Oberto I (nobile)

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Oberto I (94515 ottobre 975) fu conte Palatino e di Luni, marchese di Milano e della Liguria. Viene considerato il più antico membro della casata degli Obertenghi, principe del Sacro Romano Impero.

È il capostipite delle nobili famiglie italiane Cavalcabò, Este, Malaspina e Pallavicino.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Già conte per un placito nel regio palazzo di Pavia del 13 aprile 945[2], ottenne i titoli di margravio e marchese di Milano e di Genova dal 951 e di Conte Palatino (conte del sacro palazzo) dal 953, divenendo il massimo ufficiale regio, con responsabilità che si estendevano all'intero territorio del regno[3]. Il padre di Oberto fu Adalberto il Margravio, visconte nel 940, "marchese d'Italia" e reggente la Marca di Milano, del quale nient'altro è stato tramandato al di là del nome e del titolo.

Poco dopo aver assunto il titolo di Re d'Italia, Berengario di Ivrea riorganizzò i suoi territori a sud del Po, dividendoli in tre nuove marche (distretti di frontiera) che presero il nome dai rispettivi marchesi:

La "Marca Obertenga" consisteva nel territorio della Liguria orientale ed era chiamata anche marca Januensis o per l'appunto della Liguria orientale, avendo avuto come prima ed antica capitale Genova, ed assommava i territori della Marca di Milano e della Marca di Genova. Era formata dalla Liguria orientale e la Lunigiana, sull'intera Lombardia, l'Emilia, una parte della Svizzera, del Piemonte e della Toscana con i comitati delle città di Genova, Milano, Luni, Tortona, con diritti su Bobbio (feudo monastico), Pavia (parte del territorio tranne la pertinenza imperiale e reale), Piacenza, Cremona, Parma e territori nei comitati di Padova, fra cui Monselice, Ferrara, Gavello (Rovigo) e nella Marca di Tuscia.

Nel 960 si recò in Germania dal re Ottone I di Germania assieme ad una delegazione per favorire la sua discesa in Italia per prendere il possesso del regno. L'anno successivo, papa Giovanni XII chiese a Ottone di intervenire in Italia per proteggerlo da Berengario. Quando Ottone prese possesso dell'Italia, Oberto riuscì a ritornare nelle sue terre, con il titolo di Conte Palatino confermato dal re, venendo riccamente ricompensato con la concessione di terre tratte dal vasto patrimonio del feudo monastico dell’abbazia di Bobbio[4]. Da tale data quindi attorno al ricco patrimonio della potente ed invidiata Abbazia di San Colombano di Bobbio si era attivato un duplice processo di ridistribuzione che per la prima volta vedeva gli Ottoni far valere i propri diritti su parte delle terre del monastero, già feudo imperiale, concedendo benefici a Oberto, che a sua volta concedeva di volta in volta benefici ai suoi vassalli[5].

Gli succedettero al titolo i figli Adalberto I e Oberto II. Il nipote Alberto Azzo I fu il padre di Alberto Azzo II d'Este, che fondò la Casa d'Este; questo fatto fa di Oberto il capostipite della casa d'Este così come dei suoi rami, il Casato di Welfen e di Hannover.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Oberto sposò Guilla di Bonifazio, marchese di Spoleto ed ebbero sei figli:[6]

  • Adalberto I (c.925–1002)
  • Oberto II (?-1014), suo successore
  • Adalberto o Alberto di Parodi (?-c.1024), conte
  • Anselmo degli Obertenghi
  • Guglielmo Marchese da Cortona
  • Berta, sposa di Oberto di Parma
  • Oberto Obizzo (?-972)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Maria Goldoni: Atlante estense, p.28.
  2. ^ C. Manaresi I Placiti del “Regnum Italiae“, I, p. 551, Roma 1955-60
  3. ^ L. Schiaparelli I diplomi di Ugo e di Lotario, di Berengario II e di Adalberto, Roma 1924, pp. 294, 311
  4. ^ C. Manaresi I Placiti del “Regnum Italiae“, II, p. 123, Roma 1955-60
  5. ^ A. Castagnetti - M. Luzzati - G. Pasquali - A. Vasina Inventari altomedievali di terre, coloni e redditi, Roma 1979, p. 181
  6. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. D'Este, Torino, 1835.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Maria Goldoni, Atlante estense - Mille anni nella storia d'Europa - Gli Estensi a Ferrara, Modena, Reggio, Garfagnana e Massa Carrara, Modena, Edizioni Artestampa, 2011, ISBN 978-88-6462-005-3.
  • T. Sickel Conradi I, Heinrici I et Ottonis I Diplomata, in Monumenta Germaniae Historica, Diplomata regum et imperatorum Germaniae, I, Hannover 1879-84
  • F. Kurze Reginonis abbatis Prumiensis Chronicon cum continuatione, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum germanicarum, L, Hannover 1890
  • M. Nobili Gli Obertenghi e altri saggi, Spoleto 2006
  • C. Cipolla Codice diplomatico di S. Colombano di Bobbio fino all’anno MCCVIII, in Fonti per la Storia d’Italia, 52-54, Roma 1918
  • A. Piazza Monastero e vescovado di Bobbio (dalla fine del X agli inizi del XIII secolo), Spoleto 1997
  • P. Cammarosano Nobili e re. L’Italia politica dell’alto medioevo, Roma-Bari 1998
  • L. Schiaparelli I diplomi di Ugo e di Lotario, di Berengario II e di Adalberto, Roma 1924
  • C. Manaresi I Placiti del “Regnum Italiae“, I-II, Roma 1955-60
  • A. Castagnetti - M. Luzzati - G. Pasquali - A. Vasina Inventari altomedievali di terre, coloni e redditi, Roma 1979
  • P. Chiesa Liudprandi Cremonensis Antapodosis - Homelia Paschalis, Historia Ottonis, Relatio de legatione Constantinopolitana, Turnhoult 1998 (Studi: E. Hlawitschka, Franken, Alamannen, Bayern und Burgunder in Oberitalien (774-962). Zum Verständnis der Fränkischen Königsherrschaft in Italien, Freiburg im Breisgau 1960)
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. D'Este, Torino, 1835. ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]