Diaspro

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Diaspro
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Classificazione Strunz IV/D.01-10
Formula chimica SiO2 + Fe, O, H, Si
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino trigonale[1]
Classe di simmetria  
Parametri di cella  
Gruppo puntuale 3 2
Gruppo spaziale P 3121,P 3221
Proprietà fisiche
Densità 2,65[1] - 2,70 g/cm³
Durezza (Mohs) 7[1]
Sfaldatura assente[1]
Frattura concoide[1]
Colore generalmente rosso per via delle impurezze di ferro[2], ma il colore può esser vario
Lucentezza da vitrea a grassa[1]
Opacità opaco[2]
Striscio bianco[1]
Diffusione comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

Il diaspro (parola di origine persiana) è una roccia sedimentaria mono-mineralogica, ossia formata da un unico minerale, composta da quarzo (SiO2), e contenente sovente alcune impurità, solitamente atomi di ferro che conferiscono alla roccia vivaci colorazioni, rendendola ricercata come pietra semi-preziosa per la lavorazione in opifici.

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

I diaspri sono costituiti da quarzo micro e criptocristallino granulare, a volte anche fibroso combinato a volte a piccole quantità silice opalina[1].

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Il minerale si forma per sedimentazione e precipitazione di silice in acque abbondanti di questo elemento, sedimentazione/precipitazione innescata da un processo vulcanico innescato nel bacino acquifero stesso[1] la precipitazione/sedimentazione della silice può avvenire sotto forma di "gel" che in seguito, dopo la depositazione sul fondo del bacino, si solidifica, tuttavia l'origine del diaspro può essere a volta organogeno è può essere originato quindi da alcuni tipi di spugne[1] e/o radiolari[1] e/o gusci silicei di diatomee (rispettivamente animali appartenenti al genere porifera, animali unicellulari planctonici ed alghe unicellulari planctoniche).

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

I diaspri sono formati da strati che possono avere degli spessori che variano da alcuni millimetri ad alcuni metri, con superficie a grana fine o liscia[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Diaspro, Carloforte (Sardegna), sono ben osservabili le fratture concoidi

Il diaspro appare generalmente di colore rosso[2] mattone (per inclusioni microcristalline di ossidi di ferro[2][3] principalmente ematite Fe2O3) o verde con varie tonalità (per la presenza di microcristalli di anfiboli e pirosseni). Può anche assumere tonalità giallastre o nere (per l'inclusione di ossidi di manganese[3]).

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nella Grecia classica, il diaspro era ritenuto capace di allontanare alcuni fantasmi, tra i quali l'Empusa. Ne parlano Porfirio (Quaestionum Homericarum ad Odysseam pertinentium reliquiae X 323ss.) e Eustazio (ad Od. I 382). Tale minerale costituiva le ricche collane dei druidi nelle popolazioni galliche.

Varietà[modifica | modifica sorgente]

Le varietà di diaspro sono molte rendendo la classificazione dei vari tipi del minerale piuttosto difficile. Tuttavia, le principali varietà del minerale sono[4]:

  • Diaspro comune.
    Varietà bruna con macchie rosse o giallastre. In Germania viene chiamato silex.
  • Diaspro fiorito.
    Questo tipo di diaspro presenta inclusioni translucide di agata. Tali inclusioni sono a vene o a macchie. Le miniere principali in Italia si trovano in provincia di Lucca ed in Sicilia.
  • Diaspro giallo.
    Tra le zone gialle di questa specie vi sono delle sottili vene o dendriti brune, biancastre e talora verdi. Anche questa specie di diaspro si può trovare in Sicilia.
  • Diaspro zonato.
    In realtà questa specie si tratta composto da bande parallele di quarzo e calcedonio variopinti. Oltre che in Sicilia, questa specie si trova anche in Sardegna.
  • Diaspro-onice.
    Trattasi di una sottovarietà della precedente in cui i contrasti di colore sono più vivaci (in prevalenza rosso e verde) e le zone non sono parallele.
  • Diaspro malachite e pietra-cinabro[senza fonte].
    Nella prima si trovano delle chiazze verdi di malachite su sfondo rosso, mentre nella seconda le chiazze sono di cinabro su una matrice di diaspro dalla tinta dal tono smorzato.
  • Crisodiaspro.
    Questa varietà contiene delle inclusioni verdi di sali di cromo, non si deve confondere con la crisocolla. Si trova nelle miniere tedesche.
  • Diaspro sanguigno.
    Il nome pare derivare dal colore che va dal rosso mattone al rosso sangue. Con questo nome si suole indicare erroneamente anche una varietà di eliotropio verde a macchioline rose. Si trova nelle miniere siciliane. È la pietra portafortuna dei nati sotto il segno dei Pesci.
  • Diaspro nero.
    Se di colore uniforme e perfettamente nera viene lucidata in piccole lastre come l'onice. In oreficeria viene utilizzata come "pietra di paragone" per il saggio di metalli preziosi e delle loro leghe.
  • Diaspro verde.
    Non sono rare le varietà di questa specie con screziature brune e rossicce. Il tono del colore verde è comunque scuro simile a quello dell'eliotropio.
  • Plasma.
    Questa specie presenta una struttura intermedia tra i diaspri ed i calcedoni dato che la sua struttura non è proprio del tutto compatta e neanche completamente fibrosa. Il colore è verde vivace, più cupo e meno luminoso del crisoprasio. Addirittura non è nemmeno translucido e include granuli di minerali diversi.
  • Lapis svizzero.
    Questa varietà veniva ottenuta dal diaspro tedesco di colorazione bruniccia-grigiastra colorandola col blu di Prussia ad imitazione del lapislazzuli.

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Il diaspro presenta fratture concoidi[1] (bordi taglienti come quelli del vetro o del quarzo) ed è molto compatto e resistente, tanto da risultare un materiale utile per la produzione di punte, lame ed altri utensili delle industrie litiche dall'Homo erectus in avanti: è infatti una roccia del tutto simile alla selce.
Tra questi oggetti sono stati trovati dei sigilli cilindrici o degli amuleti in diaspro[5]. Questi ultimi si ritenevano efficaci contro la siccità ed i disturbi della vista[5].

L'utilizzo come gemma di questa pietra è molto modesto[5] (viene tagliato a forma di cabochon[1]), difatti si preferisce utilizzarla come pietra ornamentale per realizzare tessere di mosaico o oggetti di grandi dimensioni tipo coppe, vasi o sculture[1][5].

Con il diaspro si realizzano tra l'altro anche delle lastre per ricoprire pareti e pavimenti di ambienti lussuosi, come ad esempio alcuni palazzi dei nobili russi del periodo degli zar[5]. Attualmente le lastre di diaspro vengono utilizzate come rivestimenti murali negli Stati Uniti[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Autori Vari, scheda Diaspro in "Il magico mondo di minerali & gemme Guida per imparare a scoprirli e collezionarli", De Agostini (1993-1996), Novara
  2. ^ a b c d Scheda del minerale su mindat.org
  3. ^ a b Francesco Demartin, Matteo Boscardin, op. cit., La famiglia dei diaspri, pagg. 319,320
  4. ^ Francesco Demartin, Matteo Boscardin, op. cit., I diaspri più illustri, pag. 320
  5. ^ a b c d e Francesco Demartin, Matteo Boscardin, op. cit., Richiestissimi come pietre ornamentali, pag. 320

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Francesco Demartin, Matteo Boscardin, Come collezionare i minerali dalla A alla Z volume II°, Milano, Alberto Peruzzo Editore, 1988, pagg. 319-320.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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