Bardi (Italia)

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Bardi
comune
Bardi – Stemma Bardi – Bandiera
Veduta del paese con il castello dei Landi
Veduta del paese con il castello dei Landi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Valentina Pontremoli (lista civica Un'idea per Bardi) dal 10/06/14
Territorio
Coordinate 44°38′01″N 9°43′52″E / 44.633611°N 9.731111°E44.633611; 9.731111 (Bardi)Coordinate: 44°38′01″N 9°43′52″E / 44.633611°N 9.731111°E44.633611; 9.731111 (Bardi)
Altitudine 625 m s.l.m.
Superficie 189,9 km²
Abitanti 2 253[1] (31-12-2014)
Densità 11,86 ab./km²
Frazioni (Vedi sezione)
Comuni confinanti Bedonia, Bore, Borgo Val di Taro, Compiano, Farini (PC), Ferriere (PC), Morfasso (PC), Valmozzola, Varsi
Altre informazioni
Cod. postale 43032
Prefisso 0525
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034002
Cod. catastale A646
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bardigiani
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bardi
Bardi
Posizione del comune di Bardi nella provincia di Parma
Posizione del comune di Bardi nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Bardi (Bardi in dialetto locale) è un comune italiano di 2.253 abitanti della Valle del Ceno in provincia di Parma.[2]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Colline intorno l'abitato di Bardi

Bardi è situato a 625 metri sul livello del mare nell'alta valle del Ceno, in corrispondenza della confluenza tra il torrente Ceno ed il torrente Noveglia, a circa 60 km dal capoluogo di provincia Parma e a circa 40 km dal casello di Fornovo dell'Autostrada della Cisa A15.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stato Landi.

«Bardi», secondo la leggenda, deriverebbe da «Bardus» o «Barrio», l'ultimo degli elefanti al seguito dell'esercito di Annibale che sarebbe morto qui durante la marcia verso Roma[3]. In suo ricordo, Annibale avrebbe quindi deciso di fondare una colonia. Secondo la storia invece il toponimo «Bardi» deriverebbe dall'appellativo che contraddistingueva la nobiltà longobarda - i cosiddetti Arimanni - un gruppo dei quali si stabilì qui attorno al 600 d.C. La prima attestazione di una "Silva arimannorum" vicinissima a Bardi, un bosco affidato agli uomini liberi legati direttamente al re, è dell'898 e si riferisce probabilmente alla fascia tuttora prevalentemente boschiva nei pressi di Cogno di Gazzo.[4] Il territorio fu abitato sin dal Paleolitico (ne sono prova i ritrovamenti archeologici sul Monte Lama[5]) e in seguito dai Liguri; in età romana faceva parte del municipium di Veleia, ed era attraversato dall'asse viario che portava a Luni e a Roma. Questa strada, ripresa dai longobardi, fu utilizzata, per un tratto, anche dai monaci di Bobbio per recarsi a Roma. Scendendo dal passo di Boccolo de' Tassi attraversava Bardi, risaliva la valle del torrente Noveglia e scendeva a Borgo Val di Taro per raggiungere Pontremoli[6].

L'abitato è dominato dall'imponente castello costruito in posizione sopraelevata su uno sperone di diaspro rosso. La prima testimonianza scritta della presenza di un castello è data da una pergamena datata 869. Nell'agosto 898 un bardigiano, Andrea figlio di Dagiverto vende al Vescovo di Piacenza Everardo metà della "Rocha" di Bardi[7]. Nel gennaio del 1000 il vescovo di Piacenza Sigifredo si trasferisce a Bardi[8], essendo il feudo diventato patrimonio ereditario dei Vescovi di Piacenza. Nella prima metà del XIII secolo il vescovo cedette il castello e le terre circostanti ad un gruppo di nobili locali conosciuti come "Conti di Bardi". Nel 1251 in seguito ad una ribellione i Pallavicino - signori di Piacenza - espugnarono e distrussero il castello.

Il 19 marzo 1257 il feudo fu acquisito da Ubertino Landi dei Landi di Piacenza[9] - conti ghibellini - che rimasero tra alterne vicende signori di Bardi per i successivi quattro secoli. Ubertino Landi riedificò e fortificò il castello facendone un baluardo pressoché inespugnabile. Nella lotta tra papato e impero (Guelfi e Ghibellini) Bardi rimase sempre legata all'impero. Nel 1269 i guelfi assediarono il castello che si arrese dopo mesi per penuria di viveri. Il castello passò alla città di Piacenza fino all'ottobre 1307, quando Ubertino II Landi ottenne dall'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo il castello di Bardi, Borgo Val di Taro e Compiano. Il 29 novembre 1321, in località "La giostra" nei pressi dell'oratorio delle Grazie fu combattuta una violenta battaglia tra le milizie Guelfe guidate da Giacomo Cavalcabò, capo di Cremona, e le truppe ghibelline comandate da Galeazzo I Visconti. I guelfi ebbero la peggio e lo stesso Cavalcabò fu ucciso e venne sepolto nel vicino oratorio. Nel 1381 Gian Galeazzo Visconti riconobbe la signoria dei Landi che ottennero nel 1415 una completa autonomia. Il castello, progettato inizialmente come presidio militare, venne successivamente ampliato e modificato per adattarsi alla funzione di capitale di un piccolo stato libero esteso a buona parte dell'alta Val Ceno e dell'alta Val Taro (corrispondente al territorio dei comuni di Albareto, Bardi, Bedonia, Borgo Val di Taro, Compiano, Tornolo e Varsi). Nel 1429 Filippo Maria Visconti conquistò il castello, successivamente affidato al condottiero di ventura Niccolò Piccinino che lo tenne dal 1438 al 1448. Nel 1448 ritornarono i Landi. Nel 1551 l'imperatore Carlo V eresse il feudo a marchesato e i Landi ottennero il diritto di battere moneta con una loro zecca[10]. Agostino Landi fu nominato marchese di Bardi e principe di Borgotaro. Ad Agostino successe Manfredo, morto improvvisamente in Spagna prima delle nozze con Giovanna di Aragona, a cui si deve l'impianto attuale del castello. Dopo il marchese Claudio nel 1589 il castello passò a Don Federico, che istituì nel 1616 per diploma dell'imperatore Mattia un collegio di notai in Bardi con la facoltà di concedere la Laurea di abilitazione e l'anello. Il collegio venne abolito con le Leggi Napoleoniche nel 1805. A Don Federico e a sua Figlia Polissena il castello deve una risistemazione complessiva del cortile, la costruzione del portico dell'oratorio, la grande Sala dell'Armeria, la raccolta dei quadri e la biblioteca. A Polissena successe il figlio Andrea III Doria-Landi, che nel 1682 cedette Bardi a Ranuccio II Farnese, duca di Parma. La storia di Bardi seguì da quel momento la storia del Ducato di Parma e dal 1861 quella del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana. Da sempre parte del territorio della Provincia di Piacenza, passò alla provincia di Parma nel 1923.[11]

Dalla fine dell'Ottocento a tutto il Novecento la storia di Bardi è caratterizzata dal fenomeno dell'emigrazione verso la Gran Bretagna, la Francia, la Svizzera, il Belgio e gli Stati Uniti. Durante la seconda guerra mondiale e dopo l'Armistizio Bardi e le montagne circostanti furono teatro di scontri tra le truppe tedesche e le brigate partigiane della Val Ceno e della Val Taro. Il 17 luglio 1944 all'alba Bardi fu bombardata da 12 bombardieri "Stukas" che provocarono danni ingenti, mentre truppe tedesche in ritirata da Bedonia e Borgo Val di Taro eseguirono numerosi rastrellamenti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Addolorata
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Addolorata (Bardi) e Pala di Bardi.

Edificato in stile neobizantino tra il 1932 e il 1934 su progetto dell'architetto Camillo Uccelli, il tempio sorge sul luogo della quattrocentesca chiesa della Visitazione di Nostra Signora, annessa al convento dei serviti soppresso nel 1805; al suo interno sono conservate numerose opere di pregio, tra cui la statua seicentesca dell'Addolorata attribuita al Berni, due crocifissi del XV secolo, arredi, paramenti sacri e, tra i dipinti, un Sant'Andrea del XVII secolo, il Busto della Vergine del pittore seicentesco Francesco Nuvolone detto "il Panfilo" e soprattutto lo Sposalizio di santa Caterina e i santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista, meglio nota come Pala di Bardi, opera giovanile del Parmigianino, realizzata tra il 1521 e il 1522.[12][13]

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giovanni Battista (Bardi).

Edificata tra il 1500 e il 1503 dai frati serviti, la chiesa, restaurata nel 1571, fu consacrata nel 1589; ricostruita nella zona absidale nel 1688, fu arricchita verso il 1756 della facciata barocca e delle decorazioni a stucco rococò degli interni, e, tra il 1830 e il 1832, fu completata nei fianchi e dotata di nuova torre campanaria; il tempio, decorato sulla sommità del prospetto principale da statue ottocentesche raffiguranti santi, conserva al suo interno alcune opere di pregio, risalenti al XVII e XVIII secolo.[14]

Santuario della Beata Vergine delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Beata Vergine delle Grazie (Bardi).

Edificata tra il 1774 e il 1779 sul luogo di un piccolo oratorio duecentesco dedicato a san Biagio, la chiesa neoclassica fu ristrutturata nel 1883 con la costruzione di una nuova facciata neobarocca ed elevata nel 1889 a santuario mariano dal papa Leone XIII, col titolo di "Santuario della val Ceno"; al suo interno, completamente decorato con affreschi a trompe-l'œil raffiguranti finte architetture classiche, sono conservate alcune opere d'arte settecentesche, tra cui due oli di Antonio Bresciani e una statua della Madonna del Rosario attribuita a Jan Hermansz Geenaert.[15][16]

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Francesco
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Francesco (Bardi).

Edificata originariamente tra il 1571 e il 1579 quale cappella funeraria della famiglia Landi, la chiesa fu ceduta nel 1611 ai frati francescani, che trasformarono in monastero l'annesso ospedale cinquecentesco; completamente ricostruito in stile barocco tra il 1701 e il 1722 per volere del duca Francesco Farnese, il complesso fu confiscato nel 1805 e alienato a privati, a causa della soppressione napoleonica degli ordini religiosi; il convento fu adibito ad abitazione e frazionato, mentre il tempio, utilizzato quale oratorio fino agli inizi del XX secolo, fu successivamente sconsacrato e trasformato in magazzino e forno, perdendo tutte le ricche decorazioni settecentesche della navata; abbandonato dopo il 1960, l'edificio fu restaurato e trasformato in auditorium comunale, gestito dal "Centro Studi della Valle del Ceno".[17]

Oratorio di San Siro[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Siro
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio di San Siro.

Edificato lungo la Via degli Abati in stile romanico in epoca ignota, forse già nell'VIII secolo, oppure nell'XI o XII, in seguito l'oratorio fu modificato più volte; ampliato e intonacato negli interni nell'ultima ristrutturazione del 1849, il piccolo e rustico edificio, intitolato al Santo Nome di Maria, ospita la copia del Busto della Vergine, dipinto nel XVII secolo dal pittore Francesco Nuvolone detto "il Panfilo" e conservato in originale nella chiesa di Santa Maria Addolorata.[18][19]

Oratorio della Santissima Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio della Santissima Annunziata con annesso monastero
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio della Santissima Annunziata (Bardi).

Edificato a Caberra di Costageminiana in stile tardo-romanico tra il 1525 e il 1531 per volere della mistica Margherita Antoniazzi, su sostegno del conte di Bardi Agostino Landi, l'oratorio fu affiancato fin dall'origine dal monastero femminile delle margheritine, chiuso nel 1599; il piccolo tempio rustico conserva alcune tracce degli antichi affreschi e le spoglie della venerabile.[20][21]

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Bartolomeo Apostolo (Bardi).

Edificata a Caberra di Costageminiana in stile barocco tra il 1726 e il 1744 sul luogo di una precedente cappella romanica, la chiesa fu completata nel 1846 con la costruzione del campanile; al suo interno, riccamente decorato con stucchi e affreschi, il tempio conserva alcune pale settecentesche attribuite ad Antonio Maria Peracchi.[22]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Castello
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Bardi.

Il castello è in ottimo stato di conservazione e visitabile; è teatro di numerose giornate a tema medioevale con rappresentazioni di fatti storici e spesso utilizzato come ambiente per giochi di ruolo.nell intero del castello si possono vedere numerose stanze tra cui quella delle torture (molto piccola). nel corso della 2 guerra mondiale molte persone vivevano nel castello; nella piazza centrale c'erano delle case.

Castello di Gravago[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Gravago
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Gravago.

Edificato forse nell'VIII secolo dai Longobardi a presidio dell'odierno passo di Santa Donna, il castello, appartenente agli inizi del XIII secolo ai Platoni, passò successivamente al Comune di Piacenza, che ne risultava in possesso nel 1234; conquistato in seguito dal conte Ubertino Landi, rimase quasi ininterrottamente alla casata fino al 1687, quando, ormai profondamente degradato, fu acquistato dai conti Platoni; assorbito nel 1772 dal ducato di Parma e Piacenza, in seguito all'abolizione napoleonica dei diritti feudali del 1805 passò alla giurisdizione del Comune di Bardi; completamente abbandonato, oggi se ne conservano ben visibili i resti all'interno di una fitta boscaglia a monte dell'abitato di Gravago.[23]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Maria Luigia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Maria Luigia
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Maria Luigia.

Edificato nel XVI secolo, il palazzo fu modificato nel 1831 con la costruzione di un teatro al suo interno, finanziato dalla duchessa di Parma Maria Luigia; sede comunale fino al 1870, fu ristrutturato nel 2003 e trasformato nel centro polivalente del Comune di Bardi; l'edificio rinascimentale è caratterizzato dal porticato a tre arcate a tutto sesto, rette da colonne in pietra con capitelli lotiformi.[24]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Cavallo Bardigiano
  • Ogni anno l'ultimo fine settimana di giugno si tiene la tradizionale sagra di "Boccolo in festa", festa principale del calendario bardigiano.
  • Ogni anno l'ultima domenica di giugno nel bosco di Pione si tiene la Festa della Madonna di Loreto, sita all'interno della suggestiva Cappella nel bosco, ritenuta fonte di "Acqua Santa" e di miracoli distribuiti.
  • Ogni anno il primo fine settimana di agosto la Mostra del Cavallo Bardigiano (razza adattata al lavoro collinare e al trekking istituita con D.M. nel 1977) richiama una folta folla di visitatori e addetti ai lavori.
  • Ogni anno il giorno 13 agosto si tiene la tradizionale Festa dell'Emigrante.
  • Ogni anno il giorno 15 agosto si tiene la tradizionale Festa della Modonna Assunta nella frazione di Pione.
  • Ogni anno il giorno 16 agosto si tiene la Festa di San Rocco nella frazione di Pione.
  • Ogni anno il giorno 24 agosto si tiene la tradizionale Fiera di San Bartolomeo.
  • Ogni anno il giorno 29 settembre si tiene la tradizionale Fiera di San Michele.
  • Molto noti i funghi porcini (Boletus Edulis) della zona, dal profumo caratteristico.
  • Nel 900 le persone ricche vivevano nella parte alta del paese e i poveri nella parte bassa.
  • Bardi è sede del "Bardi Web Award", premio rivolto ai migliori siti web in Italiano in varie categorie.

Persone legate a Bardi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Assirati, Bazzini, Bergazzi, Berlini, Bertonazzi, Boccolo, Bosini, Bre, Brugnoli, Caberra di Costageminiana, Cacrovoli, Caneto, Cantiga di Costageminiana, Caprile, Carpana, Casanova, Case Ini, Case Soprane, Cavallare, Cerreto, Chiesabianca, Cogno, Cogno Grezzo, Comune Soprano, Costa, Credarola, Cremadasca, Diamanti, Dorbora, Faccini, Faggio, Fantoni, Ferrari, Filippini, Franchini, Frassineto, Gabriellini, Gazzo, Geminiano, Granelli, Granere, Gravago, Grezzo, Lezzara, Lobbie, Moglie, Monastero, Noveglia, Osacca, Panigaro, Pareto, Piana Gazzo, Pianelletto, Pieve, Pione, Ponteceno di sopra, Romei, Roncole, Rossi, Rugarlo, Saliceto, Santa Giustina, Segarati, Sidolo, Tanugola, Taverna, Tiglio, Vicanini, Vischetto di Là, Vosina

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La società di Trasporti Pubblici TEP di Parma assicura collegamenti con autobus di linea tra Bardi e Bedonia, Borgotaro, Salsomaggiore, Fornovo (coincidenza per Parma) e Granere, anche con la formula delle corse su prenotazione (Estate 2016)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1985 26 maggio 1990 Luigi Pelizza Democrazia Cristiana Sindaco [26]
26 maggio 1990 27 febbraio 1993 Pietro Tambini Democrazia Cristiana Sindaco [26]
27 febbraio 1993 24 aprile 1995 Gian Carlo Eridano Democrazia Cristiana Sindaco [26]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Carlo Pio Marzani centro-sinistra Sindaco [26]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Bruno Berni centro(con appoggio CCD-FI) Sindaco [26]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pietro Tambini lista civica di centro Sindaco [26]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giuseppe Conti PdL-Lega Nord Sindaco [26]
26 maggio 2014 in carica Valentina Pontremoli Un'idea per Bardi(lista civica di centro) Sindaco [26]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Bardi fa parte della Comunità Montana Valli del Taro e del Ceno.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Bardi che milita nel girone A emiliano-romagnolo di 1ª Categoria.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, books.google.it, 19 ottobre 2014, pp. 234. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  3. ^ Valtaro.it, Bardi: La leggenda dell'elefante di Annibale, valtaro.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  4. ^ Vito Fumagalli, Il castello di Bardi: nascita di un borgo militare, 3 - 2002, Bardi, Centro studi della valle del Ceno, 1974, pp. 52; 57.
  5. ^ Geoitaliani, geoitaliani: Il Monte Lama: la montagna delle lame di pietra, geoitaliani.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  6. ^ Associazione Transitum Padi, Via degli Abati, transitumpadi.wordpress.com, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  7. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza compilate dal proposto Cristoforo Poggiali Tomo primo [-duodecimo]: 3 (Google eBook), books.google.it, 13 ottobre 2014. URL consultato il 13 ottobre 2014.
  8. ^ Cristoforo Poggiali, Memorie storiche della città di Piacenza, books.google.it, 19 ottobre 2014. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  9. ^ Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, corredata di un atlante, di mappe geografiche e topografiche, e di altre tavole illustrative di Attilio Zuccagni-Orlandini: Italia superiore o settentrionale. 6, Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla. 8.1, Volume 8,Parte 6 (Google eBook), Firenze, 1839.
  10. ^ Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei ducati di Parma Piacenza e Guastalla ... preceduto da cenni statistici e sussequito da un'appendice (Con una carta geogr.) (Google eBook), Parma, Typ. ducale,, 1834.
  11. ^ Approfondimenti - Archivio di Stato di Piacenza
  12. ^ Chiesa di San Giovanni Battista e Beata Maria Vergine Addolorata "Bardi", chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 3 novembre 2016.
  13. ^ Chiesa di Santa Maria Addolorata a Bardi, vacanze.itinerarionline.it. URL consultato il 3 novembre 2016.
  14. ^ Oratorio di San Giovanni Battista "Bardi, Bardi", chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 1 novembre 2016.
  15. ^ Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Bardi, vacanze.itinerarionline.it. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  16. ^ Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie - Bardi, chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  17. ^ Erika Martorana, Convento di San Francesco:i 400 anni di un «gioiello» (PDF), in Gazzetta di Parma (Parma), 20 ottobre 2011, p. 30. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  18. ^ Oratorio di San Siro "Bardi", chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 3 novembre 2016.
  19. ^ Bardi (PR) – Chiesa (Oratorio) del Santo Nome di Maria (12 settembre) in località San Siro – settembre 2015, valgotrabaganza.it. URL consultato il 3 novembre 2016.
  20. ^ Venerabile Margherita Antoniazzi la 'Devota', santiebeati.it. URL consultato il 4 novembre 2016.
  21. ^ beata Costa.doc - Chiesa Cattolica Italiana (DOC), webdiocesi.chiesacattolica.it. URL consultato il 4 novembre 2016.
  22. ^ Costageminiana e la Val Dorbora, halleyweb.com. URL consultato il 5 novembre 2016.
  23. ^ Giuseppe Conti, Il castello di Gravago e le Caminate (Bardi), valcenoweb.it. URL consultato l'8 novembre 2016.
  24. ^ Il Palazzo Maria Giulia, comune.bardi.pr.it. URL consultato il 24 ottobre 2016.
  25. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vito Fumagalli, Il castello di Bardi: nascita di un borgo militare, 3 - 2002, Bardi, Centro studi della valle del Ceno, 1974

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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