Arcola

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Arcola
comune
Arcola – Stemma Arcola – Bandiera
Arcola – Veduta
Panorama dalla frazione di Baccano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia della Spezia-Stemma.svg La Spezia
Amministrazione
SindacoMonica Paganini (lista civica di centro-sinistra "Uniti per Arcola") dal 27-5-2019
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°06′52.39″N 9°54′21.11″E / 44.114553°N 9.905864°E44.114553; 9.905864 (Arcola)Coordinate: 44°06′52.39″N 9°54′21.11″E / 44.114553°N 9.905864°E44.114553; 9.905864 (Arcola)
Altitudine86 m s.l.m.
Superficie16,54 km²
Abitanti10 298[1] (31-8-2020)
Densità622,61 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiLa Spezia, Lerici, Sarzana, Vezzano Ligure
Altre informazioni
Cod. postale19021
Prefisso0187
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT011002
Cod. catastaleA373
TargaSP
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 604 GG[3]
Nome abitantiarcolani
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arcola
Arcola
Arcola – Mappa
Posizione del comune di Arcola nella provincia della Spezia
Sito istituzionale

Àrcola (Arcoa in ligure e nella variante locale[4]) è un comune italiano di 10 298 abitanti[1] della provincia della Spezia in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è situato a cavallo della zona lievemente collinare che separa il golfo della Spezia dalla piana del fiume Magra. È uno degli otto comuni della val di Magra, ma storicamente fa parte della Lunigiana. Su parte del territorio arcolano insiste il Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Molte sono le ipotesi sull'etimologia del nome Arcola e sul suo significato nel corso dei secoli.

Alcuni storici sostengono che il nome derivi dagli Erculei, nobile famiglia romana stabilitasi in questa zona, mentre altre fonti lo collegano addirittura ad Ercole quale fondatore del luogo.

L'ipotesi più probabile è che derivi piuttosto da Arx ("rocca") o da Arcula ("piccola rocca"); altre ipotesi più recenti mettono in relazione Arcoa con il termine dialettale incò ("in capo a") o con alcò ("promontorio").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Percorso storico[modifica | modifica wikitesto]

La pentagonale torre obertenga

È verso la foce del fiume Magra che si ebbero le maggiori trasformazioni del paesaggio: nel bacino, oggi interrato, al tempo dei Liguri facevano scalo navi greche, etrusche e infine quelle romane.

Arcola era un antico deposito di passaggio nell'avanzata di Roma contro le popolazioni Liguri negli anni 639-516 a.C. e la sua storia può essere ricondotta alle vicende che hanno interessato la Lunigiana e la val di Magra.

Il paese sorse, con Ameglia e Castelnuovo Magra, per la necessità di fuggire alla malaria diffusa nel territorio lunigianese. Nell'Alto Medioevo fu saccheggiato dai Normanni e assalito ripetutamente dai saraceni, anche se non esistono documenti specifici che attestino di queste notizie.

Vi operarono i monaci di san Colombano che dipendevano dall'abbazia di Brugnato.

Nell'XI secolo fu un'importante centro feudale degli Obertenghi[5], che sulla sommità del colle costruirono un locale castello.

Nel 1077 Arcola fu compresa nei feudi confermati da Enrico IV al marchese Folco d'Este[6].

La proprietà del luogo venne poi infeudata ai conti di Vezzano e, in seguito, al potere dei vescovi di Luni.

Nel corso del XIII secolo Arcola si trovò al centro di vari tentativi di dominio della famiglia Malaspina. Nel 1245 gli abitanti si ribellarono alla cattiva amministrazione del marchese Moroello e Sarzana ne approfittò per acquistare il borgo con il castello, le sue terre fino alla costa di San Bartolomeo e Pitelli.

Nel 1278 venne definitivamente in possesso della Repubblica di Genova.

Nei secoli successivi il paese e il castello verranno conquistati, nel 1320, da Castruccio Castracani, signore di Lucca, e, nel 1430, da Filippo Maria Visconti, duca di Milano, con l'invio del condottiero e capitano perugino Nicolò Piccinino. Riconquistato nel 1494 dalla repubblica genovese, il castello-palazzo fu la sede della Podesteria di Arcola e Vezzano.

Le attività agricole del XV secolo erano già alquanto sviluppate, nonostante i frequenti fenomeni alluvionali: si coltivavano legumi, cereali, uva, frutta, ortaggi e foraggio. In seguito verrà introdotta anche la coltivazione del granturco mentre nel XIX secolo si comincerà a coltivarvi la patata, la barbabietola da zucchero, la canapa, il lino ed il gelso.

Nel XVII secolo, vennero realizzate le prime opere di arginatura del fiume Magra, mentre nel XVIII secolo furono costruiti i primi mulini, nel 1736, grazie all'opera di Matteo Vinzoni.

Con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte Arcola rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo di Venere, con capoluogo La Spezia, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 Arcola rientrò nel IV cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Golfo di Venere. Nel 1799 in questa zona fu combattuta una battaglia tra le truppe franco-genovesi e quelle austro-russe; nel corso del bombardamento vengono colpiti e danneggiati sia il castello che la torre obertenga.

Dal 1803 fu centro principale del III cantone del Golfo di Venere nella Giurisdizione del Golfo di Venere e, annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 entrò nella provincia di Levante del Regno di Sardegna e quindi nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio era compreso nel III mandamento di Vezzano del circondario di Levante che faceva parte prima della provincia di Genova e poi della provincia della Spezia con la sua istituzione nel 1923. Nel 1870 il comune di Trebiano fu soppresso e aggregato ad Arcola come frazione.

Il castello, restaurato nel 1884, divenne in seguito sede del municipio di Arcola.

Nel 1928, allo scopo di ingrandire il capoluogo spezzino e di dividere gli antifascisti arcolani da quelli di Pitelli, all'epoca la frazione più grande del comune, i borghi di Pitelli, Muggiano, Fossamastra, San Bartolomeo, Ruffino e Pagliari confluirono nel territorio comunale della Spezia e il comune arcolano fu privato del suo storico sbocco sul mar Ligure e sul golfo della Spezia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Arcola-Stemma.png
Arcola-Gonfalone.png

«D'azzurro, caricato di un "arco" in pietre d'argento fondato su una pianura dello stesso, nel cantone destro del capo un crescente di luna d'oro accompagnato da una stella dello stesso ad otto punte. Lo scudo è timbrato da una corona d'oro del rango di conte»

(Descrizione araldica dello stemma[7])

«Drappo di bianco...»

(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma comunale è stato adottato e scelto dall'amministrazione comunale il 29 maggio del 1880[7]. La raffigurazione della luna e della stella simboleggiano l'antico legame arcolano con la storica città romana di Luni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario di Nostra Signora degli Angeli nel capoluogo. Edificato nel luogo in cui sarebbe avvenuta una miracolosa apparizione della Vergine il 21 maggio 1556. Nel 1558 venne costruita l'attuale cappella sotterranea. Una chiesa sovrastante fu edificata sullo scorcio del secolo, mentre l'attuale tempio è opera della seconda metà del XVIII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Nicolò nel capoluogo. Citata in un atto del 1132. Venne ingrandita nel 1628 e ultimata nel 1673. La struttura è divisa in tre navate con sei colonne marmoree di ordine tuscanico. All'interno della chiesa è ospitata una tavola in marmo ad alto e bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino Gesù tra i santi Margherita d'Antiochia e Nicolò. Il campanile venne messo in opera nel 1658.
  • Chiesa parrocchiale di San Rocco nel capoluogo.
  • Pieve parrocchiale dei Santi Stefano e Margherita nella frazione di Baccano. La pieve è ricordata nella bolla pontificia di papa Eugenio III del 1149. Fu trasformata in stile gotico con abside quadrata, fiancheggiata da analoghe cappelle con ampi archi acuti a tre navate. All'interno è conservato un trittico in marmo del XIV secolo raffigurante la Beata Vergine e i Santi Pietro e Giovanni Battista; all'esterno la pieve custodisce una fontana fatta costruire dal vescovo di Luni Giovanni Battista Salvago nel 1626. Peculiare la scritta che sovrasta il portone d'entrata della chiesa: Terribilis est locus iste.
  • Oratorio dell'Annunciazione nella frazione di Baccano. L'edificio è situato all'interno di Villa Picedi Benettini e fu voluto da Camillo dei Conti Picedi nella prima metà del XVII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Anna nella frazione di Cerri. Al suo interno sono conservate tre quadri databili al XVII e XIX secolo della scuola pittorica genovese.
  • Oratorio di Nostra Signora della Neve nella frazione di Monti. Eretto nella seconda metà del XVI secolo.
  • Chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione nella frazione di Romito Magra.
  • Pieve parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Trebiano. La pieve è indicata già nella bolla pontificia di Eugenio III del 1149. La chiesa fu costruita nel XVI secolo su una struttura precedente. È di stile romanico, ha tre navate sostenute da otto colonne di marmo rosso locale. Ai lati vi sono quattro altari intitolati a santa Caterina, san Bernardo, san Rocco e alla Natività. All'interno della chiesa si trova un'ara romana proveniente da Luni e impiegata come pila dell'acqua benedetta, un crocefisso a tempera su legno risalente al 1456, una pala d'altare in marmo della prima metà del XVI secolo e una Via Crucis del Settecento.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Ex ospedale della Casalina, risalente alla fine del XV secolo, e oggi convertito a mobilificio conservandone, tuttavia, le parti quattrocentesche delle arcate e decori.
  • Villa "il Chioso" dei conti Picedi Benettini nella frazione di Baccano. Consiste di un palazzo centrale circondato da un largo parco cinto da mura, sistemato definitivamente nel 1910, e da alcuni edifici di complemento, tra cui il piccolo oratorio dell'Annunciazione del XVII secolo. La sua costruzione, di datazione incerta ma individuata attorno alla metà del XVIII secolo, è opera della famiglia comitale dei Picedi Benettini, i cui discendenti sono gli attuali proprietari. La consultazione dei documenti catastali del 1557 conferma la presenza di precedenti costruzioni rurali nel luogo. Il palazzo principale ospita le cantine dell'omonima fattoria e un antico frantoio.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello degli Obertenghi
oggi sede del Municipio.
  • Castello di Arcola. Situato sovrastante il paese, con vista strategica sulla piana di Sarzana e la foce del fiume Magra, la costruzione del castello risale agli inizi del XII secolo ad opera degli Obertenghi. Nel corso del XIII secolo subì numerosi e gravosi assedi, tra cui l'assalto della Repubblica di Genova nel 1278 per la conquista del feudo; dell'assedio genovese rimarrà intatta solo la vicina torre. Ricostruito ex novo e convertito in palazzo feudale fu nel 1320 assediato dal Signore di Lucca Castruccio Castracani; nel 1436 ritornò in possesso della repubblica genovese. L'odierno palazzo, oggi sede del municipio, fu costruito sul sito dell'antico castello obertengo nel 1885.
  • Torre pentagonale obertenga. Eretta in prossimità del Castello, la torre è l'unica testimonianza coeva dell'antico castello eretto dagli Obertenghi nel X secolo. Alta sedici metri è a pianta pentagonale ed è munita, alla sommità, di merli e di piccole finestrelle sui lati. Tra la torre e il piazzale del municipio in un'aiuola è collocata un'antica vasca marmorea per la misurazione del volume di mezzo barile di vino. Secondo la datazione incisa nel marmo l'unità di misura utilizzata era quella in uso a Genova nel 1601.
  • Castello di Trebiano. Citato per la prima volta nel diploma del 963 dell'imperatore Ottone I, fu costruito dai vescovi di Luni che lo utilizzarono come roccaforte sul colle. Nel 1039, così come l'intero feudo, divenne dominio dei Signori di Trebiano, vicini alla diocesi lunense. Nonostante l'imponente mole della struttura suggerisca per il castello una posizione per la difesa del paese, fu scelto dai vescovi come semplice residenza feudale.
  • Forte di Canarbino. Al confine amministrativo tra Arcola e Lerici, sulla sommità del crinale che domina l'abitato di Pitelli, si trova la località di Canarbino, sede di un forte militare del XIX secolo che fa parte del Sistema fortificato del Golfo della Spezia. L'edificio conserva ancora intatta tutta la sua struttura originaria, compresi i fossati e le mura di cinta e viene oggi utilizzato come poligono di tiro.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2019, i cittadini stranieri residenti ad Arcola sono 811[9], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[10]:

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 settembre 2007 il Comune di Arcola ha ottenuto la certificazione di conformità alla norma ISO 14001 per pianificazione, gestione e controllo del territorio comunale, servizi e infrastrutture di competenza[11].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Arcola visto dalla località di Masignano
La frazione di Trebiano con l'omonimo castello
Telemaco Signorini
Veduta di Arcola, (1884-88)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Con il patrocinio dell'amministrazione civica è attiva sul territorio comunale la compagnia teatrale "Actor in Progress", che partecipa all'organizzazione di eventi pubblici di spettacolo, consulenza artistica per eventi teatrali e formazione teatrale per adulti e per ragazzi. La compagnia è impegnata in una tournée nazionale con lo spettacolo "Emozioni Differite". La scuola di formazione teatrale, da cui origina la compagnia stessa, ha avuto nel 2009 il riconoscimento[12] del Ministero per i beni e le attività culturali.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Molto sentita è la cucina tradizionale, un misto di sapori e tradizioni dovuto al posizionamento del comune all'interno della Lunigiana storica, al confine tra Liguria, Toscana ed Emilia.

Tra i piatti meglio interpretati figurano lo stoccafisso e il baccalà, la focaccia, le minestre di cereali, di legumi o di verdure, le frittate. Da ricordare inoltre i ravioli ripieni di verdura o carne e la locale versione della cima alla genovese.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è costituito, oltre al capoluogo, da undici frazioni: Baccano, Battifollo, Cerri, Fresonara, Monti, Piano di Arcola, Ponte di Arcola, Ressora, Romito Magra, Termo-Pianazze e Trebiano per un totale di 16,54 km2[13].

Confina a nord con il comune di Vezzano Ligure, a sud con Lerici, ad ovest con La Spezia e ad est con Sarzana.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del comune si basa, oltre che sul turismo, sull'attività agricola ed in particolare sulla coltivazione degli ortaggi e dei legumi, la raccolta e lavorazione dell'olio e la produzione di vini. Vi è inoltre la presenza di medie industrie metalmeccaniche, petrolchimiche e sulla lavorazione della carta.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Arcola è attraversato principalmente dalla strada provinciale 19 che gli permette il collegamento stradale con la strada statale 1 Via Aurelia.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

In località Ponte di Arcola è ubicata la fermata ferroviaria di Arcola, sulla linea Genova-Pisa, ed è servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito dei contratti di servizio stipulati con la Regione Liguria e con la Regione Toscana, questi ultimi denominati anche "Memorario".

Una seconda fermata, attualmente dismessa, era presente in località Romito.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dai comuni di La Spezia e Lerici un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATC garantisce quotidiani collegamenti bus con Arcola e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1963 Flavio Maggiani Partito Comunista Italiano Sindaco
1963 1977 Ezio Bassano Partito Comunista Italiano Sindaco
1977 26 luglio 1985 Stefano Sgorbini Partito Comunista Italiano Sindaco
26 luglio 1985 20 luglio 1990 Stefano Sgorbini Partito Comunista Italiano Sindaco
20 luglio 1990 5 novembre 1993 Stefano Sgorbini Partito Democratico della Sinistra Sindaco [14]
21 dicembre 1993 24 aprile 1995 Gino Nardi Partito Democratico della Sinistra Sindaco
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gino Nardi lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gino Nardi lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Livio Giorgi lista civica di centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Livio Giorgi lista civica di centro-sinistra Sindaco
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Emiliana Orlandi Emiliana Orlandi sindaco
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco
27 maggio 2019 in carica Monica Paganini Uniti per Arcola
(lista civica di centro-sinistra)
Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2020 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dal sito del Comune di Arcola-sezione Storia
  6. ^ U.Mazzini, Storia del golfo di Spezia, Accademia Lunense, La Spezia, 1981.
  7. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2019, su demo.istat.it. URL consultato l'8 aprile 2021.
  10. ^ Dati superiori alle 20 unità
  11. ^ Fonte dal sito del Comune di Arcola[collegamento interrotto]
  12. ^ Fonte dal sito ufficiale della Compagnia teatrale
  13. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  14. ^ Si dimette dalla carica amministrativa

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilia Petacco, Franco Bonatti, Elisabetta Coruzzi, Arcola, storia e istituzioni, Edizioni Giacché, La Spezia 2001, ISBN 88-86999-48-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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