Busseto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Busseto
comune
Busseto – Stemma Busseto – Bandiera
La Rocca dei Pallavicino, oggi sede municipale
La Rocca dei Pallavicino, oggi sede municipale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Maria Giovanna Gambazza (centrosinistra) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 44°58′52.601″N 10°02′28.709″E / 44.981278°N 10.041308°E44.981278; 10.041308 (Busseto)Coordinate: 44°58′52.601″N 10°02′28.709″E / 44.981278°N 10.041308°E44.981278; 10.041308 (Busseto)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 76,59 km²
Abitanti 7 099[2] (31-12-2014)
Densità 92,69 ab./km²
Frazioni Frescarolo, Madonna dei Prati, Roncole Verdi, Samboseto, San Rocco, Sant'Andrea, Semoriva, Spigarolo[1]
Comuni confinanti Alseno (PC), Besenzone (PC), Fidenza, Polesine Parmense, Soragna, Villanova sull'Arda (PC), Zibello
Altre informazioni
Cod. postale 43011
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034007
Cod. catastale B293
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 508 GG[3]
Nome abitanti bussetani
Patrono san Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Busseto
Busseto
Posizione del comune di Busseto nella provincia di Parma
Posizione del comune di Busseto nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Busseto (Büssé in dialetto bussetano[4], Busèjj in dialetto parmigiano[5]) è una città dal 1533 e un comune italiano di 7.099 abitanti della provincia di Parma, in Emilia-Romagna, antica capitale dello Stato Pallavicino, celebre soprattutto per avere tra le sue frazioni quella di Roncole Verdi che ha dato i natali, nel 1813, al compositore Giuseppe Verdi e in cui visse lo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Busseto è un comune che si trova al limite nord-ovest della Provincia di Parma, nel territorio della Bassa parmense, a circa 41 km a nord-ovest di Parma e a circa 8 km a sud del fiume Po. Vicino a Busseto scorre il torrente Ongina,Il torrente ha origine dal monte della Ranca, situato a 1 miglio ½ al S. S-E. dalla Chiesa della Vernasca; scorre fra una valletta strettissima, bagnando i colli di Vigoleno e Bacedasco, per un tratto di miglia 10, dal S. S-O. al N. N-E., giunto alla pianura prosegue, passa a fianco di Castelnuovo Fogliani, traversa l'Emilia sotto un ponte 1 miglio» all'E. di Alseno, poco stante si piega al N. N-O. per ½ miglio fino presso Pallavicina, si trasporta guardando al N. N-E. sotto il ponte del Bersano, passa vicino a Busseto e riceve le sottili acque dell'Onginella, prende una direzione dal S. al N. per altre 3 miglia 1/8 passando da S. Agata e da Vidalenzo, trova l'Arda presso la dogana, mesce con quella le acque, e vanno insieme a scaricarsi nel Po non lungi all'O. da Polesine. L'Ongina fa un viaggio di km. 36 (miglia 24 1/3), ha una pendenza media di metri 7,05 per Km; una velocità media di 7 km per ora: l'altezza media delle piene è di metri 3, la durata, ore 5. I suoi influenti principali sono l'Onginella, ed il Grattarolo. Trae le ghiaie sino allo sbocco del primo influente. Ha la ghiaia parte silicea, e parte friabile, e la sabbia terrosa, affluente del fiume Arda, che segna il confine tra le provincie di Parma e Piacenza.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Busseto

Dati dal 1980 ad oggi, opportunamente desunti

dai dati della stazione meteorologica di Parma.
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4 8 13 18 23 27 30 29 25 18 10 5 5,7 18 28,7 17,7 17,5
T. mediaC) 1 4 9 13 18 22 25 24 20 14 8 3 2,7 13,3 23,7 14 13,4
T. min. mediaC) -2 0 4 8 13 16 19 18 15 10 5 1 -0,3 8,3 17,7 10 8,9
Precipitazioni (mm) 55 53 63 73 71 54 36 48 64 91 81 61 169 207 138 236 750

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Le prime fonti scritte in cui compare il nome di Busseto, nella forma di Buxetum, risalgono ai primi anni del XII secolo. Si ritiene che il nome del paese derivi da buxus, cioè bosso o, come altri sostengono, da busetum, ossia recinto per i buoi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca Pallavicino prima del restauro avvenuto a metà Ottocento

La storia di Busseto ha radici molto antiche che risalgono all'VIII secolo. All'anno 768, infatti, risale la prima citazione storica del borgo di Busseto per l'erezione in loco di una cappella, inviando una richiesta all'allora vescovo di Cremona da cui dipendeva e sotto la quale rimase sino a quando Borgo San Donnino non venne innalzata a diocesi (attuale Diocesi di Fidenza) il 12 febbraio 1601.

A partire dal X secolo, sulle terre di Busseto signoreggiarono i Pallavicino, estendendo progressivamente le loro terre fino al Po, al Taro, al Ceno, allo Stirone ed all'Ongina. Prima testimonianza dei Pallavicino risale all'epoca di Adalberto, capostipite della casata, che nel 985 vi ricostruì le mura e ne edificò la rocca facendone per i circa cinquecento anni successivi la capitale di quello che divenne noto col nome di "Stato Pallavicino".

Fedele all'Impero, nel 1268 con la caduta degli Svevi, Busseto pagò la propria fedeltà verso gli imperatori con la distruzione completa delle sue mura difensive, riuscendo a toccare un nuovo picco di splendore solo con Rolando Pallavicino detto il Magnifico che fu il primo a pubblicare delle leggi stabili per il suo stato, note come Statuta Pallavicinia e risalenti al 1429. Con la morte di quest'ultimo nel 1457 ebbe inizio la decadenza dello stato anche se, nel 1533, il borgo venne proclamato città dall'imperatore Carlo V in occasione di una sua visita in loco ed in riconoscenza alla fedeltà dimostratagli da Girolamo Pallavicino. L'imperatore visitò nuovamente il borgo di Busseto dieci anni dopo quando, il 21 giugno 1543, si incontrò qui con papa Paolo III.

Alla morte dell'ultimo rappresentante della casata, Galeazzo II, nel 1580 si estinse con lui anche la casata dei marchesi di Busseto, facendo convogliare i possedimenti nelle mani di un cugino, Sforza Pallavicino, già marchese di Cortemaggiore. Cinque anni dopo, alla morte di Sforza, i possedimenti della casata passarono ad un altro cugino, Alessandro Pallavicino, già marchese di Zibello che ad ogni modo ne tenne il controllo solo sino al 1588 quando lo Stato Pallavicino venne sequestrato da Alessandro Farnese e compreso nei possedimenti dei Farnese (il Ducato di Parma) di cui seguirà le sorti storiche. Per pochi mesi, nel 1636, Alessandro Galeazzo, parente dell'ultimo marchese, riottenne il proprio trono per alcuni mesi per poi essere nuovamente scalzato dai Farnese.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

« L'antico stemma di Busseto figurava una pianta di bosso con tre radici in campo azzurro, certo alludendo al nome del Castello, che per aver tenuto poi sempre per la parte ghibellina ebbe dagli Imperatori e Re di Germania facoltà di aggiungervi l'aquila nera di un solo capo, col rostro aperto e piegato verso il petto, con coda ed ali spiegate in campo aureo. Carlo V nel 1533 concesse alla testa dell'aquila la corona d'oro e in mezzo al petto in piccolo scudo d'argento una croce azzurra; i Farnesi da poi vi aggiunsero la corona ducale. »
(Emilio Seletti, La Città di Busseto capitale un tempo dello Stato Pallavicino)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Nel 1533 Carlo V proclamò Busseto città.»
Bandiera arancione del Touring club italiano - nastrino per uniforme ordinaria Bandiera arancione del Touring club italiano
«La località offre al visitatore un efficiente servizio di informazioni turistiche, grazie alla presenza di un ufficio ben segnalato e adeguatamente strutturato. Ottima è la fruibilità dei siti rilevanti sotto l'aspetto storico-culturale e vi è anche la possibilità di usufruire di circuiti di visita integrati. Il comune propone inoltre un calendario di appuntamenti ed eventi ricco e variegato.[6]»

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata di San Bartolomeo Apostolo
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Collegiata di San Bartolomeo Apostolo.

Edificata nel XV secolo sui ruderi di una chiesa preesistente, la collegiata di San Bartolomeo apostolo venne realizzata grazie al contributo di Rolando il Magnifico della casata marchionale dei Pallavicini. L'originale struttura rinascimentale è stata alterata internamente nel corso del Settecento con inserti di stucchi e dipinti. Con il suo tesoro costituito da paramenti sontuosi, argenterie e numerosi oggetti di pregio, è una delle chiese più ricche del paese.

Oratorio della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Oratorio della Santissima Trinità (Busseto).

Attigua alla chiesa parrocchiale, l'oratorio venne edificato a partire dal XIV secolo e poi affidato alla confraternita della Santissima Trinità da cui il nome. La chiesa è nota in particolare per essere stata il luogo in cui Giuseppe Verdi convolò a nozze il 4 maggio del 1836 con Margherita Barezzi.

Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Ignazio di Loyola a Busseto

Il gesuita bussetano Pietro Pettorelli, nel 1617, fondò il locale collegio dei Gesuiti e dispose l'ampliamento e la costruzione di una chiesa.

La facciata della chiesa, coordinata con quella del collegio annesso, si presenta scandita con stilemi tipici dell'ordine dorico che culmina in un timpano tondo spezzato. L'interno, di gusto barocco, presenta un'unica navata con tre cappelle laterali per parte, interamente stuccate e decorate da Domenico Dossa e Bernardo Barca. Gli affreschi della volta, attribuiti a Giovanni Evangelista Draghi, raffigurano la "Gloria di Sant'Ignazio", "Gloria di San Luigi Gonzaga", "Gloria di San Francesco Saverio" e la "Gloria di San Francesco Borgia" oltre alla presenza di altri dipinti dello stesso autore che rappresentano episodi della vita di Sant'Ignazio, fondatore dei gesuiti.

Quando i gesuiti vennero espulsi dal Ducato di Parma da Ferdinando I di Borbone-Parma, con decreto del 3 febbraio 1768 (convalidato con bolla di papa Clemente XIV 21 luglio 1773), il collegio venne adibito ad ospedale e quando i gesuiti poterono fare ritorno, divenne la prima scuola pubblica del paese, frequenta poi anche da Giuseppe Verdi.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Rocca Pallavicino[modifica | modifica wikitesto]

Rocca Pallavicino

La rocca fu edificata ai tempi di Adalberto Pallavicino, capostipite della famiglia, nell'XI secolo circa; nella prima metà del duecento venne completamente riedificata da Oberto il Grande. La rocca era all'epoca circondata da un fossato e da un ponte levatoio che la collegava alla piazza antistante; nel tempo, però, essa è stata distrutta e ricostruita più volte e ha quindi perso sia il ponte levatoio che la parte delle mura di cinta.

Nel 1857 fu ricostruita quasi per intero, in stile neogotico, dall'architetto Pier Luigi Montecchini. Della rocca originale si è conservato il mastio, il torrione principale. Nel cortile dell'edificio è murata l'aquila imperiale in pietra dei Pallavicino. La rocca, al cui interno si trova il Teatro Verdi, è ora il palazzo municipale, sede del Comune di Busseto.

Villa Pallavicino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Pallavicino.

Villa Pallavicino (denominata anche Boffalora) è una costruzione di arte rinascimentale e sorge al di fuori delle antiche mura della città di Busseto. Al suo interno si trova il Museo nazionale Giuseppe Verdi.

Palazzo Orlandi[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Orlandi in una visione notturna

Posto in via Roma n.56, Palazzo Orlandi (noto anche coi nomi di Palazzo Dordoni e Palazzo Cavalli) è un edificio in stile neoclassico, non lontano da Casa Barezzi e dal locale Monte di Pietà.

Il palazzo venne progettato dall'architetto Giuseppe Cavalli per il conte Annibale Dordoni, il quale poi lo rivendette a Antonio Cavalli, figlio di Giuseppe, che lo acquistò per suo figlio Contardo, sindaco di Busseto.

Giuseppe Verdi acquistò il palazzo con contratto del notaio Ercolano Balestra siglato il 6 ottobre 1845, pagandolo la somma di 22.000 lire di Parma, e lo elesse a propria abitazione dal 1849 al 1851, periodo in cui convisse con la cantante lirica Giuseppina Strepponi. Tale convivenza, occorsa prima del matrimonio tra i due, destò grande scandalo tra i bussetani tanto che la coppia, per sfuggire ai pettegolezzi, decise di trasferirsi dal 1851 nella vicina Sant'Agata. Durante la sua permanenza a Palazzo Orlandi Verdi, compose Luisa Miller, Stiffelio e Rigoletto ed accolse ospiti di riguardo come Antonio Barezzi, Emanuele Muzio, Francesco Maria Piave e Guglielmo Brenna, vivendo però perlopiù in isolamento.

Nel 1875 Verdi vendette Palazzo Cavalli a Giuseppina per la somma di 18.000 lire, la quale a sua volta poi lo rivendette a dei cugini di Verdi, Giulio e Isidoro Sivelli nel 1882 che si occuparono del restauro globale della struttura, caduta molto in degrado dopo l'abbandono dei Verdi per Sant'Agata. Successivamente il palazzo venne venduto alla famiglia Orlandi, una delle più ricche dell'ex ducato di Parma, che presero possesso del palazzo dedicandosi alla raccolta di cimeli verdiani. Lo sceneggiato RAI del 1982 Verdi di Renato Castellani venne in parte girato in questo palazzo. Attualmente, dal 2013, lo stabile è di proprietà della SIAE.

Piazza Giuseppe Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Giuseppe Verdi

La piazza intitolata al Maestro mantiene tutt'oggi l'assetto quattrocentesco a pianta rettangolare ed è dominata dal monumento bronzeo dello scultore Luigi Secchi, del 1913, raffigurante il "Cigno di Busseto" che veglia sul paese, quietamente seduto su di uno scranno. Dalla piazza è possibile ammirare importanti edifici tra cui la rocca Pallavicino, la chiesa collegiata, casa Barezzi e altre costruzioni contraddistinte dai caratteristici portici.

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Facciata dell'edificio scolastico "Antonio Barezzi"

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune risiedono 664 cittadini stranieri. Le comunità maggiormente rappresentate sono:[8]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione maggiormente praticata a Busseto è il cattolicesimo; il comune rientra nel vicariato della Bassa Parmense facente parte della Diocesi di Fidenza. Il territorio comunale è suddiviso in 9 parrocchie:

A Busseto sono presenti comunità religiose della congregazione delle Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario e dell'Istituto Id di Cristo Redentore.

Le altre religioni praticate sono l'induismo, che si avvale di un luogo di culto nei pressi di Frescarolo e l'islamismo. È inoltre presente una Sala del Regno dei Testimoni di Geova.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa ed editoria[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1948 ogni anno, nel periodo natalizio, a Busseto viene pubblicato il Biscioneide, giornale satirico-umoristico sul quale anche Giovannino Guareschi scrisse nel 1966 e nel 1967.

Nella sezione Provincia del quotidiano la Gazzetta di Parma trovano spazio i fatti di cronaca locale.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 nell'azienda agricola Corte delle Piacentine, situata a Roncole Verdi, frazione di Busseto, si sono svolte le riprese del famoso film Novecento di Bernardo Bertolucci.

Nel 1982 il paese si è trasformato in set cinematografico per le riprese dello sceneggiato televisivo Verdi di Renato Castellani.

Nel 2009 nel centro del paese sono state girate alcune scene della miniserie televisiva Sissi di Xaver Schwarzenberger.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo nazionale Giuseppe Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo nazionale Giuseppe Verdi.

Il 10 ottobre 2009 è stato inaugurato il nuovo Museo nazionale Giuseppe Verdi che ha sostituito il vecchio Museo Civico e ne ha mutato l'aspetto in maniera radicale. Ogni stanza, infatti, riproduce sulle pareti i progetti degli allestimenti originali di ognuna delle opere verdiane ed è arricchita dalla presenza della riproduzione degli abiti originali di scena e da musica tratta dalla produzione lirica verdiana.

Casa Barezzi - Museo Verdiano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Casa Barezzi - Museo Verdiano.

Fra gli edifici che si affacciano sulla Piazza del paese, uno di questi è Casa Barezzi, dimora del suocero e mecenate di Giuseppe Verdi, Antonio Barezzi. Nel salone al primo piano il giovane Verdi diede le sue prime esibizioni pubbliche e continuò a frequentare la casa fino alla morte del suo benefattore. Al suo interno, sono custoditi un ottocentesco fortepiano viennese, il primo ritratto di Verdi ed uno a olio raffigurante Antonio Barezzi; sono, inoltre, esposte alcune lettere autografe del Maestro.

Museo Renata Tebaldi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Pallavicino § Il Palazzo delle Scuderie.

Il 7 giugno 2014 all'interno del Palazzo delle Scuderie di Villa Pallavicino è stato inaugurato il Museo Renata Tebaldi, dedicato alla grande cantante lirica.

Teatro Giuseppe Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro Giuseppe Verdi (Busseto).

Persone legate a Busseto[modifica | modifica wikitesto]

Nella vicina frazione di Roncole, oggi Roncole Verdi, nacque Giuseppe Verdi (1813 - 1901), uno fra i massimi compositori mondiali dell'Ottocento. Sempre a Roncole Verdi fissò la propria residenza dal 1952 al 1968 lo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi (1908 - 1968), indimenticato autore delle storie di Don Camillo e Peppone. La città ha dato inoltre i natali al letterato e storico dell'arte Ireneo Affò (1741 - 1797), al compositore e organista Tarquinio Merula (1595 - 1665) e ai pittori Alberto Pasini (1826 - 1899), celebre orientalista, e Gioacchino Levi (1818 - 1908) e all'imprenditore Antonio Barezzi (1787 - 1867), scopritore del talento di Giuseppe Verdi, a cui sono dedicate la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado dell'istituto comprensivo "Antonio Barezzi" di Busseto.[9]

Statua di Giuseppe Verdi

Elenco delle personalità legate a Busseto:

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il Carnevale di Busseto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Carnevale di Busseto.

A partire da circa la metà dell'800 a Busseto nelle domeniche dei mesi di gennaio e febbraio hanno luogo le sfilate di carri allegorici in cartapesta accompagnati da maschere a piedi, bande e majorettes. Il Carnevale di Busseto, nonostante le interruzioni dovute alle guerre e, in anni più recenti, alla mancanza di fondi, è ormai entrato a far parte della tradizione del paese che ogni anno è affollato da una grande moltitudine di persone che vuole assistere all'evento. La realizzazione della manifestazione è dovuta all'associazione Amici della Cartapesta che da ormai molti anni si occupano della realizzazione dei carri allegorici.

Sagra di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

La Sagra di San Bartolomeo conosciuta anche come Sègra ad San Bartlamé è una festa di paese che si svolge a Busseto in occasione della ricorrenza delle celebrazioni del santo patrono della città. Durante i giorni di festa in paese si svolgono eventi musicali ed è possibile gustare i prodotti gastronomici tipici del luogo tra cui trippa, pisaréi e fasoi, salumi e tanti altri.

Festival Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Festival Verdi.

Il Festival è stato fondato a metà degli anni ottanta ed ha avuto luogo fino al 1993. Nel 2001 è stato reintrodotto in occasione delle Celebrazioni Nazionali del Centenario Verdiano e proposto annualmente nel periodo tardo-primaverile; dal 2007 ha luogo in ottobre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Busseto, posta lungo la ferrovia Cremona-Fidenza, è servita da corse regionali svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Emilia-Romagna.

Circa 200 metri a nord rispetto a tale impianto sorgeva la stazione tranviaria comune alle linee Parma-Soragna-Busseto e Parma-San Secondo-Busseto, in un'area adiacente allo storico Bottonificio Cannara[10]. Tali tranvie, esercite a vapore, rimasero in esercizio fra il 1893 e il 1939[11].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Giro d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1964 Busseto è stata sede di arrivo della 5ª tappa del Giro d'Italia, una cronometro individuale di 50 km con partenza da Parma vinta da Jacques Anquetil. Il francese in quell'occasione ha conquistato la maglia rosa che ha mantenuto per tutto il seguito del Giro.

Il 12 maggio 2006 è stata sede di partenza della 6ª tappa di 223 km, conclusasi poi a Forlì, vincitore di quella tappa è stato Robbie McEwen, ma la maglia rosa è rimasta ad Olaf Pollack. Il 17 maggio 2013 il giro è tornato a Busseto come sede di partenza della tappa conclusasi a Cherasco.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Busseto
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1964 Parma 50 Francia Jacques Anquetil Francia Jacques Anquetil
Tappe del Giro d'Italia con Partenza da Busseto
Anno Tappa Arrivo km Vincitore di tappa Maglia rosa
2006 Forlì 223 Australia Robbie McEwen Germania Olaf Pollack
2013 13ª Cherasco 254 Regno Unito Mark Cavendish Italia Vincenzo Nibali

Milano-Busseto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Milano-Busseto.
La vittoria di Sante Gaiardoni alla Milano-Busseto del 1959.

Busseto è anche sede di una manifestazione per i dilettanti under 23 che si chiama Milano-Busseto. Organizzata dalla A.S. Pedale Bussetano è nata nel 1949 e vede tra i suoi vincitori ciclisti come Paolo Bossoni (1997), Giovanni Lombardi (1990 e 1991) e Francesco Moser (1971).[12] Nel 2010 la 62ª edizione della gara non si è svolta.[13] La manifestazione è ripresa il 2 aprile 2011 fortemente voluta dal neopresidente della ASD Pedale Bussetano ed ex ciclista Paolo Bossoni.[14]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

A Busseto c'è una squadra di pallavolo, l'US CSI AVIS Busseto. Fondata nel 1943 come polisportiva, la CSI Busseto, negli anni settanta si unisce alla locale sezione dell'AVIS concentrando la propria attività sullo sport della pallavolo. Dalla stagione 2013-2014, con il nome dello sponsor Akomag, milita nel Campionato Nazionale di SERIE B2.[15].

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La città vanta due club calcistici:

Il Pallavicino (che prima si chiamava Busseto poi si è fusa con Polesine)[senza fonte] inoltre ha partecipato al Campionato Alta Italia nel 1944.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Le partite casalinghe delle squadre di calcio bussetane, Pallavicino e Busseto, si disputano allo stadio comunale "Fausto Cavagna" la cui capienza è di circa 1.000 spettatori.[17]
  • Il palazzetto dello sport comunale, gestito dalla società sportiva CSI AVIS Busseto,[15] ospita un campo multifunzionale per pallavolo e basket. All'esterno del palazzetto sorgono un campo da tennis con superficie sintetica, un campo da calcio e un campo da basket.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 luglio 1988 7 aprile 1990 Daniela Fiaschetti Partito Socialista Italiano Sindaco [18]
7 aprile 1990 22 giugno 1993 Carduccio Pedretti PCI, PDS Sindaco [18]
22 giugno 1993 28 aprile 1997 Giorgio Cavitelli Lega Nord Sindaco [18]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Luigi Mazzetta centro-sinistra Sindaco [18]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Luca Laurini lista civica Sindaco [18]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Luca Laurini centro-sinistra Sindaco [18]
16 maggio 2011 in carica Maria Giovanna Gambazza lista civica: la stagione dell'impegno Sindaco [18]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Busseto è gemellata con:

e intrattiene un patto d'amicizia con

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Busseto (PR) - Italia: Informazioni, comuni-italiani.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 109.
  5. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 891ss.
  6. ^ Comune di Busseto (PR) - Bandiere arancioni, bandierearancioni.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Presenza di stranieri a Busseto, ISTAT. URL consultato l'8 ottobre 2010.
  9. ^ Istituto comprensivo "Antonio Barezzi" di Busseto, icbusseto.scuole.pr.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  10. ^ Mario Concari, I tempi felici della miseria, p. 5.
  11. ^ Francesco Ogliari e Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani volume 10°. Emilia-Romagna, a cura degli autori, Milano, 1969.
  12. ^ Pedale bussetano, comune.busseto.pr.it.
  13. ^ Annullata la 62^ Milano-Busseto per U23, ciclonews.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  14. ^ La Milano-Busseto finisce in volata: vince Christian Delle Stelle in SportParma.com, 2 aprile 2011. URL consultato il 2 aprile 2011.
  15. ^ a b Sito CSI AVIS - Volley Busseto, 9 gennaio 2013.
  16. ^ pallavicinocalcio.com, http://www.pallavicinocalcio.com/index.php?page=classifica&cat_master=60&team_id=3. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  17. ^ USD Pallavacino - Campo di gioco, pallavicinocalcio.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  18. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  19. ^ Verbale di deliberazione della Giunta Comunale, comune.busseto.pr.it, 25 settembre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  20. ^ Patto d'Amicizia con Salisburgo, comune.busseto.pr.it. URL consultato il 21 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almerindo Napolitano, Cinquant'anni e più di vita Bussetana, editrice la Nazionale, Parma 1972
  • Giorgio Cavitelli, Cronache Bussetane, tipografia la Colornese, Colorno 2004
  • Mario Concari, I tempi felici della misera, ovvero: l'andèva 'mmei quand l'andèva pes. Storia minima di Busseto nel periodo precedente e durante la seconda guerra mondiale, Grafiche Lama, Piacenza 1992
  • Tiziano Marcheselli, Busseto di una volta Gazzetta di Parma.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234327017
Emilia Portale Emilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Emilia