Ferriere (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ferriere
comune
Ferriere – Stemma Ferriere – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
Sindaco Giovanni Malchiodi (lista civica Ferriere cresce) dal 26-5-2013
Territorio
Coordinate 44°38′37.86″N 9°29′47.65″E / 44.64385°N 9.49657°E44.64385; 9.49657 (Ferriere)Coordinate: 44°38′37.86″N 9°29′47.65″E / 44.64385°N 9.49657°E44.64385; 9.49657 (Ferriere)
Altitudine 626 m s.l.m.
Superficie 178,5 km²
Abitanti 1 262[1] (28-2-2017)
Densità 7,07 ab./km²
Frazioni vedi elenco
Comuni confinanti Bardi (PR), Bedonia (PR), Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Farini, Ottone, Rezzoaglio (GE), Santo Stefano d'Aveto (GE)
Altre informazioni
Cod. postale 29024
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033020
Cod. catastale D555
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 258 GG[2]
Nome abitanti ferrieresi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ferriere
Ferriere
Ferriere – Mappa
Posizione del comune di Ferriere nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Ferriere (E Ferrër in ligure e dialetto ferrierese, Al Frér in dialetto piacentino[3]), è un comune italiano di 1 262 abitanti della provincia di Piacenza. Il territorio comunale si trova in alta Val Nure e in Val d'Aveto sull'Appennino Ligure (di cui fa parte l'Appennino piacentino). È meta di villeggiatura estiva. È il comune più esteso della provincia di Piacenza.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è derivato dalle miniere per l'estrazione del ferro, attività redditizia nei secoli scorsi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del territorio di Ferriere si perde nel primo millennio, ma l'avvento della popolazione si fa risalire all'età del ferro, epoca in cui vi si stabilirono le popolazioni Liguri. La zona era frequentata anche dai Romani, che nel V e VI secolo sfruttavano le miniere del luogo. Il calo demografico che si verificò in tutta Italia dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente portò ad un abbandono anche dell'alta Val Nure e del territorio di Ferriere si trova cenno solo nel regio decreto del re longobardo Rachis del 5 agosto 747. Il territorio poi entrò a far parte dei possedimenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614[4][5].

La zona fu per lungo tempo sotto il dominio della Repubblica di Genova, come attestano ancora le varietà linguistiche locali (di transizione tra ligure ed emiliano) e le usanze. Nei secoli posteriori la zona della Val Nure fu divisa in giurisdizioni civili ed ecclesiastiche. La scarsità del ferro che si riscontrava in tutta Europa verso il XII secolo, indusse i governanti a sfruttare le miniere in considerazione anche dell'immensa estensione boschiva e della ricchezza idrica della zona, indispensabili al funzionamento degli impianti. Già entrato nel Ducato di Milano, il territorio fu concesso in feudo dal duca Francesco Visconti al suo consigliere Tomaso Moroni da Rieti, il quale ottenne la facoltà di estrarre e fondere metalli e concedere esenzioni fiscali ai minatori. Il lavoro di forni, fucine, magli e mulini portò ad una crescita demografica nei villaggi di Casaldonato, Cerreto e Centenaro (oggi frazioni comunali), mentre l'arrivo di ulteriori maestranze diede vita, intorno al 1465, ad un nuovo insediamento di minatori e fabbri alla confluenza dei torrenti Nure e Grondana: l'abitato fu denominato Reate in omaggio di Tomaso Moroni e della sua provenienza. Più tardi, con la rinuncia da parte del Moroni a gestire le miniere e i conseguenti screzi con il duca, iniziò un periodo di decadenza degli impianti. A rivendicarle sul nuovo proprietario, il conte Manfredo Landi, fu la famiglia dei Nicelli, signori dell'alta Val Nure, che avanzavano il diritto di prelazione. Le infruttuose istanze inoltrate al duca Gian Galeazzo Visconti furono seguite da un assalto armato del castello medievale (situato sul poggio che domina il rio Grondana a nord dell'attuale scuola media)[6], da parte dei Nicelli. Le miniere, che nel 1483 apparivano in rovina, furono cedute dai Landi ai Nicelli nel 1509.

Nel 1574 i Farnese, duchi di Parma e Piacenza, tramite il duca Ottavio, acquistarono il territorio di Ferriere dai Nicelli, non in qualità di regnanti ma come privati interessati allo sfruttamento economico degli impianti minerari e metallurgici. Alla fabbricazione di manufatti di uso quotidiano si aggiunsero così proiettili per spingarde ed altre armi da fuoco. I Farnese fecero edificare, quasi sicuramente sulle rovine dell'antica rocca, un palazzo (Palacio di Sua Eccellenza), del quale non rimane niente.

Del secolo XVII si hanno poche notizie: nel 1630 la zona fu colpita dalla peste e nel 1636 fu invasa dalle milizie spagnole che danneggiarono gli impianti compromettendone le attività. Fu solo quattro anni dopo che essi furono rimessi a pieno regime. In quel secolo prese piede il fenomeno del contrabbando di ferro grezzo e rottami, nonostante le leggi ducali vietassero l'esportazione. I contrabbandieri si dirigevano prevalentemente verso il Genovesato, che necessitava di ferro per le darsene.

I Borbone, subentrati ai Farnese, ebbero notevoli difficoltà a cedere in affitto le miniere a causa di regolamentazioni precedenti, finché nel 1746 Filippo di Borbone optò per una gestione diretta da parte del ducato in modo anche da non ostacolare l'attività degli impianti posti più a valle (a Carmiano di Vigolzone, Folignano di Ponte dell'Olio e Riva, attualmente quartiere di Ponte dell'Olio) che lavoravano il rame estratto a Ferriere. Fu con le politiche del primo ministro ducale Guillaume du Tillot che l'attività estrattiva e lavorativa di Ferriere visse il suo periodo più prospero. L'arrivo di Napoleone Bonaparte a Piacenza nel 1795 e la durezza dell'armistizio sottoposero le popolazioni della zona ad eccezionali vessazioni, che scatenarono rivolte in tutto l'Appennino piacentino, Ferriere compresa, il 5 gennaio 1806. Il territorio fu allora annesso al Dipartimento del Taro, dipartimento dell'Impero napoleonico.

Nel 1817 l'abitato mutò definitivamente nome e ottenne lo status di comune di Ferriere. Il cambiamento delle condizioni politiche dell'Ottocento portò ad un periodo di crisi, alla quale non seppe fare fronte neppure l'interessamento di Maria Luigia d’Austria. Dopo l'annessione al Regno di Sardegna del Piacentino, una società francese tentò invano di individuare nuove vene metallifere. La mancata costruzione del proseguimento fino a Ferriere della Ferrovia Piacenza-Bettola vide tramontare definitivamente ogni attività mineraria, nonostante gli sforzi compiuti da un impresario locale a partire dal 1923: le miniere chiusero pochi anni dopo per l'ultima volta.

Nel Novecento il territorio ha subito un massiccio spopolamento: il fenomeno dell'emigrazione di massa ha avuto inizio negli anni venti. Tra le destinazioni degli emigranti figuravano la Francia (in particolare Parigi e l'Île-de-France), l'America Settentrionale, Genova e altre località della Liguria, Milano e la Lombardia, il Piemonte[7] e, in decenni più recenti, Piacenza, oltre a centri della pianura e collina piacentina[8][9].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma comunale

Di rosso all'incudine d'argento, posta su un treppiede con un martello appoggiato sul margine superiore

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le parrocchie e gli edifici religiosi per l'ampia distribuzione sono suddivisi fra 2 vicariati della diocesi di Piacenza-Bobbio: Val Nure e Bobbio-Alta Val Trebbia-Aveto e Oltrepenice.[10] Vicariato 3 - Val Nure:

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista di Ferriere, da cui dipende l'Oratorio di San Vito a Canadello
  • Chiesa parrocchiale di San Pancrazio di Brugneto
  • Chiesa parrocchiale di San Clemente Papa di Casaldonato
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo abate di Cassimoreno
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Castelcanafurone
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro di Centenaro
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Nazzaro e Celso di Cerreto Rossi
  • Chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno Papa di Chiappeto
  • Chiesa parrocchiale di Santa Giustina di Curletti
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro di Gambaro
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Giorgio e Silvestro di Grondone e Solaro
  • Chiesa parrocchiale di San Cristoforo di Rocca
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Retorto
  • Chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo di Rompeggio

Vicariato 6 - Bobbio-Alta Val Trebbia-Aveto e Oltrepenice:

  • Chiesa parrocchiale di San Policarpo di Castagnola. Dalla quale dipende la Chiesa di San Giovanni Battista di Boschi, un tempo parrocchia.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Anna di Cattaragna. Dalla quale dipendono l'Oratorio di San Giuseppe Lavoratore e l'Oratorio di Sant'Agostino di Salsominore.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro di Torrio, parrocchia eretta nel XIV secolo, fondata come antichissima cella monastica dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio attorno alla seconda metà del VII secolo, feudo confermato alla metà dell'VIII secolo quando re Rachis conferma il possedimento al Monastero di Bobbio.[11] Dalla parrocchia di Torrio dipende l'Oratorio di Nostra Signora della Guardia di Monte Barigazzo.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo, nella frazione di Ciregna, alle dipendenze della parrocchia di Metteglia (Corte Brugnatella) e Ciregna.

Architetture civili e militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Rimanenza del castello di Brugneto
  • Tracce della Torre di Castagnola
  • Torri di Castelcanafurone
  • Tracce del Castello di Pescremona, vicino Castelcanafurone
  • Torre di Salsominore (Castlà)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi.

Persone legate a Ferriere[modifica | modifica wikitesto]

Comunità montana[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità Montana valli del Nure e dell'Arda.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Boeri, Boschi, Brugneto (Casale, Casella, Noce, Tornarezza)
  • Canadello, Casalcò, Casaldonato, Caserarso, Cassimorenga, Cassimoreno, Castagnola, Castelcanafurone (Lovetti, Marchi), Cattaragna, Cerreto Rossi, Ciregna, Colla, Costa, Crocelobbia, Curletti
  • Centenaro (Guerra, Villa, Platè, Codegazzi, Pettenati, Vaio, Tognini, Sconini, Groppo, Casetta, Castello, Cassano, Bareto, Costapecorella, Casagrande, Lommi, Pasquali, Perotti, Spiaggio, Bolgheri, Sangarino, Bosconure)
  • Edifizi
  • Gambaro, Grondone Sopra, Grondone Sotto,
  • Pertuso, Prelo
  • Retorto, Rocca, Rocconi, Rompeggio
  • Salsominore, San Gregorio, Selva, Solaro, Sarmadasco.
  • Torrio, Tornarezza, Toazzo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Strada provinciale 654 di Val Nure

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1985 8 giugno 1990 Giuseppe Caldini Democrazia Cristiana Sindaco [13]
8 giugno 1990 23 marzo 1991 Giuseppe Caldini Democrazia Cristiana Sindaco [13]
23 marzo 1991 24 aprile 1995 Antonio Agogliati Democrazia Cristiana Sindaco [13]
24 aprile 1995 26 maggio 1995 Antonio Agogliati centro Sindaco [13]
20 novembre 1995 17 aprile 2000 Bruno Ferrari centro-sinistra Sindaco [13]
17 aprile 2000 30 maggio 2002 Giovanna Celaschi Mulazzi lista civica Sindaco [13]
30 maggio 2002 27 maggio 2003 Luigi Rini Comm. straordinario [13]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Antonio Agogliati Casa delle Libertà Sindaco [13]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Antonio Agogliati centro-destra Sindaco [13]
27 maggio 2013 in carica Giovanni Malchiodi lista civica Ferriere cresce Sindaco [13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 271.
  4. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  5. ^ Eleonora Destefanis Il monastero di Bobbio in età Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  6. ^ Dina Bergamini e Paolo Labati, Orme sui monti, Edizioni Il Nuovo Giornale, Piacenza, 2000, pag. 46 cfr. quotidiano Libertà del 10 febbraio 1984 "Tragica fine in carcere del fondatore di Ferriere" di G. Franco Scognamiglio
  7. ^ Dina Bergamini e Paolo Labati, Orme sui monti, Edizioni Il Nuovo Giornale, Piacenza, 2000, pag. 93 cfr. quotidiano Libertà del 17 maggio 1963 "Iniziò verso il 1920 a Ferriere il fenomeno dell'emigrazione di massa" di Fabrizio Achilli
  8. ^ Il Comune di Ferriere - Cenni storici, Ferriere Turismo. URL consultato il 13 febbraio 2015.
  9. ^ Dina Bergamini e Paolo Labati, Orme sui monti, Edizioni Il Nuovo Giornale, Piacenza, 2000, pp. 8-12 cfr. quotidiano Libertà del 18 agosto 1965 "Per oltre quattro secoli Ferriere fu un attivo centro minerario" di Serafino Maggi
  10. ^ http://www.pmap.it/parrocchiemap/ricerca_pm.jsp?diocesi=Piacenza+-+Bobbio&id_diocesi=&denominazione=Ferriere Sito ufficiale della Diocesi - Parrocchie e chiese del comune di Ferriere
  11. ^ http://pcturismo.liberta.it/asp/default.asp?IDG=1038 Articolo: Quando Torrio Valdaveto apparteneva ai monaci di Bobbio
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • www.serafinosordi.altervista.org G. Sordi, Il contributo dei gesuiti piacentini Serafino e Domenico Sordi alla diffusione del neotomismo nella cultura cattolica dell'800, PC 2015,
Controllo di autorità VIAF: (EN316876314
Emilia Portale Emilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Emilia