Ceno

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Ceno
Ceno
La valle del Ceno, vista dal castello di Bardi
Stato Italia Italia
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Lunghezza 63 km
Portata media ~ 12-15 m³/s
Bacino idrografico 540 km²
Altitudine sorgente ~ 1600 m s.l.m.
Nasce Monte Penna
44°29′02.34″N 9°30′06.72″E / 44.483984°N 9.501865°E44.483984; 9.501865
Sfocia Taro presso Fornovo di Taro
44°41′31.39″N 10°05′26.81″E / 44.692053°N 10.09078°E44.692053; 10.09078Coordinate: 44°41′31.39″N 10°05′26.81″E / 44.692053°N 10.09078°E44.692053; 10.09078
Mappa del fiume

Il Ceno (Sèn in dialetto parmigiano) è un fiume dell'Emilia-Romagna, affluente di sinistra del Taro che con un corso lungo 63 km scorre interamente nella provincia di Parma

Il corso del fiume[modifica | modifica wikitesto]

Il Ceno nasce dall'Appennino Ligure sulle pendici settentrionali del monte Penna, appena al di sotto del crinale, a quota 1600 m s.l.m. Il versante da cui nasce è esattamente opposto rispetto a quello su cui si trova la sorgente del suo referente idraulico: il fiume Taro.[1]

Nel primo tratto scorre in una valle accidentata all'interna della fitta foresta del Penna, dove riceve il contributo di alcuni piccoli ruscelli. Il primo affluente di una certa importanza è il rio della Losa che riceve in sinistra idraulica in località Travaglini. Scorrendo in una piccola valle boscata dove si alternano radure con piccoli nuclei abitati fra cui si ricorda Casalporino, il Ceno giunge ad Anzola dove riceve uno dei suoi affluenti principali, il torrente Anzola, proveniente dal Monte Maggiorasca, il punto più alto del bacino idrografico del Ceno (1804 m.s.l.m) Dopo Anzola il torrente piega verso nord est ricevendo sempre in sinistra il rio dei Castelletti.[1]

Giunto a Ponteceno, il torrente piega di nuovo decisamente verso nord, passando presso le località di Nociveglia e Fontanachiosa e ricevendo poco dopo ,sempre in sinistra, il rio Grosso. In questo tratto il letto del torrente è ghioso e si allarga di mano in mano snodandosi all'interno di fitti boschi alternati da piccole radure.

Poco a valle della località di Masanti di sotto, il Ceno riceve in destra in sequenza in rio Siracoli e il rio Galli, mentre in sinistra riceve il rio delle barche, giunto in località Ponteceno riceve il torrente Lecca, particolarmente ricco di acque e proveniente dal Monte Nero.[1]

La confluenza del Ceno nel Taro tra Rubbiano nel comune di Solignano e Fornovo di Taro

A valle della confluenza con il Lecca il Ceno piega in direzione nord ovest in un alveo ormai abbastanza ampio e ricco di ciottoli, riceve in sinistra un altro importante torrente, il Porcellana, proveniente dalla Costa dei Cornini, mentre in destra riceve in sequenza piccoli rii: il rio delle Castagne, il rio Ronga e il rio Ormei, quindi, dopo la confluenza del T. Dorbora, piega verso sud est, sino alla confluenza con il torrente Toncina in destra, da qui il Ceno piega decisamente verso est ricevendo, poco prima di passare in corrispondenza di Bardi, il T. Noveglia.

In questo tratto il letto del torrente è divenuto molto ampio e il bosco ha lasciato spazio al coltivo, poco dopo Bardi il Ceno riceve in sinistra il T. Corsena e, dopo il contributi di alcuni rii minori: Valloria, Carpeneto, Schiavo, Casanova, Sabbione (in sinistra), Laghetto, Timore, Golotta (in destra) il Ceno lambisce l'abitato di Varsi che rimane in destra. Questo tratto è caratterizzarato da alcune rapide dette dei "Groppi".

Giunto in località Case Ombasini, il torrente riceve in sinistra il Cenedola, proveniente dalla zona di Bore. Da qui con letto ampissimo lascia la direttrice nord-est per piegare dicesamente verso est, ricevendo oltre al contributo di piccoli rii, il torrente Pessola in destra proveniente dalla zona Monte Barigazzo, quindi lasciatosi in sinistra Varano Melegari, receve in destra il rio Grassala e in sinistra il rio Rizzone, per confluire quindi in Taro in località Ramiola.

I centri della sua valle sono quasi tutti in posizione sopraelevata rispetto al suo corso; i più importanti sono Bardi, paese celebre per la sua rinomata Fortezza, Varsi e Varano de' Melegari. In quest'ultimo paese, nel suo greto, sulla sponda destra, è stato realizzato l'autodromo intitolato a Riccardo Paletti. Da molti viene addirittura definito "fiume gemello" del Taro, e questo è in buona parte vero in quanto presso il punto di confluenza, come dimensioni di bacino, portata e caratteristiche idrologiche è molto simile a quest'ultimo.[1]

Regime Idrologico[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume, pur a fronte di una portata media consistente prossima ai 15 m³/s, ha un regime marcatamente torrentizio con importanti variazioni a seconda della stagione. In estate cala decisamente la sua portata a causa della siccità pur non entrando mai in secca, mentre nei periodi più piovosi (autunno) può raggiungere facilmente piene di 1000 m³/s e in caso di piene eccezionali, come quella del 9 novembre 1982, valori anche nettamente superiori.

Affluenti[modifica | modifica wikitesto]

I principali affluenti del Ceno sono:

  • Rio della Losa (sinistra)
  • T. Anzola (sinistra)
  • Rio dei Castelletti (sinistra)
  • Rio Grosso (sinistra)
  • Rio Siracoli (destra)
  • Rio Galli (destra)
  • T. Lecca (sinistra)
  • T. Porcellana (sinistra)
  • Rio delle Castagne (destra)
  • Rio Ronga (destra)
  • Rio Ormei (destra)
  • T. Dorbora (sinistra)
  • T. Toncina (destra)
  • T. Noveglia (destra)
  • T. Corsena (sinistra)
  • Rio Valloria (sinistra)
  • Rio Carpaneto (sinistra)
  • Rio Schiavo (sinistra)
  • Rio Casanova (sinistra)
  • Rio Sabbione (sinistra)
  • Rio Laghetto (destra)
  • Rio Timore (destra)
  • Rio Golotta (destra)
  • T. Cenedola (sinistra)
  • T. Pessola (destra)
  • Rio Grassala (destra)
  • Rio Vizzone (sinistra)[1]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e .:: Geoportale Nazionale ::., su www.pcn.minambiente.it. URL consultato il 13 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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