Calestano

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Calestano
comune
Calestano – Stemma Calestano – Bandiera
Calestano – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Sindaco Maria Grazia Conciatori (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°36′00″N 10°07′00″E / 44.6°N 10.116667°E44.6; 10.116667 (Calestano)Coordinate: 44°36′00″N 10°07′00″E / 44.6°N 10.116667°E44.6; 10.116667 (Calestano)
Altitudine 417 m s.l.m.
Superficie 57 km²
Abitanti 2 126[2] (31-12-2010)
Densità 37,3 ab./km²
Frazioni Alpicella, Borsano, Canesano, Chiastre, Castello di Ravarano, Fragno, Giarale, Iano, Linara, Marzolara, Ravarano, San Remigio, Tavolana, Torre di Marzolara, Valleranno, Vigolone[1]
Comuni confinanti Berceto, Corniglio, Felino, Langhirano, Sala Baganza, Terenzo
Altre informazioni
Cod. postale 43030
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034008
Cod. catastale B408
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti calestanesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Calestano
Posizione del comune di Calestano nella provincia di Parma
Posizione del comune di Calestano nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Calestano (Calistan in dialetto parmigiano[3][4]) è un comune di 1.958 abitanti della provincia di Parma, a circa 30 km dal capoluogo di provincia Parma.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Calestano è un borgo di origine medievale situato sulle pendici dei monti sulla destra orografica del torrente Baganza, nell’omonima valle, parallela a quella del Parma. I recenti interventi di mantenimento e valorizzazione dei diversi edifici antichi che ancora compongono il vecchio nucleo ne portano in luce le antiche origini. Vecchi portali, finestre tamponate, cornici e architravi rimandano a costruzioni databili dal Quattrocento all’Ottocento.

In età medievale la zona era compresa nei feudi della famiglia Fieschi, originaria della Liguria e che aveva dato nel Duecento un vescovo a Parma. Tali feudatari promossero gli statuti, una raccolta di norme che disciplinava i vari settori di attività della società rurale dell’epoca, similmente a quanto accadeva, nel tardo medioevo, anche in altre località dalle caratteristiche analoghe (per esempio gli statuti approvati dai Rossi, conti di Corniglio. Nella prima metà del Seicento i possessi passarono alla famiglia Tarasconi. Il feudo come tale venne soppresso con le riforme napoleoniche che eliminarono tale istituzione.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, trovarono rifugio a Calestano i tre componenti della famiglia ebrea dei Mattei, profughi da Fiume. A nasconderli, con la connivenza del maresciallo dei carabinieri Giacomo Avenia e del podestà Ugo Gennari, fu la famiglia di Ostilio e Amelia Barbieri, con i figli Giulia, Elena e Alberto. Anche quando Ostilio Barbieri fu deportato in Germania, la famiglia continuò ad assistere i Mattei, i quali si trasferirono quindi in montagna nella vicina frazione di Canesano sotto la protezione di don Ernesto Ollari, dove rimasero fino alla Liberazione. Per questo impegno di solidarietà, il 2 agosto 1999, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni ai coniugi Ostilio e Amelia Barbieri, al maresciallo Giacomo Avenia e a don Ernesto Ollari.[5] Il 20 luglio 2000, il Parlamento Italiano ha istituito il 27 gennaio come Giorno della Memoria a ricordo delle vittime dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita protessero i perseguitati.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Calestano - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 116.
  4. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 895ss.
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.26-28.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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