Obertenghi

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Obertenghi
StatoItalia, Svizzera italiana
Titoli
FondatoreOberto I
Data di fondazioneX secolo
Rami cadetticasa d'Este
Marchesi di Massa-Parodi
Marchesi Lupi di Soragna
Marchesi Pallavicino
Marchesi di Massa-Corsica
Marchesi di Gavi
Marchesi Cavalcabò di Cremona
Marchesi Malaspina
Cavallieri Messer Pastorino di Masone [senza fonte]
Famiglia Vicini
Conti di Lavagna
Marchesi Greco?

Obertenga è la dinastia franca che prende avvio da Oberto I (Otbert o Odebertus), marchese di Milano e di Genova, conte di Luni, di Tortona, Genova e Milano e reggente della Marca che nel X secolo da lui prese nome, la Marca Obertenga; un territorio che comprende la Lombardia (con la Svizzera Italiana), l'Emilia con Bologna esclusa (poi si aggiunse anche Ferrara), parte del Piemonte (Novara, Tortona e l'Oltregiogo con Novi Ligure, Ovada e la val Bormida) e parte della Liguria e della Toscana, dal Genovesato fino alla Lunigiana e alla Garfagnana, e poi indirettamente anche la Corsica e parte della Sardegna.

Gli appartenenti alla famiglia avevano il titolo onorifico di Principi di San Colombano.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della famiglia risalgono, secondo le fonti più antiche, a Bonifacio, nobile franco, primo marchese di Toscana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'impero romano, dai bizantini, dai longobardi e dai franchi nel nord Italia vi era la regione Liguria (IX regione romana), che nel IV secolo aveva unito i territori della Liguria (con capitale Genova) con quelli dell'Emilia (Regio VIII Aemilia) con capoluogo Piacenza) e verso la fine dello stesso secolo anche la Transpadana (XI regione romana con capoluogo Milano (Mediolanum), il nome fu mantenuto Liguria, ma la nuova capitale era Milano (diventata anche capitale imperiale sotto Massimiano), con i governatorati di Genova e Piacenza.

Il territorio era vastissimo a e comprendeva l'attuale Liguria (con le Alpi marittime ed il Nizzardo, fino alla Lunigiana ed alla Garfagnana), il Piemonte e la Valle d'Aosta, la Lombardia (con la Svizzera Italiana) e l'Emilia (Bologna esclusa).

Sotto i Bizantini si formò anche la Provincia Maritima Italorum con capitale a Genova, ma il tutto passò dal 641 ai Longobardi prima e successivamente ai Franchi che riunificarono la regione preesistente, senza però modificare l'assetto dato dai romani con la formazione di ducati longobardi o contee franche. Unica effettiva trasformazione fu il trasferimento della capitale a Pavia, rimanendo comunque quella religiosa a Milano, sede dell'arcivescovato.

Dal 614 si formò il Feudo monastico di Bobbio con al centro l'Abbazia di San Colombano, che successivamente diverrà Contea Vescovile avendo avuto il titolo di Città da Enrico II (1014); sotto i monaci di San Colombano grazie alla donazione del re longobardo Agilulfo, con la mediazione della regina Teodolinda e l'esenzione papale; da Bobbio (4 miglia) si espanse nei secoli successivi fino a tutta la val Trebbia (dai pressi di Piacenza fino a Torriglia), l'Oltrepò pavese, la Val Curone, la val Tidone, con Trebecco, Ruino, Romagnese, la val Nure e la val d'Aveto su un unico territorio e da feudi sparsi per tutta l'Italia settentrionale; in Liguria fino nei dintorni di Genova e dall'entroterra fino al mare da Camogli e San Colombano Certenoli ed il porto di Moneglia a tutto il Tigullio, le Cinque Terre da Levanto fino a Portovenere e Lerici e le tre isole (Palmaria, Tino e Tinetto con il monastero di San Venerio), inoltre anche le isole liguri di Bergeggi e Gallinara, fino alla Lunigiana e la Garfagnana, oltre che le isole dell'arcipelago toscano (Elba, Capraia, Montecristo, ecc.) sulla costa di ponente da Albenga a Mentone e al Col di Tenda (zona abbandonata dopo le incursioni saracene); in Gallura; in Piemonte nell'Oltregiogo (Tortona, Novi Ligure, Ovada e la val Bormida), nelle Langhe ed il Monferrato arriva alle porte di Torino e in valle Pellice (Bobbio Pellice), in Emilia ha la zona appenninica dalla val Nure fino a Pontremoli (Via Romea prima e Via Francigena dopo) passando per Bedonia, Bardi, la val di Taro (Borgo Val di Taro), Berceto e la Cisa (Via degli Abati), dalla val Fontanabuona, per la val di Vara al Magra; inoltre ha possedimenti circoscritti a Genova, Piacenza, Mantova, Venezia, Ferrara, Ravenna, Pavia, Pisa, Lucca ed Ascoli Piceno, in Lombardia nel Lodigiano (San Colombano al Lambro), attorno al lago di Como e la Valsassina (Piani di Bobbio), al lago di Garda (da Salò a Bardolino), sui laghi di Mantova, sul Mincio a Comacchio verso Venezia, con una flotta di imbarcazioni che oltre al mare navigava sul Po e sul Ticino da Pavia verso la Svizzera o verso il mare, ed aveva in concessione i trasporti terrestri (dazi e gabelle) e la loro manutenzione sui suoi territori (vie del sale, dell'olio, del vino, del pesce, della carne, del legname e carbone, ecc).

Per la difesa di tutti questi territori, con l'approvazione imperiale e papale, Bobbio si affida a guardie armate comandate dai discendenti degli Obertenghi, in esso i monaci vi avevano costruito numerosissimi monasteri collegati anche a quelli all'estero con strade percorse da monaci e pellegrini; vi erano numerosissimi castelli e fortificazioni sul territorio a protezione anche religiosa, specie dal periodo delle invasioni saracene. Dopo la decadenza del X secolo, a quella successiva dopo la scomunica del Vescovo Guarnerio e alle infeudazioni dal 1164 da parte dell'imperatore Federico Barbarossa dopo l'affievolirsi della protezione imperiale e papale, i feudi passarono buona parte direttamente agli Obertenghi che ampliarono le fortificazioni e castelli con l'appoggio imperiale e successivamente ai loro discendenti di vari rami collaterali.

La Contea di Bobbio si ridusse solo a parte della val Trebbia, dell'Oltrepò, e con i borghi di Trebecco, Ruino, Romagnese e Zavattarello nell'alta Val Tidone in quella che sarà poi il feudo dei Malaspina e dei Dal Verme.

Divisione[modifica | modifica wikitesto]

Marche del Regno d'Italia
Castello obertengo di Arcola
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marca Obertenga.

Nel 950-951 il re Berengario II terminò la riorganizzazione del territorio ligure e del nord d'Italia, iniziata da Ugo di Provenza. Egli nominò tre nuovi margravi per tre nuovi territori:

  • conte Aleramo del Monferrato (Marca Aleramica - Liguria centro-occidentale con Vercelli, il Monferrato, Ceva, Acqui Terme fino alle coste liguri di ponente da Oneglia fino ad Albenga);
  • conte di Torino Arduino il Glabro (Marca Arduinica - Torino e Ivrea fino alle Alpi Marittime e sulle coste liguri dal Nizzardo e da Ventimiglia a Sanremo);
  • marchese Oberto I (il grande) marchese di Milano e di Genova e conte di Luni (la Marca Obertenga, detta poi Marca Januensis - Liguria orientale).

Quest'ultimo era stato nominato marchese di Milano e di Genova già prima del 951, con autorità sui Comitati di Milano, di Genova, Tortona e Luni prima appartenenti alla Marca di Tuscia (governati direttamente) e su quelli di Bobbio (feudo monastico), Pavia, Piacenza, Cremona, Parma, e territori nei comitati di Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Padova, fra cui Monselice e Montagnana, Lucca, fra cui Piazza al Serchio (o Serraplana) Pisa, Volterra, Arezzo, Sorano (o Suprano di Grosseto) ed altri nella Marca di Tuscia, Alba, Acqui Terme, Gavello e Adria (Rovigo); Ascoli Piceno (si aggiunse in un secondo tempo), poi feudi minori (governati da vescovi od abati od altri feudatari).

Gli eredi di Oberto I: Adalberto I e Oberto II [(Oberto Obizzo) morto nel 972] mantennero in consorzio la carica Marchionale con l'appoggio imperiale da Ottone I ad Arduino e Corrado II. Dai due figli di Oberto I discesero le due linee principali del casato obertengo, la linea "Adalbertina" e la linea "Obertina".

Frazionamenti feudali e rami famigliari[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ai numerosi figli di Oberto II di Adalberto I e di Tedisio I, la stirpe si divise dando origine, fra gli altri, ai Marchesi di Massa-Parodi, detta poi di "Massa-Corsica" acquisendo la Corsica, ai Marchesi Lupi di Soragna, ai Marchesi Pallavicino, ai Marchesi da Cortona, ai Signori Cortinchi conti della Castagniccia, ai Marchesi di Gavi, ai Marchesi Cavalcabò di Cremona, ai Marchesi Malaspina, alla casa d'Este e quindi alla casa di Braunschweig Luneburg Hannover, che ha dato al Regno Unito come ultimo sovrano di questa famiglia la Regina Vittoria (e quindi agli attuali Windsor), ai Conti di Lavagna e, forse, ai Marchesi Greco.

Genealogia essenziale[modifica | modifica wikitesto]

  1. Adalberto il Margravio, † 951?, visconte fino al 940, poi marchese reggente la Marca di Milano; ∞ NN[1]
    1. Oberto I, † prima del 15 ottobre 975, conte palatino, margravio di Milano, margravio di Genova, conte di Luni, Genova, Tortona e Bobbio; ∞ Guilla di Bonifazio, marchese di Spoleto
      1. Oberto II, † dopo 1014/1021, conte palatino, margravio di Milano, conte di Luni, Genova e Tortona; ∞ I NN; ∞ II Railenda, figlia del conte Riprando
        1. Ugo, † dopo 26 gennaio 1037, margravio di Milano, conte di Luni, Genova e Tortona; ∞ Gisella di Bergamo, figlia del conte Gisalberto II
        2. Alberto Azzo I, * 970, † prima del 1018 del castello di Giebichenstein, margravio di Milano; ∞ Adele
          1. Adele; ∞ Aledramo II, margravio di Saluzzo, † prima del 1055
          2. Alberto Azzo II, * 997, † 1096/97, margravio di Milano; ∞ I Cunegonda di Altdorf, figlia del conte Guelfo II (Welfen); ∞ Gersenda del Maine, figlia del conte Eriberto I (Ugonidi); ∞ III Matilde, sorella di Guglielmo, vescovo di Pavia (Aleramici); → Discendenti del ramo principale degli Estensi
        3. Oberto Obizzo I
          1. Alberto I
            1. Oberto Obizzo II
              1. Alberto II, capostipite dei Malaspina
        4. Berta, † 29 dicembre 1037; ∞ I Arduino d'Ivrea, Re d'Italia, † 1015; ∞ II Olderico Manfredi II margravio di Torino, † 1034/35 (Arduinici;
        5. Adalberto IV, † 1034; ∞ Adelaida, figlia del conte Boso
          1. Adalberto V
        6. Anselmo, † 1047
      2. Adalberto I, c.925, † prima del marzo 1002, conte; ∞ Adelaide[2] di Bosone I dei conti di Sabbioneta - progenitore della casate Massa-Carrara (Cybo-Malaspina), Parodi e Pallavicino
        1. Oberto III, † 996
          1. Adalberto II Pallavicino, * 980 circa – † 1034 circa[3]
          2. Ugo
        2. Adalberto VI
        3. Berta; ∞ Lanfranco, conte di Piacenza
        4. Gisella (forse figlia di Adalberto III); ∞ margravio Anselmo I del Monferrato (Aleramici)
      3. Adalberto III, † 1002/11, conte; ∞ NN
        1. Gisella (forse figlia di Adalberto II); ∞ margravio Anselmo I del Monferrato (Aleramici)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Litta, 1832
  2. ^ A. Conti, Gli ascendenti dei Casaloldo. I conti di Sabbioneta e gli ultimi conti di Parma tra il Garda e il Po (secc. XI-XIII), in M. Vignoli, Casaloldo e la battaglia del 10 maggio 1509, Mantova, 2009
  3. ^ Litta, 1838

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Nobili Alcune considerazioni circa l'estensione, la distribuzione territoriale e il significato del patrimonio degli Obertenghi (metà secolo X-inizio secolo XII), in Formazione e strutture dei ceti dominanti nel medioevo: marchesi, conti e visconti nel Regno Italico (secc. IX-XII), Roma, 1988
  • Mario Nobili Il patrimonio degli Obertenghi. Gli Obertenghi e altri saggi, Fond.Centro it. st. Alto Medievo, Spoleto 2006, pp. 602 - ISBN 88-7988-248-1
  • Mario Nobili Le signorie territoriali degli Obertenghi in Lunigiana, in La signoria rurale nel medioevo italiano, a cura di Amleto Spicciani e Cinzio Violante, Edizioni ETS,Pisa, 1997, pp. 19–37
  • A. Pallavicino Politica, alleanze matrimoniali e genealogia dei primi marchesi Obertenghi nei secoli X e XI, Quaderni obertenghi, n.1, Roma 2005, pag 12
  • Roberto Ricci La marca della Liguria Orientale e gli Obertenghi (945-1056), CISAM, Spoleto, 2007
  • C. Desimoni Sulle marche d'Italia e sulla loro divisione in marchesati, 2ª ediz., in Atti della Soc. ligure di storia patria, XXVIII, Genova 1896, p. 108 segg.
  • Eleonora Destefanis, Paola Guglielmotti La diocesi di Bobbio. Formazione e sviluppi di un’istituzione millenaria, Editrice Reti Medievali, Firenze 2015
  • L. A. Muratori Delle antichità estensi ed italiane, voll. 1 e 2 con tabelle genealogiche, Modena, 1717-1749
  • L. A. Muratori Delle antichità estensi, Napoli 1776
  • H. Bresslau Jahrbücher d. deutschen Reichs unter Konrad II, I, Lipsia 1879 (Excurs, IV, parte 3a: Das Haus der Obertiner oder Estenser, pp. 414-30)
  • E. Hlawitschka Franken, Alemannen, Bayern und Burgunder in Oberitalien (774-962). Zum Verständnis der fränkischen Königsherrschaft in Italien, Freiburg im Breisgau, 1960, pp. 244-245
  • F. Bougard Entre Gandolfinigi et Obertenghi: les comtes de Plaisance aux Xe et XIe siècles, in «Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Ége, Temps modernes», 101 (1989), pp. 11-66
  • S. Pivano Stato e Chiesa da Berengario I ad Arduino, Torino 1908, pagine 139-145
  • F. Gabotto Da Berengario I ad Arduino, in Arch. stor. ital.,s. 5, XLII (1908), p. 320
  • F. Gabotto I marchesi Obertenghi, in Giorn. stor. della Lunigiana, IX (1918), pp. 9, 10-14
  • F. Gabotto I marchesi obertenghi (conti di Tortona) fino alla pace di Luni (945-1124), in Per la storia di Tortona nell'età del Comune, «Biblioteca della Società storica subalpina», XCVI (1922-1925), pp. 149-190
  • U. Formentini Marca Januensis, Pontremoli 1926
  • U. Formentini Genova nel basso impero e nell'alto Medioevo, Milano 1941, pp. 218 ss.
  • C. Violante Quelques caractéristiques des structures familiales en Lombardie, Emilie et Toscane au XIe et XIIe siècles, in Famille et parenté dans l'Occident médiéval, Roma, 1977
  • C. Violante Le strutture familiari, parentali e consortili delle aristocrazie in Toscana durante i secoli X-XII, in I ceti dirigenti in Toscana nell'età precomunale, Pisa, 1981, p.55
  • Pompeo Litta, D'Este, in Famiglie celebri italiane, 1832.
  • Pompeo Litta, Pallavicino, in Famiglie celebri italiane, 1838.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]