Malaspina

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Malaspina

Arme Malaspina spino secco.jpg Arme Malaspina spino fiorito.jpg

Stato
Casata di derivazione Obertenghi
Titoli Cross pattee.png Marchesi della Lunigiana
Cross pattee.png Marchesi di Massa e principi di Carrara
Cross pattee.png Principi di Massa e marchesi di Carrara
Fondatore Oberto I
Etnia Italiana
Rami cadetti
« La fama che la vostra casa onora,
grida i segnori e grida la contrada,
sì che ne sa chi non vi fu ancora;

e io vi giuro, s’io di sopra vada,
che vostra gente onrata non si sfregia
del pregio de la borsa e de la spada. »
(Divina Commedia, Purg., VIII, vv. 124-129)

I Malaspina sono stati una nobile famiglia italiana di origine longobarda, discendente dal ceppo obertengo dei marchesi di Toscana, che resse, a cominciare dal XIII-XIV secolo, i molti feudi della Lunigiana e, dal XIV secolo, il marchesato di Massa e signoria di Carrara, poi principato di Massa e marchesato di Carrara.[3]
Gli stemmi della casata erano così illustrati:[4]

« Troncato di verde oro e rosso, allo spino secco, di nero, con il capo del secondo, caricato di un'aquila bicipite coronata, di nero. (Spino Secco) »
« Troncato di rosso e oro, allo spino di verde fiorito d'argento, con il capo del secondo, caricato di un'aquila bicipite al naturale coronata di oro. (Spino Fiorito) »

Il motto era il seguente:

« SUM MALA SPINA MALIS, SUM BONA SPINA BONIS. »
« (it: Sono una spina pungente per i cattivi, e una spina che non punge per i buoni.) »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il capostipite fu Oberto I, nominato conte di Luni nel 945, marchese della Marca di Genova dal re d'Italia Berengario II nel 951 ed, infine, Conte palatino nel 953.[5] Ebbe due figli, Oberto II, che ereditò dal padre il titolo di conte di Luni, e Adalberto I, la cui discendenza darà vita alle famiglie dei Pallavicino e dei Cavalcabò.[5] Questa fu la prole di Oberto II: Berta, moglie di Arduino re d'Italia; Ugo, conte di Milano; Alberto Azzo I, conte di Luni, la cui posterità darà vita agli Este di Brunswick e di Hannover; ed infine Oberto Obizzo I, progenitore della prosapia dei Malaspina.[5]

Nel 1004 Oberto Obizzo I, combatté insieme al cognato re Arduino contro i Vescovi-Conti di Luni: fu solo il primo conflitto che la famiglia ebbe con i governanti della cittadina di fondazione romana. Figlio di Oberto Obizzo I fu Alberto I.[5]

Figlio di Alberto I fu Oberto Obizzo II (?-1090), padre di Alberto II (?-1140), il primo a farsi chiamare Malaspina (e per questo a volte considerato il vero capostipite della famiglia).[5]

Sulle origini del cognome ci sono varie teorie: alcuni le fanno risalire addirittura ai tempi di Anco Marzio (come illustrano i dipinti nelle sale del castello di Fosdinovo), alcuni pensano ad un episodio leggendario di uccisione di un nemico, il re merovingioTeodeberto I, nel 548 circa, vicenda raccontata su cinque formelle in arenaria sul portale d'ingresso del palazzo Malaspina di Godiasco,[6] tramite una grossa spina; altri ancora le collegano alla probabile disdicevole condotta da parte di Alberto o qualche suo parente.[7]

Alberto Malaspina ampliò i possedimenti di famiglia dagli Appennini a ridosso della Lunigiana ed entrando in antagonismo con Genova ed i vescovi di Luni.

Nel 1124, nel trattato di pace di Lucca, si fa riferimento a divisioni di beni che coinvolsero i discendenti di Oberto che, nel tempo, daranno vita a diverse e celebri famiglie nobili europee: Brunswick, Estensi, Pallavicino, dei marchesi di Massa, Sardegna e Corsica e dei Malaspina propriamente detti.[5]

Il figlio di Alberto, il marchese Obizzo I Malaspina (?-1185), combatté dapprima contro Federico Barbarossa a supporto dei comuni ribelli, ma poi, quando l'imperatore prese il sopravvento, lo sostenne e appoggiò nella battaglia contro Milano (1157). Questi lo ricompensò investendolo dei domini di Liguria, Lunigiana, Lombardia ed Emilia. Nel 1176, però, Obizzo, dopo aver scortato il Barbarossa a Pavia, si alleò a sorpresa con la Lega Lombarda e attaccò il sovrano. Anche per questo doppio gioco, il Federico fu sconfitto nella battaglia di Legnano. Nella pace di Costanza, Obizzo fu comunque perdonato da Federico, che gli confermò i suoi possedimenti. I due ultimi eventi (la battaglia di Legnano e la pace di Costanza) sono rappresentati nei dipinti conservati nel salone del castello di Fosdinovo, realizzati da Gaetano Bianchi alla fine dell'Ottocento.[8]

Obizzo I ebbe due figli: Obizzo II Malaspina (noto anche come Obizzone) e Moroello I Malaspina.[5] I discendenti del primo figlio verranno chiamati Malaspina dello Spino Secco, quelli del secondo saranno denominati Malaspina dello Spino Fiorito (1221).[5]

Figlio di Obizzone fu Corrado I Malaspina (che Dante chiamò "l'antico"), il primo vero esponente dei Malaspina dello Spino Secco, che ottenne tutti i possedimenti alla destra del Magra più il territorio di Villafranca, che si trovava sulla sinistra del fiume. Da lui discesero: Manfredi, Moroello di Mulazzo, Federico di Villafranca e Alberto.[5] Da Manfredi nacque Moroello "Vapor di Valdimagra", amico di Dante Alighieri; da Moroello di Mulazzo, nacque Franceschino Malaspina, che prese parte alle guerre tra guelfi e ghibellini e ospitò più volte il Sommo Poeta durante il suo esilio in Lunigiana, nominandolo suo procuratore e degli altri Malaspina (compresi alcuni dell'altro ramo) nelle trattative di pace con il vescovo di Luni Antonio da Camilla, che porteranno alla pace di Castelnuovo (1306); Federico di Villafranca fu il genitore di Obizzino e del celebre Corrado Malaspina il Giovane, a cui Dante si rivolse nell'VIII Canto del Purgatorio per riconoscenza nei confronti della sua famiglia.[5]

Discendente di Moroello I Malaspina fu invece Guglielmo, il cui figlio fu Obizzino, il vero capostipite dei Malaspina dello Spino Fiorito che ricevette tutti i territori alla sinistra del Magra.[5] Sposato con Caterina Cattaneo, ebbe tre eredi: Bernabò, Isnardo e Alberto. Isnardo sposò Cubina d'Este che diede alla luce Gabriele I e Azzolino, che, a sua volta, generò tre figli; Spinetta Malaspina, detto Il Grande, che acquistò nel 1340 il feudo di Fosdinovo senza lasciare prole legittima; Isnardo; infine, Azzolino, i cui successori assumeranno il titolo di marchesi di Fosdinovo (1355).[5]

La spartizione delle terre tra gli eredi di numero sempre crescente portò ad un frazionamento dei domini in feudi sempre più piccoli.

I Malaspina appoggiarono ora i ghibellini ora i guelfi. Come appartenente alla fazione guelfa Obizzino prese parte alle lotte dei lombardi contro gli Hohenstaufen. Con Moroello dei Malaspina di Giovagallo fu a capo dei guelfi toscani che difesero Firenze contro Enrico VII. La fazione ghibellina toscana a difesa dell'imperatore fu guidata da un altro esponente della casata, Spinetta Malaspina detto il Grande.[9]

Ebbe anche un'ampia e compatta signoria nella zona a nord di Genova (area delle Quattro province), nelle valli dei fiumi Trebbia e Staffora. Entrambe le signorie, quella della Lunigiana e quella a nord di Genova (detta lombarda), andarono ben presto sfaldandosi per l'adozione del diritto longobardo che prevedeva la spartizione dei beni (e anche dei feudi) tra tutti i figli maschi.

Alcuni membri dei Malaspina ressero una parte del giudicato di Torres nei secoli XIII e XIV, ma, soprattutto, dal XV al XVIII secolo, il ramo dei Cybo-Malaspina governò il marchesato indipendente di Massa e principato di Carrara (poi ducato di Massa e Carrara). I possedimenti sardi dei Malaspina furono: il castello di Serravalle (Bosa) con le curatorie di Planargia e Costa de Addes; il castello di Osilo con le curatorie di Montes, Figulinas e Coros.[10]

Gli appartenenti alla famiglia avevano il titolo di principi di San Colombano.[11]

Origini della casata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Obertenghi.

I Malaspina, al pari degli Estensi e dei Pallavicino, furono un ramo marchionale disceso dalla famiglia degli Obertenghi[12], il cui capostipite fu Oberto I (Otbert o Odebertus), che fu attorno alla metà del X secolo conte palatino (conte del Sacro Palazzo di Pavia e massima autorità giudiziaria nel regno), e dal 951 marchese di Milano e conte di Luni[13] e della marca da lui detta Obertenga, nella Liguria orientale, comprendente i comitati di Milano, Genova, Tortona, Bobbio, Luni e zone limitrofe[14].

Questo ampio territorio andò riducendosi e frammentandosi, sia per le divisioni ereditarie (non essendo in vigore l'istituto del maggiorascato), sia per avvicendamenti con altre famiglie (Fieschi, Spinola, Doria ed altri), ma pure per la pressione dei nascenti comuni (Milano, Genova, Piacenza, Tortona, Pavia e Bobbio).

Da Oberto I, attraverso i successivi discendenti Oberto II, Oberto Obizzo I, Alberto I, Oberto Obizzo II, si giunse ad Alberto o Adalberto II (morto nel 1140) detto Malaspina, capostipite della famiglia. Il figlio Obizzo I ("il grande") (morto nel 1185) ebbe nel 1164 confermati i suoi feudi dall'imperatore Federico I e fu nominato vassallo imperiale: essi detenevano già i due gruppi storici: parte della Liguria (Tigullio, Cinque Terre e Levanto sul mare, persi per acquisizioni di Genova e dei Fieschi), con la Lunigiana e la Garfagnana e la zona delle valli del Trebbia (fino a Torriglia), la Val d'Aveto (fino a Santo Stefano d'Aveto) e Staffora (Oltrepò); e in quella che allora si diceva Lombardia (Val Bormida e Oltregiogo).[15]

Dei suoi vari eredi nel 1220 erano viventi i soli Corrado e Obizzino, confermati dall'imperatore nei loro feudi, invero alquanto ridotti per le cessioni fatte specie a Piacenza. Nel 1221 essi divisero le loro signorie: Corrado ebbe la Lunigiana a ovest del Magra e la val Trebbia in Lombardia, dando origine al ramo dello Spino Secco; Obizzino ebbe la Lunigiana a est del Magra e la valle Staffora in Lombardia, inaugurando la linea dinastica dello Spino Fiorito.

Linea dello Spino Secco[modifica | modifica wikitesto]

Stemma originario dei Malaspina dallo Spino Secco
(Troncato d'oro e di rosso, con uno spino secco, al naturale, attraversante.)

Dai figli del capostipite Corrado, ricordato da Dante Alighieri come l'antico, derivarono (divisione effettuata nel 1266) quattro ulteriori rami.

Malaspina di Mulazzo[modifica | modifica wikitesto]

Trassero origine da Moroello (morto nel 1284), che oltre al castello di Mulazzo in Lunigiana, principale rocca della linea dello Spino Secco, possedeva feudi in Val Trebbia attorno a Ottone, e partecipazioni nei domini della famiglia in Sardegna. Il ramo primogenito fu sempre titolare del marchesato di Mulazzo fino all'abolizione del feudalesimo, e si estinse (1810) con il marchese Alessandro Malaspina, celebre politico e navigatore. Il marchesato, sovrano dal 1266 al 1797 e feudo imperiale fin dal 1164, si estese con varie acquisizioni anche su Pozzo, Montereggio, Montarese, Castagnetoli (dal 1746), Calice, Veppo e Madrignano (questi tre ultimi dal 1710 fino al 1772 furono amministrati dalla linea minore, quando per difficoltà finanziarie furono venduti al granduca di Toscana). Nel XVI secolo si distaccarono temporaneamente i rami di Madrignano (1523-1634) e di Montereggio (1523-1646) e il feudo di Mulazzo dal 1473 fu governato ad anni alterni fino al 1776 dai "Malaspina del Castello" e "Malaspina del Palazzo". La linea diretta maschile si estinse con il famoso esploratore Alessandro Malaspina.[16]
Suoi sovrani furono:

  • Moroello dal 1355 ebbe l'investitura imperiale del feudo
  • Antonio 1365-1406
  • Azzone -1473
  • Cristoforo -1511
  • Azzone II
  • Gian Paolo -1517 e Gian Gaspare -1531 (del Palazzo)
  • Moroello II -1573 e Gian Cristoforo -1574
  • Francesco Antonio -1574
  • Giampaolo II -1584 e Gian Gaspare II -1584
  • Leonardo -1605 e Anton Maria -1600
  • Gian Vincenzo - 1623
  • Ottavio -1646 e Gian Cristoforo II -1643
  • Moroello III -1657
  • Azzo Giacinto -1674 e Corrado -1676
  • Carlo Maria -1705 e Obizzo -1691
  • Azzo Giacinto II -1746 e Gian Cristoforo III -1763
  • Carlo Moroello -1774 e Cesare -1776
  • Azzo Giacinto III -1797 (e Luigi -1797, de jure).

Tra le linee collaterali derivate da questa di Mulazzo si ricordano:

  • Malaspina di Cariseto e Godano, da Cariseto[17] fraz. di Cerignale in Val Trebbia, trassero origine da Antonio (morto nel 1477), figlio di Antonio di Mulazzo, e si estinsero nel giro di due generazioni: il marchesato di Cariseto passò ai Fieschi nel 1540 e successivamente ai Doria.
  • Malaspina di Santo Stefano, da Santo Stefano d'Aveto, in una valle tributaria della Val Trebbia, trassero origine da Ghisello I (morto nel 1475), figlio di Antonio di Mulazzo; già nel 1495 vendettero il marchesato di Santo Stefano ai Fieschi, mantenendo i feudi di Godano e Bolano (entrambi in val di Vara, intermedia tra la Lunigiana e la Val Trebbia), e si estinsero nel XVII secolo, lasciando i loro feudi alla linea principale di Mulazzo.
  • Malaspina di Edifizi, da Edifizi fraz. di Ferriere in val Nure, trassero origine da Pietro, figlio di Ghisello I di Santo Stefano, e si estinsero nel 1624.
  • Malaspina di Casanova (da una Casanova probabilmente presso Ottone), trassero origine da Antonio, figlio (forse) di Barnabò di Mulazzo, e si estinsero nel XVIII secolo dopo aver venduto il feudo ai Doria nel XVI secolo.
  • Malaspina di Croce (da Croce Fieschi nell'Appennino ligure) che venderono il feudo ai Fieschi nel 1504.
  • Malaspina di Fabbrica, da Fabbrica fraz. di Ottone (da non confondersi con Fabbrica Curone di cui erano marchesi un ramo dei Malaspina di Varzi), trassero origine da Moroello, figlio di Bernabò o di Galeazzo di Mulazzo, venderono nel 1540 il feudo ai Fieschi, sopravvissero alla fine del feudalesimo ed esistono tuttora.
  • Malaspina di Ottone, da Ottone in Val Trebbia, trassero origine da Giovanni, figlio di Bernabò o di Galeazzo di Mulazzo; venderono il feudo nel 1540 ai Fieschie si estinsero all'inizio del XIX secolo.
    • Malaspina di Orezzoli, da Orezzoli fraz. di Ottone, trassero origine da Galeazzo figlio di Giovanni di Ottone, si ramificarono moltissimo; estinti nel XVIII secolo nella linea principale, esistono ancora in varie linee collaterali. Da una di esse, residente a Bobbio, derivò per adozione la linea dei Malaspina-Della Chiesa, marchesi di Volpedo e Carbonara.
    • Malaspina di Frassi, da Frassi fraz. di Ottone, trassero origine da Giovanni, figlio di Galeazzo di Orezzoli, ed esistono tuttora in varie linee. Venderono il feudo nel 1656 ai Doria.
  • Malaspina di Madrignano, linea indipendente dal 1355 con Azzone fino al 1631. La linea indipendente fu ricostituita dal 1710 al 1772 con i consignori di Mulazzo (linea del Palazzo). Suoi marchesi furono:
    • Azzone II, 1446
    • Bonifazio 1531-55
    • Stefano -1592
    • Bonifazio II
    • Stefano II -1600
    • Giulio Cesare -1631
    • Rinaldo di Suvero
    • Moroello di Mulazzo
    • Gian Cristoforo II 1710-63, consignore di Mulazzo
    • Cesare -1772, consignore di Mulazzo

Malaspina di Castevoli[modifica | modifica wikitesto]

Linea autonoma dal XV secolo costituitasi con Azzone di Antonio di Mulazzo, possedeva anche i feudi di Stadomelli, Cavanella ed il governo congiunto di Villafranca. I principali esponenti furono Tommaso II (-1603) e il figlio Francesco (-1649). La linea diretta si estinse nel 1759 e con il consenso imperiale il feudo fu unificato con quello di Villafranca (1796). Dal 1794 iniziarono le rivolte contro il governo autoritario del marchese Tommaso III. Dal 1757 una parte del feudo fu acquisito dalla linea di Mulazzo.
Suoi marchesi:

  • Azzone 1465
  • Cristofano
  • Tommaso -1547
  • Giovan Battista consignore di Villafranca 1547-61
  • Tommaso II -1603
  • Francesco -1640
  • Tommaso II -1649
  • Niccolò -1676
  • Clarice -1678.
  • (Alfonso 1561-1584; linea di Stadomelli)
  • (Alessandro -1604)
  • (Marzio -1616)
  • (Scipione -1656)
  • Alfonso III 1678-1722, erede di Castevoli
  • Scipione II -1744.
  • Opizzone Paolo -1759
  • Tommaso III -1797, erede di Villafranca.

Malaspina di Giovagallo[modifica | modifica wikitesto]

Trassero origine da Manfredo, figlio di Corrado l'antico verso il 1260. Possedevano il castello di Giovagallo (Tresana) con la zona circostante. Si estinsero nel 1365, e i loro feudi passarono alla linea di Villafranca (vedi sotto), mentre gran parte del marchesato fu assorbito da quello di Tresana.

Malaspina di Villafranca[modifica | modifica wikitesto]

Trassero origine da Federico, figlio di Corrado l'antico, ed ebbero il castello di Malnido a Villafranca in Lunigiana con le terre vicine. Le successive divisioni ereditarie, le guerre e la perdita di numerosi territori nelle valli vicine della Vara, Aulella e Taverone, portarono la linea dinastica alla povertà e decadenza. Dal XVI secolo si posero sotto la protezione (accomandigia) di Modena e per la loro lealtà, con decreto del 3 maggio 1726 il duca Rinaldo d'Este di Modena concesse loro la denominazione "Malaspina Estensi". Lo staterello si estendeva su Garbugliaga, Beverino, Villa, Rocchetta di Vara, castello della Virgoletta, e castello di Malnido a Villafranca, sede congiunta con i consignori della linea di Castevoli.
I marchesi sovrani furono

  • Federico -1367
  • Spinetta -1402
  • Federico I -1406
  • Gabriele -1437
  • Giovanni Spinetta -1469
  • Tommaso - 1521
  • Bartolomeo -1549
  • Federico II -1580
  • Alfonso -1601 e Scipione -1656
  • Tommaso e Federico III -1603
  • Bartolomeo II -1628
  • Annibale -1652
  • Niccolò - 1697
  • Giovanni -1715
  • Annibale II Malaspina Estense -1721
  • Federico IV Estense -1786
  • Giovanni II Estense -1796
  • Tommaso III -1797 (linea di Castevoli).

Si ramificarono molto, sopravvivendo alla fine del feudalesimo, ed esistono tuttora in varie linee. Di esse alcune hanno avuto proprie signorie e un'identità separata. Si ricordano:

  • Malaspina di Cremolino, da Cremolino nel Monferrato, trassero origine da Tommaso I (1361), figlio di Federico di Villafranca e di Agnese del Bosco, di stirpe aleramica, da cui provennero i suoi feudi (comprendenti anche la consignoria sulla città di Ovada); si estinsero nel XVI secolo.
  • Malaspina di Lusuolo, da Lusuolo fraz. di Mulazzo in Lunigiana, trassero origine da Azzone (morto nel 1364), figlio di Opizzino di Villafranca, ereditò anche i feudi dei Malaspina di Giovagallo ormai estinti (vedi sopra). Si estinsero nel XVII secolo dopo aver venduto i loro feudi al Granduca di Toscana
    • Malaspina di Podenzana, da Podenzana in Lunigiana, discesero da Leonardo, figlio di Gian Spinetta di Lusuolo nel 1536. Alessandro nel corso della Guerra di Successione spagnola divenne governatore imperiale di Aulla, spossessandone i genovesi Centurione, proprietari dal 1543; rifiutatosi di giurare fedeltà al re di Spagna, Alessandro si vide demolita la possente rocca nel 1706, tuttavia ne entrò definitivamente in possesso dal 1710 come marchese di Aulla, acquistando dall'imperatore il feudo per 30.000 fiorini. Nel 1794 ereditano una parte di Licciana; si estinsero alla fine del XVIII secolo, contemporaneamente all'abolizione del feudalesimo. Oltre Podenzana e Aulla possedevano anche Montedivalli, Amola e 1/4 del feudo di Monti. Furono marchesi sovrani:
      • Leonardo 1535-65
      • Alessandro -1587
      • Leonardo II -1637
      • Francesco -1676
      • Alessandro II -1712
      • Francesco II Maria -1754
      • Alessandro III -1789
      • Alfonso -1797.
  • Malaspina di Tresana, da Tresana in Lunigiana, già feudo dei Malaspina di Giovagallo, trassero origine da Opizzino, figlio di Giovanni Jacopo di Lusuolo, e si estinsero con Guglielmo nel 1652.
  • Malaspina di Licciana, da Licciana Nardi in Lunigiana, derivanti da Gian Spinetta, figlio di Giovanni Spinetta di Villafranca e divennero una linea indipendente dal 1535; ebbero il feudo di Licciana e si estinsero alla fine del XVIII secolo, poco prima dell'abolizione del feudalesimo. Il marchesato estendeva la propria sovranità anche su Panicale, Monti, Piancastelli, Solaro, Bigliolo, Catanasco, Mulesano, Amola. Ferdinando nel tentativo di porsi sotto la protezione della Spagna venne ucciso nel corso di una rivolta popolare nel 1611. Dal 1778 venne posto sotto il protettorato modenese e la linea familiare nel 1783 ereditò parte del feudo della Bastia. Dopo Ignazio il feudo passò alla linea di Podenzana (1795).
    Suoi marchesi furono:
    • Jacopo 1535-80, nel 1549 ricevette l'investitura imperiale
    • Cornelio
    • Alfonso -1600
    • Ferdinando -1619
    • Obizzo -1641
    • Jacopo II -1669
    • Obizzo II -1704
    • Jacopo Antonio -1746
    • Francesco Maria -1749
    • Cornelio -1778
    • Ignazio -1794
    • Amedea -1796.
    • Alfonso -1797 (linea di Podenzana e Aulla).
    • Malaspina della Bastia, da Bastia, fraz. di Licciana Nardi, trassero origine da Fioramonte II, figlio di Gian Spinetta di Licciana (-1528) come linea indipendente dal 1535. Nel corso del XVII secolo il feudo fu funestato dalle vicende criminose di Nestore, fratello minore del marchese Carlo, i cui arbitrii terminarono solo con la sua uccisione durante una violenta rivolta popolare, nonostante l'intervento arbitrale del granduca di Toscana. Nel 1704 lo staterello si pose sotto il protettorato toscano, accogliendo un auditore ed un podestà nominati dal governo fiorentino. Si estinsero nel 1783, lasciando il feudo alla linea di Ponte Bosio. La marchesa Anna,consorte del marchese Giovanni, donna bellissima, fu inviata a Versailles nel tentativo di sostituirla come favorita di Luigi XV alla Pompadour, ma ritornò nel suo feudo solo con una modesta pensione concessa dal re. Qui i suoi marchesi:
      • Fioramonte II di Licciana -1535-74
      • Camillo -1619
      • Camillo II -1629
      • Ippolito -1641
      • Francesco -1671
      • Serafino -1736
      • Antonio -1740
      • Giovanni -1783.
      • Claudio -1797 (linea di Pontebosio).
      • Malaspina di Terrarossa, da Terrarossa, fraz. di Licciana Nardi, trassero origine da Fabrizio, figlio di Fioramonte di Bastia, che vendette il suo feudo al Granduca di Toscana nel 1617; si estinsero nel giro di due generazioni.
      • Malaspina di Terrarossa, da Terrarossa, fraz. di Licciana Nardi, trassero origine da Fabrizio, figlio di Fioramonte di Bastia, che vendette il suo feudo al Granduca di Toscana nel 1617; si estinsero nel giro di due generazioni.
      • Malaspina di Ponte Bosio, da Pontebosio, fraz. di Licciana Nardi, trassero origine da Ludovico I, nipote abiatico di Fioramonte della Bastia e divenendo linea sovrana dal 1631, ricevendo l'investitura imperiale nel 1639; ereditarono il feudo di Bastia nel 1783 e nel 1794 parte di quello di Licciana; sopravvissero alla fine del feudalesimo ma si estinsero nel XIX secolo. Suoi marchesi furono:
        • Ludovico -1639-59
        • Giulio II -1664
        • Claudio -1662
        • Ferdinando -1722
        • Ludovico II -1748
        • Giulio III -1768
        • Claudio II -1797
        • Giulio IV -1797.
    • Malaspina di Monti, da Monti fraz. di Licciana Nardi, trassero origine da Moroello (1535-75), figlio di Gian Spinetta di Licciana e si estinsero in due generazioni con Orazio (1575-85).
    • Malaspina di Suvero, da Suvero, fraz. di Rocchetta di Vara (in provincia della Spezia ma al confine con la Lunigiana), ebbero origine nel 1535 da Rinaldo, figlio di Gian Spinetta II di Licciana; ereditarono Monti, poi venduto nel 1664 alla linea di Podenzana e sopravvissero alla fine del feudalesimo. Esistono tuttora. Torquato (-1594) fece molto per il proprio staterello, favorendo iniziative filantropiche e con la costituzione di un "monte frumentario" per prevenire le carestie. Dopo la guerra ereditaria tra Rinaldo II e Spinetta della linea di Olivola (1627) il feudi imperiali godette di una relativa tranquillità fino all'invasione spagnola del 1733 che distrusse il possente castello. I marchesi sovrani furono:
      • Rinaldo 1535-63
      • Torquato -1594
      • Rinaldo II -1639
      • Pier Torquato II -1663
      • Francesco Antonio -1714
      • Torquato III -1736
      • Rinaldo III -1770
      • Francesco Antonio II -1771
      • Torquato IV -1796.

Malaspina di Pregòla[modifica | modifica wikitesto]

Trassero origine da Alberto (morto nel 1298), figlio di Corrado l'antico. Ebbero il feudo di Pregòla (fraz. di Brallo di Pregola) con un vasto territorio sul lato sinistro della Val Trebbia (il fiume divideva i loro feudi da quelli del ramo di Mulazzo), a monte di Bobbio. Nel 1304 Corradino Malaspina signore della rocca di Carana (Corte Brugnatella) (non compresa nella donazione del Barbarossa, ma donata in feudo dall'abate di Bobbio Rainerio in cambio del diritto di riscuotere il pedaggio sulla strada della Val Trebbia) d'accordo con Visconte Pallavicino e l'Abate di Bobbio Guido prende Bobbio e la trasformaò in una signoria costruendovi l'attuale castello; nel 1341 i Visconti di Milano si impossessarono di Bobbio e di Corte Brugnatella, togliendogli la rocca di Carana e distruggendo il castello nero (da colore delle pietre) ma lasciando la torre di guardia sul Bricco (805 m), dopo il 1347, quando morì Corradino, il feudo venne ridato ai figli, ma nel 1361 lo dovettero cedere sempre ai Visconti e poi nel 1436 passò ai Dal Verme divenuti Conti di Bobbio e Voghera; inoltre gli fu tolta la zona dell'antica parrocchia di San Cristoforo nella Valle del Carlone, rimanendogli solo Dezza che era sempre nella parrocchia di San Cristoforo e dandola ai Malaspina di Pregòla. Con una prima divisione nel 1347 si staccarono i feudi di Prato (fraz. di Cantalupo Ligure, nella Val Borbera, adiacente alla Val Trebbia) e di Corte Brugnatella, che ebbero breve vita. Nella successiva divisione del 1453 si determinarono i quattro quartieri del marchesato di Pregola, ognuno infeudato a un distinto ramo della famiglia. Questi rami furono dunque:

  • Malaspina di Vezimo, da Vezimo fraz. di Zerba in Val Trebbia, si estinsero alla fine del XVI secolo.
  • Malaspina di Pei e Isola, da Pei, frazione di Zerba, e Isola, località ormai disabitata in comune di Brallo di Pregola, si estinsero nel XVII secolo (ma forse esistono ancora loro discendenti tra i Malaspina della zona, di cui si ignora la genealogia).
  • Malaspina di Alpe e Artana, da Alpe fraz. di Gorreto e Artana fraz. di Ottone, si estinsero nel XVII secolo.
  • Malaspina di Pregòla, Campi e Zerba, da Zerba e Campi fraz. di Ottone, diedero origine alla linea che, acquistando la maggior parte delle quote del feudo principale, riebbe in esclusiva il titolo di Marchesi di Pregòla (ricordati ed omaggiati sempre durante la festa e la sfilata medioevale in costume di Bobbio che si tiene nella festa di San Colombano a novembre). Con il marchese Oliviero, ottennero nel 1541 l'investitura come feudo imperiale e tale rimase nonostante le aspre contese con i Savoia fino alla fine del feudalesimo in Italia (1797). L'ultimo marchese titolare del feudo fu Baldassarre che ebbe forti pressioni dalla corte di Torino per rinunciare ai suoi diritti feudali. Per motivi ereditari il feudo era divenuto un condominio con altri rami della famiglia e con marchesi Pallavicino di Cabella che, con Gerolamo, avevano usurpato nel 1660 porzioni pro quota del feudo malaspiniano. Nel 1782 Gian Galeazzo Malaspina di Santa Margherita, Antonio Giuseppe Malaspina di Orezzoli, eredi di Corrado Malaspina di Pregòla (la cui vedova Maria Teresa Farnese dal Pozzo dal 1777 era divenuta pensionaria dei Savoia) e Giovan Carlo Spinola Pallavicino, rivendicano presso la corte di Vienna le loro prerogative feudali nei confronti della politica annessionista dei Savoia, facendo intervenire l'imperatore.[18] La linea diretta sopravvisse alla fine del feudalesimo, e resta tuttora un ramo della famiglia emigrato in Grecia e attualmente negli Stati Uniti d'America.[19]

Linea dello Spino Fiorito[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Malaspina (Fosdinovo) § I Malaspina dello Spino Fiorito, Marchesi di Fosdinovo, Storia di Fosdinovo e Marchesato di Fosdinovo.
Arme dei Malaspina dello Spino Fiorito (litografia del 1896)

Da tre nipoti e un figlio superstite del capostipite Obizzo Malaspina detto Obizzino, per divisione attuata nel 1275, ebbero origine quattro ulteriori linee.

Malaspina di Varzi[modifica | modifica wikitesto]

Discesero da Azzolino, nipote di Obizzino e figlio di Isnardo, che morì prima della divisione del 1275; Azzolino ebbe in comune con il fratello Gabriele un terzo delle signorie del nonno Obizzino, parte in Lunigiana e parte in Lombardia, e successivamente, in accordo col fratello, tenne per sé i soli feudi lombardi, localizzati in valle Staffora attorno a Varzi. Il marchesato di Varzi fu diviso tra i tre figli di Azzolino: la linea di Isnardo, che possedeva Menconico, si estinse nel XV secolo, le altre due invece sopravvissero:

  • Malaspina di Fabbrica, da Fabbrica Curone in una valle adiacente alla valle Staffora, discendevano da Obizzo figlio di Azzolino. Si estinsero alla fine del XIX secolo dopo che erano divenuti Sforza-Malaspina.
  • Malaspina di Varzi (linea primogenita), si estinse nel XIX secolo dopo essersi molto ramificata e aver perso gradualmente il controllo del marchesato. Forse ne esistono ancora discendenti tra i molti Malaspina della valle Staffora, di cui si ignora la genealogia, provenienti da rami decaduti. Da essi derivarono dei rami che acquisirono una propria identità:
    • Malaspina di Santa Margherita, da Santa Margherita, fraz. di Santa Margherita di Staffora, trassero origine da Cristoforo (morto dopo il 1420), si estinsero nel 1821.
    • Malaspina di Casanova, da Casanova Staffora, fraz. di Santa Margherita di Staffora, ebbero origine da Baldassarre figlio di Bernabò di Varzi, e si estinsero nel XVII secolo.
      • Malaspina di Bagnaria, da Bagnaria di cui avevano solo il titolo nominale, ebbero origine da Bernabò figlio di Bernabò di Varzi, e si estinsero nel XVII secolo.[20]
Stemma originario dei Malaspina dallo Spino Fiorito
(Troncato d'oro e di rosso allo spino al naturale fiorito d'argento posto in palo ed attraversante.)

Malaspina di Fivizzano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Massa e Carrara.

Discesero da Gabriele, nipote di Obizzino e figlio di Isnardo, che morì prima della divisione del 1275; Gabriele ebbe in comune con il fratello Azzolino un terzo delle signorie del nonno Obizzino, parte in Lunigiana e parte in Lombardia, e successivamente, in accordo col fratello, tenne per sé i soli feudi in Lunigiana, consistenti nel castello della Verrucola presso Fivizzano, e dei territori circostanti nella Lunigiana orientale. Dei tre figli di Gabriele, Isnardo lasciò una discendenza che si estinse nel XV secolo, lasciando Fivizzano alla Repubblica di Firenze di cui erano alleati, e determinando quindi la presenza fiorentina prima e toscana poi in Lunigiana (la futura Lunigiana Granducale contrapposta a quella malaspiniana e poi modenese); Spinetta si mise al servizio di Verona e acquistò il feudo di Fosdinovo, dopodiché, non avendo figli naturali, la sua discendenza si chiuse coi suoi figli; i discendenti di Azzolino ebbero Fosdinovo e diedero origine alla linea dei Malaspina di Fosdinovo, la più importante della casata, vicari imperiali in Italia, da cui discese Antonio Alberico I Malaspina, che, come marchese di Fosdinovo, ottenne Massa nel 1441[21]. A lui successe il figlio Giacomo I Malaspina (?-1481) che alla signoria su Massa aggiunse quella su Carrara e territori limitrofi[22]. Il figlio Alberico[23] cacciò dallo stato il fratello Francesco e la sua prole, privandoli di ogni diritto, lasciando come unica erede la figlia Ricciarda sposata a Lorenzo Cibo, da cui discesero i Cybo-Malaspina, successivi marchesi, principi e duchi di Massa e Carrara.[24]

Questo ramo della famiglia ebbe poi vari rami collaterali, tra cui:

  • Malaspina di Sannazzaro, da Sannazzaro de' Burgondi presso Pavia, discesero da Francesco, figlio di Giacomo I di Massa che era stato investito di Sannazzaro nel 1466. Si estinsero nel 1835 con Luigi, cittadino di Pavia in cui ebbe un preminente ruolo politico e culturale.

Malaspina di Fosdinovo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fosdinovo, Marchesato di Fosdinovo e Marchesi di Fosdinovo.

Discesero da Galeotto (morto nel 1367), figlio di Azzolino. Spinetta nel 1340 consolidò il proprio "Stato" garantendone la signoria per i secoli successivi. Il marchesato come sovranità autonoma si costituì nel 1367 e si estese su Viano, Castel dell'Aquila, Gragnola (1646), Cortila, Pulica, Giucano, Ponzanello, Tendola, Marciaso e Posterla, Caniparola. Gabriele figlio di Antonio Alberico I di Fosdinovo, resse il feudo avito di Fosdinovo, lasciando ai fratelli gli altri possedimenti.[25]

Nel 1529 gli venne riconosciuta la carica ereditaria di vicario imperiale per i feudi italiani e nel 1666 l'imperatore gli concesse il diritto di zecca. L'ultimo marchese sovrano, Carlo Emanuele, si dimostrò favorevole all'abolizione dei feudi imperiali in Italia, aderendo al decreto napoleonico del 2 luglio 1797; la famiglia Torrigiani-Malaspina è ancora proprietaria del castello fosdinovese.
I marchesi sovrani furono:

  • Galeotto 1361-1367
  • Gabriele I 1367-1390
  • Spinetta II 1393-98
  • Antonio Alberico I 1398-1445
  • Giacomo I 1445-1467
  • Gabriele II 1467-1508
  • Lorenzo 1508-1533 con Galeotto II 1508-1523
  • Giuseppe 1533-1565
  • Andrea 1565-1610
  • Giacomo II 1610-1663
  • Pasquale 1663-1669
  • Ippolito 1669-1671
  • Carlo Francesco Agostino 1671-1722
  • Gabriele III 1722-1758
  • Carlo II Emanuele 1758-1797.
    • Malaspina di Olivola, da Olivola fraz. di Aulla, ebbero origine da Lazzaro figlio di Giovanni Battista di Fosdinovo, e nipote di Gabriele che era subentrato nel marchesato di Olivola dopo l'assassinio di tutti gli eredi della prima linea dei Malaspina di Olivola (vedi sotto). Si estinsero nel XIX secolo. Il marchesato possedeva anche Pallerone (1572), Bibola, Bigliolo, Agnino, Quercia, Saracco e Vaccareccia. Dal 1569 fu sottoposto ad accomandigia toscana. I marchesi furono i seguenti:
      • Lazzaro 1509-44, nel 1525 ricevette l'investitura imperiale
      • Spinetta II -1571
      • Lazzaro II -1630
      • Spinetta III - 1655
      • Giuseppe -1682
      • Lazzaro III -1714
      • Giuseppe Massimiliano -1758
      • Lazzaro IV -1783
      • Carlo -1796.
    • Malaspina di Verona, ebbero origine da Spinetta figlio di Antonio Alberico I di Fosdinovo, che rinunciò ai feudi ma ebbe grandi proprietà private a Verona. Si estinsero nel XX secolo.
    • Malaspina di Gragnola, da Gragnola fraz. di Fivizzano, discesero da Leonardo, fratello di Spinetta il Grande; si estinsero in due generazioni, ma il titolo passò in eredità a un ramo dei marchesi di Fosdinovo, anch'esso estintosi in breve tempo (1642), per essere riassorbito dalla linea maggiore di Fosdinovo (1644), dopo la lite sorta con il granduca di Toscana che era stato nominato erede del feudo dall'ultimo marchese Alessandro.[26] Marchesi sovrani:
      • Lazzaro 1445-51
      • Galeotto
      • Leonardo -1505
      • Giacomo
      • Giovanni -1550
      • Leone -1568
      • Alfonso -1594. Linea cadetta (erede del feudo sovrano dal 1594)
      • Galeotto -1544
      • Corrado -1576
      • Giovan Battista -1602
      • Cosimo -1638
      • Alessandro -1642.

Malaspina di Olivola[modifica | modifica wikitesto]

Trassero origine da Francesco, figlio di Bernabò e nipote di Obizzino. Nella divisione del 1275 ebbe terre sia in Lunigiana (incentrate sul castello di Olivola, fraz. di Aulla) sia in Lombardia (comprendenti il castello di Pizzocorno, fraz. di Ponte Nizza). Tutti i discendenti furono assassinati nel 1413 nel castello di Olivola. I loro feudi furono spartiti tra gli altri rami della famiglia (Fosdinovo e Godiasco). Olivola venne dato alla linea di Gragnola e alla sua estinzione passò ad Alberico I di Fosdinovo ed al figlio Gabriele IV (-1485) che lo lasciò al figlio Giovan Battista. Fu ereditato dal figlio Lazzaro che dal 1525 creò una nuova linea autonoma fino all'abolizione dei feudi imperiali del 1797 (vedi sopra).
Marchesi sovrani:

  • Bernabò 1249-65
  • Franceschino -1339
  • Domenico -1355
  • Marco -1398
  • Manfredi, Bernabò II, Giovanni -1413.

Malaspina di Godiasco[modifica | modifica wikitesto]

Discesero da Alberto, figlio di Obizzino, che nella divisione del 1275 coi nipoti ebbe feudi sia in Lunigiana sia in Lombardia, incentrati sui castelli di Filattiera (per cui furono inizialmente detti anche Malaspina di Filattiera, titolo poi rimasto solo a una linea) e di Oramala (fraz. di Val di Nizza), cui successivamente subentrò il borgo di Godiasco come centro principale della famiglia. Nel 1743 si formò la Provincia di Bobbio sotto il marchesato di Bobbio (dal 1516) sotto i Savoia e sotto il mandamento di Varzi, che racchiuse i territori. Attraverso Nicolò detto Marchesotto, figlio di Alberto, e ai suoi cinque figli, derivarono le cinque linee della famiglia, che ebbero tutte quante feudi sia in Lunigiana sia nel marchesato di Godiasco in Lombardia (Oltrepò Pavese):

  • Malaspina di Castiglione e Casalasco, da Castiglione del Terziere fraz. di Bagnone in Lunigiana, e da Casalasco fraz. di Val di Nizza nell'Oltrepò Pavese, ebbero origine da Franceschino detto il Soldato, figlio del Marchesotto; si estinsero in tre generazioni, Castiglione passò a Firenze e Casalasco ai Malaspina di Oramala.
  • Malaspina di Bagnone e Valverde, da Bagnone in Lunigiana e Valverde nell'Oltrepò Pavese, ebbero origine da Antonio, figlio del Marchesotto. I figli di Antonio divisero i beni: Bagnone rimase a Riccardo, i cui nipoti lo vendettero a Firenze, e la cui discendenza è estinta nella linea maschile nel 1987; Valverde rimase al fratello Antonio, la cui discendenza probabilmente esiste ancora nell'Oltrepò.
  • Malaspina di Treschietto e Piumesana, da Treschietto fraz. di Bagnone in Lunigiana e da Piumesana fraz. di Godiasco nell'Oltrepò Pavese, ebbero origine da Giovanni, figlio del Marchesotto; nel 1698 vendettero Treschietto al Granduca di Toscana, e anche la loro signoria su Piumesana e la consignoria su Godiasco si ridusse a quote modeste. Si estinsero nel XIX secolo.
  • Malaspina di Filattiera e Cella, da Filattiera in Lunigiana e Cella fraz. di Varzi nell'Oltrepò Pavese, ebbero origine da Obizzino, figlio del Marchesotto; nel 1514 Bernabò, ribelle agli Sforza, fu squartato a Voghera, e il feudo di Cella fu confiscato; suo figlio Manfredi vendette Filattiera al Granduca di Toscana; la discendenza si estinse nel XVIII secolo.
  • Malaspina di Malgrate e Oramala, da Malgrate fraz. di Villafranca in Lunigiana e da Oramala fraz. di Val di Nizza nell'Oltrepò Pavese, ebbero origine da Bernabò, figlio del Marchesotto. Fu uno dei pochi rami della famiglia, insieme a quello di Fosdinovo, a non diminuire il proprio potere, ma anzi incrementarlo nel tempo, acquisendo la quasi totalità delle quote del marchesato di Godiasco, il marchesato di Pozzol Groppo e il marchesato di Fortunago, oltre che partecipazioni nella maggior parte degli altri feudi malaspiniani nell'Oltrepò. Furono quindi chiamati poi Malaspina di Godiasco-Pozzol Groppo e Fortunago[27], nomi che prenderanno i due rami coi quali si dividerà la dinastia, che si estingueranno nel XIX secolo. I marchesi:
    • Bernabò -1351-68
    • Niccolò -1408
    • Bartolomeo -1456
    • Ercole -1477
    • Malgrate -1499
    • Giambattista -1514
    • Cesare -1549
    • Ercole II -1581
    • Pier Francesco -1622
    • Giuseppe
    • Pier Francesco II -1692
    • Ercole III Benedetto -1723
    • Agostino -1750
    • Ercole IV -1797.
    • Malaspina di Sagliano, da Sagliano Crenna fraz. di Varzi, ebbero origine da Azzo, figlio di Nicolò di Oramala e Malgrate, e si estinsero nel XVIII secolo.

Linee esistenti alla metà del XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Spino Secco:
    • Mulazzo, Montereggio e Castagnetoli (1746): Carlo Moroello 1746-74, protettorato toscano
    • Calice, Veppo, Madrignano, Mulazzo (1710): Gian Cristoforo 1710-63; feudo ceduto alla Toscana nel 1772
    • Suvero, Monti: Rinaldo III 1736-70
    • Orezzoli, Volpedo: Marco Antonio 1691-52 (linea non sovrana), ai Savoia
    • Fabbrica di Ottone (linea non sovrana), ai Savoia
    • Ottone (linea non sovrana), ai Savoia
    • Frassi (linea non sovrana), ai Savoia
    • Villafranca, Virgoletta, Garbugliaga, Beverone: Federico III Malaspina Estense 1722-86; feudo modenese
    • Castevoli, Cavanella, Stadomelli: Opizzone Paolo 1744-59, poi alla linea di Villafranca
    • Licciana, Monti, Panicale, Bigliolo: Cornelio 1741-78; estinti nel 1794 e annesso da Villafranca
    • Bastia, Varano, Monti: Giovanni 1740-83, poi alla linea di Ponte Bosio
    • Ponte Bosio, Monti: Giulio 1748-68, dal 1794 a Licciana
    • Podenzana, Aulla (1710): Francesco Maria 1712-54
    • Pregola, Campi, sotto il Groppo: Corrado 1720-77 (linea non sovrana); Ercole III di Malgrate 1750-97, ai Savoia
    • Tresana: Filippo II 1752-67.
  • Spino Fiorito:
    • Fosdinovo, Gragnola, Castel dell'Aquila: Gabriele III 1722-58, vicario imperiale in Italia
    • Fabbrica Curone: Antonio Sforza Malaspina 1739-59 (linea non sovrana), ai Savoia
    • Santa Margherita, Menconico: Francesco Agostino 1749-57: Corrado di Pregola 1720-77 (linee non sovrane)
    • Malgrate, Filetto, Godiasco, Oramala, Fortunago, Piumesana: Ercole IV 1750-97, in parte feudi non sovrani ai Savoia
    • Olivola, Pallerone, Bibola: Giuseppe Massimiliano 1714-58
    • Treschietto, Valle, Corlago: Giulio di Filattiera 1710-61 (linea non sovrana), alla Toscana dal 1698
    • Sagliano, Godiasco, Piumesana: Francesco 1743-58 (linea non sovrana)
    • Grondona (linea non sovrana)
    • Valverde, S.Albano, Monfalcone, Godiasco, Piumesana: Carlo Antonio 1704-59 (linea non sovrana)
    • Varzi (linea non sovrana), ai Savoia
    • Verona (linea non sovrana), sotto Venezia.

Altre linee[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Malaspina sul portale d'ingresso del Palazzo Malaspina (Ascoli Piceno)
  • Malaspina di Ascoli Piceno, da Ascoli Piceno nelle Marche; il feudo passò poi ai Malatesta, ma gli Sforza lo ridiedero ai Malaspina fino al 1502 quando passò al papato.
  • Malaspina di Grondona, solo il feudo di Grondona, fino alla fine del feudalesimo.
  • Sorce-Malaspina, dal marchese di Olivola, Giuseppe Massimiliano Malaspina (1700 - 1º novembre 1758) e Maria Teresa Malaspina (1703 - Pisa, 3 novembre 1770) nacque Alberico (? - 1789) sposatosi a Palermo con Maria Migliore. La figlia Maria Angelica Malaspina sposò Don Antonino Sorce, proveniente da una ricca famiglia di Mussomeli, dando così origine al ramo dei Sorce-Malaspina. Nel 1770 nacque il figlio Salvatore Sorce-Malaspina che, dalla moglie Antonina Padronaggio, avrà i seguenti figli:
    • Antonino Sorce Malaspina (nato nel 1793);
    • Vincenzo Sorce Malaspina (nato nel 1806), sposato con Donna Gaetana Sorce;
    • Maria Angelica Sorce Malaspina (nata nel 1801);
    • Maria Carmela Sorce Malaspina (nata nel 1800). Attualmente la linea continua con i discendenti di Giuseppe Mistretta, nato dal Cavalier Antonino e da Donna Stefanina Mistretta.

Altri componenti non appartenenti alle linee note[modifica | modifica wikitesto]

Ricordano Malaspina: (o Malespini), storiografo fiorentino (* verso il 1200, †; 1281) scrisse una storia della sua città ("Istoria fiorentina") in italiano, proseguita dopo la sua morte dal nipote, Giaccotto. Dopo la battaglia di Montaperti (1260) andò in esilio a Roma. Fece ritorno a Firenze dopo la Battaglia di Benevento del 1266.

Giacotto Malaspina, che proseguì la storia fino al 1286.

Saba Malaspina segretario del papa Giovanni XXI, scrisse una storia della Sicilia ("Rerum sicularum", 1250-76) dal punto di vista guelfo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  • Per i possedimenti sardi dei Malaspina: Alessandro Soddu, I Malaspina e la Sardegna, Cagliari, CUEC, 2005; Giovanni Deriu, L'insediamento umano medioevale nella curatoria di Costa de Addes, Sassari, Magnum, 2000; Salvatore Chessa, L'insediamento umano medioevale nella curatoria di Montes, Sassari, Magnum, 2002.
  1. ^ [Andrea Borella (a cura di), Annuario della nobiltà italiana, Teglio, S.A.G.I., 2010, vol. I, pp. 1915-1916.]
  2. ^ di Fosdinovo
  3. ^ La maggior parte delle notizie sui vari rami dei Malaspina si trovano nei tre volumi della Storia della Lunigiana feudale, di Eugenio Branchi
  4. ^ Burla, pp. 37-38
  5. ^ a b c d e f g h i j k l Castello di Fosdinovo - Albero genealogico (PDF), castellodifosdinovo.it.
  6. ^ La marca Obertenga e i Feudi Imperiali
  7. ^ Guagnini, p. 27
  8. ^ Guagnini, p. 49
  9. ^ Fiori, p. 6
  10. ^ Soddu, I Malaspina e la Sardegna, p. 36
  11. ^ Branchi, I, p. 161
  12. ^ Patrizia Meli, Gabriele Malaspina marchese di Fosdinovo: condotte, politica e diplomazia nella Lunigiana del Rinascimento, Firenze, Firenze University Press, 2008, pp. X, 2, ISBN 978-88-8453-860-4.
  13. ^ Patrizia Meli, Gabriele Malaspina marchese di Fosdinovo: condotte, politica e diplomazia nella Lunigiana del Rinascimento, Firenze, Firenze University Press, 2008, p. X, ISBN 978-88-8453-860-4.
  14. ^ In pratica più o meno l'attuale Lombardia, più il Novarese, la Svizzera Italiana e l'Emilia con Ferrara; il Genovesato fino alla Lunigiana e alla Garfagnana e parte del Piemonte, cioè Tortona, Novi Ligure, Ovada, la Val Bormida (l'Oltregiogo), e poi si aggiunse anche Ascoli Piceno
  15. ^ Guagnini, p. 52
  16. ^ Branchi, II, p. 121
  17. ^ Castello di Cariseto - Cerignale Piacenza Genova
  18. ^ Branchi, II, p. 205
  19. ^ Fiori, pp. 157-158
  20. ^ Caciagli, p. 60
  21. ^ Antonio Alberico Malaspina
  22. ^ Giacomo Malaspina
  23. ^ Alberico Malaspina
  24. ^ Branchi, III, p. 45
  25. ^ Caciagli, p. 82
  26. ^ Fiori, p. 104
  27. ^ Branchi, III, pp. 58-60

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eugenio Branchi, Storia della Lunigiana feudale, ristampa anastatica, 3 vol., Forni, Bologna 1971.
  • Umberto Burla, Malaspina di Lunigiana, Luna editore, La Spezia 2001.
  • Giuseppe Caciagli, Storia della Lunigiana, Arnera, Pontedera 1992.
  • Giorgio Fiori, I Malaspina, Tip.Le.Co., Piacenza 1995.
  • Guido Guagnini, I Malaspina, Il Biscione, Milano 1973.
  • Patrizia Meli, Gabriele Malaspina marchese di Fosdinovo: condotte, politica e diplomazia nella Lunigiana del Rinascimento, University Press, Firenze 2008 ISBN 978-88-8453-859-8, ISBN 978-88-8453-860-4.
  • Franco Quartieri, Dante e i Malaspina, in "Analisi e paradossi su 'Commedia' e dintorni", p. 141, Longo editore, Ravenna 2006 ISBN 88-8063-501-8.
  • Alessandro Soddu (a cura di), I Malaspina e la Sardegna. Documenti e testi dei secoli XII-XIV, CUEC, Cagliari 2005.
  • Alessandro Soddu, Struttura familiare e potere territoriale nella signoria dei Malaspina, in “Giornale Storico della Lunigiana e del territorio Lucense”, LV (2004), pp. 135-152, 2007.
  • Alessandro Soddu, Poteri signorili in Sardegna tra Due e Trecento: i Malaspina, in “RiMe. Rivista dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea”, 4 (giugno 2010), pp. 95-105 [Atti del “12th Annual Mediterranean Studies Congress: Sardinia: A Mediterranean Crossroads”, Cagliari 27-30 maggio 2009] on line http://rime.to.cnr.it/
  • Alessandro Soddu, "Magni baroni certo e regi quasi”. I Malaspina fra Lunigiana, Lucca e Sardegna, in “Acta Historica et Archaelogica Mediaevalia”, 30 (2009-2010), pp. 251-260, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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