risorse (I giorno: venerdì, morte e deposizione; III giorno: domenica, resurrezione). I vangeli non descrivono direttamente l'evento, che non ha avuto testimoni diretti ma solo la testimonianza della scoperta della sua tomba vuota e le apparizioni di Gesù alle discepole e agli apostoli. La scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato, cioè domenica mattina, quando Maria Maddalena - sola o con altre donne, a seconda del resoconto evangelico[2] - si recò al sepolcro [3]


Matteo Marco Luca Giovanni Altri testi
Morte in croce e Deposizione nel sepolcro
Dopo il sabato all'alba[4] Maria Maddalena e l'altra Maria al sepolcro (28,1) Passato il sabato all'alba Maria Maddalena, Maria di Giacomo e Salome al sepolcro (16,1-2) Passato il sabato di mattino presto Maria Maddalena, Giovanna, Maria di Giacomo e altre (v. 10) al sepolcro (24,1) Il primo giorno della settimana quand'era ancora buio Maria Maddalena (e altre)[5] al sepolcro (20,1) "Gesù Cristo... è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture" (1Cor15,3-4)[6]

"Gesù Cristo... costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti" (Rm1,3-4)
"Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo" (2Tm2,8)
"Gesù di Nazaret... Dio lo ha risuscitato" (At2,22-24)
e passim

Terremoto, apparizione di un angelo che rotola la pietra del sepolcro, paura dei soldati (lett. "custodi") (28,2-4) Pietra rotolata via, ingresso nel sepolcro e visione di un angelo (lett. "giovane"), paura delle donne (16,3-5) Pietra rotolata via, ingresso nel sepolcro vuoto, apparizione di due angeli (lett. "uomini"), paura delle donne (24,2-5) Pietra rotolata via (20,1);
visione di due angeli nel sepolcro (20,11-13)
Annuncio alle donne della risurrezione, invio ai discepoli (28,5-7) Annuncio alle donne della risurrezione, invio ai discepoli e a Pietro (16,6-7) Annuncio alle donne della risurrezione (24,5-8) -
Partenza dal sepolcro, apparizione di Gesù alle donne (28,8-10) Fuga dal sepolcro (16,8); apparizione di Gesù a Maria Maddalena (16,9)[7] Nel sepolcro apparizione di Gesù, noli me tangere (20,14-17)
Le donne dagli apostoli, annuncio, incredulità, Pietro al sepolcro che vede vuoto (24,9-12) Le donne, spaventate, fuggono dal sepolcro e non dicono niente a nessuno(16,8)
Altre apparizioni e Ascensione

Luogo e data[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della piccola cappella collocata all'interno della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, secondo la tradizione situata nel luogo dove si trovava la piccola grotta del sepolcro, demolita con la costruzione della chiesa. Sulla destra si nota il ripiano dove fu adagiato il corpo di Gesù.

Secondo i vangeli il luogo della risurrezione di Gesù è il sepolcro nel quale era stato deposto, situato allora poco fuori le mura di Gerusalemme vicino al Golgota-Calvario, il piccolo promontorio roccioso dove Gesù fu crocifisso. La tradizione cristiana ha conservato la memoria geografica del luogo, nel quale sorge attualmente la Basilica del Santo Sepolcro.

I vangeli non indicano esplicitamente la data della risurrezione. Questi narrano che la scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato, cioè tre giorni dopo la sua morte e deposizione nel sepolcro. Cronologicamente parlando, i "tre giorni" sono poco più che una giornata e mezza, dal tramonto del venerdì all'alba della domenica.

Anche la data della morte di Gesù non è indicata esplicitamente dai vangeli. L'ipotesi più ampiamente diffusa tra gli studiosi è che sia venerdì 7 aprile del 30 (o meno probabilmente il 27 aprile 31 o il 3 aprile 33), che rimanderebbe, come data della risurrezione, alla domenica 9 aprile del 30.

Storicità dell'evento[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione cristiana considera l'evento della risurrezione di Gesù come storico e fondamento della fede cristiana. Il Catechismo della Chiesa cattolica dice che alla luce delle testimonianze contenute nei Vangeli "è impossibile interpretare la risurrezione di Gesù al di fuori dell'ordine fisico e non riconoscerla come avvenimento storico"[8]. Joseph Ratzinger ha affermato che la resurrezione di Gesù è un mistero che va oltre la scienza: Gesù non ritorna alla normale vita biologica (come Lazzaro e le altre persone risuscitate di cui si parla nei Vangeli), ma il suo corpo viene trasformato, per cui non è più soggetto alle leggi dello spazio e del tempo. Per Ratzinger, la resurrezione di Gesù inaugura una nuova dimensione definita escatologica: l'evento avviene nella storia e vi lascia un'impronta, ma va al di là della storia[9]. Secondo il teologo Hans Kessler, la risurrezione è comunque "una realtà accettabile e comprensibile solo nella fede"[10], piuttosto che un fatto indagabile e verificabile con i mezzi dello storico.

Gli studiosi non cristiani considerano l'evento come non storico, rielaborazione in chiave spirituale o antropologica della vita di Gesù, o frutto di auto-convincimento. Alcuni studiosi cristiani considerano la risurrezione, come anche gli altri aspetti soprannaturali dei vangeli (nascita verginale, miracoli, ascensione), come simboli o allegorie di verità di fede[11].

Argomenti a favore della storicità[modifica | modifica wikitesto]

I resoconti evangelici sono sostanzialmente concordi nell'evento della risurrezione, testimoniato dalla constatazione della tomba vuota e dalle apparizioni alle discepole prima e poi agli apostoli. La differenza fra le varie tradizioni, spiegabili con redazioni diverse quanto a cronologia e zona geografica nonché con i diversi destinatari a cui ciascun evangelista si rivolge (Matteo agli ebrei, Luca ai Greci e ai Romani), è un punto a favore della storicità: se i primi cristiani avessero voluto a posteriori inventare la risurrezione, sarebbero stati attenti a renderla credibile[12][13]. Alcune discordanze sono comunque dettagli secondari (come l'apparizione alle discepole di uno o di due angeli) mentre altre sono conciliabili, come i luoghi delle apparizioni agli Apostoli (è possibile che le prime siano avvenute a Gerusalemme e le successive in Galilea dove essi si sarebbero spostati)[14].

Alcuni sostengono inoltre che l'evento non possa essere stato inventato dai discepoli in base alla loro fede in Gesù Messia: nell'Antico Testamento non si trova scritto che il Messia doveva morire e risorgere. Il "compimento" dell'Antico Testamento rappresentato da Gesù si trova a un livello ulteriore, fuori dalle stesse categorie previste dalle Scritture: gli ebrei si aspettavano infatti la risurrezione di tutti alla fine dei tempi, ma per le loro concezioni la risurrezione di Gesù è assolutamente imprevedibile[15] Alcuni passi dell'Antico Testamento (come il Salmo 22) sono stati successivamente riferiti alla morte di Gesù e altri (come il Salmo 15) sono stati riferiti alla sua risurrezione, ma per i maggiori studiosi non è stata la Scrittura a suscitare il racconto degli eventi della risurrezione, ma sono stati gli eventi della risurrezione che hanno condotto ad una nuova interpretazione della Scrittura[9].

Alcuni studiosi fanno osservare che se la tomba fosse rimasta intatta, quest'argomento sarebbe stato usato dai giudei contro i primi discepoli per confutare le affermazioni sulla resurrezione[16]; altri ammettono che la tomba vuota non è in sé una prova della resurrezione, dato che può avere spiegazioni di vario tipo, ma lo diventa insieme alle testimonianze delle successive apparizioni. D'altra parte, le apparizioni senza la tomba vuota non sarebbero neanche loro un elemento a favore della resurrezione, dato che non avrebbero avuto nulla di diverso dalle normali apparizioni di morti riferite in vari luoghi ed epoche: ma entrambi gli eventi si completano e rafforzano[17].

Un ulteriore argomento proposto a favore della resurrezione è quello della "causa proporzionata" (Martin Dibelius): secondo il racconto biblico prima della risurrezione gli apostoli e i discepoli se ne stavano nascosti impauriti, dopo le apparizioni di Gesù risorto diventano audaci. Una truffa volontaria non può aver spinto i primi cristiani a rischiare la vita e a morire per una menzogna. La risurrezione è stata la causa di questo radicale cambiamento, proporzionata all'effetto ottenuto.[18] Secondo lo studioso ebreo di religioni Pinchas Lapide, neanche l'ipotesi che si sia trattato di allucinazioni è sufficiente a spiegare la profonda trasformazione dei discepoli.[19]

La Risurrezione, di Carl Heinrich Bloch

Altri studiosi osservano, inoltre, come il resoconto della risurrezione di Gesù sia molto antico e abbia costituito fin dall'inizio il cuore della predicazione cristiana (es. 1Cor15,1-8 e At2,32): una prossimità così forte ai fatti esclude quindi, a loro giudizio, la possibilità di distorsioni ed elaborazioni mitologiche[20].

È stato anche evidenziato che ci sono importanti differenze tra le risurrezioni delle divinità narrate nei miti pagani e la risurrezione di Gesù: mentre le prime hanno un contorno leggendario, la seconda è situata in un contesto storico determinato. Gesù è un uomo vissuto in un luogo preciso (la Palestina) e un periodo storico preciso (l'epoca di Augusto e Tiberio): la sua esistenza si colloca dentro la realtà concreta della storia e pertanto la sua risurrezione (legata al fatto storico della sua morte) non può essere ridotta a simbolo di una realtà della natura (come ad esempio la rinascita primaverile)[21].

John Paul Meier, docente di Nuovo Testamento alla Notre Dame University afferma, nella sua opera Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico:[22] "Benché sia un avvenimento reale avvenuto a Gesù Cristo», l'evento della risurrezione «non è avvenuto nel tempo e nello spazio e perciò non dovrebbe essere chiamato storico» (p. 186). E ancora: «la morte e la resurrezione di Gesù sono un evento unico, tra le antiche divinità del Vicino Oriente non si riscontra nulla di simile. Chiunque pensi che Gesù sia stato plasmato prendendo a modello tali divinità deve portare qualche prova -di qualunque genere- che gli ebrei palestinesi furono influenzati» da quei racconti. In ogni caso, «le differenze tra Gesù e gli dei di morte e rinascita dimostrano che Gesù non fu plasmato con le loro caratteristiche, persino nel caso che ai suoi tempi ci fossero persone che parlavano di quelle divinità» (p. 234,235).

Il teologo Hans Küng afferma: «non fu la fede dei discepoli a risuscitare Gesù ma fu il resuscitato a condurli alla fede»[23].

Argomenti a favore della non storicità[modifica | modifica wikitesto]

Risurrezione di Gesù, Francesco Buoneri, 1619–20

L'accuratezza storica dei vangeli canonici - in merito alla ricostruzione degli avvenimenti legati alla morte e risurrezione di Gesù - pone parecchie perplessità agli storici; in particolare, sulla risurrezione[24] gli stessi vangeli cadono in contraddizioni spesso gravi e non conciliabili, oltre a dissentire su quasi tutti i dettagli.[25][26] Ad esempio, la donna che si reca al sepolcro la domenica della risurrezione è solo una secondo Giovanni, sono invece due secondo Matteo, tre secondo Marco e almeno cinque secondo Luca; il momento in cui le donne si recano al sepolcro è prima dell'alba secondo Giovanni e all'alba, secondo invece i sinottici; inoltre, secondo i Vangeli di Marco, Giovanni e Luca, le donne che arrivano al sepolcro trovano la pietra all'ingresso già rotolata, mentre secondo il Vangelo di Matteo trovano il sepolcro chiuso e un angelo che, dopo "un gran terremoto", scende dal cielo e fa rotolare la pietra dall'ingresso, per poi sedervisi sopra. Anche in merito agli angeli che le donne trovano al sepolcro vi sono più divergenze: secondo i Vangeli di Matteo e Marco, l'angelo è uno solo, mentre secondo i Vangeli di Luca e Giovanni sono due; gli stessi angeli, peraltro, quando vengono visti sono fuori dal sepolcro per Matteo, ma dentro il sepolcro per Marco e Giovanni. Il Vangelo secondo Giovanni - in merito al momento in cui il/gli angelo/i vengono visti e parlano alla/e donna/e - segue inoltre un diverso schema degli eventi rispetto agli altri tre Vangeli[27]: nei sinottici, infatti, il/gli angelo/i vengono visti dalle donne appena queste arrivano al sepolcro vuoto al mattino della domenica, mentre in Giovanni la donna che arriva la mattina al sepolcro vuoto non vi si ferma, ma corre ad avvisare i discepoli e, dopo esser tornata al sepolcro con due di loro, solo quando questi se ne saranno andati vedrà gli angeli dentro il sepolcro stesso. Inoltre, secondo Matteo, Luca e Giovanni le donne dal sepolcro corrono ad avvisare i discepoli, mentre all'opposto secondo Marco non dicono niente a nessuno perché hanno paura.
I resoconti evangelici non si conciliano neppure in merito al luogo della prima apparizione di Gesù agli apostoli[28], che in entrambi i casi seguivano le indicazioni precedentemente date loro: secondo i Vangeli di Giovanni e Luca avviene a Gerusalemme, mentre i Vangeli di Marco e Matteo pongono entrambi l'episodio in Galilea. Anche lo storico e sacerdote cattolico Raymond Brown[29] ammette come i vari resoconti evangelici si riferiscano alla stessa apparizione pur collocandola in modo contraddittorio: «Va quindi respinta la tesi che i Vangeli possano essere armonizzati mediante una risistemazione in virtù della quale Gesù appare varie volte ai Dodici, prima a Gerusalemme e poi in Galilea». Si consideri, altresì, che secondo il Vangelo di Luca[30] - creando ulteriori discrepanze tra le varie versioni - Gesù il giorno della Risurrezione proibisce agli apostoli di lasciare Gerusalemme fino a quando non avessero ricevuto la potenza dello Spirito, il che avverrà oltre 40 giorni dopo[31], successivamente anche alla sua Ascensione[32]; Gerusalemme è in Giudea e dista dalla Galilea circa duecento chilometri: per percorrere il tragitto da Gerusalemme a Cafarnao a piedi occorre almeno una settimana, tenendo anche presente che gli Ebrei il sabato non potevano viaggiare. All'interno degli stessi Vangeli vi sono poi ulteriori discordanze incrociate sulla prima apparizione di Gesù agli apostoli: Giovanni e Luca pongono entrambi l'episodio a Gerusalemme, ma Giovanni dice di fronte a 10 apostoli (mancando Tommaso) mentre Luca dice di fronte a tutti e 11 gli apostoli[33]; invece, Marco e Matteo pongono entrambi l'episodio in Galilea, ma Marco dice che avviene in una mensa e Matteo dice che avviene su un monte; inoltre, in merito all'ordine dato agli apostoli di recarsi in Galilea dopo la risurrezione, secondo il Vangelo di Marco è un angelo che dà tale ordine, mentre secondo il Vangelo di Matteo è Gesù stesso a darlo.[34][35][36][37][38][39][40]
Infine, anche in merito all'ascensione di Gesù[41] i resoconti neotestamentari non concordano: per il Vangelo secondo Luca avviene nel giorno stesso della risurrezione, mentre invece, secondo gli Atti degli Apostoli, avviene dopo 40 giorni, durante i quali Gesù appare agli apostoli "con molte prove".[42][43][44][45][46][47][48][49][50]

Secondo la grande maggioranza degli studiosi, i testi evangelici si sono formati gradualmente nel corso del tempo attraverso aggiunte e modifiche successive delle prime versioni scritte, che risalgono a 35-40 anni dopo la morte di Gesù: un lasso di tempo sufficiente a riadattare il racconto alle esigenze bibliche e spirituali dei cristiani dell'epoca.[51] Le contraddizioni interne ai Vangeli sono quindi la logica conseguenza della formazione degli stessi: secondo l'ipotesi storica maggiormente condivisa, gli autori del Vangelo secondo Marco scrissero - al di fuori della Palestina e in greco, come avvenne anche per gli altri tre vangeli canonici - verso il 65-70 d.C., basandosi su tradizioni prevalentemente orali; i due Vangeli successivi di Matteo e Luca furono composti attorno all'80-85 d.C. e presero come fonte principale proprio il Vangelo di Marco, ma aggiunsero anche altre fonti - in comune e personali - e iniziarono quindi a distinguersi nelle versioni dei vari episodi narrati; per ultimo, verso il 90-95 d.C. fu composto il Vangelo di Giovanni, che si discosta ancor maggiormente dagli altri Vangeli canonici ed è considerato il meno storico.[52][53][54][55][56]
Oltre a ciò, in tutti gli scritti neotestamentari sono presenti errori e alterazioni, legati alle successive fasi di copiatura manuale degli scritti[57], variazioni che in alcuni casi vennero introdotte consapevolmente per correggere delle incongruenze con altri brani biblici oppure per asseverare determinate posizioni teologiche, incidendo pesantemente sull'affidabilità storica dei testi.[58][59][60][61][62][63][64][65][66] Si consideri, ad esempio, che nel Vangelo secondo Marco gli studiosi ritengono comunemente che i versetti finali, dal 9 al 20 del capitolo 16[67], siano un'aggiunta successiva dei copisti e che il Vangelo quindi terminasse al versetto 8[68], senza citare alcuna apparizione di Gesù risorto e con le donne che non parlano a nessuno del sepolcro vuoto.[69][70][71][72][73][74][75][76][77]

Bisogna, inoltre, tener presente che nel cristianesimo delle origini era molto attesa la venuta imminente del Messia, a cui bisognava prepararsi con una condotta di vita basata sull'amore e la giustizia.[78] Secondo alcuni autori, quindi, dopo la morte di Gesù è possibile che i discepoli attendessero il suo imminente ritorno e poi, delusi, si fossero auto-illusi che fosse ancora vivo e di averlo visto.[79] Una spiegazione che parte da presupposti simili è quella attualmente adottata dalla maggioranza degli studiosi, a partire dagli ultimi cento anni, che ritiene che Gesù sia stato un predicatore apocalittico[80][81] il quale credeva imminente la venuta di Dio nel mondo; anche il primo cristianesimo nacque come movimento apocalittico[82], prevedendo entro la generazione vivente il ritorno di Gesù - ovvero la sua seconda venuta, detta parusia - e l'avvento del regno di Dio; la fede in tale predizione iniziò, però, ad affievolirsi a mano a mano che i seguaci morivano senza che la stessa si avverasse[83], portando poi allo sviluppo della successiva teologia. Lo stesso teologo e studioso cattolico Hans Küng ammette come questi brani neotestamentari[84], per quanto «molto scomodi» per la teologia cristiana, preannunciassero effettivamente l'avvento imminente del regno di Dio, anche per bocca dello stesso Gesù.[85][86][87][88][89][90][91][92][93][94][95][96]

Si ravvisano una serie di discrepanze storiche anche per quanto riguarda la deposizione dalla croce[97] e lo stesso Giuseppe di Arimatea[98], la cui figura, verosimilmente, può essere stata creata per la necessità di avere un personaggio degno di fiducia e un luogo preciso - a differenza di una fossa comune - da cui proclamare la risurrezione di Gesù; anche gli Atti degli Apostoli, contraddicendo i Vangeli, fanno infatti riferimento a una diversa tradizione, sostenendo che la deposizione dalla croce e la sepoltura di Gesù furono effettuate da coloro che non lo riconobbero come Messia e lo condannarono, quindi le autorità giudaiche e cioè tutti i membri del Sinedrio[99]; neppure Paolo - così come gli Atti e gli autori delle altre lettere canoniche - parla mai di Giuseppe di Arimatea o del sepolcro vuoto in nessuno dei suoi scritti.[100][101][102][103]

Sono state poi avanzate spiegazioni di natura storico-antropologica, di storicizzazione del mito, che in particolare evidenziano le similarità tra la vicenda di Gesù ed eventi di resurrezione attribuiti ad altre divinità, come Mitra, Dioniso, Attis, Osiride, Tammuz. La risurrezione di Gesù farebbe quindi parte di miti ricorrenti sulla divinità che muore e risorge[104]: mitologie appartenenti allo stessa area Medio-Orientale, a volte contemporanee come quella di Mitra. L'ipotesi mitologica non è però condivisa da vari studiosi tra cui Bart Ehrman, che ha obiettato che ai tempi di Gesù alcune correnti dell'ebraismo (come i Farisei) credevano già nella risurrezione, anche se la collocavano alla fine dei tempi; per Ehrman, la credenza nella risurrezione di Gesù si sarebbe sviluppata nell'ambito delle credenze dell'ebraismo[105].

Tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento alcuni teologi razionalisti tedeschi hanno avanzato ipotesi su una morte apparente di Gesù. Secondo Karl Friedrich Bahrdt, a Gesù sarebbe stata somministrata mentre era in croce una pozione che avrebbe simulato la sua morte; una volta tolto dalla croce, sarebbe stato rianimato e fatto scappare[106]. Secondo Karl Heinrich Venturini e Heinrich Paulus, Gesù sarebbe svenuto o entrato in coma mentre era sulla croce; creduto morto, sarebbe stato messo nel sepolcro, dove si sarebbe risvegliato spontaneamente. Secondo Venturini, Gesù sarebbe stato aiutato ad uscire dal sepolcro e a scappare dai membri di una società segreta che aveva fondato all'insaputa degli Apostoli[107][108]. La maggior parte degli studiosi moderni considera queste ipotesi prive di supporti storici e scientifici[109].

Altri, soprattutto in passato (a partire da Hermann Samuel Reimarus), hanno ipotizzato la truffa volontaria: secondo questa tesi i discepoli (magari alcuni all'insaputa degli altri) rubarono il corpo di Gesù e ne sostennero falsamente e coscientemente la risurrezione. Questa tesi, in particolare, pare fosse sostenuta in epoca apostolica dagli Ebrei (Mt28,11-14). Altri ancora, salvando la buona fede dei discepoli, ritengono che il corpo di Gesù sia stato spostato da altri a loro insaputa. Bart Ehrman sostiene che il corpo sia stato portato via da alcuni familiari di Gesù, che lo avrebbero richiesto a Giuseppe di Arimatea; essi si sarebbero risentiti perché era stato sepolto da estranei alla famiglia[110]. Un altro studioso, Charles Freeman, sostiene che il corpo sia stato portato via per ordine di Caifa allo scopo di evitare pellegrinaggi da parte dei seguaci e quindi possibili disordini. Il giovane vestito di bianco visto dalle donne non sarebbe stato un angelo ma un incaricato dei sacerdoti, che aveva il compito di riferire loro un messaggio che convincesse gli Apostoli a ritornare in Galilea[111]. Secondo Richard Carrier, il ritrovamento delle bende e del lenzuolo nel sepolcro, citato contro l'ipotesi del furto o trasferimento del corpo (i ladri non lo avrebbero sbendato per portarlo via), non sarebbe un fatto storico citato nella prima stesura dei Vangeli ma un abbellimento inserito successivamente, dato che i cronisti dell'epoca usavano raccontare i fatti senza indulgere troppo sui particolari[112].

Alcuni autori della scuola storico-critica, tra cui Alfred Loisy, hanno spiegato le apparizioni di Gesù come un'allucinazione collettiva dei discepoli e il ritrovamento della tomba vuota come un errore d'identificazione del sepolcro o una tradizione sviluppatasi tardivamente e portata come prova della resurrezione[113].

Documenti storici non religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Al di fuori degli scritti del Nuovo Testamento, non vi sono altre testimonianze storiche sulla risurrezione di Gesù a parte il cosiddetto Testimonium Flavianum - un brano dello storico ebreo e cittadino romano Giuseppe Flavio, contenuto nella sua opera Antichità giudaiche, scritta nel 93 d.C. a Roma. Nella versione che ci è pervenuta, questo brano riporta: "Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei Greci. Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani". L'attendibilità di questo brano è discussa: per diversi studiosi sarebbe un argomento a favore della storicità della risurrezione, ma molti storici ritengono che certe frasi non siano state scritte da Flavio, ma siano un'interpolazione successiva operata da copisti cristiani; il testo infatti non viene citato da alcun padre della Chiesa fino ad Eusebio di Cesarea nel IV secolo.[114][115]

Un altro reperto ritenuto collegato alla vicenda della risurrezione di Gesù è l'Iscrizione di Nazareth (o lapide di Nazaret), nome convenzionale generalmente attribuito a una lastra di marmo di 24 x 15 cm recante una iscrizione greca in 22 righe, riportante la prescrizione della pena capitale per chi avesse asportato cadaveri dai sepolcri. Per alcuni studiosi sarebbe un'altra prova a favore della storicità dell'evento. Il teologo anglicano Michael Green ritiene che questa iscrizione sia la dimostrazione che, immediatamente dopo la morte di Cristo, la tomba vuota aveva creato una reazione da parte dell'autorità costituita: « È indicata con il nome di iscrizione di Nazareth, dalla cittadina dove venne ritrovata. Essa riporta un editto imperiale, redatto sotto Tiberio (14-37 d.C.) o Claudio (41-54). È una invettiva, con le relative sanzioni, che colpiva i profanatori di tombe e sepolcri. Sembra verosimilmente una reazione alla tomba vuota che il rapporto di Ponzio Pilato deve aver riportato all'imperatore come l'atto di un furto perpetrato dai suoi discepoli. L'editto è la risposta dell'autorità a questo evento. »[116] Altri studiosi invece ritengono che l'editto di Nazareth non sia necessariamente correlato alla vicenda di Gesù. [117]

Interpretazione nel cristianesimo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gesù nel Cristianesimo e Gesù nel Nuovo Testamento.

Secondo la teologia cristiana la risurrezione di Gesù,[118] oltre a compartecipare con la sua morte al processo di giustificazione (Rm4,25;6,4), permette all'umanità riscattata di poter ricevere la cosiddetta "adozione filiale", cioè di partecipare alla vita di natura divina propria del Figlio nella risurrezione futura (1Cor15,20-22).

Risurrezione come allegoria della fede[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il teologo evangelico Rudolf Bultmann la risurrezione è una verità di fede storicizzata. La fede dei primi cristiani vedeva in Gesù il salvatore atteso che liberava l'umanità dal male, dal peccato e dalla morte. Questa convinzione, secondo il teologo, è stata storicizzata nella credenza della risurrezione.

Risurrezione simbolica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il teologo Roger Haight, il racconto della resurrezione del Vangelo secondo Marco si può leggere in chiave simbolica: la tomba aperta e vuota significa che Gesù ha superato e sconfitto la morte, mentre l'annuncio della resurrezione da parte di un angelo significa che quest'evento è stato rivelato da Dio e non si tratta di una verità dedotta dai discepoli. Le apparizioni agli Apostoli riuniti significano che l'annuncio della resurrezione è diretto alla comunità dei discepoli, che avrà la missione di diffondere il messaggio di Gesù. La realtà di questi eventi non può essere indagata con il metodo storico, ma rappresenta un aspetto della fede[119]. Le diverse versioni sui racconti della resurrezione fornite dai quattro Vangeli non vanno considerate come resoconti storici dettagliati di ciò che avvenne; bisogna perciò evitare sia un'interpretazione letterale di tipo fondamentalista (con il tentativo di conciliare a tutti i costi le varie versioni) sia un'interpretazione troppo critica che porti a negarne completamente l'attedibilità[119]. Le storie sulle apparizioni e sulla tomba vuota hanno lo scopo di comunicare verità di fede e bisogna perciò vedere il loro significato teologico[120]. Inoltre, al di là dei dettagli, tali racconti forniscono alcune indicazioni storiche generali sulle origini del cristianesimo, come una nuova sensibilità verso le donne (nella cultura ebraica la loro testimonianza valeva meno di quella degli uomini, ma ciò nonostante sono le prime a vedere Gesù) e il senso di comunità dei discepoli, che continuarono a riunirsi dopo la morte del maestro, per cui la fede nella resurrezione poté formarsi e consolidarsi all'interno della comunità, favorita dal ricordo della predicazione di Gesù, dalla riflessione sulla sua figura alla luce delle Scritture ebraiche e dalla pratica del pasto eucaristico appresa da Gesù[119].

Significato escatologico[modifica | modifica wikitesto]

Per Vito Mancuso, la resurrezione di Gesù non è un fatto storico ma escatologico, avvenuto nella dimensione dell'eternità. Il corpo di Gesù risorto è un corpo spiritualizzato, non il suo cadavere ritornato in vita. Gesù risorto mantiene la sua individualità personale, non la sua materialità fisica. Non si può sapere esattamente che fine abbia fatto il corpo materiale di Gesù: Mancuso ipotizza che sia stato in qualche modo decomposto nella nostra dimensione temporale per venire ricomposto nella dimensione dell'eternità[121]. Per quanto riguarda le apparizioni di Gesù, esse hanno avuto luogo per rafforzare la fede dei discepoli, che già credevano in Lui; se il loro fine fosse stato quello di convincere gli scettici, Gesù sarebbe apparso a qualche testimone neutrale o avverso, come un soldato romano o un religioso ebreo[122]. Diversi teologi aggiungono a riguardo che Gesù apparve ai discepoli anche perché aveva da affidargli una missione e per questo motivo si manifesterà in seguito anche a Saulo di Tarso, che diventerà l'apostolo Paolo; non apparve invece ai membri del Sinedrio o a Pilato perché Dio si manifesta a chi lo cerca sinceramente, pertanto non avrebbe avuto senso un miracolo per costringere a credere chi non era disponibile[15].

Anche per Hans Küng, la resurrezione di Gesù non è avvenuta in termini fisiologici, con la rianimazione di un corpo morto; Gesù è stato resuscitato da Dio Padre in una forma nuova, ricevendo un nuovo corpo spiritualizzato. Per fare questo, Dio non ha avuto bisogno dei resti corporei dell'esistenza di Gesù. Non possiamo sapere che fine abbia fatto il suo corpo mortale: è vero che i giudei non hanno mai contestato la storia del sepolcro vuoto, ma è anche vero che neanche gli Apostoli e San Paolo si sono richiamati ad essa per convincere gli oppositori. La storia del sepolcro vuoto, al di là dell'eventuale realtà storica, vuole comunicarci simbolicamente che l'individuo risorto visto dai discepoli è proprio quel Gesù di Nazaret che era morto e giaceva nel sepolcro[123][124][125].

Interpretazione secondo la religione Islamica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gesù nell'Islam.

Secondo l'Islam Gesù ascese direttamente al cielo, senza morire in croce, né risorgere. Il Corano dice infatti:

« Hanno detto: "Abbiamo ucciso il Cristo, Gesù figlio di Maria, messaggero di Dio", mentre né lo uccisero né lo crocifissero ma così parve loro... ma Iddio lo innalzò a sé, e Dio è potente e saggio. »

(Cor., IV:157-158)

I musulmani credono che Allah diede le fattezze di Gesù ad un altro uomo (probabilmente Giuda Iscariota) che fu crocifisso al posto suo.[126]

Devozione cattolica[modifica | modifica wikitesto]

  • La risurrezione di Gesù è la prima delle quattordici stazioni della Via Lucis cattolica.
  • La risurrezione di Gesù è il primo dei misteri gloriosi del rosario.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trecccani: Sinonimi e Contrari
  2. ^ La donna che si reca al sepolcro la domenica della risurrezione è solo una secondo Giovanni, sono invece due secondo Matteo, tre secondo Marco e almeno cinque secondo Luca (Gv20,1; Mt28,1; Mc16,1; Lc24,1-10).
  3. ^ Secondo Marco Mc16,1 per completare l'imbalsamazione del cadavere lasciata in sospeso il venerdì sera per il sopraggiungere del tramonto, coincidente con l'inizio del sabato e il divieto di lavoro.
  4. ^ L'originale greco "il chiarore del primo giorno della settimana" (per gli ebrei il giorno cominciava al tramonto) può indicare l'inizio della notte tra sabato e domenica, cf. Bibbia TOB, nota a Mt 28,1
  5. ^ Giovanni mette in scena esplicitamente la sola Maddalena ma nel versetto successivo (20,2) questa riferisce "non sappiamo dove l'hanno posto", confermando la presenza di più donne al sepolcro.
  6. ^ È il più antico riferimento relativo alla risurrezione e alle apparizioni di Gesù, databile alla primavera del 56 (vedi Bibbia TOB, p. 2608).
  7. ^ I versetti 9-11 sono aggiunte successive alla originale redazione del Vangelo di Marco e riassumono sommariamente le varie apparizioni di Gesù.
  8. ^ Catechismo della Chiesa cattolica, parte prima, sezione seconda, articolo 643
  9. ^ a b Joseph Ratzinger, Gesù di Nazareth, Vol. II, Libreria Editrice Vaticana, 2011
  10. ^ H. Kessler, La Risurrezione di Gesù Cristo. Uno studio biblico, teologico-fondamentale e sistematico, Brescia Queriniana 1999, cit. in G. Barbaglio e A. Bodrato, Quale storia a partire da Gesù?, Servitium, 2008
  11. ^ Pesce, in Augias-Pesce, Inchiesta su Gesù, 2006: "Molti esegeti, anche cattolici, ritengono che questo particolare evento non sia mai avvenuto. [...] "
  12. ^ Da "Aleteia"
  13. ^ William Lane Craig, in Lee Strobel "The Case for Christ", 1998, pag. 290 (tr. italiana "Il caso Gesù", ECB, 2009)
  14. ^ Padre Eusebio, Vita di Gesù, Antares, 2002
  15. ^ a b Conferenza Episcopale Italiana, Catechismo degli adulti, Libreria Editrice Vaticana, 2004
  16. ^ Hans von Campenhausen, Der Ablauf der Osterereiguisse und das leere Grab, Heidelberg, 1966
  17. ^ K. Schubert, Bibel und Geschichte, Knosterneuburg, 1999
  18. ^ Martin Dibelius, Jesus
  19. ^ Pinchas Lapide, The Resurrection of Jesus:A Jewish Perspective, SPCK Publishing, 1984
  20. ^ Gary Habermas e John Drane, in Lee Strobel The Case for Christ: A Journalist's Personal Investigation of the Evidence for Jesus, Zondervan, 1998, pagg. 316-318 (tr. italiana Il caso Gesù, ECB, 2009).
  21. ^ La resurrezione di Cristo: evento storico e definitivo
  22. ^ Vol. 1: "Le radici del problema e della persona", Brescia, Queriniana 2001.
  23. ^ “Essere cristiani”, Rizzoli 2012, p. 421.
  24. ^ Mc15,42-47; Mc16; Gv19,38-42; 20; Lc23,50-56; 24; Mt27,57-66; 28.
  25. ^ Bart Ehrman, E Gesù diventò Dio, Nessun Dogma Editore, 2017, pp. 116-119, ISBN 978-88-98602-36-0.
  26. ^ Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, p. 168,185-186, ISBN 978-88-17-07429-2.
  27. ^ Gv20,1-13; Mc16,1-8; Lc24,1-9; Mt28,1-8.
  28. ^ Lc24,33-37; Gv20,10-26; Mt28,5-20; Mc16,5-20.
  29. ^ Raymond E. Brown, La morte del Messia: un commentario ai Racconti della Passione nei quattro vangeli, Queriniana Editore, 2007.
  30. ^ «E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».(Lc24,49).
  31. ^ Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.(At2,1-5).
  32. ^ Questo sia secondo Luca - che pone l'Ascensione il giorno stesso della Risurrezione, ovvero poco dopo aver impartito ai discepoli l'ordine citato di non lasciare Gerusalemme - sia secondo gli Atti degli Apostoli, che invece pongono l'Ascensione 40 giorni dopo.
  33. ^ Gli apostoli vivi al momento della prima apparizione di Gesù erano undici: Giuda - secondo il Vangelo di Matteo, che dà una tempistica precisa del fatto (Mt27,1-11) - si era suicidato prima della crocifissione di Gesù e il nuovo dodicesimo apostolo (Mattia) - secondo gli Atti degli Apostoli - fu eletto solo dopo l'ascensione di Gesù e quindi dopo la fine delle apparizioni.
  34. ^ Bart Ehrman, E Gesù diventò Dio, Nessun Dogma Editore, 2017, pp. 116-119,152, ISBN 978-88-98602-36-0.
  35. ^ Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, p. 168,185-186, ISBN 978-88-17-07429-2.
  36. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, p. 125-126, ISBN 978-88-304-2427-2.
  37. ^ Franco Tommasi, Non c'è Cristo che tenga, Manni Editori, 2014, p. 87, ISBN 978-88-6266-550-6.
  38. ^ Paolo Flores d'Arcais, Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, add Editore, 2011, p. 34, ISBN 978-88-96873-33-5.
  39. ^ William Henry Burr, Dio non è onnipotente, Stampa Alternativa, 2008, p. 77-78, ISBN 978-88-6222-025-5.
  40. ^ Bart Ehrman, I Cristianesimi perduti, Carocci Editore, 2005, pp. 218-219, ISBN 978-88-430-6688-9.
  41. ^ Lc24,1-52; At1,3-12.
  42. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, p. 127, ISBN 978-88-304-2427-2.
  43. ^ AAVV, Personaggi della Bibbia, Touring Club Italiano, 2014, p. 428, ISBN 9788836564972.
  44. ^ William Henry Burr, Dio non è onnipotente, Stampa Alternativa, 2008, p. 79, ISBN 978-88-6222-025-5.
  45. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, pp. 265-266, ISBN 88-88592-05-9.
  46. ^ Bart Ehrman, Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, 2007, p. 195, ISBN 978-88-04-57996-0.
  47. ^ Franco Tommasi, Non c'è Cristo che tenga, Manni Editori, 2014, pp. 85,87, ISBN 978-88-6266-550-6.
  48. ^ Bruce Kent, Come mai? Gli sconvolgenti errori presenti nei Vangeli e nella Bibbia, Amazon, 2015, p. 31, ISBN 978-1514337769.
  49. ^ Paolo Flores d'Arcais, Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, add Editore, 2011, p. 34, ISBN 978-8896873-33-5
  50. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 170,275, ISBN 978-88-430-7821-9.
  51. ^ Corrado Augias, Mauro Pesce, "Inchiesta su Gesù", Mondadori, 2006, ISBN 978-88-04-57132-2.
  52. ^ Adriana Destro e Mauro Pesce, Il racconto e la scrittura. Introduzione alla lettura dei vangeli, Carocci Editore, 2014,pp. 35-48, ISBN 978-88-430-7411-2.
  53. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2299, ISBN 978-88-10-82031-5.
  54. ^ Bart Ehrman, Sotto falso nome, Carocci Editore, 2012, pp. 229-230, ISBN 978-88-430-6627-8.
  55. ^ Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, pp. 58-63,78-79, ISBN 978-88-430-8869-0.
  56. ^ Bart Ehrman, E Gesù diventò Dio, Nessun Dogma Editore, 2017, pp. 78-82, ISBN 978-88-98602-36-0.
  57. ^ Dei circa 5.800 manoscritti in greco che ci sono pervenuti - dalle copie complete ai frammenti con pochi versetti - non vi sono due testi uguali e si contano infatti ben più di 200.000 differenze, tanto che il loro numero supera quello delle parole che costituiscono il Nuovo Testamento stesso. Anche se moltissime di queste differenze non sono rilevanti, come ad esempio gli errori ortografici, una parte genera invece delle divergenze sostanziali.
  58. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 25-28, ISBN 978-88-430-7821-9.
  59. ^ Bart Ehrman, Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, 2007,pp. 16,53-81,145-202,205-235, ISBN 978-88-04-57996-0.
  60. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, p. 13,102-112, ISBN 88-88592-05-9.
  61. ^ Bruce Metzger e Bart Ehrman, Il testo del Nuovo Testamento, Paideia Editrice, 2013, pp. 9,123-182,220-296, ISBN 978-88-394-0853-2.
  62. ^ Bart Ehrman, E Gesù diventò Dio, Nessun Dogma Editore, 2017, pp. 185-282, ISBN 978-88-98602-36-0.
  63. ^ Bart Ehrman, Sotto falso nome, Carocci Editore, 2012, pp. 137-230, ISBN 978-88-430-6627-8.
  64. ^ Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, pp. 115-209, ISBN 978-88-430-8869-0.
  65. ^ Bart Ehrman, I Cristianesimi perduti, Carocci Editore, 2005, pp. 121-321, ISBN 978-88-430-6688-9.
  66. ^ Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 4-5,16, ISBN 978-0-06-186327-1.
  67. ^ Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano. (Mc16,9-20).
  68. ^ Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura. (Mc16,8).
  69. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 96,116-117,119, ISBN 978-88-430-7821-9.
  70. ^ Bart Ehrman, Gesù non l'ha mai detto - Millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli, Mondadori, 2007, pp. 76-80,95, ISBN 978-88-04-57996-0.
  71. ^ Franco Tommasi, Non c'è Cristo che tenga, Manni Editori, 2014, pp.90,342, ISBN 978-88-6266-550-6.
  72. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, pp. 123-124, ISBN 978-88-304-2427-2.
  73. ^ La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 1590 nota ai versetti 9-20,ISBN 88-215-1068-9.
  74. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 2431-2432 nota "16,9-20", ISBN 978-88-10-82031-5.
  75. ^ Bruce Metzger e Bart Ehrman, Il testo del Nuovo Testamento, Paideia Editrice, 2013, pp. 75,279-283, ISBN 978-88-394-0853-2.
  76. ^ Paolo Flores d'Arcais, Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, add Editore, 2011, p. 31, ISBN 978-8896873-33-5.
  77. ^ Bart Ehrman, Sotto falso nome, Carocci Editore, 2012, pp. 225-226, ISBN 978-88-430-6627-8.
  78. ^ Corrado Augias, Remo Cacitti, Inchiesta sul Cristianesimo, Mondadori.
  79. ^ Così David Friedrich Strauss; Ernest Renan lascia aperta questa possibilità.
  80. ^ Bart Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori, 2013, p. 276-277, ISBN 978-88-04-63232-0.
  81. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, p. 208, ISBN 978-88-430-7821-9.
  82. ^ Gli studiosi individuano alcuni elementi propri della precedente apocalittica giudaica: dualismo, pessimismo, giudizio e imminenza. Gli apocalitticisti erano dualisti - ovvero convinti della presenza di due elementi fondamentali e contrapposti quali le forze del bene e quelle del male - e pessimisti riguardo alla possibilità di sconfiggere tali forze del male nel presente; erano quindi in attesa del giudizio finale di vivi e morti grazie all'intervento improvviso di Dio, che avrebbe portato alla rivincita dei giusti contro le forze del male. Questo intervento divino era atteso come imminente.
  83. ^ Nelle lettere di Paolo di Tarso, scritte intorno al 50 d.C., l'avvento di Dio è ritenuto imminente e Paolo stesso pensava che sarebbe stato ancora vivo in quel momento; anche nel Vangelo secondo Marco, scritto verso il 65-70 d.C., la venuta è attesa come imminente, mentre nei vangeli sinottici successivi di Matteo e Luca, scritti verso l'80-85 d.C., pur mantenendo viva questa speranza, vi sono meno riferimenti in merito; infine, nell'ultimo vangelo, quello di Giovanni, scritto verso il 90-95 d.C., non si trova quasi più alcun insegnamento apocalittico da parte di Gesù, il quale invece sottolinea la propria divinità, a differenza dei sinottici in cui era molto restio a parlare di sé. In alcuni testi apocrifi ancora successivi, come il Vangelo di Tommaso, scritto all'inizio del II secolo, la predicazione di Gesù è addirittura contro l'apocalitticismo.
  84. ^ E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza». (Mc9,1) Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. [...] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. (Mc13,26-30) «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo» (Mc1,15) «Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo». (Mt10,23) «In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno». (Mt16,28) Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli. [...] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. (Mt24,29-34) «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio» (Lc9,27) Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. (1Cor10,11) Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità. (1Cor15,51-53) Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. (1Tes4,15-17) Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. (Giac5,8) La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. (1Pietr4,7) Figlioli, questa è l'ultima ora. Come avete udito che deve venire l'anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l'ultima ora. [...] Quanto a voi, tutto ciò che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quel che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. [...] E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati da lui alla sua venuta. (1Giov2,18-28).
  85. ^ Hans Küng,Cristianesimo, Rizzoli, 2005, p.78.
  86. ^ Bart Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori, 2013, pp. 273-346, ISBN 978-88-04-63232-0.
  87. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, pp. 194-195, ISBN 88-88592-05-9.
  88. ^ Bart Ehrman, E Gesù diventò Dio, Nessun Dogma Editore, 2017, pp. 86-98,103,108-112, ISBN 978-88-98602-36-0.
  89. ^ Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, pp. 38-39,192-198, ISBN 978-88-17-07429-2.
  90. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, pp. 110-111, ISBN 978-88-304-2427-2.
  91. ^ Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori, 2011, p. 55, ISBN 978-88-04-57132-2.
  92. ^ Pierluigi Morosini, Vangelo e Corano, Avverbi, 2001, p. 42, ISBN 88-87328-40-4.
  93. ^ Bart Ehrman, Sotto falso nome, Carocci Editore, 2012, pp. 100-101,105, ISBN 978-88-430-6627-8.
  94. ^ Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, pp. 162,173-175,203-204,208-209,215-230, ISBN 978-88-430-8869-0.
  95. ^ Paolo Flores d'Arcais, Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, add Editore, 2011, pp. 20-27, ISBN 978-8896873-33-5.
  96. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp.102,194,202-245,311-312,319-323,339, ISBN 978-88-430-7821-9.
  97. ^ Secondo le consuetudini romane - e vi sono molte testimonianze storiche in merito - i cadaveri dei giustiziati erano lasciati decomporre sulla croce alla mercé degli animali, come deterrente per chi osava sfidare Roma; non vi sono prove di alcuna eccezione da parte di un governatore romano e tantomeno Ponzio Pilato, noto per la sua fermezza e crudeltà. Oltre a ciò, secondo le regole romane e giudaiche, i giustiziati erano sepolti senza cerimonie pubbliche e in una fossa comune, in modo da evitare che la tomba potesse diventare meta di pellegrinaggi da parte di eventuali seguaci del condannato; Pilato avrebbe, verosimilmente, dovuto comunque consegnare il cadavere di Gesù ai membri del Sinedrio, invece che a Giuseppe di Arimatea, i quali avrebbero evitato di seppellirlo in un luogo conosciuto e alla presenza di amici dello stesso Gesù.
  98. ^ Risulta piuttosto improbabile quanto dichiarato dal Vangelo secondo Matteo, cioè che Giuseppe di Arimatea si fosse fatto costruire una tomba a Gerusalemme, proprio nei pressi del Golgota. Infatti - a parte l'inverosimile coincidenza che la tomba fosse proprio nel luogo della crocifissione di Gesù - per gli Ebrei era molto importante essere sepolti nella propria terra nativa con i loro padri che, nel caso di Giuseppe e dei suoi famigliari, era appunto la città di Arimatea - identificabile come l'attuale Rentis, a oltre trenta chilometri dalla capitale giudaica - e non Gerusalemme. Va, inoltre, considerato che - se Giuseppe di Arimatea e Nicodemo, come riportato nei vangeli, avessero toccato il cadavere o il sepolcro - a causa dell'impurità contratta (l'impurità di sette giorni è richiamata ad esempio in Nm19,11; Nm31,19) non avrebbero potuto festeggiare l'imminente Pasqua, cosa molto grave per degli Ebrei praticanti e autorevoli membri del Sinedrio. Per analogo motivo, infatti, i capi dei giudei la stessa mattina non vollero entrare nel pretorio durante il processo a Gesù di fronte a Pilato (Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua Gv18,28).
  99. ^ Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non l'hanno riconosciuto e condannandolo hanno adempiuto le parole dei profeti che si leggono ogni sabato; e, pur non avendo trovato in lui nessun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che fosse ucciso. Dopo aver compiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti (At13,27-30).
  100. ^ Bart Ehrman, E Gesù diventò Dio, Nessun Dogma Editore, 2017, p. 132-143,148, ISBN 978-88-98602-36-0.
  101. ^ Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, pp. 138-159,293,294,296, ISBN 978-88-17-07429-2.
  102. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, pp. 241-249, ISBN 88-88592-05-9.
  103. ^ Bart Ehrman, Prima dei vangeli, Carocci Editore, 2017, p. 136, ISBN 978-88-430-8869-0.
  104. ^ James Frazer, Il ramo d'oro, 609-610.
  105. ^ Bart Ehrman, Gesù è davvero esistito?, Mondadori, 2013
  106. ^ K. F. Bahrdt, Ausführung des Plans und Zwecks Jesu, Berlino, 1784-1792
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  115. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, pp. 88-90, ISBN 978-88-304-2427-2.
  116. ^ Michael Green, "Man Alive", 1968.
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  119. ^ a b c Roger Haight, Gesù simbolo di Dio, Fazi, 2013
  120. ^ Hans Dieter Betz, The Origin and Nature of Christian Faith According to the Emmaus Legend, Interpretation, N. 23, January 1969, pp. 32-46.
  121. ^ Vito Mancuso, La resurrezione di Gesù e la salvezza degli uomini, Il Foglio, 24 marzo 2008
  122. ^ Vito Mancuso, Io e Dio, Garzanti, 2011
  123. ^ Hans Kung, Essere cristiani, Mondadori, 1974
  124. ^ Hans Kung, Dio esiste?, Mondadori, 1978
  125. ^ Hans Kung, Credo, Rizzoli, 1993
  126. ^ Cosa credono i musulmani a proposito di Gesù?

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Apologeti moderni[modifica | modifica wikitesto]

Scettici moderni[modifica | modifica wikitesto]

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